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Legge n. 208/1998

Legge n. 208/1998 - Riparto quota dei 3.500 miliardi di cui al punto 2.2 della delibera n. 70/1998 destinata alle opere di completamento e agli studi di fattibilita' per il Centro-Nord. Modifiche alla delibera n. 52/99 del 21 aprile 1999. (Deliberazione n. 135/99).

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
DELIBERAZIONE 6 agosto 1999
Legge n. 208/1998 – Riparto quota dei 3.500 miliardi di cui al
punto 2.2 della delibera n. 70/1998 destinata alle opere di
completamento e agli studi di fattibilita’ per il Centro-Nord.
Modifiche alla delibera n. 52/99 del 21 aprile 1999. (Deliberazione
n. 135/99).
IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista legge 30 giugno 1998, n. 208, che, per assicurare la
prosecuzione degli interventi di cui all’art. 1 del decreto-legge
25 marzo 1997, n. 67, convertito dalla legge 23 maggio 1997, n.
135, autorizza la spesa complessiva di 12.200 miliardi di lire
(6.300,774 milioni di euro) per il periodo 1999-2004, specificando
che le predette risorse affluiscono al fondo di cui al decreto
legislativo 3 aprile 1993, n. 96, e demandando a questo Comitato il
riparto delle risorse stesse, sentite le indicazioni di priorita’
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni
e le Province autonome di Trento e Bolzano;
Vista la legge 23 dicembre 1998, n. 449 (legge finanziaria 1999),
che, nel rifinanziare la predetta leggen. 208/1998, prevede, in
tabella C, autorizzazioni di spesa per complessivi 11.100 miliardi
di lire (5.732,672 milioni di euro), finalizzati alla prosecuzione
degli interventi nelle aree depresse;
Vista la delibera in data 9 luglio 1998, n. 70/98 (pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 195 del 22 agosto 1998; errata corrige in
Gazzetta Ufficiale n. 209 dell’8 settembre 1998), con la quale
questo Comitato – sulla base delle indicazioni di priorita’ di cui
sopra – ha proceduto al riparto delle risorse di cui all’art. 1,
comma 1, della citata legge n. 208/1998, riservando
complessivamente alla realizzazione di interventi infrastrutturali
4.500 miliardi di lire (2.324,056 milioni di euro), dei quali 1.000
(516,457 milioni di euro) assegnati al Ministero dei lavori
pubblici per la prosecuzione dei lavori di riqualificazione
dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e 3.500 (1.807,599 milioni
di euro) attribuiti alle intese istituzionali di programma di cui
al punto 1 della delibera del 21 marzo 1997, n. 29 (pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 1997; errata corrige
in Gazzetta Ufficiale n. 114 del 19 maggio 1997);
Visto il decreto del 20 ottobre 1998 con il quale il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica ha proceduto
alla nomina dei componenti del Comitato di coordinamento, istituito
al punto 5.1. della richiamata delibera del 9 luglio 1998 quale
struttura di collegamento tra le amministrazioni centrali con il
compito di procedere all’individuazione delle opere e degli studi
di fattibilita’ da finanziare a carico delle risorse destinate alle
infrastrutture dalla delibera stessa, e visti i decreti in data 16
febbraio 1999 e 22 luglio 1999 con i quali il citato Ministro ha
proceduto alla sostituzione di alcuni componenti del Comitato;
Visti gli schemi licenziati dal predetto Comitato nell’ottobre 1998
per la ripartizione delle risorse di cui sopra, schemi nei quali si
prevede di assegnare agli studi di fattibilita’ la quota massima
consentita del 3% e che riportano, nell’ambito delle disponibilita’
complessive riservate da questo Comitato alle diverse aree del
Paese e per ciascuna delle due tipologie considerate, il riparto su
base regionale del 70% delle risorse;
Visti i criteri adottati per il riparto di cui sopra e le
considerazioni svolte in ordine ad alcuni dei parametri indicati da
questo Comitato, nonche’ i contenuti delle raccomandazioni di cui
agli schemi predetti;
Considerato che per le due categorie di completamenti individuate
come prioritarie nella menzionata delibera del 9 luglio 1998 il
Comitato ha definito due distinte procedure, demandando, per le
opere commissariate ex art. 13 della legge n. 135/1997, al
Ministero dei lavori pubblici la formulazione delle proposte di
finanziamento, da effettuare previa verifica con le Regioni
interessate e sulla base di elementi atti a dimostrare la
cantierabilita’ e l’attualita’ delle opere stesse;
Considerato che per gli altri completamenti le proposte di
finanziamento, provenienti direttamente dalle amministrazioni
regionali e statali, dovevano essere ordinate da apposito gruppo in
una graduatoria di merito, alla stregua dei criteri specificati nei
richiamati “schemi di riparto”, e concorrere, per la parte
eccedente la quota preripartita, al residuo 30% delle risorse
disponibili;
Considerato che per le opere commissariate ex art. 13 della legge
n. 135/1997 e’ stato previsto il requisito della cantierabilita’,
inteso quale possibilita’ di attivare i cantieri entro sei mesi
dalla decisione di finanziamento, mentre per gli altri
completamenti gli schemi di riparto prevedono, entro il termine
suindicato, l’attivazione delle procedure per l’individuazione del
soggetto esecutore e, nel caso di progetti “integrati”, la
disponibilita’ della progettazione definitiva;
Vista la nota n. 521 del 13 aprile 1999 con la quale il Ministero
dei lavori pubblici ha trasmesso l’elenco delle opere commissariate
da finanziare a carico delle suddette risorse;
Vista la delibera in data 21 aprile 1999, n. 52/99 (pubblicata nel
supplemento ordinario n. 133 alla Gazzetta Ufficiale n. 165 del 16
luglio 1999), con la quale questo Comitato ha ripartito su base
territoriale tra le regioni meridionali l’importo di 2.914,58
miliardi di lire (1.505,255 milioni di euro) per opere di
completamento, riservando i residui 85,42 miliardi di lire (44,116
milioni di euro) al cofinanziamento di una quota pari al 50% del
costo di studi di fattibilita’ di rilevanti iniziative
infrastrutturali di particolare interesse per le amministrazioni
locali e di settore;
Vista la delibera in data 30 giugno 1999, n. 106/99, in corso di
registrazione, con la quale questo Comitato ha ripartito tra le
regioni meridionali l’importo di 86,928 miliardi di lire (44,895
milioni di euro), destinato al cofinanziamento del 50% degli studi
di fattibilita’, dei quali 85,42 miliardi di lire (44,116 milioni
di euro) gia’ riservati allo scopo con la citata delibera n. 52/99
e 1.508 miliardi di lire (778,817 milioni di euro) imputati alla
quota di 3.500 miliardi di lire (1.807,599 milioni di euro)
assegnati alle infrastrutture (ricomprese nelle intese) con
delibera in data 22 gennaio 1999, n. 4/99;
Vista la nota n. 3520 del 22 luglio 1999 con la quale il Ministero
dei lavori pubblici comunica che dall’elenco delle opere
commissariate deve ritenersi espunto un intervento, che figurava
localizzato precedentemente in area non in obiettivo, si che quale
opera commissariata proposta per il finanziamento per il Centro-
Nord figura soltanto il completamento della caserma dei Carabinieri
Prato Drava-Bolzano;
Vista la relazione in data 23 luglio 1999 con la quale il Comitato
di coordinamento ha trasmesso l’elenco dei completamenti e degli
studi di fattibilita’ per interventi infrastrutturali da
cofinanziare nelle regioni del Centro-Nord, confermando nel
contempo alcune raccomandazioni mirate al pieno conseguimento degli
obiettivi da perseguire e gia’ condivise da questo Comitato in
occasione dei riparti per le regioni meridionali;
Considerato che in sede di riunione preliminare alla presente
seduta e’ stata valutata positivamente la proposta formulata dal
Comitato di coordinamento ed in particolare si e’ concordato
sull’ipotesi di estendere la procedura gia’ adottata in sede di
riparto dei finanziamenti riservati al Mezzogiorno, accollando alla
quota “premiale” del 30% la differenza nell’ipotesi che il costo
dell’ultimo intervento finanziabile con la quota preripartita
travalichi la disponibilita’ residua e privilegiando in tal caso, a
parita’ di punteggio, l’intervento determinante il minor
scostamento rispetto alla quota preripartita;
Preso atto che il comune di Trieste si e’ impegnato ad assicurare
il finanziamento dell’ultimo intervento di completamento incluso
nella “quota premiale” per la parte eccedente la disponibilita’
residua;
Preso atto che per le province autonome di Trento e Bolzano non
risultano presentate proposte di studi di fattibilita’, anche se le
medesime province, a seguito dell’adozione della procedura di cui
sopra, vengono a fruire per i completamenti di risorse superiori a
quelle complessivamente preripartite per completamenti e studi di
fattibilita’ nei citati schemi, licenziati dal Comitato di
coordinamento, e fermo restando che eventuali forme di
compensazione potranno essere previste tra l’altro in occasione di
successivi riparti di risorse destinate alle aree depresse;
Preso atto che per la regione Lombardia sono state presentate
proposte per studi di fattibilita’ di ammontare inferiore
all’importo attribuito in sede di preriparto nei menzionati schemi
e che la regione stessa versa nella medesima situazione sopra
illustrata si che sono proponibili considerazioni analoghe in
ordine a possibili forme di compensazione;
Ritenuto di condividere la procedura seguita dal Comitato di
coordinamento che appare coerente con la linea evolutiva seguita
soprattutto nel periodo piu’ recente da questo Comitato ed intesa a
stimolare concrete forme di concertazione tra Stato e Regioni,
nonche’ a “premiare” la qualita’ ed a sollecitare cosi’ un processo
di effettiva crescita delle aree depresse;
Ritenuto altresi’ di confermare le norme in tema di sostituzione
degli interventi di completamento e degli studi che non vengano
avviati nei tempi previsti;
Ritenuto, nell’occasione, di concordare su alcune richieste di
modifica della delibera n. 52/99 avanzate, nel corso della seduta
tenuta dalla Commissione infrastrutture il 4 agosto 1999,
soprattutto dal Ministero dell’universita’ e della ricerca
scientifica e del Ministero dei beni culturali, che hanno
rappresentato la difficolta’ di rispettare i termini stabiliti per
la pianificazione degli interventi e per l’aggiudicazione dei
lavori riferibili alla competenza 1999, a causa della ritardata
pubblicazione della delibera stessa avvenuta il 16 luglio 1999, e
che hanno proposto di procedere al definanziamento, per i
completamenti di opere non commissariate, soltanto nel caso in cui
non venga rispettato il termine indicato per l’appalto dei lavori
in detta pianificazione;
Delibera:
A – Riparto 500 mld. riservati al Centro-Nord.
I – Quota riservata a Marche ed Umbria.
La quota di 150 miliardi di lire (77,469 milioni di euro) assegnata
alle regioni Marche ed Umbria con la delibera n. 70/98 in data 9
luglio 1998 viene attribuita in ragione di 60 miliardi di lire
(30,987 milioni di euro) alla regione Marche ed in ragione di 90
miliardi di lire (46,481 milioni di euro) alla regione Umbria. Gli
importi di cui sopra sono imputati per 29,8 miliardi di lire
(15,390 milioni di euro) sulla competenza 1998, per 45,2 miliardi
di lire (23,344 milioni di euro) sulla competenza 1999 e per il
residuo importo di 75 miliardi di lire (38,734 milioni di euro)
sulla competenza 2000. Nell’ambito dei suddetti ammontari a
ciascuna Regione e’ riservata, per le singole annualita’, una quota
percentualmente corrispondente a quella assegnata sull’importo
complessivo di 150 miliardi di lire (77,469 milioni di euro). Le
risorse di cui trattasi saranno trasferite alle amministrazioni
centrali ed alla Regione interessata, secondo le rispettive
competenze, in quote correlate all’ammontare delle iniziative che
vengono progressivamente individuate negli accordi di programma
quadro attuativi delle intese istituzionali di programma. Le
disposizioni previste per le altre regioni del Centro-Nord ai punti
2.5 e 2.7 sono riferite anche agli interventi infrastrutturali
relativi alle regioni Marche ed Umbria, come sopra individuati. II
– Quota attribuita alle altre regioni del Centro-Nord.
1. Finalizzazione della quota.
L’importo di 350 miliardi di lire (180,760 milioni di euro),
destinato alle intese istituzionali di programma per le altre
regioni del Centro-Nord ai fini della realizzazione di interventi
infrastrutturali ai sensi del punto 2.2.1 della delibera n. 70 del
9 luglio 1998, e’ attribuito in ragione di 339,5 miliardi di lire
(175,337 milioni di euro) ad opere di completamento, mentre i
residui 10,5 miliardi di lire (5.423 milioni di euro) sono
riservati al cofinanziamento di una quota pari al 50% del costo di
studi di fattibilita’ di rilevanti iniziative infrastrutturali di
particolare interesse per le amministrazioni locali e di settore.
2. Opere di completamento.
2.1 Riparto territoriale delle risorse.
L’importo di 339,5 miliardi di lire (175,337 milioni di euro)
attribuito alle opere di completamento e’ ripartito tra le regioni
come dalla unita tabella A che forma parte integrante della
presente delibera.
L’elenco delle opere da finanziare con le quote cosi’ attribuite e’
riportato nell’allegato l alla presente delibera.
2.2 Messa a disposizione delle risorse.
L’importo di cui al precedente punto 2.1 viene imputato in ragione
di 62,409 miliardi di lire (32,232 milioni di euro) sulla
competenza 1999, di 78,585 miliardi di lire (40,586 milioni di
euro) sulla competenza 2000, di 52,236 miliardi di lire (26,978
milioni di euro) sulla competenza 2001, di 146,270 miliardi di lire
(75,542 milioni di euro) sulla competenza 2002.
Le risorse saranno attribuite, secondo le rispettive competenze,
alle amministrazioni interessate in modo tale da garantire, in
linea di massima e salvo che per importi globali di limitata
entita’, a ciascuna amministrazione, in termini di competenza, per
ognuna delle annualita’ del quadriennio un importo percentualmente
corrispondente a quello assegnato all’amministrazione stessa
sull’importo complessivo di cui al richiamato punto 2.1.
Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica provvedera’ alle conseguenti variazioni di bilancio. Le
risorse cosi’ assegnate potranno essere impegnate integralmente sin
dall’inizio.
2.3 Pianificazione degli interventi ed erogazioni.
2.3.1 Nell’ambito delle risorse assegnate le amministrazioni
procedono alla pianificazione temporale degli interventi ammessi a
finanziamento, emanando al riguardo apposito provvedimento entro
trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente delibera
e/o dando diretta comunicazione ai soggetti realizzatori.
La pianificazione verra’ calibrata in modo tale che al 30 giugno
2000 risultino aggiudicati lavori in misura tale che il costo
complessivo degli interventi da avviare sia pari quanto meno
all’importo complessivo riservato all’amministrazione in termini di
competenza per l’anno 1999. La pianificazione dovra’ assicurare che
al 30 settembre di ciascun anno risultino aperti cantieri per
interventi che, anche tenendo conto delle scadenze relative agli
impegni assunti per l’anno medesimo in relazione ad iniziative gia’
avviate, comportino impegni pari almeno all’importo assegnato
all’amministrazione interessata in termini di competenza per l’anno
considerato.
Il provvedimento di pianificazione verra’ comunicato alla
segreteria di questo Comitato.
2.3.2 Entro sessanta giorni dall’aggiudicazione deve essere
effettuata la consegna dei lavori, a pena di revoca del
finanziamento che sara’ disposta a cura dell’amministrazione
interessata.
2.3.3 Per il trasferimento delle risorse ai soggetti attuatori
valgono disposizioni analoghe a quelle previste al punto 3 della
delibera n. 42/98 del 6 maggio 1998 (pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 159 del 10 luglio 1998; errata corrige in Gazzetta
Ufficiale n. 173 del 27 luglio 1998), ed in particolare le
seguenti. 2.3.3.1 Nella fattispecie del trasferimento a enti
pubblici, il soggetto attuatore comunica il quadro economico
definitivo dell’intervento all’amministrazione competente, che
ridetermina conseguentemente la misura del finanziamento assegnato
all’intervento stesso ed assume il relativo impegno definitivo
tenendo conto del suddetto quadro economico, al netto di eventuali
cofinanziamenti previsti.
Entro trenta giorni dalla comunicazione di cui sopra
l’amministrazione centrale competente trasferisce all’ente
attuatore un’anticipazione commisurata alle effettive
disponibilita’ di cassa dell’amministrazione stessa ed al costo
definitivo dell’intervento. Detta anticipazione non potra’ comunque
essere superiore al 20% dell’impegno definitivo, come sopra
assunto.
Le risorse ulteriori saranno trasferite, eventualmente in ratei
successivi, sulla base di stati di avanzamento comunicati dall’ente
attuatore evidenzianti l’utilizzo di almeno l’80% del trasferimento
precedente. Il saldo del residuo avverra’ ad avvenuta approvazione
del collaudo finale o all’approvazione della chiusura della
convenzione.
2.3.3.2 Le indicazioni di cui sopra, eccezion fatta per quelle
relative all’anticipazione, si applicano nel caso di appalto
diretto:
l’amministrazione quindi ridetermina come sopra indicato il
finanziamento assegnato all’iniziativa sulla base del quadro
economico definitivo conseguente all’aggiudicazione, al netto di
eventuali cofinanziamenti. Procede alla corresponsione dei
corrispettivi stabiliti sulla base di comprovati stati di
avanzamento ed eroga il saldo ad avvenuta approvazione del collaudo
finale.
2.4 Utilizzo economie.
Le economie che si realizzino a seguito della rideterminazione del
quadro economico di cui al punto 2.3.3 saranno accantonate
dall’amministrazione competente in una percentuale non eccedente il
7% dell’importo aggiudicato e potranno essere utilizzate, previa
autorizzazione dell’amministrazione stessa, nei casi di cui al
punto 2.3.1.1 per le finalita’ e con i criteri previsti dalla legge
11
febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni:
potranno in particolare essere utilizzate per le varianti in corso
d’opera concernenti l’intervento considerato e per gli
aggiornamenti del prezzo dell’intervento medesimo nei casi e nei
limiti stabiliti, rispettivamente, dall’art. 25 e dall’art. 26
della citata legge, nonche’ per i lavori suppletivi e/o i nuovi
progetti di cui all’art. 20 della legge 30 dicembre 1991, n. 412,
come sostituito dall’art. 8 della legge 17 maggio 1999, n. 144.
Gli importi conseguenti alla suddetta rideterminazione del
finanziamento originariamente assegnato all’intervento, al netto
dell’accantonamento di cui al comma precedente, e gli ulteriori
importi che risultino comunque disponibili anche a seguito di
revoche in corso d’opera, di economie realizzate nelle varie fasi
procedimentali e dell’inutilizzo, totale o parziale, del suddetto
accantonamento sono destinate dall’amministrazione competente al
finanziamento di ulteriori interventi riconducibili al medesimo
settore infrastrutturale nel quale le economie stesse si sono
realizzate. Le amministrazioni centrali osservano anche, per quanto
possibile, il vincolo della destinazione alla medesima area
regionale: in presenza di stipula di intesa istituzionale di
programma le disponibilita’ di cui trattasi vengono comunque
finalizzate nel quadro dell’intesa. Le amministrazioni interessate
provvedono a comunicare le modalita’ di utilizzo delle
disponibilita’ in questione alla Segreteria di questo Comitato.
2.5 Verifiche.
L’unita’ di verifica degli investimenti pubblici del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica svolgera’ le
attivita’ di competenza, riferendo sulle eventuali situazioni di
criticita’ realizzativa al fine di consentire l’immediata rimozione
degli ostacoli e di fornire un quadro di conoscenze da utilizzare
per future assegnazioni o riallocazioni finanziarie.
2.6 Misure di accelerazione e di definizione di situazioni di
criticita’ realizzativa.
2.6.1 Nel caso di interventi a suo tempo non sottoposti alla
valutazione di impatto ambientale e per i quali tale valutazione
sia prevista dalla legislazione sopravvenuta, l’amministrazione
competente dovra’ curare che entro tre mesi dalla data di
pubblicazione della presente delibera sia completata la stesura
definitiva dello studio di impatto ambientale. Per gli interventi
sottoposti alla valutazione di impatto ambientale nazionale il
Ministero dell’ambiente s’impegna ad accelerare al massimo
l’istruttoria di propria competenza fornendo anche, a richiesta,
assistenza ai soggetti interessati sia per agevolare la redazione
dello studio di cui sopra, sia per una verifica preliminare sulla
completezza della documentazione. Per gli interventi sottoposti a
valutazione di impatto ambientale regionale la citata
amministrazione si potra’ avvalere dei poteri sostitutivi nei
confronti delle Regioni che non hanno ancora recepito l’atto di
indirizzo e di coordinamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 12 aprile 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
210 del 7 settembre 1996.
2.6.2 Dal momento della stipula delle intese istituzionali di
programma si applicano agli interventi previsti dalla presente
delibera le procedure di cui all’art. 2, comma 203, lettera c)
della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
A tal fine il Comitato istituzionale di gestione promuove le
opportune iniziative.
2.6.3 In presenza di eventuali situazioni di criticita’,
evidenziate anche a seguito dell’attivita’ di verifica di cui al
precedente punto 2.5, le amministrazioni comunque coinvolte nel
procedimento adotteranno tutte le misure possibili per pervenire ad
una rapida rimozione degli ostacoli rilevati.
2.6.4 Per l’intervento di completamento dell’opera commissariata
nel territorio della provincia autonoma di Bolzano, valgono le
disposizioni di cui ai punti 6.4 e 6.6 della propria delibera n.
52/99 in data 21 aprile 1999.
2.6.5 Per quanto attiene agli altri interventi di completamento,
non inclusi negli elenchi delle opere commissariate, il
definanziamento avra’ luogo nel caso in cui i lavori relativi ad
interventi da finanziare sulla competenza 1999 non vengano
aggiudicati entro il 30 giugno 2000 o non vengano consegnati entro
sessanta giorni dall’aggiudicazione, mentre, per gli analoghi
interventi finanziati sulla competenza degli anni successivi, il
definanziamento avra’ luogo se i lavori non sono consegnati entro
sessanta giorni dall’aggiudicazione o se l’opera considerata non
risulta comunque riavviata entro il termine indicato nella
pianificazione predisposta dall’amministrazione competente ai sensi
del precedente punto 2.3. Per i progetti “integrati”, come definiti
dagli schemi di riparto, entro sei mesi dalla data di pubblicazione
della presente delibera deve essere disponibile almeno la
progettazione definitiva.
In caso di definanziamento si procede alla sostituzione con il
primo degli interventi non finanziati inclusi – rispettivamente –
nella graduatoria regionale o in quella generale a seconda che
l’intervento definanziato gravi sulla quota preripartita o sulla
quota premiale, fino ad esaurimento delle risorse liberate dagli
eventuali definanziamenti;
se l’intervento promosso in sostituzione e’ di costo superiore
all’importo del finanziamento gia’ accordato all’intervento ora
definanziato, l’amministrazione competente provvedera’ ad
assicurare la copertura dell’importo residuo, altrimenti si
procedera’ all’ulteriore utilizzo della graduatoria sino al
reperimento di un intervento per il quale tale cofinanziamento
venga garantito o che abbia un costo compatibile con la
disponibilita’.
Stesse disposizioni si applicano nel caso di interventi per i quali
lo studio di impatto ambientale, previsto dalla legislazione
vigente, non venga completato entro il termine di cui al punto
2.6.1.
2.7 Relazioni.
Le amministrazioni centrali e regionali competenti provvederanno a
riferire, con periodicita’ semestrale, a questo Comitato sullo
stato di attuazione dei singoli interventi finanziati della
presente delibera in modo da fornire un quadro organico delle
iniziative in atto e dei riflessi di ordine occupazionale,
formulando altresi’ eventuali proposte per l’adozione di ulteriori
direttive da parte di questo Comitato. Le relazioni di cui sopra
saranno corredate da apposita scheda compilata ai fini del
monitoraggio finanziario secondo un modello che verra’ predisposto
dal Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica.
3. Studi di fattibilita’.
3.1 L’importo di 10,5 miliardi di lire (5,423 milioni di euro) e’
ripartito tra le regioni del Centro-Nord come dall’unita tabella B,
che forma parte integrante della presente delibera. L’elenco degli
studi di fattibilita’ da cofinanziare al 50% con le quote cosi’
attribuite e’ riportato nell’allegato 2 alla presente delibera. 3.2
L’importo di cui al punto precedente viene imputato sulla
competenza 1999 e sara’ attribuito, secondo le rispettive
competenze, alle singole amministrazioni proponenti.
Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica provvedera’ alle conseguenti variazioni di bilancio.
3.3 Le amministrazioni proponenti trasmetteranno alla segreteria di
questo Comitato, entro dieci giorni dalla pubblicazione della
presente delibera, per ogni studio di fattibilita’ un atto formale
(decreto, delibera o atto equivalente, secondo i rispettivi
ordinamenti) adottato dal soggetto destinatario finale del
finanziamento e da cui risulti l’impegno a finanziare la quota di
propria competenza (residuo 50%) a valere sull’esercizio
finanziario in corso o su quello successivo, indicando la relativa
copertura finanziaria e certificando altresi’ l’inesistenza di
altre forme di finanziamento per lo stesso studio oltre a quelle di
cui alla presente delibera. In mancanza del provvedimento e/o della
certificazione di cui sopra, lo studio verra’ definanziato e
l’importo relativo sara’ riprogrammato nell’ambito delle intese
istituzionali di programma, con destinazione prioritaria a studi di
fattibilita’ relativi al medesimo settore infrastrutturale. Se lo
studio riguarda Regioni con le quali non e’ stata stipulata o non
e’ in corso di stipula detta intesa, si procedera’ alla
sostituzione con il primo od i primi degli studi non finanziati
inclusi – rispettivamente – nella graduatoria regionale o in quella
generale a seconda che lo studio definanziato gravi sulla quota
preripartita o sulla quota premiale fino ad esaurimento delle
risorse liberate dall’eventuale definanziamento; se lo studio
promosso in sostituzione e’ di costo superiore all’importo del
finanziamento gia’ accordato allo studio ora definanziato,
l’amministrazione competente procedera’ all’ulteriore utilizzo
della graduatoria sino al reperimento di uno studio per il quale
tale cofinanziamento venga garantito o che abbia un costo
compatibile con la disponibilita’.
3.4 Gli studi dovranno rispettare i requisiti, minimi ed
imprescindibili, stabiliti nell’allegato C della presente delibera,
della quale forma parte integrante. Gli studi saranno ultimati
entro otto mesi dalla messa a disposizione del finanziamento e,
qualora detto termine non venga rispettato, si procedera’ alla
revoca del finanziamento e si applicheranno disposizioni analoghe a
quelle riportate al punto 3.3. Per gli studi di importo superiore a
200.000 euro, per i quali e’ previsto il bando di gara comunitario,
il termine e’ prolungato a dodici mesi.
3.5 Gli studi di fattibilita’ finanziati saranno certificati
dall’amministrazione destinataria del finanziamento stesso,
positivo o negativo che sia l’esito dello studio. Gli studi per i
quali venga certificato l’esito positivo saranno portati all’esame
del Comitato di coordinamento, ai fini dell’eventuale inserimento
delle relative proposte di intervento negli elenchi delle opere
prioritarie, da definire anche nell’ambito delle intese
istituzionali di programma. B – Modifiche alla delibera n. 52/99
del 21 aprile 1999. 1. Differimento termini.
Il termine assegnato alle amministrazioni al punto 4.1 della
delibera n. 52/99 del 21 aprile 1999 per la pianificazione
temporale degli interventi ammessi a finanziamento e’ differito al
30 settembre 1999.
Il termine indicato al punto 4.1 della richiamata delibera per le
aggiudicazioni dei lavori imputati in pianificazione sulla
competenza 1999 e’ differito al 30 aprile 2000.
2. Modifica punto 6.5.
A parziale modifica del punto 6.5 della delibera sopra citata, il
definanziamento degli interventi di completamento non inclusi negli
elenchi delle opere commissariate avra’ luogo solo nel caso in cui
i lavori per gli interventi finanziati sulla competenza 1999 non
vengano aggiudicati entro il suddetto termine del 30 aprile 2000 o
non vengano riavviati nei sessanta giorni successivi
all’aggiudicazione, mentre, per gli analoghi interventi finanziati
sulla competenza degli anni successivi, il definanziamento avra’
luogo se i lavori non vengono consegnati entro sessanta giorni
dall’aggiudicazione o se l’opera considerata non venga comunque
riavviata entro il 30 settembre dell’anno indicato nella
pianificazione dell’amministrazione competente, fermo restando che
detta pianificazione dovra’ tenere, tra l’altro, conto dello stadio
della progettazione a suo tempo indicata dal soggetto proponente e
che ha costituito uno degli elementi di valutazione per
l’ammissione a finanziamento.
Resta ferma la disposizione relativa ai progetti “integrati”. Roma,
6 agosto 1999
Il Presidente delegato:
Amato
Registrata alla Corte dei conti il 28 settembre 1999
Registro n. 4 Tesoro, bilancio e programmazione economica, foglio
n. 226
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Legge n. 208/1998

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