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MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – ORDINANZA 1 agosto 2008

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - ORDINANZA 1 agosto 2008 - Deroga al divieto di utilizzo dei volatili appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi nell'attivita' venatoria, a modifica dell'ordinanza del Ministro della salute 21 dicembre 2007. (GU n. 190 del 14-8-2008 )

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

ORDINANZA 1 agosto 2008

Deroga al divieto di utilizzo dei volatili appartenenti agli ordini
degli anseriformi e caradriformi nell’attivita’ venatoria, a modifica
dell’ordinanza del Ministro della salute 21 dicembre 2007.

IL MINISTRO DEL LAVORO,
DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modifiche;
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e
successive modificazioni;
Vista l’ordinanza 21 dicembre 2007 del Ministro della salute di
proroga dei termini previsti dall’ordinanza 26 agosto 2005 e
successive modifiche ed integrazioni pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 26 febbraio 2008, n. 48;
Visto il decreto del Ministro della salute 9 gennaio 2006 di
istituzione dell’Unita’ centrale di crisi per l’influenza aviaria,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 8
del 23 gennaio 2006;
Rilevato che l’ordinanza 19 ottobre 2005 di modifica ed
integrazione all’ordinanza 26 agosto 2005, in particolare il comma 5,
dell’articolo unico, ha vietato sull’intero territorio nazionale
l’utilizzo come richiami vivi dei volatili appartenenti agli ordini
degli anseriformi e caradriformi;
Ordina:
Articolo unico
1. In deroga a quanto prescritto al comma 5, articolo unico
dell’ordinanza 19 ottobre 2005, i cui termini sono stati prorogati
con ordinanza 27 dicembre 2007 e’ cosi’ sostituito:
«e’ concessa la deroga all’uso di volatili appartenenti agli
ordini degli anseriformi e caradriformi come richiami («uccelli da
richiamo») nella caccia agli uccelli».
2. L’utilizzo dei volatili di cui al comma 1 deve avvenire alle
condizioni fissate dal protocollo allegato al presente provvedimento.
La presente ordinanza, inviata alla Corte dei conti per la
registrazione, entra in vigore il giorno successivo della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed
ha validita’ sino al 31 marzo 2010.
Roma, 1° agosto 2008
p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Martini
Registrata alla Corte dei conti il 5 agosto 2008
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 102

Allegato A
PROTOCOLLO OPERATIVO
DECISIONE 2006/574/CE DEL 18 AGOSTO 2006
Deroga al divieto di utilizzo volatili appartenenti agli ordini degli
anseriformi e caradriformi nell’attivita’ venatoria
Premessa.
Gli uccelli selvatici, e in particolare gli anatidi, per quanto
riguarda il rischio di introduzione e diffusione dell’influenza
aviaria, rivestono un ruolo fondamentale, in quanto in grado di
mantenere la maggior parte dei virus influenzali aviari
nell’ambiente.
I virus dall’ambiente possono diffondersi agli allevamenti
intensivi di pollame in cui, in particolari condizioni, possono
causare enormi danni sia sanitari sia economici.
Le modalita’ con cui i virus influenzali vengono trasferiti agli
allevamenti non sono ancora note, i piccoli allevamenti rurali e
alcuni comportamenti dell’uomo sembrano comunque giocare un ruolo
rilevante.
Per quanto riguarda il ruolo degli uccelli migratori, in
relazione al pericolo di introduzione del virus, il principale
rischio e’ collegato alla diffusione dell’agente patogeno nelle
popolazioni di anatidi svernanti.
Relativamente alla gestione delle specie selvatiche alcuni
comportamenti dei cacciatori possono, in situazioni particolari,
rappresentare un possibile ulteriore rischio per la diffusione di
tali virus.
In particolare dal punto di vista epidemiologico rappresenta un
pericolo di introduzione dei virus influenzali dalle popolazioni
selvatiche a quelle domestiche, l’utilizzo di volatili appartenenti
agli ordini degli anseriformi e caradriformi nella pratica venatoria.
Infatti le specie appartenenti a tali ordini risultano ampiamente
recettive ai virus influenzali e, nel caso dei richiami, i soggetti
utilizzati potrebbero rivestire il ruolo di interfaccia ecologica per
i virus influenzali, creando un ponte epidemiologico tra ambiente
naturale e antropizzato con maggiori rischi di trasmissione
dell’infezione al pollame.
La norma comunitaria attualmente in vigore prevede che gli Stati
membri possano decidere in merito all’utilizzo dei richiami vivi a
seguito della valutazione del rischio e dell’attuazione di una serie
di misure di controllo sia degli individui sia del loro stato
sanitario.
Dal punto di vista operativo tali misure di controllo, risultano
attuabili sotto l’aspetto tecnico, anche se richiedono un notevole
impegno di risorse e di personale per quanto riguarda l’attivita’ di
registrazione dei soggetti utilizzati e controlli sanitari di
competenza dei servizi veterinari e delle analisi a carico degli
istituti zooprofilattici sperimentali competenti per territorio.
Il divieto di utilizzo dei richiami vivi appartenenti agli ordini
degli anseriformi e caradriformi nella pratica venatoria ha
rappresentato uno dei principi di massima cautela nell’ambito delle
attivia’ del piano di controllo della malattia attuato sul territorio
nazionale.
La decisione 2006/574/CE del 18 agosto 2006 ha introdotto la
possibilita’ di derogare al divieto di utilizzo di richiami vivi
mediante l’adozione di rigide misure di sorveglianza.
La situazione epidemiologica nazionale allo stato attuale e’ tale
da permettere la concessione della deroga in questione nel rigoroso
rispetto di quanto contenuto nella decisione citata.
Tale deroga dovrebbe essere immediatamente sospesa qualora la
situazione epidemiologica, a seguito di diffusione di virus
influenzali nel nostro Paese, dovesse modificarsi e quindi
raffigurarsi un grave rischio sanitario.
Gli Stati membri sono tenuti a individuare le aziende di
allevamento di pollame o altri volatili in cattivita’ che, secondo
dati epidemiologici e ornitologici, dovrebbero essere considerate
particolarmente esposte al rischio della diffusione del virus
dell’influenza aviaria A, sottotipo H5N1, attraverso gli uccelli
selvatici e a prevedere un sistema di individuazione precoce della
malattia nelle zone particolarmente a rischio.
In particolare deve essere tenuta sotto controllo costante:
a) l’interazione virus/anatra;
b) il numero delle diverse specie di anitre svernanti;
c) le zone umide di maggiore importanza;
d) le aree geografiche con maggior diffusione dell’allevamento
intensivo del pollame domestico. L’applicazione della deroga e’
subordinata al rispetto di quanto previsto dalla succitata decisione.
In particolare dovra’ essere garantito:
1. anagrafica;
2. tracciabilita’ e rintracciabilita’;
3. biosicurezza;
4. misure sanitarie di controllo.
1. Anagrafica.
Il detentore, qualora non gia’ registrato per il possesso di
altre specie animali, deve essere identificato con un codice
aziendale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.
317/1996, che deve richiedere presso la ASL – Servizi veterinari
competente per territorio.
In particolare le regioni o le province competenti devono
acquisire l’elenco dei cacciatori che richiederanno 1’autorizzazione
all’utilizzo dei richiami.
Tutti i soggetti utilizzati come richiami vivi devono essere
correttamente identificati singolarmente con apposito identificativo
inamovibile riportante:
sigla della provincia di appartenenza del detentore, seguita
dal numero progressivo del soggetto singolarmente individuato.
I codici numerici univoci verranno generati dalla provincia
competente che provvedera’ anche alla assegnazione ai richiedenti
degli identificativi prodotti;
Ogni provincia dovra’ predisporre dei files contenenti tutte le
informazioni necessarie alla creazione, nella Banca Dati Nazionale
(BDN), della schermata «anagrafica allevamento», raccogliendo i
seguenti dati:
codice allevamento – specie detenuta/allevata – dati anagrafici
del detentore (compreso codice fiscale) – residenza o domicilio del
detentore – luogo effettivo di detenzione/allevamento dei capi – nr.
capi detenuti/allevati (censimento annuale) – codici identificativi
individuali assegnati – data di applicazione dell’identificativo e
relativo codice – stato sanitario (per azienda o per capo) collegato
ai controlli (effettuato e relativa data non effettuato).
La provincia trasmette i suddetti files o direttamente alla BDN,
oppure alla regione, con modalita’ da definire e concordare tra i due
enti, che provvede, tramite il sistema web-service, ad aggiornarli ed
inviarli periodicamente alla BDN.
In questa fase iniziale devono essere segnalati tutti i soggetti
detenuti dai cacciatori presso i loro domicili, tramite una
certificazione o un’auto dichiarazione di origine e possesso da parte
del detentore, tutti i volatili al momento dell’acquisto presso gli
allevamenti d…

[Continua nel file zip allegato]

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