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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 27 dicembre 2001: Programma sperimentale di edilizia residenziale denominato '20.000 abitazioni in affitto'. (GU n. 162 del 12-7-2002- Suppl. Ordinario n.142)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 27 dicembre 2001

Programma sperimentale di edilizia residenziale denominato “20.000
abitazioni in affitto”.

Il MINISTRO
DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Visto l’art. 59 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sul
conferimento delle funzioni e dei compiti amministrativi dello Stato
alle regioni e agli enti locali in attuazione del Capo I della legge
15 marzo 1997, n. 59 e successive modifiche e integrazioni, che
individua tra le funzioni e i compiti mantenuti allo Stato quelli
relativi “al concorso, unitamente alle regioni ed agli altri enti
locali interessati, all’elaborazione di programmi di edilizia
residenziale pubblica aventi interesse a livello nazionale”;
Vista la legge 9 dicembre 1998, n. 431 di riforma delle locazioni
degli immobili adibiti ad uso abitativo;
Visto il comma 33, dell’art. 145, della legge 23 dicembre 2000, n.
388 che autorizza, tra l’altro, un limite d’impegno quindicennale di
80 miliardi per l’anno 2002 per l’attuazione delle iniziative
relative a studi, ricerche e sperimentazioni in materia di edilizia
residenziale e all’anagrafe degli assegnatari di abitazioni, di cui
all’art. 2, comma 63, lett. b), della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
Visto il comma 1 dell’art. 3 della legge 8 febbraio 2001, n. 21
che, al fine di avviare a soluzione le piu’ manifeste condizioni di
disagio abitativo, prevede che il Ministro dei lavori pubblici
promuova un programma sperimentale di edilizia residenziale da
realizzare con risorse attivate da comuni, Iacp comunque denominati,
imprese e cooperative di abitazione e con il concorso finanziario
dello Stato, finalizzato, tra l’altro, ad incrementare l’offerta
degli alloggi da destinare permanentemente alla locazione a canone
convenzionato di cui all’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre
1998, n. 431;
Visto il comma 2 dello stesso art. 3 che autorizza limiti di
impegno quindicennali di lire 70 miliardi a decorrere dall’anno 2000
e di lire 11 miliardi a decorrere dall’anno 2001, quale concorso
dello Stato alla realizzazione del programma di cui al comma 1;
Visto il comma 3 del suddetto art. 3, che dispone che all’onere
derivante dall’attuazione dello stesso articolo, pari a lire 70
miliardi per l’anno 2000 e a lire 81 miliardi a decorrere dall’anno
2001, si provvede, per gli anni 2000, 2001 e 2002, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2000-2002, nell’ambito dell’unita’ previsionale di
base di conto capitale “Fondo speciale” dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
per l’anno 2000, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
relativo al Ministero dei lavori pubblici;
Visto il comma 4 dell’art. 3 della legge 8 febbraio 2001, n. 21
che dispone che con decreto del Ministro dei lavori pubblici vengano
definite, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano, le modalita’ di applicazione ed erogazione dei
finanziamenti;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, che detta norme per la razionalizzazione, il riordino,
la soppressione e la fusione di ministeri;
Visto il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 che definisce
ed amplia le attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
Vista l’intesa raggiunta in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano, nella seduta del 22 novembre 2001;

Decreta:

Art. 1.
F i n a l i t a’
1. Il programma sperimentale di edilizia residenziale, denominato
“20.000 abitazioni in affitto”, e’ finalizzato ad avviare a soluzione
le piu’ manifeste condizioni di disagio abitativo, incrementando
l’offerta degli alloggi da concedere in locazione a canone
convenzionato, in modo da rispondere alle esigenze di categorie
sociali che hanno difficolta’ a reperire alloggi a canoni
accessibili.
2. Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle
finalita’ del presente decreto nell’ambito delle competenze ad esse
spettanti ai sensi dello Statuto speciale e delle relative norme di
attuazione e secondo quanto disposto dai rispettivi ordinamenti.
A tal fine si applica quanto disposto dall’art. 5 della legge 30
novembre 1989, n. 386.

Art. 2.
Disponibilita’ finanziarie
1. Parte delle disponibilita’ finanziarie derivanti dai limiti di
impegno quindicennali previsti all’art. 3, comma 2, della legge 8
febbraio 2001, n. 21, per un importo di lire cinquanta miliardi, e
all’art. 145, comma 33, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, per un
importo di lire quaranta miliardi – da attualizzare secondo le
modalita’ fissate nella convenzione con l’istituto finanziatore –
sono destinate all’attuazione di un programma sperimentale di alloggi
da concedere in locazione a canone convenzionato ai sensi dell’art.
2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, per periodi
stabiliti dalle regioni e comunque non inferiore a otto anni. In ogni
caso, non meno del cinquantacinque per cento delle risorse e’
finalizzato alla locazione permanente e non piu’ del quindici per
cento alla locazione per un periodo non inferiore a otto anni.
2. I fondi di cui al comma precedente sono finalizzati:
alla costruzione e al recupero di alloggi non oggetto di altri
finanziamenti agevolati;
all’acquisto ed eventuale recupero di interi edifici residenziali
non sottoposti ai regimi previsti dalle leggi 24 dicembre 1993, n.
560 e 23 dicembre 1996, n. 662, e dal decreto legislativo 16 febbraio
1996, n. 104, con esclusione degli alloggi compresi nelle categorie
catastali A/1, A/8 e A/9.
3. I comuni possono prevedere delle agevolazioni a favore degli
interventi oggetto del programma, anche ai fini della determinazione
dell’ICI e delle modalita’ di corresponsione degli oneri di
urbanizzazione cosi’ come indicato dall’art. 7, comma 3, della legge
30 aprile 1999, n. 136.
4. La cessione a terzi in tutto o in parte degli alloggi che
fruiscono dei finanziamenti di cui al presente decreto, puo’ avvenire
anche prima della scadenza del vincolo alla locazione. In questo caso
il vincolo viene assunto dall’acquirente e riportato nell’atto di
compravendita e relative note di trascrizione. La cessione degli
alloggi da destinare alla locazione permanente deve riguardare, in
ogni caso, almeno un intero edificio ed essere effettuata ad un unico
soggetto.

Art. 3
Ripartizione delle risorse e dimensionamento
del contributo dello Stato
1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
sono ripartite le risorse disponibili per ciascuna regione e per le
province autonome di Trento e Bolzano sulla base della media dei
parametri di ripartizione dell’edilizia sovvenzionata ed agevolata
fissati per ciascuna regione dalle tabelle A e C della delibera Cipe
22 dicembre 1998. Qualora una o piu’ regioni abbiano manifestato
necessita’ finanziarie inferiori a quelle attribuibili sulla base dei
richiamati parametri, le risorse eccedenti vengono assegnate con
successivo decreto utilizzando i medesimi criteri di ripartizione.
2. Le regioni, nel Piano operativo di cui al successivo art. 5,
stabiliscono l’entita’ massima dei contributi per ciascun tipo di
locazione e per tipologia di intervento fermo restando che comunque
tale contributo non puo’ superare il cinquanta per cento del costo
dell’alloggio.

Art. 4.
Soggetti proponenti
1. Possono presentare proposte di intervento i comuni, gli Iacp,
comunque denominati, le imprese di costruzione e le cooperative
edilizie di abitazione e rispettivi consorzi, nonche’ le persone
giuridiche da questi costituite. In ogni caso, fermo restando la
possibilita’ da parte delle regioni di introdurre ulteriori criteri
preferenziali, i proponenti devono essere in possesso dei seguenti
requisiti:
per le imprese di costruzione e loro consorzi, avere l’ultimo
bilancio in pareggio o in attivo e non essere soggetti alle procedure
concorsuali di cui al R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e successive
modifiche e integrazioni;
per le cooperative di abitazione e loro consorzi, essere iscritte,
alla data di pubblicazione del presente decreto, all’albo nazionale
di cui all’art.13 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, nonche’ avere
l’ultimo bilancio in pareggio o in attivo e non trovarsi in fase di
commissariamento o analoga situazione;
per i consorzi o le persone giuridiche, costituiti tra i soggetti
indicati nel presente comma, i suddetti requisiti devono essere
posseduti dai singoli soci.

Art. 5
Contenuti e finalita’ del Piano operativo regionale
1. Le regioni devono predisporre i Piani operativi nel rispetto
dei seguenti criteri e modalita’:
gli interventi sono localizzati prioritariamente nei comuni
capoluogo di provincia ovvero in quelli in cui vi siano condizioni di
manifesta offerta occupazionale e in quelli caratterizzati da una
significativa presenza di provvedimenti esecutivi di rilascio;
il limite di reddito degli assegnatari non puo’ essere superiore a
quello della fascia di reddito piu’ elevata prevista da…

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