MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 4 febbraio 2011 | Architetto.info

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 4 febbraio 2011

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 4 febbraio 2011 - Definizione dei criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui all'articolo 82, comma 2), lettera c), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni. (11A04783) - (GU n. 83 del 11-4-2011 )

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

DECRETO 4 febbraio 2011

Definizione dei criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui
all’articolo 82, comma 2), lettera c), del decreto legislativo 9
aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni. (11A04783)

IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI

di concerto con

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto l’art. 82, comma 1, lettera c), numero 1), del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche ed
integrazioni, di seguito decreto legislativo n. 81/2008, il quale
prevede che «i lavori su parti in tensione siano effettuati da
aziende autorizzate, con specifico provvedimento del Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali, ad operare sotto
tensione»;
Visto l’art. 82, comma 1, lettera c), numero 2), del decreto
legislativo n. 81/2008, il quale prevede che «l’esecuzione dei lavori
su parti in tensione sia affidata a lavoratori abilitati dal datore
di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti
idonei per tale attivita’»;
Visto l’art. 82, comma 2, del decreto legislativo n. 81/2008, il
quale prevede che «con decreto del Ministero del lavoro, della salute
e delle politiche sociali, da adottarsi entro dodici mesi dalla data
di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono definiti
i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 1,
lettera c), numero 1)»;
Visto l’art. 1 della legge 13 novembre 2009, n. 172, il quale
prevede l’istituzione del Ministero della salute ed il trasferimento
ad esso delle funzioni di cui al Capo X-bis, articoli da 47-bis a
47-quater, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, gia’ attribuite al Ministero del lavoro,
della salute e delle politiche sociali ai sensi del decreto-legge 16
maggio 2008, n. 85;
Visto l’art. 7, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 il
quale prevede la soppressione dell’ISPESL e la contestuale
attribuzione delle relative competenze all’INAIL;
Ritenuto pertanto che ove il decreto legislativo n. 81/2008
attribuisca competenze all’ISPESL esse debbano intendersi conferite
all’INAIL;
Ravvisata la necessita’ di regolamentare il settore dei lavori
elettrici sotto tensione in relazione alle particolari metodologie di
lavoro da adottare, nonche’ alla elevata professionalita’ richiesta
agli operatori del settore;

Decreta:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Il presente decreto riguarda i lavori sotto tensione effettuati
su impianti elettrici alimentati a frequenza industriale a tensione
superiore a 1000 V. In particolare si applica:
a) ai lavori sotto tensione eseguiti da parte di operatori agenti
dal suolo, dai sostegni delle parti in tensione, dalle parti in
tensione, da supporti isolanti e non, da velivoli e da qualsiasi
altra posizione atta a garantire il rispetto delle condizioni
generali per l’esecuzione dei lavori in sicurezza;
b) alla sperimentazione sotto tensione che preveda lo sviluppo e
l’applicazione di modalita’, di tipologie di intervento e di
attrezzature innovative.
2. Agli effetti del presente decreto non costituiscono lavori sotto
tensione le seguenti operazioni eseguite sugli impianti elettrici in
tensione realizzati nel rispetto delle relative nonne tecniche,
purche’ si usino attrezzature e procedure conformi alle norme
tecniche ed il personale sia adeguatamente formato ed addestrato:
a) la manovra degli apparecchi di sezionamento, di interruzione e
di regolazione e dei dispositivi fissi di messa a terra ed in
cortocircuito, nelle normali condizioni di esercizio;
b) la manovra mediante fioretti isolanti degli apparecchi
sopraelencati nelle normali condizioni di esercizio;
c) l’uso di rivelatori e comparatori di tensione costruiti ed
impiegati nelle condizioni specificate dal costruttore o dalle stesse
norme;
d) l’uso di rilevatori isolanti di distanze nelle condizioni
previste di impiego;
e) il lavaggio di isolatori effettuato da impianti fissi
automatici o telecomandati;
f) l’utilizzo di dispositivi mobili di messa a terra ed in
cortocircuito;
g) lavori nei quali si opera su componenti che fanno parte di
macchine o apparecchi alimentati a tensione non superiore a 1000 V
anche se funzionanti a tensione superiore.

Art. 2

Definizioni

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto, si
intendono per:
a) parte attiva: conduttore o parte conduttrice che, in
condizioni di servizio ordinario, e’ in tensione;
b) lavoro sotto tensione: lavoro eseguito sulle parti attive di
un impianto elettrico che si trovano in tensione o che sono fuori
tensione ma non collegate a terra ed in cortocircuito. Si considera
altresi’ lavoro elettrico sotto tensione ogni altra attivita’ in cui
il lavoratore raggiunga con parti del suo corpo, con attrezzi, con
equipaggiamenti o con dispositivi che vengono maneggiati, l’interno
della zona dei lavori sotto tensione cosi’ come definita nella norma
CEI EN 50110-1;
c) messa a terra e in cortocircuito: operazione con la quale le
parti attive costituenti un impianto elettrico vengono collegate con
la terra, direttamente o tramite un impianto di terra, e tra loro,
direttamente o tramite parti conduttrici;
d) lavoro fuori tensione: lavoro eseguito su parti attive, dopo
che queste sono state rese prive di tensione e di carica elettrica,
sezionate da ogni possibile fonte di alimentazione e collegate a
terra ed in cortocircuito;
e) sperimentazione sotto tensione: attivita’ che preveda lo
sviluppo e l’applicazione di modalita’, di tipologie di intervento e
di attrezzature innovative propedeutica allo sviluppo di un lavoro
sotto tensione.

Art. 3

Criteri per il rilascio delle autorizzazioni alle aziende

1. Lo svolgimento delle attivita’ di cui all’art. 1, comma 1,
lettera a) e’ consentito alle aziende che abbiano ricevuto
l’autorizzazione con decreto dirigenziale del direttore generale
della Tutela delle Condizioni di Lavoro del Ministero del lavoro e
delle politiche sociali e del direttore generale della Prevenzione
Sanitaria del Ministero della salute che si avvalgono a tal fine
della Commissione per i lavori sotto tensione di cui all’allegato I
che fa parte integrante del presente decreto.
2. Ai fini dell’ottenimento dell’autorizzazione di cui al comma 1
le aziende devono essere in possesso dei requisiti di cui
all’allegato II che fa parte integrante del presente decreto.
3. Le aziende autorizzate di cui al comma 1 sono autorizzate anche
all’effettuazione della sperimentazione di cui all’art. 1, comma 1,
lettera b), a condizione che sia fornita la documentazione di cui al
punto 1.2.2 dell’allegato II.

Art. 4

Effettuazione dei lavori sotto tensione

1. I lavori sotto tensione di cui all’art. 1 sono consentiti se
eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) i lavori siano effettuati da aziende autorizzate;
b) l’organizzazione e le procedure di lavoro adottate siano tali
da garantire la sicurezza dei lavori sotto tensione secondo le
pertinenti norme tecniche. A tal fine si considerano idonee le
pertinenti norme tecniche del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI),
quali in particolare le norme CEI EN 50110-1 e CEI 11-15;
c) l’esecuzione dei lavori sia affidata dal datore di lavoro
dell’azienda autorizzata a lavoratori in possesso del documento di
abilitazione, secondo quanto disposto dai successivi articoli 5 e 6;
d) le attrezzature utilizzate siano conformi a quanto disposto
nel successivo art. 7;
e) i dispositivi di protezione individuale, di seguito DPI,
rispondano a quanto previsto dal decreto legislativo n. 81/2008.

Art. 5

Formazione e idoneita’

1. Il personale che opera sotto tensione deve essere formato sulle
modalita’ di esecuzione dei lavori e sui rischi relativi attraverso
corsi di formazione aventi le caratteristiche e i contenuti riportati
nell’allegato III che fa parte integrante del presente decreto.
2. I corsi di cui al comma 1 devono concludersi con gli esami
finali per il rilascio del relativo certificato personale di
idoneita’ alla effettuazione dei lavori sotto tensione. L’idoneita’
deve essere riferita alle effettive mansioni cui e’ destinato il
personale di cui al comma precedente.
3. I soggetti formatori devono possedere i requisiti di cui
all’allegato III e devono essere autorizzati con decreto dirigenziale
del direttore generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del direttore
generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della salute che
si avvalgono a tal fine della Commissione per i lavori sotto tensione
di cui all’allegato I.

Art. 6

Abilitazione dei lavoratori

1. Il documento di abilitazione e’ rilasciato dal datore di lavoro
a seguito del conseguimento dell’idoneita’ di cui all’art. 5 e
dell’attivazione della sorveglianza sanitaria da parte del medico
competente.
2. Il documento di abilitazione e’ personale, deve contenere la
descrizione dettagliata ed esaustiva delle attivita’ per cui il
lavoratore e’ considerato abilitato, deve essere rinnovato
annualmente ed e’ revocato in caso di inosservanza alle nonne di
sicurezza da parte dello stesso lavoratore o a seguito di giudizio di
non idoneita’ espresso dal medico competente. Il documento ha
validita’ solo per le attivita’ svolte dall’azienda autorizzata che
lo ha rilasciato.

Art. 7

Attrezzature

1. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo n.
81/2008, le aziende autorizzate devono stabilire idonee procedure
atte a garantire l’identificazione delle responsabilita’ e la
rintracciabilita’ delle azioni per la scelta, l’immagazzinamento, la
conservazione, la manutenzione, il trasporto, la custodia, l’uso
appropriato e la verifica periodica delle attrezzature secondo le
indicazioni e dei fabbricanti.
2. Ai fini delle verifiche periodiche di cui al comma 1, le aziende
autorizzate devono rivolgersi a laboratori di prova, esterni o
interni all’azienda, dotati di procedure e apparecchiature idonee
alla natura delle prove da effettuare, aventi certificato di
accreditamento, ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, emesso
da ente di accreditamento riconosciuto a livello europeo con scopo di
accreditamento evidenziante la competenza del laboratorio ad operare
nel settore specifico, ovvero ad un laboratorio di una azienda
autorizzata ai sensi del presente decreto, avente un’organizzazione
conforme ai requisiti della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025
adeguatamente documentata, che garantisca la competenza del
laboratorio ad operare nel settore specifico.
3. Qualora non esistano disposizioni legislative o norme tecniche
relative ad una specifica attrezzatura, la stessa puo’ essere
utilizzata a condizione che il datore di lavoro dell’azienda
autorizzata abbia effettuato una adeguata e documentata valutazione
dei rischi tale da assicurare l’esistenza delle necessarie condizioni
di sicurezza.

Art. 8

Diritto di riconoscimento

1. Hanno diritto al riconoscimento di cui all’art. 3, comma 1 e
all’art. 5, comma 3, le aziende gia’ operanti ai sensi del decreto
ministeriale 9 giugno 1980 e del decreto ministeriale 13 luglio 1990,
n. 442, emanati dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale.
2. Le aziende di cui al comma 1, entro 24 mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, devono adeguarsi alle
disposizioni dello stesso decreto. In assenza di adeguamento al
presente decreto decade il diritto di riconoscimento di cui al comma
1.

Art. 9

Abrogazioni

1. Alla data di entrata in vigore del presente decreto sono
abrogati i decreti di cui al comma 1 dell’art. 8.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 4 febbraio 2011

Il Ministro del lavoro
e delle politiche sociali
Sacconi

Il Ministro della salute
Fazio

Allegato 1

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato II

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato III

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 4 febbraio 2011

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