MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 19 aprile 2010 | Architetto.info

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 19 aprile 2010

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 19 aprile 2010 - Requisiti per la manutenzione e la revisione dei dispositivi di salvataggio delle navi mercantili nonche' per le ditte autorizzate ad effettuare detti interventi. (10A05373) (GU n. 108 del 11-5-2010 )

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 19 aprile 2010

Requisiti per la manutenzione e la revisione dei dispositivi di
salvataggio delle navi mercantili nonche’ per le ditte autorizzate ad
effettuare detti interventi. (10A05373)

IL COMANDANTE GENERALE
del Corpo delle capitanerie di porto

Visto l’art. 3 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, recante norme
sul riordino della legislazione in materia portuale, e successive
modifiche ed integrazioni, che attribuisce la competenza in materia
di sicurezza della navigazione al Comando generale del Corpo delle
capitanerie di porto;
Vista la legge 5 giugno 1962, n. 616 «Sicurezza della navigazione e
della vita umana in mare», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 5
luglio 1962, n. 168;
Visto l’art. 10, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente
della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435 recante «Regolamento per la
sicurezza della navigazione e della vita umana in mare», il quale
demanda al Ministero la determinazione, con un apposito decreto, dei
particolari requisiti delle imbarcazioni di salvataggio;
Visto il paragrafo 12, Capitolo III, allegato 1, del decreto
legislativo 4 febbraio 2000, n. 45 come modificato dal decreto
legislativo 23 dicembre 2002, n. 291;
Vista la regola III-20 della convenzione Solas, ratificata con
legge 23 maggio 1980, n. 313, e successivi emendamenti, che prevede
l’obbligo di effettuare la manutenzione e la revisione delle
imbarcazioni di salvataggio e dei relativi sistemi di ammaino per
assicurarne l’affidabilita’ ed il mantenimento delle condizioni di
sicurezza iniziali;
Considerato che negli ultimi anni l’industria marittima ha
registrato un elevato numero di incidenti, talvolta fatali, che hanno
coinvolto il personale marittimo impegnato nelle attivita’ di manovra
delle imbarcazioni di salvataggio;
Vista la circolare MSC.1/Circ. 1205, in data 26 maggio 2006 –
sviluppo dei manuali operativi e di manutenzione delle imbarcazioni
di salvataggio e dei relativi dispositivi di messa a mare;
Vista la circolare MSC 1277, in data 23 maggio 2008 –
Raccomandazioni per l’autorizzazione delle stazioni di servizio per
imbarcazioni di salvataggio, dispositivi di messa a mare e sistemi di
rilascio dei ganci delle imbarcazioni del tipo on-load release gear;
Vista la circolare MSC 1206/Rev.1, in data 11 giugno 2009 – Misure
per prevenire gli incidenti con le imbarcazioni di salvataggio;
Ritenuto necessario stabilire le modalita’ per la manutenzione e la
revisione dei dispositivi di messa a mare dei mezzi collettivi di
salvataggio, in conformita’ alle linee guida sviluppate dall’IMO, al
fine di prevenire gli incidenti che possono occorrere al personale
marittimo impegnato nelle attivita’ operative e di addestramento
mediante l’utilizzo dei mezzi collettivi di salvataggio;

Decreta:

Art. 1

Campo di applicazione

Il presente decreto disciplina la manutenzione ed il mantenimento
in sicurezza dei dispositivi di salvataggio, di tipo approvato,
installati a bordo delle seguenti navi:
1) navi soggette alla convenzione Solas come emendata;
2) navi soggette al decreto legislativo n. 45/2000, classi
A-B-C-D:
3) navi diverse da navi passeggeri soggette al regolamento di
sicurezza, decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991,
n. 435, di stazza lorda superiore a 200 T.s.l, costruite il 21 aprile
1992 e successivamente;
4) navi passeggeri soggette all’applicazione del decreto del
Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435;
5) navi destinate esclusivamente al noleggio per finalita’
turistiche di cui al decreto ministeriale 4 aprile 2005, n. 95;
6) le unita’ che rientrano nel campo di applicazione dei codici
IMO SPS (special purpose ship) e MODU (Mobile offshore drilling
unit).

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto, salvo diversamente indicato, i
termini utilizzati hanno il seguente significato:
a) Amministrazione: Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti – Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto;
b) Autorita’ marittima: organi periferici dell’Amministrazione;
c) Compagnia: la societa’ di gestione secondo la definizione
della regola 1 del Capitolo IX della convenzione internazionale
Solas, come emendata;
d) Costruttore: il costruttore dei dispositivi di salvataggio;
e) Persona qualificata: personale addetto alle revisioni e
manutenzione di cui al presente decreto, formato e qualificato dal
Costruttore originale del dispositivo ovvero dalla ditta autorizzata
dall’Amministrazione secondo i criteri contenuti nel presente
decreto;
f) Dispositivo di salvataggio: le imbarcazioni di salvataggio ed
i relativi sistemi di messa a mare, ivi compresi i dispositivi di
sgancio, i battelli di emergenza (rescue boat) nonche’ i battelli di
emergenza veloci (fast rescue boat) ed i relativi sistemi di messa a
mare e di sgancio, i dispositivi di ammaino e di sgancio delle
zattere autogonfiabili di tipo ammainabile;
g) Intervento tecnico: attivita’ di manutenzione/ispezione
effettuata su ogni singolo dispositivo di salvataggio (gru,
imbarcazione di salvataggio, battello d’emergenza, battello
d’emergenza veloce, dispositivo di sgancio on-load) in conformita’
alla circolare MSC.1/Circ.1206/Rev.1;
h) Ditta autorizzata: impresa specializzata, autorizzata
dall’Amministrazione, ad eseguire le attivita’ di manutenzione e
revisione dei dispositivi di salvataggio;
i) Esame annuale dei dispositivi di salvataggio: quello previsto
dalla regola 20, paragrafo 11.1.2 del Capitolo III della Solas, come
emendata;
j) Esame quinquennale dei dispositivi di salvataggio: quello
previsto dalla regola 20, paragrafo 11.1.3 e 11.2.3 del Capitolo III
della Solas come emendata;
k) Ispezioni mensili: quelle effettuate in accordo alla regola
20, paragrafo 7 del Capitolo III della Solas come emendata;
l) Ispezioni settimanali: quelle effettuate in accordo alla
regola 20, paragrafo 6 del Capitolo III della Solas come emendata;
m) Ispezioni addizionali: nei casi previsti dalla Regola 7,
paragrafo b(iii) Capitolo I della convenzione Solas, come emendata,
ovvero quando ritenuto necessario dall’Autorita’ marittima nonche’
dalle eventuali procedure stabilite dal manuale ISM della Compagnia;
n) Istruzioni per la manutenzione: le istruzioni del costruttore
previste dalla Regola 36, Capitolo III della Convenzione Solas;
o) Manuale di manutenzione: documento tecnico di uso e
manutenzione, edito dal costruttore del dispositivo. Qualora non
disponibile, la ditta autorizzata redigera’ apposita documentazione
tecnica tenendo conto delle linee guida della circolare
MSC.1/Circ.1205;
p) Organismo notificato: un organismo accreditato
dall’amministrazione, ai sensi dell’art. 7 del decreto del Presidente
della Repubblica 6 ottobre 1999, n. 407, Regolamento recante norme di
attuazione delle direttive 96/98/CE e 98/85/CE relative
all’equipaggiamento marittimo, per la verifica della conformita’ dei
dispositivi di cui al presente decreto;
q) Organismo affidato: un organismo accreditato
dall’Amministrazione ai sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998,
n. 314;
r) Rapporto di visita: relazione sintetica relativa all’attivita’
ispettiva condotta dalla persona qualificata che ha eseguito la
manutenzione e la revisione dei dispositivi di salvataggio, secondo
le istruzioni contenute nel manuale di manutenzione ed in conformita’
alle linee guida previste dalla circolare MSC.1/Circ.1206.Rev.1.

Art. 3

Procedure per la manutenzione e la revisione
dei dispositivi di salvataggio

1. La Compagnia dovra’ sviluppare, sulla base del presente decreto,
apposite procedure e linee guida per l’effettuazione delle ispezioni
settimanali, mensili, nonche’ per le visite annuali e quinquennali
cui sono soggetti i dispositivi di salvataggio. Le predette linee
guida, costituiscono parte integrante del Manuale di gestione della
sicurezza della nave in accordo al codice ISM.
2. Le ispezioni settimanali e mensili nonche’ le manutenzioni di
routine dovranno essere eseguite, secondo le «istruzioni per la
manutenzione» di cui alla regola 36 del Capitolo III della
Convenzione Solas, come emendata, sotto la supervisione
dell’ufficiale di bordo, addetto alla sicurezza, all’uopo designato.
3. Gli esami annuali e quinquennali nonche’ le ispezioni
addizionali dovranno essere effettuate dal costruttore oppure da una
ditta autorizzata ai sensi del presente decreto, in occasione delle
visite di sicurezza. Alle prove di funzionamento dovra’ presenziare
un funzionario dell’organismo affidato dell’unita’. Le medesime
procedure si applicano alle unita’ provenienti dalla bandiera estera,
all’atto delle prescritte visite di sicurezza.
4. Le attivita’ di manutenzione/ispezione effettuata dalle ditte
autorizzate possono essere eseguite non oltre 3 mesi prima della data
anniversaria dei certificati di sicurezza.

Art. 4

Documentazione

1. Le Ispezioni settimanali e mensili sono registrate sul giornale
nautico parte II (deck log book) nonche’ secondo le procedure
definite nel manuale ISM della Compagnia.
2. Le visite annuali e quinquennali nonche’ le ispezioni
addizionali, dovranno essere formalizzate mediante il rilascio di
appositi Rapporti di visita, compilati e firmati dal tecnico che ha
effettuato l’intervento nonche’ controfirmati dal rappresentante
della compagnia ovvero dal Comandante dell’unita’.
3. I dispositivi di salvataggio devono essere dotati di appositi
manuali redatti dal costruttore del dispositivo. Qualora non
disponibili e non piu’ reperibili presso il produttore, la ditta
autorizzata redigera’ apposita documentazione tecnica tenendo conto
delle linee guida di cui alla circolare MSC.1/Circ.1205, in data 26
maggio 2006.

Art. 5

Rapporti di visita

1. Il Rapporto di visita e’ redatto in doppia lingua, italiano e
inglese ed e’ conforme al modello allegato al presente decreto.
2. I Rapporti dovranno essere conservati a bordo dell’unita’ e
presso la ditta che ha eseguito la manutenzione/revisione, per almeno
5 anni.

Art. 6

Requisiti per ottenere l’autorizzazione ad operare
in qualita’ di ditta autorizzata

1. Le ditte specializzate, autorizzate dall’Amministrazione ad
effettuare l’attivita’ di manutenzione e di revisione dei dispositivi
di salvataggio a bordo delle navi di bandiera italiana, devono
possedere un sistema di qualita’ certificato secondo la ISO 9001,
come emendata, rilasciato da un Organismo di certificazione.
In particolare esse devono:
a) redigere un manuale della qualita’, contenente le procedure
adottate nell’attivita’ di manutenzione dei dispositivi di
salvataggio, tenendo conto delle linee guida di cui alla circolare
MSC.1/Circ.1206/Rev.1, dell’11 giugno 2009, nonche’ i ruoli e le
responsabilita’ della direzione tecnica, del responsabile della
qualita’ e delle persone qualificate;
b) prevedere l’utilizzo di materiali/ricambi originali. Per la
sostituzione di detti materiali/ricambi dovra’ essere predisposta
un’apposita procedura che prenda in considerazione i casi in cui non
sia possibile reperire i ricambi originali dei dispositivi di
salvataggio;
c) eseguire periodicamente, secondo un piano e procedure
prefissate, verifiche ispettive delle attivita’ svolte e redigere un
apposito programma di verifiche interne, finalizzato a controllare
tutti gli elementi del sistema di qualita’;
d) garantire la competenza delle persone qualificate che
utilizzano apparecchiature specifiche, eseguono prove e/o tarature,
valutano i risultati e firmano i Rapporti di visita. Quando viene
utilizzato personale che e’ sotto addestramento, deve essere fornita
una supervisione adeguata a tale personale. Il personale autorizzato
a firmare i Rapporti di visita deve essere qualificato dalla ditta
stessa sulla base dell’accertamento dei requisiti indicati nel
successivo art. 7;
e) essere in grado, laddove richiesto dagli armatori, di
effettuare interventi all’estero, impiegando, in ogni caso, personale
qualificato conformemente ai requisiti stabiliti dal presente
decreto;
f) mantenere aggiornata la qualifica del personale mediante corsi
di aggiornamento periodici, in conformita’ al successivo art. 7;
g) avere effettuato almeno 1500 interventi tecnici di
manutenzione/ispezione dei dispositivi di salvataggio, relativi a
diverse tipologie di dispositivi, come indicati nell’art. 2, lettera
g), negli ultimi 4 anni di attivita’;
h) avere alle dipendenze personale tecnico qualificato che
soddisfa i requisiti del successivo art. 7;
i) possedere una dotazione di macchinari ed attrezzature
necessarie per le riparazioni dei dispositivi di salvataggio nonche’
per la loro manutenzione, compreso, un banco prova per i verricelli
dei dispositivi di ammaino/recupero; laddove la ditta risultasse
sprovvista di apparecchiature e/o di dispositivi necessari, puo’
avvalersi dell’istituto del subappalto in regime di sistema di
qualita’;
j) disporre di idonee attrezzature per eseguire le prove di
carico dei dispositivi quali sacche, palloni (water bags),
dinamometri etc.;
k) dimostrare, con evidenza documentata, che il personale tecnico
abbia effettuato un periodo di addestramento presso il costruttore
dei dispositivi di salvataggio ovvero presso la propria ditta, e
possedere idonee strutture e dispositivi, quali verricelli e
differenti tipologie di ganci (on load) per il necessario ed utile
aggiornamento e formazione del personale tecnico;
l) stipulare un’apposita polizza assicurativa, di natura
marittima, per la responsabilita’ civile verso terzi, per incidenti
connessi all’attivita’ di manutenzione/revisione dei dispositivi di
salvataggio, per danni cagionati a cose e persone ovvero perdita di
persone a seguito di malfunzionamenti verificatisi dopo l’esecuzione
di detti interventi tecnici, per un massimale di almeno 5.000.000 di
euro;
m) procedere alla redazione di una dichiarazione scritta con la
quale si garantisce l’idoneita’ del dispositivo di salvataggio;
n) mantenere le registrazioni di tutti gli interventi eseguiti a
bordo delle navi nazionali, con la rintracciabilita’ dei ricambi e
dei materiali utilizzati nonche’ con il supporto di materiale
fotografico.

Art. 7

Qualifica del personale

1. Il personale tecnico impiegato nelle attivita’ di manutenzione e
di revisione dei dispositivi di salvataggio deve essere adeguatamente
addestrato e qualificato dalla ditta autorizzata che ne e’
responsabile. La qualifica del personale e’ dimostrata mediante un
apposito attestato di qualifica rilasciato dalla ditta autorizzata al
termine di un corso di formazione teorico e pratico conclusosi con
una valutazione positiva delle competenze del personale tecnico,
secondo quanto indicato nella circolare MSC.1/Circ.1277, del 23
maggio 2008.
2. La formazione del personale deve essere finalizzata a fornire le
adeguate nozioni e conoscenze dei dispositivi utilizzati nei mezzi di
salvataggio.
3. L’attestato deve indicare le generalita’ del tecnico nonche’ le
tipologie dei dispositivi per i quali lo stesso e’ stato abilitato.
4. L’attestato di qualifica e’ rinnovato, a cura della ditta
autorizzata, con periodicita’ triennale e ogni qualvolta sia
necessario abilitare il tecnico in ordine a nuove tipologie di
dispositivi di salvataggio sulle quali dovra’ intervenire.
5. Il tecnico puo’ operare solo per conto della ditta autorizzata
che ha rilasciato l’attestato.
6. Il programma di formazione delle persone qualificate deve
risultare conforme alle procedure del manuale di qualita’ della ditta
specializzata e dovra’ prevedere, almeno, i seguenti argomenti:
a) cause degli incidenti dei dispositivi di salvataggio;
b) norme e regolamenti di riferimento derivanti dalle convenzioni
internazionali;
c) progetto e costruzione dei dispositivi di salvataggio;
d) approfondimenti, in materia di meccanica, elettroidraulica e
automazione applicabile ai dispositivi di salvataggio;
e) addestramento teorico-pratico relativo alle procedure di
manutenzione/revisione in conformita’ alle linee guida sviluppate
dalla circolare MSC.1/Circ.1206/Rev.1;
f) procedure per il rilascio dei Rapporti di visita con la
dichiarazione di idoneita’ del dispositivo di salvataggio.

Art. 8

Modalita’ di rilascio dell’autorizzazione
alle ditte autorizzate

1. L’istanza per ottenere l’autorizzazione da parte delle ditte
interessate deve essere redatta in bollo ed inviata al Ministero dei
trasporti e della navigazione – Comando generale del Corpo delle
capitanerie di porto – VI Reparto «Sicurezza della navigazione» –
viale dell’Arte, 16 – 00144 – Roma, corredata della seguente
documentazione tecnica in copia:
a) certificato di Qualita’ ISO 9001;
b) manuale di qualita’ della ditta;
c) polizza assicurativa;
d) procedure per la revisione dei dispositivi di salvataggio;
e) elenco del personale tecnico qualificato ad eseguire le
operazioni di manutenzione/revisione dei dispositivi di salvataggio;
f) planimetria della sede della ditta specializzata con il
relativo elenco delle attrezzature e dei macchinari di lavoro.
2. L’Amministrazione alla ricezione della domanda, qualora non
siano state rilevate carenze nella suddetta documentazione, dispone
l’effettuazione di una verifica presso la ditta richiedente, che
sara’ condotta direttamente da personale del Comando generale del
Corpo delle capitanerie di porto, ovvero delegata ad ufficiali in
servizio presso le Capitanerie di porto, aventi la qualifica di
Ufficiale Port State Control, avvalendosi, qualora ritenuto
necessario, previa comunicazione alla ditta interessata, della
collaborazione di un Organismo notificato ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica n. 407/1999.
3. Il personale incaricato dell’ispezione redigera’ un verbale di
visita contenente gli accertamenti effettuati, le valutazioni e le
eventuali irregolarita’ riscontrate nonche’ le conclusioni circa il
rilascio dell’autorizzazione alla ditta.
4. L’autorizzazione e’ rilasciata dal Comando generale del Corpo
delle capitanerie di porto, ha una validita’ triennale ed e’ revocata
nel caso in cui siano state riscontrate gravi non conformita’ nelle
procedure relative alle operazioni di revisione dei dispositivi di
salvataggio, adottate dalla ditta.
5. L’Amministrazione, in ogni tempo ed a propria discrezione, ha la
facolta’ di sottoporre le ditte autorizzate ad una ispezione
occasionale.
6. Le spese sostenute dal personale dell’Amministrazione e dagli
eventuali interventi degli Organismi notificati, connesse con gli
accertamenti finalizzati al rilascio dell’autorizzazione, sono a
carico della ditta richiedente.

Art. 9

Norme transitorie

Le ditte che non rispondono ai requisiti del presente decreto
possono effettuare gli interventi tecnici di cui trattasi, osservando
la seguente procedura:
1. La Compagnia che intende avvalersi di ditte non autorizzate
per effettuare interventi tecnici, oggetto del presente decreto
avanzera’ apposita istanza, in bollo, alla Capitaneria di porto
ovvero all’Ufficio circondariale marittimo, competente per
giurisdizione;
2. Qualora l’unita’ si trova all’estero, l’istanza dovra’ essere
indirizzata al Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto
– VI Reparto, Sicurezza della navigazione, viale dell’Arte, 16 –
00144 Roma – e -mail: [email protected]
3. L’istanza dovra’ indicare il nome della ditta nonche’ le
tipologie di intervento che la stessa intende eseguire e sara’
trasmessa, a cura della Capitaneria di Porto all’organismo affidato
competente per territorio ovvero, nel caso di cui al precedente punto
2, a cura del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto,
alla Direzione generale dell’Organismo affidato;
4. L’organismo affidato dovra’ verificare che la ditta:
a) sia in possesso di certificato, secondo la ISO 9001, come
emendata, rilasciato da un Organismo di certificazione ed adotti
procedure standard per la manutenzione/ispezione dei sistemi di
salvataggio;
b) dimostri di operare, da almeno 4 anni, nella manutenzione,
revisione, riparazione ed assistenza dei sistemi di salvataggio anche
con produttori diversi;
c) adotti un adeguato programma di addestramento del personale,
in conformita’ alla circolare MSC.1/Circ.1277 del 23 maggio 2008;
d) effettui con regolarita’ la manutenzione e la taratura delle
apparecchiature;
e) utilizzi esclusivamente parti di ricambio originali o, se
queste non risultano piu’ reperibili in commercio, effettui la
sostituzione dell’equipaggiamento con altro di tipo conforme alla
direttiva sull’equipaggiamento marittimo (wheelmark) di cui al
decreto del Presidente della Repubblica n. 407/1999;
f) disponga delle registrazioni e dei rapporti sui lavori
effettuati, delle eventuali parti sostituite e della documentazione
rilasciata, nonche’ della natura e dell’estensione di eventuali danni
e/o di difetti riscontrati negli equipaggiamenti durante le
operazioni di manutenzione;
g) si impegni a mantenere prontamente disponibile ed a fornire
all’Amministrazione, in caso di incidente che coinvolga i sistemi di
salvataggio sottoposti a revisione, tutta la documentazione di cui al
precedente punto f);
h) rilasci una dichiarazione scritta con la quale si garantisce
l’idoneita’ del dispositivo di salvataggio;
i) stipuli un’apposita polizza assicurativa, di natura
marittima, per la responsabilita’ civile verso terzi, per incidenti
connessi all’attivita’ di manutenzione/revisione dei dispositivi di
salvataggio, per danni cagionati a cose e persone ovvero perdita di
persone a seguito di malfunzionamenti verificatisi dopo l’esecuzione
di detti interventi tecnici, per un massimale di almeno 5.000.000 di
euro.
5. Le operazioni di manutenzione, di revisione, le ispezioni
periodiche di cui alla Regola III/20.11, le riparazioni dei
dispositivi di salvataggio, nonche’ le prove delle sistemazioni di
messa a mare e dei meccanismi di sgancio sotto carico previste dalla
Regola III/20.11.1. e 20.11.2, dovranno essere effettuate alla
presenza di un funzionario dell’Organismo affidato dell’unita’, il
quale dovra’ controfirmare la dichiarazione di cui al precedente
punto 4-h).
A buon esito degli accertamenti, l’organismo affidato autorizza la
ditta che intende effettuare l’intervento tecnico, trasmettendo copia
dell’autorizzazione alla Capitaneria di porto competente per
giurisdizione ovvero, nel caso di cui al precedete punto 2), al
Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, VI Reparto.
Roma, 19 aprile 2010

Il comandante generale: Pollastrini

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 19 aprile 2010

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