MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 10 luglio 2009 | Architetto.info

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 10 luglio 2009

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 10 luglio 2009 - Semplificazione delle modalita' di accesso al trattamento di integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti di aziende le quali abbiano sottoscritto contratti collettivi aziendali denominati «contratti di solidarieta'». (Decreto n. 46448). (09A08951) (GU n. 178 del 3-8-2009 )

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

DECRETO 10 luglio 2009

Semplificazione delle modalita’ di accesso al trattamento di
integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti di aziende
le quali abbiano sottoscritto contratti collettivi aziendali
denominati «contratti di solidarieta’». (Decreto n. 46448).
(09A08951)

IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
al lavoro, alla salute e alle politiche sociali

Visto il decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863;
Visto l’art. 7 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536,
convertito, con modificazioni, nella legge 29 febbraio 1988, n. 48;
Vista la legge 23 luglio 1991, n. 223;
Visto il decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, nella legge 19 luglio 1993, n. 236;
Visto l’art. 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20;
Visto il decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con
modificazioni, nella legge 19 luglio 1994, n. 451;
Visto l’art. 4, comma 35, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n.
510, convertito, con modificazioni, nella legge 28 novembre 1996, n.
608, che individua in un arco temporale fisso i limiti temporali di
cui all’art. 1, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
Visto l’art. 6 del citato decreto-legge n. 510 del 1996, ed in
particolare i commi 2, 3 e 4, relativi alla disciplina dei contratti
di solidarieta’ stipulati successivamente alla data del 14 giugno
1995;
Visto l’art. 7-ter, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n.
5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2000, n.
218;
Visto il decreto ministeriale n. 31445 del 20 agosto 2002 cosi’
come integrato dal decreto ministeriale n. 32832 del 16 settembre
2003;
Considerata l’esigenza di semplificare le modalita’ di accesso ai
contratti di solidarieta’;
Considerata, altresi’, l’opportunita’ di:
favorire l’utilizzo di uno strumento che consenta, pur in presenza
di esuberi di personale, di evitare il ricorso ai licenziamenti
collettivi e di salvaguardare i rapporti di lavoro;
consentire l’utilizzo del contratto di solidarieta’ ai lavoratori
dipendenti di aziende che, pur se ammesse ad una procedura
concorsuale, mantengano in capo all’imprenditore l’esercizio
dell’impresa con conseguente svolgimento dell’attivita’ lavorativa;
fondare la valutazione dell’accesso ai contratti di solidarieta’
sulla sussistenza dell’esubero occupazionale e sulla finalita’ di
evitare il ricorso ai licenziamenti, in conformita’ al dettato
dell’art. 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito,
con modificazioni, nella legge 19 dicembre 1984, n. 863;
conformare la durata del contratto di solidarieta’ alle previsioni
normative di cui all’art. 1 del precedente capoverso, nonche’
all’art. 7, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536,
convertito, con modificazioni, nella legge 29 febbraio 1988, n. 48;
sostituire il parametro di congruita’ fissato dal decreto
ministeriale n. 31445 del 20 agosto 2002, con un indice di
congruita’, di piu’ agevole applicazione, consistente nel rapporto
tra ore non lavorate e ore che sarebbero state lavorate dai soggetti
coinvolti nel contratto di solidarieta’;
riconoscere la possibilita’ di ricorrere a prestazioni di lavoro
straordinario nelle ipotesi di sopravvenute e straordinarie esigenze
aziendali direttamente collegate all’attivita’ produttiva;
armonizzare le procedure per il pagamento diretto
dell’integrazione salariale a seguito di contratto di solidarieta’
con le procedure applicate per il pagamento diretto della cassa
integrazione guadagni straordinaria;
Ritenuto, pertanto, di semplificare le modalita’ di accesso al
trattamento di integrazione salariale a seguito della stipula di
contratti collettivi aziendali che stabiliscano una riduzione
dell’orario di lavoro al fine di evitare, in tutto o in parte, la
riduzione o la dichiarazione di esuberanza del personale, la cui
applicazione e’ stata gia’ oggetto di precedenti decreti
ministeriali;

Decreta:

Art. 1.

Oggetto

1. Il presente decreto disciplina la concessione del trattamento di
integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti di aziende
le quali abbiano sottoscritto, ai sensi dell’art. 1 del decreto-legge
30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, nella legge
19 dicembre 1984, n. 863, contratti collettivi aziendali, di seguito
denominati «contratti di solidarieta’», che stabiliscano una
riduzione dell’orario di lavoro al fine di evitare, in tutto o in
parte, la riduzione o la dichiarazione di esuberanza del personale.

Art. 2.

Campo di applicazione

1. Possono fare ricorso al contratto di solidarieta’ tutte le
aziende rientranti nel campo di applicazione della disciplina in
materia di cassa integrazione guadagni straordinaria, ivi comprese le
aziende appaltatrici di servizi di mense e di servizi di pulizia,
alle condizioni rispettivamente previste dall’art. 23, comma 1, della
legge 23 aprile 1981, n. 155 e dall’art. 1, comma 7, della legge 19
luglio 1994, n. 451. In conformita’ alla suddetta disciplina, la
concessione del trattamento regolato dal presente decreto trova
applicazione limitatamente alle imprese che abbiano occupato
mediamente piu’ di quindici lavoratori nel semestre precedente la
data di presentazione dell’istanza del trattamento di integrazione
salariale, computandosi, a tal fine, anche gli apprendisti ed i
lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro.
2. Il requisito occupazionale di cui al comma 1 non trova
applicazione per le imprese editrici di giornali quotidiani e agenzie
di stampa a diffusione nazionale, nonche’ editrici e/o stampatrici di
giornali periodici, considerata la specialita’ della normativa
sancita, per il settore dell’editoria, dall’art. 7, comma 3, del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
nella legge 19 luglio 1993, n. 236.
3. Sono escluse dall’applicazione del contratto di solidarieta’ le
imprese che abbiano presentato istanza per essere ammesse ad una
delle procedure concorsuali di cui all’art. 3 della citata legge n.
223 del 1991, ovvero siano ammesse ad una procedura concorsuale
qualora la continuazione dell’attivita’ non sia stata disposta o sia
cessata.
4. Il contratto di solidarieta’ non si applica nei casi di fine
lavoro e fine fase lavorativa nei cantieri edili. A tale riguardo,
nel caso di imprese rientranti nel settore edile, devono essere
indicati nel suddetto contratto i nominativi dei lavoratori inseriti
nella struttura permanente, distinguendo detti lavoratori da quelli
di cui al primo periodo del presente punto 4.
5. Il ricorso al contratto di solidarieta’ non e’ ammesso per
rapporti di lavoro a tempo determinato, instaurati al fine di
soddisfare le esigenze di attivita’ produttive soggette a fenomeni di
natura stagionale.

Art. 3.

Soggetti beneficiari

1. Puo’ beneficiare del contratto di solidarieta’ tutto il
personale dipendente ad esclusione dei dirigenti, degli apprendisti e
dei lavoratori a domicilio.
2. Per i dipendenti con rapporto di lavoro a part-time e’
ammissibile l’applicazione dell’ulteriore riduzione di orario,
qualora sia dimostrato il carattere strutturale del part-time nella
preesistente organizzazione del lavoro.

Art. 4.

Modalita’ applicative

1. L’esubero di personale, in relazione al quale viene sottoscritto
tra le parti il contratto di solidarieta’, deve essere quantificato e
motivato nel contratto stesso.
2. La riduzione dell’orario di lavoro e’ stabilita, ai sensi
dell’art. 5, comma 1, del decreto-legge n. 148 del 1993 convertito
dalla legge n. 236 del 1993, cosi’ come modificato dall’art. 6, comma
2, del decreto-legge n. 510 del 1996 convertito dalla legge n. 608
del 1996, nelle forme di riduzione dell’orario giornaliero,
settimanale o mensile.
3. Il contratto di solidarieta’ e’ considerato idoneo a perseguire
il suo scopo quando la percentuale di riduzione di orario concordata
tra le parti, parametrata su base settimanale, non superi il 60%
dell’orario di lavoro contrattuale dei lavoratori coinvolti nel
contratto di solidarieta’.
4. Qualora le parti, per soddisfare temporanee esigenze di maggior
lavoro, ritengano di derogare nel senso di una minore riduzione di
orario, cosi’ come gia’ determinata nel contratto di solidarieta’, le
modalita’ di tale deroga devono essere previste nel contratto stesso.
L’azienda comunica l’avvenuta variazione di orario al competente
ufficio del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali. In tutti i casi in cui la deroga comporti, invece, una
maggiore riduzione di orario e’ necessario stipulare un nuovo
contratto di solidarieta’, con la conseguente presentazione di una
nuova istanza.
5. Non sono ammesse prestazioni di lavoro straordinario per i
lavoratori posti in solidarieta’, a meno che l’impresa non dia prova
di sopravvenute e straordinarie esigenze collegate all’attivita’
produttiva.

Art. 5.

Pagamento diretto

1. Puo’ essere autorizzato il pagamento diretto del trattamento di
integrazione salariale, con le stesse modalita’ previste per la
integrazione salariale straordinaria di cui l’art. 7-ter, comma 1,
del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33. In tale ipotesi,
l’istanza e’ contemporaneamente presentata, oltre che al competente
ufficio del lavoro, anche al servizio ispezione del lavoro delle
direzioni provinciali del lavoro territorialmente competenti in base
alla ubicazione delle unita’ aziendali interessate dall’intervento
stesso.

Art. 6.

Durata del trattamento e richiesta di un nuovo contratto di
solidarieta’

1. Il contratto di solidarieta’ puo’ avere, come previsto dall’art.
1, comma 2, del decreto-legge n. 726 del 1984 convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 863 del 1984, una durata non superiore
a ventiquattro mesi, prorogabile, come previsto dall’art. 7, comma 1,
del decreto-legge n. 536 del 1987, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 48 del 1988, di ulteriori ventiquattro mesi. Come
disposto dal comma 4 del sopra citato art. 7, per gli operai e per
gli impiegati occupati nei territori di cui al testo unico delle
leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, e successive
modificazioni ed integrazioni, il limite massimo per detta facolta’
di deroga e’ fissato in trentasei mesi.
2. Qualora il contratto di solidarieta’ raggiunga la durata massima
prevista dal sopra citato art. 7, commi 1 e 4, del decreto-legge n.
536 del 1987, convertito, con modificazioni, con legge n. 48 del
1988, un nuovo contratto di solidarieta’ puo’ essere stipulato, per
le medesime unita’ aziendali coinvolte dal contratto precedente,
decorsi dodici mesi.

Art. 7.

Deroga ai sensi dell’art. 1, comma 9, della legge, del 23 luglio
1991, n. 223

1. Fermo restando l’arco temporale fissato dall’art. 4, comma 35,
del decreto-legge n. 510 del 1996, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 608 del 1996, il limite massimo di fruizione del
trattamento straordinario di integrazione salariale stabilito
dall’art. 1, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, puo’ essere
superato nelle singole unita’ produttive, qualora il ricorso al
contratto di solidarieta’ abbia la finalita’ di strumento alternativo
alla procedura per la dichiarazione di mobilita’ di cui all’art. 4
della citata legge n. 223 del 1991.

Art. 8.

Disposizioni finali

1. Le modalita’ ed i criteri indicati nei precedenti articoli si
applicano ai contratti di solidarieta’ stipulati successivamente alla
data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del presente decreto.
2. Dalla medesima data cessano di avere efficacia i decreti
ministeriali n. 31445 del 20 agosto 2002 e n. 32832 del 16 settembre
2003.
3. L’efficacia del presente decreto decorre dalla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente decreto sara’ trasmesso per il visto e la registrazione
alla Corte dei conti e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 10 luglio 2009
Il Sottosegretario di Stato: Viespoli

Registrato alla Corte dei conti il 25 giugno 2009
Ufficio controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e
dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 162

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 10 luglio 2009

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