MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 25 novembre 2008 | Architetto.info

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 25 novembre 2008

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 25 novembre 2008 - Disciplina delle modalita' di erogazione dei finanziamenti a tasso agevolato ai sensi dell'articolo 1, comma 1110-1115, della legge 27 dcembre 2007, n. 296 - Fondo Rotativo per il finanziamento delle misure finalizzate all'attuazione del Protocollo di Kyoto. (09A04250) (GU n. 92 del 21-4-2009 - Suppl. Ordinario n.58)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

DECRETO 25 novembre 2008

Disciplina delle modalita’ di erogazione dei finanziamenti a tasso
agevolato ai sensi dell’articolo 1, comma 1110-1115, della legge 27
dcembre 2007, n. 296 – Fondo Rotativo per il finanziamento delle
misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto. (09A04250)

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA
TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
di concerto con
IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Vista la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti
Climatici, fatta a New York nel 1992 e successivamente ratificata dal
Governo italiano con legge 15 gennaio 1994, n. 65;
Visto il Protocollo adottato il 10 dicembre 1997 a Kyoto nel corso
della Terza Conferenza delle Parti alla Convenzione sui Cambiamenti
Climatici secondo il quale i Paesi industrializzati si impegnano a
ridurre, per il periodo 2008-2012, il totale delle emissioni di gas
ad effetto serra almeno del 5% rispetto ai livelli del 1990;
Vista la decisione del Consiglio del 25 aprile 2002, 2002/358/CE,
riguardante l’approvazione, a nome della Comunita’ europea, del
Protocollo di Kyoto allegato alla Convenzione Quadro delle Nazioni
Unite sui Cambiamenti Climatici, nel quale l’Italia si impegna alla
riduzione delle proprie emissioni di gas serra nella misura del 6,5%
rispetto ai livelli del 1990 entro il periodo compreso fra il 2008 e
il 2012;
Vista la decisione del Consiglio europeo del 25 marzo 2004, con la
quale e’ confermato l’impegno dell’Unione europea per l’attuazione
degli obblighi di riduzione stabiliti nell’ambito del Protocollo di
Kyoto e nella successiva citata decisione 2002/358/CE;
Vista la legge 1° giugno 2002, n. 120 di ratifica del Protocollo di
Kyoto;
Vista la delibera CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002 «Revisione delle
Linee Guida per le politiche e misure nazionali di riduzione delle
emissioni dei gas ad effetto serra»;
Vista la delibera CIPE n. 135 dell’11 dicembre 2007 «Aggiornamento
della delibera CIPE n. 123/2002»;
Vista la direttiva 2003/87/CE che istituisce un sistema per lo
scambio di quote di emissione di anidride carbonica nell’Unione
europea;
Visto il decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, Regolazioni
dei mercati agroalimentari, a norma dell’art. 1, comma 2, lettera e),
della legge 7 marzo 2003, n. 38;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, che al comma 1110 ha
istituito un apposito Fondo rotativo per il finanziamento delle
misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto alla
Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,
fatto a Kyoto l’11 dicembre 1997, reso esecutivo dalla legge 1°
giugno 2002, n. 120, previste dalla delibera CIPE n. 123 del 19
dicembre 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22 marzo
2003, e successivi aggiornamenti (nel seguito: Fondo Kyoto);
Visto il comma 1111 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che
prevede l’adozione, da parte del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello
sviluppo economico, sentita la Conferenza unificata di cui all’art. 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di un decreto per
l’individuazione delle modalita’ di erogazione dei finanziamenti da
concedersi a valere sulle risorse del Fondo Kyoto, nel rispetto delle
condizioni di tasso, di durata e di destinazione soggettiva fissate
dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296;
Visto il citato comma 1111 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
che demanda ad un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze
l’individuazione del tasso di interesse da applicare ai finanziamenti
agevolati;
Visti i comma da 1112 a 1114 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
che hanno individuato le misure da finanziare prioritariamente per il
triennio 2007-2009 e destinato al Fondo Kyoto, nel medesimo triennio,
la somma di 200 milioni di euro all’anno e, in eventuale aggiunta, le
risorse di cui all’art. 2, comma 3, della legge 2 giugno 2002, n.
120, prescrivendo che le rate di rimborso dei finanziamenti agevolati
siano destinate all’incremento delle risorse a disposizione del Fondo
Kyoto stesso;
Visto il comma 1115 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 che,
nell’istituire il Fondo Kyoto presso la Cassa depositi e prestiti
S.p.A. (nel seguito: CDP S.p.A.), rimanda ad apposita convenzione per
la definizione delle modalita’ di gestione, dando facolta’ alla
stessa CDP S.p.A. di avvalersi per l’istruttoria, l’erogazione e per
tutti gli atti connessi alla gestione dei finanziamenti agevolati di
uno o piu’ istituti di credito, scelti sulla base di gare pubbliche
in modo da assicurare una omogenea e diffusa copertura territoriale;
Visto l’art. 2, comma 124, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
(Legge finanziaria 2008), che, introduce all’art. 1, comma 1112,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la lettera f-bis) recante:
«pratiche di gestione forestale sostenibile attuate attraverso
interventi diretti a ridurre il depauperamento dello stock di
carbonio nei suoli forestali e nelle foreste»;
Visto l’art. 2, comma 152, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
(legge finanziaria 2008) che dispone che la produzione di energia
elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, entrati in
esercizio in data successiva al 31 dicembre 2008, hanno diritto di
accesso agli incentivi di cui ai comma da 143 a 157 a condizione che
i medesimi impianti non beneficino di altri incentivi pubblici di
natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia,
in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione
anticipata;
Visti i comma 345 e 346 della legge relativi all’incentivazione di
interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, e i
comma 358 e 359 della legge relativi all’incentivazione di motori ad
alta efficienza;
Visto il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria
2008-2011 nella parte in cui si prevede la reiterazione delle
suddette misure;
Vista la direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, dell’11 febbraio 2004, sulla promozione della
cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato
interno dell’energia e che modifica la direttiva 92/42/CEE;
Visto il decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20 che recepisce
la summenzionata direttiva definendo misure atte a promuovere e
sviluppare anche ai fini di tutela ambientale la cogenerazione ad
alto rendimento di calore ed energia basata su una domanda di calore
utile e sul risparmio di energia primaria con particolare riferimento
alle condizioni climatiche nazionali;
Visti i decreti 20 luglio 2004 emanati dal Ministro per le
attivita’ produttive di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare per la promozione del
risparmio energetico negli usi finali:
«Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali di
risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili, di cui
all’art. 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.
164»;
«Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi per
l’incremento dell’efficienza energetica negli usi finali di energia,
ai sensi dell’art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999,
n. 79»;
Vista la legge 29 novembre 2007, n. 222, conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, recante
interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo
e l’equita’ sociale;
Visto il decreto 21 dicembre 2007, emanato dal Ministro dello
sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, recante «Revisione e aggiornamento
dei decreti 20 luglio 2004, concernenti l’incremento dell’efficienza
energetica degli usi finali di energia, il risparmio energetico e lo
sviluppo delle fonti rinnovabili»;
Visto il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, recante
«Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19
agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE,
relativa al rendimento energetico nell’edilizia»;
Visto il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, recante
«Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione
dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel
mercato interno dell’elettricita’»;
Visto il decreto 19 febbraio 2007 recante «Criteri e modalita’ per
incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione
fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’art. 7 del
decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387»;
Visto il Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione europea
del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e
88 del Trattato agli aiuti d’importanza minore («de minimis»);
Sentita la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella seduta del 28 febbraio
2008;

Decreta:

Art. 1.
Finalita’

1. Il presente decreto disciplina le modalita’ di erogazione dei
finanziamenti da concedersi a valere sulle risorse del Fondo Kyoto, a
sostegno delle misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di
Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici, fatto a Kyoto l’11 dicembre 1997, reso esecutivo dalla
legge 1° giugno 2002, n. 120, previste dalla delibera CIPE n. 123 del
19 dicembre 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22
marzo 2003, e successivi aggiornamenti.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto valgono le seguenti definizioni:
a) «Misura microcogenerazione diffusa»: installazione di impianti
di microcogenerazione ad alto rendimento elettrico e termico come
definiti dal decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20 (G.U. n. 54
del 6 marzo 2007), alimentati a gas naturale, biomassa vegetale
solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione
gas naturale-biomassa (solida, liquida, gassosa);
b) «Misura rinnovabili»: installazione di impianti di piccola
taglia per l’utilizzazione delle fonti rinnovabili per la generazione
di elettricita’ o calore;
c) «Misura motori elettrici»: sostituzione dei motori elettrici
industriali con potenza nominale superiore a 90 kWe con motori ad
alta efficienza;
d) «Misura usi finali»: risparmio energetico e incremento
dell’efficienza negli usi finali dell’energia;
e) «Misura protossido di azoto»: eliminazione delle emissioni di
protossido di azoto dai processi industriali e in agricoltura;
f) «Misura ricerca»: progetti pilota di ricerca e sviluppo di
nuove tecnologie e di nuove fonti di energia a basse emissioni o ad
emissioni zero di gas ad effetto serra;
g) «ciclo di programmazione»: periodo di tempo di durata annuale
con inizio il 1° gennaio e conclusione il 31 dicembre dello stesso
anno;
h) «sistemi integrati»: progetti di investimento che contemplano
l’integrazione di interventi, comunque combinati, di cui alle misure
definite nelle precedenti lettere a), b) e d), da realizzarsi nello
stesso sito;
i) «imprese»: tutti i soggetti, comprese le ESCo (Societa’ di
servizi energetici), le imprese agricole e forestali, le imprese che
esercitano servizi di pubblica utilita’, le imprese che esercitano
abitualmente e continuativamente attivita’ commerciale, industriale e
nel settore dei servizi, comunque soggette all’imposizione
dell’imposta sul valore aggiunto, sia sotto forma individuale che
societaria;
j) «persona fisica»: tutti i soggetti aventi capacita’ giuridica
diversi da quelli di cui alla lettera i) e k) che non esercitano
abitualmente e continuativamente attivita’ commerciale o comunque
soggetta all’imposizione dell’imposta sul valore aggiunto;
k) «persona giuridica privata»: tutti i soggetti diversi da quelli
delle lettere i) e j) a cui e’ riconosciuta la personalita’ giuridica
ai sensi della normativa vigente, comprese le fondazioni e le
associazioni con personalita’ giuridica;
l) «soggetti pubblici»: regioni, province, comuni, comunita’
montane e gli altri soggetti a cui la legge riconosce la personalita’
giuridica pubblica, incluse le associazioni, le unioni e i consorzi
tra enti locali, le agenzie regionali o locali per il risparmio
energetico nonche’ gli istituti universitari e gli istituti di
ricerca compresi i loro consorzi;
m) «condominii»: condominii, ai sensi del Libro III, Titolo VII,
Capo II del codice civile, comprendenti almeno dieci unita’
abitative;
n) «investimento complessivo»: totale dei costi da sostenere per
la completa realizzazione dell’intervento;
o) «tipologie di costo ammissibile»: voci di costo
dell’investimento complessivo ammissibili ad agevolazione;
p) «percentuale di agevolazione»: percentuale da applicare al
totale generale dei costi ammissibili ed al totale del finanziamento
agevolato richiesto di cui all’allegato e);
q) «finanziamento agevolato»: capitale concedibile a prestito a
valere sulle risorse del Fondo Kyoto calcolato secondo quanto
previsto all’art. 9, comma 3;
r) «potenza nominale»: e’ la potenza elettrica dell’impianto,
determinata come la somma aritmetica delle potenze nominali dei
singoli impianti;
s) «Circolare»: Circolare applicativa, da emanarsi entro 60 giorni
dalla entrata in vigore del presente decreto, che il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto
con il Ministero dello sviluppo economico, adotta, d’intesa con la
CDP S.p.A., per l’ulteriore attuazione di dettaglio del presente
decreto;
t) «intervento»: per le misure di cui al presente articolo lettera
a), b) e d) limitatamente all’art. 6, comma 2, lettera d), punto 2,
si intende la realizzazione di singolo impianto in conformita’ alle
prescrizioni minime di cui agli allegati c);
u) «Misura gestione forestale sostenibile»: progetti regionali per
la finalizzazione di interventi diretti a ridurre il depauperamento
dello stock di carbonio nei suoli forestali e nelle foreste;
v) «filiera corta»: biomassa ottenuta entro un raggio di 70 km
dall’impianto che la utilizza per produrre energia cosi’ come da art.
26, comma 4-bis della legge 29 novembre 2007, n. 222;
w) «biomassa vegetale solida»: si intende la biomassa vegetale
solida prodotta nel territorio regionale o da filiera corta. E’ fatto
salvo, ove non in contrasto, quanto previsto dagli articoli 9 e 10
del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102;
x) «biocombustibili vegetali liquidi»: si intendono i
biocombustibili vegetali liquidi di origine nazionale. E’ fatto
salvo, ove non in contrasto, quanto previsto dagli articoli 9 e 10
del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102;
y) «biogas»: si intende biogas di origine vegetale o da filiera
corta. E’ fatto salvo, ove non in contrasto, quanto previsto dagli
articoli 9 e 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102;

Art. 3.
Dotazione del Fondo Kyoto

1. Ai sensi del comma 1113 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
affluiscono al Fondo Kyoto le seguenti risorse:
a) nel 2007: 200 milioni di euro, risorse a valere sull’annualita’
2007 e impegnate con Decreto DEC/RAS/1932/2007 del 21 dicembre 2007;
b) nel 2008: 200 milioni di euro;
c) nel 2009: 200 milioni di euro;
d) le rate di rimborso dei finanziamenti agevolati.
2. Le risorse di cui al precedente comma 1 sono rese disponibili
dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
con le modalita’ statuite nella convenzione da stipularsi con CDP
S.p.A. ai sensi del comma 1115 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
3. Entro il 31 dicembre di ogni anno la CDP S.p.A. comunica al
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare la
dotazione stimata del Fondo Kyoto per l’anno successivo, tenendo
conto anche delle rate di rimborso in scadenza nello stesso anno.
4. Ai sensi del comma 1113 della legge 27 dicembre 2006, n. 296
possono affluire al Fondo le risorse di all’art. 2, comma 3, della
legge 1° giugno 2002, n. 120.

Art. 4.
Ripartizione delle risorse

1. La dotazione del Fondo Kyoto e’ utilizzata secondo cicli di
programmazione annuale.
2. Per la prima annualita’, le risorse sono assegnate secondo il
seguente riparto per misura e territorio:
a) «Misura microcogenerazione diffusa»: 25 milioni di euro, di cui
al Nord (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto,
Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Province Autonome di Trento e
Bolzano) il 40%, al Centro (Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo)
il 25% e al Sud (Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria,
Sicilia e Sardegna) il 35%;
b) «Misura rinnovabili»: 10 milioni di euro, di cui al Nord il
35%, al Centro il 25% e al Sud il 40%;
c) «Misura motori elettrici»: 15 milioni di euro per l’intero
territorio nazionale;
d) «Misura usi finali»: 130 milioni di euro, di cui al Nord il
40%, al Centro il 20% e al Sud il 40%;
e) «Misura protossido di azoto»: 5 milioni di euro per l’intero
territorio nazionale;
f) «Misura ricerca»: 5 milioni di euro per l’intero territorio
nazionale;
g) «Misura gestione forestale sostenibile»: 10 milioni di euro per
l’intero territorio nazionale.
3. Con la circolare di cui al punto s) del precedente art. 2, il
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
comunica la ripartizione tra le Regioni delle risorse di cui al
precedente comma 2 lettera a), b) e d), informandone preventivamente
la Conferenza Unificata. La ripartizione tiene conto della
popolazione e dei consumi energetici regionali.
4. Qualora, per alcune misure di cui al precedente comma 2 lettera
a), b) e d), si dovesse verificare il mancato utilizzo delle risorse,
cosi’ come ripartite su base regionale, con decreto del Ministero
dell’ambiente della tutela del territorio e del mare di concerto con
il Ministero dello sviluppo economico, queste possono essere, in via
prioritaria, rimodulate, nell’ambito della stessa Regione, in base
alle richieste ritenute ammissibili o sulle eventuali altre misure.
5. Per le successive annualita’, nonche’ per le ulteriori risorse
previste alla lettera d), dell’art. 3, comma 1, con decreti del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di
concerto con il Ministero dello sviluppo economico, sentita la
Conferenza Unificata, e’ definito, anche sulla base dei risultati del
monitoraggio dei precedenti cicli di programmazione, il riparto delle
risorse di cui all’art. 3, comma 1, lettere b) e c) del presente
decreto; il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare di concerto con il Ministero dello sviluppo economico puo’
riarticolare la destinazione delle risorse, non efficacemente
utilizzate, nell’ambito delle misure di cui al comma 2, anche nel
corso del medesimo ciclo di programmazione.
6. La Convenzione di cui all’art. 1, comma 1115, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, definisce le attivita’ di gestione a cui
saranno destinate le maggiori risorse del suddetto Fondo rinvenienti
dall’applicazione del tasso di interesse di cui al comma 1111 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296.
7. Su indicazione delle Regioni e delle Province autonome, la CDP
S.p.A. puo’ avvalersi, per le sole misure indicate al comma 3 del
presente articolo, degli enti di sviluppo regionali competenti per
materia, ovvero delle societa’ finanziarie regionali per le attivita’
scaturenti e conseguenti dagli articoli 14, 15, 16, 17, 18 e 21 del
presente decreto. Con tali enti la CDP S.p.A. stipula autonome
convenzioni.
8. In sede di prima applicazione, entro il termine perentorio di 30
giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, le Regioni e le
Province autonome comunicano al Ministero ed alla CDP S.p.A. l’elenco
degli enti di sviluppo regionale ovvero delle finanziarie regionali
appositamente delegati allo svolgimento delle attivita’ di cui al
precedente comma 7, trascorso il quale le attivita’ sono svolte dalla
CDP S.p.A.
9. Agli oneri derivanti dall’esercizio della facolta’ di cui al
precedente comma 7 provvedono le Regioni e Province autonome con
proprie risorse umane, strumentali e finanziarie.

Art. 5.
Soggetti beneficiari

1. Possono beneficiare dei finanziamenti agevolati di cui al
presente decreto:
a) «Misura microcogenerazione diffusa»: i soggetti di cui alle
lettere i), j), k), l) ed m) del precedente art. 2;
b) «Misura rinnovabili»: i soggetti di cui alle lettere i), j),
k), l) ed m) del precedente art. 2 per gli interventi di cui all’art.
6), comma 2, lettera b) punti 1, 2, 4 e 5; i soggetti di cui alla
lettera l) del precedente art. 2) per gli interventi di cui all’art.
6), comma 2, lettera b) punto 3 ;
c) «Misura motori elettrici»: i soggetti di cui alla lettera i)
del precedente art. 2;
d) «Misura usi finali»: i soggetti di cui alla lettera l) del
precedente art. 2 per gli interventi di cui al successivo art. 6
comma 2 lettera d), punto 1; i soggetti di cui alle lettere i), j),
k), l) ed m) del precedente art. 2 per gli interventi di cui al
successivo art. 6 comma 2, lettera d), punto 2, I e II; i soggetti di
cui alla lettera l) del precedente art. 2 per gli interventi di cui
al successivo art. 6 comma 2, lettera d), punto 2, III.
e) «Misura protossido di azoto»: i soggetti di cui alla lettera i)
del precedente art. 2;
f) «Misura ricerca»: i soggetti, ricompresi tra quelli di cui alle
lettere i), k) ed l) del precedente art. 2, come meglio definiti al
successivo art. 11;
g) «Misura gestione forestale sostenibile»: i soggetti sono le
Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
2. Alla data di presentazione della domanda i soggetti di cui alla
lettera i) del precedente art. 2:
a) devono gia’ essere iscritti nel registro delle imprese;
b) devono trovarsi in regime di contabilita’ ordinaria, nel pieno
e libero esercizio dei propri diritti e non sottoposti a procedure
concorsuali ne’ ad amministrazione controllata;
c) i soggetti obbligati, devono aver depositato presso il registro
delle imprese almeno due bilanci su base annuale.

Art. 6.
Requisiti degli investimenti agevolabili

1. Possono essere agevolati esclusivamente nuovi investimenti, la
cui effettiva realizzazione non abbia avuto avvio in data precedente
a quella di entrata in vigore del presente decreto.
2. Gli investimenti agevolabili, ad esclusione di quelli riferiti
alla «Misura ricerca» e alla «Misura gestione forestale sostenibile»,
ai sensi del presente decreto devono possedere le seguenti
caratteristiche:
a) «Misura microcogenerazione diffusa»: sono ammessi investimenti
per singolo intervento, in impianti di nuova costruzione, con potenza
nominale fino a 50 kWe che utilizzano quali fonti energetiche le
seguenti: gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili
liquidi di origine vegetale, biogas e in co-combustione gas
naturale-biomassa;
b) «Misura rinnovabili»: sono ammessi investimenti per singolo
intervento, in impianti di nuova costruzione di piccola taglia per
l’utilizzo di singola fonte rinnovabile:
1. impianti eolici con una potenza nominale installata compresa
tra 1 kWp e 200 kWp
2. impianti idroelettrici con una potenza nominale installata
compresa tra 1kWp e 200 kWp;
3. impianti solari termici con superficie d’apertura non
superiore a 200 m2;
4. impianti termici a biomassa vegetale solida (pellets o
cippato) di potenza nominale termica (kWt) compresa tra 50 kWt e 450
kWt;
5. impianti fotovoltaici integrati o parzialmente integrati negli
edifici con una potenza nominale compresa tra 1 kWp e 40 kWp;
c) «Misura motori elettrici»: sono ammessi investimenti per la
sostituzione di motori con potenza nominale superiore a 90 kWe con
apparecchiature ad alta efficienza;
d) «Misura usi finali»: sono ammessi investimenti per singolo
intervento:
1. sull’involucro di edifici esistenti, parti di edifici
esistenti o unita’ immobiliari esistenti, riguardanti strutture
opache verticali, orizzontali o inclinate, chiusure trasparenti
comprensive di infissi e vetri, chiusure apribili e assimilabili
quali porte e vetrine anche se non apribili, delimitanti il volume
riscaldato, verso l’esterno e verso vani non riscaldati;
2. I) per la climatizzazione diretta tramite teleriscaldamento da
impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 500 kWe
alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili
vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa.
Tale intervento e’ ammissibile solo se contempla sia la realizzazione
dell’impianto di cogenerazione che la realizzazione della rete di
teleriscaldamento ad esso abbinata, inclusi gli allacciamenti agli
edifici;
II) per la climatizzazione degli edifici da impianti geotermici
a bassa entalpia fino a 1 MWt;
III) impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 5 MWe
alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili
vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa;
e) «Misura protossido di azoto»: sono ammessi investimenti sui
cicli produttivi delle imprese che producono acido adipico e delle
imprese agro-forestali.
3. Laddove le Regioni e le Province autonome volessero avvalersi di
quanto previsto dall’art. 4, comma 7 e 8, le stesse possono
integrare, per ciclo di programmazione, le prescrizioni allegate al
presente decreto con criteri di valutazione aggiuntivi che tengano
conto della peculiare specificita’ territoriale entro i limiti
dell’art. 1, comma 1112, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In
fase di prima applicazione, le Regioni e le Province autonome, entro
il termine di pubblicazione della Circolare di cui all’art. 2,
lettera s), comunicano al Ministero dell’Ambiente e della tutela del
territorio e del mare gli eventuali criteri di valutazione
aggiuntivi.

Art. 7.
Tipologie di costo ammissibili

1. Ad eccezione della «Misura ricerca» e della «Misura gestione
forestale sostenibile», con riferimento all’investimento complessivo,
concorrono alla determinazione del finanziamento agevolato,
esclusivamente, le seguenti tipologie di costi:
a) Progettazione di sistema ivi compresa l’eventuale realizzazione
di diagnosi energetica e studi di fattibilita’ strettamente necessari
per la progettazione degli interventi. Tali costi sono riconosciuti
nella misura massima dell’8% del totale generale dei costi
ammissibili di cui all’allegato e).
b) Costi delle apparecchiature comprensivo delle forniture di
materiali e dei componenti strettamente necessari alla realizzazione
dell’intervento.
c) Costi delle infrastrutture comprese le opere edili strettamente
necessarie alla realizzazione dell’impianto, i costi di allacciamento
alla rete, ovvero nel caso della «Misura usi finali», i costi
strettamente necessari al montaggio e assemblaggio delle tecnologie
installabili.
d) Costi di installazione, compresi avviamento e collaudo.
2. Sono esclusi i costi di esercizio (ad esempio: personale,
combustibili e manutenzione ordinaria).

Art. 8.
Costi unitari massimi ammissibili

1. Fatta eccezione per la «Misura ricerca», la «Misura Usi finali»,
la «Misura protossido di azoto» e la «Misura gestione forestale
sostenibile», i costi unitari massimi ammissibili, relativi alla
somma delle voci di cui alle lettere a), b), c) e d) del precedente
art. 7, comma 1, sono definiti, per taglia e tecnologia, nella
tabella denominata «Costi unitari massimi ammissibili» allegata al
presente decreto, come riferito all’art. 27.
2. I costi unitari massimi ammissibili di cui al precedente comma
devono essere considerati come valori limite ai fini della
determinazione del massimale di finanziamento agevolato di cui
all’art. 10.
3. I costi unitari massimi ammissibili definiti nella tabella di
cui al comma 1 del presente articolo, ove le condizioni di mercato lo
richiedessero, possono essere modificati con decreto del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto
con il Ministero dello sviluppo economico e sentita la Conferenza
Unificata.

Art. 9.
Percentuali di agevolazione

1. Per gli investimenti previsti dal precedente art. 6,
l’intensita’ del beneficio erariale per i soggetti beneficiari di cui
alla lettera i) del precedente art. 2, non puo’ superare la quota di
aiuto di Stato definita «de minimis», di cui al Regolamento (CE) n.
1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 379/5 del 28 dicembre
2006.
2. Con riferimento alle misure di cui all’art. 2, comma 1, lettere
a), b), c), d), e) ed ai costi unitari massimi ammissibili di cui al
precedente art. 8, le percentuali di agevolazione relativamente ai
soggetti di cui all’art. 2) comma 1, lettera l) sono fissati a 90%;
le percentuali di agevolazione relativamente ai soggetti di cui
all’art. 2) comma 1, lettere i), j), k) ed m) sono fissati al 70%.
3. Il finanziamento agevolato, al netto dell’imposta sul valore
aggiunto, e’ determinato come il valore minimo tra:
il massimale di finanziamento agevolato come definito al
successivo art. 10;
il prodotto tra la percentuale di agevolazione di cui al
precedente comma 2 e il totale generale dei costi ammissibili di cui
all’allegato e);
il prodotto tra la percentuale di agevolazione di cui al
precedente comma 2 e il totale finanziamento agevolato richiesto di
cui all’allegato e).
4. Il finanziamento agevolato, di cui al comma 3 del presente
articolo e’ da considerarsi al netto dell’imposta sul valore aggiunto
se riferito ad interventi proposti da soggetti di cui all’art. 2,
lettera i) e lettera k) limitatamente, per questi ultimi, alle sole
attivita’ aventi natura assoggettabile al regime dell’imposta sul
valore aggiunto. Negli altri casi, il finanziamento agevolato di cui
al comma 3 del presente articolo e’ maggiorato dell’aliquota di
imposta sul valore aggiunto applicabile.
5. Le percentuali di cui al comma 2 del presente articolo, ove le
condizioni di mercato lo richiedessero, possono essere modificati con
decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare di concerto con il Ministero dello sviluppo economico.

Art. 10.
Massimali del finanziamento agevolato

1. Nel rispetto delle tipologie di costo ammissibile di cui
all’art. 7, comma 1, il massimale del finanziamento agevolato e’
determinato, per misura, come segue:
a) «Misura microcogenerazione diffusa» di cui al precedente art.
6, comma 2, lettera a): e’ pari al prodotto tra la potenza nominale
dell’impianto, il costo unitario massimo ammissibile indicato nella
tabella allegata di cui all’art. 8, comma 1, e la percentuale di
agevolazione di cui all’art. 9, comma 2.
b) «Misura rinnovabili» per gli investimenti di cui al precedente
art. 6, comma 2, lettera b): e’ pari al prodotto tra la potenza
nominale dell’impianto, il costo unitario massimo ammissibile
indicato nella tabella allegata di cui all’art. 8, comma 1, e la
percentuale di agevolazione di cui all’art. 9, comma 2. Per gli
interventi di cui all’art. 6, comma 2, lettera b), punto 4, nel
calcolo anzidetto la potenza e’ sostituita dalla superficie di
apertura.
c) «Misura motori elettrici» di cui al precedente art. 6, comma 2,
lettera c): e’ pari al prodotto tra il numero di motori sostituiti,
il costo unitario massimo ammissibile indicato nella tabella allegata
di cui all’art. 8, comma 1, e la percentuale di agevolazione di cui
all’art. 9, comma 2.
2. Per la «Misura protossido di azoto» il massimale del
finanziamento agevolato non puo’ essere superiore ad euro
1.000.000,00 moltiplicato per la percentuale di agevolazione di cui
all’art. 9, comma 2; per la «Misura usi finali» di cui all’art. 6,
comma 2, lettera d), punto 1, lettera d) punto 2, I e II il massimale
del finanziamento agevolato non puo’ essere superiore ad euro
1.500.000,00 moltiplicato per la percentuale di agevolazione di cui
all’art. 9, comma 2; per la «Misura usi finali» di cui all’art. 6,
comma 2, lettera d) punto 2, III il massimale del finanziamento
agevolato non puo’ essere superiore ad euro 10.000.000,00
moltiplicato per la percentuale di agevolazione di cui all’art. 9,
comma 2.
3. Qualora l’intervento proposto presenti le caratteristiche di
«sistema integrato», cosi’ come definito alla lettera h) dell’art. 2,
il massimale del finanziamento agevolato, comunque nel rispetto dei
comma 1 e 2 del presente articolo, non puo’ superare euro
1.500.000,00. In tali casi, la domanda dovra’ evidenziare i costi
distinti per intervento.
4. I massimali del finanziamento agevolato, di cui ai comma 1, 2 e
3 del presente articolo, sono da considerarsi al netto dell’imposta
sul valore aggiunto.
5. I massimali di cui ai precedenti comma, ove le condizioni di
mercato lo richiedessero, possono essere modificati con decreto del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di
concerto con il Ministero dello sviluppo economico.

Art. 11.
Disciplina speciale per la Misura ricerca

1. Sono ammesse al finanziamento agevolato le attivita’ di ricerca
precompetitiva per lo sviluppo di tecnologie innovative per la
produzione di energia da fonti rinnovabili, per la produzione e
separazione e accumulo di idrogeno, per lo sviluppo di materiali,
componenti e configurazioni innovative di celle a combustibile.
2. Possono fare istanza di accesso al finanziamento agevolato gli
istituti superiori di ricerca, sia pubblici che privati, le
universita’ e i loro consorzi. Sono ammessi al beneficio erariale
anche i soggetti appositamente costituiti, anche in compartecipazione
pubblico-privata, per la creazione di spinn-off al fine di
valorizzare i risultati della ricerca.
3. Il massimale di finanziamento agevolato per il progetto di
ricerca non puo’ essere superiore a 1.000.000,00 di euro e comunque
non puo’ superare il 50% dei costi ammissibili cosi’ come definiti
dal successivo comma 4 del presente articolo.
4. Sono ammissibili al finanziamento agevolato i seguenti costi:
a) costi di personale adibito esclusivamente ad attivita’ di
ricerca;
b) costo di strumenti e attrezzature utilizzati esclusivamente per
le attivita’ di ricerca;
c) costo di servizi di consulenze, brevetti, know-how e diritti di
licenza strettamente necessari ed attinenti all’attivita’ di ricerca;
d) costi di materiali, forniture e prodotti direttamente
imputabili all’attivita’ di ricerca.

Art. 12.
Disciplina speciale per la Misura gestione forestale sostenibile

1. Sono ammessi al finanziamento agevolato, a valere sulla prima
annualita’ del Fondo, i progetti regionali che presentano la
finalita’ di identificare interventi diretti a ridurre il
depauperamento dello stock di carbonio nei suoli forestali e nelle
foreste.
2. Possono fare istanza di accesso al finanziamento agevolato le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
3. Il massimale di finanziamento agevolato per la finalizzazione di
progettazione di interventi diretti a ridurre il depauperamento dello
stock di carbonio nei suoli forestali e nelle foreste non puo’ essere
superiore a 500.000,00 euro.
4. Sono ammissibili al finanziamento agevolato i seguenti costi:
a) costi di personale;
b) costo di strumenti e attrezzature utilizzati esclusivamente ai
fini della progettazione;
c) costo di servizi di consulenze, brevetti, know-how e diritti di
licenza strettamente necessari ed attinenti all’attivita’ di gestione
forestale.

Art. 13.
Cumulabilita’

1. Nel rispetto di quanto stabilito dal comma 1 del precedente art.
9, le agevolazioni di cui al presente decreto sono cumulabili con
agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre normative
comunitarie, nazionali e regionali entro le intensita’ di aiuto
massime consentite dalla vigente normativa dell’Unione europea, salvo
quanto stabilito dall’art. 2, comma 152, della legge 24 dicembre
2007, n. 244.

Art. 14.
Ammissione ai benefici erariali

1. In applicazione del comma 1115 della legge 27 dicembre 2006, n.
296, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare affida alla CDP S.p.A., tra le altre attivita’ di gestione del
Fondo Kyoto, la cura della fase di raccolta e istruttoria delle
istanze di ammissione ai benefici erariali, fermo restando quanto
stabilito al precedente art. 4, comma 7 e 8.
2. La procedura per l’ammissione ai benefici erariali, per ciascuna
misura o gruppo di misure, si articola nelle seguenti fasi:
a) domanda di ammissione;
b) istruttoria preliminare, tecnica ed economico-finanziaria: le
tre sub-fasi di cui si compone l’istruttoria devono essere
considerate separate, distinte e consequenziali, con valutazione
specifica a conclusione di ogni singola sub-fase; la suddetta
valutazione si concludera’ con un’ammissione alla fase successiva
ovvero con una non ammissione e conseguente diniego del beneficio
erariale;
c) concessione o diniego.
3. La CDP Spa sviluppa un sistema informativo per la gestione delle
domande e dei progetti finanziati al fine di poter trattare i dati in
maniera aggregata per ogni regione.

Art. 15.
Modalita’ di presentazione delle domande

1. L’ammissione al finanziamento agevolato avviene sulla base della
presentazione della domanda, redatta, a pena di esclusione, secondo
lo schema allegato al presente decreto, come riferito all’art. 27. Le
domande di ammissione e la relativa documentazione, devono essere
inoltrate alla CDP S.p.A., a mezzo plico raccomandato con avviso di
ricevimento, sia in duplice copia cartacea che in formato elettronico
su supporto digitale (CD, DVD).
2. Per le Regioni e Province autonome che si sono avvalse della
facolta’ prevista ai comma 7 e 8 dell’art. 4 del presente decreto, le
domande di ammissione e la relativa documentazione, devono essere
inoltrate ai soggetti di cui all’art. 4, comma 7 a mezzo plico
raccomandato con avviso di ricevimento, sia in duplice copia cartacea
che in formato elettronico su supporto digitale (CD, DVD). Gli
indirizzi dei soggetti di cui all’art. 4, comma 7 e i relativi moduli
domanda sono riportati nella circolare, di cui all’art. 2 lettera s).
3. La domanda di ammissione deve essere presentata a decorrere dal
quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione della
circolare, di cui all’art. 2, lettera s), nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana e fino al centotrentacinquesimo giorno
dalla stessa data di pubblicazione.
4. La domanda di ammissione per i soggetti beneficiari di cui alle
lettere i), j), k) e m) del precedente art. 2 e’ corredata da una
valutazione di affidabilita’ economico-finanziaria del soggetto
beneficiario e del progetto, effettuata da uno dei soggetti
autorizzati all’esercizio dell’attivita’ bancaria ai sensi del testo
unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Per i
soggetti di cui alla lettera l) del precedente art. 2, la domanda di
ammissione e’ corredata dalle attestazioni necessarie a verificare il
rispetto dei presupposti legali all’indebitamento.
5. La domanda di ammissione e’ inoltre corredata:
a) (per tutti i soggetti di cui al precedente art. 2) dal
cronoprogramma dell’intervento per il quale si richiede
l’agevolazione (pianificazione sequenziale e temporale delle
attivita’);
b) (per i soggetti di cui alle lettere i), j), k) e m) del
precedente art. 2) da una attestazione in ordine al rispetto di
quanto previsto dal comma 1 del precedente art. 6 (nuovi
investimenti, la cui realizzazione non sia stata avviata in data
precedente a quella di entrata in vigore del presente decreto);
c) (per i soggetti di cui alla lettera l) del precedente art. 2)
da una dichiarazione in ordine al rispetto della vigente normativa in
tema di copertura finanziaria delle spese di investimento.
6. Il modulo di domanda deve essere compilato in ogni sua parte,
debitamente sottoscritto ed accompagnato dalla documentazione
richiesta, a pena di invalidita’.
7. A pena di inammissibilita’, per uno stesso ciclo di
programmazione, il soggetto beneficiario puo’ presentare una sola
domanda di agevolazione per misura e una sola domanda di agevolazione
per «sistemi integrati».
8. La CDP S.p.A. registra in ordine cronologico le domande
presentate.

Art. 16.
Istruttoria

1. Fatto salvo quanto previsto dal precedente art. 4, comma 7 e 8,
l’istruttoria della domanda di ammissione al finanziamento agevolato
si compone delle seguenti sub-fasi:
a) istruttoria preliminare: verifica, in base all’ordine
cronologico di ricevimento, della correttezza e della completezza
documentale della domanda, della sussistenza delle condizioni di
procedibilita’ per l’accesso alle agevolazioni, nonche’ della
disponibilita’ delle risorse ai sensi del precedente art. 4;
b) istruttoria tecnica: e’ costituita dalla verifica inerente la
validita’ tecnica del progetto presentato e la relativa
ammissibilita’ e congruita’ dei costi relativamente ai progetti che
hanno superato la precedente istruttoria preliminare;
c) istruttoria economico-finanziaria: e’ rappresentata dalle
verifiche inerenti l’affidabilita’ economico-finanziaria, al fine di
accertare la possibilita’ dei beneficiari di far fronte agli impegni
finanziari che deriveranno dalla stipula del contratto di
finanziamento agevolato. Per i soggetti beneficiari di cui alle
lettere i), j), k) e m) del precedente art. 2, si fa riferimento alla
valutazione di affidabilita’ economico-finanziaria predisposta
secondo le regole generalmente utilizzate nel sistema bancario. Per
quanto riguarda i soggetti beneficiari di cui al precedente art. 2,
lettera l), sono verificati i presupposti per l’indebitamento di cui
alla vigente normativa secondo le indicazioni ed i parametri forniti
da CDP S.p.A.
Fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 3, la Convenzione
di cui all’art. 1, comma 1115 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
definisce le modalita’ di espletamento riguardanti l’istruttoria
preliminare, tecnica e finanziaria. La procedura di cui al presente
articolo deve realizzarsi normalmente in un tempo di 45 giorni dalla
data di ricevimento della domanda.
2. Per lo svolgimento della procedura di cui al comma 1, lettera
b), del presente articolo, e’ istituita una Commissione di
valutazione, presso la Direzione generale per la ricerca ambientale e
lo sviluppo del Ministero la quale porra’ in essere i necessari atti,
anche di natura organizzativa, al fine di espletare con efficienza ed
economicita’ quanto previsto dal comma 1 del presente articolo. A tal
fine la Commissione di valutazione e’ nominata dal Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ed e’
composta da cinque membri effettivi e da tre membri supplenti, di
cui: tre effettivi e un supplente designati dal Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; due effettivi
e un supplente designati dal Ministero dello sviluppo economico. La
Commissione e’ coadiuvata nell’esercizio delle sue funzioni da una
segreteria tecnica, individuata con decreto del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, composta da
funzionari del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare e del Ministero dello sviluppo economico integrata da
funzionari dell’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente
(ENEA). L’attuazione del presente comma non comporta oneri per il
bilancio dello Stato e l’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e
l’ambiente (ENEA) svolge le suddette attivita’, senza oneri,
nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali.
3. Per le Regioni o Province autonome che si sono avvalse della
facolta’ prevista ai comma 7 e 8 dell’art. 4 del presente decreto,
l’istruttoria di cui al presente articolo e’ svolta con modalita’
definite da ogni singola Regione e Provincia autonoma.
4. Per quanto concerne l’istruttoria tecnica di cui al precedente
punto b) del comma 1, la valutazione delle istanze avviene sulla base
delle prescrizioni minime allegate al presente decreto nonche’ sulla
base degli eventuali criteri di valutazione aggiuntivi di cui al
precedente art. 6, comma 3.
5. Le Regioni e Province autonome che si sono avvalse della
facolta’ di cui ai comma 7 e 8 dell’art. 4 del presente decreto, a
chiusura della fase istruttoria, predispongono ed inviano alla CDP
spa l’elenco delle domande ammissibili, distinte per soggetto, misura
e territorio, corredato di relazione esplicativa sintetica.

Art. 17.
Decreto di ammissione all’agevolazione

1. La CDP S.p.A., a chiusura della fase istruttoria, predispone ed
invia al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare ed al Ministero dello sviluppo economico un elenco delle domande
ammissibili, distinte per soggetto, misura e territorio, corredato di
relazione esplicativa sintetica.
2. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, sulla base dell’elenco e della relazione trasmessa dalla CDP
S.p.A. ai sensi del comma precedente, emana il decreto di ammissione
all’agevolazione, trasmettendolo alla CDP S.p.A. che provvede alla
relativa notifica al soggetto beneficiario.
3. L’emanazione del decreto di ammissione all’agevolazione avviene
fino ad esaurimento delle risorse assegnate su base annua ai sensi
del precedente art. 4. L’eventuale indisponibilita’ delle risorse per
il ciclo di programmazione cui si riferisce la domanda, comporta
l’emanazione di un provvedimento di diniego, che non preclude la
ripresentazione della medesima domanda per un ciclo di programmazione
successivo.
4. A seguito della ricezione del decreto di ammissione al
finanziamento agevolato, la CDP S.p.A. invita il soggetto
beneficiario ad avviare le procedure per il perfezionamento dei
relativi contratti di finanziamento, assegnando un termine
perentorio, pena la decadenza dal beneficio erariale.
5. Le Regioni e Province autonome che si sono avvalse della
facolta’ prevista ai comma 7 e 8 dell’art. 4 del presente decreto,
provvedono con propri atti, a definire l’ammissione al finanziamento
fatto salvo quanto previsto dal comma 3 del presente articolo. Le
Regioni e le Province autonome comunicano al Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare ed al Ministero dello
sviluppo economico l’elenco dei finanziamenti agevolati concessi.

Art. 18.
Tempi e modalita’ di realizzazione degli investimenti ammessi

1. I soggetti beneficiari sono tenuti a comunicare alla CDP S.p.A.
o, per le Regioni e le Province autonome che si sono avvalse di
quanto previsto all’art. 4, comma 7 e 8, ai soggetti di cui all’art.
4, comma 7, l’avvenuto inizio dei lavori con lettera raccomandata
a.r., specificandone la data e allegando copia del verbale di
consegna lavori o della denuncia di inizio attivita’.
2. I lavori di realizzazione dell’investimento devono terminare
entro e non oltre:
a) i successivi 24 mesi a decorrere dalla data di perfezionamento
del contratto di finanziamento agevolato per gli interventi di cui
all’art. 6, comma 2, lettera d), punto 2, I, salvo richiesta di
proroga accordata dal Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, secondo quanto previsto dal successivo comma
3;
b) i successivi 12 mesi a decorrere dalla data di perfezionamento
del contratto di finanziamento agevolato per gli interventi di cui
all’art. 6, comma 2, lettera d), punto 2, II e III, salvo richiesta
di proroga accordata dal Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, secondo quanto previsto dal successivo comma
3;
c) i successivi 6 mesi a decorrere dalla data di perfezionamento
del contratto di finanziamento agevolato per gli interventi di cui
all’art. 6, comma 2, lettere a), b), c), d) punto 1 ed e), salvo
richiesta di proroga accordata dal Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, secondo quanto previsto dal
successivo comma 3.
Nel caso di «sistemi integrati» di cui all’art. 2, lettera h), i
lavori di realizzazione dell’investimento devono terminare entro e
non oltre il periodo relativo all’intervento per cui e’ previsto il
massimo tempo di realizzazione nel rispetto di quanto stabilito alle
precedenti lettere a), b) e c).
3. L’istanza di proroga del termine di fine lavori, che comunque
non puo’ essere superiore a ulteriori 180 giorni solari, debitamente
sottoscritta e motivata dal soggetto beneficiario, nonche’ corredata,
ove gia’ esistenti, dai precedenti stati di avanzamento, deve essere
trasmessa alla CDP S.p.A. o, per le Regioni e le Province autonome
che si sono avvalse di quanto previsto all’art. 4, comma 7 e 8, ai
soggetti di cui all’art. 4, comma 7, con lettera raccomandata a.r., e
pervenire entro l’originario termine di fine lavori. L’eventuale
proroga deve essere accordata dalla Direzione generale per la ricerca
ambientale e lo sviluppo del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare o dalle Regioni e le Province autonome che
si sono avvalse di quanto previsto all’art. 4, comma 7 e 8, che ne
danno comunicazione al soggetto beneficiario entro 30 giorni dal
ricevimento dell’istanza stessa. Nel silenzio, entro detto termine,
la proroga e’ da intendersi accordata nei limiti del periodo
richiesto.
4. Eventuali significativi aggiornamenti della originaria
pianificazione sequenziale e temporale delle attivita’
(cronoprogramma), che comunque rispettino i termini di cui ai
precedenti comma 2 e 3, devono essere comunicati tempestivamente alla
CDP S.p.A. per la eventuale presa d’atto; per le Regioni e le
Province autonome che si sono avvalse di quanto previsto all’art. 4,
comma 7 e 8, ai soggetti di cui all’art. 4, comma 7 per le eventuali
deliberazioni secondo il loro ordinamento.

Art. 19.
Forma tecnica e condizioni generali ed economiche
dei finanziamenti agevolati

1. I finanziamenti agevolati assumono la forma di prestiti di
scopo, di durata non inferiore a tre anni e non superiore a sei, a
rate semestrali, costanti (metodo francese), posticipate, con
applicazione del tasso fisso determinato dal Ministro dell’economia e
delle finanze ai sensi del comma 1111 della legge 27 dicembre 2006,
n. 296.
2. L’ammortamento dei prestiti decorre dal 1° gennaio dell’anno
successivo al perfezionamento del contratto di finanziamento
agevolato, ovvero dal 1° luglio dello stesso anno per i contratti
conclusi nel primo semestre.
3. Per le erogazioni, parziali o totali, dei prestiti in data
anteriore all’inizio dell’ammortamento, gli interessi di
preammortamento sono calcolati, al medesimo tasso di interesse fisso
praticato sul prestito, dalla data dell’erogazione fino al giorno
precedente l’inizio dell’ammortamento.
4. Il soggetto beneficiario si obbliga ad effettuare il pagamento
di quanto dovuto a titolo di capitale ed interessi, a decorrere dalla
data di inizio dell’ammortamento ed entro e non oltre la data di
scadenza del contratto di finanziamento agevolato, in rate semestrali
costanti posticipate, comprensive di quota capitale e quota
interessi, con scadenza al 30 giugno ed al 31 dicembre di ciascun
anno, secondo il piano di ammortamento.
5. Nel caso di ritardo da parte del soggetto beneficiario
nell’effettuazione di qualsivoglia pagamento dovuto in base al
contratto di finanziamento agevolato per capitale od interessi o ad
altro titolo, a qualsiasi causa attribuibile, sono dovuti,
sull’importo non pagato, gli interessi di mora al tasso di interesse
legale.
6. E’ consentita l’estinzione anticipata del finanziamento
agevolato, senza oneri o commissioni a carico del soggetto
beneficiario.
7. Nel rispetto dei precedenti comma del presente articolo, la
circolare di cui all’art. 2, comma 1, lettera s) fissa l’ulteriore
disciplina sostanziale e procedurale, anche per cio’ che attiene i
presupposti istruttori e il regime delle garanzie da prestare, dei
finanziamenti agevolati di cui al comma 1111 della legge 27 dicembre
2006, n. 296.

Art. 20.
Modalita’ di erogazione dei finanziamenti agevolati
e documentazione di spesa

1. L’erogazione del finanziamento agevolato, fino ad un massimo del
25% del suo importo, viene disposta dall’ufficio della CDP S.p.A.
entro 15 giorni lavorativi dalla data di perfezionamento del
contratto di finanziamento; per il restante 75% e’ disposta per stati
di avanzamento, sottoscritti dal direttore dei lavori o figura
analoga, ciascuno di importo non inferiore al 25% del finanziamento
stesso, fatta salva l’erogazione a saldo.
2. La CDP S.p.A. eroga il finanziamento agevolato al soggetto
beneficiario in conformita’ alle previsioni del presente decreto,
della circolare di cui all’art. 2, comma 1, lettera s), dei
successivi atti di ammissione all’agevolazione e del contratto di
finanziamento.

Art. 21.
Casi di decadenza o revoca. Recupero somme

1. La Direzione generale per la ricerca ambientale e lo sviluppo
del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
anche su proposta della CDP S.p.A., commina la revoca
dell’agevolazione nei seguenti casi:
a) mancato rispetto degli adempimenti di legge o di quelli
disposti dal presente decreto e dalla circolare di cui all’art. 2,
comma 1, lettera s);
b) sostanziale difformita’ tra progetto presentato per
l’agevolazione e quello effettivamente realizzato;
c) cessazione dell’attivita’ del soggetto beneficiario (ove
trattasi di impresa);
d) fallimento, liquidazione coatta amministrativa o
assoggettamento ad altra procedura concorsuale (ove trattasi di
impresa);
e) agevolazioni concesse sulla base di dati, notizie o
dichiarazioni inesatti o reticenti;
f) nel caso in cui i beni acquistati con l’intervento agevolativo
siano alienati, ceduti o distratti prima che abbia termine quanto
previsto dal progetto ammesso e comunque prima della scadenza del
finanziamento agevolato;
g) inosservanza accertata delle disposizioni fiscali,
previdenziali, contributive e di sicurezza sul lavoro;
h) revoca o mancato ottenimento delle autorizzazioni e concessioni
necessarie alla realizzazione dell’intervento oggetto di beneficio;
i) in qualunque altro caso in cui notizie o fatti circostanziati
possano far ritenere che l’intervento oggetto di agevolazione non
venga realizzato ovvero che la consistenza patrimoniale e finanziaria
del beneficiario non consenta per il futuro il soddisfacimento delle
obbligazioni assunte con la contrazione del finanziamento agevolato.
2. La Direzione generale per la ricerca ambientale e lo sviluppo
del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
predispone il provvedimento di revoca disponendo nello stesso tempo
la restituzione delle somme gia’ erogate maggiorate degli interessi
legali. Tali somme incrementano la dotazione del Fondo Kyoto.
3. Le Regioni e Province autonome che si sono avvalse della
facolta’ prevista ai comma 7 e 8 dell’art. 4, del presente decreto,
anche su proposta dei soggetti di cui all’art. 4, comma 7, provvedono
con propri atti a comminare la revoca fermo restando i casi previsti
dal precedente comma 1.
4. Il mancato completamento delle opere nei termini di cui al
precedente art. 18 comporta la decadenza dal diritto all’agevolazione
e l’applicazione di quanto previsto dal presente articolo.
5. Alla CDP S.p.A. e’ conferito mandato per l’effettivo recupero
delle somme per conto del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, con le modalita’ previste nella convenzione di
cui all’art. 1, comma 1115 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
6. Le Regioni e Province autonome che si sono avvalse della
facolta’ prevista ai comma 7 e 8 dell’art. 4 del presente decreto,
provvedono al recupero delle somme maggiorate degli interessi legali
derivanti da revoche. Dette somme devono essere riversate nel Fondo
di rotazione presso la CDP S.p.A.
7. Quando ricorrono le ipotesi di cui al comma 1, lettere a), b),
e), f), g) ed i), le amministrazioni proposte alla vigilanza sul
corretto adempimento da parte dei soggetti interessati degli obblighi
derivanti dal conferimento del beneficio erariale, sono tenute ad
informare con immediatezza la Procura regionale competente della
Corte dei conti di ogni ipotesi di danno erariale cagionato dai
beneficiari delle somme di cui al presente decreto.

Art. 22.
Varianti

1. L’eventuale richiesta di variante in corso d’opera da apportare
al progetto presentato, deve essere inoltrata, preventivamente alla
sua esecuzione, alla CDP S.p.A. o, per le Regioni e le Province
autonome che si sono avvalse di quanto previsto all’art. 4, comma 7 e
8, ai soggetti di cui all’art. 4, comma 7, mediante plico
raccomandato, debitamente sottoscritta, motivata e integrata da
idonea documentazione giustificativa.
2. La suddetta variante e’ esaminata, sotto il profilo tecnico per
la relativa approvazione, dalla Direzione generale per la ricerca
ambientale e lo sviluppo del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare o dalle Regioni e dalle Province autonome,
che si sono avvalse di quanto previsto all’art. 4, comma 7 e 8.
3. La CDP S.p.A. o, per le Regioni e le Province autonome che si
sono avvalse di quanto previsto all’art. 4, comma 7 e 8, i soggetti
di cui all’art. 4, comma 7, comunicano al soggetto beneficiario
richiedente l’approvazione o il diniego dell’istanza di variante da
parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare o delle Regioni e Province autonome.
4. In nessun caso la variante puo’ comportare l’aumento
dell’importo del finanziamento agevolato.
5. Fatta salva, nei casi piu’ gravi, la revoca delle agevolazioni,
i costi relativi alle opere oggetto di variante non sono comunque
considerati ammissibili se sostenuti in data anteriore alla
comunicazione di cui al precedente comma 3.

Art. 23.
Variazioni di titolarita’

1. Qualsiasi variazione relativa al soggetto beneficiario, titolare
del progetto ammesso ai benefici erariali e/o controparte nel
relativo contratto di finanziamento, deve essere preventivamente
richiesta alla CDP S.p.A. o, per le Regioni e le Province autonome
che si sono avvalse di quanto previsto all’art. 4 comma 7 e 8, ai
soggetti di cui all’art. 4, comma 7, che espletano le necessarie
valutazioni di propria competenza, ai fini dell’eventuale conferma o
revoca dell’agevolazione.

Art. 24.
Verifiche, controlli e ispezioni

1. La Direzione generale per la ricerca ambientale e lo sviluppo
del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
e la Direzione generale dell’energia e delle risorse minerarie del
Ministero dello sviluppo economico verificano a campione la regolare
esecuzione delle iniziative finanziate nonche’ la loro conformita’ al
progetto presentato, incluse le eventuali varianti approvate;
verificano, altresi’, il rispetto dei tempi e delle modalita’ degli
investimenti ammessi. A tal fine, possono essere eseguiti
sopralluoghi in corso d’opera e verifiche tecniche nell’arco della
realizzazione dell’investimento.
2. La Direzione generale per la ricerca ambientale e lo sviluppo
del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
e la Direzione generale dell’energia e delle risorse minerarie del
Ministero dello sviluppo economico, coadiuvate dal Comando
Carabinieri per la tutela ambientale e dalla Guardia di finanza,
possono disporre ispezioni in loco al fine di verificare il corretto
adempimento degli obblighi derivanti dalla concessione del beneficio
erariale. Gli oneri derivanti da tali attivita’ sono a carico del
soggetto beneficiario.
3. Le Regioni e Province autonome che si sono avvalse della
facolta’ prevista ai comma 7 e 8 dell’art. 4 del presente decreto,
per quanto di propria competenza, svolgono attivita’ di verifica e
controllo.

Art. 25.
Monitoraggio, divulgazione dei risultati e attivita’ di informazione

1. Al fine di consentire alla Direzione generale per la ricerca
ambientale e lo sviluppo del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare una valutazione di efficacia dell’utilizzo
delle risorse del Fondo Kyoto, nonche’ degli effetti aggregati
conseguiti a seguito della realizzazione degli investimenti con le
stesse finanziati, la CDP S.p.A. elabora e trasmette al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ed al
Ministero dello sviluppo economico report semestrali di monitoraggio
finanziario dei finanziamenti agevolati. Le Regioni e le Province
autonome che si avvalgono della facolta’ di cui al precedente art. 4,
comma 7 e 8, provvedono a trasmettere alla CDP SpA, con cadenza
semestrale, report di monitoraggio finanziario dei finanziamenti
agevolati concessi.
2. I Ministeri dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare e lo sviluppo economico provvedono alla divulgazione dei
risultati delle attivita’ di monitoraggio.

Art. 26.
Clausola di salvaguardia della P.A.

1. La pubblica amministrazione provvede all’attuazione delle
disposizioni contenute nel provvedimento mediante l’utilizzo delle
risorse umane, finanziarie e strumentali esistenti a legislazione
vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.

Art. 27.
Allegati

1. Gli allegati e le disposizioni ivi contenute, composti da:
a) Moduli di domanda di ammissione all’agevolazione:
a1) Persone fisiche;
a2) Imprese;
a3) Persone giuridiche;
a4) Condominii;
a5) Soggetti pubblici;
b) Parametri e dichiarazioni relativi all’affidabilita’
economico-finanziaria:
b1) Persone fisiche;
b2) Imprese;
b3) Persone giuridiche private;
b4) Condominii;
c) Prescrizioni minime per misura:
c1) Microcogenerazione;
c2) Eolico;
c3) Mini-idroelettrico;
c4) Termico Biomasse;
c5) Solare termico;
c6) Efficienza usi finali;
c7) Fotovoltaico;
d) Tabella voci di costi unitari massimi ammissibili;
e) Tabella costi ammissibili;
f) Dichiarazione «de minimis»,
fanno parte integrante del presente decreto.
2. Con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare gli allegati di cui al comma precedente possono
essere modificati o integrati.

Art. 28.
Norma finale

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla
data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 25 novembre 2008
Il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio
e del mare
Prestigiacomo
Il Ministro
dello sviluppo economico
Scajola
Registrato alla Corte dei conti il 16 marzo 2009
Ufficio controllo atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto del
territorio, registro n. 1, foglio n. 382

Allegato A

—-> Vedere da pag. 11 a pag. 30 <---- Allegato B ----> Vedere da pag. 31 a pag. 37 <---- Allegato C ----> Vedere da pag. 38 a pag. 69 <---- Allegato D ----> Vedere da pag. 70 a pag. 71 <---- Allegato E ----> Vedere da pag. 72 a pag. 74 <---- Allegato F ----> Vedere da pag. 75 a pag. 76 <----

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 25 novembre 2008

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