MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 19 maggio 2009 | Architetto.info

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 19 maggio 2009

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 19 maggio 2009 - Accesso all'indennita' di disoccupazione per sospensioni dell'attivita' lavorativa. (Decreto n. 46441). (09A08341) (GU n. 168 del 22-7-2009 )

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

DECRETO 19 maggio 2009

Accesso all’indennita’ di disoccupazione per sospensioni
dell’attivita’ lavorativa. (Decreto n. 46441). (09A08341)

IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE
E DELLE POLITICHE SOCIALI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto l’art. 19, comma 3, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.
185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2
che rinvia a un decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, la definizione delle modalita’ di applicazione dei commi 1,
1-bis, 2, 4 e 10 del medesimo art. 19, i criteri di priorita’ nella
erogazione delle prestazioni, nonche’ le procedure di comunicazione
all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) anche ai fini
del tempestivo monitoraggio da parte del medesimo Istituto;
Visti, in particolare, i commi 1, lettere a), b) e c) e 2 dell’art.
19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, che potenziano ed
estendono gli strumenti di tutela del reddito nei settori nei quali
non operano la cassa integrazione guadagni ordinaria, le gestioni
speciali della cassa integrazione per l’edilizia, i materiali lapidei
e l’agricoltura e la cassa integrazione guadagni straordinaria;
Visto, in particolare, il comma 1-bis dell’art. 19 del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, che prevede, con
riferimento ai lavoratori di cui alle lettere da a) a c) del comma 1,
la comunicazione del datore di lavoro, ai servizi competenti di cui
all’art. l del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e
successive modificazioni, e alla sede dell’INPS territorialmente
competente, della sospensione della attivita’ lavorativa e delle
relative motivazioni, nonche’ dei nominativi dei lavoratori
interessati e che subordina l’eventuale ricorso all’utilizzo dei
trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria o di
mobilita’ in deroga all’esaurimento dei periodi di tutela di cui alle
lettere da a) a c) del citato comma 1;
Visto, in particolare, il comma 4 dell’art. 19 del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, per il quale l’INPS stipula con gli enti
bilaterali apposite convenzioni per la gestione dei trattamenti e lo
scambio di informazioni, anche tramite la costituzione di una
apposita banca dati alla quale possono accedere anche i servizi
competenti di cui all’art. 1, comma 2, lettera g), del decreto
legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, e
provvede al monitoraggio dei provvedimenti autorizzativi dei benefici
di cui all’art. 19, consentendo l’erogazione dei medesimi nei limiti
dei complessivi oneri indicati al comma 1, comunicandone le
risultanze al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze;
Visto, in particolare, il comma 7 dell’art. 19 del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, secondo cui i fondi interprofessionali per la
formazione continua di cui all’art. 118 della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, e successive modifiche, e i fondi di cui all’art. 12 del
decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
modifiche, possono destinare interventi, anche in deroga alle
disposizioni vigenti, per misure temporanee ed eccezionali anche di
sostegno al reddito per l’anno 2009, volte alla tutela dei
lavoratori, anche con contratti di apprendistato o a progetto, a
rischio di perdita del posto di lavoro ai sensi del regolamento CE n.
800 del 2008 della Commissione del 6 agosto 2008;
Visto, in particolare, il comma 10 dell’art. 19 del decreto-legge
29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge
28 gennaio 2009, n. 2, che prevede una dichiarazione di immediata
disponibilita’ al lavoro o a un percorso di riqualificazione
professionale, ai fini della erogazione dei trattamenti di sostegno
al reddito;
Visto l’art. 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive
modificazioni e integrazioni;
Visto l’art. 19, primo comma, del regio decreto-legge 14 aprile
1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio
1939, n. 1272, che prevede in caso di disoccupazione involontaria per
mancanza di lavoro, che l’assicurato, qualora possa far valere almeno
due anni di assicurazione e almeno un anno di contribuzione nel
biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione, ha diritto
a una indennita’ giornaliera;
Visto l’art. 7, comma 3, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160,
che prevede, fermo restando il requisito della anzianita’
assicurativa di almeno due anni, che hanno diritto alla indennita’
ordinaria di disoccupazione anche i lavoratori che, in assenza
dell’anno di contribuzione nel biennio precedente, abbiano prestato
almeno settantotto giorni di attivita’ lavorativa, per la quale siano
stati versati o siano dovuti i contributi per la assicurazione
obbligatoria;
Visto l’art. 1 del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, come
modificato e integrato dal decreto legislativo 19 dicembre 2002, n.
297, che definisce la nozione di «servizi competenti»;
Visti gli articoli 4, 5 e 6 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, che definiscono i regimi di autorizzazione nazionali e
regionali per gli operatori del mercato del lavoro;
Visto l’art, 7 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
che definisce i regimi di accreditamento regionale per gli operatori
del mercato del lavoro;
Visto l’art. 13 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
che definisce le modalita’ di azioni di workfare mediante
l’intervento delle agenzie di somministrazione di lavoro;
Visto l’art. 1-quinquies, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291,
che precisa il concetto di «lavoro congruo»;
Visto il decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33;
Vista la direttiva del Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali del 10 febbraio 2009, relativa alla messa a
disposizione da parte dell’INPS di una banca dati informatizzata,
aggiornata in tempo reale, contenente tutti i dati disponibili
relativi ai lavoratori percettori di trattamento di sostegno al
reddito, liberamente accessibile, via internet, alla Direzione
generale ammortizzatori sociali e incentivi alla occupazione, nonche’
a tutti i servizi competenti di cui all’art. 1 del decreto
legislativo 21 aprile 2000, n. 181, come modificato e integrato dal
decreto legislativo 19 dicembre 2002, n. 297, nel rispetto delle
norme previste dalla legge in materia di protezione dei dati
personali;
Visto l’accordo del 12 febbraio 2009 siglato tra Governo e Regioni
in materia di ammortizzatori sociali;
Decreta:

Art. 1.

Ripartizione delle risorse

1. Le risorse di cui all’art. 19, comma 1 del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, di seguito denominato: «decreto-legge», sono
cosi’ suddivise tra gli strumenti di sostegno al reddito individuati
dai commi 1 e 2 del medesimo articolo:
a) 189 milioni di euro per l’anno 2009, per l’attuazione degli
interventi di cui alle lettere da a) a c) del comma 1;
b) 100 milioni di euro per l’anno 2009, per l’attuazione degli
interventi di cui al comma 2.
2. Con successivo decreto e’ effettuata la suddivisione delle
risorse di cui al comma 1 per gli anni successivi al 2009.

Art. 2.

Sospensioni per crisi aziendali o occupazionali

1. Per sospensioni riconducibili a situazioni di crisi aziendali o
occupazionali di cui all’art. 19, comma 1, lettere da a) a c), del
decreto-legge, si intendono eventi transitori e di carattere
temporaneo dovuti a situazioni di mercato o eventi naturali che
comportino, per qualunque tipologia di datore di lavoro privato,
mancanza di lavoro, di commesse, di ordini o clienti e segnatamente:
a) crisi di mercato, comprovata dall’andamento negativo ovvero
involutivo degli indicatori economico finanziari complessivamente
considerati;
b) mancanza o contrazione di lavoro, commesse, clienti,
prenotazioni o ordini ovvero contrazione o cancellazione delle
richieste di missioni nel caso delle agenzie di somministrazione di
lavoro;
c) mancanza di materie prime o contrazione di attivita’ non
dipendente da inadempienze contrattuali della azienda o da inerzia
del datore di lavoro;
d) sospensioni o contrazioni della attivita’ lavorativa in
funzione di scelte economiche, produttive o organizzative
dell’impresa che esercita l’influsso gestionale prevalente;
e) eventi improvvisi e imprevisti quali incendio, calamita’
naturali, condizioni meteorologiche incerte;
f) ritardati pagamenti oltre centocinquanta giorni in caso di
appalti o forniture verso la pubblica amministrazione.
2. Sono esclusi dal campo di applicazione dell’art. 19, comma 1,
del decreto-legge, i casi di sospensioni programmate e i rapporti di
lavoro a tempo parziale verticale per i periodi di sospensione
contrattualmente programmati.

Art. 3.

Accesso ai benefici di cui all’art. 19, comma 1, lettera a)

1. I beneficiari delle misure di cui all’art. 19, comma 1, lettera
a), del decreto-legge devono:
a) essere dipendenti da imprese non destinatarie, per settore o
dimensione, di interventi di cassa integrazione guadagni ordinaria,
cassa integrazione guadagni gestione speciale per l’edilizia, per i
lapidei e per l’agricoltura, e di cassa integrazione guadagni
straordinaria ovvero essere dipendenti di imprese artigiane che
rientrano nel campo di applicazione dell’art. 12, comma 1, della
legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modifiche;
b) usufruire di prestazioni integrative per il sostegno al
reddito, di entita’ pari almeno alla misura del 20 per cento della
indennita’ ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti
normali, erogate da un ente bilaterale previsto dalla contrattazione
collettiva, compresi quelli di cui all’art. 12 del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modifiche,
ovvero, per l’anno 2009, usufruire di analoghe prestazioni
integrative erogate nell’ambito o con il concorso dei fondi
interprofessionali per la formazione continua di cui all’art. 118
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modifiche;
c) essere in possesso dei requisiti contributivi e assicurativi di
cui all’art. 19, comma 1, del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n.
636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n.
1272, e successive modificazioni;
d) avere rilasciato dichiarazione di immediata disponibilita’ a
intraprendere, durante la sospensione dal lavoro, un percorso
formativo e di riqualificazione professionale, utilizzando l’apposito
modello predisposto dall’INPS ai sensi del successivo art. 11.
2. In presenza dei requisiti di cui al comma che precede, e
subordinatamente alla sottoscrizione di un apposito accordo
sindacale, secondo le modalita’ e le procedure stabilite dagli
accordi interconfederali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali
dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu’
rappresentative sul piano nazionale istitutive degli enti bilaterali,
il lavoratore ha diritto a un trattamento pari alla indennita’
ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali per un
numero di giornate pari a quelle di sospensione e comunque non oltre
le 90 giornate. Il periodo di intervento puo’ essere fruito anche in
forma frazionata e non continuativa.
3. In sede di prima applicazione, e in deroga alla disposizione di
cui al comma 2, a fronte della particolare intensita’ della attuale
crisi, e’ possibile usufruire, per tutto il 2009, di novanta giornate
di tutela a prescindere dall’eventuale utilizzo, nell’anno 2008,
delle misure di cui all’art. 13 del decreto-legge 14 marzo 2005, n.
35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80.
4. Qualora previsto dagli enti bilaterali, il beneficio spetta
anche in caso di interruzione o fine anticipata della missione
nell’ambito dei rapporti di somministrazione di lavoro.
5. Ai sensi dell’art. 7-ter del decreto-legge 10 febbraio 2009, n.
5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, i
beneficiari delle misure di cui al presente articolo, in via
transitoria e per il solo biennio 2009-2010, hanno diritto a un
trattamento equivalente a quello di cui all’art. 19, comma 8, del
decreto-legge.

Art. 4.

Accesso ai benefici di cui all’art. 19, comma 1, lettera b)

1. I beneficiari delle misure di cui all’art. 19, comma 1, lettera
b), del decreto-legge devono:
a) essere dipendenti da imprese non destinatarie, per settore o
dimensione, di interventi di cassa integrazione guadagni ordinaria,
cassa integrazione guadagni gestione speciale per l’edilizia, per i
lapidei e per l’agricoltura, e di cassa integrazione guadagni
straordinaria ovvero essere dipendenti di imprese artigiane che
rientrano nel campo di applicazione dell’art. 12, comma 1, della
legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modifiche;
b) usufruire di prestazioni integrative per il sostegno al
reddito, di entita’ pari almeno alla misura del 20 per cento della
indennita’ ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti, erogate
da un ente bilaterale previsto dalla contrattazione collettiva,
compresi quelli di cui all’art. 12 del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276, e successive modifiche, ovvero, per l’anno
2009, usufruire di analoghe prestazioni integrative erogate
nell’ambito o con il concorso dei fondi interprofessionali per la
formazione continua di cui all’art. 118 della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, e successive modifiche;
c) essere in possesso dei requisiti contributivi e assicurativi di
cui all’art. 7, comma 3, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160;
d) avere rilasciato dichiarazione di immediata disponibilita’ a
intraprendere, durante la sospensione dal lavoro, un percorso
formativo e di riqualificazione professionale, utilizzando l’apposito
modello predisposto dall’INPS ai sensi del successivo art. 11.
2. In presenza dei requisiti di cui al comma 1, e subordinatamente
alla sottoscrizione di un apposito accordo sindacale, secondo le
modalita’ e le procedure stabilite dagli accordi interconfederali
sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e
dei lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano
nazionale istitutive degli enti bilaterali, il lavoratore ha diritto
a un trattamento pari alla indennita’ ordinaria di disoccupazione con
requisiti ridotti per un numero di giornate pari a quelle di
sospensione e comunque non oltre le 90 giornate o per il minor
periodo lavorato nell’anno precedente. Il periodo di intervento puo’
essere fruito anche in forma frazionata e non continuativa. L’accesso
al beneficio non pregiudica la fruizione del trattamento di
disoccupazione con requisiti ridotti con riferimento all’anno
precedente.
3. Qualora previsto dagli enti bilaterali, ai sensi del comma 1,
lettera b), il beneficio spetta anche in caso di interruzione o fine
anticipata della missione nell’ambito dei rapporti di
somministrazione di lavoro.
4. Ai sensi dell’art. 7-ter del decreto-legge 10 febbraio 2009, n.
5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, i
beneficiari delle misure di cui al presente articolo, in via
transitoria e per il solo biennio 2009-2010, hanno diritto a un
trattamento equivalente a quello di cui all’articolo 19, comma 8, del
decreto-legge.

Art. 5.

Accesso ai benefici di cui all’art. 19, comma 1, lettera c)

1. I beneficiari delle misure di cui all’art. 19, comma 1, lettera
c), del decreto-legge devono:
a) essere in possesso della qualifica di apprendista;
b) essere in servizio da almeno tre mesi presso l’azienda
interessata dalla crisi aziendale o occupazionale;
c) usufruire di prestazioni integrative per il sostegno al
reddito, di entita’ pari almeno alla misura del 20 per cento della
indennita’ ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti
normali, erogate da un ente bilaterale previsto dalla contrattazione
collettiva, compresi quelli di cui all’art. 12 del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modifiche,
ovvero, per l’anno 2009, usufruire di analoghe prestazioni
integrative erogate nell’ambito dei fondi interprofessionali per la
formazione continua di cui all’art. 118 della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, e successive modifiche;
d) avere rilasciato dichiarazione di immediata disponibilita’ a
intraprendere, durante la sospensione dal lavoro, un percorso
formativo e di riqualificazione professionale, utilizzando l’apposito
modello predisposto dall’INPS ai sensi del successivo art. 11, fermo
restando quanto previsto in caso di licenziamento dal successivo
comma 3.
2. In presenza dei requisiti di cui al comma 1, e subordinatamente
alla sottoscrizione di un apposito accordo sindacale, secondo le
modalita’ e le procedure stabilite dagli accordi interconfederali
sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e
dei lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano
nazionale istitutive degli enti bilaterali, l’apprendista sospeso ha
diritto a un trattamento pari alla indennita’ ordinaria di
disoccupazione non agricola con requisiti normali per un numero di
giornate pari a quelle di sospensione e comunque non oltre le novanta
giornate. Il periodo di intervento puo’ essere fruito anche in forma
frazionata e non continuativa.
3. In presenza dei requisiti di cui al comma 1, lettere a), b) e
c), l’apprendista licenziato, puo’ godere, nella ipotesi di
disoccupazione involontaria, del trattamento di cui al secondo comma,
previa manifestazione di immediata disponibilita’ ad accettare una
offerta formativa o una offerta di lavoro congrua ai sensi dell’art.
1-quinquies del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, e successive
modificazioni, utilizzando l’apposito modello predisposto dall’INPS
ai sensi del successivo art. 11.
4. I trattamenti di cui ai commi 2 e 3 sono riconosciuti per una
durata massima complessiva di novanta giornate nell’arco dell’intero
periodo di apprendistato.
5. I periodi di apprendistato sono considerati utili a titolo di
contribuzione figurativa ai fini della maturazione dei requisiti
assicurativi e contributivi per accedere alle tutele contemplate nel
presente decreto.
6. Ai sensi dell’art. 7-ter del decreto-legge 10 febbraio 2009, n.
5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, i
beneficiari delle misure di cui al presente articolo, in via
transitoria e per il solo biennio 2009-2010, hanno diritto a un
trattamento equivalente a quello di cui all’art. 19, comma 8, del
decreto-legge.

Art. 6.

Cumulo tra trattamento per sospensione e trattamenti di
disoccupazione e ricorso all’utilizzo di trattamenti di cassa
integrazioni guadagni e mobilita’ in deroga

1. Il godimento del trattamento per sospensione di cui all’art. 19,
comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge, non riduce la durata
prevista dalla legge del trattamento di disoccupazione involontaria.
2. Negli accordi sindacali devono essere precisate le modalita’ di
esaurimento dei periodi di tutela di cui alle lettere da a) a c) di
cui al comma 1 dell’art. 19 del decreto-legge, le conseguenze
dell’esaurimento delle risorse messe a disposizione dalla
bilateralita’ prima che siano decorsi i 90 giorni e la successiva
fruizione del trattamento di cassa integrazione guadagni in deroga.
3. Nelle ipotesi in cui manchi l’intervento integrativo degli enti
bilaterali e, per l’anno 2009, dei fondi interprofessionali per la
formazione continua di cui all’art. 118 della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, e successive modifiche, i periodi di tutela di cui all’art.
19, comma 1, lettere da a) a c), del decreto-legge, si considerano
esauriti e i lavoratori accedono direttamente ai trattamenti in
deroga alla vigente normativa.
4. Ai sensi dell’art. 10 della legge 14 febbraio 2003, n. 30, per
le imprese artigiane, commerciali e del turismo rientranti nella
sfera di applicazione degli accordi e contratti collettivi nazionali,
regionali e territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, il
trattamento in deroga di cui all’art. 19, comma 8, del decreto-legge,
e’ condizionato al rispetto degli accordi e contratti citati,
stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei
lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale.
5. I soci delle cooperative di cui al decreto del Presidente della
Repubblica del 30 aprile 1970, n. 602, accedono direttamente ai
trattamenti in deroga di cui all’art. 19, comma 8, del decreto-legge.

Art. 7.

Adempimenti a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori

1. Le aziende e i datori di lavoro interessati alle sospensioni di
cui all’art. 19, comma 1, del decreto-legge, sono tenuti a comunicare
in via telematica ai servizi competenti, per il tramite dell’INPS,
direttamente o per il tramite degli enti bilaterali o dei soggetti di
cui all’art. 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, e secondo le
modalita’ stabilite dallo stesso INPS ai sensi del successivo art.
10, la sospensione della attivita’ lavorativa e le relative
motivazioni ai sensi dell’art. 2, comma 1, del presente decreto,
nonche’ i nominativi dei lavoratori interessati utilizzando
l’apposito modello predisposto dall’INPS ai sensi del successivo art.
11. Le aziende e i datori di lavoro inviano altresi’ alla sede
territorialmente competente dell’INPS copia degli accordi collettivi
di cui agli articoli 3, 4, 5.
2. Le aziende e i datori di lavoro interessati alle sospensioni di
cui all’art. 19, comma 1, del decreto-legge, sono altresi’ tenuti a
comunicare tempestivamente all’INPS, con le stesse modalita’ di cui
al comma 1, le eventuali riprese lavorative intervenute.
3. Per quanto riguarda la richiesta dei benefici per i lavoratori
sospesi di cui alle lettere da a) a c) dell’art. 19, comma 1, del
decreto-legge, la domanda deve essere presentata dal lavoratore,
secondo le modalita’ stabilite dallo stesso INPS ai sensi del
successivo art. 11.

Art. 8.

Erogazione dei benefici di cui all’art. 19, comma 1

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, l’erogazione dei trattamenti di cui all’art. 19, comma 1,
del decreto-legge, e’ subordinata alla comunicazione mensile, da
parte dell’ente bilaterale all’INPS ai sensi del successivo art. 10,
dei nominativi dei lavoratori aventi titolo alla percezione della
quota integrativa, del relativo periodo di erogazione nonche’
dell’impegno ad effettuare tale erogazione ai sensi del successivo
comma 2.
2. La predetta quota integrativa e’ erogata al lavoratore secondo i
tempi e le modalita’ proprie dell’ente bilaterale e, comunque, non
oltre sei mesi dalla comunicazione della sospensione e, nel caso di
cui all’art. 19, comma 1, lettera c) del decreto-legge, del
licenziamento.
3. L’erogazione dei trattamenti da parte dell’INPS e’ concessa in
base alla data di presentazione delle domande secondo quanto previsto
dall’art. 14.

Art. 9.

Linee guida per il concorso integrativo degli enti bilaterali

1. A decorrere dalla data di pubblicazione del presente decreto
nella Gazzetta Ufficiale i trattamenti di sostegno del reddito di cui
all’art. 19, comma 1, del decreto-legge, possono essere concessi
unicamente in presenza di un intervento integrativo pari almeno alla
misura del 20 per cento della indennita’ stessa a carico degli enti
bilaterali compresi quelli di cui all’art. 12 del decreto legislativo
10 settembre 2003, n. 276, e successive modifiche, ovvero, per l’anno
2009, a carico dei fondi interprofessionali per la formazione
continua di cui all’art. 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e
successive modifiche. A questo fine l’INPS stipula, con gli enti
bilaterali settoriali o territoriali ovvero con i fondi di cui
all’art. 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e
successive modifiche, e di cui all’art. 118 della legge 23 dicembre
2000, n. 388, e successive modifiche, apposite convenzioni contenenti
i seguenti elementi:
a) modalita’ di segnalazione dei nominativi dei lavoratori che
ricevono la quota integrativa a carico dell’ente bilaterale e della
durata dell’intervento;
b) modalita’ di indicazione del progressivo utilizzo delle risorse
impegnate rispetto all’ammontare delle risorse disponibili;
c) comunicazione trimestrale delle somme effettivamente
corrisposte dall’ente bilaterale rispetto all’ammontare impegnato;
d) tempi e modalita’ di segnalazione a seguito dell’esaurimento
delle risorse;
e) modalita’ di accesso alla banca dati di cui all’art. 10 del
presente decreto;
f) modalita’ e periodicita’ della rendicontazione.
2. Gli accordi interconfederali e i contratti collettivi stipulati
dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro
comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale
stabiliscono la dotazione minima, per ogni lavoratore e per ogni
settore o categoria produttiva, della contribuzione a carico di
imprese e di lavoratori per far fronte alla quota integrativa di cui
all’art. 19, comma 1, del decreto-legge. Dette indicazioni nazionali
valgono per i territori che non abbiano gia’ provveduto a determinare
le risorse con specifica contrattazione collettiva. Gli accordi
devono prevedere che la destinazione delle risorse sia
prioritariamente orientata alla tutela delle sospensioni, non
escludendo la possibilita’ di includere altre forme di tutela del
reddito anche di lavoratori disoccupati. Gli enti bilaterali devono
rendicontare le predette risorse in modo completo e veritiero,
destinandole integralmente alle prestazioni previste, senza la
possibilita’ di far valere sulle predette risorse le spese
amministrative di gestione. L’ente bilaterale e’ tenuto a erogare gli
interventi integrativi fino a concorrenza delle risorse disponibili
risultanti dall’ultimo bilancio annuale approvato. Convenzionalmente
le risorse disponibili devono essere conteggiate con riferimento alle
entrate dell’anno solare (1 gennaio-31 dicembre) precedente all’anno
di erogazione. Convenzionalmente la spesa deve essere contabilizzata
nell’anno di erogazione (1 gennaio-31 dicembre). In sede di prima
applicazione, il suddetto meccanismo determina l’ammontare delle
risorse disponibili sui valori contabili di competenza del 2008,
mentre la quantificazione della spesa tiene conto delle erogazioni
dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2009. In assenza di certificazione
del bilancio dell’ente bilaterale, la sede dell’INPS territorialmente
competente puo’ accertare le risorse disponibili ivi incluso
l’esaurimento delle specifiche risorse destinate allo scopo.

Art. 10.

Banca dati dei percettori di trattamenti previdenziali o di altri
sussidi o indennita’ pubbliche

1. Ai fini di una efficiente e trasparente circolazione delle
informazioni e di una corretta gestione dei trattamenti previdenziali
e di sostegno al reddito di cui all’art. 19 del decreto-legge, anche
nell’ottica delle politiche attive e di reinserimento al lavoro di
cui all’art. 13 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e
successive modifiche, nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196, l’INPS consente agli enti bilaterali e ai fondi
convenzionati il libero accesso a una banca dati informatizzata,
aggiornata in tempo reale, contenente tutti i dati disponibili
relativi ai lavoratori percettori di trattamento di sostegno al
reddito e ogni altra informazione utile per la gestione dei
trattamenti, ivi compresi i casi di sospensione della attivita’
lavorativa e le relative motivazioni ai sensi dell’art. 2, comma 1,
del presente decreto, nonche’ i nominativi dei lavoratori disponibili
a un percorso di riqualificazione professionale ovvero, in caso di
perdita di lavoro, a un lavoro congruo.
2. Nell’ottica della semplificazione e della piu’ razionale
gestione di quanto previsto dall’art. 19, comma 1-bis, del
decreto-legge, la banca dati di cui al comma 1 e’ liberamente
accessibile anche ai servizi competenti di cui all’art. 1 del decreto
legislativo 21 aprile 2000, n. 181, come modificato e integrato dal
decreto legislativo 19 dicembre 2002, n. 297, alle regioni, in base a
quanto convenuto nell’accordo del 12 febbraio 2009 tra Governo,
regioni e province autonome, e alla Direzione generale degli
ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione del Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali.
3. I lavoratori interessati alla indennita’ di cui alla lettera c)
dell’art. 19, primo comma, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.
185, convertito in legge 28 gennaio 2009, n. 2, a seguito di
licenziamento devono comunicare all’INPS territorialmente competente,
secondo le modalita’ stabilite dall’Istituto entro quindici giorni
dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente
decreto, la richiesta del beneficio e la dichiarazione preventiva di
disponibilita’ a un lavoro congruo utilizzando la modulistica di cui
all’art. 11. La sede territoriale competente dell’INPS immette i dati
del lavoratore nella banca dati di cui al comma 1 contestualmente al
riconoscimento della relativa indennita’.
4. La banca dati di cui al comma 1 deve contenere tutte le
informazioni utili, compresa la qualifica professionale e il titolo
di studio del percettore del trattamento o sussidio e ogni altra
informazione utile ai fini delle politiche di formazione e
attivazione del lavoratore.

Art. 11.

Dichiarazione di disponibilita’

1. Ai fini della dichiarazione di immediata disponibilita’ al
lavoro o, a seconda dei casi, a un percorso di riqualificazione
professionale ai sensi dell’art. 19, comma 10, del decreto-legge,
l’INPS adegua, entro quindici giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto, la propria modulistica
on line e cartacea in modo da contemplare, a seconda dei casi, la
dichiarazione preventiva di immediata disponibilita’ al lavoro ovvero
la dichiarazione preventiva di immediata disponibilita’ a un percorso
di riqualificazione professionale da parte di tutti i lavoratori
beneficiari di indennita’, comunque denominate, a cui e’ subordinata
la concessione di ammortizzatori sociali o sostegni al reddito.
2. La dichiarazione di immediata disponibilita’ deve essere rese
nota all’INPS all’atto della domanda del trattamento secondo le
modalita’ comunicate dall’INPS stesso. Entro quindici giorni dalla
data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto,
l’INPS predispone apposita modulistica e definisce le modalita’ di
raccolta e conservazione della dichiarazione di immediata
disponibilita’ e della relativa autorizzazione del lavoratore al
trattamento dei dati.

Art. 12.

Decadenza dal trattamento di sostegno del reddito

1. Il beneficiario di un trattamento di sostegno del reddito che
rifiuti un lavoro congruo ai sensi dell’art. 1-quinquies del
decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni
dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, e successive modificazioni,
perde il diritto a qualsiasi erogazione di carattere retributivo e
previdenziale, anche a carico del datore di lavoro, fatti salvi i
diritti gia’ maturati.
2. Il beneficiario di un trattamento di sostegno del reddito che
rifiuti di sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilita’
o, una volta sottoscritta la dichiarazione, rifiuti di partecipare a
un percorso di riqualificazione professionale, ovvero non vi
partecipi regolarmente senza adeguata giustificazione, perde il
diritto a qualsiasi erogazione di carattere retributivo e
previdenziale, anche a carico del datore di lavoro, fatti salvi i
diritti gia’ maturati.
3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, i servizi competenti di cui
all’art. 1, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 21 aprile
2000, n. 181, e successive modificazioni, i responsabili della
attivita’ formativa, le agenzie per il lavoro ovvero i datori di
lavoro, per il tramite dei servizi competenti, comunicano
tempestivamente all’INPS, secondo le modalita’ definite dall’Istituto
stesso, i nominativi dei soggetti che possono essere ritenuti
decaduti dai trattamenti previdenziali e le relative motivazioni. A
seguito di detta comunicazione l’INPS dichiara la decadenza dai
medesimi, dandone comunicazione agli interessati. Il mancato invio
tempestivo di dette informazioni puo’ comportare, per i responsabili
degli uffici dei centri per l’impiego o di altre amministrazioni
pubbliche coinvolte, responsabilita’ per danno erariale e in ogni
caso determina, per i servizi competenti autorizzati o accreditati ai
sensi del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e delle
relative leggi regionali la revoca della autorizzazione o
dell’accreditamento.
4. Nei casi di cui ai commi precedenti, i servizi competenti di cui
all’art. l del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e
successive modificazioni, i responsabili delle attivita’ formative
ovvero, a seconda delle fattispecie, i datori di lavoro che assumono
i lavoratori disponibili a una offerta di lavoro congrua comunicano
tempestivamente all’INPS i nominativi dei soggetti che sono stati
avviati ad attivita’ formative o di reinserimento, la durata e la
tipologia di tali attivita’ o contratti, sulla base di una
modulistica on line predisposta dall’INPS entro quindici giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto.
5. Resta inteso che l’obbligo di partecipare a un percorso di
formazione o riqualificazione professionale di cui ai commi
precedenti resta sospeso nel caso in cui il lavoratore sia richiamato
in servizio per la ripresa delle attivita’ lavorative.

Art. 13.

Indennita’ una tantum ai collaboratori coordinati e continuativi

1. La prestazione di cui all’art. 19, comma 2, del decreto-legge,
come incrementata in via transitoria per l’anno 2009 dal
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e’ erogata dall’INPS ai soggetti
che presentano i requisiti di legge, sulla base di una modulistica
predisposta dall’INPS entro quindici giorni dall’entrata in vigore
del presente decreto.
2. L’erogazione dei trattamenti da parte dell’INPS e’ concessa in
base alla data di presentazione delle domande secondo quanto previsto
dall’art. 14.

Art. 14.

Criteri di priorita’ nella erogazione delle prestazioni

1. Le indennita’ di cui agli articoli precedenti sono corrisposte
dall’INPS sulla base della data di presentazione della domanda nei
limiti delle specifiche risorse di cui all’art. 1, comma 1, che
includono, ove previsti, anche gli oneri per contribuzione figurativa
e assegni al nucleo familiare, e lo stesso Istituto trasmette
mensilmente al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze, la
rendicontazione delle domande accolte e della relativa spesa. Le
informazioni relative alle misure di cui all’art. 19 del
decreto-legge sono rese disponibili agli enti bilaterali e, ai fini
di monitoraggio, all’Istituto per lo Sviluppo della Formazione
Professionale dei Lavoratori (ISFOL) e a Italia Lavoro S.p.A.
2. Qualora la previsione di spesa legata alle indennita’ gia’
autorizzate superi 1’80 per cento dei limiti di cui all’art. 1 del
presente decreto, l’INPS informa tempestivamente il Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali e il Ministero
dell’economia e delle finanze per le determinazioni conseguenti.
3. Qualora la previsione di spesa legata alle indennita’ superi il
95 per cento dei limiti di cui all’art. 1 del presente decreto,
l’INPS sospende l’autorizzazione di ogni altra prestazione.

Art. 15.

Disposizione finale

1. Il presente decreto viene inviato alla Corte dei conti per il
controllo di competenza.
Roma, 19 maggio 2009

Il Ministro del lavoro, della salute
e delle politiche sociali
Sacconi

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti
Registrato alla Corte dei conti il 19 giugno 2009
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 139

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 19 maggio 2009

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