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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 10 dicembre 2001: Condizioni e modalita' di riconoscimento dell'idoneita' dei laboratori all'esecuzione della verificazione periodica degli strumenti di misura. (GU n. 39 del 15-2-2002)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 10 dicembre 2001

Condizioni e modalita’ di riconoscimento dell’idoneita’ dei
laboratori all’esecuzione della verificazione periodica degli
strumenti di misura.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Visto il testo unico delle leggi sui pesi e sulle misure approvato
con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni
ed integrazioni;
Visto il regolamento sul servizio metrico approvato con regio
decreto 31 gennaio 1909, n. 242, e successive modificazioni ed
integrazioni;
Vista la legge 25 marzo 1997, n. 77, recante disposizioni in
materia di commercio e di Camere di commercio, ed in particolare
l’art. 3, comma 4, lettera d), che attribuisce al Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato il potere di
modificare le procedure di esecuzione della verificazione periodica
anche attraverso l’accreditamento di laboratori autorizzati;
Visto il decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 182, di attuazione
della legge n. 77/1997, recante modifiche ed integrazioni alla
disciplina della verificazione periodica degli strumenti metrici;
Visto in particolare l’art. 4, comma 3, del decreto ministeriale n.
182/2000 il quale rinvia ad un decreto del Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato la determinazione delle condizioni e
delle modalita’ di accreditamento dei laboratori abilitati ad
eseguire le operazioni di verificazione periodica degli strumenti di
misura;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, che all’art. 20 attribuisce alle camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura le funzioni
esercitate dagli uffici metrici provinciali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio
1999 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 286 del 6 dicembre 1999
concernente l’individuazione dei beni e delle risorse degli uffici
metrici provinciali da trasferire alle camere di commercio;
Sentito il Comitato centrale metrico in data 12 ottobre 2001;

Adotta
il seguente decreto:

Art. 1.
Definizioni
1. Agli effetti del presente decreto si intende:
a) per “regolamento”, il decreto ministeriale 28 marzo 2000, n.
182;
b) per “strumenti di misura”, quelli rientranti nelle seguenti
categorie:
masse e misure campione; misure di capacita’, comprese quelle
montate su autocisterna;
strumenti per pesare;
complessi di misura per carburanti;
misuratori di volumi di liquidi diversi da carburante e
dall’acqua;
misuratori massici di gas metano per autotrazione;
strumenti per la misura di lunghezze compresi i misuratori di
livello dei serbatoi;
c) per “verificazione periodica”, l’accertamento del mantenimento
nel tempo della affidabilita’ metrologica degli strumenti di misura
finalizzata alla tutela della fede pubblica, nonche’ l’integrita’ di
sigilli anche elettronici e etichette o altri elementi di protezione
previsti dalle norme vigenti.

Art. 2.
Condizioni giuridico-amministrative
1. Ai sensi dell’art. 4 del regolamento, i laboratori interessati
ad effettuare la verificazione periodica degli strumenti di misura
devono offrire garanzie di indipendenza.
2. Le garanzie di indipendenza dei laboratori si intendono
assicurate alle seguenti condizioni:
a) il laboratorio e tutto il relativo personale devono essere
indipendenti da vincoli di natura commerciale o finanziaria e da
rapporti societari con gli utenti metrici;
b) se un laboratorio fa parte di una organizzazione piu’ ampia
avente un interesse diretto o indiretto nel settore degli strumenti
di misura, la struttura che svolge l’attivita’ di verificazione
periodica deve essere distinta, autonoma e separata soprattutto con
riferimento alle attivita’ di manutenzione e riparazione;
c) il personale incaricato della verificazione deve rispettare il
vincolo del segreto professionale.

Art. 3.
Condizioni tecnico-operative
1. Il laboratorio deve operare, per la parte inerente l’esecuzione
della verificazione periodica degli strumenti di misura, sulla base
di un sistema di garanzia di qualita’ e con riferimento alle norme
tecniche nazionali e internazionali per i laboratori di prova.
2. Si considera soddisfatta la condizione di cui al comma 1 del
presente articolo se il laboratorio e’ accreditato da un organismo
aderente alla European Cooperation for Accreditation (EA), che sia
firmatario di un accordo di mutuo riconoscimento, e che operi secondo
la norma UNI CEI EN 45003, ovvero, se il laboratorio opera secondo
sistemi di garanzia di qualita’ validati da un organismo accreditato
a livello nazionale o comunitario in base alla norma UNI CEI EN
45012.
3. I laboratori devono essere dotati di strumenti ed
apparecchiature idonei in relazione alla categoria di strumenti da
sottoporre a verificazione periodica.
4. I laboratori devono possedere campioni di riferimento tarati,
con riferibilita’ ai campioni nazionali o internazionali, da
laboratori di taratura accreditati da organismi aderenti all’EA e
adeguati alle caratteristiche metrologiche degli strumenti di misura
da verificare.
5. Le prove metrologiche che i laboratori espletano nell’esecuzione
della verificazione devono essere quelle stabilite dalle norme di
carattere generale vigenti e quelle particolari specificate nei
singoli provvedimenti di ammissione a verifica degli strumenti di
misura stessi.
6. Il personale incaricato della verificazione periodica deve
possedere una adeguata formazione tecnica e professionale ed una
conoscenza soddisfacente delle prescrizioni relative ai controlli.

Art. 4.
Modalita’ di riconoscimento
dell’idoneita’ dei laboratori
1. Gli organismi interessati al riconoscimento della propria
idoneita’ ad effettuare le verificazioni di cui all’art. 1 devono
presentare domanda alla camera di commercio della provincia in cui
hanno la sede operativa principale. La domanda, sottoscritta dal
legale rappresentante, deve contenere:
a) l’indicazione delle categorie di strumenti di misura, con le
relative caratteristiche metrologiche, per le quali si chiede il
riconoscimento dell’idoneita’;
b) l’indicazione degli strumenti e delle apparecchiature
possedute e ritenuti idonei per l’esecuzione della verificazione
corredata delle loro caratteristiche tecniche ed operative;
c) la planimetria, in scala adeguata, dei locali adibiti a
laboratorio di verifica in cui risulti indicata la disposizione delle
principali attrezzature;
d) l’elenco del personale incaricato della verificazione con
relative qualifiche e titoli professionali con l’indicazione del
responsabile della verificazione;
e) la documentazione comprovante la sussistenza delle condizioni
di cui agli articoli 2 e 3 del presente decreto;
f) l’impegno a comunicare alla camera di commercio competente,
secondo modalita’ stabilite dalla stessa, i dati identificativi delle
operazioni di verificazione periodica effettuate.
2. La camera di commercio competente, accertato il rispetto delle
disposizioni di cui all’art. 4 del regolamento e la sussistenza delle
condizioni di cui agli articoli 2 e 3 del presente decreto, adotta il
provvedimento di riconoscimento dell’idoneita’ a svolgere la
verificazione periodica, valido su tutto il territorio nazionale, nel
quale sono riportate le categorie degli strumenti di misura e le
caratteristiche metrologiche per le quali il laboratorio e’ abilitato
e la durata dello stesso.
3. Le camere di commercio cureranno la redazione di un apposito
elenco, consultabile da tutti gli interessati anche per via
informatica e telematica, in cui saranno inclusi i laboratori
riconosciuti idonei con gli estremi del relativo provvedimento.

Art. 5.
Sospensione e revoca del provvedimento
di riconoscimento dell’idoneita’
1. Nel caso in cui la camera di commercio competente accerti,
nell’operato del laboratorio, perdita o il venir meno delle
condizioni di cui agli articoli 2 e 3 del presente decreto, gravi
irregolarita’, difformita’ alle norme vigenti o il mancato rispetto
delle condizioni previste dal proprio provvedimento di riconoscimento
dell’idoneita’, provvede a sospendere o a revocare il provvedimento
stesso.
2. Il provvedimento di sospensione o di revoca contiene le
motivazioni della decisione adottata, la durata della sospensione,
nonche’ l’indicazione dell’organo al quale puo’ essere presentato
l’eventuale ricorso con il relativo termine.
3. La camera di commercio inserisce gli estremi del provvedimento
di sospensione o di revoca nell’elenco di cui al comma 3 dell’art. 4
del presente decreto.

Art. 6.
Vigilanza
1. Ai sensi dell’art. 10, comma 1, del regolamento le camere di
commercio competenti per territorio esercitano in materia di
verificazione periodica le funzioni di vigilanza sulla corretta
applicazione delle disposizioni contenute nel presente decreto e sul
rispetto delle norme vigenti da parte dei laboratori riconosciuti
idonei.
Art. 7.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore sessanta giorni dopo la …

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