MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 28 marzo 2011 | Architetto.info

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 28 marzo 2011

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 28 marzo 2011 - Individuazione degli ambiti e dei modelli organizzativi di cui all'art. 1, comma 7, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 (Poli integrati del Welfare). (11A07705) - (GU n. 140 del 18-6-2011 )

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

DECRETO 28 marzo 2011

Individuazione degli ambiti e dei modelli organizzativi di cui
all’art. 1, comma 7, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 (Poli
integrati del Welfare). (11A07705)

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto l’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 20 marzo 1975, n. 70 recante «Disposizioni sul
riordinamento degli enti pubblici e del rapporto di lavoro
dipendente»;
Vista la legge 9 marzo 1989, n. 88 recante «Ristrutturazione
dell’Istituto nazionale della previdenza sociale e dell’Istituto
nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro»;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479 recante
«Attuazione della delega conferita dall’art. 1, comma 32, della legge
24 dicembre 1993, n. 537, in materia di riordino e soppressione di
enti pubblici di previdenza e assistenza»;
Vista la legge 3 aprile 1997, n. 94 recante «Modifiche alla legge 5
agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni e integrazioni,
recante norme di contabilita’ generale dello Stato in materia di
bilancio. Delega al Governo per l’individuazione delle unita’
previsionali di base del bilancio dello Stato»;
Visto il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 recante
«Individuazione delle unita’ previsionali di base del bilancio dello
Stato, riordino del sistema di tesoreria unica e ristrutturazione del
rendiconto generale dello Stato»;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 recante
«Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio
e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati
dell’attivita’ svolta dalle Amministrazioni pubbliche, a norma
dell’art. 1 della legge 15 marzo 997, n. 59»;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, recante «Riforma dell’organizzazione del Governo, a
norma dell’ art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche» e successive modificazioni e integrazioni;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 recante il
«Codice in materia di protezione dei dati personali»;
Visto il decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124 recante
«Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza
sociale e di lavoro, a norma dell’art. 8 della legge 14 febbraio
2003, n. 30»;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante il «Codice
dell’amministrazione digitale»;
Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 247 recante «Norme di
attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e
competitivita’ per favorire l’equita’ e la crescita sostenibili,
nonche’ ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale»,
secondo cui i criteri previsti dalla normativa vigente per il
riordino e la riorganizzazione, in via regolamentare, degli enti
pubblici sono integrati, limitatamente agli enti previdenziali
pubblici, dalla possibilita’ di prevedere, a tal fine, modelli
organizzativi volti a realizzare sinergie e conseguire risparmi di
spesa anche attraverso gestioni unitarie, uniche o in comune di
attivita’ strumentali;
Visto l’art. 74, commi 1, 2 e 3, del decreto legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n.
133 recante «Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti
per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la
stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria»
che, nello stabilire il ridimensionamento degli assetti organizzativi
delle amministrazioni ed enti ivi richiamati, prevede che le
amministrazioni possono disciplinare, mediante appositi accordi,
forme di esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali,
compresa la gestione del personale, nonche’ l’utilizzo congiunto
delle risorse umane in servizio presso le strutture centrali e
periferiche e che le amministrazioni dello Stato rideterminano la
rete periferica su base regionale o interregionale;
Vista la legge 4 marzo 2009, n. 15 recante «Delega al Governo
finalizzata all’ottimizzazione della produttivita’ del lavoro
pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni nonche’ disposizioni integrative delle funzioni
attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla
Corte dei Conti»;
Visto l’art. 17, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78
convertito, con modificazioni, nella legge 3 agosto 2009, n. 102
recante «Misure di contenimento della spesa degli enti pubblici»;
Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 recante
«Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di
ottimizzazione della produttivita’ del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni»;
Vista la legge 13 novembre 2009, n. 172 recante «Istituzione del
Ministero della salute e incremento del numero complessivo dei
Sottosegretari di Stato» e, in particolare, l’art. 1, comma 9, che
prevede che ai fini della attuazione delle misure di cui all’art. 74,
comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133, il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali promuove con gli enti previdenziali
e assistenziali pubblici vigilati l’integrazione logistica e
funzionale delle sedi territoriali;
Vista la citata legge 13 novembre 2009, n. 172 che prevede che i
risparmi aggiuntivi conseguiti, rispetto a quelli gia’ considerati ai
fini del rispetto dei saldi di finanza pubblica, in attuazione del
richiamato decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
Vista la citata legge 13 novembre 2009, n. 172 che prevede che, con
decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono individuati gli ambiti e i modelli organizzativi di cui all’art.
1, comma 7, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, volti a realizzare
sinergie e conseguire risparmi nel triennio 2010-2012 per un importo
non inferiore a 100 milioni di euro, da computare ai fini di quanto
previsto al comma 8 del medesimo art. 1;
Visto l’art. 2, commi 52, 222 e 223, della legge 23 dicembre 2009,
n. 191 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato» concernenti disposizioni in materia di
funzioni dell’Agenzia del demanio;
Visti gli articoli 7 e 8 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
Vista la legge 31 dicembre 2009, n. 196, recante «Legge di
contabilita’ e finanza pubblica»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003,
n. 97 recante «Regolamento concernente l’amministrazione e la
contabilita’ degli enti pubblici di cui alla legge 20 marzo 1975, n.
70»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 2004, n.
244 recante «Regolamento di riorganizzazione del Ministero del lavoro
e delle politiche sociali»;
Vista la deliberazione consiliare I.N.P.S. del 5 luglio 2000 e
successive modifiche ed integrazioni concernente il Regolamento di
organizzazione dell’Istituto;
Vista la deliberazione consiliare INAIL del 1° luglio 1999, n. 232
e successive modifiche ed integrazioni concernente il Regolamento di
organizzazione dell’Istituto;
Vista la deliberazione consiliare INPDAP del 27 giugno 2006, n. 357
e successive modifiche ed integrazioni concernente il Regolamento di
organizzazione dell’Istituto;
Vista la deliberazione consiliare ENPALS del 5 luglio 2006, n. 60 e
successive modifiche ed integrazioni concernente il Regolamento di
organizzazione dell’Istituto;
Visti i rispettivi regolamenti di amministrazione e contabilita’
degli enti vigilati;
Considerato che l’art. 1, comma 7, della legge 24 dicembre 2007, n.
247 recante “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su
previdenza, lavoro e competitivita’ per favorire l’equita’ e la
crescita sostenibili, nonche’ ulteriori norme in materia di lavoro e
previdenza sociale”, contiene la previsione di modelli organizzativi
volti a realizzare sinergie e conseguire risparmi di spesa anche
attraverso gestioni unitarie, uniche o in comune di attivita’
strumentali;
Considerata la Direttiva del Ministro del lavoro, della salute e
delle politiche sociali del 14 novembre 2008 recante «Linee guida per
l’attuazione delle disposizioni in materia di riorganizzazione e
razionalizzazione e per l’implementazione delle sinergie
organizzative degli enti pubblici vigilati dal Ministero del lavoro,
della salute e delle politiche sociali» propone la realizzazione del
modello «Casa del Welfare» ai fini dell’attuazione degli obiettivi
fissati dal richiamato art. 74 del decreto legge n. 112, convertito
con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
Considerata la convenzione quadro per la costituzione di poli
logistici integrati territoriali stipulata dal Ministero del lavoro,
della salute e delle politiche sociali e dall’INPS, dall’INAIL e
dall’INPDAP in data 5 maggio 2009;
Considerata la necessita’, cosi’ come previsto dall’art. 1, comma
9, della legge 13 novembre 2009, n. 172, della individuazione degli
ambiti e dei modelli organizzativi di cui all’art. 1, comma 7, della
legge 24 dicembre 2007, n. 247, volti a realizzare sinergie e
conseguire risparmi nel triennio 2010-2012 per un importo non
inferiore a 100 milioni di euro, da computare ai fini dei risparmi
finanziari da conseguire nell’arco del decennio pari a 3,5 miliardi
di euro come fissati dall’art. 1, comma 8, della predetta legge 24
dicembre 2007, n. 247;
Ritenuto funzionale alla definizione del modello organizzativo un
riassetto strutturale delle sedi territoriali delle amministrazioni
coinvolte che tenga conto della tendenza in atto relativa alle
cessazioni dal servizio del personale e delle riduzioni dei budget di
spesa e di unita’ entro cui procedere ad assunzioni, nonche’ del
regime di assunzione generale delineato dal citato decreto legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, e dalle successive norme in materia;
Ritenuto necessario, ai fini del conseguimento dei risparmi delle
spese sostenute dalle amministrazioni coinvolte attraverso la
razionalizzazione dell’utilizzo del patrimonio immobiliare delle
amministrazioni interessate e della compartecipazione alle spese per
il funzionamento delle sedi sul territorio, prevedere, nell’ambito
della definizione del modello organizzativo, anche la realizzazione
di sinergie di natura logistica, compatibili con l’attuale situazione
proprietaria e locativa delle amministrazioni coinvolte, nell’ottica
di un piu’ generale processo di integrazione dei servizi attinenti al
Welfare e di una migliore fruibilita’ dei servizi al pubblico;
Considerato che l’art. 1, comma 9, della legge 13 novembre 2009, n.
172 autorizza gli enti previdenziali e assistenziali a stipulare con
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali apposite
convenzioni per la valorizzazione degli immobili strumentali e la
realizzazione di centri unici di servizio, riconoscendo canoni e
oneri agevolati, anche in considerazione dei risparmi derivanti dalle
integrazioni logistiche e funzionali;
Ritenuto di dover disciplinare nel modello organizzativo
individuato gli accordi di sede, il coordinamento dirigenziale e
l’entita’ dei risparmi, i servizi di accoglienza dell’utenza, le
attivita’ di supporto e quelle di vigilanza, i professionisti e i
medici, i beni strumentali e i relativi investimenti, nonche’ la
cooperazione dei sistemi informativi;

Decreta:

Art. 1

Modello organizzativo «Polo integrato del Welfare»

Il modello relativo al Polo integrato del Welfare definisce le sedi
logistiche uniche dove gli utenti possono fruire dei servizi pubblici
inerenti alle politiche sul lavoro e sociali, alla tutela delle
condizioni di lavoro, alla sicurezza nei luoghi di lavoro e alla
previdenza e assistenza.
Il modello si articola in un sistema flessibile di sinergie e
cooperazioni tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e
gli enti previdenziali e assistenziali da esso vigilati, con una
gestione coordinata, condivisa e quanto piu’ possibile integrata
delle attivita’ di supporto e istituzionali che sono svolte negli
uffici territoriali.
Il coordinamento, la condivisione e l’integrazione riguardano le
funzioni istituzionali e di supporto, la programmazione e la
direzione delle attivita’ delle Sedi, l’organizzazione e la gestione
dei servizi all’utenza, il coordinamento e la gestione dei
professionisti e dei medici, le attivita’ ispettive.
Il modello trova compiuta definizione nelle Sedi logistiche uniche
per la realizzazione delle sinergie tra tutte le amministrazioni di
cui al presente articolo o, in una fase transitoria, limitatamente a
quelle amministrazioni in cui sia possibile l’adozione immediata
della nuova organizzazione.

Art. 2

Obiettivi

Gli obiettivi strategici che il modello organizzativo deve
conseguire, attraverso una specifica programmazione, sono lo sviluppo
di nuovi assetti organizzativi territoriali flessibili ai-bisogni
locali degli utenti, la realizzazione di un sistema efficiente di
erogazione dei servizi e un sistema organizzativo e amministrativo
finanziariamente sostenibile e compatibile con le disposizioni in
materia di finanza pubblica.
Gli obiettivi operativi consistono in:
incremento del livello di accessibilita’ di tutti i servizi
erogati dalle amministrazioni coinvolte;
riduzione strutturale della spesa inerente alla sistemazione
logistica ottenuta anche con l’aumento del 40% dell’indice di
utilizzazione degli immobili strumentali rispetto al triennio
precedente l’entrata in vigore del decreto;
riduzione strutturale della spesa di funzionamento conseguente
alla gestione unitaria di attivita’ strumentali e di supporto, nella
misura, a regime, del 30% del costo complessivo sostenuto dalle
amministrazioni a pari titolo nel triennio precedente l’entrata in
vigore del presente decreto;
ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse umane attraverso il
ricorso a sinergie dei ruoli professionali, di cooperazioni in tema
di approvvigionamento delle risorse umane, tenendo conto della
tendenziale riduzione dei contingenti di personale e della disciplina
limitativa delle assunzioni.

Art. 3

Programmazione

Le amministrazioni assicurano la piena coerenza del piano della
performance prevista dall’art. 10 del decreto legislativo 27 ottobre
2009, 150, della programmazione triennale del fabbisogno del
personale, nonche’ dei rispettivi piani di formazione e dello
sviluppo dei relativi sistemi informativi con gli obiettivi fissati
per la realizzazione del modello organizzativo dei Poli logistici
integrati.
Le amministrazioni inseriscono negli obiettivi annuali e
pluriennali l’attuazione del modello territoriale, riservando
specifici criteri di valutazione e di valorizzazione del merito,
nonche’, compatibilmente con le risorse disponibili, di
incentivazione della produttivita’ del personale coinvolto.
La programmazione annuale e triennale elaborata congiuntamente dal
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dagli enti vigilati
deve essere pubblicata nei rispettivi siti internet.

Art. 4

Ambito territoriale

I Poli logistici integrati del Welfare sono costituiti a livello
provinciale e comprendono gli uffici territoriali del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e le sedi territoriali degli enti
previdenziali e assicurativi vigilati.

Art. 5

Accordo di sede

Le amministrazioni stipulano un accordo per ciascun Polo logistico
integrato, previo coordinamento dell’Agenzia del demanio, nell’ambito
dei piani di razionalizzazione di cui all’art. 2, comma 222, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191 e dell’art. 8, comma 4, del decreto –
legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122.
L’accordo di sede individua l’Amministrazione capofila di cui
all’art. 11, la ripartizione degli oneri locativi e delle spese di
funzionamento in relazione alla superficie occupata, il regime delle
responsabilita’ sulla sicurezza delle sedi in conformita’ con la
normativa vigente, l’integrazione delle attivita’ e dei servizi
fissandone la tempistica, nel rispetto di quanto fissato nel presente
decreto.
L’accordo e’ sottoscritto dai direttori delle amministrazioni della
sede sulla base delle direttive previste dalla cabina di regia di cui
all’art. 17.

Art. 6

Coordinamento direzionale

Nei Poli logistici integrati e’ costituito un comitato composto dai
direttori delle amministrazioni partecipanti.
Il comitato svolge la funzione di coordinamento delle attivita’ e
dei servizi oggetto di cooperazione e integrazione in modo da
assicurare l’efficienza complessiva della struttura, l’uniformita’ e
la coerenza della programmazione dei processi gestionali ed
organizzativi.
Il comitato ha competenza nella programmazione e organizzazione dei
servizi di accoglienza dell’utenza, dei servizi di supporto e della
gestione dell’edificio in cui e’ ubicata la sede, nel coordinamento
operativo delle attivita’ istituzionali integrate e nella
programmazione dell’attivita’ di vigilanza cosi’ come previsto
dall’art. 5 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.
Il comitato si riunisce almeno una volta al mese, salvo esigenze
particolari, e riferisce periodicamente alla competente direzione
regionale per il monitoraggio sull’attuazione del modello
organizzativo.
Il comitato assicura l’attivita’ di comunicazione congiunta al
personale di Sede, all’utenza, ai soggetti istituzionali e alle RSU
nel rispetto delle forme di partecipazione sindacale previste dalle
disposizioni vigenti nei rispettivi contratti collettivi.

Art. 7

Servizi di accoglienza dell’utenza

I servizi di accoglienza dell’utenza sono realizzati in forma
integrata attraverso il coordinamento operativo effettuato
dall’Ufficio relazioni con il pubblico ai sensi dell’art. 11 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Nell’accordo di sede di cui all’art. 5 del presente decreto sono
previsti livelli diversi di integrazione per l’erogazione in sinergia
dei servizi di competenza delle singole amministrazioni secondo le
direttive espresse dalla cabina di regia prevista nel presente
decreto. Le amministrazioni adeguano il proprio sistema informativo
alla riorganizzazione dei servizi di cui al presente articolo.

Art. 8

Servizi di supporto

Le amministrazioni integrano le attivita’ di supporto attraverso
specifiche iniziative di collaborazione. L’integrazione deve
riguardare gli atti di programmazione degli approvvigionamenti, di
comunicazione interna ed esterna, di gestione delle presenze del
personale, delle attivita’ di manutenzione ordinaria e straordinaria
degli immobili adibiti a sede del Polo logistico integrato nel
rispetto dei limiti di spesa previsti dall’art. 8, comma 1, del
decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni,
nella legge 30 luglio 2010, n. 122, di gestione degli archivi e di
quanto funzionale alla riduzione del personale addetto al supporto
sulla base di quanto previsto dal decreto legge 25 giugno 2008, n.
112 convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133.
Le amministrazioni assicurano la piena accessibilita’ e integrazione
degli archivi cartacei e dei dati in essi contenuti nel rispetto
della normativa sulla protezione dei dati personali.

Art. 9

Attivita’ ispettive

In coerenza con gli obiettivi fissati dalla Commissione centrale di
cui all’art. 3 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124 e in
attuazione degli obiettivi annuali fissati da ciascuna
amministrazione, il comitato dei direttori della sede coordina, nel
rispetto dell’art. 5 del citato decreto legislativo, iniziative e
piani attuativi con azioni congiunte di vigilanza, attraverso
l’ausilio delle banche dati e dei sistemi informativi in dotazione
presso le amministrazioni partecipanti.
Per la realizzazione di questi interventi congiunti, le
amministrazioni nell’ambito delle risorse disponibili destinano
risorse finanziarie in maniera integrata per il funzionamento e per
le spese di missione del personale ispettivo, nonche’ per la
specifica incentivazione di detto personale.

Art. 10

Professionisti e medici

Le amministrazioni integrano le attivita’ istituzionali svolte dai
propri professionisti e dai medici, adeguando la programmazione delle
attivita’, i sistemi informativi di supporto e la gestione dei
gabinetti medico diagnostici.

Art. 11

Amministrazione capofila

L’amministrazione capofila ha competenza sulla stipulazione e sulla
gestione contrattuale e contabile delle spese di locazione e di
funzionamento della sede e opera in coerenza con gli indirizzi
forniti dal comitato dei direttori di sede, compatibilmente con la
programmazione centrale e il budget a disposizione, ferme restando le
attribuzioni dell’Agenzia del demanio ai sensi dell’art. 2, comma
222, terzo periodo, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e dell’art.
8, comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
L’amministrazione capofila rendiconta le attivita’ e le spese
sostenute alle rispettive amministrazioni.
Le amministrazioni individuano nell’accordo di sede
l’amministrazione capofila che e’ di norma l’amministrazione
proprietaria dell’immobile interessato o di cui e’ gia’ locatrice,
ovvero, nell’ipotesi di locazione del tutto nuova, l’amministrazione
che occupa la superficie piu’ estesa, salvo particolari situazioni
logistiche e funzionali, previo coordinamento dell’Agenzia del
demanio, nell’ambito dei piani di razionalizzazione di cui all’art.
2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e dell’art. 8,
comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Art. 12

Beni strumentali

Gli immobili adibiti a sede dei Poli logistici integrati hanno
natura strumentale, ai sensi dell’art. 8, comma 8, del decreto legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, nella legge 30
luglio 2010, n. 122.
La sede per l’attuazione del modello e’ individuata presso immobili
di proprieta’ delle stesse amministrazioni e, ove cio’ non fosse
possibile, in cespiti in locazione da terzi, che assicurino oneri
locativi agevolati, con conseguente messa a reddito delle strutture
precedentemente occupate, previo coordinamento dell’Agenzia del
demanio, nell’ambito dei piani di razionalizzazione di cui all’art.
2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e dell’art. 8,
comma 4, del decreto- legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Nell’ipotesi di immobile di proprieta’ di un ente partecipante, il
locatore fissa un canone determinato in forma agevolata nella misura
ridotta del 30% rispetto al parametro minimo locativo fissato
dall’Osservatorio del mercato immobiliare.
L’Agenzia del demanio, ai sensi dell’art. 2, comma 222, della legge
23 dicembre 2009, n. 191, verifica la congruita’ dei canoni, provvede
alla stipula e al rinnovo dei relativi contratti, consegna gli
immobili locati alle amministrazioni statali interessate; altresi’,
ai sensi dell’art. 8, comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, l’Agenzia esprime apposito parere di congruita’ in merito ai
singoli contratti di locazione da porre in essere o da rinnovare da
parte degli enti di previdenza pubblici.

Art. 13

Investimenti per i Poli logistici integrati

Gli enti previdenziali e assicurativi pubblici, tenuto conto della
natura strumentale degli immobili di cui all’art. 12, effettuano i
relativi investimenti in forma diretta, anche mediante la permuta,
parziale o totale, di immobili di proprieta’, secondo quanto previsto
dall’art. 8, comma 8, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122,
previa verifica del rispetto dei saldi strutturali di finanza
pubblica.
Nell’ipotesi di alienazione di unita’ immobiliari strumentali non
piu’ funzionali alle proprie esigenze, gli enti previdenziali e
assicurativi pubblici sono autorizzati a utilizzarne il corrispettivo
per l’acquisto di immobili da destinare a sede dei Poli logistici
integrati. Le somme residue sono riversate alla Tesoreria dello
Stato.
I piani relativi a tali investimenti nonche’ i criteri di
definizione degli oneri di locazione e di riparto degli oneri di
funzionamento inerenti agli immobili dei Poli logistici integrati
sono sottoposti all’approvazione del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle
finanze.

Art. 14

Risparmi

Per lo svolgimento delle attivita’ di cui agli articoli 6, 7, 8 e
10, ciascuna amministrazione coinvolta individua le risorse
finanziarie necessarie nell’ambito di quelle disponibili, senza
maggiori oneri a carico dei rispettivi bilanci.
L’obiettivo finanziario strutturale di riduzione a regime delle
spese di locazione e funzionamento e’ fissato nella misura del 30%
rispetto a quelle complessivamente sostenute per le stesse finalita’
nell’ultimo triennio rispetto all’entrata in vigore del presente
decreto.
Il conseguimento dell’obiettivo e’ accertato mediante decreto
direttoriale del Segretario generale del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali di concerto con il Capo del Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato – Ministero dell’economia e delle
finanze, previa relazione dei Direttori generali degli enti pubblici
previdenziali e assicurativi vigilati asseverata dai rispettivi
Collegi dei sindaci.
L’ottimizzazione dell’utilizzo degli immobili e’ attuato tramite
l’aumento del 40% dell’indice di utilizzazione rispetto ai valori
presenti all’entrata in vigore del presente decreto.

Art. 15

Personale

Per la copertura dei posti vacanti nei Poli logistici integrati, il
Ministero e gli enti possono avvalersi delle graduatorie vigenti
relative ai concorsi gia’ espletati dalle amministrazioni di cui al
presente decreto per l’assunzione delle corrispondenti qualifiche
professionali, nel rispetto della programmazione triennale dei
fabbisogni e della disciplina vigente in materia di assunzioni.

Art. 16

Cooperazione informatica e accesso banche dati

Le amministrazioni adeguano i piani annuali e pluriennali di
gestione e sviluppo del proprio sistema informativo.
Le amministrazioni assicurano la piena accessibilita’ e interazione
delle banche dati nel rispetto della normativa sul trattamento e
protezione dei dati personali.

Art. 17

Monitoraggio

Le amministrazioni verificano il grado di realizzazione di processi
di sinergia e gli effetti finanziari anche ai fini della valutazione
della performance organizzativa di cui all’art. 8 del decreto
legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
A tale fine senza nuovi o maggiori oneri e’ costituita apposita
Cabina di regia presso il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali composta dal Segretario generale e dal Direttore generale
delle risorse umane e affari generali, nonche’ dai Direttori generali
degli enti vigilati o loro delegati per materie specifiche, in
raccordo con gli Organismi indipendenti di valutazione di cui
all’art. 7, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre
2009, n. 150.
Gli organi di controllo delle amministrazioni interessate accertano
il grado di realizzazione dei processi di sinergia.
I risultati degli interventi di organizzazione previsti nel
presente decreto sono trasmessi a cura del Ministero del lavoro e
delle politiche sociali al Ministero dell’economia e delle finanze.

Art. 18

Disposizioni finali

Le amministrazioni adeguano i propri regolamenti di organizzazione
alle disposizioni del presente decreto.
Il presente decreto e’ inviato ai competenti organi di controllo e
successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Roma, 28 marzo 2011

Ministro del lavoro
e delle politiche sociali
Sacconi

Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti

Registrato alla Corte dei conti il 20 maggio 2011
Ufficio di controllo preventivo dei Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 7, foglio n. 84

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 28 marzo 2011

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