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MINISTERO DELLA SALUTE - CIRCOLARE 2 settembre 2002, n.6: Attivita' dei comitati etici istituiti ai sensi del decreto ministeriale 18 marzo 1998. (GU n. 214 del 12-9-2002)

MINISTERO DELLA SALUTE

CIRCOLARE 2 settembre 2002, n.6

Attivita’ dei comitati etici istituiti ai sensi del decreto
ministeriale 18 marzo 1998.

La presente circolare ha lo scopo di favorire i processi di
valutazione dei protocolli di ricerca sui medicinali, da parte dei
comitati etici istituiti ai sensi dei decreti del Ministero della
salute del 18 marzo 1998, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 122
del 28 maggio 1998.
Al fine di una interpretazione omogenea delle procedure
autorizzative, da parte dei soggetti coinvolti nelle sperimentazioni
cliniche (proponenti le ricerche cliniche e comitati etici), si
ritiene opportuno fornire i seguenti chiarimenti:
1. Regole per la trasparenza dei dati e la loro pubblicazione.
E’ impegno esplicito dello sponsor ed oggetto di valutazione da
parte dei comitati etici:
a) rendere pubblici e in maniera tempestiva i dati utilizzando
anche la sezione specifica dell’Osservatorio nazionale sulle
sperimentazioni cliniche, presente presso la Direzione generale
valutazione medicinali e farmacovigilanza
(http://oss-sper-clin.sanita.it);
b) non interrompere la sperimentazione stessa, se non sulla base
di una procedura pre-definita di valutazione, esplicitamente
concordata, e debitamente documentabile, con il coordinatore
scientifico e/o il coordinatore clinico dello studio;
c) non approvare protocolli di ricerca che non contengano
informazioni sufficienti per valutare questi due aspetti (o, ancor
piu’, che prevedono misure in qualsiasi modo contrarie o
restrittive);
d) motivare le decisioni (sia positive, sia negative) assunte dai
C.E. rispetto ai diversi protocolli rendendo esplicite le ragioni
relative ai contenuti, gli aspetti metodologici, la fattibilita’
locale.
2. Studi clinici non interventistici (“osservazionali”).
2.1. Si definisce sperimentazione non interventistica la studio
centrato su problemi e patologie nel cui ambito i medicinali sono
prescritti nel modo consueto conformemente alle condizioni fissate
nell’autorizzazione all’immissione in commercio. L’inclusione del
paziente in una determinata strategia terapeutica non e’ decisa in
anticipo dal protocollo di sperimentazione, ma rientra nella normale
pratica clinica e la decisione di prescrivere il medicinale e’ del
tutto indipendente da quella di includere il paziente nello studio.
2.2. I protocolli di ricerca devono adottare una metodologia
particolarmente rigorosa, dato che i risultati non sono protetti da
procedure di allocazione randomizzata di pazienti e/o interventi.
Come per gli studi clinici randomizzati devono essere definiti in
modo univoco e coerente:
a) le motivazioni e le ipotesi della ricerca;
b) le attese dello studio;
c) i criteri di analisi e di interpretazione dei risultati (siano
questi intesi come descrittivi o tali da suggerire, documentare,
confermare relazioni di casualita);
d) la proposta di analisi statistiche appropriate.
2.3. Valgono per gli studi osservazionali tutte le regole
applicabili alle sperimentazioni cliniche per quanto riguarda:
a) la trasparenza delle sponsorizzazioni ed i relativi aspetti
economici;
b) la proprieta’ dei dati e la trasparenza dei risultati;
c) il rispetto dei diritti dei partecipanti alla ricerca per
quanto concerne le informazioni sullo studio e la tutela della
privacy;
d) la possibilita’ di individuare un comitato scientifico che
abbia la responsabilita’ della gestione/conduzione dello studio.
2.4. Gli studi clinici dei medicinali di tipo non interventistico
“osservazionali” devono essere notificati ai comitati etici locali in
cui opera il ricercatore interessato. In base allo specifico statuto
di istituzione dei singoli comitati etici, questi potranno procedere
ad una formale approvazione oppure ad una semplice presa d’atto.
2.5. Nessun costo aggiuntivo sostenuto per la conduzione e la
gestione degli studi osservazionali deve gravare sui fondi del
Servizio sanitario nazionale.
3. Aspetti amministrativi relativi alle sperimentazioni cliniche
dei medicinali e agli studi osservazionali.
Fatta salva l’autonomia decisionale delle strutture coinvolte di
definire quote di pagamento per l’esame dei protocolli di studio che
vengono presentati, si sottolinea l’opportunita’ di adottare criteri
di ragionevolezza per gli aspetti economici relativi all’attivita’
istruttoria dei comitati, fino eventualmente a prevedere una totale
esenzione, per:
a) per studi promossi dai ricercatori operanti nel Servizio
sanitario nazionale;
b) nel caso di ricerche sponsorizzate da societa’ scientifiche
e/o istituti e associazioni che non hanno fini di lucro;
quanto sopraindicato si applica in special modo per protocolli che
prevedono il coinvolgimento di molte strutture (studi multicentrici)
per i quali il pagamento di quote ai singoli comitati etici puo’
limitare o impedire la conduzione dello studio stesso.
3.1. E’ compito e responsabilita’ dei comitati etici verificare
(eventualmente richiedendo documentazione supplementare) la effettiva
indipendenza da sponsor industriali dei proponenti di cui ai punti a)
e b), per quanto riguarda l’ideazione e la gestione complessiva delle
ricerche e dei loro risultati.
Roma, 2 settembre 2002

Il dirigente generale
per la valutazione dei medicinali
e la farmacovigilanza
Martini

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