MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI | Architetto.info

MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI - DECRETO 14 novembre 2001: Approvazione del programma per lo sviluppo in Italia della radiodiffusione sonora in tecnica digitale. (GU n. 291 del 15-12-2001)

MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

DECRETO 14 novembre 2001

Approvazione del programma per lo sviluppo in Italia della
radiodiffusione sonora in tecnica digitale.

IL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI
Visto il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, recante
“Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di
trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonche’ per il
risanamento di impianti radiotelevisivi” ed, in particolare, l’art.
2-bis, comma 15;
Visto il decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, recante
“Modificazioni al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nonche’
alla legge 23 agosto 1988, n. 400, in materia di organizzazione del
Governo”;
Visto il proprio decreto 24 luglio 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 182 del 7 agosto 2001, con il quale e’ stato approvato
il programma per lo sviluppo e la diffusione in Italia delle nuove
tecnologie di trasmissione radiotelevisiva digitale su frequenze
terrestri e da satellite e per l’introduzione dei sistemi audiovisivi
terrestri a larga banda;
Ravvisata l’opportunita’ di integrare il predetto programma con un
piano di sviluppo specifico per il settore della radiodiffusione
sonora in tecnica digitale, individuando contestualmente misure a
sostegno di tale settore;
Decreta:
Art. 1.
1. E’ approvato l’allegato programma per lo sviluppo in Italia
della radiodiffusione sonora in tecnica digitale, che fa parte
integrante del presente decreto.
Il presente decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 14 novembre 2001
Il Ministro: Gasparri

Allegato
PROGRAMMA PER LO SVILUPPO E LA DIFFUSIONE IN ITALIA DELLE NUOVE
TECNOLOGIE DI TRASMISSIONE RADIOFONICA SU FREQUENZE TERRESTRI E DA
SATELLITE.

1. Introduzione.
Con il decreto 24 luglio 2001 e’ stato approvato il programma per
lo sviluppo delle nuove tecnologie di trasmissione radiotelevisiva
digitale su frequenze terrestri e da satellite e per l’introduzione
dei sistemi audiovisivi terrestri a larga banda, previsto dal
decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 20 marzo 2001, n. 66.
Tale programma e’ stato dedicato, in maniera specifica,
all’evoluzione tecnologica delle trasmissioni televisive, in
considerazione della data di chiusura delle trasmissioni televisive
analogiche e dell’irradiazione esclusivamente in tecnica digitale
entro l’anno 2006, fissata dalla medesima legge n. 66/2001.
Nel programma e’ stato, peraltro, evidenziato che, allo stato
delle cose, non era possibile prevedere un’organica serie di
interventi al passo con lo sviluppo del settore e che, pertanto,
sarebbe stato necessario integrare il programma stesso con successivi
provvedimenti, definibili sulla base delle future evoluzioni
tecnologiche e di mercato.
La rapida evoluzione tecnologica in atto nel settore della
radiofonia suggerisce l’opportunita’ di prevedere un piano di
sviluppo anche per tale settore, nel quale, con l’avvento della
digitalizzazione del segnale, si prevedono rapidi cambiamenti e sfide
tecnologiche e di mercato.
Il presente programma intende, pertanto, fornire spunti e
prospettive per lo sviluppo e la diffusione in Italia delle nuove
tecnologie digitali e da satellite nel campo della radiodiffusione
sonora, in considerazione dell’importanza che il settore della radio
riveste nel sistema della comunicazione.
2. L’evoluzione tecnologica della radio.
L’introduzione della tecnologia di digitalizzazione del segnale,
cosi’ come avvenuto per le trasmissioni televisive, ha interessato
anche le trasmissioni radiofoniche, sia pure con diverse
caratteristiche di sviluppo. I principali sistemi di diffusione
radiofonica in tecnica digitale si possono oggi raggruppare in:
diffusione audio via satellite (BSS); diffusione con trasmettitori
terrestri a servizio di aree con visibilita’ quasi diretta
dall’antenna al trasmettitore (T-DAB); diffusione con trasmettitori
terrestri in onde medie e onde corte digitalizzate (DRM).
La diffusione con i sistemi sopra citati e’ gia’ oggi una realta’
tecnicamente valida che fornisce una qualita’ audio eccellente, con
facile accessibilita’ e semplice uso da parte degli ascoltatori.
I sistemi di diffusione sonora in tecnica digitale sono in grado
di fornire una qualita’ non lontana a quella della qualita’ audio
ottenuta in casa dai riproduttori di CD e Mini disk.
Pertanto, sistemi di diffusione che possono fornire segnali
radiofonici potenti, stabili e fedeli, a ricevitori portatili, mobili
e fissi, possono rivelarsi molto appetibili da parte degli utenti che
sia in casa, sia soprattutto in automobile, richiedono segnali di
elevata qualita’ che si avvicinano all’ascolto casalingo dei CD.
Per la radiofonia da satellite, la Conferenza mondiale per le
radiocomunicazioni del 1992 ha reso disponibili bande a
radiofrequenza vicine a 1,5 GHz – 2,3 GHz – 2,6 GHz, opportunamente
regolamentate.
Le onde medie e corte hanno gia’ oggi pratiche applicazioni sia
in Europa sia in altri continenti con trasmettitori collocati in vari
punti del mondo, utilizzati per effettuare studi di propagazione in
tecnica digitale.
Le due metodologie illustrate (onde medie e corte), sono adatte
alla copertura di vasti territori extra nazione, per cui si sta
studiando a livello mondiale, in seno all’Unione internazionale delle
telecomunicazioni (UIT) la possibilita’ di avere uno standard unico
di digitalizzazione per la radiodiffusione internazionale.
Una volta stabilito uno standard sara’ possibile, per l’industria
elettronica, produrre in tempi brevi ricevitori a basso costo da
commercializzare rapidamente.
L’offerta di radio via satellite viene oggi gia’ ampiamente
coperta dall’inserimento dei programmi radio nelle piattaforme
digitali via satellite DVB, ma la tecnologia risente della grave
limitazione della ricezione fissa con antenna parabolica. Il successo
dei sistemi satellitari incontra poi un naturale limite nella
ricezione radiofonica mobile e portatile, a causa degli innumerevoli
ostacoli che ne impediscono la visibilita’. Per la riuscita di detti
sistemi si prospetta, pertanto, la necessita’ di realizzare coperture
complementari terrestri.
Il T-DAB – Digital Audio Broadcasting – risulta oggi la via piu’
percorribile per arrivare in tempi sufficientemente rapidi alla
diffusione del mercato delle trasmissioni radiofoniche digitali sulle
frequenze terrestri ed e’ a tale tecnologia che attualmente fanno
riferimento le decisioni legislative assunte in molti Paesi
dell’Unione europea, compresa l’Italia.
La possibilita’ di sperimentare le trasmissioni radiofoniche in
tecnica digitale era gia’ prevista, in Italia, dalla legge n. 249 del
1997, che riservava tale possibilita’ ai concessionari e agli
autorizzati privati e alla concessionaria pubblica RAI. Per
quest’ultima, il contratto di servizio prevede uno specifico impegno
di copertura del territorio mediante impianti che diffondono servizi
radiofonici in tecnica numerica T-DAB, in accordo con gli standard
ETSI.
La legge n. 66 del 2001, in una logica evolutiva del servizio di
radiodiffusione sonora, ha previsto a brevissimo termine – entro il
31 dicembre 2001 – la pianificazione delle frequenze terrestri per la
radiodiffusione sonora in tecnica digitale ed ha rinviato il piano
nazionale di assegnazione delle frequenze in tecnica analogica ad una
data successiva alla effettiva introduzione del sistema digitale e
allo sviluppo del relativo mercato.
La stessa legge ha determinato come standard tecnico per la
radiodiffusione sonora digitale, lo standard DAB (digital audio
broadcasting), che consente di offrire, oltre ai normali programmi
radiofonici, prodotti e servizi multimediali anche interattivi,
proiettando cosi’ il mezzo radiofonico nell’universo della
“convergenza” multimediale.
Occorre, tuttavia, evidenziare che, a differenza della diffusione
televisiva per la quale la legge ha stabilito il termine del 2006 per
la totale trasformazione delle trasmissioni dalla tecnica analogica a
quella digitale, creando cosi’ le condizioni per uno sviluppo
accelerato del processo di evoluzione tecnologica, nel settore
radiofonico i tempi di sviluppo saranno prevedibilmente piu’ lunghi,
in quanto i programmi radiofonici digitali terrestri sono irradiati
su frequenze diverse da quelle attualmente utilizzate per le
trasmissioni radiofoniche analogiche. Poiche’ nel settore radiofonico
non e’ prevista una data di swicht-off che comporti il totale
abbandono delle emissioni analogiche in favore di quelle digitali, lo
sviluppo del relativo mercato sara’ determinato soprattutto
dall’offerta di servizi nuovi in grado di stimolare l’interesse
dell’utenza a dotarsi di ricevitori radiofonici digitali, la cui
commercializzazione dipendera’ molto anche dal costo di produzione
degli apparati.
3. I requisiti tecnici e le tendenze del mercato T-DAB.
Il DAB-T e’ il nuovo sistema studiato per la radiodiffusione
sonora terrestre in tecnologia digitale per la ricezione da mezzi
mobili, portatili e fissi.
Tale sistema si e’ sviluppato da un progetto – “Eureka 147” –
finanziato dalla Comunita’ europea ed e’ stato poi qu…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

Architetto.info