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MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI - DECRETO 25 febbraio 2002, n.84: Regolamento concernente la procedura di accreditamento dei laboratori di prova. (GU n. 105 del 7-5-2002)

MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

DECRETO 25 febbraio 2002, n.84

Regolamento concernente la procedura di accreditamento dei laboratori
di prova.

IL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI

Visto il decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, recante
modificazioni al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nonche’
alla legge 23 agosto 1988, n. 400, in materia di organizzazione del
Governo;
Visto il decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269, che ha recepito
la direttiva 1999/5/CE riguardante le apparecchiature radio, le
apparecchiature terminali di telecomunicazione ed il reciproco
riconoscimento della loro conformita’;
Considerato che l’articolo 9, comma 3, del citato decreto
legislativo n. 269 del 2001 demanda ad un regolamento del Ministro
delle comunicazioni il compito di disciplinare la procedura di
rilascio dell’accreditamento dei laboratori di prova,
dell’effettuazione della sorveglianza e del rinnovo
dell’accreditamento stesso;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere del Consiglio di Stato n. 205/2001, reso
nell’adunanza della sezione consultiva per gli atti normativi del
22 ottobre 2001;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,
di cui all’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988,
effettuata con nota GM 128862/4545/DL del 22 novembre 2001;

A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1.
Finalita’
1. Il presente regolamento disciplina:
a) la procedura di rilascio dell’accreditamento dei laboratori
che svolgono prove su apparecchiature radio ed apparecchiature
terminali di telecomunicazioni, di cui il Ministero delle
comunicazioni puo’ avvalersi ai fini della sorveglianza sul mercato
prevista dall’articolo 9 del decreto legislativo 9 maggio 2001, n.
269;
b) il rinnovo dell’accreditamento stesso.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dell’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione dalle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e, l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti.
Note alle premesse:
– Il testo dell’art. 9, comma 3, del decreto
legislativo 9 maggio 2001, n. 269, recante: “Attuazione
della direttiva 1999/5/CE riguardante le apparecchiature
radio, le apparecchiature terminali di telecomunicazioni ed
il reciproco riconoscimento della loro conformita’”, e’
riportato nelle note all’art. 1.
– Il testo dell’art. 17, commi 3 e 4 della legge
23 agosto 1988, n. 400, recante “Disciplina dell’attivita’
di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri” e’ il seguente:
“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di “regolamento”, sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.”.
Nota all’art. 1:
– Il testo dell’art. 9 del decreto legislativo 9 maggio
2001, n. 269, recante: “Attuazione della direttiva
1999/5/CE riguardante le apparecchiature radio, le
apparecchiature terminali di telecomunicazione ed il
reciproco riconoscimento della loro conformita’”, e’ il
seguente:
“Art. 9 (Sorveglianza del mercato – laboratori di
prova). 1. Il Ministero delle comunicazioni, in
collaborazione con gli organi di Polizia di cui all’art. 1,
commi 13 e 15 della legge 31 luglio 1997, n. 249, provvede
ad accertare la conformita’ dei prodotti immessi sul
mercato e di quelli messi in esercizio a quanto stabilito
dal presente decreto anche mediante prelievo delle
apparecchiature presso i costruttori, gli importatori, i
grossisti, i distributori ed i dettaglianti nonche’ presso
gli utilizzatori delle apparecchiature medesime. I
controlli sono effettuati secondo le modalita’ stabilite
con regolamento da adottare con decreto del Ministro delle
comunicazioni ai sensi dell’art. 17, comma 3 della legge
23 agosto 1988, n. 400.
2. Le prove tecniche aventi lo scopo di accertare la
rispondenza degli apparecchi ai requisiti essenziali di cui
all’art. 3, alle norme armonizzate di cui all’art. 5, alle
norme nazionali di cui all’art. 4 ed alle altre specifiche
tecniche utilizzate dal costruttore sono effettuate presso
i laboratori dell’Istituto superiore delle comunicazioni e
delle tecnologie dell’informazione (ISCTI) o presso
laboratori privati accreditati; se non esistono laboratori
accreditati allo scopo, le prove sono effettuate sotto la
responsabilita’ di un organismo notificato.
3. Con riferimento al comma 2 il Ministero delle
comunicazioni accredita laboratori di prova sentita una
commissione tecnicoconsultiva, nominata dal Ministero
stesso, di cui sono chiamati a far parte almeno un
rappresentante del Ministero dell’industria, del commercio
e dell’artigianato ed un rappresentante per ciascuno degli
organismi di normazione italiani. I laboratori di prova
accreditati effettuano le prove di conformita’ degli
apparati alle norme per le quali hanno ricevuto
l’accreditamento. Con regolamento da adottare con decreto
del Ministro delle comunicazioni ai sensi dell’art. 17,
comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e’ disciplinata
la procedura di rilascio dell’accreditamento,
dell’effettuazione della sorveglianza e del rinnovo
dell’accreditamento stesso.
4. I laboratori di prova accreditati non possono
dipendere direttamente dall’organizzazione del costruttore
o di un operatore di rete di telecomunicazioni ovvero di un
fornitore di servizi di telecomunicazioni; devono essere
liberi da influenze esterne, possedere un’adeguata
capacita’ per quanto attiene alla competenza ed alle
attrezzature ed essere forniti di tutte le apparecchiature
di misura per l’esecuzione delle prove. L’istruttoria
relativa all’accreditamento dei laboratori viene svolta con
l’impegno di riservatezza verso terzi.
5. L’accreditamento puo’ essere sospeso dalla
competente direzione generale del Ministero delle
comunicazioni, sentita la commissione tecnica di cui al
comma 3, per un periodo massimo di sei mesi nel caso di
inosservanza da parte del laboratorio degli impegni
assunti. L’accreditamento e’ revocato dalla direzione
stessa, sentita la commmissione:
a) nel caso in cui il laboratorio non ottempera, con
le modalita’ e nei tempi indicati, a quanto stabilito
nell’atto di sospensione;
b) nel caso in cui sono venuti meno i requisiti
accertati al momento del rilascio dell’accreditamento.
6. Ai fini dell’accreditamento, della sorveglianza e
del rinnovo si applicano le quote di surrogazione stabilite
per le prestazioni rese a terzi ai sensi dell’art. 19 del
testo unico delle disposizioni legislative in materia
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973,
n. 156.
7. Se il Ministero delle comunicazioni accerta che un
apparecchio non e’ conforme ai requisiti indicati nel
presente decreto, esso adotta i provvedimenti necessari per
ritirare detto apparecchio dal mercato o dal servizio,
proibirne l’immissione sul mercato o la me…

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