MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - DECRETO 23 novembre 2001 | Architetto.info

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO – DECRETO 23 novembre 2001

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - DECRETO 23 novembre 2001 - Dati, formato e modalita' della comunicazione di cui all'art. 10, comma 1, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372. (GU n. 37 del 13-2-2002- Suppl. Ordinario n.29)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 23 novembre 2001

Dati, formato e modalita’ della comunicazione di cui all’art. 10,
comma 1, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

Vista la direttiva 96/61/CE del Consiglio del 24 settembre 1996
sulla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento;
Visto il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372, recante
“Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e
riduzione integrate dell’inquinamento”, ed, in particolare, l’art.
10, comma 2, secondo cui i dati e il formato della comunicazione
prevista dal comma 1 del medesimo articolo sono individuati con
decreto del Ministro dell’ambiente, conformemente a quanto stabilito
dalla Commissione europea;
Vista la legge 21 gennaio 1994, n. 61, recante “Disposizioni
urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione
dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA)” ed il
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1997, n. 335, che ha
introdotto il regolamento concernente la disciplina delle modalita’
di organizzazione dell’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente in strutture operative;
Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39, recante
attuazione della direttiva 90/313/CEE concernente la liberta’ di
accesso alle informazioni in materia ambientale;
Vista la decisione della Commissione europea 2000/479 del 17
luglio 2000 sull’attuazione del Registro europeo delle emissioni
inquinanti (EPER, European Pollutant Emission Register) ai sensi
dell’art. 15 della direttiva 96/61/CE e il documento intitolato
“Guidance Document on EPER implementation according to Art. 3 of the
Commission Decision of 17 July 2000 (2000/479/EC)”;
Considerato il carattere innovativo del processo che si avviera’
con la prima dichiarazione, riguardante i dati dell’anno 2001;
Considerato quindi che la prima dichiarazione servira’ anche a
sperimentare il procedimento di raccolta dei dati, che si assestera’,
qualitativamente, con le dichiarazioni degli anni successivi;

Decreta:

Art. 1.
Finalita’

1. Il presente decreto, conformemente a quanto disposto dalla
Commissione europea, stabilisce i dati, il formato e le modalita’
della comunicazione di cui all’art. 10, comma 1, del decreto
legislativo 4 agosto 1999, n. 372.

Art. 2.
Definizioni

1. Ferme restando le definizioni di cui all’art. 2 del decreto
legislativo n. 372/99, ai fini del presente decreto si intende per:
1) Complesso IPPC: struttura industriale o produttiva costituita
da uno o piu’ impianti nello stesso sito in cui lo stesso gestore
svolge una o piu’ delle attivita’ elencate nell’allegato I del
decreto legislativo n. 372/99.
2) Scarico diretto: emissione di sostanze direttamente nell’aria e
nell’acqua.
3) Scarico indiretto: emissione di sostanze nell’acqua per
trasferimento, tramite fognatura, ad un impianto di depurazione
esterno al complesso IPPC.
4) Validazione: controllo al fine di assicurare la completezza e
la consistenza di ogni singola comunicazione e dell’insieme delle
comunicazioni, in conformita’ al presente decreto.

Art. 3.
Dati e formato della comunicazione

1. I dati ed il formato della comunicazione di cui all’art. 1 sono
stabiliti negli allegati 1 e 2, contenenti le Linee guida e il
Questionario per la dichiarazione delle emissioni.

Art. 4.
Modalita’ e scadenze della comunicazione

1. Tutti i gestori di complessi IPPC comunicano all’autorita’
competente di cui all’art. 2, comma 1, numero 8), del decreto
legislativo 372/99 e all’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente, di seguito denominata ANPA, secondo le modalita’
indicate all’art. 3, entro il 1 giugno del 2002, i dati
identificativi del complesso e, nel caso in cui siano superati i
valori soglia di cui alle tabelle 1.6.2 e 1.6.3 dell’allegato I,
anche i dati sulle emissioni, relativi all’anno 2001.
2. Entro il 30 aprile di ogni anno, a partire dall’anno 2003,
tutti i gestori di complessi IPPC le cui emissioni superano i valori
soglia di cui alle tabelle 1.6.2 e 1.6.3 dell’allegato I, comunicano
all’autorita’ competente di cui al comma 1 e all’ANPA, secondo le
modalita’ indicate all’art. 3, i dati relativi all’anno precedente.
3. Le autorita’ competenti di cui al comma 1, diverse
dall’autorita’ statale, trasmettono all’ANPA, previa validazione, le
comunicazioni relative all’anno precedente, entro il 30 settembre
2002 per quanto riguarda i dati relativi all’anno 2001, ed entro il
30 giugno di ogni anno per quanto riguarda i dati relativi agli anni
successivi.
4. I gestori di complessi IPPC e le autorita’ competenti di cui al
precedente comma trasmettono i dati previsti dal presente articolo
all’ANPA per via telematica, secondo le modalita’ indicate al punto
1.1 dell’allegato 1.
5. L’ANPA elabora e trasmette i dati di cui al presente articolo
al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, di seguito
denominato Ministero, entro il 31 dicembre 2002 per quanto riguarda i
dati relativi all’anno 2001, ed entro il 30 novembre di ogni anno per
quanto riguarda i dati relativi agli anni successivi. La trasmissione
e’ effettuata anche ai fini del successivo invio dei dati alla
Commissione europea.

Art. 5.
Pubblicita’ dei dati

1. L’ANPA e il Ministero assicurano, nel rispetto del decreto
legislativo 24 febbraio 1997, n. 39, e conformemente a quanto
stabilito dalla Commissione europea, l’accesso del pubblico ai dati
di cui al presente decreto, anche attraverso l’istituzione di un
Inventario nazionale delle emissioni e delle loro sorgenti, aperto
alla consultazione secondo le modalita’ indicate al punto 1.1
dell’allegato 1.

Art. 6.
Revisione ed aggiornamento

1. Entro il 2004, alla luce del primo ciclo di comunicazione dei
dati alla Commissione europea e degli sviluppi concernenti il
Registro europeo delle emissioni inquinanti, l’ANPA puo’ sottoporre
al Ministero proposte di revisione delle Linee guida e del
Questionario allegati al presente decreto e delle modalita’ di
comunicazione, anche ai fini di integrare le procedure di
comunicazione e di trasmissione dei dati al Modello unico di
dichiarazione ambientale di cui alla legge 25 gennaio 1994, n. 70.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 23 novembre 2001
Il Ministro: MATTEOLI
Registrato alla Corte dei conti l’8 gennaio 2002
Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle infrastrutture ed
assetto del territorio, registro n. 1, foglio n. 17

Allegato 1

1.1 LA DICHIARAZIONE E LE LINEE GUIDA
DICHIARAZIONE – In base alla presente normativa i complessi
produttivi IPPC sono tenuti ad una dichiarazione annuale che
riguarda: informazioni per l’identificazione del complesso e delle
attivita’ sorgenti di emissioni che vi sono svolte, informazioni
sulle emissioni in aria ed acqua di sostanze o gruppi di sostanze
stabiliti, se superiori a determinati valori soglia.
La dichiarazione si compone essenzialmente di tre parti. La prima
parte riguarda l’identificazione del complesso produttivo e delle
attivita’ sorgenti di emissioni che vi sono svolte. La seconda parte
riguarda le emissioni in aria. La terza parte riguarda le emissioni
in acqua (nel questionario e’ presente anche una quarta parte, che e’
relativa alle emissioni in acqua).
Le informazioni dichiarate andranno a costituire l’Inventario
nazionale INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti)
e il Registro EPER (European Pollutant Emission Register). Attraverso
l’Inventario INES e il Registro EPER le informazioni saranno rese
pubbliche.
Nel 2002 tutti i complessi IPPC devono dichiarare i dati relativi al
2001. I complessi IPPC che, in base ai criteri riportati nel presente
allegato, non hanno emissioni da dichiarare devono compilare solo la
prima parte del questionario relativa all’identificazione del
complesso IPPC (in questo caso i dati non saranno resi pubblici). I
complessi IPPC che, in base ai criteri riportati nel presente
allegato, hanno emissioni da dichiarare, devono compilare il
questionario anche per le parti relative alle emissioni in aria e/o
acqua.
Le dichiarazioni successive all’anno 2002 riguarderanno solo i
complessi IPPC che, in base ai criteri riportati nel presente
allegato, hanno emissioni da dichiarare.
Le dichiarazione devono essere inviate contemporaneamente alla
propria autorita’ competente e all’ANPA entro il 30 marzo.
Le modalita’ di invio saranno definite e diffuse in tempo utile,
tramite internet, sul sito dell’Agenzia Nazionale per la Protezione
dell’Ambiente (www.sinanet.anpa.it e/o www.anpa.it).
LINEE GUIDA – Le linee guida, che contengono le istruzioni per la
dichiarazione, sono rivolte agli operatori dei complessi produttivi.
Esse, dopo aver messo l’operatore del complesso in grado di capire se
deve dichiarare o meno, guidano il dichiarante nel reporting: quali
informazioni acquisire, come acquisirle e come dichiararle.
Nelle linee guida sono riportati criteri e modalita’ per la
produzione dei dati. Cio’ che e’ richiesto al dichiarante e’ di porre
grande attenzione alla qualita’ dei dati e di fornire, secondo le
indicazioni delle linee guida, i migliori dati possibili.
Le linee guida si compongono dei seguenti capitoli: “Criteri ed
indicazioni per la dichiarazione” dove sono riportate tutte le
indicazioni necessarie per una corretta compilazione del
questionario: chi deve dichiarare, quali inquinanti dichiarare e
quando dichiararli, come acquisire e come esprimere i dati di
emissione. Sono inoltre riportati elenchi di riferimenti nazionali ed
internazionali dove si possono trovare informazioni utili per la
produzione dei dati di emissione; “Particolarita’” dove sono
riportate indicazioni per risolvere alcune difficolta’ che si possono
incontrare nella dichiarazione; “Riferimenti” che e’ un elenco di
tutti i riferimenti normativi nazionali e comunitari che sono alla
base della dichiarazione delle emissioni in aria ed acqua di origine
industriale; “Glossario” che contiene le definizioni di alcuni
termini e acronimi usati nel testo (una piccola “g” posta in apice ad
una parola nel testo indica che nel “Glossario” si puo’ trovare la
sua definizione); “Allegati” dove sono riunite tutte le tabelle e le
figure alle quali si fa riferimento nelle linee guida ed anche nel
questionario.
Le linee guida saranno sottoposte a processi di revisione annuali in
base agli sviluppi del registro europeo EPER e della normativa
ambientale nazionale ed internazionale.
La consultazione delle linee guida e’ indispensabile per la corretta
compilazione del questionario.
Le presenti Linee Guida sono disponibili sul sito Internet
dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente
(www.sinanet.anpa.it e/o www.anpa.it).
L’Inventario Nazionale delle Emissioni e delle loro Sorgenti e’ reso
disponibile, per la consultazione da parte del pubblico, sui siti
Internet www.minambiente.it e www.sinanet.anpa.it
1.2 CRITERI ED INDICAZIONI PER LA DICHIARAZIONE
1.2.1 Il complesso IPPC
L’unita’ dichiarante e’ il complesso IPPCg. Per complesso si intende
una struttura industriale o piu’ genericamente produttiva costituita
da uno o piu’ impiantig nello stesso sitog, in cui lo stesso
operatore svolge una o piu’ attivita’.
Un complesso e’ detto IPPC quando al suo interno e’ svolta almeno
un’attivita’ IPPC (vedi paragrafo successivo). Un complesso e’ detto
non IPPC quando al suo interno non e’ svolta alcuna attivita’ IPPC.
1.2.2 Le attivita’ IPPC
Le attivita’ IPPC sono le attivita’ dell’allegato I della Direttiva
IPPC. Esse sono riportate in Tab. 1.6.1. Se un’attivita’ non e’
compresa in Tab.1.6.1, e’ definita attivita’ non IPPC.
In Tab. 1.6.1 le attivita’ IPPC sono distinte in categorie; ciascuna
categoria e’ identificata da un codice IPPC a due cifre. Il codice
IPPC ad una cifra identifica gruppi di categorie di attivita’. A
ciascuna categoria e’ poi associato uno o piu’ codici NOSE-Pg (cinque
cifre) e uno o piu’ codici NACEg.
Come si puo’ vedere in Tab.1.6.1, alle categorie spesso e’ associato
un valore soglia1 riferito alla potenza termica installata o alla
capacita’ produttiva.
Quando alla categoria di attivita’ e’ associato un valore soglia, si
intende che solo le attivita’ con potenza o capacita’ superiore al
valore soglia sono attivita’ IPPC.
Quando alla categoria di attivita’ non e’ associato alcun valore
soglia, si intende che tutte le attivita’ di questa categoria sono
attivita’ IPPC.
Se piu’ attivita’ della stessa categoria sono svolte nel medesimo
complesso, le capacita’ di queste installazioni devono essere sommate
per ottenere la capacita’ della categoria (ovviamente le capacita’
devono essere espresse nella stessa unita’ di misura per essere
sommate).
Esempio: Se in un complesso ci sono due caldaie di 40 e 25 MWth
rispettivamente, le singole capacita’ devono essere sommate per
ottenere la capacita’ della categoria, che sara’ pari a 65 MWth. (In
questo esempio mentre le singole capacita’ sono inferiori, la somma
e’ superiore al valore soglia per la categoria 1.1)
Ciascuna attivita’ sorgente di emissione e’ dunque identificata da
una terna di codici: un codice IPPC, uno NOSE-P e uno NACE.
1.2.3 Gli inquinanti e i valori soglia
Nelle Tab. 1.6.2 e 1.6.3 sono riportati gli inquinanti2 le cui
emissioni rispettivamente in aria ed in acqua sono da dichiarare. Gli
inquinanti sono generalmente accompagnati da indicazioni per la loro
identificazione e da un valore soglia espresso in kg per anno (kg/a).
L’emissione di un inquinante deve essere dichiarata quando
l’emissione totale del complesso IPPC dichiarante e’ superiore al
valore soglia.
Eccezioni:
1. Le emissioni totali annue di anidride solforosa e di ossidi di
azoto provenienti da impianti di combustione con potenza termica
nominale pari o superiore a 50 MW (categoria IPPC 1.1),
indipendentemente dal tipo di combustibile utilizzato (solido,
liquido o gassoso) devono essere dichiarate anche se inferiori al
valore soglia.
2. Per quanto riguarda il selenio e i policlorobifenili in Tab. 1.6.2
e il nonilfenolo e il pentaclorobenzene in Tab. 1.6.3,
provvisoriamente non accompagnati da indicazioni per
l’identificazione e da valori soglia, si raccomanda di dichiarare
comunque l’emissione in caso di presenza dell’inquinante.
1.2.6 Chi deve dichiarare?
—-> Vedere figura a pag. 18 del S.O.

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO – DECRETO 23 novembre 2001

Architetto.info