MINISTERO DEI TRASPORTI - DECRETO - 25 gennaio 2008, n. 39 - Regolamento recante disposizioni concernenti l'omologazione e l'installazione di sistemi idonei alla riduzione della massa di particolato emesso da motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di autoveicoli. (GU n. 62 del 13-3-2008 | Architetto.info

MINISTERO DEI TRASPORTI – DECRETO – 25 gennaio 2008, n. 39 – Regolamento recante disposizioni concernenti l’omologazione e l’installazione di sistemi idonei alla riduzione della massa di particolato emesso da motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di autoveicoli. (GU n. 62 del 13-3-2008

MINISTERO DEI TRASPORTI - DECRETO - 25 gennaio 2008, n. 39 - Regolamento recante disposizioni concernenti l'omologazione e l'installazione di sistemi idonei alla riduzione della massa di particolato emesso da motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di autoveicoli. (GU n. 62 del 13-3-2008 )

MINISTERO DEI TRASPORTI

DECRETO 25 gennaio 2008 – , n. 39

Regolamento recante disposizioni concernenti l’omologazione e
l’installazione di sistemi idonei alla riduzione della massa di
particolato emesso da motori ad accensione spontanea destinati alla
propulsione di autoveicoli.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI
di concerto con
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA
DEL TERRITORIO E DEL MARE
ed
IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto l’articolo 71 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
che stabilisce la competenza del Ministro dei trasporti ad emanare
decreti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e con il Ministro
della sanita’, in materia di norme costruttive e funzionali dei
veicoli a motore e dei loro rimorchi;
Visto l’articolo 78 del citato decreto legislativo n. 285/1992 e
l’articolo 236 del decreto del Presidente della Repubblica
16 dicembre 1992, n. 495, di attuazione del Codice della strada,
concernente le modifiche alle caratteristiche costruttive dei veicoli
in circolazione e l’aggiornamento della carta di circolazione;
Visto il decreto del Ministero dei trasporti 5 agosto 1974,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 251 del 26 settembre 1974,
concernente le norme relative alla omologazione parziale CEE dei tipi
di veicolo a motore per quanto riguarda l’inquinamento prodotto dai
motori diesel di propulsione, di cui alla direttiva 72/306/CEE, e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Ministero dei trasporti e della navigazione
2 maggio 2001, n. 277, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
12 luglio 2001, n. 160, con cui e’ stato adottato il regolamento
recante «Disposizioni concernenti le procedure di omologazione dei
veicoli a motore, dei rimorchi, delle macchine agricole, delle
macchine operatrici e dei loro sistemi, componenti ed entita’
tecniche», e successive modifiche ed integrazioni;
Considerata l’esigenza di consentire l’adozione di misure in grado
di ridurre le emissioni inquinanti dei veicoli in circolazione
tramite l’utilizzazione di sistemi di riduzione della massa di
particolato emesso dai motori ad accensione spontanea destinati alla
propulsione degli autoveicoli;
Espletata la procedura d’informazione in materia di norme e
regolamentazioni tecniche prevista dalla legge 21 giugno 1986, n.
317, modificata ed integrata dal decreto legislativo 23 novembre
2000, n. 427;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere n. 3144/2007 del Consiglio di Stato, espresso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 27 agosto
2007;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3 della legge n. 400/1988, con nota n.
16896 del 23 ottobre 2007;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Campo di applicazione
1. Il regolamento si applica ai sistemi idonei alla riduzione della
massa di particolato prodotto dai motori ad accensione spontanea,
omologati ai sensi della direttiva 88/77/CEE e successive modifiche
ed integrazioni, ovvero degli equivalenti regolamenti UN-ECE,
destinati ad essere installati sugli autoveicoli in circolazione.
2. I sistemi, di cui al comma 1, sono omologati in conformita’ alle
prescrizioni del regolamento e con riferimento alle procedure di
prova previste dalla direttiva 88/77/CEE, e successive modifiche ed
integrazioni, ovvero degli equivalenti regolamenti UN-ECE.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubbli-cazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 71, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285 recante «Nuovo codice della strada» pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 18 maggio 1992, n. 114, supplemento
ordinario, cosi’ recita:
«Art. 71 (Caratteristiche costruttive e funzionai dei
veicoli a motore e loro rimorchi). – 1. Le caratteristiche
generali costruttive e funzionali dei veicoli a motore e
loro rimorchi che interessano sia i vari aspetti della
sicurezza della circolazione sia la protezione
dell’ambiente da ogni tipo di inquinamento, compresi i
sistemi di frenatura, sono soggette ad accertamento e sono
indicate nel regolamento.
2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
con propri decreti, di concerto con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio per gli aspetti
di sua competenza e con gli altri Ministri quando
interessati, stabilisce periodicamente le particolari
caratteristiche costruttive e funzionali cui devono
corrispondere i veicoli a motore e i rimorchi per trasporti
specifici o per uso speciale, nonche’, i veicoli blindati.
3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
con propri decreti, di concerto con gli altri Ministri
quando interessati, stabilisce periodicamente le
prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche di cui
ai commi 1 e 2, nonche’ le modalita’ per il loro
accertamento.
4. Qualora i decreti di cui al comma 3 si riferiscano a
disposizioni oggetto di direttive comunitarie le
prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette
direttive; in alternativa a quanto prescritto nei
richiamati decreti, se a cio’ non osta il diritto
comunitario, l’omologazione e’ effettuata in applicazione
delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei
regolamenti o nelle raccomandazioni emanati dall’Ufficio
europeo per le Nazioni Unite – Commissione economica per
l’Europa, recepiti dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.
5. Con provvedimento del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti – Dipartimento per i rapporti terrestri,
sono approvate tabelle e norme di unificazione riguardanti
le materie di propria competenza.
6. Chiunque circola con un veicolo a motore o con un
rimorchio non conformi alle prescrizioni stabilite dal
regolamento e’ soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 74 a euro 296. Se i veicoli
e i rimorchi sono adibiti al trasporto di merci pericolose,
la sanzione amministrativa e’ da euro 148 a euro 594.».
– L’art. 78, del citato decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, cosi’ recita:
«Art. 78 (Modifiche delle caratteristiche costruttive
dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di
circolazione). – 1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi
devono essere sottoposti a visita e prova presso i
competenti uffici del Dipartimento per i trasporti
terrestri quando siano apportate una o piu’ modifiche alle
caratteristiche costruttive o funzionali, ovvero ai
dispositivi d’equipaggiamento indicati negli articoli 71 e
72, oppure sia stato sostituito o modificato il telaio.
Entro sessanta giorni dall’approvazione delle modifiche,
gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti
terrestri ne danno comunicazione ai competenti uffici del
P.R.A. solo ai fini dei conseguenti adeguamenti fiscali.
2. Nel regolamento sono stabiliti le caratteristiche
costruttive e funzionali, nonche’ i dispositivi di
equipaggiamento che possono essere modificati solo previa
presentazione della documentazione prescritta dal
regolamento medesimo. Sono stabilite, altresi’, le
modalita’ per gli accertamenti e l’aggiornamento della
carta di circolazione.
3. Chiunque circola con un veicolo al quale siano state
apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel
certificato di omologazione o di approvazione e nella carta
di circolazione, oppure con telaio modificato e che non
risulti abbia sostenuto, con esito favorevole, le
prescritte visita e prova, ovvero circola con un veicolo al
quale sia stato sostituito il telaio in tutto o in parte e
che non risulti abbia sostenuto con esito favorevole le
prescritte visita e prova, e’ soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 370 a
curo 1.485.
4. Le violazioni suddette importano la sanzione
amministrativa accessoria del ritiro della carta di
circolazione, secondo le norme del capo I, sezione II, del
titolo VI.».
– L’art. 236, del decreto del Presidente della
Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, recante «Regolamento
di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della
strada», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 dicembre
1992, n. 303, supplemento ordinario, cosi’ recita:
«Art. 236 (Art. 78 Cod. Str.). (Modifica delle
caratteristiche costruttive o funzionali dei veicoli in
circolazione e aggiornamento della carta di circolazione).
– 1. Ogni modifica alle caratteristiche costruttive o
funzionali, tra quelle indicate nell’appendice V al
presente titolo ed individuate con decreto del Ministero
dei trasporti e della navigazione – Direzione generale
della M.C.T.C., o che determini la trasformazione o la
sostituzione del telaio, comporta la visita e prova del
veicolo interessato, presso l’ufficio [provinciale] della
Direzione generale della M.C.T.C. competente in relazione
alla sede della ditta che ha proceduto alla modifica.
Quando quest’ultima e’ effettuata da piu’ ditte, senza che
per ogni stadio dei lavori eseguiti venga richiesto il
rilascio di un certificato di approvazione, l’ufficio
[provinciale] della Direzione generale della M.C.T.C.
competente per la visita e prova e’ quello nel cui
territorio di competenza ha sede la ditta che ha operato
l’ultimo intervento in materia. In tale caso la
certificazione dei lavori deve essere costituita dal
complesso di tutte le certificazioni, ciascuna redatta
dalla ditta di volta in volta interessata dai diversi
stadi, con firma del legale rappresentante autenticata nei
modi di legge.
2. Ogni modifica riguardante uno dei seguenti elementi:
a) la massa complessiva massima;
b) la massa massima rimorchiabile;
c) le masse massime sugli assi;
d) numero di assi;
e) gli interassi;
f) le carreggiate;
g) gli sbalzi;
h) il telaio anche se realizzato con una struttura
portante o equivalente;
i) l’impianto frenante o i suoi elementi costitutivi;
l) la potenza massima del motore;
m) il collegamento del motore alla struttura dei
veicolo, e’ subordinata al rilascio, da parte della casa
costruttrice del veicolo, di apposito nulla-osta, salvo
diverse o ulteriori prescrizioni della casa stessa. Qualora
tale rilascio non avvenga per motivi diversi da quelli di
ordine tecnico concernenti la possibilita’ di esecuzione
della modifica, il nulla-osta puo’ essere sostituito da una
relazione tecnica, firmata da persona a cio’ abilitata, che
attesti la possibilita’ d’esecuzione della modifica in
questione. In tale caso deve essere eseguita una visita e
prova presso l’ufficio [provinciale] della Direzione
generale della M.C.T.C. competente in base alla sede della
ditta esecutrice dei lavori, al fine di accertare quanto
attestato dalla relazione predetta, prima che venga
eseguita la modifica richiesta.
3. L’aggiornamento dei dati interessati dalla modifica
viene eseguito dall’ufficio provinciale della Direzione
generale della M.C.T.C. cui sia esibito il certificato
d’approvazione definitivo della modifica eseguita, oppure
dall’ufficio provinciale della Direzione generale della
M.C.T.C. che ha proceduto all’ultima visita e prova con
esito favorevole. Tale aggiornamento ha luogo mediante
l’emissione di un duplicato della carta di circolazione, i
cui dati vanno variati o integrati conseguentemente alla
modifica approvata.
4. La direzione generale della M.C.T.C. definisce le
competenze dei propri uffici periferici, tenuto anche conto
della necessita’ di distribuzione dei carichi di lavoro e
delle possibilita’ operative degli uffici stessi, nonche’
delle particolari collocazioni territoriali delle ditte
costruttrici o trasformatrici.».
– Il decreto del Ministero dei trasporti 5 agosto 1974,
reca: «Norme relative alla omologazione parziale C.E.E. dei
tipi di veicolo a motore per quanto riguarda l’inquinamento
prodotto dai motori diesel di propulsione».
– La direttiva 72/306/CEE, reca: «Direttiva del
Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative alle misure da adottare contro
l’inquinamento prodotto dai motori diesel destinati alla
propulsione dei veicoli», e’ pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Comunita’ europea 20 agosto 1972, n. L 190.
– Il decreto del Ministero dei trasporti e della
navigazione 2 maggio 2001, n. 277, reca: «Disposizioni
concernenti le procedure di omologazione dei veicoli a
motore, dei rimorchi, delle macchine agricole, delle
macchine operatrici e dei loro sistemi, componenti ed
entita’ tecniche».
– La legge 21 giugno 1986, n. 317, reca: «Procedura
d’informazione nel settore delle norme e regolamentazioni
tecniche e delle regole relative ai servizi della societa’
dell’informazione in attuazione della direttiva 98/34/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998,
modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio del 20 luglio 1998», e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 2 luglio 1986, n. 151.
– Il decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427,
recante: «Modifiche ed integrazioni alla legge 21 giugno
1986, n. 317, concernenti la procedura di informazione nel
settore delle norme e regolamentazioni tecniche e delle
regole relative ai servizi della societa’
dell’informazione, in attuazione delle direttive 98/34/CE e
98/48/CE» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 gennaio
2001, n. 19.
– L’art. 17, comma 3 e 4, della legge 23 agosto 1988,
n. 400 reca: «Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri»,
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, cosi’ recita:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati i
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al coma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di “regolamento”, sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.».
Nota all’art. 1:
– La direttiva 88/77/CEE del Consiglio del 3 dicembre
1987 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative ai provvedimenti da prendere contro
l’emissione di gas inquinanti prodotti dai motori ad
accensione spontanea destinati alla propulsione dei veicoli
e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale L 36 del 9 febbraio
1988.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del regolamento si intendono per:
a) «sistema» idoneo alla riduzione della massa di particolato,
uno o piu’ elementi funzionalmente interconnessi con il motore,
ovvero con i suoi dispositivi di aspirazione o di scarico, ovvero con
il suo sistema di alimentazione e controllo;
b) «fasce di appartenenza dei tipi di motori», convenzionalmente
definite in funzione della rispondenza ai limiti di emissione allo
scarico adottati a livello comunitario, i seguenti raggruppamenti:
aa) Euro 0 appartengono a tale fascia i motori non omologati ai
fini dell’inquinamento, ovvero omologati antecedentemente alla
entrata in vigore alla direttiva 91/542/CEE;
bb) Euro 1 appartengono a tale fascia i motori omologati ai
sensi della direttiva 91/542/CEE, riga A;
cc) Euro 2 appartengono a tale fascia i motori omologati ai
sensi della direttiva 91/542/CEE, ovvero 96/1/CEE, riga B;
dd) Euro 3 appartengono a tale fascia i motori omologati ai
sensi delle direttive da 1999/96/CE a 2001/27/CE, riga A;
ee) Euro 4 appartengono a tale fascia i motori omologati ai
sensi delle direttive da 1999/96/CE a 2006/51/CE, riga B1;
ff) Euro 5 appartengono a tale fascia i motori omologati ai
sensi delle direttive da 1999/96/CE a 2006/51/CE, riga B2.
All’allegato A e’ riportata la tabella con i valori limite delle
emissioni da massa di particolato, adottati a livello comunitario,
correlati con le fasce di appartenenza, di cui sopra;
c) «famiglia di tipi di motori», un insieme di tipi di motori
individuati in base ai parametri riportati al punto 1 dell’allegato
C;
d) «motore capostipite», un motore appartenente ad una
determinata famiglia di tipi di motori, considerato rappresentativo
della stessa in base ai parametri riportati al punto 2 dell’allegato
C;
e) «costruttore», il produttore di un sistema idoneo alla
riduzione della massa di particolato emesso da un motore.

Note all’art. 2:
– La direttiva 91/542/CEE recante «Direttiva del
Consiglio che modifica la direttiva 88/77/CEE concernente
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative ai provvedimenti da prendere contro l’emissione di
gas inquinanti prodotti dai motori ad accensione spontanea
destinati alla propulsione di veicoli» e’ pubblicata nella
G.U.C.E. 25 ottobre 1991, n. L 295.
– La direttiva 1999/96/CE recante «Direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio sul ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti
da prendere contro l’emissione di inquinanti gassosi e di
particolato prodotti dai motori ad accensione spontanea
destinati alla propulsione di veicoli e l’emissione di
inquinanti gassosi prodotti dai motori ad accensione
comandata alimentati con gas naturale o con gas di petrolio
liquefatto destinati alla propulsione di veicoli e che
modifica la direttiva 88/77/CEE del Consiglio» e’
pubblicata nella G.U.C.E. 16 febbraio 2000, n. L 44.
– La direttiva 2001/27/CE recante «Direttiva della
Commissione che adegua al progresso tecnico la direttiva
88/77/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti
da prendere contro l’emissione di inquinanti gassosi e di
particolato prodotti dai motori ad accensione spontanea
destinati alla propulsione di veicoli e l’emissione di
inquinanti gassosi prodotti dai motori ad accensione
comandata alimentati con gas naturale o con gas di petrolio
liquefatto destinati alla propulsione di veicoli» e’
pubblicata nella G.U.C.E. 18 aprile 2001, n. L 107.
– La direttiva 2006/51/CE recante «Modifica, ai fini
dell’adeguamento al progresso dell’allegato I della
direttiva 2005/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
e dell’allegato IV e V della direttiva 2005/78/CE
concernente i requisiti del sistema di controllo delle
emissioni nei veicoli e le deroghe per i motori a gas» e’
pubblicata nella G.U.C.E. 7 giugno 2006, n. L 152.

Art. 3.
Omologazione dei sistemi
1. La domanda di omologazione di un sistema e’ presentata dal
costruttore, ovvero dal suo rappresentante, opportunamente
accreditato, ad un Centro prove autoveicoli, secondo le modalita’
previste dal decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione
2 maggio 2001, n. 277. La domanda e’ corredata da una scheda
informativa compilata in conformita’ al modello riportato
nell’allegato B.
2. Nella domanda sono indicati:
a) la famiglia dei tipi di motori alla quale e’ destinato il
sistema, nonche’ la fascia di originaria appartenenza dei motori
(Euro …..), in funzione della loro rispondenza ai livelli di
emissione allo scarico;
b) la fascia di appartenenza nella quale si chiede
l’inquadramento della famiglia dei tipi di motori, dotati di sistema,
ai soli fini dell’inquinamento da massa di particolato.
3. Ogni sistema e’ omologato, con eventuali estensioni di
omologazione, in relazione ad una o piu’ famiglie di motori. La
verifica dell’idoneita’ del sistema, ai fini della sua omologazione,
e’ effettuata in base ai criteri e con le procedure riportate
nell’allegato D.
4. Il costruttore dichiara inoltre in relazione a ciascun tipo di
motore costituente la famiglia, che:
a) effettua la prevista procedura di verifica di durabilita’ del
sistema, conformemente a quanto riportato nell’allegato E;
b) l’installazione del sistema non comporta, in qualunque fase di
funzionamento del motore, il superamento dei valori massimi
ammissibili di contropressione allo scarico.
5. A ciascun tipo di sistema, omologato in ottemperanza alle
prescrizioni del regolamento, e’ assegnato un numero di
omologazione/estensione di omologazione, in conformita’ a quanto
previsto nell’allegato IV al decreto del Ministro dei trasporti e
della navigazione 2 maggio 2001, n. 277.
6. La Direzione generale per la motorizzazione rilascia il
certificato di omologazione del sistema redatto in conformita’ al
modello riportato all’allegato F.

Nota all’art. 3:
– Per il decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione n. 277/2001, si veda nelle note alle premesse.

Art. 4.
Caratteristiche generali dei sistemi
1. E’ richiesta la preventiva autorizzazione del costruttore
dell’autoveicolo, ovvero del costruttore del motore se diverso da
quello dell’autoveicolo, per sistemi funzionalmente connessi con uno
o piu’ dei seguenti elementi:
a) dispositivi elettronici di gestione dell’alimentazione ed
eventualmente di verifica della combustione e del controllo delle
emissioni;
b) linea dei componenti destinata all’alimentazione del motore
(con l’esclusione del serbatoio e dei relativi condotti);
c) motore di trazione;
d) sistema EGR.
2. Il sistema prevede un dispositivo di allarme per eccessiva
contropressione allo scarico che segnali il livello critico di
intasamento.
3. Non sono ammesse soluzioni tecniche che prevedano, attraverso
dispositivi di bypass, l’esclusione o la parzializzazione del
sistema.
4. Per i sistemi che si avvalgono di specifici additivi o reagenti
chimici il costruttore:
a) prevede sistemi automatici di additivazione;
b) prevede l’installazione sul veicolo di un dispositivo di
segnalazione dell’assenza di additivo;
c) dichiara che l’uso di questi prodotti non danneggia il
veicolo, ovvero il motore;
d) allega alla documentazione di omologazione la scheda di
sicurezza degli additivi o dei reagenti utilizzati;
e) fornisce informazioni circa eventuali emissioni di metalli
prodotte dall’utilizzo degli additivi o dei reagenti;
f) fornisce istruzioni sulle conseguenze che la mancanza o
l’eccesso di additivo o reagente chimico puo’ avere sul sistema o sul
motore;
g) prescrive le misure da adottare per l’uso corretto da parte
dell’utilizzatore;
h) dichiara che la qualita’ del combustibile, dopo
l’additivazione, resti conforme a quanto previsto dalla norma EN 590,
nonche’ dalle norme vigenti ai fini della tutela della salute e
dell’ambiente;

Art. 5.
Inquadramento dei motori ai soli fini dell’inquinamento da massa di
particolato
1. L’installazione di un sistema riconosciuto idoneo per un tipo di
motore determina, ai soli fini dell’inquinamento da massa di
particolato, l’inquadramento del medesimo tipo di motore nella fascia
di appartenenza richiesta nella domanda di omologazione, di cui al
comma 2, punto b, dell’articolo 3.

Art. 6.
Prescrizioni per l’installazione dei sistemi sugli autoveicoli in
circolazione
1. Gli Uffici motorizzazione civile, a richiesta dell’utenza,
procedono alla visita sui singoli autoveicoli per verificare la
conformita’ del sistema installato al tipo omologato.
2. L’installatore fornisce una dichiarazione con la quale certifica
l’osservanza delle disposizioni di installazione previste dal
costruttore, ovvero, nei casi previsti al comma 1 dell’articolo 4,
dal costruttore dell’autoveicolo o del motore.

Art. 7.
Aggiornamento della carta di circolazione
1. Successivamente all’effettuazione, con esito positivo, della
visita di cui all’articolo 6, gli Uffici motorizzazione civile
aggiornano la carta di circolazione dell’autoveicolo mediante
l’apposizione sulla stessa di una dicitura recante la seguente
annotazione:
«Autoveicolo dotato di sistema per la riduzione della massa di
particolato, con marchio di omolo-gazione …. Ai soli fini
dell’inquinamento da massa di particolato, e’ inquadrabile quale Euro
……».

Art. 8.
Prescrizioni per il costruttore del sistema
1. Ogni sistema omologato riporta il marchio dell’omologazione
conseguita, chiaramente leggibile ed indelebile, recante la
numerazione di cui al comma 6 dell’articolo 3. Tale marchio va
apposto direttamente o tramite targhetta solidale su uno degli
elementi componenti il sistema, posto sulla linea di scarico.
2. Il costruttore correda ogni singola unita’ prodotta con le
prescrizioni per l’installazione, di cui all’articolo 6, comprendenti
le indicazioni generali e le eventuali prescrizioni specifiche.
3. Ogni singolo sistema prodotto e’ corredato con le informazioni
di uso e manutenzione dello stesso, destinate all’utilizzatore. Tali
informazioni includono anche quelle relative alle caratteristiche dei
carburanti che possono essere utilizzati con ciascun sistema, come il
contenuto di zolfo.

Art. 9.
Conformita’ della produzione
1. Gli impianti di produzione dei sistemi sono soggetti al
controllo del sistema di verifica della conformita’ della produzione,
prevista dal decreto dirigenziale 25 novembre 1997.
2. I sistemi omologati sono realizzati in modo da risultare
conformi al tipo omologato.
3. La Direzione generale della motorizzazione puo’ procedere a
qualsiasi prova prescritta nel regolamento, nell’ambito della
verifica:
a) della conformita’ della produzione del sistema;
b) delle procedure per la valutazione della durabilita’ del
sistema.
4. L’omologazione accordata per un tipo di sistema e’ revocata se
non vengono rispettate le prescrizioni del presente articolo.

Nota all’art. 9:
– Il decreto del Ministero dei trasporti 25 novembre
1977, recante «Controllo di conformita’ ai sensi degli
articoli 75 e 77 del nuovo codice della strada, approvato
con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni ed integrazioni» e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale del 28 novembre 1997, n. 278.

Art. 10.
Riconoscimento dei sistemi omologati da Stati membri dell’Unione
europea
1. I sistemi omologati in altri Stati membri dell’Unione europea,
dalla Turchia, o aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo,
corredati di idonea documentazione emessa da uno dei sopracitati
Stati, sono soggetti a verifica delle condizioni di sicurezza del
prodotto e di protezione degli utenti sulla base di certificazioni
rilasciate nei Paesi di provenienza.
2. La verifica di cui al comma 1, ove si evinca da un esame
documentale che le condizioni di sicurezza del prodotto e di
protezione degli utenti sono equivalenti o superiori a quelle
richieste dal regolamento, non comporta la ripetizione di controlli
gia’ esperiti nell’ambito dell’originaria procedura di approvazione.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli Atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 25 gennaio 2008

Il Ministro dei trasporti
Bianchi

Il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare
Pecoraro Scanio

Il Ministro della salute
Turco

Visto, il Guardasigilli: Scotti

Registrato alla Corte dei conti il 25 febbraio 2008
Ufficio controllo atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto del
territorio, registro n. 1, foglio n. 135

Allegati

—-> Vedere da pag. 6 a pag. 8

MINISTERO DEI TRASPORTI – DECRETO – 25 gennaio 2008, n. 39 – Regolamento recante disposizioni concernenti l’omologazione e l’installazione di sistemi idonei alla riduzione della massa di particolato emesso da motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di autoveicoli. (GU n. 62 del 13-3-2008

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