MINISTERO DEI TRASPORTI - DECRETO 1 febbraio 2008, n.42 | Architetto.info

MINISTERO DEI TRASPORTI – DECRETO 1 febbraio 2008, n.42

MINISTERO DEI TRASPORTI - DECRETO 1 febbraio 2008, n.42 - Regolamento recante disposizioni concernenti l'omologazione e l'installazione di sistemi idonei alla riduzione della massa di particolato emesso da autoveicoli, dotati di motore ad accensione spontanea, appartenenti alle categorie M1 ed N1. (GU n. 65 del 17-3-2008) note: Entrata in vigore del provvedimento: 1/4/2008

MINISTERO DEI TRASPORTI

DECRETO 1 febbraio 2008, n. 42
Regolamento recante disposizioni concernenti l’omologazione e
l’installazione di sistemi idonei alla riduzione della massa di
particolato emesso da autoveicoli, dotati di motore ad accensione
spontanea, appartenenti alle categorie M1 ed N1.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI
di concerto con
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
e
IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto l’articolo 71 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
che stabilisce la competenza del Ministro dei trasporti ad emanare
decreti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e con il Ministro
della sanita’, in materia di norme costruttive e funzionali dei
veicoli a motore e dei loro rimorchi;
Visto l’articolo 78 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
e l’articolo 236 del decreto del Presidente della Repubblica
16 dicembre 1992, n. 495, concernente le modifiche alle
caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e
l’aggiornamento della carta di circolazione;
Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
26 maggio 2004, di recepimento della direttiva 2003/76/CE della
Commissione, che modifica da ultimo la direttiva 70/220/CEE del
Consiglio, relativa alle misure da adottare contro l’inquinamento
atmosferico dei veicoli a motore;
Visto il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione
2 maggio 2001, n. 277, con cui e’ stato adottato il regolamento
recante «Disposizioni concernenti le procedure di omologazione dei
veicoli a motore, dei rimorchi, delle macchine agricole, delle
macchine operatrici e dei loro sistemi, componenti ed entita’
tecniche» e successive modifiche ed integrazioni;
Considerata l’esigenza di consentire l’adozione di misure in grado
di ridurre le emissioni inquinanti degli autoveicoli in circolazione
tramite l’utilizzazione di sistemi di riduzione della massa di
particolato emesso da autoveicoli dotati di motori ad accensione
spontanea.
Espletata la procedura d’informazione in materia di norme e
regolamentazioni tecniche prevista dalla legge 21 giugno 1986, n.
317, modificata ed integrata dal decreto legislativo 23 novembre
2000, n. 427;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere n. 160/2008 del Consiglio di Stato, espresso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del
21 gennaio 2008;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3 della citata legge 23 agosto 1988, n.
400;
A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1.
Campo di applicazione
1. Il regolamento si applica ai sistemi idonei alla riduzione della
massa di particolato prodotto da autoveicoli, dotati di motore ad
accensione spontanea, appartenenti alle categorie M1 e N1, omologati
ai fini dell’inquinamento ai sensi della direttiva 70/220/CEE e
successive modifiche ed integrazioni, ovvero degli equivalenti
regolamenti UN-ECE, destinati ad essere installati sugli autoveicoli
in circolazione.
2. I sistemi, di cui al comma 1, sono omologati in conformita’ alle
prescrizioni del regolamento e con riferimento alle procedure di
prova previste dalla direttiva 70/220/CEE, e successive modifiche ed
integrazioni, ovvero dagli equivalenti regolamenti UN-ECE.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitarne la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 71 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, recante «Nuovo codice della strada», pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 18 maggio
1992, n. 114, cosi’ recita:
«Art. 71 (Caratteristiche costruttive e funzionali dei
veicoli a motore e loro rimorchi). – 1. Le caratteristiche
generali costruttive e funzionali dei veicoli a motore e
loro rimorchi che interessano sia i vari aspetti della
sicurezza della circolazione sia la protezione
dell’ambiente da ogni tipo di inquinamento, compresi i
sistemi di frenatura, sono soggette ad accertamento e sono
indicate nel regolamento.
2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
con propri decreti, di concerto con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio per gli aspetti
di sua competenza e con gli altri Ministri quando
interessati, stabilisce periodicamente le particolari
caratteristiche costruttive e funzionali cui devono
corrispondere i veicoli a motore e i rimorchi per trasporti
specifici o per uso speciale, nonche’ i veicoli blindati.
3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
con propri decreti, di concerto con gli altri Ministri
quando interessati, stabilisce periodicamente le
prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche di cui
ai commi 1 e 2, nonche’ le modalita’ per il loro
accertamento.
4. Qualora i decreti di cui al comma 3 si riferiscano a
disposizioni oggetto di direttive comunitarie le
prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette
direttive; in alternativa a quanto prescritto nei
richiamati decreti, se a cio’ non osta il diritto
comunitario, l’omologazione e’ effettuata in applicazione
delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei
regolamenti o nelle raccomandazioni emanati dall’Ufficio
europeo per le Nazioni Unite – Commissione economica per
l’Europa, recepiti dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.
5. Con provvedimento del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti – Dipartimento per i trasporti terrestri,
sono approvate tabelle e norme di unificazione riguardanti
le materie di propria competenza.
6. Chiunque circola con un veicolo a motore o con un
rimorchio non conformi alle prescrizioni stabilite dal
regolamento e’ soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 74 a euro 296. Se i veicoli
e i rimorchi sono adibiti al trasporto di merci pericolose,
la sanzione amministrativa e’ da euro 148 a euro 594.».
– L’art. 78 del decreto legislativo n. 285/1992 cosi’
recita:
«Art. 78 (Modifiche delle caratteristiche costruttive
dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di
circolazione). – 1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi
devono essere sottoposti a visita e prova presso i
competenti uffici del Dipartimento per i trasporti
terrestri quando siano apportate una o piu’ modifiche alle
caratteristiche costruttive o funzionali, ovvero ai
dispositivi d’equipaggiamento indicati negli articoli 71 e
72, oppure sia stato sostituito o modificato il telaio.
Entro sessanta giorni dall’approvazione delle modifiche,
gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti
terrestri ne danno comunicazione ai competenti uffici del
P.R.A. solo ai fini dei conseguenti adeguamenti fiscali.
2. Nel regolamento sono stabiliti le caratteristiche
costruttive e funzionali, nonche’ i dispositivi di
equipaggiamento che possono essere modificati solo previa
presentazione della documentazione prescritta dal
regolamento medesimo. Sono stabilite, altresi’, le
modalita’ per gli accertamenti e l’aggiornamento della
carta di circolazione.
3. Chiunque circola con un veicolo al quale siano state
apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel
certificato di omologazione o di approvazione e nella carta
di circolazione, oppure con il telaio modificato e che non
risulti abbia sostenuto, con esito favorevole, le
prescritte visita e prova, ovvero circola con un veicolo al
quale sia stato sostituito il telaio in tutto o in parte e
che non risulti abbia sostenuto con esito favorevole le
prescritte visita e prova, e’ soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 370 a
euro 1.485.
4. Le violazioni suddette importano la sanzione
amministrativa accessoria del ritiro della carta di
circolazione, secondo le norme del capo I, sezione II, del
titolo VI.».
– Il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti 26 maggio 2004, recante: «Recepimento della
rettifica della direttiva 2002/80/CE e della direttiva
2003/76/CE dell’11 agosto 2003 della Commissione, che
modifica la direttiva 70/220/CEE del Consiglio, relativa
alle misure da adottare contro l’inquinamento atmosferico
da emissioni dei veicoli a motore», e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 217 del 15 settembre 2004.
– Il decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione 2 maggio 2001, n. 277, recante: «Disposizioni
concernenti le procedure di omologazione dei veicoli a
motore, dei rimorchi, delle macchine agricole, delle
macchine operatrici e dei loro sistemi, componenti ed
entita’ tecniche», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 160 del 12 luglio 2001.
– La legge 21 giugno 1986, n. 317, recante: «Procedura
d’informazione nel settore delle norme e regolamentazioni
tecniche e delle regole relative ai servizi della societa’
dell’informazione in attuazione della direttiva 98/34/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998,
modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio del 20 luglio 1998», e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 151 del 2 luglio 1986.
– Il decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427,
recante: «Modifiche ed integrazioni alla legge 21 giugno
1986, n. 317, concernenti la procedura di informazione nel
settore delle norme e regolamentazioni tecniche e delle
regole relative ai servizi della societa’
dell’informazione, in attuazione delle direttive 98/34/CE e
98/48/CE», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 19 del
24 gennaio 2001.
– L’art. 17, commi 3 e 4 della legge 23 agosto 1988, n.
400, recante «Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 214 del 12 settembre 1988, cosi’ recita:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere.
Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’
Ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali, ferma restando la necessita’ di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.
Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio
dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di “regolamento”, sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.».
Nota all’art. 1:
– La direttiva 70/220/CEE del Consiglio del 20 marzo
1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative alle misure da adottare contro
l’inquinamento atmosferico con i gas prodotti dai motori ad
accensione comandata dei veicoli a motore e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. L 76 del 6 aprile 1970.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del regolamento si definiscono quali:
a) «sistema» idoneo alla riduzione della massa di particolato,
uno o piu’ elementi funzionalmente interconnessi con il motore,
ovvero con i suoi dispositivi di aspirazione o di scarico, ovvero con
il suo sistema di alimentazione e controllo;
b) «fasce di appartenenza dei tipi di autoveicoli»,
convenzionalmente definite in funzione della rispondenza ai livelli
di emissione allo scarico adottati a livello comunitario, i seguenti
raggruppamenti:
Euro 0 – appartengono a tale fascia gli autoveicoli di
categoria M1 omologati antecedentemente alla entrata in vigore della
direttiva 91/441/CEE, e gli autoveicoli di categoria N1 omologati
antecedentemente alla entrata in vigore della direttiva 93/59/CEE;
Euro 1 – appartengono a tale fascia gli autoveicoli di
categoria M1 omologati ai sensi delle direttive da 91/441/CEE(*) a
93/59/CEE(*) e gli autoveicoli di categoria N1 omologati ai sensi
della direttiva 93/59/CEE(*);
(*) per i tipi previsti dalla corrispondente tabella 1.5.2
Euro 2 – appartengono a tale fascia gli autoveicoli di
categoria M1 omologati ai sensi delle direttive da 94/12/CEE(*) a
96/69/CE(*), ovvero 98/77/CE e gli autoveicoli di categoria N1
omologati ai sensi della direttiva 96/69/CE(*), ovvero 98/77/CE;
(*) per i tipi previsti dalla corrispondente tabella 1.5.2
Euro 3 – appartengono a tale fascia gli autoveicoli di
categoria M1 ed N1 omologati ai sensi delle direttive da 98/69/CE a
2003/76/CE, riga A;
Euro 4 – appartengono a tale fascia gli autoveicoli di
categoria M1 ed N1 omologati ai sensi delle direttive da 98/69/CE a
2003/76/CE, riga B.
All’allegato A, che e’ parte integrante del regolamento, e’
riportata la tabella con i valori limite delle emissioni da massa di
particolato, adottati a livello comunitario, correlati con le fasce
di appartenenza di cui sopra.
c) «tipo di autoveicoli», l’insieme comprendente gli autoveicoli
individuati in relazione alle caratteristiche riportate nell’allegato
II punto B della direttiva 2001/116/CE;
d) «autoveicolo rappresentativo», un autoveicolo considerato
rappresentativo del tipo di autoveicoli in base ai parametri
riportati all’allegato C, che e’ parte integrante del regolamento;
e) «costruttore», il produttore di un sistema idoneo alla
riduzione della massa di particolato emesso da un autoveicolo.

Note all’art. 2:
– La direttiva 91/441/CEE del Consiglio, del 26 giugno
1991, che modifica la direttiva 70/220/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle misure da adottare contro l’inquinamento
atmosferico con le emissioni dei veicoli a motore e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. L 242 del 30 agosto
1991.
– La direttiva 93/59/CEE del Consiglio del 28 giugno
1993 che modifica la direttiva 70/220/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle misure da adottare contro l’inquinamento
atmosferico con le emissioni dei veicoli a motore e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. L 186 del 28 luglio
1993.
– La direttiva 94/12/CEE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 marzo 1994, relativa alle misure da
adottare contro l’inquinamento atmosferico da emissioni di
veicoli a motore e recante modifica della direttiva
70/220/CEE e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. L 100
del 18 aprile 1994.
– La direttiva 96/69/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio dell’8 ottobre 1996 che modifica la direttiva
70/220/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative alle misure da adottare contro
l’inquinamento atmosferico con le emissioni dei veicoli a
motore e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. L 282 del
1° novembre 1996.
– La direttiva 98/77/CE della Commissione del 2 ottobre
1998 che adegua al progresso tecnico la direttiva
70/220/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative a misure da
adottare contro l’inquinamento atmosferico da emissioni dei
veicoli a motore (testo rilevante ai fini del SEE) e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. L 286 del 23 ottobre
1998.
– La direttiva 2003/76/CE della Commissione dell’11
agosto 2003, che modifica la direttiva 70/220/CEE del
Consiglio relativa alle misure da adottare contro
l’inquinamento atmosferico con le emissioni dei veicoli a
motore (testo rilevante ai fini del SEE) e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. L 206 del 15 agosto 2003.
– La direttiva 2001/116/CE della Commissione del
20 dicembre 2001, che adegua al progresso tecnico la
direttiva 70/156/CEE del Consiglio concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative all’omologazione dei veicoli a motore e dei loro
rimorchi (testo rilevante ai fini del SEE) e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. L 18 del 21 gennaio 2002.

Art. 3.
Omologazione dei sistemi
1. La domanda di omologazione di un sistema e’ presentata dal
costruttore, ovvero dal suo rappresentante, opportunamente
accreditato, ad un Centro prove autoveicoli, secondo le modalita’
previste dal decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione
2 maggio 2001, n. 277. La domanda e’ corredata da una scheda
informativa compilata in conformita’ al modello riportato
nell’allegato B, che e’ parte integrante del regolamento.
2. Nella domanda sono indicati:
a) i tipi di autoveicoli al quale e’ destinato il sistema,
nonche’ la fascia di originaria appartenenza (Euro …), in funzione
della loro rispondenza ai livelli di emissione allo scarico;
b) la fascia di appartenenza nella quale si chiede
l’inquadramento dei tipi di autoveicoli, dotati di sistema, ai soli
fini dell’inquinamento da massa di particolato.
3. La verifica dell’idoneita’ del sistema, ai fini della sua
omologazione, e’ effettuata in base ai criteri e con le procedure
riportate nell’allegato D, che e’ parte integrante del regolamento.
4. Un sistema che abbia conseguito l’omologazione per un tipo di
autoveicoli appartenente alla fascia Euro 3 e’ ritenuto idoneo per
uno o piu’ tipi di autoveicoli appartenenti alla fascia Euro 4,
prodotti dallo stesso costruttore di autoveicoli, dotati di motore ad
accensione spontanea, privi per costruzione di dispositivi di
riduzione della massa di particolato, subordinatamente al rilascio di
una specifica autorizzazione del costruttore degli autoveicoli di cui
trattasi. In tal caso lo stesso costruttore individua il tipo di
autoveicoli idoneo per l’installazione del sistema e ne stabilisce le
condizioni e le modalita’, nonche’ le eventuali specifiche
prescrizioni necessarie per il corretto funzionamento del motore.
5. Il costruttore dichiara inoltre in relazione a ciascun tipo di
autoveicoli, che:
a) effettuera’ la prevista procedura di verifica di durabilita’
del sistema, conformemente a quanto riportato nell’allegato E, che e’
parte integrante del regolamento;
b) l’installazione del sistema non comporta, comunque, il
superamento dei valori massimi ammissibili di contropressione allo
scarico.
6. A ciascun tipo di sistema, omologato in ottemperanza alle
prescrizioni del regolamento, e’ assegnato un numero di omologazione,
in conformita’ a quanto previsto nell’allegato IV al decreto del
Ministro dei trasporti e della navigazione 2 maggio 2001, n. 277.
7. La direzione generale per la motorizzazione rilascia il
certificato di omologazione del sistema redatto in conformita’ al
modello riportato all’allegato F, che e’ parte integrante del
regolamento.

Nota all’art. 3:
– Per il decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione 2 maggio 2001, n. 277, si veda nelle note alle
premesse.

Art. 4.
Caratteristiche generali dei sistemi
1. E’ richiesta la preventiva autorizzazione del costruttore
dell’autoveicolo per sistemi funzionalmente connessi con uno o piu’
dei seguenti elementi o che comportano modifiche ai medesimi:
a) dispositivi elettronici di gestione dell’alimentazione ed
eventualmente di verifica della combustione e del controllo delle
emissioni;
b) linea dei componenti destinata all’alimentazione del motore
(con l’esclusione del serbatoio e dei relativi condotti);
c) motore di trazione;
d) sistema EGR.
2. Il sistema prevede un dispositivo di allarme per eccessiva
contropressione allo scarico che segnali il livello critico di
intasamento.
3. Non sono ammesse soluzioni tecniche che prevedano, attraverso
dispositivi di bypass, l’esclusione o la parzializzazione del
sistema.
4. Per i sistemi che si avvalgono di specifici additivi o reagenti
chimici il costruttore:
a) prevede sistemi automatici di additivazione;
b) prevede l’installazione sul veicolo di un dispositivo di
segnalazione dell’assenza di additivo;
c) dichiara che l’uso di questi prodotti non danneggia
l’autoveicolo, ovvero il motore;
d) allega alla documentazione di omologazione la scheda di
sicurezza degli additivi o dei reagenti utilizzati;
e) fornisce informazioni circa eventuali emissioni di metalli
prodotte dall’utilizzo degli additivi o dei reagenti;
f) fornisce istruzioni sulle conseguenze che la mancanza o
l’eccesso di additivo o reagente chimico puo’ avere sul sistema o sul
motore;
g) prescrive le misure da adottare per l’uso corretto da parte
dell’utilizzatore;
h) dichiara che la qualita’ del combustibile, dopo
l’additivazione, resti conforme a quanto previsto dalla norma EN 590,
nonche’ dalle norme vigenti ai fini della tutela della salute e
dell’ambiente.

Art. 5.
Inquadramento degli autoveicoli ai soli fini dell’inquinamento da
massa di particolato
1. L’installazione di un sistema riconosciuto idoneo per un tipo di
autoveicoli determina, ai soli fini dell’inquinamento da massa di
particolato, l’inquadramento del medesimo nella fascia di
appartenenza richiesta nella domanda di omologazione, di cui al
comma 2 punto b), dell’articolo 3.

Art. 6.
Prescrizioni per l’installazione dei sistemi sugli autoveicoli in
circolazione
1. Gli Uffici motorizzazione civile, a richiesta dell’utenza,
procedono alla visita sui singoli autoveicoli per verificare la
conformita’ del sistema installato al tipo omologato.
2. L’installatore fornisce una dichiarazione con la quale certifica
l’osservanza delle disposizioni di installazione previste dal
costruttore, ovvero, nei casi previsti al comma 1 dell’articolo 4,
dal costruttore dell’autoveicolo.

Art. 7.
Aggiornamento della carta di circolazione
1. Successivamente all’effettuazione, con esito positivo, della
visita di cui all’articolo 6, gli Uffici motorizzazione civile
aggiornano la carta di circolazione dell’autoveicolo mediante
l’apposizione sulla stessa di una dicitura recante la seguente
annotazione:
«Autoveicolo dotato di sistema per la riduzione della massa di
particolato, con marchio di omologazione Ai soli fini
dell’inquinamento da massa di particolato, e’ inquadrabile quale Euro
».
2. Per i soli autoveicoli appartenenti fin dall’origine alla fascia
Euro 4, rispondenti nella fattispecie di cui al comma 4
dell’articolo 3, l’aggiornamento della carta di circolazione reca la
seguente dicitura:
«Autoveicolo dotato di sistema per la riduzione della massa di
particolato, con marchio di omologazione ».

Art. 8.
Prescrizioni per il costruttore del sistema
1. Ogni sistema omologato riporta il marchio dell’omologazione
conseguita, chiaramente leggibile ed indelebile, recante la
numerazione di cui al comma 6 dell’articolo 3. Tale marchio va
apposto direttamente o tramite targhetta solidale su uno degli
elementi componenti il sistema, posto sulla linea di scarico.
2. Il costruttore correda ogni singola unita’ prodotta con le
prescrizioni per l’installazione, di cui all’articolo 6, comprendenti
le indicazioni generali e le eventuali prescrizioni specifiche.
3. Ogni singolo sistema prodotto e’ corredato con le informazioni
di uso e manutenzione dello stesso, destinate all’utilizzatore. Tali
informazioni includono anche quelle relative alle caratteristiche dei
carburanti che possono essere utilizzati con ciascun sistema, come il
contenuto di zolfo.

Art. 9.
Conformita’ della produzione
1. Gli impianti di produzione dei sistemi sono soggetti al
controllo del sistema di verifica della conformita’ della produzione,
prevista dal decreto dirigenziale 25 novembre 1997.
2. I sistemi omologati sono realizzati in modo da risultare
conformi al tipo omologato.
3. La Direzione generale della motorizzazione puo’ procedere a
qualsiasi prova prescritta nel regolamento, nell’ambito della
verifica:
a) della conformita’ della produzione del sistema;
b) delle procedure per la valutazione della durabilita’ del
sistema.
4. L’omologazione accordata per un tipo di sistema e’ revocata se
non vengono rispettate le prescrizioni del presente articolo.

Nota all’art. 9:
– Il decreto dirigenziale 25 novembre 1997, recante:
«Controllo di conformita’ ai sensi degli articoli 75 e 77
del nuovo codice della strada, approvato con decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni ed integrazioni» e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 278 del 28 novembre 1997.

Art. 10.
Riconoscimento dei sistemi omologati da Stati membri dell’Unione
europea
1. I sistemi omologati in altri Stati membri dell’Unione europea,
dalla Turchia, o aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo,
corredati di idonea documentazione emessa da uno dei sopracitati
Stati, sono soggetti a verifica delle condizioni di sicurezza del
prodotto e di protezione degli utenti sulla base di certificazioni
rilasciate nei paesi di provenienza.
2. La verifica di cui al comma 1, ove si evinca da un esame
documentale che le condizioni di sicurezza del prodotto e di
protezione degli utenti sono equivalenti o superiori a quelle
richieste dal regolamento, non comporta la ripetizione di controlli
gia’ esperiti nell’ambito dell’originaria procedura di approvazione.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 1° febbraio 2008
Il Ministro dei trasporti Bianchi
Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
Pecoraro Scanio
Il Ministro della salute Turco
Visto, il Guardasigilli: Scotti
Registrato alla Corte dei conti il 7 marzo 2008 Ufficio controllo
atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto del territorio,
registro n. 1, foglio n. 280

Allegato A
Tabella recante i valori limite delle emissioni da massa di
particolato correlati con le fasce di appartenenza dei tipi di
autoveicoli omologati ai sensi della direttiva 70/220/CEE e
successive modifiche e integrazioni

—-> Vedere tabelle a pag. 6

MINISTERO DEI TRASPORTI – DECRETO 1 febbraio 2008, n.42

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