MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 23 gennaio 2012 | Architetto.info

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 23 gennaio 2012

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 23 gennaio 2012 - Sistema nazionale di certificazione per biocarburanti e bioliquidi. (12A01145) - (GU n. 31 del 7-2-2012 )

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

DECRETO 23 gennaio 2012

Sistema nazionale di certificazione per biocarburanti e bioliquidi.
(12A01145)

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

di concerto con

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
e
IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 «Attuazione della
direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti
rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle
direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE» e in particolare gli articoli 24,
33, 38 e 39;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 2011, n. 55 «Attuazione della
direttiva 2009/30/CE, che modifica la direttiva 98/70/CE, per quanto
riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e
gasolio, nonche’ l’introduzione di un meccanismo inteso a controllare
e ridurre le emissioni di gas a effetto serra, modifica la direttiva
1999/32/CE per quanto concerne le specifiche relative al combustibile
utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la
direttiva 93/12/CEE», ed in particolare l’art. 2, comma 6;
Visto il decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, come modificato dal
comma 1 dell’art. 33 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il
Ministro dell’economia e delle finanze del 29 aprile 2008, n.110,
«Regolamento recante criteri, condizioni e modalita’ per l’attuazione
dell’obbligo dell’immissione in consumo nel territorio nazionale di
una quota minima di biocarburanti, ai sensi dell’art. 1, comma 368,
punto 3, della legge n.296/2006.»;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto
con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il
Ministro dell’economia e delle finanze del 29 aprile 2008, n.100,
«Regolamento recante sanzioni amministrative per il mancato
raggiungimento dell’obbligo di immissione in consumo di una quota
minima di biocarburanti, ai sensi dell’art. 2-quater, comma 2, della
legge 11 marzo 2006, n. 81, cosi’ come sostituito dall’art. 1, comma
368, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.»;
Vista la Comunicazione della Commissione 2010/C 160/01 sui sistemi
volontari e i valori standard da utilizzare nel regime UE di
sostenibilita’ per i biocarburanti;
Vista la Comunicazione della Commissione 2010/C 160/02
sull’attuazione pratica del regime UE di sostenibilita’ per i
biocarburanti e sulle norme di calcolo per i biocarburanti;
Vista la Decisione della Commissione 2010/335/CE relativa alle
linee direttrici per il calcolo degli stock di carbonio nel suolo ai
fini dell’allegato V della direttiva 2009/28/CE;
Vista la Decisione della Commissione C(2011) 36 del 12 gennaio 2011
relativa ad alcuni tipi di informazioni sui biocarburanti e i
bioliquidi che gli operatori economici devono presentare agli Stati
membri;
Visto il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 22
dicembre 2009 recante prescrizioni relative all’organizzazione ed al
funzionamento dell’unico organismo nazionale italiano autorizzato a
svolgere attivita’ di accreditamento in conformita’ al Regolamento
(CE) n. 765/2008;
Visto il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 22
dicembre 2009 recante designazione di «ACCREDIA» quale unico
organismo nazionale italiano autorizzato a svolgere attivita’ di
accreditamento e vigilanza del mercato;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, e successive
modificazioni ed integrazioni «Norme in materia ambientale»;
Visto il Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili
dell’Italia, trasmesso in data 29 luglio 2010 alla Commissione
europea, con il quale e’ stata fornita una panoramica sintetica della
politica nazionale in materia di energie rinnovabili descrivendo gli
obiettivi e le principali linee di azione strategica;

Decreta:

Art. 1

Finalita’ del decreto

1. Ai fini di cui all’art. 7-bis, comma 5, del decreto legislativo
21 marzo 2005, n.66, come introdotto dal comma 6 dell’art. 1 del
decreto legislativo 31 marzo 2011, n.55, di cui agli articoli 24, 33,
38 e 39, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, e allo scopo di
garantire che la attendibilita’ delle informazioni che concorrono
alla dimostrazione del rispetto dei criteri di sostenibilita’ di
biocarburanti e bioliquidi e delle informazioni sociali e ambientali
fornite dagli operatori economici appartenenti alla filiera di
produzione degli stessi sia accertata tramite un adeguato livello di
verifica indipendente, il presente decreto stabilisce ai sensi del
comma 6 dell’art. 2 del decreto legislativo 31 marzo 2011 n. 55:
a) le modalita’ di funzionamento del Sistema nazionale di
certificazione della sostenibilita’ dei biocarburanti e dei
bioliquidi;
b) le procedure di adesione allo stesso sistema;
c) le procedure per la verifica degli obblighi di informazione di
cui all’art. 7-quater, comma 5, del decreto legislativo 21 marzo
2005, n. 66, come introdotto dal comma 6 dell’art. 1 del decreto
legislativo 31 marzo 2011 n. 55;
d) le disposizioni che gli operatori ed i fornitori devono
rispettare per l’utilizzo del sistema di equilibrio di massa di cui
all’art. 7-quater, comma 4, del decreto legislativo 21 marzo 2005, n.
66, come introdotto dal comma 6 dell’art. 1 del decreto legislativo
31 marzo 2011 n. 55.

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto, si applicano le definizioni del
decreto legislativo 31 marzo 2011 n.55 nonche’ quelle del decreto
legislativo 3 marzo 2011, n. 28.
2. Si applicano inoltre le seguenti definizioni:
a) Organismo di Accreditamento: l’organismo designato, ai sensi
del Regolamento (CE) N. 765/2008, dall’art. 2 del Decreto del
Ministero dello Sviluppo Economico del 22 dicembre 2009 recante
designazione di «ACCREDIA» quale unico organismo nazionale
autorizzato a svolgere attivita’ di accreditamento e vigilanza del
mercato;
b) Accreditamento: attestazione da parte dell’Organismo di
Accreditamento che certifica che un determinato organismo di
certificazione soddisfa i criteri stabiliti da norme armonizzate e,
ove appropriato, ogni altro requisito supplementare, compresi quelli
definiti nei rilevanti programmi settoriali, per svolgere una
specifica attivita’ di valutazione della conformita’;
c) Sistema di certificazione: regole, procedure e modello
gestionale per eseguire la valutazione della conformita’;
d) Valutazione della conformita’: la procedura atta a dimostrare
se le prescrizioni specifiche relative a un prodotto, a un processo,
a un servizio, a un sistema, a una persona o a un organismo siano
state rispettate;
e) Organismo di certificazione: un organismo che svolge attivita’
di valutazione della conformita’, fra cui tarature, prove,
certificazioni e ispezioni;
f) Schema di certificazione: insieme di regole e procedure
definite, nonche’ attivita’ svolte dagli organismi di certificazione
per l’attestazione di conformita’ di un servizio o di una persona;
g) Sistema di equilibrio di massa: sistema di cui all’art.
7-quater, comma 4 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n.66, come
introdotto dal comma 6 dell’art. 1 del decreto legislativo 31 marzo
2011 n.55 secondo il quale le informazioni sulle caratteristiche di
sostenibilita’ rimangono associate alla partita;
h) Processo: attivita’ o insieme di attivita’ che trasformano un
prodotto in ingresso in un prodotto in uscita;
i) Certificato di sostenibilita’: dichiarazione redatta
dall’ultimo operatore della catena di consegna, con valore di
autocertificazione ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni,
contenente le informazioni necessarie a garantire che la partita di
biocarburante o bioliquido sia sostenibile;
l) Sistema di rintracciabilita’: sistema costituito da tutti i
dati e le operazioni (procedure) che consentono di mantenere le
informazioni desiderate su un prodotto attraverso tutta o parte della
sua catena di consegna e utilizzo successivo;
m) Informazioni sociali e ambientali: le informazioni di cui al
comma 5, dell’art. 7-quater del decreto legislativo 21 marzo 2005, n.
66, come introdotto dal comma 6 dell’art. 1 del decreto legislativo
31 marzo 2011 n. 55;
n) Autorita’ Nazionali Competenti: il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali e il Ministero dello Sviluppo
Economico;
o) Certificato di conformita’ dell’azienda: certificato
rilasciato dall’ organismo di certificazione all’operatore economico
a seguito della verifica iniziale di cui all’art. 5 comma 2 lettera
a), che lo autorizza a dichiarare di essere sotto il controllo di
tale organismo e a rilasciare la dichiarazione di conformita’ e il
certificato di sostenibilita’ nei casi indicati all’articolo 7;
p) Catena di consegna ovvero catena di custodia: metodologia che
permette di creare un nesso tra le informazioni o le asserzioni
relative alle materie prime o ai prodotti intermedi e le asserzioni
riguardanti i prodotti finali. Tale metodologia comprende tutte le
fasi dalla produzione delle materie prime fino alla fornitura del
biocarburante o bioliquido destinato al consumo;
q) Filiera di produzione: tutte le attivita’ dell’operatore
economico che concorrono alla produzione, trasporto, trasformazione,
fornitura del biocarburante o bioliquido;
r) Lotto di sostenibilita’: quantita’ di prodotto (definito
dall’operatore economico) che garantisce la tracciabilita’ dello
stesso ai fini della determinazione delle emissioni di gas ad effetto
serra per unita’ di energia e/o risparmio di emissioni di gas ad
effetto serra grazie all’uso di biocarburanti, degli ulteriori
criteri di sostenibilita’ previsti dall’ articolo 7-ter del decreto
legislativo 21 marzo 2005, n.66, come introdotto dal comma 6
dell’art. 1 del decreto legislativo 31 marzo 2011 n.55 e della
gestione del sistema di bilancio di massa;
s) Utilizzatore: ogni persona fisica o giuridica che utilizza i
bioliquidi per scopi energetici diversi dal trasporto;
t) Dichiarazione di conformita’: dichiarazione redatta, con
valore di autocertificazione ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive
modificazioni, da ogni operatore economico cedente il prodotto in
uscita dalla propria fase o fasi della catena di consegna del
biocarburante e bioliquido, incluso il trasporto, che viene
rilasciata, in accompagnamento alla partita, all’operatore economico
successivo;
u) Partita: quantita’ di prodotto avente caratteristiche
chimico-fisiche omogenee.
3. La definizione di operatore economico di cui all’art. 2, comma
1, lettera i-septies), del decreto legislativo 21 marzo 2005, n.66,
come introdotto dal comma 2 dell’art. 1 del decreto legislativo 31
marzo 2011 n.55 include ogni persona fisica o giuridica stabilita
nella Comunita’ o in uno Paese terzo che offre o mette a disposizione
di terzi contro pagamento o gratuitamente biocarburanti e bioliquidi
destinati al mercato comunitario e ogni persona fisica o giuridica
stabilita nella Unione Europea che produce biocarburanti e bioliquidi
e li utilizza successivamente per proprio conto sul territorio
nazionale, nonche’ ogni persona fisica o giuridica stabilita nella
Unione Europea o in uno Paese terzo che offre o mette a disposizione
di terzi contro pagamento o gratuitamente materie prime, prodotti
intermedi, rifiuti, sottoprodotti o loro miscele per la produzione di
biocarburanti e bioliquidi destinati al mercato comunitario. Non e’
considerato operatore economico il produttore di rifiuti che
conferisce gli stessi al consorzio di cui all’art. 233 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sue modifiche e integrazioni.

Art. 3

Sistema nazionale di certificazione dei biocarburanti e dei
bioliquidi

1. Il Sistema nazionale di certificazione dei biocarburanti e dei
bioliquidi e’ costituito:
a) dall’organismo di accreditamento che accredita gli organismi
di certificazione per lo specifico schema di certificazione di cui al
presente decreto;
b) dagli organismi di certificazione, in possesso dell’
accreditamento di cui alla lettera a) i quali effettuano la verifica
indipendente delle informazioni presentate dagli operatori economici
ai sensi dell’art. 7-quater, comma 3 del decreto legislativo 21 marzo
2005, n.66, come introdotto dal comma 6 dell’art. 1 del decreto
legislativo 31 marzo 2011 n.55, e rilasciano il certificato di
conformita’ dell’azienda;
c) dallo schema di certificazione in base al quale gli organismi
di certificazione verificano le informazioni fornite dagli operatori
economici e rilasciano il certificato di conformita’ dell’azienda;
d) dagli operatori economici che si sottopongono a verifiche da
parte degli organismi di cui in b) e che adottano un sistema di
rintracciabilita’ basato sull’equilibrio di massa che assicuri la
corretta attuazione e il mantenimento della catena di consegna
secondo quanto previsto dal presente decreto.

Art. 4

Schema di certificazione

1. L’Organismo di Accreditamento accredita gli organismi di
certificazione ai sensi della norma UNI CEI EN 45011:1999 «requisiti
generali relativi agli organismi che gestiscono sistemi di
certificazione di prodotti» e a tal fine definisce una regola tecnica
che stabilisce gli elementi di cui al comma 2, lettere f), g) e h),
richiesti per l’accreditamento.
2. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 31 marzo
2011 n.55 e da altri atti comunitari di valore vincolante e dal
presente decreto, lo schema di certificazione e’ costituito dai
seguenti elementi:
a) qualifica dell’operatore e tracciabilita’ di cui alla norma
UNI TS11429;
b) gestione del sistema di equilibrio di massa conformemente
all’art. 10 e alla norma UNI sull’equilibrio di massa;
c) metodologia di calcolo delle emissioni di gas ad effetto serra
conformemente all’art. 9 e all’allegato II;
d) modalita’ di rilascio del certificato di conformita’
dell’azienda conformemente all’art. 6;
e) documentazioni rilasciate dagli operatori in accompagnamento
al prodotto conformemente all’art. 7;
f) valutazione del rischio e metodologia per stabilire la
frequenza delle verifiche ispettive definita come previsto al comma
1;
g) modalita’ di svolgimento delle verifiche di conformita’ da
parte dell’organismo di certificazione, inclusa l’opzione delle
verifiche di gruppo di cui all’art. 5, comma 4, definite come
previsto al comma 1 e conformemente all’art. 5;
h) qualifica del personale utilizzato per le verifiche definita
come previsto al comma 1.
3. L’organismo di accreditamento vigila, sulla base dei regolamenti
esistenti, sull’operato degli organismi di certificazione cui assegna
un codice identificativo. In caso di inadempienze da parte degli
organismi di certificazione, l’organismo di accreditamento provvede
alla revoca o alla sospensione dell’accreditamento. L’organismo di
accreditamento comunica alle Autorita’ Nazionali Competenti tutti i
provvedimenti sanzionatori assunti a carico degli organismi di
certificazione.
4. Le modalita’ della partecipazione delle Autorita’ Nazionali
Competenti alle attivita’ di accreditamento sono regolate ai sensi
dell’art. 4, comma 2, del decreto del Ministero dello sviluppo
economico del 22 dicembre 2009 recante prescrizioni relative
all’organizzazione ed al funzionamento dell’unico organismo nazionale
italiano autorizzato a svolgere attivita’ di accreditamento in
conformita’ al Regolamento (CE) n. 765/2008.

Art. 5

Attivita’ di verifica da parte degli Organismi di certificazione

1.Gli organismi di certificazione accreditati ai sensi dell’art. 4,
comma 1, effettuano presso gli operatori economici che aderiscono al
sistema di certificazione nazionale l’attivita’ di verifica della
veridicita’ delle dichiarazioni di conformita’, del certificato di
sostenibilita’, nonche’ della disponibilita’ delle informazioni
sociali e ambientali .Le verifiche vengono effettuate sulla base
delle disposizioni fissate nello schema di certificazione di cui
all’art. 4 comma 2.
2. Per tutti gli operatori economici devono comunque essere
assicurate:
a) una verifica iniziale riguardante gli operatori economici che
hanno fatto richiesta di adesione al sistema di certificazione
nazionale;
b) fatto salvo quanto previsto alla lettera c) seguente, almeno
una verifica annuale retrospettiva su un campione rappresentativo
delle affermazioni contenute nelle dichiarazioni di conformita’. Le
dimensioni del campione rappresentativo sono stabilite dall’organismo
stesso, a patto che permettano di raggiungere il livello di
confidenza richiesto dallo schema di certificazione;
c) nel caso dell’operatore economico di cui all’art. 2, comma 3,
punto 1),che produce bioliquido, la verifica di cui alla lettera b)
e’ almeno semestrale.
3. Ai fini della verifica della disponibilita’ delle informazioni
sociali e ambientali, gli organismi di certificazione accertano la
presenza presso l’operatore agricolo del documento di cui
all’Allegato I debitamente compilato.
4. Nel caso il contratto di cui all’art. 7, comma 3, riguardi piu’
operatori economici costituiti da imprese agricole e organizzazioni
di produttori, consorzi o cooperative agricole previste dalla
legislazione vigente, le verifiche di cui al comma 2, lettera b),
possono avvenire sulla base di un campione di unita’ di dimensione
idonea al raggiungimento del livello di confidenza richiesto dallo
schema di certificazione e comunque non inferiore al 5% delle imprese
agricole partecipanti che complessivamente producono almeno il 5%
della produzione totale. Se la verifica riguarda la conformita’ ai
criteri relativi ai terreni, le zone interessate devono essere vicine
fra loro e presentare caratteristiche simili. Se la verifica riguarda
il calcolo delle emissioni di gas ad effetto serra, le unita’ devono
presentare sistemi di produzione e prodotti simili fra loro.
5. Gli organismi di certificazione tengono un registro degli
operatori economici che si sottopongono alle loro verifiche
nell’ambito del sistema nazionale di certificazione dei biocarburanti
e dei bioliquidi, assegnando ad ogni operatore economico un codice
identificativo da rendere disponibile, a richiesta, all’autorita’
competente nonche’ un registro delle verifiche contenente un codice
identificativo assegnato ad ogni verifica effettuata relativo ad ogni
operatore.

Art. 6

Certificazione di conformita’ dell’azienda

1. Gli organismi di certificazione rilasciano all’operatore
economico, a seguito della verifica iniziale di cui all’art. 5, comma
2, lettera a), una certificazione di conformita’ dell’azienda che lo
autorizza a dichiarare di essere sotto il controllo di tale
organismo. Il certificato di conformita’ dell’azienda deve contenere
almeno i seguenti elementi:
a) il nome dell’organismo di certificazione che rilascia il
certificato;
b) il numero identificativo del certificato;
c) la ragione sociale del soggetto destinatario del certificato;
d) il campo di applicazione del certificato;
e) la data di emissione;
f) la sua validita’ e scadenza.
2. La validita’ del certificato di conformita’ e’ fissata a 5 anni
dalla data di completamento delle verifica di cui all’art. 5, comma
2, lettera a); prima della scadenza deve essere eseguita un’altra
verifica per garantire la continuita’ e mantenere lo stesso numero di
certificazione.
3. L’organismo di certificazione revoca il certificato di
conformita’ se, a seguito di verifica, rileva inadempienze
particolarmente gravi da parte dell’operatore economico ovvero nel
caso lo stesso utilizzi o pubblicizzi impropriamente od
ingannevolmente la certificazione ottenuta o si opponga od ostacoli
l’esecuzione delle attivita’ di verifica. Nel caso di inadempienze
meno gravi delle precedenti, l’organismo di certificazione notifica
all’operatore economico le azioni correttive che devono essere
intraprese stabilendo a tal fine un termine massimo di sessanta
giorni entro il quale le inadempienze individuate devono essere
rimosse. In caso le inadempienze non vengano rimosse nel termine
indicato, il certificato di conformita’ viene sospeso. La sospensione
e’ revocata successivamente all’effettuazione di una verifica
supplementare, effettuata entro un termine massimo di trenta giorni
dalla sospensione, che abbia avuto esito positivo. In caso i motivi
della sospensione non vengano rimossi entro il termine sopraindicato,
il certificato viene revocato.
4. La revoca del certificato di conformita’ comporta l’immediato
divieto dell’uso dello stesso da parte dell’operatore e il divieto di
emissione delle dichiarazioni di conformita’ e dei certificati di
sostenibilita’ di cui all’art. 7. Nel periodo compreso tra la
sospensione del certificato di conformita’ e la revoca della
sospensione non possono essere emesse dichiarazioni di conformita’ o
certificati di sostenibilita’ per i prodotti ceduti. Restano valide
le dichiarazioni di conformita’ e i certificati di sostenibilita’
emesse dall’operatore anteriormente alla sospensione e alla revoca
della certificazione. La decisione di sospensione e di revoca e le
motivazioni collegate devono essere comunicate da parte
dell’organismo di certificazione all’operatore ed alle Autorita’
Nazionali Competenti.

Art. 7

Adesione al sistema nazionale di certificazione

1. Gli operatori economici aderiscono al sistema nazionale di
certificazione attraverso la individuazione di un organismo di
certificazione in possesso di certificato di accreditamento per lo
specifico schema rilasciato dall’organismo di accreditamento di cui
si avvalgono per l’effettuazione della verifica iniziale e le
successive verifiche periodiche previste dallo schema di
certificazione. Al fine di tali verifiche adottano un sistema di
gestione della documentazione e di rintracciabilita’ che assicuri la
corretta attuazione e il mantenimento della catena di consegna basato
sulla norma UNI TS 11429 relativa alla qualifica degli operatori e
alla tracciabilita’ del sistema e sulla norma UNI sull’equilibrio di
massa come integrata dalle disposizioni di cui all’art. 10.
2. Gli operatori economici di cui al comma 1 sono tenuti a
conservare copia delle dichiarazioni di conformita’ di cui al comma
4, la documentazione a supporto delle stesse previste dallo schema di
certificazione nonche’ le informazioni di carattere sociale e
ambientale conformemente a quanto indicato nell’Allegato I per un
periodo di 5 anni.
3. E’ consentito che la responsabilita’ del rispetto delle
disposizioni di cui al comma 1 nonche’ della emissione della
dichiarazione di conformita’ di cui al comma 4 di una parte o tutti
gli operatori della catena di consegna sia contrattualmente
attribuita ad un singolo operatore della catena. In tali casi
quest’ultimo si fa carico di provvedere a che l’altro o gli altri
soggetti firmatari del contratto vengano sottoposti a verifiche
conformemente a quanto previsto dallo schema di certificazione.
4. L’operatore economico di cui all’art. 2, comma 3, punto 2),
cedente il prodotto in uscita dalla propria fase o fasi della catena
di consegna del biocarburante e bioliquido, rilascia all’operatore
economico successivo, in accompagnamento ad ogni partita, la
dichiarazione di conformita’ relativa alla stessa, con valore di
autocertificazione ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni.
5. La dichiarazione di conformita’ cui al comma 4 per la fase di
produzione delle materie prime coltivate deve contenere i seguenti
elementi:
a) natura, volume/quantita’ della partita;
b) emissioni di gas ad effetto serra, espresse in termini di CO2
equivalente per unita’ di prodotto, relative alla partita o
documentazione necessaria per il loro calcolo;
c) dichiarazione di eventuale coltivazione a seguito di cambio di
uso del suolo;
d) dichiarazione di eventuale coltivazione in terreni
pesantemente degradati o fortemente contaminati;
e) dichiarazione di avvenuto rispetto dei criteri di
sostenibilita’ di cui all’art. 7-ter, commi da 3 a 5 del decreto
legislativo 21 marzo 2005, n.66, come introdotto dal comma 6
dell’art. 1 del decreto legislativo 31 marzo 2011 n.55; ovvero, nel
caso di materie prime coltivate nella Comunita’, di cui ai commi da 3
a 6 dello stesso articolo;
f) codice alfanumerico identificativo attribuito alla partita
dall’operatore economico che include il codice identificativo
dell’organismo di certificazione coinvolto nelle verifiche della fase
produttiva e codice identificativo dell’operatore economico;
g) indicazioni sull’origine;
h) copia del certificato di conformita’ dell’azienda;
i) codice identificativo dell’ultima verifica effettuata
dall’organismo di certificazione;
l ) eventuale dichiarazione di utilizzo dell’equilibrio di massa;
m) mese e anno del raccolto.
6. La dichiarazione di conformita’ cui al comma 4 per la fase in
cui vengono originati i rifiuti, i residui o i sottoprodotti
destinati alla produzione di biocarburanti e bioliquidi deve
contenere i seguenti elementi:
a) natura, volume/quantita’ della partita;
b) solo nel caso di rifiuti, residui o sottoprodotti
dell’agricoltura, dell’acquacoltura, della pesca e della
silvicoltura, dichiarazione di avvenuto rispetto dei criteri di
sostenibilita’ di cui all’art. 7-ter, commi da 3 a 5 del decreto
legislativo 21 marzo 2005, n.66, come introdotto dal comma 6
dell’art. 1 del decreto legislativo 31 marzo 2011 n.55;
c) codice alfanumerico identificativo attribuito alla partita
dall’operatore economico che include il codice identificativo
dell’organismo di certificazione coinvolto nelle verifiche della
fase/fasi produttive e codice identificativo dell’operatore
economico;
d) tipo di attivita’ e processo produttivo da cui il rifiuto, il
residuo o il sottoprodotto e’ generato;
e) copia del certificato di conformita’ dell’azienda;
f) codice identificativo dell’ultima verifica effettuata
dall’organismo di certificazione;
g) nel caso di rifiuti, prova che gli stessi sono tracciati ai
sensi dell’art. 188-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, come modificato decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205;
h) nel caso dei sottoprodotti, ai soli fini di cui al presente
decreto, prova del possesso dei requisiti di cui dell’art. 184-bis
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal
decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205;
i) emissioni di gas ad effetto serra, espresse in termini di CO 2
equivalente per unita’ di prodotto relative al trasporto della
partita.
7. La dichiarazione di conformita’ cui al comma 4 per le fasi
intermedie successive a quelle di cui ai commi 5 e 6 deve contenere i
seguenti elementi:
a) natura, volume/quantita’ della partita;
b) emissioni di gas ad effetto serra cumulative della propria e
delle fasi precedenti, espresse in termini di CO 2 equivalente per
unita’ di prodotto, relative alla partita;
c) date di entrata in esercizio degli impianti relativi alle fasi
intermedie precedenti;
d) dichiarazione di eventuale cambio di uso del suolo o eventuale
coltivazione in terreni pesantemente degradati o fortemente
contaminati nella fase di coltivazione delle materie prime;
e) tipo di processo (energia, sottoprodotti);
f) data di entrata in esercizio dell’impianto;
g ) dichiarazione di utilizzo dell’equilibrio di massa;
h) codice alfanumerico identificativo attribuito alla partita
dall’operatore economico che include il codice identificativo
dell’organismo di certificazione coinvolto nelle verifiche della
fase/fasi produttiva e codice identificativo dell’operatore
economico;
i ) indicazioni sull’origine della/delle materie prime e luogo di
acquisto;
l) codice identificativo degli organismi di valutazione di
conformita’ e codice identificativo degli operatori economici
relativi a tutte le fasi precedenti;
m) copia del certificato di conformita’ dell’azienda;
n) codice identificativo dell’ultima verifica effettuata
dall’organismo di certificazione;
o) nel caso la partita sia stata prodotta a partire da rifiuti,
prova che questi ultimi sono tracciati ai sensi dell’art. 188-bis del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal
decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205;
p) nel caso la partita sia stata prodotta a partire da
sottoprodotti, ai soli fini di cui al presente decreto, prova che
questi ultimi sono in possesso dei requisiti di cui dell’art. 184-bis
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal
decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205.
8. L’operatore economico di cui all’art. 2, comma 3, punto 1)
cedente il prodotto in uscita dalla propria fase della catena di
consegna del biocarburante rilascia al fornitore, ovvero nel caso dei
bioliquidi rilascia all’utilizzatore, in accompagnamento ad ogni
partita, un certificato di sostenibilita’ con valore di
autocertificazione ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni. Tale
certificato soddisfa gli obblighi di cui all’art. 7-bis, comma 5 del
decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, come introdotto dal comma 6
dell’art. 1 del decreto legislativo 31 marzo 2011 n. 55 e, deve
contenere i seguenti elementi :
a) natura, volume/quantita’ della partita;
b) emissioni di gas ad effetto serra, cumulative della propria e
delle fasi precedenti, espresse in termini di CO 2 equivalente per
unita’ di energia (MJ) relative alla partita;
c) dichiarazione di utilizzo dell’equilibrio di massa;
d) dichiarazione che il prodotto e’ sostenibile;
e) codice alfanumerico identificativo attribuito alla partita
dall’operatore economico che include il codice identificativo
dell’organismo di certificazione coinvolto nelle verifiche della
fase/fasi produttive e codice identificativo dell’operatore
economico;
f) indicazioni sull’ origine della/delle materie prime e luogo di
acquisto;
g) copia del certificato di conformita’ dell’azienda;
h) codice identificativo degli organismi di valutazione di
conformita’ e codice identificativo degli operatori economici
relativi a tutte le fasi precedenti;
i) codice identificativo dell’ultima verifica effettuata
dall’organismo di certificazione;
l) nel caso la partita sia stata prodotta a partire da rifiuti,
prova che questi ultimi sono tracciati ai sensi dell’art. 188-bis del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal
decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205;
m) nel caso la partita sia stata prodotta a partire da
sottoprodotti, ai soli fini di cui al presente decreto, prova che
questi ultimi sono in possesso dei requisiti di cui dell’art. 184-bis
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal
decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205.
9. Affinche’ il certificato di sostenibilita’ rilasciato
nell’ambito del sistema nazionale di certificazione sia considerato
valido al fine del rispetto degli obblighi di cui all’art. 7-bis,
comma 5, del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, come
introdotto dal comma 6 dell’art. 1 del decreto legislativo 31 marzo
2011, n. 55, di quelli di cui agli articoli 24, 33 e 38 e 39 del
decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, tutti gli operatori della
catena di consegna devono essere in possesso di una certificazione di
conformita’ dell’azienda in corso di validita’ al momento
dell’emissione della dichiarazione di conformita’ nonche’, nel caso
dell’operatore economico di cui all’art. 2, comma 3, punto 1, al
momento dell’emissione del certificato di sostenibilita’.
10. Il certificato di conformita’ dell’azienda di cui all’art. 6,
deve essere redatto in lingua italiana ovvero, se redatto in una
lingua diversa dall’italiano, deve essere in copia conforme
all’originale e accompagnato dalla traduzione giurata in lingua
italiana. Le dichiarazioni di conformita’ di cui ai commi 4, 5, 6 e 7
e il certificato di sostenibilita’ di cui al comma 8 del presente
articolo devono essere redatti in lingua italiana o inglese, se
redatti in altre lingue l’operatore economico deve produrre una
traduzione in italiano, autocertificandone la corrispondenza
all’originale.

Art. 8

Disposizioni per gli operatori economici che non aderiscono
al Sistema nazionale di certificazione

1. Limitatamente agli elementi coperti da un sistema volontario
oggetto di una decisione ai sensi dell’art. 7-quater, paragrafo 4,
secondo comma, della direttiva 98/70/CE, introdotto dall’art. 1 della
direttiva 2009/30/CE, gli operatori economici che aderiscono a tali
sistemi volontari dimostrano la attendibilita’ delle informazioni o
asserzioni fornite all’operatore economico successivo della catena di
consegna, ovvero al fornitore o all’utilizzatore, con il rilascio
della prova o dei dati in accompagnamento alla partita previsti da
detti sistemi. Tali prove o dati sono autocertificati ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
2. Nel caso l’Unione Europea concluda accordi bilaterali o
multilaterali con paesi terzi ai sensi dell’art. 7-quater, paragrafo
4, primo comma, della direttiva 98/70/CE, introdotto dall’art. 1
della direttiva 2009/30/CE, gli operatori economici possono
dimostrare la attendibilita’ delle informazioni o asserzioni fornite
all’operatore successivo della catena di consegna in accompagnamento
alla partita, ovvero al fornitore o all’utilizzatore, con il rilascio
della prova o dei dati ottenuti conformemente a tali accordi. Tali
prove o dati sono autocertificati ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445
3. Le prove o i dati rilasciati all’operatore successivo della
catena di consegna in accompagnamento alla partita previsti dai
sistemi di cui al comma 1 e dagli accordi di cui al comma 2, sono
considerati validi ai fini di cui all’art. 7, commi 4, 5, 6, 7 e 8.
Gli operatori economici successivi che aderiscono al sistema
nazionale di certificazione assicurano che tali prove o dati siano
riportati nelle proprie dichiarazioni di conformita’ e certificato di
sostenibilita’.
4. Ove i sistemi volontari cui al comma 1 e gli accordi di cui al
comma 2 non coprano la verifica di tutti i criteri di sostenibilita’
e dell’utilizzo del bilancio di massa, gli operatori economici della
catena di consegna che vi aderiscono devono comunque integrare la
verifica, per quanto non contemplato da detti sistemi volontari o
accordi, attraverso il sistema nazionale di certificazione.
5. Le disposizioni in materia di mutuo riconoscimento tra sistemi
nazionali di certificazione degli Stati Membri dell’Unione Europea
sono adottate con decreto dei Ministeri dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e
forestali e dello sviluppo economico.

Art. 9

Metodologia per il calcolo delle emissioni di gas ad effetto serra

1. Fatto salvo quanto previsto ai commi 2, 3 e 4, le emissioni di
gas ad effetto serra prodotte durante il ciclo di vita dei
biocarburanti e dei bioliquidi, vengono ricavate dai valori reali
servendosi della formula riportata nell’Allegato II, lettera B.
2. I valori standard disaggregati delle emissioni derivanti dalla
lavorazione (ep – eee) riportati alla lettera D, tabelle B e F,
dell’Allegato II, e i valori standard disaggregati delle emissioni
derivanti dal trasporto e dalla distribuzione (etd) riportati alla
lettera D, tabelle C e G, dello stesso allegato, possono essere usati
per le filiere ivi previste ai fini delle dichiarazioni di
conformita’ di cui all’art. 7, comma 4, e per il calcolo del totale
delle emissioni derivanti dall’uso dei biocarburanti e bioliquidi
come combustibile in luogo dei valori calcolati come previsto
all’Allegato II, lettera B.
3. I valori standard disaggregati delle emissioni derivanti dalla
coltivazione delle materie prime coltivate (eec) riportati alla
lettera D, tabelle A ed E, dell’Allegato II, possono essere usati ai
fini delle dichiarazioni di conformita’ di cui all’art. 7, comma 4,
in luogo dei valori calcolati come previsto all’Allegato II, lettera
B, solo se le materie prime sono:
a) coltivate fuori della Unione Europea;
b) coltivate nella Unione Europea in aree incluse negli elenchi
trasmessi alla Commissione ai sensi dell’art. 7-quinquies, comma 2,
della direttiva 98/70/CE, introdotto dall’art. 1 della direttiva
2009/30/CE, e consultabili sul sito:
http://ec.europa.eu/energy/renewables/transparencyplatform/emissionse
n.htm;
c) rifiuti, sottoprodotti e residui diversi da quelli
dell’agricoltura, dell’acquacoltura e della pesca.
4. Fatto salvo quanto previsto al comma 5, il risparmio di
emissioni di gas ad effetto serra grazie all’uso di biocarburanti e
bioliquidi come combustibile e’ calcolato servendosi della formula
nonche’ delle metodologie di calcolo riportate nell’Allegato II,
lettera E, punto 1. L’operatore economico di cui all’art. 2, comma 3,
punto 1, puo’ decidere, nei casi consentiti di cui al comma 5, di
utilizzare come valore del risparmio di emissioni di gas ad effetto
serra i valori standard, ovvero di calcolarlo a partire dai valori
delle emissioni di gas ad effetto serra riportati nelle dichiarazioni
di conformita’.
5. I valori standard di risparmio di emissioni di gas ad effetto
serra riportati alla lettera E, punto 2, tabelle I ed L,
dell’Allegato II, possono essere usati solo se se le materie prime
sono:
a) coltivate fuori della Unione Europea ;
b) coltivate nella Unione Europea in aree incluse negli elenchi
trasmessi alla Commissione ai sensi dell’art. 7-quinquies, comma 2,
della direttiva 98/70/CE, introdotto dall’art. 1 della direttiva
2009/30/CE, e consultabili sul sito:
http://ec.europa.eu/energy/renewables/transparencyplatform/emissionse
n.htm;
c) rifiuti, sottoprodotti e residui diversi da quelli
dell’agricoltura, dell’acquacoltura e della pesca.
Inoltre, nei casi a) e b), l’uso dei valori standard di risparmio
di emissioni di gas ad effetto serra riportati alla lettera E, punto
2, tabelle I ed L, dell’Allegato II e’ consentito solo se le
emissioni nette di carbonio a seguito della modifica di destinazione
dei terreni, (el), calcolate come previsto dalla Decisione della
Commissione n. 335 del 10 giugno 2010, sono pari a zero.
6. Nel caso di biocarburanti e bioliquidi la cui filiera di
produzione non e’ individuata nelle tabelle dell’Allegato II, gli
operatori economici utilizzano i valori reali per calcolare le
emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita
dei biocarburanti e bioliquidi come previsto all’Allegato II lettera
B .

Art. 10

Sistema di equilibrio di massa

1. Il sistema di equilibrio di massa e’ il metodo utilizzato per
assicurare la rintracciabilita’ lungo la catena di consegna dei
biocarburanti e bioliquidi. A tal fine l’equilibrio di massa deve
essere raggiunto nell’ambito di una o piu’ partite che costituisce il
lotto di sostenibilita’. Il lotto di sostenibilita’ e’ definito
dall’operatore economico e puo’ essere espresso sia in termini
quantitativi assoluti che quantitativi temporali.
2. Il sistema di equilibrio di massa deve garantire, nell’ambito
del lotto di sostenibilita’, che la quantita’ di materiale sottratta
non sia superiore a quella aggiunta. Il confine spaziale di
applicazione definisce il campo di applicazione del bilancio di massa
e coincide in genere con il sito/impianto.
3. L’equilibrio di massa puo’ essere continuo nel tempo, oppure
raggiunto in un lasso di tempo adeguato e regolarmente verificato.
Nel secondo caso il lotto di sostenibilita’ non puo’ riguardare un
periodo superiore a 10 mesi per la fase di coltivazione della materia
prima e di 3 mesi per le altre fasi. In entrambi i casi e’ necessario
predisporre adeguati sistemi volti a garantire che l’equilibrio sia
rispettato.
4. Ai fini dell’equilibrio di massa nell’ambito del lotto di
sostenibilita’, quando partite che presentano caratteristiche di
sostenibilita’ diverse o che non presentano tali caratteristiche sono
mescolate, le diverse dimensioni e caratteristiche di sostenibilita’
di ciascuna partita rimangono associate alla miscela. Se una miscela
viene suddivisa, alle partite che se ne ricavano puo’ essere
assegnata una qualunque serie di caratteristiche di sostenibilita’,
corredata di dimensioni, purche’ la combinazione di tutte le partite
ricavate dalla miscela abbia le stesse dimensioni per ciascuna serie
di caratteristiche di sostenibilita’ presenti nella miscela.
5. Nel caso di miscelazione tra prodotti finiti sostenibili e non
sostenibili, nel calcolo delle emissioni di gas ad effetto serra da
associare alle partite sostenibili in uscita va tenuto conto solo
delle emissioni delle partite sostenibili in ingresso.
6. La verifica del sistema di equilibrio di massa deve essere
svolta contestualmente alla verifica di cui all’art. 5, comma 1, e si
basa sulla norma UNI sull’equilibrio di massa.

Art. 11

Accesso alle maggiorazioni di cui all’art. 33
del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28

1. Ai sensi dell’art. 7-quater, comma 2 del decreto legislativo 21
marzo 2005, n.66, come introdotto dal comma 6 dell’art. 1 del decreto
legislativo 31 marzo 2011 n.55, ai fini del riconoscimento delle
maggiorazioni del contributo energetico dei biocarburanti previste
nell’ambito dei regimi di sostegno per l’utilizzo delle fonti
rinnovabili nei trasporti di cui all’art. 33 del decreto legislativo
3 marzo 2011, n. 28, gli operatori economici della catena di consegna
dei biocarburanti devono rilasciare, in accompagnamento al prodotto
in uscita, una dichiarazione di conformita’, nonche’, nel caso
dell’operatore economico di cui all’art. 2, comma 3, punto 1, un
certificato di sostenibilita’ conforme a quanto e’ previsto dal
presente decreto per gli operatori che aderiscono al sistema
nazionale di certificazione.
2. Ai fini di cui al comma 1, gli operatori della catena di
consegna dei biocarburanti di cui all’art. 8, commi 1 e 2, devono
riportare nella dichiarazione o certificazione in accompagnamento
alle partite lungo tutta la catena di consegna le informazioni di cui
all’art. 7, commi 5, 6, 7e 8 con le seguenti eccezioni :
a) in luogo del codice alfanumerico identificativo previsto ai
commi 5, lettera f), 6, lettera c), 7, lettera h) e 8, lettera e),
dell’art. 7, devono essere indicati i dati anagrafici dell’organismo
di certificazione coinvolto nelle verifiche della fase/fasi
produttiva e il codice identificativo che l’organismo ha loro
attribuito;
b) in luogo del codice identificativo dell’ultima verifica
effettuata dall’organismo di certificazione previsto ai commi 5,
lettera i), 6, lettera f), 7, lettera n) e 8, lettera i), dell’art.
7, deve essere indicata la data dell’ultima verifica effettuata
dall’organismo di certificazione ovvero ogni elemento utile al suo
reperimento. Inoltre ogni partita deve essere accompagnata da una
dichiarazione dell’organismo di certificazione attestante che tutte
le informazioni contenute nelle dichiarazioni e nelle certificazioni
sono sotto il suo controllo.
3. I soggetti obbligati che hanno immesso in consumo biocarburante
di cui all’art. 33, comma 5, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.
28, e per il quale hanno ricevuto il certificato di sostenibilita’ di
cui al comma 1, potranno riportare tali quantitativi
nell’autocertificazione di cui all’art. 3 del decreto
interministeriale 29 aprile 2008, n. 110, al fine dell’ottenimento di
1 (uno) certificato di immissione in consumo per ogni 5 Giga calorie.

Art. 12

Disposizioni per le catena di consegna dei bioliquidi

1. Ai fini del presente decreto, in deroga a quanto previsto
all’art. 8, comma 1, gli operatori economici della catena di consegna
dei bioliquidi possono aderire a sistemi volontari oggetto di una
decisione ai sensi dell’art. 7-quater, paragrafo 4, secondo comma,
della direttiva 98/70/CE, che si applica ai biocarburanti, purche’
rispettino le condizioni di cui al comma 2.
2. Gli operatori della catena di consegna dei bioliquidi di cui al
comma 1 devono riportare nella dichiarazione o certificazione in
accompagnamento alle partite lungo tutta la catena di consegna le
informazioni di cui all’art. 7, commi 5, 6, 7 e 8 con le seguenti
eccezioni:
a) in luogo del codice alfanumerico identificativo previsto ai
commi 5, lettera f), 6, lettera c), 7, lettera h) e 8, lettera e),
dell’art. 7, devono essere indicati i dati anagrafici dell’organismo
di certificazione coinvolto nelle verifiche della fase/fasi
produttiva e il codice identificativo che l’organismo ha loro
attribuito;
b) in luogo del codice identificativo dell’ultima verifica
effettuata dall’organismo di certificazione previsto ai commi 5,
lettera i), 6, lettera f), 7, lettera n) e 8, lettera i), dell’art.
7, deve essere indicata la data dell’ultima verifica effettuata
dall’organismo di certificazione ovvero ogni elemento utile al suo
reperimento. Inoltre ogni partita deve essere accompagnata da una
dichiarazione dell’organismo di certificazione attestante che tutte
le informazioni contenute nelle dichiarazioni e nelle certificazioni
sono sotto il suo controllo.

Art. 13

Norme transitorie

1. Le partite di biocarburanti e di bioliquidi prodotte nel 2011
ovvero prodotte nel 2012 con materie prime raccolte e materie
intermedie prodotte nel 2011 che vengano cedute al fornitore o
all’utilizzatore entro 31 agosto 2012 sono ritenute sostenibili, al
fine del rispetto degli obblighi di cui all’art. 7-bis, comma 5, del
decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, come introdotto dal comma 6
dell’art. 1 del decreto legislativo 31 marzo 2011, n. 55, di quelli
di cui agli articoli 24, 33, comma 3, e 38, comma 1, del decreto
legislativo 3 marzo 2011, n. 28, purche’ l’operatore economico di cui
all’art. 2, comma 3, punto 1, dimostri al fornitore o
all’utilizzatore, entro il 31 agosto 2012, di essere in possesso del
certificato di conformita’ dell’azienda rilasciato nell’ambito del
sistema nazionale di certificazione ovvero, nei casi di cui agli
articoli 8, commi 1 e 2, e 12, comma 1, di analogo documento
rilasciato nell’ambito di un sistema volontario o di un accordo ivi
previsto.
2. Sono considerate ammissibili al fine dell’art. 33, comma 5, del
decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, le partite di biocarburante
immesse in consumo nel periodo compreso tra il 29 marzo 2011 e il 31
dicembre 2011 ovvero immesse in consumo a partire dal 1° gennaio 2012
ottenute da materia prima prodotta nel 2011, a condizione che
rispettino quanto previsto dai commi successivi.
3. Gli operatori economici che forniscono la materia prima sono
tenuti a presentare all’operatore successivo della catena di consegna
una dichiarazione, sotto forma di autocertificazione, del possesso
dei requisiti di cui all’art. 33, comma 5, del decreto legislativo 3
marzo 2011, n. 28. Gli operatori successivi della catena di consegna
assicurano che tale dichiarazione viaggi in accompagnamento alla
partita fino all’operatore di cui al comma 6.
4. Gli operatori economici della filiera di produzione dei
biocarburanti ottenuti a partire da rifiuti, devono garantire nella
dichiarazione di cui al comma 3 che gli stessi sono tracciati ai
sensi dell’art. 188-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, come modificato dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205.
5. Gli operatori economici della filiera di produzione dei
biocarburanti ottenuti a partire da sottoprodotti, devono garantire
nella dichiarazione di cui al comma 3 che gli stessi sono in possesso
dei requisiti di cui all’art. 184-bis del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, come modificato dal decreto legislativo 3
dicembre 2010, n. 205.
6. Gli operatori economici che producono partite di biocarburante e
le cedono al soggetto obbligato devono rilasciare a tale soggetto una
dichiarazione, sotto forma di autocertificazione, che ogni partita e’
prodotta da materia prima per la quale si e’ in possesso di una
dichiarazione ai sensi del comma 3 e che e’ stato garantito il
rispetto del sistema del bilancio di massa.
7. Gli operatori economici di cui al comma 6 sono tenuti ad
ottenere da un organismo di certificazione accreditato per il sistema
nazionale di certificazione ovvero che aderisce ad un sistema
volontario oggetto di una decisione ai sensi dell’art. 7-quater,
paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 98/70/CE, un attestato di
verifica delle dichiarazioni di cui ai commi 3, 4, 5 e 6 rilasciato
in esito a controllo retrospettivo che coinvolga anche gli operatori
precedenti della filiera. L’organismo di certificazione deve
rilasciare tale attestato e darne comunicazione al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali entro il termine perentorio
del 31 maggio 2012 per il biocarburante immesso in consumo nell’anno
2011, mentre entro il termine perentorio del 31 maggio 2013 per il
biocarburante immesso in consumo nell’anno 2012.
8. I soggetti obbligati che hanno immesso in consumo biocarburante
di cui all’art. 33, comma 5 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.
28, e per il quale hanno ricevuto le dichiarazioni di cui al comma 6,
potranno riportare tali quantitativi nell’autocertificazione di cui
all’art. 3 del Decreto Interministeriale 29 aprile 2008, n.110, al
fine dell’ottenimento di 1 (uno) certificato di immissione in consumo
per ogni 5 Giga calorie.

Art. 14

Entrata in vigore

Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 23 gennaio 2012

Il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare
Clini

Il Ministro dello sviluppo economico
Passera

Il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali
Catania

Allegato I

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato II

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 23 gennaio 2012

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