MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI: DECRETO 1 giugno 2001 | Architetto.info

MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI: DECRETO 1 giugno 2001

MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI: DECRETO 1 giugno 2001 Modalita' di istituzione ed aggiornamento del Catasto delle strade ai sensi dell'art. 13, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni. (GU n. 5 del 7-1-2002- Suppl. Ordinario n.6)

MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI

DECRETO 1 giugno 2001

Modalita’ di istituzione ed aggiornamento del Catasto delle strade
ai sensi dell’art. 13, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni.

Visto l’art.13, comma 6 del Decreto Legislativo 30.4.92, n. 285
(Nuovo Codice della strada) e successive modificazioni, che prevede
l’obbligo per gli enti proprietari delle strade, di istituire e
tenere aggiornati la cartografia, il catasto delle strade e delle
relative pertinenze, secondo le modalita’ stabilite con apposito
decreto emanato dal Ministero dei Lavori Pubblici, sentito il
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed il Consiglio Nazionale
delle Ricerche;
Considerato che l’Ispettorato Generale per la Circolazione e la
Sicurezza stradale ha predisposto, in attuazione della citata
prescrizione del Codice, un documento recante il Titolo :”Modalita’
di istituzione ed aggiornamento del catasto delle strade”;
Considerato che con il verbale della 7a riunione tenuta in data
9.6.97 dalla “Commissione di studio per le norme relative ai
materiali stradali e progettazione, costruzione e manutenzione di
strade”, il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha approvato il
suddetto documento;
Visto il voto n. 335 reso dalla V Sezione del Consiglio Superiore
dei Lavori Pubblici nell’adunanza dell’11.11.98 con il quale le
succitate direttive inerenti il catasto delle strade sono state
approvate, previo apporto di alcuni perfezionamenti;
Decreta:
Art. 1.
Sono approvate le modalita’ di istituzione ed aggiornamento del
Catasto delle Strade, di cui al comma 6 dell’art. 13 del Decreto
Legislativo 30 aprile 1992 n. 285, che si riportano in allegato al
presente decreto di cui formano parte integrante e che individuano,
sotto l’aspetto tecnico, l’obiettivo finale da raggiungere.
Esse sono dirette a tutti gli Enti proprietari delle strade di uso
pubblico individuate dall’art. 2 del decreto sopracitato, e cioe’:
– l’ANAS e le Societa’ Concessionarie per le autostrade di
interesse nazionale;
– l’ANAS per le altre strade di interesse nazionale;
– le Regioni per le strade regionali;
– le Province per le strade provinciali;
– i Comuni per le strade comunali sia urbane che extraurbane;

Art. 2.
Ai fini della formazione e conservazione del Catasto delle Strade
gli Enti proprietari devono dotarsi di strutture specifiche .
I Comuni della stessa Regione , le Province e le Regioni possono
consorziarsi in entita’ territoriali piu’ ampie, istituendo un unico
organo di supporto tecnico, ma lasciando comunque distinti i loro
catasti. Alle Regioni spetta anche il coordinamento di tutte le fasi,
ed in particolare della raccolta e trasmissione dei dati all’Archivio
Nazionale delle strade, presso il Ministero dei Lavori Pubblici,
fatta eccezione per i dati relativi alle strade ed autostrade statali
in concessione ed alle strade ed autostrade statali in gestione
all’ANAS, che sono raccolti e trasmessi all’Archivio direttamente
dagli Enti concessionari o gestori.

Art. 3.
Il Catasto delle Strade e’ organizzato secondo un’architettura
hardware di tipo client/server con possibilita’ di collegamento in
rete ai fini della consultazione da parte di terzi. Per quanto
riguarda l’architettura software essa e’ basata su una banca dati di
tipo relazionale, strutturata secondo le specifiche contenute
nell’Allegato al presente decreto, e su di un sistema GIS (Geographic
Information System) che consenta di rappresentare la cartografia del
territorio ed il grafo della rete stradale, di selezionare i singoli
elementi stradali e di visualizzare gli attributi contenuti nella
banca dati.

Art. 4.
Ai fini della congruenza degli elementi stradali di connessione
fra strade di Enti proprietari diversi, tali Enti, su iniziativa di
uno di essi, definiscono congiuntamente in via preventiva le
modalita’ di rappresentazione degli elementi di confine ed i codici
relativi. In caso di mancata definizione entro trenta giorni dalla
proposta formulata da uno degli Enti, intervengono le Regioni od il
Ministero dei Lavori Pubblici, nell’ambito delle rispettive
competenze.

Art. 5.
Il Ministero dei Lavori Pubblici assegna il codice identificativo
a ciascun Ente proprietario di strade, qualora esso non sia gia’
ricompreso negli elenchi contenuti nell’Allegato.

Art. 6.
Le autostrade e le strade di interesse nazionale, le strade
regionali, provinciali e comunali sono accatastate, assumendo
l’allegato al presente decreto come obiettivo finale da raggiungere,
secondo il seguente ordine di priorita’:
– autostrade e strade di interesse nazionale : entro due anni
dall’entrata in vigore del presente decreto;
– strade regionali : entro tre anni dall’entrata in vigore del
presente decreto;
– strade provinciali e comunali extraurbane con larghezza
pavimentata non inferiore a metri 5,50: entro quattro anni
dall’entrata in vigore del presente decreto;
– altre strade comunali extraurbane con larghezza pavimentata
inferiore a metri 5,50 e strade urbane pavimentate: entro cinque anni
dall’entrata in vigore del presente decreto.
Per queste ultime, in una prima fase, il rilevamento puo’ essere
limitato agli attributi globali degli elementi stradali, alle
giunzioni ed alle aree di traffico che consentono di definire il
grafo della rete, come indicato nell’Allegato al presente decreto.

Art. 7.
Al termine delle operazioni per la formazione del Catasto e prima
di trasmetterne le informazioni all’Ispettorato Generale per la
Circolazione e la Sicurezza Stradale, si procede all’esame dei dati
rilevati per verificarne la congruenza con le reti geodetiche
nazionali.

Art. 8.
Il Ministero dei Lavori Pubblici – Ispettorato Generale per la
Circolazione e la Sicurezza Stradale – indica agli Enti proprietari
le modalita’ di estrazione dei dati dal Catasto e di trasmissione dei
medesimi all’Archivio Nazionale delle Strade.

Art. 9.
Per i dati estratti dal Catasto formato dagli Enti proprietari,
concessionari o gestori delle strade, secondo le specifiche di cui al
precedente articolo 8, e’ previsto apposito collaudo da eseguire con
procedura automatica da parte dell’Ispettorato citato.

Art. 10.
Il presente decreto e’ inviato alla Corte dei Conti, per la
registrazione ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. c), della legge 14
gennaio 1994, n. 20 ed alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana per la pubblicazione.
Roma, 1 giugno 2001
Il Ministro: NESI
Registrato alla Corte dei conti il 9 legion 2001
Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle infrastrutture ed
assetto del territorio, registro n. 4, foglio n. 369.

ALLEGATO

1. – INQUADRAMENTO NORMATIVO
Il Nuovo Codice della Strada, di seguito indicato per semplicita’
“Codice”, e’ stato emanato con Decreto Legislativo 30.4.1992 n. 285,
modificato con Decreto Legislativo 10.9.1993 n. 360. Il relativo
Regolamento di attuazione e’ stato emanato con D.P.R. 16.12.1992 n.
495, modificato con D.P.R. 16.9.1996 n. 610.
L’art. 13, comma 6, del Codice prevede l’obbligo, per gli enti
proprietari delle strade, di istituire e tenere aggiornati la
cartografia, il catasto delle strade e le relative pertinenze secondo
le modalita’ stabilite con apposito decreto emanato dal Ministro dei
Lavori Pubblici, sentito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel catasto devono essere
compresi anche gli impianti e i servizi permanenti connessi alle
esigenze della circolazione.
L’art. 227 del Codice e l’art. 404 del regolamento disciplinano
l’uso dei dispositivi di monitoraggio per il rilevamento della
circolazione, da installare sulle strade. In particolare il lo comma
dell’art. 404 del regolamento dispone che gli enti proprietari della
strada indichino tempestivamente al Ministero dei lavori pubblici –
Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale – i
luoghi dell’installazione ed inseriscano gli stessi nel proprio
catasto stradale.
L’art. 225, comma 1 del Codice prevede l’istituzione, presso il
Ministero dei LL.PP., e per esso l’Ispettorato Generale per la
Circolazione e la Sicurezza Stradale, dell’Archivio Nazionale delle
strade.
L’art. 226, commi da 1 a 3, ed il regolamento di attuazione (art.
401) danno ulteriori indicazioni su come debba essere realizzato
l’archivio e sui suoi contenuti. L’archivio, che deve contenere tutti
i dati relativi allo stato tecnico e giuridico delle strade, con
indicazioni del traffico veicolare, degli incidenti e dello stato di
percorribilita’ e di inquinamento acustico e atmosferico, sara’
completamente informatizzato e diviso in cinque sezioni tra loro
interconnesse; i relativi dati dovranno essere forniti dagli enti
proprietari delle strade, desumendoli dai propri Sistemi Informativi
Stradali (S.I.S.), e da altre fonti.
2. – CARATTERISTICHE DEL CATASTO DELLE STRADE
Il Catasto delle strade rappresenta l’inventario di tutte le
strade ad uso pubblico presenti sul territorio nazionale, con
l’obiettivo primario di definire la consistenza della rete stradale
nazionale in modo compatibile ed integrabile, in una prospettiva a
medio-lungo termine, con i Catasti dei terreni e dei fabbricati..
Il Catasto deve obbligatoriamente contenere gli elementi relativi
alle caratteristiche geometriche delle strade e delle relative
pertinenze nonche’ gli impianti ed i servizi permanenti connessi alle
esigenze della circolazione.
Detto inventario di base deve essere suscettibile di ampliamento,
al fine di contenere quegli elementi e notizie necessarie agli enti
proprietari delle strade per corrispondere alle disposizioni del
Codice ed alle esigenze di costituzione dell’Archivio nazionale delle
strade.
I dati contenuti nel Catasto delle strade rappresentano le
informazioni di base alle quali devono fa riferimento tutte le altre
informazioni che saranno contenute nei Sistemi Informativi Stradali
(cartografie, dati di traffico, stato di conservazione delle opere
d’arte, delle pavimentazioni e delle opere complementari, monitoraggi
ambientali, segnaletica, ecc.).
Con il presente Regolamento viene disciplinata la costituzione
dell’inventario di base, nonche’ la sua conservazione ed
aggiornamento.
Gli enti proprietari di strade, in sede di rilevamento dei dati
necessari alla costituzione del Catasto, possono altresi’ provvedere
al rilevamento di altri elementi facilmente acquisibili, utili per la
costituzione del gia’ citato S.I.S.:
3 – CODIFICA DEI DATI PER IL CATASTO DELLE STRADE
In questo capitolo si riportano gli elementi funzionali e
strutturali da inserire nel Catasto delle Strade unitamente ad una
loro classificazione e codifica, in particolare per quanto attiene
gli aspetti informatici.
Gli oggetti di interesse del Catasto vengono qui di seguito
modellisticamente rappresentati in termini di entita’, le cui
proprieta’ sono descritte da uno o piu’ attributi.
Si precisa che in una prima fase di attuazione e pur nel rispetto
degli obiettivi e delle finalita’ del Catasto delle Strade, per
evitare sovrapposizioni formalmente non congruenti con altri
documenti pubblici, tra gli attributi che caratterizzano le entita’
non figurano quelli definenti i confini di proprieta’ e l’andamento
degli stessi: questi elementi potranno dedursi dai documenti del
Catasto Terreni.
Si tenga pure presente il significato delle seguenti notazioni,
utilizzate nelle specifiche dei tipi di dati:
int = numero intero positivo (2 byte)
long int = numero intero positivo (4 byte)
signed long = numero intero relativo (4 byte)
float = numero in virgola mobile
char(n) = campo di n caratteri
testo = campo di caratteri di lunghezza libera
boolean = operatore booleano (0 op. 1)
date = data in anno/mese/giorno (1999/07/03)
Ascissa curvilinea = distanza dalla giunzione iniziale
dell’elemento stradale misurata lungo l’asse dell’elemento stesso
Nelle tabelle che seguono vengono riportati, la’ dove esistenti, i
codici CEN (Comite’ Europeen de Normalisation) TC 278 (vedi Cap. 5).
3.1. Entita’ da inserire nel Catasto.
Di seguito si riportano le Entita’ di interesse del Catasto e
l’elenco degli attributi che le caratterizzano, con riferimento ad
una rappresentazione di primo livello, cosi’ come definita al
Capitolo 5 successivo.
3.1.1. Giunzione
Una giunzione rappresenta di norma il punto di intersezione degli
assi di due elementi stradali. Le regole per l’individuazione delle
giunzioni ed alcuni esempi di rappresentazione di intersezioni sono
riportati nella Appendice 2. Una giunzione e’ sempre un’entita’
puntuale (nodo), rappresentata in termini geometrici da una terna di
coordinate.
Attributi globali

Nome Codice CEN Tipo dati
– – –
Denominazione Ufficiale ON testo
Denominazione Convenzionale AN testo
Tipo di giunzione JT int
0 = ordinaria
1 = mini-rotatoria
2 = biforcazione
3 = attraversamento ferroviario a raso
4 = attraversamento di confine
Note Una mini-rotatoria e’ una rotatoria progettata principalmente
per ridurre la velocita’ dei veicoli: essa richiede una deviazione
modesta della traiettoria dei veicoli che non operano svolte.
Una biforcazione e’ una suddivisione di una strada in due.
3.1.2. Area di traffico
E’ un elemento semplice, rappresentante un’area all’interno della
quale avvengono movimenti di veicoli.
Attributi globali

Nome Codice CEN Tipo dati
– – –
Denominazione Ufficiale ON testo
Denominazione Convenzionale AN testo
Tipo di area di traffico EA int
1 = parcheggio
2 = parcheggio multipiano
3 = piazza con flussi di traffico non definiti
4 = altro tipo di area
3.1.3. Elemento stradale
Un elemento stradale e’ un’entita’ lineare delimitata da due
giunzioni, individuato da un insieme ordinato di punti. Rappresenta,
in genere, l’asse di un tratto di strada a singola carreggiata.
Ad un elemento stradale sono associati attributi globali ed
attributi segmentati. Gli attributi globali si riferiscono a tutto
l’elemento stradale mentre quelli segmentati sono relativi a
caratteristiche che possono variare lungo l’elemento stesso.
Attributi globali

Nome Codice CEN Tipo dati
– – –
Denominazione Ufficiale ON testo
Denominazione Convenzionale AN testo
Ente proprietario int
1 = Stato
2 = Regione
3 = Provincia
4 = Comune
5 = Privato
Codice Ente gestore long int
Il codice dell’ente viene assegnato
in modo univoco dal gestore dell’Archivio
Nazionale delle Strade
Classifica Amministrativa char(2)
SS = Strade Statali
SR = Strade Regionali

SP = Strade Provinciali
SC = Strade Comunali
SM = Strade Militari
PR = Strade private
Classifica Tecnico-Funzionale FC char(1)
A = Autostrade
B = Strade extraurbane principali
C = Strade extraurbane secondarie
D = Strade urbane di scorrimento
E = Strade urbane di quartiere
F = Strade locali
Lunghezza misurata (m) LM long int
Composizione elemento stradale DR boolean
0 = carreggiata unica
1 = carreggiate separate
Direzione di marcia consentita DF int
1 = doppio senso di marcia
2 = senso unico dalla giunzione iniziale
a quella finale
3 = senso unico dalla giunzione finale
a quella iniziale
4 = divieto di transito nei due sensi
Gli ulteriori attributi che caratterizzano un elemento stradale
sono di tipo segmentato.
Ciascun attributo segmentato si riferisce ad un unico elemento
stradale ed e’ descritto dai seguenti dati essenziali (vedi paragrafo
5.1.18):
– codice del tipo di attributo: e’ il numero identificativo
dell’attributo; i codici degli attributi sono riportati nella lista
del paragrafo 5.1.18;
– ascissa curvilinea (m) di inizio di presenza dell’attributo;
– ascissa curvilinea (m) di fine di presenza dell’attributo; nel
caso di attributi puntuali l’ascissa curvilinea di fine coincide con
quella iniziale;
– tipo di riferimento delle coordinate: per il catasto e’ previsto
unicamente l’utilizzo del tipo di riferimento relativo (codice 1) per
cui l’origine delle coordinate coincide con il punto di inizio
dell’elemento stradale;
– collocazione: specifica se l’attributo e’ presente solo sul lato
destro (+), solo sul lato sinistro (-), o in entrambi i lati (NULL),
rispetto ad un osservatore che percorra l’asse dell’elemento stradale
nel senso crescente delle ascisse curvilinee. Inoltre la codifica
NULL riferita agli attributi segmentati e’ impiegata in tutti i casi
in cui non sia necessario specificare la collocazione.
Un tratto di strada con una separazione fisica che la suddivide in
due carreggiate, e’ di norma rappresentato da due elementi stradali
distinti. Qualora le due carreggiate abbiano assi paralleli e
complanari, e siano simmetricamente disposte rispetto l’asse dello
spartitraffico, lo stesso tratto di strada puo’ essere rappresentato
da un unico elemento stradale, per il quale la separazione fisica
viene indicata in termini di attributo. Le strade di servizio vanno
rappresentate con elementi stradali a se stanti.
Nel caso in cui un tratto a due carreggiate venga rappresentato da
un unico elemento stradale sono previsti opportuni codici che
consentono di specificare se un generico attributo si trova a destra
(dx) o a sinistra (sx) rispetto ciascuna carreggiata vista nel verso
delle progressive crescenti.
La collocazione delle carreggiate rispetto l’asse stradale e’
definita dai codici (+, -) (vedi figura).
Nel caso in cui una strada a carreggiate separate sia descritta da
elementi stradali distinti, gli attributi comuni (spartitraffico,
scarpate) vanno ripetuti per ciascun elemento.
Di seguito vengono descritti gli attributi segmentati degli
elementi stradali, raggruppati in entita’ omogenee.
3.1.4. Sezione dell’elemento stradale (codice 0)
Attributi segmentati

Codice Nome Codice CEN Tipo dati
– – – –
101 Larghezza della carreggiata (cm) int
102 Franco int
1 = banchina
2 = corsia di emergenza
3 = fascia di sosta laterale o fermata
4 = banchina + fascia di sosta laterale
o fermata
103 Larghezza del franco (cm) int
104 Larghezza marciapiedi (cm) int
105 Franco in dx int
0 = non presente
1 = banchina
2 = corsia di emergenza
3 = fascia di sosta laterale o fermata
4 = banchina + fascia di sosta laterale
o fermata
106 Larghezza del franco in dx (cm) int
107 Larghezza marciapiedi in dx (cm) int
108 Franco in sx int
0 = non presente
1 = banchina
2 = corsia di emergenza
3 = fascia di sosta laterale
4 = banchina + fascia di sosta laterale
109 Larghezza del franco in sx (cm) int
110 Larghezza marciapiedi in sx (cm) int
111 Tipo spartitraffico DT int
1 = separazione fisica non valicabile
2 = separazione fisica valicabile
3 = separazione con segnaletica
112 Larghezza spartitraffico (cm) DW int
113 Larghezza pista ciclabile int
114 Numero corsie int
Note La larghezza della carreggiata va intesa come nella figura 1.
Nel caso di unico elemento a due carreggiate, la larghezza va
specificata sia per quella destra (+) che per quella di sinistra (-).
La larghezza del franco va misurata dall’asse della striscia di
delimitazione della carreggiata al margine esterno della banchina,
della corsia di emergenza o della fascia di sosta laterale.
La larghezza dello spartitraffico va misurata prendendo come
riferimento i margini delle banchine.
La larghezza delle pista ciclabile va indicata solamente se la
pista stessa si trova collocata in adiacenza e continuita’ con gli
altri elementi della sezione.
Nel caso in cui in una corsia si trovi a cavallo dell’asse
dell’elemento stradale la si considera appartenere come collocazione
al lato su cui sono collocate le altre corsie aventi lo stesso senso
di marcia.
3.1.5. Pavimentazione della strada (codice 1)
Attributi segmentati

Codice Nome Codice CEN Tipo dati
– – – –
151 Tipologia della superficie della carreggiata int
1 = materiale sciolto
2 = materiale legato
3 = ad elementi
152 Pavimentazione delle banchine int
0 = non presente
1 = parzialmente pavimentata
2 = pavimentata
153 Tipologia della superficie delle int
banchine pavimentate
1 = materiale sciolto
2 = materiale legato
3 = ad elementi
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