MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DECRETO 16 aprile 2010 | Architetto.info

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – DECRETO 16 aprile 2010

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DECRETO 16 aprile 2010 - Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l'individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte di talune categorie di professionisti e dei revisori contabili. (10A05120) (GU n. 101 del 3-5-2010 )

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 16 aprile 2010

Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare
l’individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte di
talune categorie di professionisti e dei revisori contabili.
(10A05120)

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2005, e in particolare gli
articoli 21 e 22;
Visto il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recante
attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione
dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi
di attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo nonche’
della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione, e
successive modificazioni e integrazioni;
Visto, in particolare, l’art. 41, comma 2, lettera b) del citato
decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, in base al quale il
Ministro della giustizia, su proposta dell’Unita’ di informazione
finanziaria, sentiti gli ordini professionali, emana, con decreto,
indicatori di anomalia al fine di agevolare l’individuazione di
operazioni sospette da parte dei soggetti di cui all’art. 12 e
all’art. 13, comma 1, lettera b) dello stesso decreto;
Visto il decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, recante misure
di natura patrimoniale per prevenire, contrastare e reprimere il
finanziamento del terrorismo internazionale e l’attivita’ dei Paesi
che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, in attuazione
della direttiva 2005/60;
Udito il Comitato di sicurezza finanziaria nella riunione del 23
marzo 2010;
Su proposta della Unita’ di informazione finanziaria;
Sentiti gli ordini professionali;

Decreta:

Art. 1

Definizioni

1. Nel presente decreto e nei relativi allegati 1 e 2 si intendono
per:
a) «finanziamento del terrorismo»: in conformita’ con l’art. 1,
comma 1, lettera a) del decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109,
«qualsiasi attivita’ diretta, con qualsiasi mezzo, alla raccolta,
alla provvista, all’intermediazione, al deposito, alla custodia o
all’erogazione di fondi o di risorse economiche, in qualunque modo
realizzati, destinati a essere, in tutto o in parte, utilizzati al
fine di compiere uno o piu’ delitti con finalita’ di terrorismo o in
ogni caso diretti a favorire il compimento di uno o piu’ delitti con
finalita’ di terrorismo previsti dal codice penale, e cio’
indipendentemente dall’effettivo utilizzo dei fondi e delle risorse
economiche per la commissione dei delitti anzidetti»;
b) «operazione»: in conformita’ con l’art. 1, comma 2, lettera l)
del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e successive
modificazioni e integrazioni, «la trasmissione o la movimentazione di
mezzi di pagamento; per i soggetti di cui all’art. 12 un’attivita’
determinata o determinabile, finalizzata a un obiettivo di natura
finanziaria o patrimoniale modificativo della situazione giuridica
esistente, da realizzare tramite una prestazione professionale»;
c) «Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a quello dei
Paesi della Comunita’ europea»: gli Stati extracomunitari che non
impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla
direttiva 2005/60/CE e che non sono indicati nel decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze del 12 agosto 2008, come
successivamente integrato o modificato;
d) «riciclaggio»: in conformita’ con l’art. 2, comma 1 del
decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e successive
modificazioni e integrazioni, «le seguenti azioni, se commesse
intenzionalmente, costituiscono riciclaggio:
1) la conversione o il trasferimento di beni, effettuati
essendo a conoscenza che essi provengono da un’attivita’ criminosa o
da una partecipazione a tale attivita’, allo scopo di occultare o
dissimulare l’origine illecita dei beni medesimi o di aiutare
chiunque sia coinvolto in tale attivita’ a sottrarsi alle conseguenze
giuridiche delle proprie azioni;
2) l’occultamento o la dissimulazione della reale natura,
provenienza, ubicazione, disposizione, movimento, proprieta’ dei beni
o dei diritti sugli stessi, effettuati essendo a conoscenza che tali
beni provengono da un’attivita’ criminosa o da una partecipazione a
tale attivita’;
3) l’acquisto, la detenzione o l’utilizzazione di beni essendo
a conoscenza, al momento della loro ricezione, che tali beni
provengono da un’attivita’ criminosa o da una partecipazione a tale
attivita’;
4) la partecipazione a uno degli atti di cui alle lettere
precedenti, l’associazione per commettere tale atto, il tentativo di
perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare o consigliare qualcuno a
commetterlo o il fatto di agevolarne l’esecuzione»;
e) «UIF»: l’Unita’ di informazione finanziaria, cioe’ la
struttura nazionale incaricata di ricevere dai soggetti obbligati, di
richiedere, ai medesimi, di analizzare e di comunicare alle autorita’
competenti le informazioni che riguardano ipotesi di riciclaggio o di
finanziamento del terrorismo.

Art. 2

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto e’ rivolto ai seguenti soggetti:
a) i soggetti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e
degli esperti contabili e nell’albo dei consulenti del lavoro;
b) ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti,
consulenti e altri soggetti che svolgono in maniera professionale
anche nei confronti dei propri associati o iscritti, attivita’ in
materia di contabilita’ e tributi, ivi compresi associazioni di
categoria di imprenditori e commercianti, CAF e patronati;
c) i notai e gli avvocati quando, in nome o per conto dei propri
clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o
immobiliare e quando assistono i propri clienti nella predisposizione
o nella realizzazione di operazioni riguardanti:
1) il trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su beni
immobili o attivita’ economiche;
2) la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni;
3) l’apertura o la gestione di conti bancari, libretti di
deposito e conti di titoli;
4) l’organizzazione degli apporti necessari alla costituzione,
alla gestione o all’amministrazione di societa’;
5) la costituzione, la gestione o l’amministrazione di
societa’, enti, trust o soggetti giuridici analoghi;
d) i prestatori di servizi relativi a societa’ e trust ad
esclusione dei soggetti indicati dalle lettere a), b) e c);
e) i soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili.
2. I componenti degli organi di controllo, comunque denominati,
fermo restando il rispetto del disposto di cui all’art. 52 del
decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono esonerati dagli
obblighi di cui al presente decreto.
3. L’obbligo di segnalazione di operazioni sospette di cui all’art.
41 non si applica ai soggetti indicati nelle lettere a), b) e c) del
comma 1 per le informazioni che essi ricevono da un loro cliente o
ottengono riguardo allo stesso, nel corso dell’esame della posizione
giuridica del loro cliente o dell’espletamento dei compiti di difesa
o di rappresentanza del medesimo in un procedimento giudiziario o in
relazione a tale procedimento, compresa la consulenza
sull’eventualita’ di intentare o evitare un procedimento, ove tali
informazioni siano ricevute o ottenute prima, durante o dopo il
procedimento stesso.
4. I soggetti di cui al comma 1 sono indicati nel presente decreto
e nei relativi allegati 1 e 2 con il termine di «professionisti».

Art. 3

Indicatori di anomalia

1. Al fine di agevolare l’attivita’ di valutazione dei
professionisti in ordine agli eventuali profili di sospetto delle
operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, si
forniscono nell’allegato 1 al presente decreto indicatori di
anomalia.
2. Gli indicatori di anomalia sono volti a ridurre i margini di
incertezza connessi con valutazioni soggettive o con comportamenti
discrezionali e sono improntati all’esigenza di contribuire al
contenimento degli oneri e al corretto e omogeneo adempimento degli
obblighi di segnalazione di operazioni sospette.
3. L’elencazione degli indicatori di anomalia non e’ esaustiva
anche in considerazione della continua evoluzione delle modalita’ di
svolgimento delle operazioni di riciclaggio o di finanziamento del
terrorismo.
4. L’impossibilita’ di ricondurre operazioni o comportamenti della
clientela ad uno o piu’ degli indicatori previsti nell’allegato 1 al
presente decreto puo’ non essere sufficiente ad escludere che
l’operazione sia sospetta. I professionisti valutano pertanto con la
massima attenzione ulteriori comportamenti e caratteristiche
dell’operazione che, sebbene non descritti negli indicatori, rilevino
in concreto profili di sospetto.
5. La mera ricorrenza di operazioni o comportamenti descritti in
uno o piu’ indicatori di anomalia non e’ motivo di per se’
sufficiente per l’individuazione e la segnalazione di operazioni
sospette, per le quali e’ necessario valutare in concreto la
rilevanza dei comportamenti della clientela.
6. Per favorire la lettura e la comprensione degli indicatori,
alcuni di essi sono stati specificati in sub-indici che costituiscono
un’esemplificazione dell’indicatore a cui si riferiscono.
7. I professionisti si avvalgono degli indicatori previsti
nell’allegato 1, che attengono ad aspetti sia soggettivi che
oggettivi dell’operazione, al fine di effettuare, sulla base di tutte
le altre informazioni disponibili, una valutazione complessiva sulla
natura dell’operazione.
8. I professionisti utilizzano gli indicatori quale strumento
operativo per la valutazione della sussistenza di un’operazione
sospetta, selezionando quelli rilevanti alla luce della concreta
attivita’ prestata.
9. Al fine di rilevare operazioni sospette i professionisti
utilizzano altresi’ gli schemi e modelli di anomalia emanati dalla
UIF ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera b) del decreto legislativo
n. 231 del 2007.

Art. 4

Obbligo di segnalazioni di operazioni sospette

1. Ai fini del corretto adempimento dell’obbligo di segnalazione di
operazioni sospette i professionisti hanno riguardo ai principi e
alle indicazioni generali contenute nell’allegato 2 al presente
decreto.
2. La segnalazione deve contenere i dati, le informazioni, la
descrizione delle operazioni ed i motivi del sospetto che saranno
indicate con provvedimento emanato dalla UIF ai sensi dell’art. 6,
comma 6, lettera e-bis del decreto legislativo 21 novembre 2007, n.
231, e successive modificazioni.
Roma, 16 aprile 2010

Il Ministro: Alfano

Allegato 1

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 2

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – DECRETO 16 aprile 2010

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