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MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - DECRETO 3 settembre 2002: Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000. (GU n. 224 del 24-9-2002)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 3 settembre 2002

Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

Vista la direttiva n. 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979,
concernente la conservazione degli uccelli selvatici;
Vista la direttiva n. 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992,
relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali,
nonche’ della flora e della fauna selvatiche;
Vista la direttiva n. 97/62/CE del Consiglio del 27 ottobre 1997,
recante adeguamento al progresso tecnico e scientifico della
direttiva n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat
naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche;
Vista la risoluzione del Parlamento europeo sull’attuazione della
direttiva n. 92/43/CEE sugli habitat (2000/2111 (INI));
Visto il VI Programma di azione per l’ambiente della Comunita’
europea 2001-2010 (COM(2001)31);
Vista la comunicazione della Commissione europea al Consiglio e al
Parlamento “Piani d’azione a favore della biodiversita’:
conservazione delle risorse naturali, agricoltura, pesca e
cooperazione economica e cooperazione allo sviluppo” (COM(2001)162);
Visto il documento “La gestione dei siti della rete natura 2000 –
guida all’interpretazione dell’art. 6 della direttiva Habitat”,
preparato dalla Commissione europea per sostenere gli Stati membri
nella propria politica di attuazione della direttiva stessa e
pubblicato dall’ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunita’
europee nell’anno 2000;
Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183, recante “Norme per il
riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”;
Vista la legge 14 febbraio 1994, n. 124, recante “Ratifica ed
esecuzione della Convenzione sulla biodiversita’”, con annessi, fatta
a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante “Delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa” e successive integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997,
n. 357, recante il regolamento di attuazione della citata direttiva
n. 92/43/CEE;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
“Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15
marzo 1997, n. 59”;
Visto il decreto ministeriale 3 aprile 2000, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale, n. 95 del 22 aprile
2000 e successive modifiche e integrazioni;
Considerato che l’attuazione delle sopraccitate direttive
comunitarie, sia per quanto riguarda la conservazione degli habitat e
delle specie che per quanto riguarda la realizzazione della rete
Natura 2000, rappresenta uno dei piu’ importanti strumenti per
conseguire gli obiettivi della Convenzione sulla diversita’ biologica
nell’Unione europea e nei suoi Stati membri;
Considerata la necessita’ di garantire il mantenimento in uno stato
di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat di specie
per la cui tutela sono state designate le zone di protezione speciale
ai sensi della citata direttiva n. 79/409/CEE del Consiglio e sono
stati individuati i siti di interesse comunitario proposti di cui
alla citata direttiva n. 92/43/CEE del Consiglio;
Considerato che attraverso il regolamento (CE) n. 1260/1999 del
Consiglio del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi
strutturali [Gazzetta Ufficiale n. L 161, 26 giugno 1999], come
modificato dal regolamento (CE) n. 1447/2001 del Consiglio, del 28
giugno 2001, la Comunita’ nell’ambito della sua azione di
rafforzamento della coesione economica e sociale, si pone l’obiettivo
di inserire organicamente le esigenze della tutela ambientale nella
definizione e nella realizzazione dell’azione dei Fondi strutturali;
Considerata la necessita’ di elaborare misure di gestione per i
siti di Natura 2000 e istituire meccanismi di vigilanza corredati di
opportuni indicatori;
Considerato che la Direzione per la conservazione della natura del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e’ beneficiaria
del progetto LIFE-Natura 99 NAT/IT/006279 “Verifica della rete Natura
2000 in Italia: modelli di gestione” che ha come obiettivo principale
il reale avvio della rete Natura 2000 in Italia attraverso
l’individuazione di tipologie di SIC/ZPS, l’elaborazione di linee
guida per i piani di gestione dei SIC/ZPS a livello nazionale, la
redazione di nove piani di gestione pilota, interventi di
informazione e sensibilizzazione;
Considerato che la Direzione conservazione della natura del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, ai fini di
indirizzo generale, nell’ambito delle attivita’ del progetto
sopracitato, ha predisposto un manuale di orientamenti gestionali
modulati per tipologia di sito di supporto alla applicazione delle
presenti linee guida;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta
del 9 maggio 2002, che ha espresso parere favorevole;

Emana
le seguenti linee guida:

Scopo di queste linee guida e’ l’attuazione della strategia
comunitaria e nazionale rivolta alla salvaguardia della natura e
della biodiversita’, oggetto delle direttive comunitarie habitat
(dir. n. 92/43/CEE) e uccelli (dir. n. 79/409/CEE).
Le linee guida hanno valenza di supporto tecnico-normativo alla
elaborazione di appropriate misure di conservazione funzionale e
strutturale, tra cui i piani di gestione, per i siti della rete
Natura 2000.
Obiettivo generale della politica comunitaria attraverso i suoi
documenti ufficiali (VI Programma di azione per l’ambiente, piano
d’azione per la natura e la biodiversita’ del Consiglio d’Europa in
attuazione della convenzione per la biodiversita’, regolamento
comunitario sui fondi strutturali 2000-2006) e’ proteggere e
ripristinare il funzionamento dei sistemi naturali ed arrestare la
perdita della biodiversita’ nell’Unione europea e nel mondo …. La
rete comunitaria Natura 2000 si prefigge di tutelare alcune aree
importanti dal punto di vista ambientale e va realizzata nella sua
interezza. Lavorare per la realizzazione della rete Natura 2000
significa far si che la conservazione della biodiversita’ sia parte
integrante dello sviluppo economico e sociale degli Stati membri.
La guida all’interpretazione dell’art. 6 della direttiva habitat,
preparata dalla Commissione europea per sostenere gli Stati membri
nella propria politica di attuazione della direttiva stessa, vuole
facilitarne la comprensione da parte dei vari organismi e gruppi
interessati auspicando il suo completamento con criteri piu’
dettagliati redatti dagli stessi Stati membri. Lo scopo e l’approccio
di queste linee guida sono strettamente connessi a tale guida.
La rete Natura 2000 e’ costituita dall’insieme dei siti denominati
ZPS (Zone di Protezione Speciale) e SIC (Siti di Importanza
Comunitaria), attualmente proposti alla Commissione europea, e che al
termine dell’iter istitutivo saranno designati come ZSC (Zone
Speciali di Conservazione), i quali garantiranno la presenza, il
mantenimento e/o il ripristino di habitat e di specie peculiari del
continente europeo, particolarmente minacciati di frammentazione ed
estinzione. I criteri di selezione dei siti proposti dagli Stati
membri, descritti nell’allegato III della direttiva Habitat,
delineano il percorso metodologico per la costruzione della rete
europea denominata Natura 2000.
Elemento di carattere innovativo e’ l’attenzione rivolta dalla
direttiva alla valorizzazione della funzionalita’ degli habitat e dei
sistemi naturali. Si valuta infatti non solo la qualita’ attuale del
sito ma anche la potenzialita’ che hanno gli habitat di raggiungere
un livello di maggiore complessita’. La direttiva prende in
considerazione anche siti attualmente degradati in cui tuttavia gli
habitat abbiano conservato l’efficienza funzionale e che pertanto
possano ritornare verso forme piu’ evolute mediante l’eliminazione
delle ragioni di degrado.
Ogni sito Natura 2000, a prescindere dallo Stato membro di
appartenenza, deve essere parte integrante del sistema di aree
individuate per garantire a livello europeo la presenza e la
distribuzione degli habitat e delle specie considerate di particolare
valore conservazionistico. Il concetto di rete Natura 2000 raccoglie
cosi’ in modo sinergico la conoscenza scientifica, l’uso del
territorio e le capacita’ gestionali, finalizzate al mantenimento
della biodiversita’ a livello di specie, di habitat e di paesaggio.
Scopo ultimo della direttiva, infatti, non e’ solamente individuare
il modo migliore per gestire ciascun sito, ma anche costituire con
l’insieme dei siti una “rete coerente”, ossia funzionale alla
conservazione dell’insieme di habitat e di specie che li
caratterizzano.
Di conseguenza l’analisi di un sito, per il quale devono essere
individuate misure di conservazione ed eventualmente elaborato un
piano di gestione, deve comprendere la sua collocazione nel quadro
della rete. Quest’ultima infatti non deve essere un semplice
assemblaggio di siti, ma una selezione di aree in cui sia possibile
la conservazione della specie e/o dell’habitat di interesse
comunitario. Cio’ significa …

[Continua nel file zip allegato]

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