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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 8 marzo 2002: Norme di attuazione dei regolamenti comunitari in materia di restituzione alla produzione nei settori dei cereali, del riso e dello zucchero. (GU n. 136 del 12-6-2002)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 8 marzo 2002

Norme di attuazione dei regolamenti comunitari in materia di
restituzione alla produzione nei settori dei cereali, del riso e
dello zucchero.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
di concerto con
IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Visti i regolamenti (CEE) n. 1766/92 del 30 giugno 1992 e n.
3072/95 del 22 dicembre 1995 che stabiliscono le norme generali
applicabili alla restituzione alla produzione nel settore dei cereali
e del riso;
Visto il regolamento (CEE) n. 1722/93 della Commissione del 30
giugno 1993 recante modalita’ di applicazione dei regolamenti n.
1766/92 e n. 3072/95;
Visto il regolamento (CE) n. 1265/01 del 27 giugno 2001 della
Commissione che stabilisce le modalita’ di applicazione del
regolamento (CE) n. 1260/01 del Consiglio del 19 giugno 2001
relativamente alla concessione della restituzione alla produzione per
taluni prodotti del settore dello zucchero utilizzati nell’industria
chimica;
Visti i decreti del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 31 maggio 1986 e 30 dicembre 1986 che fissano le
norme di attuazione dei regolamenti comunitari in materia di
restituzione alla produzione. pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana rispettivamente n. 129 del 6 giugno 1986 e
n. 3 del 5 gennaio 1987;
Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 11 aprile 1990 recante modifiche al citato decreto
ministeriale del 30 dicembre 1986, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1990;
Ritenuta la necessita’ di modificare le disposizioni dei citati
decreti e di semplificare la tenuta dei registri necessari per
l’applicazione della normativa comunitaria relativa al controllo per
la concessione delle restituzioni alla produzione nel settore dei
cereali e del riso;

Decreta:

Art. 1.
1. La concessione delle restituzioni alla produzione nel settore
dei cereali e del riso e’ disciplinata dalle disposizioni del
presente decreto.
2. Le imprese che utilizzano amidi e fecole, nonche’ zucchero, che,
avendo i requisiti prescritti, intendono ottenere il riconoscimento
previsto dai regolamenti CE citati nelle premesse, ai fini
dell’ottenimento della restituzione alla produzione per i suddetti
prodotti, devono presentare apposita istanza di riconoscimento in
carta legale al Ministero delle attivita’ produttive – Direzione
generale per lo sviluppo produttivo e la competitivita’.
3. L’istanza deve contenere, per le imprese utilizzatrici di amidi
e fecole, i dati elencati all’art. 4, comma 1, del regolamento (CEE)
n. 1722/93. Restano validi le analoghe disposizioni dettate per le
imprese utilizzatrici di prodotti del settore dello zucchero.
4. Il riconoscimento viene concesso, ricorrendone i requisiti
richiesti, entro sessanta giorni, con decorrenza dal giorno di
presentazione dell’istanza e, in mancanza, dalla data del timbro
postale di partenza.

Art. 2.
1. Le imprese che hanno ottenuto il riconoscimento previsto
dall’art. 1 presentano domanda, in carta semplice, per ottenere il
certificato di restituzione alla produzione, indicando almeno gli
elementi previsti per lo zucchero dall’art. 10 del regolamento (CE)
n. 1265/01 e quelli previsti per amidi e fecole dall’art. 5 del
regolamento (CEE) n. 1722/93, all’AGEA, via Palestro n. 81 – Roma.
Tale richiesta puo’ essere presentata per posta, a mano da consegnare
all’ufficio accettazione dell’AGEA stessa o per fax. La richiesta
presentata per fax deve essere confermata in originale.
2. La domanda, redatta per amidi e fecole secondo lo schema
dell’allegato 1, dovra’ essere accompagnata da una dichiarazione del
fornitore dell’amido o della fecola in cui si precisa che il prodotto
da utilizzare e’ stato ottenuto direttamente da granoturco, riso,
frumento o patate senza utilizzazione di sottoprodotti ricavati dalla
fabbricazione di altre merci o prodotti agricoli; tale dichiarazione,
da inviare in originale, deve essere presentata una sola volta per
campagna di commercializzazione.
3. La domanda deve, altresi’, essere accompagnata da un documento
concernente la costituzione di una cauzione dell’ammontare previsto
dall’art. 8 del regolamento (CEE) n. 1722/93 per amidi e fecole e
dall’art. 11 del regolamento (CE) n. 1265/01 per lo zucchero.
4. La cauzione viene costituita sotto forma di garanzia fornita da
un istituto di credito che risponda ai requisiti di cui all’art. 54
del regio decreto 29 maggio 1924, n. 827, e successive modificazioni,
oppure mediante polizza assicurativa di istituti di assicurazione
riconosciuti. La cauzione deve avere durata non inferiore a dodici
mesi, prorogabile tacitamente per un periodo di un mese e cosi’ via
per ulteriori periodi mensili fino a quando perverra’ la
comunicazione di svincolo da parte dell’AGEA.

Art. 3.
1. Le imprese interessate sono tenute ad istituire apposita
contabilita’ tenuta in un unico registro vidimato dalla camera di
commercio o da altre autorita’ riconosciute.
2. Il registro deve essere conforme al modello di cui all’allegato
4 del presente decreto.
3. Tutti i movimenti di entrata e di avvio alla produzione devono
essere riportati sul registro in ordine cronologico; e’ consentito
riportare anche altre indicazioni finalizzate alla semplificazione
dei controlli.
4. Tutti i controlli amministrativi previsti dai regolamenti CE
citati nelle premesse sono effettuati dalle camere di commercio
competenti per territorio e le spese concernenti il trattamento di
missione per le verifiche presso le aziende e le eventuali analisi, a
carico dell’AGEA, saranno determinate con apposita convenzione tra
l’AGEA e l’Unione delle camere di commercio.
5. In applicazione dell’art. 9, paragrafo 4, del regolamento (CEE)
n. 1722/93 i controlli relativi all’utilizzazione di amidi e fecole
devono essere compiuti entro cinque mesi dalla data di presentazione
della domanda di pagamento della restituzione alla produzione.
6. I verbali devono essere trasmessi all’AGEA con la massima
sollecitudine, al fine di consentire il rispetto dei termini
perentori stabiliti per il pagamento dalla specifica regolamentazione
comunitaria.Detti verbali devono essere redatti secondo lo schema
dell’allegato 3; in calce allo stesso possono essere indicate note
aggiuntive.
7. I verbali devono fare riferimento ad un unico certificato di
restituzione.

Art. 4.
1. Le imprese in possesso del certificato di restituzione
rilasciato dall’AGEA devono presentare la domanda di pagamento
definitivo della restituzione in carta semplice, redatta in
conformita’ dello schema dell’allegato 2, all’AGEA e alla camera di
commercio. Alla domanda diretta alla camera di commercio deve essere
allegata copia della relativa parte del registro di carico e scarico.
2. Le domande di restituzione riguardanti l’amido da trasformare in
un prodotto di cui al codice NC 35051050 devono essere accompagnate
da una cauzione di importo uguale a quello della restituzione
richiesta.
3. Le imprese che intendono ottenere l’anticipo del pagamento della
restituzione devono farne esplicita richiesta ai sensi dei relativi
regolamenti comunitari. La domanda di restituzione deve fare
riferimento ad un unico certificato.
4. La domanda di pagamento della restituzione puo’ riferirsi alla
totalita’ dei quantitativi utilizzati con riferimento a quelli
indicati nel certificato di restituzione rilasciato dall’AGEA alla
impresa beneficiaria e comunque deve riferirsi ad un quantitativo non
inferiore a quello utilizzato dall’impresa per ciascun mese di
validita’ del certificato.
5. La domanda di restituzione deve essere presentata
tempestivamente non appena conclusa la prevista lavorazione. Tuttavia
per i quantitativi utilizzati nel corso di due campagne di
commercializzazione (la campagna inizia il 1 luglio e termina il 30
giugno dell’anno successivo) ma con riferimento ad un unico
certificato di restituzione rilasciato dall’AGEA, la relativa domanda
di restituzione deve essere presentata distintamente per le quantita’
utilizzate per ciascuna campagna.

Art. 5.
1. La cauzione e’ svincolata non appena e’ stata fornita la prova
che la impresa ha trasformato almeno il 90% del quantitativo di
prodotto indicato nel certificato di restituzione.
2. Nel caso in cui la impresa non abbia trasformato almeno il 90%
del quantitativo di amido e/o di fecola indicato nel certificato, si
procede all’incameramento della cauzione per la quota corrispondente
alla differenza, tra quella relativa alla quantita’ per la quale e’
stato rilasciato il certificato e la quantita’ effettivamente
trasformata.
3. Trascorsi diciotto mesi dalla data di scadenza del titolo di
restituzione, la cauzione e’ incamerata nella misura dovuta, fermo
restando il diritto della impresa beneficiaria al pagamento della
restituzione.

Art. 6.
1. Ai sensi e per gli effetti dell’art. 7, le imprese che hanno
subito l’incameramento del 15% di cui all’art. 2, comma 3, del
decreto ministeriale 11 aprile 1990 citato nelle premesse possono
chiedere il rimborso.
2. L’istanza deve essere presentata all’AGEA con l’indicazione del
numero di certificato di restituzione cui si riferisce la richiesta
di rimborso.

Art. 7.
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
cessano di avere efficacia le disposizioni relative agli amidi ed
alle fecole riportate nei decreti ministeriali citati nelle premesse.
2. I riferimenti ai decreti ministeriali indicati nelle premesse
contenuti nelle circolari del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato sono da considerarsi fatti alle disposizioni del
presente decreto.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 8 marzo 2002

Il Ministro
delle attività produttive
Marzano
Il Ministro delle politiche
agricole e forestali
Alemanno

Allegato 1 – 2 – 3 – 4
—-> Vedere allegato da pag. 27 a pag. 30 della G.U. allegato in formato zip

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