MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - CIRCOLARE 15 Febbraio 2008, n. 1 - Ulteriori chiarimenti ed indicazioni sulle modalita' applicative previste dal decreto 30 agosto 2000. Regolamento CE n. 1760/2000 | Architetto.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – CIRCOLARE 15 Febbraio 2008, n. 1 – Ulteriori chiarimenti ed indicazioni sulle modalita’ applicative previste dal decreto 30 agosto 2000. Regolamento CE n. 1760/2000

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - CIRCOLARE 15 Febbraio 2008, n. 1 - Ulteriori chiarimenti ed indicazioni sulle modalita' applicative previste dal decreto 30 agosto 2000. Regolamento CE n. 1760/2000 - Titolo II etichettatura delle carni bovine. (GU n. 53 del 3-3-2008 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

CIRCOLARE 15 Febbraio 2008 , n. 1

Ulteriori chiarimenti ed indicazioni sulle modalita’ applicative
previste dal decreto 30 agosto 2000. Regolamento CE n. 1760/2000 –
Titolo II etichettatura delle carni bovine.

Alle Organizzazioni autorizzate ad
etichettare carni bovine
Agli Organismi indipendenti accreditati
Alle Associazioni nazionali allevatori
razze bovine
All’Assocarni
Alla Confederazione nazionale
coltivatori diretti
Alla Confederazione generale
dell’agricoltura italiana
Alla Confederazione italiana
agricoltori
Alla Confederazione produttori agricoli
– COPAGRI
Alla Associazione generale cooperative
italiane AGCI
All’Anca-Lega
Alla Federazione nazionale cooperative
agricole
All’Assalzoo
Al Consorzio italiani macellatori
Alla Confesercenti
Alla Confcommercio
All’Agea
Alla Commissione ministeriale
etichettatura carni bovine
Alle regioni e province autonome di
Trento e Bolzano – Assessorati
agricoltura
Al Ministero dello sviluppo economico
D.G.S.P.C.
Al Ministero della salute –
Dipartimento per la sanita’ pubblica
veterinaria, la nutrizione e la
sicurezza degli alimenti
All’Ispettorato Centrale per il
controllo della qualita’ dei prodotti
agroalimentari – ICQ
Alla Direzione generale delle politiche
agricole
1. Premessa.
Con circolare n. 5 del 15 ottobre 2001 (1) e circolare n. 1 del
9 aprile 2003 (2) sono stati forniti chiarimenti sulla
predisposizione dei disciplinari di etichettatura delle carni bovine
e sulle modalita’ applicative degli stessi nell’ambito
dell’etichettatura facoltativa introdotta dal regolamento CE n.
1760/2000 (3) (titolo II) e dal decreto ministeriale 30 agosto
2000 (4).
(1) Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 250 del
26 ottobre 2001.
(2) Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 93 del
22 aprile 2003.
(3) ;Gazzetta Ufficiale della Comunita’ europea L 204
dell’11 agosto 2000.
(4) Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 268 del
16 novembre 2000.
A seguito dell’applicazione dei disciplinari approvati per
l’etichettatura delle carni bovine con informazioni facoltative ed
all’attivita’ di monitoraggio esercitata dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, al fine di una piu’
puntuale e corretta applicazione della normativa sopra richiamata, si
rende necessario fornire ulteriori chiarimenti.
2. Alimentazione zootecnica priva di grassi animali aggiunti
questione UNIFEED.
Con le precedenti circolari n. 5/2001 e n. 1/2003 sono stati
fissati i metodi di analisi ed i limiti di accettabilita’ che le
organizzazioni e gli organismi indipendenti, nell’ambito della
rispettiva attivita’ di autocontrollo e di controllo, devono
utilizzare per garantire l’informazione di alimentazione zootecnica
priva di grassi animali aggiunti.
Gli stessi organismi ed organizzazioni, hanno evidenziato che i
limiti di accettabilita’ del colesterolo, fissati e confermati dalle
predette circolari n. 5/2001 e n. 1/2003, pari a «percentuale di
colesterolo minore o uguale a 1% sulla frazione sterolica e/o
contenuto di colesterolo minore o uguale a 50 mg/kg sul grasso
estratto», vengono di norma superati e che la percentuale di
colesterolo supera i limiti sopra indicati nel caso di alimentazione
zootecnica sotto forma di UNIFEED.
La stazione sperimentale per le industrie degli oli e dei grassi
(SSOG), investita del problema, ha evidenziato, sulla base di nuovi
dati sperimentali, che la percentuale relativa di colesterolo nella
frazione sterolica inferiore od uguale all’1.5% puo’ essere
confermato anche nel caso in cui nella razione alimentare si
utilizzano gli UNIFEED, mentre l’alto contenuto di colesterolo
espresso in mg/kg, presente in alcune materie prime (ad es. olio di
palma, alcune farine di estrazione di soia, granella di mais, ecc.)
utilizzate per la preparazione proprio degli UNIFEED, evidenzia
difficolta’ di rispettare il limite precedentemente stabilito di 50
mg/kg di colesterolo sul grasso estratto. Infatti, il colesterolo,
nella fascia piu’ significativa dei campioni esaminati, raggiunge
valori fino 600 mg/kg. Il nuovo limite del valore assoluto di
colesterolo, pertanto, puo’ essere fissato fino a 600 mg/kg.
In conclusione per garantire l’assenza di grassi animali aggiunti
vengono fissati i nuovi limiti analitici di accettabilita’ di
colesterolo nel controllo dei prodotti destinati alla alimentazione
zootecnica sottoforma di UNIFEED:
a) percentuale relativa di colesterolo nella frazione sterolica:
minore o uguale a 1,5%;
b) contenuto assoluto di colesterolo nel grasso estratto: minore
o uguale a 600 mg/kg.
3. Controllo di rintracciabilita’ attraverso analisi del DNA.
Alcune organizzazioni hanno manifestano l’interesse a riportare in
etichetta, nell’ambito del proprio disciplinare di etichettatura,
l’informazione sull’esito del processo di rintracciabilita’ adottato
e garantito attraverso un controllo genetico effettuato con analisi
del DNA degli animali e delle loro carni. Tale controllo si basa sul
confronto dei genotipi definiti per campioni di materiale biologico
dello stesso animale prelevati in momenti differenti e la verifica
della coincidenza dei genotipi stessi.
In generale, la procedura operativa proposta mirerebbe a prelevare
e conservare un campione biologico degli animali allevati da
utilizzare per l’analisi del DNA e l’esecuzione del confronto con
campioni di carne post-macellazione per la stessa.
L’indicazione di questo tipo potrebbe rientrare tra le informazioni
che possono essere apposte in etichetta purche’ le organizzazioni
interessate sviluppino apposito protocollo operativo nell’ambito di
un disciplinare di etichettatura approvato, precisando:
1) i metodi ufficiali di campionamento;
2) i metodi ufficiali di catalogazione e conservazione;
3) i metodi di analisi del DNA per la determinazione del genotipo
del campione;
4) calcolo della stima dell’incertezza associata al metodo;
5) la significanza statistica del numero dei siti e del numero di
analisi per sito per garantire con ragionevole certezza che il
sistema di rintracciabilita’ e’ garantito attraverso il confronto dei
genotipi ottenuti da campioni biologici dello stesso soggetto
prelevati in momenti diversi (soggetto vivo/soggetto macellato).
Nel disciplinare vanno conseguentemente sviluppati gli aspetti
relativi a tale informazione e precisamente:
a) l’esecuzione del prelievo di un campione biologico sul 100%
dei capi attraverso il prelievo di un campione (tissutale o ematico o
di pelo ovvero altro materiale biologico) idoneo all’analisi del DNA,
attraverso metodi definiti;
b) la spedizione dei campioni prelevati ad un laboratorio
accreditato SINAL;
c) le modalita’ di stoccaggio e conservazione dei campioni
biologici, prelevati nei siti, presso il laboratorio idoneo ed
accreditato SINAL per la prova di rintracciabilita’ genetica delle
carni di origine animale ed in grado, pertanto, di procedere alla
estrazione del DNA e alle operazioni di confronto e verifica sui
campioni in comparazione;
d) la tempistica di consegna e conservazione dei campioni
biologici presso il laboratorio di stoccaggio:
1) consegna del campione prelevato nell’arco delle 48 ore;
2) conservazione del campione per un minimo di 48 ore dopo
l’esaurimento della carne di quel bovino sul mercato;
e) il riscontro analitico su almeno un campione casuale dei capi
(random) estrapolato secondo le modalita’ indicate dalle linee guida
EAC per l’applicazione delle Norme europee EN 45012:

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Numero di siti | Numero di siti da visitare
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1-3 | 100%
4-7 | 3, 3, 4, 4 (1)
8-11 | 4, 4, 5, 6 (1)
12-19 | 40%, minimo 6
20-29 | 30%, minimo 6
30-39 | 25%, minimo 9
40-99 | 20%, minimo 10
100…

[Continua nel file zip allegato]

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