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LEGGE2 agosto 1975, n. 393

LEGGE2 agosto 1975, n. 393 - Norme sulla localizzazione delle centrali elettronucleari e sulla produzione e sull'impiego di energia elettrica: (G.U. n. 224, 23 agosto 1975, Serie Generale)

LEGGE2 agosto 1975, n. 393

Norme sulla localizzazione delle centrali
elettronucleari e sulla produzione e sull’impiego di energia
elettrica

(G.U. n. 224, 23 agosto 1975, Serie Generale)

La Camera
dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

CAPO
I
Centrali elettronucleari

Art. 1

[1] La localizzazione,
l’autorizzazione e il nulla osta alla costruzione delle centrali
elettronucleari dell’ENEL sono disciplinate dagli articoli seguenti,
fatti salvi i poteri delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Bolzano e di Trento.

Art. 2

[1] Nel quadro del piano
nazionale per l’energia, su proposta del Ministro per l’industria, il
commercio e l’artigianato, il CIPE, d’intesa con la commissione
consultiva interregionale e sentito il CNEN, approva i programmi
pluriennali dell’ENEL per la costruzione di centrali elettronucleari e
determina le regioni nel cui territorio possono essere insediate le
centrali stesse, tenendo conto anche delle esigenze di un equilibrato
sviluppo economico del Paese.

[2] Le regioni, determinate a norma del
comma precedente, debbono indicare al Ministro per l’industria, il
commercio e l’artigianato, entro centocinquanta giorni dalla
comunicazione della deliberazione del CIPE, d’intesa con i comuni
interessati, con il parere del Ministero della sanità, sentito l’ENEL
e avvalendosi dell’assistenza tecnica del CNEN, almeno due aree del
proprio territorio suscettibili d’insediamento di centrali
elettronucleari e per le quali il CNEN abbia espresso avviso
favorevole.

[3] Qualora nel termine indicato nel comma precedente le
regioni non abbiano provveduto, le aree sono determinate con legge su
proposta del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato,
di concerto col Ministro per il bilancio e la programmazione
economica.

Art. 3

[1] Dopo l’espletamento della procedura di cui
all’articolo precedente, il Ministro per l’industria, il commercio e
l’artigianato autorizza l’ENEL a eseguire le indagini necessarie per
l’accertamento dell’idoneità tecnica delle aree prescelte e,
nell’ambito delle stesse, per la determinazione del luogo ove può
essere ubicata la centrale elettronucleare.

[2] Per svolgere le
indagini l’ENEL ha facoltà di accedere nei fondi compresi nelle aree.
I proprietari o possessori dei fondi non possono opporsi all’accesso,
ma hanno facoltà di esigere una cauzione per il risarcimento degli
eventuali danni cagionati dalle indagini.

[3] Qualora le parti non si
accordino sulla misura della cauzione, l’ingegnere capo del genio
civile, sentito, ove occorra, l’avviso di un perito, stabilisce
d’ufficio l’ammontare del deposito cauzionale.

[4] Ogni ulteriore
controversia fra il proprietario o possessore del fondo e l’ENEL è di
competenza dell’autorità giudiziaria ordinaria.

Art. 4

[1] L’ENEL
trasmette al Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato e
alle regioni interessate, entro dodici mesi dall’accesso ai fondi, un
rapporto con documentazione completa sulle ubicazioni proposte
nell’ambito delle aree di cui all’art. 2 e sulle relative
caratteristiche tecniche e ambientali.

[2] Il rapporto con la
relativa documentazione deve essere trasmesso contemporaneamente al
comitato nazionale per l’energia nucleare per l’istruttoria tecnica e
il parere previsti dal D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185, limitatamente
alla parte che riguarda l’ubicazione della centrale.

[3] La
consultazione prevista dall’art. 40 del citato D.P.R. 13 febbraio
1964, n. 185, è estesa al Ministero per i beni culturali e ambientali.
I pareri di cui al medesimo articolo se non espressi entro il termine
di sessanta giorni, si intendono favorevoli. In tal caso il CNEN
trasmette ugualmente il parere di cui all’art. 41 del citato D.P.R. 13
febbraio 1964, n. 185.

[4] Il predetto parere del CNEN deve essere
trasmesso al Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato e
alle regioni interessate entro otto mesi dalla ricezione del rapporto
con documentazione di cui ai precedenti commi.

[5] Successivamente,
nei sessanta giorni dalla richiesta del Ministro per l’industria, il
commercio e l’artigianato, le regioni, d’intesa con il comune o i
comuni interessati e sentito l’ENEL, determinano definitivamente la
localizzazione della centrale.

[6] In mancanza della decisione della
regione nel termine suddetto, il CIPE determina la localizzazione e la
notifica alla regione e al comune interessati.

[7] Il provvedimento
che determina in via definitiva la localizzazione della centrale
costituisce, nel caso in cui sia necessario, variante del piano
regolatore o del programma di fabbricazione e sostituisce la licenza
edilizia.

[8] Dopo la localizzazione dell’impianto, il Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato può autorizzare l’ENEL
all’esecuzione di opere preliminari di preparazione sotto la vigilanza
tecnica del CNEN.

Art. 5

[1] A seguito della localizzazione della
centrale ai sensi del precedente articolo, l’ENEL presenta al Ministro
per l’industria, il commercio e l’artigianato il progetto di massima
dell’impianto e della relativa rete di trasporto ad alta tensione,
corredati da adeguata documentazione tecnica e dal piano delle
infrastrutture di competenza dell’Ente.

[2] Il progetto di massima
dell’impianto e la relativa documentazione devono essere trasmessi
contemporaneamente al Comitato nazionale per l’energia nucleare per
l’istruttoria tecnica e il parere previsti dal D.P.R. 13 febbraio
1964, n. 185, per la parte che riguarda il nulla osta alla
costruzione.

[3] Per la consultazione delle amministrazioni e il
parere del CNEN si applicano il terzo e il quarto comma del precedente
art. 4.

[4] Ottenuto il parere del CNEN, il Ministro per l’industria,
il commercio e l’artigianato rilascia, con proprio decreto,
l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto e il nulla osta di cui
all’art. 38 del D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185.

Art. 6

[1] I
successivi artt. 14 e 15 della presente legge si applicano anche alle
centrali elettronucleari.

Art. 7

[1] Al terzo comma dell’art. 2
della legge 18 dicembre 1973, n. 880, dopo le parole “nuovi impianti”
sono aggiunte le parole “elettrici di qualsiasi tipo”.

CAPO
II
Centrali termoelettriche e derivazioni idroelettriche

Art. 8

[1]
Il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato su direttive
del CIPE, in casi di straordinaria gravità della situazione del
mercato delle fonti di energia, e in particolare del petrolio, e di
eccezionale disavanzo della bilancia dei pagamenti, a causa
dell’andamento dei piani di determinate materie energetiche, nei
cinque anni successivi all’entrata in vigore della presente legge, può
far obbligo:

a) all’ENEL di utilizzare, per l’alimentazione delle
centrali termoelettriche convenzionali, fonti di energia sostitutive
dell’olio combustibile;

b) all’ENI di mettere a disposizione
dell’ENEL il gas metano necessario.

[2] Il Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato, nei provvedimenti previsti
nel primo comma, determina, sentito l’ENEL, le centrali
termoelettriche nelle quali può essere utilizzato anche combustibile
diverso dagli oli minerali, tenendo conto dell’ubicazione e delle
caratteristiche tecniche delle centrali stesse, e di ogni elemento
atto ad assicurare la minore variazione nell’inquinamento atmosferico
della zona e la maggiore economicità di gestione.

Art. 9

[1] Il
Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, salvo parere
contrario del Ministro per la sanità con i decreti previsti nel
precedente art. 8, può autorizzare l’ENEL, per periodi limitati di
tempo, a impiegare carboni da vapore con zolfo fino al 2 per cento,
tenendo conto delle condizioni di mercato.

[2] Nel caso previsto nel
comma precedente il tasso di anidride solforosa nella mezz’ora
indicato nell’art. 6, ultimo comma, della legge 18 dicembre 1973, n.
880, è dello 0,35 parti per milione.

[3] È consentito impiegare il
carbone del bacino carbonifero del Sulcis nelle centrali
termoelettriche e negli impianti di produzione combinata o non di
energia elettrica e vapore esclusivamente ubicati in Sardegna, nonché
negli impianti industriali, pure ubicati in Sardegna, nei quali,
durante il processo produttivo o di combustione, lo zolfo viene
fissato, fissato e combinato, ovvero combinato con il prodotto che si
ottiene(2).

(2)Comma sostituito dall’art. 3, L. 27 giugno 1985, n.
351.

Art. 9(8)

[1] Il Ministro per l’industria, il commercio e
l’artigianato, salvo parere contrario del Ministro per la sanità con i
decreti previsti nel precedente art. 8, può autorizzare l’ENEL, per
periodi limitati di tempo, a impiegare carboni da vapore con zolfo
fino al 2 per cento, tenendo conto delle condizioni di mercato.

[2]
Nel caso previsto nel comma precedente il tasso di anidride solforosa
nella mezz’ora indicato nell’art. 6, ultimo comma, della legge 18
dicembre 1973, n. 880, è dello 0,35 parti per milione.

[3] E’ altresì
consentito all’ENEL di impiegare il carbone del bacino carbonifero del
Sulcis nelle centrali termoelettriche ubicate nella zona di detto
bacino .

(8)Testo pèrecedente le modifiche apportate dalla L. 27
giugno 1985, n. 351.

Art. 10

[1] Dopo il secondo comma dell’art. 4
della legge 18 dicembre 1973, n. 880, è aggiunto il seguente comma
(omissis).

Art. 11

[1] I comuni e le province possono assumere, ai
sensi e con le modalità di cui al R.D.L. 15 ottobre 1925, n. 2578, la
costruzione e l’esercizio di stabilimenti per la produzione e la
distribuzione di vapore acqueo, acqua calda o altra fonte termica di
riscaldamento, anche abbinati alla produzione di energia
elettrica.

[2] Ai comuni, ai consorzi di comuni e alle aziende
municipalizzate è consentito produrre energia elettrica dagli impianti
di incenerimento dei rifiuti solidi urbani e di dissalazione delle
acque di…

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LEGGE2 agosto 1975, n. 393

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