MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 18 febbraio 2011 | Architetto.info

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 18 febbraio 2011

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 18 febbraio 2011 - Disposizioni per i direttori ed i responsabili dell'esercizio e relativi sostituti e per gli assistenti tecnici preposti ai servizi di pubblico trasporto, effettuato mediante impianti funicolari aerei e terrestri, ascensori verticali ed inclinati, scale mobili, marciapiedi mobili, montascale, piattaforme elevatrici ed impianti assimilabili. (11A02715) - (GU n. 48 del 28-2-2011 )

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 18 febbraio 2011

Disposizioni per i direttori ed i responsabili dell’esercizio e
relativi sostituti e per gli assistenti tecnici preposti ai servizi
di pubblico trasporto, effettuato mediante impianti funicolari aerei
e terrestri, ascensori verticali ed inclinati, scale mobili,
marciapiedi mobili, montascale, piattaforme elevatrici ed impianti
assimilabili. (11A02715)

IL DIRETTORE GENERALE
per il trasporto pubblico locale

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.
753, recante «Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e
regolarita’ dell’esercizio delle ferrovie e di altri servizi di
trasporto»;
Visto il decreto ministeriale n. 1533 del 5 giugno 1985, recante
«Disposizioni per i direttori ed i responsabili dell’esercizio e
relativi sostituti e per gli assistenti tecnici preposti ai servizi
di pubblico trasporto effettuati mediante impianti funicolari aerei o
terrestri»;
Ritenuta la necessita’ di emanare per i pubblici servizi di
trasporto effettuati mediante impianti funicolari aerei e terrestri,
ascensori verticali ed inclinati, scale mobili, marciapiedi mobili,
montascale, piattaforme elevatrici ed impianti assimilabili
l’aggiornamento delle disposizioni previste dagli articoli 90,
secondo e quarto comma e 91, ultimo comma del suddetto decreto e
riguardanti le funzioni ed i requisiti tecnico-professionali, fisici
e morali dei tecnici da preporre a tali servizi, le modalita’ per la
loro nomina e per la nomina dei sostituti, nonche’ la determinazione
delle incombenze degli assistenti tecnici;
Sentita la commissione per le funicolari aeree e terrestri;

Decreta:

Art. 1

Generalita’

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano ai servizi di
pubblico trasporto effettuati mediante impianti funicolari aerei e
terrestri, ascensori verticali ed inclinati, scale mobili,
marciapiedi mobili, montascale, piattaforme elevatrici ed impianti
assimilabili che, agli effetti di tali disposizioni, sono raggruppati
nelle seguenti categorie:
A) funicolari terrestri, funivie bifune ed impianti assimilabili;
B1) funivie monofune con veicoli a collegamento temporaneo ed
impianti assimilabili;
B2) funivie monofune con veicoli a collegamento permanente ed
impianti assimilabili;
C) sciovie, slittinovie ed impianti assimilabili;
D) ascensori verticali ed inclinati, scale mobili, marciapiedi
mobili, montascale, piattaforme elevatrici ed impianti assimilabili.
2. Nel seguito con la sigla D.G.T.P.L. viene individuata la
Direzione Generale per il Trasporto Pubblico Locale del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, con la sigla U.S.T.I.F.
l’Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi – competente per
territorio – del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con
la sigla D.P.R. n. 753/80 e’ indicato il decreto del Presidente della
Repubblica 11 luglio 1980, n. 753.

Art. 2

Direttore e Responsabile dell’Esercizio

1. Agli effetti dell’art. 90 del D.P.R. n. 753/80 e per quanto
attiene alla sicurezza dell’esercizio, a ciascuno degli impianti
delle categorie A, B1 e B2 considerati all’art. 1 deve essere
preposto un Direttore dell’Esercizio, a ciascuno degli impianti delle
categorie C e D deve essere preposto un Direttore dell’Esercizio o un
Responsabile dell’Esercizio.
2. Il Direttore dell’Esercizio, per tutto cio’ che concerne
l’attivita’ operativa corrente sia di esercizio che di manutenzione,
si avvale – obbligatoriamente per gli impianti di categoria A, B1, B2
e C e facoltativamente per gli impianti di categoria D – dell’opera
di un Capo Servizio, sotto la cui diretta responsabilita’ si svolge
la predetta attivita’ e che risponde dell’applicazione delle norme
regolamentari emanate in applicazione degli articoli 95, 100 e 101
del D.P.R. n. 753/80, nonche’ delle disposizioni interne (Regolamento
d’Esercizio) di cui all’art. 102 dello stesso D.P.R., secondo le
speciali istruzioni scritte impartitegli dal Direttore dell’Esercizio
medesimo; lo stesso Capo Servizio, inoltre, supplisce con la propria
iniziativa in tutti quei casi in cui, per situazioni particolari, si
rende necessario integrare le disposizioni ricevute al fine di
garantire la sicurezza del servizio. I requisiti e le mansioni del
Capo Servizio sono indicati nelle specifiche norme concernenti il
personale degli impianti.

Art. 3

Funzioni del Direttore dell’Esercizio

1. Le norme regolamentari emanate in applicazione degli articoli
95, 100 e 101 del D.P.R. n. 753/80 stabiliscono gli speciali
adempimenti, riguardanti tutte le categorie ovvero determinati tipi
di impianti, che devono essere espletati dal Direttore dell’Esercizio
ai fini della sicurezza.
2. Il Direttore dell’Esercizio provvede inoltre alle funzioni, agli
obblighi ed alle incombenze a lui attribuiti dagli articoli 91, 93 e
102, primo comma, del D.P.R. n. 753/80 e, in particolare:
1) ad abilitare, su proposta del Capo Servizio, gli agenti
addetti alle diverse mansioni interessanti la sicurezza
dell’esercizio, secondo quanto previsto dalle apposite norme emanate
in applicazione dell’art. 9, terzo e quarto comma, del D.P.R. n.
753/80, predisponendo altresi’ quanto necessario per l’aggiornamento
professionale degli stessi agenti;
2) a comunicare – annualmente o prima dell’apertura all’esercizio
– all’U.S.T.I.F., nonche’ ai competenti organi regionali o enti
locali territoriali per ogni impianto rientrante nelle loro
attribuzioni, l’elenco nominativo del personale in servizio con gli
estremi delle rispettive abilitazioni e l’indicazione delle mansioni
assegnate, rendendo nota altresi’ ai suddetti Uffici, organi o enti
locali ogni variazione per nuove abilitazioni, per assunzioni o per
cessazioni dal servizio;
3) a predisporre, d’intesa con l’azienda esercente,
l’organizzazione per il soccorso dei viaggiatori in linea, in
particolare:
prevedendo, ove necessario, accordi impegnativi con enti od
organismi locali in grado di fornire mezzi o personale idoneo per
tali operazioni di soccorso;
fornendo al Capo Servizio istruzioni per sovrintendere alle
relative operazioni, per curare la costante efficienza delle
necessarie attrezzature e per verificare il necessario livello di
addestramento per il personale addetto a tali operazioni, anche con
l’effettuazione periodica di manovre di soccorso simulato;
valutando l’idoneita’ e la rispondenza della predetta
organizzazione ed apportandovi, se del caso, le necessarie modifiche
od integrazioni;
4) a programmare e predisporre d’intesa con l’azienda esercente,
sulla base delle norme in vigore e delle apposite istruzioni fornite
dal costruttore, tutti i controlli e gli interventi periodici
necessari per accertare lo stato dell’impianto e la sicurezza
dell’esercizio, sovrintendendo a tali controlli ed interventi;
5) a segnalare tempestivamente all’U.S.T.I.F. tutte le anomalie
od irregolarita’ riscontrate nel funzionamento dell’impianto,
ancorche’ non ne siano derivati incidenti, che possano costituire
indizio di inconvenienti suscettibili di determinare eventi
pericolosi per i viaggiatori, il personale o l’impianto stesso.
3. Il Direttore dell’Esercizio rende note le proprie disposizioni,
emanate ai sensi dell’art. 102 del D.P.R. n. 753/80, del presente
decreto o di altre norme riguardanti tutte le categorie o determinati
tipi di impianti, mediante ordini di servizio numerati
progressivamente.
4. Il Direttore dell’Esercizio e’ infine tenuto a provvedere ad
ogni incombenza che possa risultare necessaria, in relazione a quanto
da lui stesso rilevato od a lui segnalato dal Capo Servizio, per
tutelare la sicurezza dei viaggiatori e l’integrita’ dell’impianto,
provvedendo anche, se a suo ragionevole giudizio ne ricorrono gli
estremi, a disporre tempestivamente la sospensione del servizio,
quando per motivi di urgenza non vi abbia gia’ provveduto il Capo
Servizio, dandone immediata notizia, con le motivazioni,
all’U.S.T.I.F. ed ai competenti organi regionali o locali per gli
impianti rientranti nelle rispettive attribuzioni di questi ultimi.

Art. 4

Funzioni del Responsabile dell’Esercizio

l. Le norme regolamentari emanate in applicazione degli articoli
95, 100 e 101 del D.P.R. n. 753/80 stabiliscono gli speciali
adempimenti, riguardanti tutte le categorie o determinati tipi di
impianti, che devono essere espletati dal Responsabile dell’
Esercizio ai fini della sicurezza.
2. Il Responsabile dell’Esercizio provvede inoltre alle funzioni,
agli obblighi ed alle incombenze a lui attribuiti dagli articoli 91,
primo e secondo comma, 93 e 102 del D.P.R. n. 753/80 e, in
particolare, agli stessi adempimenti indicati al precedente art. 3
per il Direttore dell’Esercizio; assume altresi’ direttamente anche
le incombenze attribuibili al Capo Servizio.
3. Quando, con riferimento all’art. 90, quarto comma, del D.P.R. n.
753/80 ed al successivo art. 7, secondo comma, sia stato designato un
Assistente Tecnico per affiancare il Responsabile dell’Esercizio,
quest’ultimo provvede direttamente agli adempimenti elencati al
secondo comma dell’art. 3, sub 2) e 3); in relazione all’art. 5,
provvede inoltre d’intesa con il predetto Assistente Tecnico agli
adempimenti sub 4) e 5) dello stesso secondo comma.
4. Le funzioni di Responsabile dell’Esercizio possono essere
cumulate con le funzioni di macchinista solo nel caso di impianto
isolato; in tal caso e’ necessaria una apposita autorizzazione
rilasciata dall’U.S.T.I.F.
5. Le funzioni di Responsabile dell’Esercizio possono essere
cumulate con le funzioni di Capo Servizio di impianti di categoria A,
B1, B2 e C appartenenti alla stessa azienda esercente, a condizione
che gli stessi impianti siano tra loro collegati o prontamente
raggiungibili e previo parere favorevole del direttore o dei
direttori di esercizio dei sopracitati impianti di categoria A, B1,
B2 e C. Devono essere attribuiti al Responsabile dell’Esercizio che
svolgera’ anche mansioni di Capo Servizio i «pesi» degli impianti
funiviari come stabilito dall’art. 15, senza alcuna riduzione, fermo
restando che la somma complessiva non deve comunque superare i 25
U.C.I.; per tali casi e’ necessaria un’apposita autorizzazione
rilasciata dall’U.S.T.I.F.

Art. 5

Incombenze dell’Assistente Tecnico

1. L’Assistente Tecnico – eventualmente designato dall’azienda
esercente in relazione all’art. 90, comma 2, del D.P.R. n. 753/80,
nonche’ in relazione all’art. 4 ed all’art. 7, comma 2, del presente
decreto – assume le seguenti incombenze e provvede a iseguenti
adempimenti agli effetti degli articoli 100 e 102 del D.P.R. n.
753/80:
1) abilitazione, su proposta del Responsabile dell’Esercizio,
degli agenti addetti alle diverse mansioni interessanti la sicurezza
dell’esercizio e predisposizione di quanto necessario per
l’addestramento professionale di tali agenti;
2) programmazione e predisposizione, d’intesa con il Responsabile
dell’Esercizio e con l’azienda esercente, nonche’ sulla base delle
norme in vigore e delle apposite istruzioni fornite dal costruttore,
di tutti i controlli e di tutti gli interventi periodici necessari
per garantire la sicurezza dell’esercizio controllandone
l’esecuzione;
3) elaborazione, sentito il Responsabile dell’Esercizio, delle
disposizioni interne in applicazione delle norme regolamentari in
materia di svolgimento dell’esercizio (Regolamento d’Esercizio);
4) elaborazione, sentito il Responsabile dell’Esercizio e, ove
ricorra, sulla base anche delle apposite istruzioni fornite dal
costruttore, delle disposizioni interne riguardanti:
a) l’impiego delle apparecchiature meccaniche e degli
equipaggiamenti elettrici ed elettronici;
b) le modalita’ per la manutenzione delle suddette
apparecchiature e dei suddetti equipaggiamenti in generale e, in
particolare, delle funi e dei veicoli;
c) le modalita’ per l’espletamento del servizio;
d) l’eventuale servizio nelle ore notturne;
5) effettuazione, con l’intervento del Responsabile
dell’Esercizio, delle verifiche e prove annuali o stagionali di
riapertura, delle Revisioni Speciali, Generali e straordinarie
previste dalle norme tecniche in vigore;
6) sovrintendenza, dandone atto in appositi verbali, alle
operazioni per la formazione di impalmature o per la confezione di
teste fuse per le funi dell’impianto;
7) sovrintendenza a tutti i controlli non distruttivi sulle funi
e su particolari organi dell’impianto, traendone le necessarie
conclusioni circa la possibilita’ di mantenere in servizio detti
elementi;
8) espletamento dell’inchiesta prevista dall’art. 93 del D.P.R.
n. 753/80;
9) relazione all’U.S.T.I.F. su tutte le questioni di ordine
tecnico e funzionale che coinvolgono la propria responsabilita’
professionale, in particolare per quanto riguarda anomalie od
irregolarita’ di esercizio, nonche’ eventuali proposte per varianti o
per adeguamenti tecnici dell’impianto;
10) effettuazione delle ispezioni sull’impianto che gli vengono
richieste dal Responsabile dell’Esercizio;
11) prescrizione di particolari cautele o modalita’ di esercizio
in relazione a speciali circostanze che possano verificarsi.

Art. 6

Obblighi dell’azienda esercente

1. In relazione agli obblighi ed alle incombenze poste a carico
dell’azienda esercente dagli articoli 6, 7, primo comma, 10, quarto
comma, 12, secondo comma, 89, 91, primo e secondo comma e 94, ultimo
comma, del D.P.R. n. 753/80, la medesima azienda esercente deve
provvedere in particolare:
1) a fornire, secondo quanto concordato con il Direttore
dell’Esercizio o con il Responsabile dell’Esercizio, ovvero con
l’Assistente Tecnico quando previsto, tutte le attrezzature, i
materiali di consumo, di scorta e di ricambio per le operazioni di
manutenzione ordinaria e, in generale, tutti i mezzi necessari per
garantire la sicurezza del servizio, assicurando altresi’ la
disponibilita’ di idonei locali sia per la conservazione di materiali
ed attrezzature, sia per l’esecuzione delle operazioni occorrenti;
2) a dare corso agli interventi di manutenzione straordinaria, di
rifacimento, di adeguamento tecnico ritenuti necessari, ai fini della
prosecuzione dell’esercizio in condizioni di sicurezza, dal Direttore
dell’Esercizio o dal Responsabile dell’Esercizio, ovvero
dall’Assistente Tecnico quando previsto;
3) ad assumere, con il benestare del Direttore dell’Esercizio o
del Responsabile dell’Esercizio, gli addetti necessari al servizio in
relazione all’organico stabilito ai sensi dell’art. 7, secondo e
terzo comma, del D.P.R. n. 753/80;
4) ad applicare gli eventuali provvedimenti disciplinari proposti
nei confronti degli agenti dal Direttore dell’Esercizio o dal
Responsabile dell’Esercizio;
5) a stipulare gli atti relativi agli accordi di cui al secondo
comma, sub 3) del precedente art. 3, per l’espletamento di eventuali
operazioni di soccorso;
6) ad ottemperare a tutte le disposizioni previste dalla
normativa vigente in materia di prevenzione degli infortuni sul
lavoro.

Art. 7

Requisiti del Direttore dell’Esercizio
e del Responsabile dell’Esercizio

1. Ai fini della sicurezza, per poter espletare le funzioni di
Direttore dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio,
l’interessato deve essere riconosciuto idoneo in base alle
disposizioni del presente decreto e possedere i seguenti requisiti:
1) Requisiti tecnico-professionali:
a) per il Direttore dell’Esercizio di impianti di categoria A ,
B1 e B2:
laurea in ingegneria (conseguita a seguito di corso
quinquennale) ed iscrizione all’Ordine degli Ingegneri (sezione A),
nonche’ esperienza specifica nel settore;
b) per il Direttore dell’Esercizio di impianti di categoria C e D
e per il Responsabile dell’Esercizio di impianti di categoria C e D:
b1) laurea in ingegneria (conseguita a seguito di corso
quinquennale) ed iscrizione all’Ordine degli Ingegneri (sezione A),
nonche’ esperienza specifica nel settore,
oppure:
b2) diploma di laurea in ingegneria ed iscrizione all’Ordine
degli Ingegneri (sezione B), nonche’ esperienza specifica nel
settore,
oppure:
b3) diploma di perito industriale ad indirizzo meccanico o
elettrotecnico o elettronico ed iscrizione al relativo ordine,
nonche’ esperienza specifica nel settore. Puo’ essere peraltro
ammesso un titolo di studio diverso, purche’ ad indirizzo tecnico e
ritenuto equipollente dalla D.G.T.P.L., sentito il Ministero
competente nella materia.
2) Requisiti morali:
a) non aver riportato, con sentenza passata in giudicato,
condanne che comportino l’interdizione da una professione o da
un’arte, ovvero l’incapacita’ ad esercitare uffici direttivi presso
qualsiasi impresa, per il periodo di durata della pena accessoria,
salvo che sia intervenuta riabilitazione ai sensi degli articoli 178
e seguenti del codice penale;
b) non avere in corso procedimenti penali nei quali sia stata
gia’ pronunziata una sentenza di condanna ad una pena che comporti
l’interdizione da una professione o da un’arte, ovvero l’incapacita’
ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa.
3) Requisiti fisici:
a) eta’ non inferiore a 21 anni e non superiore a 70 anni;
b) i requisiti fisici indicati nell’allegato I al presente
decreto.
2. In relazione all’art. 90, quarto comma, del D.P.R. n. 753/80 ed
agli articoli 4 e 18 del presente decreto, e’ consentito
l’espletamento delle funzioni di Responsabile dell’Esercizio – con
l’obbligo di affiancamento da parte di un Assistente Tecnico – anche
a persona sprovvista dei requisiti tecnico-professionali indicati nel
comma 1, lettera b), purche’ in possesso di un diploma di scuola
secondaria di secondo grado e di comprovata esperienza nel settore.

Art. 8

Documentazione per il riconoscimento dell’idoneita’ per il Direttore
dell’Esercizio e per il Responsabile dell’Esercizio

1. Per ottenere il riconoscimento dell’idoneita’ alla funzione di
Direttore dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio,
l’interessato presenta presso l’U.S.T.I.F. territorialmente
competente per la sua residenza (per i residenti delle province e
regioni autonome la domanda e’ presentata presso uno degli U.S.T.I.F.
delle regioni confinanti) apposita domanda su carta legale,
precisando la categoria di impianti richiesta ed allegando la
seguente documentazione:
1) certificato di residenza o relativa autocertificazione;
2) certificazione relativa al titolo di studio posseduto o
autocertificazione;
3) certificato di iscrizione al rispettivo ordine professionale o
autocertificazione;
4) certificato generale del casellario giudiziale o
autocertificazione;
5) dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorieta’ ai sensi
dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del
28 dicembre 2000, dalla quale risulti che l’interessato non ha in
corso, presso preture o procure della Repubblica, procedimenti penali
nei quali sia stata gia’ pronunziata una sentenza di condanna che
comporti l’interdizione dalla professione o da un’arte, ovvero
l’incapacita’ ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi
impresa;
6) certificato medico rilasciato da un medico del Servizio
sanitario nazionale, dal quale risulti l’idoneita’ secondo i criteri
di cui all’allegato I;
7) curriculum delle attivita’ tecnico-professionali
precedentemente svolte nel settore dei trasporti con impianti a fune
o presso gli altri impianti indicati all’art. 1, primo comma,
corredato delle relative attestazioni.
2. I documenti sub 1), 4), 5) e 6) del primo comma devono essere
redatti in data non anteriore a sei mesi da quella della domanda di
cui allo stesso primo comma.
3. Coloro che, aspirando ad espletare le funzioni di Responsabile
dell’Esercizio, non sono in possesso dei requisiti
tecnico-professionali stabiliti all’art. 7, comma 1, lettera b),
devono comunque presentare la certificazione relativa al titolo di
studio posseduto ovvero autocertificazione.

Art. 9

Accertamento dell’idoneita’ tecnica

1. Quando sussistono i presupposti stabiliti al precedente art. 8,
l’idoneita’ tecnica ai fini della sicurezza per gli interessati ad
espletare le funzioni di Direttore o di Responsabile dell’Esercizio
e’ accertata dalla D.G.T.P.L. con le procedure indicate nel presente
articolo e, in particolare:
a) per coloro che sono in possesso dei requisiti
tecnico-professionali stabiliti all’art. 7, comma 1: mediante
colloquio rivolto ad accertare la preparazione tecnico-professionale
dell’interessato sia nel settore dei trasporti a fune in generale,
sia in quello specifico degli impianti della categoria richiesta e
delle altre categorie per le quali e’ valido il patentino di
idoneita’ della categoria richiesta, secondo la classificazione di
cui all’art. 10, comma 2;
b) per coloro che, in relazione all’art. 7, comma 2, non sono in
possesso dei requisiti tecnico-professionali stabiliti allo stesso
art. 7, comma 1: mediante esami aventi la stessa finalita’ indicata
alla precedente lettera a) ed articolati in prove teoriche, scritte
ed orali, ed in prove pratiche; l’ammissione alla prova orale e’
subordinata all’esito favorevole della prova scritta; l’ammissione
alla prova pratica e’ subordinata all’esito favorevole della prova
orale.
2. Il colloquio di cui al comma 1, lettera a), si svolge sugli
argomenti stabiliti nell’allegato II del presente decreto ed e’
sostenuto davanti ad una commissione.
Per gli esami di cui al comma 1, lettera b), la prova scritta e la
prova orale si svolgono sugli argomenti stabiliti nell’allegato II al
presente decreto e sono sostenuti davanti ad una commissione. La
prova pratica e’ sostenuta davanti ad un funzionario tecnico
dell’U.S.T.I.F. competente, membro della commissione di esame.
Del colloquio e degli esami di cui al comma 1 viene redatto
apposito processo verbale.
3. La commissione di cui al secondo comma, per le categorie A e B1,
e’ nominata dalla D.G.T.P.L. ed e’ costituita da:
due ingegneri, dei quali uno anche con funzioni di presidente;
un funzionario tecnico del competente U.S.T.I.F. con funzioni di
segretario.
La sede d’esame e’ stabilita dalla D.G.T.P.L. in relazione al
numero delle domande pervenute ai vari U.S.T.I.F.; le sedute di esame
sono effettuate con cadenza trimestrale.
La Commissione, per le categorie B2, C e D, e’ nominata dal
direttore dell’U.S.T.I.F. competente.

Art. 10

Patentino di idoneita’

1. A seguito dell’esito favorevole del colloquio di cui all’art. 9,
la D.G.T.P.L. o l’U.S.T.I.F. rilasciano all’interessato il patentino
di idoneita’, in bollo e conforme al modello allegato III al presente
decreto, per l’espletamento della funzione di Direttore
dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio per gli impianti
della categoria richiesta.
2. Il patentino di idoneita’ per l’espletamento della funzione di
Direttore dell’Esercizio rilasciato per gli impianti di una categoria
e’ valido anche per gli impianti di altre categorie, secondo la
seguente classificazione:
a) il patentino di idoneita’ per l’espletamento della funzione di
Direttore dell’Esercizio rilasciato per gli impianti di categoria A
e’ valido anche per l’espletamento della funzione di Direttore
dell’Esercizio per gli impianti delle categorie B1, B2, C e D;
b) il patentino di idoneita’ per l’espletamento della funzione di
Direttore dell’Esercizio rilasciato per gli impianti di categoria B1
e’ valido anche per l’espletamento della funzione di Direttore
dell’Esercizio per gli impianti delle categorie B2, C e D;
c) il patentino di idoneita’ per l’espletamento della funzione di
Direttore dell’Esercizio rilasciato per gli impianti di categoria B2
e’ valido anche per l’espletamento della funzione di Direttore
dell’Esercizio per gli impianti delle categorie C e D;
d) il patentino di idoneita’ per l’espletamento della funzione di
Direttore dell’Esercizio relativo agli impianti di categoria C e’
valido anche per l’espletamento della funzione di Direttore
dell’Esercizio per gli impianti della categoria D.
3. Il patentino di idoneita’ per l’espletamento della funzione di
Responsabile dell’Esercizio e’ valido esclusivamente per la specifica
categoria di impianti per la quale e’ stato rilasciato.
4. I certificati di idoneita’ rilasciati ai sensi dell’art. 1 del
decreto del Ministero dei trasporti n. 1533 del 5 giugno 1985
continuano a valere, secondo quanto di seguito indicato: un
certificato di categoria A rilasciato ai sensi del decreto n. 1533e’
valido per gli impianti della categoria A del presente decreto, un
certificato di categoria B rilasciato ai sensi del decreto n. 1533 e’
valido per gli impianti della categoria B2 del presente decreto, un
certificato di categoria C rilasciato ai sensi del decreto 1533 e’
valido per gli impianti delle categorie C e D del presente decreto.
5. Qualora il titolare non sia in possesso del titolo professionale
richiesto, nel patentino di idoneita’ per l’espletamento della
funzione di Responsabile dell’Esercizio va inserita la seguente
annotazione: «nello svolgimento della funzione il titolare del
presente patentino dovra’ essere affiancato da Assistente Tecnico».

Art. 11

Conferma di validita’
del patentino di idoneita’

1. La validita’ del patentino di idoneita’ di cui all’art. 10 e’
soggetta a conferma ogni cinque anni; a tal fine l’interessato
presenta all’U.S.T.I.F. o alla D.G.T.P.L. tramite l’U.S.T.I.F.
apposita istanza in bollo corredata dai documenti indicati all’art.
8, comma 1, sub 5) e 6); per quanto riguarda i requisiti fisici, il
relativo certificato medico deve attestare il possesso di quelli
stabiliti per le visite di revisione, secondo quanto previsto
dall’allegato I.

Art. 12

Sospensione e revoca del patentino di idoneita’

1. Indipendentemente dalle scadenze temporali stabilite all’art.
11, qualora insorgano motivati dubbi sul permanere dei requisiti
fisici per chi espleta la funzione di Direttore dell’Esercizio o di
Responsabile dell’Esercizio, l’U.S.T.I.F. puo’ disporre in qualunque
momento che l’interessato venga sottoposto a visita di revisione,
fissando all’uopo il termine di trenta giorni.
2. In relazione all’eventuale esito sfavorevole, temporaneo o
definitivo, della visita di revisione, l’U.S.T.I.F. provvede,
rispettivamente, a sospendere o a revocare il patentino di idoneita’,
segnalando il fatto alla D.G.T.P.L.
3. La sospensione e’ disposta per il presunto periodo di
inidoneita’ fisica risultante dalla visita di revisione, e la
successiva conferma di validita’ e’ subordinata al favorevole esito
di nuova visita di revisione.
4. Il patentino d’idoneita’ si intende inoltre sospeso qualora,
entro le scadenze temporali fissate all’art. 11, ovvero entro la
scadenza stabilita ai sensi del primo comma, l’interessato non
produca il certificato medico con l’esito della visita di revisione.
5. In caso di mancato rinnovo del patentino di idoneita’ entro il
termine di scadenza l’U.S.T.I.F revoca l’assenso o il nulla osta alla
nomina di Direttore dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio e
ne da’ comunicazione alle societa’ esercenti interessate.
6. Qualora insorgano motivati dubbi sul permanere dei requisiti di
idoneita’ professionale per chi espleta la funzione di Direttore
dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio di un impianto, la
D.G.T.P.L., su motivata proposta dell’U.S.T.I.F., puo’ sospendere la
validita’ del patentino di idoneita’ fissando il termine di sessanta
giorni per un nuovo accertamento della stessa idoneita’, da
effettuare con le stesse modalita’ indicate all’art. 9.
7. Se, entro il termine di cui al precedente sesto comma e salvo
giustificati motivi, l’interessato non si presenta a sostenere il
nuovo accertamento di idoneita’ tecnica, ovvero se tale accertamento
ha esito sfavorevole, il patentino di idoneita’ viene revocato.
8. Le infrazioni di cui all’art. 92 del D.P.R. 753/80, compiute da
parte del Direttore dell’Esercizio o del Responsabile dell’Esercizio
e relative alle norme di sicurezza dell’esercizio ovvero le
trasgressioni alle prescrizioni impartite dall’U.S.T.I.F. e accertate
mediante processo verbale dai funzionari dell’U.S.T.I.F., devono
essere notificate al contravventore nel piu’ breve tempo possibile e
comunque entro e non oltre quindici giorni dall’accertamento.
L’U.S.T.I.F., indipendentemente dalle iniziative assunte a tutela
della sicurezza del trasporto pubblico – che possono arrivare fino
alla revoca del nulla osta tecnico per la prosecuzione del pubblico
esercizio dell’impianto interessato – segnala l’infrazione o la
trasgressione alla D.G.T.P.L.. A seguito di tre infrazioni segnalate
– o comunque anche a seguito di una sola segnalazione, in relazione
alla gravita’ dell’infrazione stessa – la D.G.T.P.L. ha facolta’ di
revocare il patentino di idoneita’.
9. In caso di gravi e comprovati motivi che abbiano arrecato
pregiudizio alla sicurezza dell’esercizio, l’U.S.T.I.F. sospende il
patentino e la D.G.T.P.L., su motivata proposta dell’U.S.T.I.F.,lo
revoca.
10. In caso di mancato rinnovo del patentino di idoneita’ per un
periodo superiore ai tre anni lo stesso e’ revocato; un nuovo
patentino potra’ essere rilasciato solo a seguito di nuovo
accertamento della idoneita’.

Art. 13

Documentazione per richiedere l’assenso od il nulla osta per la
nomina del Direttore dell’Esercizio o del Responsabile
dell’Esercizio

1. Per il rilascio dell’assenso o del nulla osta tecnico ai fini
della sicurezza di cui all’art. 90, primo comma, del D.P.R. n. 753/80
per la nomina del Direttore dell’Esercizio o del Responsabile
dell’Esercizio di un impianto, l’azienda esercente presenta
all’U.S.T.I.F. apposita domanda su carta legale, allegando i seguenti
documenti forniti dalla persona proposta:
1) patentino di idoneita’ (anche in fotocopia autenticata) ovvero
certificato di idoneita’ rilasciato ai sensi del D.M. n. 1533;
2) copia della lettera con la quale il legale rappresentante
dell’azienda esercente nomina la persona proposta Direttore
dell’Esercizio o Responsabile dell’Esercizio per l’impianto di cui
trattasi, con l’esplicita indicazione dei poteri e degli strumenti
che gli vengono conferiti ai sensi dell’art. 91, secondo comma, del
D.P.R. n. 753/80;
3) dichiarazione con la quale l’interessato accetta espressamente
l’incarico elencando tutti gli impianti per i quali svolge le
funzioni di Direttore dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio
ovvero di Assistente Tecnico, o mansioni equiparabili a quelle del
Direttore dell’Esercizio o Responsabile dell’Esercizio nelle Regioni
a statuto speciale, con il relativo peso U.C.I. calcolato con le
modalita’ del presente decreto;
4) certificato di residenza o relativa autocertificazione.
2. La persona proposta come Direttore dell’Esercizio per tutte le
categorie di impianti, o come Responsabile dell’Esercizio per gli
impianti di categoria D, deve:
a) avere la residenza anagrafica nel comune o in uno dei comuni
nei quali sono ubicate le stazioni dell’impianto per cui si chiede la
nomina, ovvero anche in uno dei comuni limitrofi a quelli nei quali
si trova l’impianto stesso;
b) presentare – qualora non in possesso del requisito di cui alla
lettera a) – motivata istanza di deroga all’obbligo di residenza, ai
sensi dell’art. 91, terzo comma, del D.P.R. n. 753/80.
3. La persona proposta come Responsabile dell’Esercizio solo per
gli impianti della categoria C, se non ha gia’ la residenza
anagrafica nel comune o in uno dei comuni nei quali sono ubicate le
stazioni dell’impianto, ovvero anche in uno dei comuni limitrofi a
quelli nei quali si trova l’impianto stesso, deve presentare una
dichiarazione con la quale si impegna a stabilire la propria
residenza in uno dei comuni suddetti, riservandosi di darne
dimostrazione entro un periodo di tempo non superiore a sei mesi; a
tali effetti e’ sufficiente documentare che in uno dei ripetuti
comuni l’interessato dispone di una residenza secondaria, anche se
limitatamente ai periodi di funzionamento dell’impianto.

Art. 14

Rilascio, sospensione e revoca dell’assenso o del nulla osta tecnico
– Deroghe

1. Per gli impianti rientranti nelle attribuzioni amministrative
degli organi statali, l’assenso di cui all’art. 90, primo comma, del
D.P.R. n. 753/80 per la nomina del Direttore o del Responsabile
dell’Esercizio e’ rilasciato, se sussistono tutti i necessari
presupposti (ivi compreso il controllo del peso complessivo U.C.I.
dichiarato) stabiliti dal presente decreto, dalla D.G.T.P.L.
La medesima Direzione Generale accorda, se del caso ed in relazione
a quanto stabilito al successivo terzo comma, la deroga eventualmente
richiesta dall’interessato all’obbligo di residenza di cui all’art.
91, terzo comma, del succitato D.P.R. n. 753/80.
2. Per gli impianti rientranti nelle attribuzioni amministrative
degli organi regionali o degli enti locali, il competente U.S.T.I.F.
rilascia ai suddetti organi regionali o locali il nulla osta tecnico
ai fini della sicurezza di cui all’art. 90, primo comma, del D.P.R.
n. 753/80, se sussistono tutti i necessari presupposti stabiliti dal
presente decreto. Il medesimo ufficio, se del caso ed in relazione a
quanto stabilito al terzo comma, comunica altresi’, per quanto
rientra nelle attribuzioni degli organi statali ai fini della
sicurezza, il proprio benestare per l’eventuale rilascio da parte
degli stessi organi regionali o locali della deroga all’obbligo di
residenza di cui all’art. 91, terzo comma, del succitato D.P.R. n.
753/80, ove richiesta dall’interessato.
3. La deroga di cui al primo comma ovvero il benestare di cui al
secondo comma sono accordati – fermi restando i limiti alla
pluralita’ di incarichi di cui all’art. 15 – tenuto conto delle
motivazioni addotte dall’interessato, a condizione che questi abbia
la propria residenza anagrafica nella stessa regione nella quale sono
ubicati gli impianti, ovvero in una provincia finitima, ancorche’
appartenente ad altra regione. Situazioni particolari potranno essere
esaminate caso per caso, tenuto conto di tutte le circostanze
addotte.
4. L’assenso di cui al primo comma o il nulla osta di cui al
secondo comma sono revocati, oltre che nelle ipotesi previste dagli
articoli 90, terzo comma e 92, ultimo comma, del D.P.R. n. 753/80,
anche in caso di revoca del patentino di idoneita’ dell’interessato;
essi sono inoltre sospesi in caso di sospensione dello stesso
patentino di idoneita’.

Art. 15

Pluralita’ di incarichi di Direttore dell’Esercizio o di Responsabile
dell’Esercizio

1. La stessa persona puo’ esercitare le funzioni di Direttore
dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio per piu’ impianti,
anche se esercitati da aziende diverse, con le limitazioni e
modalita’, nonche’ alle condizioni stabilite ai successivi commi del
presente articolo, agli effetti dell’art. 89, terzo comma, del D.P.R.
n. 753/80.
2. La stessa persona che espleta le funzioni di Direttore
dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio puo’ svolgere anche
le mansioni di Assistente Tecnico, con le limitazioni stabilite ai
successivi commi.
3. La stessa persona non puo’ cumulare le funzioni di Direttore
dell’Esercizio e di Responsabile dell’Esercizio.
4. Il numero massimo degli impianti di ogni categoria ai quali puo’
essere preposta una stessa persona, come Direttore dell’Esercizio o
Responsabile dell’Esercizio, si determina attribuendo ad ogni
impianto un «peso», espresso in «unita’ convenzionali di impegno»
(U.C.I.) e calcolato come prodotto del «peso base», assegnato in
relazione alla categoria ed al tipo di impianto, per un opportuno
coefficiente, secondo quanto appresso indicato:
1) a ciascun impianto e’ assegnato il seguente «peso base»:

——————————————————————–
| funicolari terrestri su rotaie, funivie bifune
4,0 U.C.I. | a va e vieni e funivie bifune a collegamento
| temporaneo dei veicoli
————-|——————————————————-
3,5 U.C.I. | funivie monofune a collegamento temporaneo
| dei veicoli
————-|——————————————————-
2,0 U.C.I. | funivie monofune a collegamento permanente
| dei veicoli
————-|——————————————————-
1,0 U.C.I. | sciovie, slittinovie, ascensori verticali ed
| inclinati ed impianti assimilabili
————-|——————————————————-
0,5 U.C.I. | marciapiedi mobili, scale mobili, montascale
| e piattaforme elevatrici
———————————————————————

Per impianti non convenzionali, la D.G.T.P.L. determina, in sede di
esame della proposta progettuale, il «peso base» da assegnare;
2) nel caso di aziende che eserciscono piu’ di un impianto, al
«peso base» di ciascuno degli impianti ai quali e’ preposta la stessa
persona si applica uno dei seguenti coefficienti riduttivi:
a) se tutti gli impianti sono eserciti da una stessa azienda:
0,65;
b) se gli impianti sono eserciti da due o piu’ aziende, si
applica il coefficiente 0,65 solo agli impianti di una delle aziende,
indicata a scelta dal preposto Direttore dell’Esercizio, ed alle
altre si applica il coefficiente 0,80.
5. Il «peso» complessivo degli impianti ai quali puo’ essere
preposta la stessa persona come Direttore dell’Esercizio, aumentato
del 50% del «peso» complessivo degli impianti per i quali la stessa
espleta le incombenze di Assistente Tecnico, non deve superare il
limite di 50 U.C.I.
6. Il «peso» complessivo degli impianti di categoria C e D ai quali
puo’ essere preposta la stessa persona come Responsabile
dell’Esercizio, aumentato del 50% del «peso» complessivo degli
impianti per i quali la stessa espleta le incombenze di Assistente
Tecnico, non deve superare il limite di 25 U.C.I.
7. Qualora il «peso» complessivo degli impianti eserciti da
un’azienda ai sensi del primo comma risulti maggiore di 40 U.C.I.,
non puo’ essere accordata, per gli stessi impianti, la deroga
all’obbligo di residenza del Direttore dell’Esercizio, di cui
all’art. 14.
8. Situazioni speciali potranno essere valutate, caso per caso,
dalla D.G.T.P.L. per l’eventuale concessione di deroghe alle
disposizioni del presente articolo, tenuto conto delle argomentazioni
portate dagli interessati a sostegno delle proprie richieste e con
particolare riferimento alle condizioni locali.

Art. 16

Sostituzione del Direttore o del Responsabile dell’Esercizio

1. Quando debba provvedersi alla sostituzione del Direttore
dell’Esercizio o del Responsabile dell’Esercizio di un impianto, per
iniziativa dell’azienda esercente,per rinunzia dell’interessato o per
raggiungimento, da parte dello stesso interessato, del limite di
eta’, l’azienda esercente o l’interessato medesimo ne danno
comunicazione scritta all’U.S.T.I.F. ed ai competenti organi
regionali o enti locali per gli impianti rientranti nelle
attribuzioni di questi ultimi, almeno novanta giorni prima della
cessazione dell’incarico.
2. Comunque, ove il limite di eta’ del Direttore dell’Esercizio o
del Responsabile dell’Esercizio maturi nel corso di un periodo
stagionale di esercizio dell’impianto, la sostituzione puo’ essere
attuata al termine dello stesso periodo, intendendosi automaticamente
prorogato del tempo necessario il suddetto limite.
3. Puo’ derogarsi dal termine fissato al primo comma solo nei casi
di forza maggiore o di comprovata necessita’, ovvero di gravi
inadempienze, da parte dell’interessato o dell’azienda esercente,
agli obblighi contrattuali o a quelli stabiliti da disposizioni
legislative o regolamentari ovvero dal presente decreto.
4. Nell’eventualita’ di revoca con effetto immediato dell’assenso o
del nulla osta tecnico di cui all’art. 90, primo comma, del D.P.R. n.
753/80, si determina conseguentemente anche la revoca del nulla osta
tecnico di cui all’art. 4 del D.P.R. n. 753/80 per gli impianti per i
quali e’ nominato Direttore dell’Esercizio.
Nell’eventualita’ che la revoca non abbia effetto immediato,
l’autorita’ che dispone la revoca deve fissare altresi’ il termine
temporale entro il quale deve aver luogo la sostituzione.
5. Entro i termini temporali indicati al primo e al quarto comma,
l’azienda esercente deve nominare il nuovo Direttore dell’Esercizio o
Responsabile dell’Esercizio e presentare la documentazione prevista
all’art. 13, per ottenere l’assenso o il nulla osta tecnico per tale
nomina.
6. Fatte salve le ipotesi di cui al terzo comma, il Direttore
dell’Esercizio o il Responsabile dell’Esercizio cessante rimane in
carica, con tutte le proprie attribuzioni, non oltre novanta giorni
dalla data di comunicazione di cessazione dell’incarico.
7. Salvo casi di forza maggiore, l’atto di subentro viene
formalizzato mediante apposito verbale di consegna, con l’indicazione
del giorno e dell’ora, sottoscritto da entrambi gli interessati e dal
legale rappresentante dell’azienda esercente, nel quale verbale il
Direttore dell’Esercizio o il Responsabile dell’Esercizio cessante
puo’ inserire informazioni sul decorso periodo di servizio
dell’impianto, nonche’ avvertenze utili al subentrante in materia di
sicurezza del servizio medesimo.
Copia del suddetto verbale viene inviata, entro i termini di cui al
comma 6, dall’azienda esercente all’U.S.T.I.F. ed ai competenti
organi regionali o enti locali, per gli impianti rientranti nelle
attribuzioni di questi ultimi.

Art. 17

Sostituto del Direttore dell’Esercizio o del Responsabile
dell’Esercizio

1. Il Direttore dell’Esercizio o il Responsabile dell’Esercizio
nomina, entro novanta giorni dall’incarico, previo benestare
dell’azienda esercente, un sostituto di sua fiducia abilitato per la
stessa categoria, in conformita’ con quanto stabilito ai precedenti
articoli 7, 8 e 9, al quale affida temporaneamente le proprie
funzioni, eventualmente precisando per iscritto i particolari
adempimenti, di norma concernenti l’attivita’ corrente dell’impianto,
che devono essere espletati dallo stesso sostituto.
2. Fatto salvo il benestare dell’azienda esercente, la scelta della
persona da nominare sostituto del Direttore dell’Esercizio o del
Responsabile dell’Esercizio di un impianto e’ lasciata al giudizio
del titolare che comunque, in relazione a quanto disposto dall’art.
91, primo comma, del D.P.R. n. 753/80, risponde di tale scelta.
3. Della nomina di cui al primo comma il Direttore dell’Esercizio o
il Responsabile dell’Esercizio da’ tempestiva comunicazione scritta
all’U.S.T.I.F., nonche’ ai competenti organi regionali o enti locali
per gli impianti rientranti nelle attribuzioni di questi ultimi, che
ne prendono atto, allegando la dichiarazione con la quale la persona
proposta come sostituto accetta espressamente l’incarico.
4. Salvo casi di forza maggiore, il passaggio della funzione di
Direttore dell’Esercizio o Responsabile dell’Esercizio dal titolare
al sostituto, e viceversa, deve ogni volta essere formalizzato con
l’indicazione del giorno e dell’ora del subentro e delle eventuali
avvertenze per il subentrante.

Art. 18

Assistente Tecnico

1. L’Assistente Tecnico che l’azienda esercente deve designare ai
sensi dell’art. 90, quarto comma del D.P.R. n. 753/80, ove intenda
avvalersi della facolta’ ivi prevista, deve possedere l’abilitazione
di cui all’art. 10 quanto meno per la medesima categoria, ed eta’ non
inferiore a 21 anni e non superiore a 70 anni.
2. La designazione di cui al precedente primo comma e’ subordinata,
ai fini della sicurezza, al gradimento da parte dell’U.S.T.I.F.; a
tale scopo l’azienda esercente presenta al predetto ufficio apposita
domanda su carta legale corredata della seguente documentazione,
fornita dall’interessato:
1) patentino di idoneita’ (anche in fotocopia autenticata);
2) dichiarazione con la quale l’interessato accetta espressamente
l’incarico elencando tutti gli impianti per i quali svolge le
funzioni di Direttore dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio
ovvero di Assistente Tecnico, o mansioni equiparabili a quelle svolte
dal Direttore dell’Esercizio o dal Responsabile dell’Esercizio nelle
Regioni a Statuto Speciale, con il relativo peso U.C.I. calcolato con
le modalita’ del presente decreto;
3) certificato di residenza o relativa autocertificazione.
3. L’interessato deve risiedere nella stessa regione nella quale e’
ubicato l’impianto, ovvero in una provincia finitima, anche se
appartenente ad altra regione.
4. Ove nel settore dei trasporti pubblici effettuati mediante
impianti funicolari aerei e terrestri l’interessato espleti soltanto
le incombenze di assistente tecnico, il «peso» complessivo degli
impianti per i quali egli puo’ espletare dette incombenze, calcolato
con i criteri stabiliti all’art. 15, comma 5, non deve superare 50
U.C.I. Nel caso in cui l’interessato espleti anche le funzioni di
Direttore dell’Esercizio o di Responsabile dell’Esercizio, si
applicano, rispettivamente,le disposizioni di cui ai commi quinto o
sesto dello stesso art. 15.
5. Il gradimento di cui al secondo comma viene comunicato
all’interessato, all’azienda esercente ed ai competenti organi
regionali o enti locali, per gli impianti rientranti nelle loro
attribuzioni.

Art. 19

Sostituzione dell’Assistente Tecnico

1. Ai fini della sicurezza, l’U.S.T.I.F. puo’ in qualunque momento
revocare il gradimento per l’Assistente Tecnico di un impianto,
richiedendone all’azienda esercente la sostituzione, ove
l’interessato dimostri imperizia o negligenza nell’espletamento dei
propri compiti; contestualmente il medesimo Ufficio attiva le
procedure di cui all’art. 12, comma 9.
2. Nell’ipotesi di cui al primo comma, l’U.S.T.I.F. fissa altresi’
il termine temporale entro il quale l’azienda esercente deve
provvedere alla sostituzione dell’Assistente Tecnico.
3. Quando debba provvedersi alla sostituzione dell’Assistente
Tecnico per iniziativa dell’azienda esercente, per rinunzia
dell’interessato, ovvero per raggiungimento, da parte dello stesso
interessato, del limite di eta’ fissato all’art. 18, si adotta la
stessa procedura indicata all’art. 16 per la sostituzione del
Direttore dell’Esercizio o del Responsabile dell’Esercizio.

Art. 20

Disposizioni transitorie

1. Per coloro che gia’ esercitano le funzioni di Direttore
dell’Esercizio, Responsabile dell’Esercizio ed Assistente Tecnico
all’entrata in vigore della presente norma, il calcolo U.C.I.
effettuato secondo le disposizioni precedentemente in vigore resta
invariato per la situazione pregressa; in caso di nuove nomine si
provvedera’ al nuovo calcolo U.C.I., da effettuare per tutti gli
impianti secondo le disposizioni di cui all’art. 15.
2. Ad eccezione di quanto previsto all’art. 15, comma 3, sono da
intendersi confermati tutti gli assensi, nulla osta e gradimenti
rilasciati sulla base della precedente normativa nei confronti dei
Direttori dell’Esercizio, Responsabili dell’Esercizio e Assistenti
Tecnici gia’ in carica alla data di entrata in vigore del presente
decreto.
3. Eventuali situazioni difformi da quanto previsto dall’art. 15,
comma 3, devono essere regolarizzate – da parte delle aziende
esercenti, autonomamente o a seguito di segnalazione del competente
U.S.T.I.F. – entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.
4. I certificati di idoneita’ rilasciati in virtu’ della precedente
normativa devono essere sostituiti con i modelli di cui all’allegato
III entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente
decreto.
5. I Direttori dell’Esercizio degli impianti di trasporto pubblico
di cui alle categorie I e II dell’art. 1, comma 1, del decreto
ministeriale 15 marzo 1993, che svolgono le mansioni di Responsabile
dell’Esercizio di ascensori, scale mobili ed impianti assimilati
facenti parte integrante dei suddetti impianti di trasporto pubblico,
che intendano continuare a svolgere le suddette mansioni, dovranno –
entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto –
provvedere al rispetto delle disposizioni previste dal presente
decreto.
6. Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore 15 giorni
dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Art. 21

Abrogazioni

1. Sono abrogati il decreto ministeriale n. 1533 del 5 giugno 1985
nonche’ le correlate disposizioni successivamente emanate e tutte le
disposizioni incompatibili con il presente decreto.
2. E’ abrogato l’art. 7 del decreto ministeriale 15 marzo 1993.
Il presente decreto verra’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 18 febbraio 2011

Il direttore generale: Di Giambattista

Allegato I

REQUISITI FISICI PRESCRITTI PER ESPLETARE LE FUNZIONI DI DIRETTORE O
DI RESPONSABILE DELL’ESERCIZIO.

PRESCRIZIONI GENERALI

1- Coloro che aspirano ad espletare le funzioni di direttore o di
responsabile dell’ esercizio devono possedere sana costituzione,
nonche’ i requisiti fisici indicati nella tabella seguente.
2- Nelle visite per l’accertamento iniziale dell’ idoneita’, coloro
che non raggiungono ad occhio nudo l’acutezza visiva indicata nella
tabella seguente sono giudicati idonei soltanto se detta acutezza
visiva viene raggiunta con l’uso di occhiali con montatura fissa a
staffa, muniti delle lenti previste nella tabella stessa.
3- Coloro che non raggiungono ad occhio nudo l’acutezza visiva
prescritta hanno l’obbligo, durante l’espletamento delle proprie
funzioni sull’impianto, di usare sempre occhiali con montatura fissa
a staffa, muniti di lenti adatte. Coloro che espletano le funzioni di
responsabile dell’esercizio hanno inoltre l’obbligo di tenere di
riserva altro identico paio di occhiali.
4- Per coloro che raggiungono il visus normale di 10/10 in un solo
occhio e, complessivamente, raggiungono con l’uso di una lente per
l’altro occhio il limite di visus stabilito nella tabella seguente,
e’ consentito l’uso di una lente a contatto per l’occhio con ridotta
acutezza visiva.
5- Il senso cromatico e’ da ritenere “soddisfacente” quando risulti
accertata la percezione dei colori fondamentali, esaminata con le
lane colorate alla luce diffusa del giorno.
6- Gli accertamenti per stabilire il possesso della percezione
uditiva possono essere effettuati con l’acumetria (voce afona o di
conversazione), ovvero per mezzo di equivalente accertamento
audiometrico.

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato II

PROGRAMMA D’ESAME PER L’ACCERTAMENTO DELLA IDONEITA’ TECNICA PER
L’ESPLETAMENTO DELLE FUNZIONI DI DIRETTORE O DI RESPONSABILE
DELL’ESERCIZIO

GENERALITA’

Gli argomenti compresi nel programma d’esame vanno riferiti alla
categoria di impianti per la quale l’interessato richiede
l’accertamento della propria idoneita’ tecnica. Il contenuto di tali
argomenti va adeguato alla funzione richiesta dall’interessato.

PROGRAMMA DI ESAME

1) Nozioni sulla normativa amministrativa e tecnica relativa alla
concessione, alla costruzione ad all’esercizio degli impianti a fune.
2) Nozioni tecniche di carattere generale attinenti agli impianti a
fune:
a) elementi di elettrotecnica;
b)elementi di meccanica e tecnologia dei materiali;
c) elementi di disegno tecnico elettro-meccanico.
3) Tipi di impianti, descrizione generale sulla costituzione ed il
funzionamento delle parti principali e terminologia.
4) Impianto elettrico.
a) costituzione e funzionamento dei componenti relativi ai
circuiti di potenza, comando, segnalazione, sicurezza e allarme e
funzionamento dei relativi circuiti;
b) esercizio, manutenzione, controllo.
5) Impianto meccanico:
a) costituzione e funzionamento delle strutture, macchine e
meccanismi di stazione e di linea (motori elettrici, termici,
idraulici; riduttori, freni; veicoli; morse; carrelli; sostegni;
scarpe; rulliere, ecc.);
b) tipi e funzioni delle funi, impalmature, teste fuse, attacchi
di estremita’, dispositivi di tensione;
c) esercizio, manutenzione e controllo.
6) nozioni sulla normativa antinfortunistica specifica del settore
funiviario; protezioni fisse e mobili; attrezzature e dispositivi per
le operazioni di manutenzione e controllo;
7) Governo del personale; disciplina, formazione dei turni di
servizio, aggiornamento professionale, comportamento del personale in
servizio e suo contegno verso il pubblico.
8) Prove pratiche sull’impianto per il personale di cui all’art. 9
comma 1 sub b:
a) effettuazioni di semplici misure elettriche e meccaniche;
controllo, regolazione ed aggiustaggio di meccanismi, ecc.
b) Applicazione del piano di soccorso;
c) Operazioni di salvataggio in linea.

Allegato III

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 18 febbraio 2011

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