Legge n. 488/1992 | Architetto.info

Legge n. 488/1992

Legge n. 488/1992 - Chiarimenti in merito alla circolare n. 900315 del 14 luglio 2000.

Alle imprese interessate
Alle banche concessionarie
Agli istituti collaboratori
All’A.B.I.
All’Ass.I.Lea.
AlI’Ass.I.Re.Me.
Alla Confindustria
Alla Confapi
Alla Confcommercio
Alla Confesercenti
All’ANCE
Al Comitato di coordinamento delle confederazioni artigiane
Con circolare n. 900315 del 14 luglio 2000 (Supplemento ordinario
n. 122 alla Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28 luglio 2000), relativa
alle modalita’ ed alle procedure per la concessione e l’erogazione
delle agevolazioni della legge n. 488/1992 alle attivita’
estrattive, manifatturiere, dei servizi, delle costruzioni e
dell’energia, sono state fornite, tra l’altro, nell’allegato n. 4
della circolare medesima, indicazioni in merito ai divieti ed alle
limitazioni derivanti dalle vigenti normative del-l’Unione europea.
Tra tali indicazioni si richiamano quelle concernenti le industrie
alimentari, delle bevande e del tabacco, riportate alla lettera F)
del citato allegato, per le quali, in risposta ad alcune richieste
di chiarimento pervenute a questo Ministero su taluni aspetti che
le banche concessionarie sono chiamate a valutare in sede
istruttoria, si forniscono, anche alla luce dei chiarimenti forniti
dal Ministero delle politiche agricole e forestali e dei pareri
espressi dal Comitato tecnico-consultivo Ministero-banche
concessionarie, le seguenti precisazioni, tese soprattutto ad
uniformare le determinazioni istruttorie delle banche stesse.
1. In merito agli investimenti ammissibili nel settore della carne
bovina, suina e ovicaprina (colonna a: ISTAT 15.11.1, 15.11.2 e
15.13; colonna b: punto 1) si precisa che:
a) gli investimenti relativi alle prime e seconde lavorazioni,
fermi restando i pareri espressi dal Comitato tecnico-consultivo
Ministero-banche concessionarie in merito all’ammissibilita’ dei
beni finalizzati all’allevamento ed alla macellazione, possono
essere ammessi a condizione che gli stessi siano direttamente
utilizzati per la produzione di prodotti finali a marchio DOP o IGP
(l’eventuale impiego, viceversa, di prodotti a marchio DOP o IGP
come materie prime del ciclo di lavorazione non consente
l’ammissibilita’ di tali investimenti); a tale proposito si ricorda
che la DOP o la IGP deve essere ottenuta conformemente al Reg.
(CEE) n. 2081/92 e successive modifiche e deve essere stata
riconosciuta gia’ alla data della domanda di agevolazioni; ai fini
delle verifiche istruttorie, e’ opportuno che la banca
concessionaria acquisisca la documentazione attestante lo stato
della procedura di iscrizione dell’impresa istante al competente
consorzio di produzione e, all’atto della presentazione della
documentazione finale di spesa, l’iscrizione medesima. Qualora
l’impresa sia gia’ operante e produca gia’ tali prodotti,
l’acquisizione della documentazione di iscrizione al consorzio
rientra nell’ordinaria attivita’ istruttoria;
b) gli investimenti relativi alle terze e quarte lavorazioni
possono essere ammessi a condizione che gli stessi siano
direttamente utilizzati per la produzione di prodotti finali
innovativi, anche se non necessariamente a marchio DOP o IGP. Per
“prodotto innovativo” si intende quello conseguente ad una
specifica innovazione che interessi sia il prodotto finale che il
processo di trasformazione; tale innovazione deve riguardare,
pertanto, sia la tipologia di prodotto che la tecnica di
trasformazione. Non e’ considerato innovativo un prodotto da
trasformare e/o commercializzare in una zona nella quale lo stesso
non veniva trasformato e/o commercializzato in precedenza, ne’ un
prodotto che derivi dall’impiego di una materia prima innovativa
che non si accompagni ad un’innovazione nel prodotto finale
ottenuto e nella trasformazione.
2. In merito agli investimenti ammissibili nel settore dell’olio
d’oliva (colonna a: ISTAT 15.41.1 e 15.42.1; colonna b: punti 1 e
2) si precisa che:
a) per “produzione totale” deve intendersi la capacita’ produttiva
massima degli impianti dell’impresa ubicati nella regione ove viene
realizzato il programma di investimenti oggetto della domanda di
agevolazione, rilevabile dal registro dei frantoiani;
b) un investimento che non comporta un incremento della produzione
totale puo’, pertanto, essere anche un “nuovo impianto” o un
“ampliamento”, cosi’ come inteso ai sensi della legge n. 488/1992;
qualora l’impresa intenda promuovere la realizzazione di un nuovo
impianto o di un ampliamento di un impianto esistente, dovra’, in
correlazione al nuovo programma, chiudere un altro proprio impianto
o, quanto meno, ridurne la capacita’ produttiva in misura almeno
pari a quella nuova creata; tale correlazione dovra’ essere
opportunamente comprovata dall’impresa interessata o rilevata dalla
banca concessionaria attraverso il registro dei frantoiani e
giustificata in modo puntuale dal punto di vista tecnico ed
economico;
c) i casi in cui possono essere ammessi tutti gli investimenti,
indipendentemente dall’aumento o meno della richiamata capacita’
produttiva, sono solo quelli che prevedono l’impiego, come materia
prima del ciclo produttivo, di un prodotto ottenuto dalla
spremitura delle olive di esclusiva origine comunitaria (ma non
l’impiego, come materia prima, delle olive stesse) e, inoltre,
l’ottenimento, come prodotto finito, di olio extra vergine o
vergine. Tale materia prima puo’ anche essere costituita dallo
stesso olio extra vergine o vergine; in tal caso il ciclo
produttivo potra’ riguardare operazioni quali la brillantatura, la
decantazione, la raffinazione, la filtrazione, l’imbottigliamento,
ecc., fermo restando, comunque, che il prodotto finito deve essere
costituito da olio extra vergine o vergine. A tale ultimo riguardo
occorre tuttavia chiarire che, ai soli fini della legge n.
488/1992, la mera operazione di imbottigliamento di un prodotto
acquistato (anche se olio extra vergine o vergine) non rientra tra
le attivita’ manifatturiere o di servizi e non e’ quindi
ammissibile, mentre l’imbottigliamento per conto terzi,
classificato nel codice ISTAT 74.82.1, e’ da inquadrare tra i
servizi ammissibili;
d) sono vincolati al mantenimento o alla riduzione della produzione
totale dell’impresa come sopra definita, gli investimenti che
riguardano un ciclo produttivo che impiega come materia prima le
olive di origine comunitaria, anche se il prodotto ottenuto e’ un
olio extra vergine o vergine;
e) sono del tutto esclusi gli investimenti che prevedono l’impiego,
come materia prima, di un prodotto ottenuto dalla spremitura delle
olive o delle olive stesse di origine extracomunitaria.
3. In merito agli investimenti ammissibili nel settore del vino e
dell’alcol (colonna a: ISTAT 15.91, 15.92, 15.93.1 e 15.93.2;
colonna b: punti 1 e 2) si precisa che:
a) per “produzione totale” deve intendersi la capacita’ produttiva
massima degli impianti dell’impresa ubicati nella regione ove viene
realizzato il programma di investimenti oggetto della domanda di
agevolazione;
b) un investimento che non comporta un incremento della produzione
totale puo’, pertanto, essere anche un “nuovo impianto” o un
“ampliamento”, cosi’ come inteso ai sensi della legge n. 488/1992;
qualora l’impresa intenda promuovere la realizzazione di un nuovo
impianto o di un ampliamento di un impianto esistente, dovra’, in
correlazione al nuovo programma, chiudere un altro proprio impianto
o, quanto meno, ridurne la capacita’ produttiva in misura almeno
pari a quella nuova creata; tale correlazione dovra’ essere
opportunamente comprovata dall’impresa interessata o rilevata dalla
banca concessionaria attraverso un’idonea documentazione e
giustificata in modo puntuale dal punto di vista tecnico ed
economico;
c) i casi in cui possono essere ammessi tutti gli investimenti,
indipendentemente dall’aumento o meno della richiamata capacita’
produttiva, sono solo quelli che:
impiegano, come materia prima del ciclo produttivo, un prodotto di
esclusiva origine comunitaria ottenuto dalla trasformazione
dell’uva (mosti mutizzati e/o concentrati, altri vini, ecc.),
indipendentemente dal prodotto ottenuto;
impiegano, come materia prima del ciclo produttivo, l’uva di
esclusiva origine comunitaria, per l’ottenimento, come prodotto
finito, di vini di qualita’ (Vqprd) DOC, DOCG, o IGT. Ai fini delle
verifiche istruttorie e’ opportuno che le banche concessionarie
acquisiscano la documentazione attestante lo stato della procedura
di iscrizione dell’impresa istante al competente consorzio di
produzione, ove esistente, e, all’atto della presentazione della
documentazione finale di spesa, l’iscrizione medesima. Qualora
l’impresa sia gia’ operante e produca gia’ tali prodotti di
qualita’, l’acquisizione di tale documentazione di iscrizione
rientra nella ordinaria attivita’ istruttoria;
d) sono vincolati al mantenimento o alla riduzione della produzione
totale dell’impresa come sopra definita, gli investimenti che
riguardano un ciclo produttivo che impiega come materia prima uva
di esclusiva origine comunitaria (appartenente alle varieta’
previste dall’art. 19 del Reg. (CE) n. 1493/99) ovvero prodotti
della prima lavorazione dell’uva stessa (mosto di uve e/o mosto di
uve parzialmente fermentato).
Roma, 25 ottobre 2000
Il direttore generale del coordinamento degli incentivi alle
imprese Sappino

Legge n. 488/1992

Architetto.info