MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - CIRCOLARE 22 novembre 2001: Esplicazioni relative alle modalita' di affidamento in concessione a terzi della gestione del servizio idrico integrato, a norma dell'art. 20, comma 1, della legge 5 gennaio 1994, n. 36. | Architetto.info

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO – CIRCOLARE 22 novembre 2001: Esplicazioni relative alle modalita’ di affidamento in concessione a terzi della gestione del servizio idrico integrato, a norma dell’art. 20, comma 1, della legge 5 gennaio 1994, n. 36.

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - CIRCOLARE 22 novembre 2001: Esplicazioni relative alle modalita' di affidamento in concessione a terzi della gestione del servizio idrico integrato, a norma dell'art. 20, comma 1, della legge 5 gennaio 1994, n. 36. - GAB/2001/11560/B01 (GU n. 280 del 1-12-2001)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

CIRCOLARE 22 novembre 2001

Esplicazioni relative alle modalita’ di affidamento in concessione a
terzi della gestione del servizio idrico integrato, a norma dell’art.
20, comma 1, della legge 5 gennaio 1994, n. 36. – GAB/2001/11560/B01

Nell’adottare il presente decreto, si intende chiarire il principio
informatore, nonche’ le aspettative giuridiche, cui esso risponde.
La volonta’ di introdurre uno strumento di attuazione dell’art. 20
della legge 5 gennaio 1994, n. 36, agile e rapido, perfettamente
rispondente ai principi della massima trasparenza e nel contempo
garantistico delle esigenze e degli interessi di tutti, ha suggerito
il ricorso, unicamente, allo strumento della gara pubblica ed ancor
piu’ specificatamente alla procedura aperta, alla quale possono
partecipare tutti i soggetti interessati, presentando un’offerta,
come previsto nel decreto stesso, ancor piu’ che alla procedura
ristretta, alla quale partecipano solo i candidati prescelti ed
invitati dal soggetto aggiudicatore, trascurando del tutto, invece,
di prendere, sia pure in semplice considerazione la terza ipotesi,
vale a dire quella della procedura negoziata.
E’ noto come la nostra cultura giuridica e la giurisprudenza
abbiano considerato con profondo disfavore la gara a trattativa
privata, a motivo delle molteplici ipotesi di favoritismi che con
tale procedura e’ piu’ agevole assicurare; critica alla quale non si
sottrae del tutto, a dire il vero, neppure la procedura ristretta, la
quale consente al soggetto aggiudicatore di ampliare o restringere la
rosa degli invitati, a seconda dell’umore.
Ne’ tali preoccupazioni risultano del tutto tacitate dal fatto che
le procedure da ultimo richiamate, ma soprattutto la prima (procedura
negoziata), siano attuate con o nei confronti di altri soggetti
pubblici o di societa’ a partecipazione mista (pubblica e privata),
sia che veda il soggetto pubblico in posizione maggioritaria, che
minoritaria, dal momento che queste ultime, risultano, comunque, in
aperta violazione delle normative CEE.
Tale normativa, costituita dalla direttiva del Consiglio
dell’Unione europea n. 92/50 del 18 giugno 1992, modificata dalla
direttiva n. 52/97, recepita con il decreto legislativo 25 febbraio
2000, n. 65, condanna simili procedure, tanto che la Commissione
europea, anche a seguito di sentenze della Corte di giustizia in
materia di appalti pubblici, sin dal 1999, ha avviato nei confronti
dell’Italia, una procedura di infrazione, la n. 2184, nella quale
sono confluiti i reclami presentati a proposito dell’assegnazione
della gestione del servizio idrico integrato da parte dell’ATO 4 Alto
Valdarno e nella quale pare si vogliano far confluire anche altri
reclami.
Ancor piu’ di recente, in data 8 novembre 2000, la Commissione
europea ha avviato altra procedura di infrazione, sempre nei nostri
confronti, in quanto si ritiene che le modalita’ di affidamento dei
servizi pubblici locali, previste dall’art. 22 del decreto
legislativo n. 142/1990, travasate quasi integralmente nell’art. 113
del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali
(decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), siano in contrasto con
la citata direttiva n. 92/50, che coordina le procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, modificata dalla
direttiva n. 52/97, come gia’ detto recepita con il decreto
legislativo n. 65/2000 e con la direttiva n. 93/38 che coordina, tra
le altre, le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di
energia, nonche’ con i principi di trasparenza e di parita’ di
trattamento.
E’ a tutti noto che l’ordinamento giuridico sovranazionale,
instauratosi a seguito dei Trattati di Roma e di Maastricht, prevale
su quello dei singoli Stati, ingenerando in essi un nuovo ordinamento
che trova, in via diretta ed immediata, applicazioni in ciascuno di
essi.
Affinche’ tutti gli operatori pubblici siano pienamente consapevoli
della responsabilita’ che assumono, sia penale che contabile, facendo
ricorso alla procedura dell’affidamento diretto, va detto con estrema
chiarezza che la gestione del servizio idrico integrato non deve, in
alcun caso, risultare contraria alle norme degli articoli 49 e
seguenti del trattato CE e dei principi di trasparenza e parita’ di
trattamento.
Ne consegue che quegli enti pubblici ed i loro amministratori, i
quali, ignorando quanto sopra, continueranno a fare ricorso
all’affidamento diretto, del servizio idrico integrato, sia nei
confronti di una societa’ pubblica e/o partecipata, non potranno
ritenersi esenti dal dovere di reintegrare il danno arrecato
all’Italia, sia sotto il profilo dell’immagine internazionale, che
dei costi necessari ad adempiere alla condanna inflitta.
A tal proposito va chiarito che per amministrazioni aggiudicatrici
si intendono: lo Stato, gli enti pubblici territoriali e le loro
unioni, consorzi ed associazioni, gli altri enti non economici e gli
organismi di diritto pubblico, dovendosi intendere come tali
qualsiasi organismo con personalita’ giuridica, istituito per
soddisfare bisogni di interesse generale, aventi carattere non
industriale e commerciale e la cui attivita’ sia finanziata, in modo
maggioritario, dallo Stato.
Roma, 22 novembre 2001
Il Ministro: Matteoli

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO – CIRCOLARE 22 novembre 2001: Esplicazioni relative alle modalita’ di affidamento in concessione a terzi della gestione del servizio idrico integrato, a norma dell’art. 20, comma 1, della legge 5 gennaio 1994, n. 36.

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