MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 11 novembre 2011 | Architetto.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 11 novembre 2011

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 11 novembre 2011 - Disciplina degli esami analitici per i vini DOP e IGP, degli esami organolettici e dell'attivita' delle commissioni di degustazione per i vini DOP e del relativo finanziamento. (11A16373) - (GU n. 295 del 20-12-2011 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 11 novembre 2011

Disciplina degli esami analitici per i vini DOP e IGP, degli esami
organolettici e dell’attivita’ delle commissioni di degustazione per
i vini DOP e del relativo finanziamento. (11A16373)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre
2007, recante l’organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli, regolamento
unico OCM;
Visto il regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio del 29 aprile
2008, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in
particolare il titolo III, Capo III, IV e V, recanti norme sulle
denominazioni di origine, le indicazioni geografiche e le menzioni
tradizionali;
Visto il regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio del 25 maggio
2009, recante la modifica del regolamento (CE) n. 1234/2007, con il
quale in particolare il regolamento (CE) n. 479/2008 e’ stato
inserito nello citato regolamento (CE) n. 1234/2007, regolamento
unico OCM, a decorrere dal 1° agosto 2009;
Visto il regolamento (CE) n. 607/2009 della Commissione del 14
luglio 2009 che stabilisce talune regole di applicazione del
regolamento del Consiglio n. 479/2008 riguardo le denominazioni di
origine protetta e le indicazioni geografiche, le menzioni
tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di taluni prodotti
del settore vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 401/2010 della Commissione del 7
maggio 2010 che modifica e rettifica il regolamento (CE) 607/2009
della Commissione recante modalita’ di applicazione del regolamento
(CE) n 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di
origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni
tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati
prodotti vitivinicoli;
Visto il decreto legislativo n. 61 del 8 aprile 2010 recante la
tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche
dei vini, in attuazione dell’articolo 15 della legge 7 luglio 2009,
n. 88;
Visto l’art. 15 del citato decreto legislativo n. 61 del 8 aprile
2010 relativo all’analisi chimico-fisica ed organolettica dei vini a
denominazione d’origine protetta e ad indicazione geografica
protetta;
Visto in particolare l’art. 15, comma 5, del citato Decreto
legislativo n. 61 del 8 aprile 2010 che prevede che con decreto del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, sono da stabilire le
procedure e le modalita’ per l’espletamento degli esami analitici e
organolettici mediante controlli sistematici per i vini DOCG e DOC,
per l’espletamento degli esami analitici mediante controlli a
campione per i vini IGT, per le operazioni di prelievo dei campioni;
Visto altresi’ l’art. 15, commi 6 e 7, del citato Decreto
legislativo n. 61 del 8 aprile 2010 che prevedono che con il decreto
di cui al comma 5 sono da stabilire le modalita’ per la
determinazione dell’analisi complementare dell’anidride carbonica nei
vini frizzanti e spumanti, nonche’ sono da definire i criteri per il
riconoscimento delle commissioni di degustazione dei vini DOCG e DOC,
la nomina dei loro membri e la nomina ed il funzionamento delle
commissioni di appello per gli stessi vini ed inoltre sono da
stabilire l’ammontare dei costi per il funzionamento delle
Commissioni di degustazione e delle Commissioni di appello, posti a
carico dei soggetti che ne richiedono l’operato, e le relative
modalita’ di pagamento;
Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante la nuova
disciplina sulla tutela delle denominazioni di origine dei vini;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
25 luglio 2003 concernente la disciplina degli esami chimico-fisici
ed organolettici e dell’attivita’ delle commissioni di degustazione
dei vini DOCG e DOC.
Ritenuto di dover adottare le disposizioni applicative di cui ai
citati commi 5, 6 e 7 dell’articolo 15 del Decreto legislativo n.
61/2010, concernenti la disciplina degli esami chimico-fisici per i
vini DOP e IGP, degli esami organolettici per i vini DOP e
dell’attivita’ delle commissioni di degustazione;
Ritenuto altresi’ di dover adottare, nelle more dell’entrata in
vigore del presente decreto, le disposizioni transitorie, in
conformita’ al disposto di cui all’articolo 31, comma 1, del citato
Decreto legislativo n. 61/2010;
Vista l’intesa intervenuta in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e
di Bolzano nella riunione del 27 luglio 2011;

Decreta:

Art. 1

Esami analitici ed organolettici – Attivita’ commissioni di
degustazione – Art. 15, comma 5, 6 e 7 del decreto legislativo n.
61/2010 – Definizioni – Disposizioni generali e ambito di
applicazione

1. Allorche’ non sara’ diversamente previsto per specifiche
disposizioni, ai sensi del presente decreto sono adottati i seguenti
termini, definizioni, abbreviazioni e/o sigle:
decreto legislativo: il decreto legislativo 8 aprile 2010 n. 61;
Ministero: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e
Forestali;
Regioni: Regioni e Province autonome;
Struttura di controllo: l’autorita’ di controllo pubblica
designata o l’organismo privato autorizzato di cui all’articolo 13
del decreto legislativo, competente per le specifiche DOP o IGP;
DOP: denominazione di origine protetta;
IGP: indicazione geografica protetta;
DOCG: denominazione di origine controllata e garantita;
DOC: denominazione di origine controllata;
DO: in termini unitari DOCG e DOC;
IGT: indicazione geografica tipica.
2. Ai fini della qualificazione con la DOCG e la DOC le relative
partite di vino devono essere sottoposte, a cura della struttura di
controllo, ad esame analitico e ad esame organolettico, al fine di
certificare la corrispondenza delle stesse partite alle
caratteristiche previste dai relativi disciplinari di produzione,
mediante la verifica annuale di cui all’art. 25 del reg. CE n.
607/2009.
3. La positiva certificazione di cui al comma 2 e’ condizione per
l’utilizzazione della denominazione ed ha validita’ per centottanta
giorni per i vini a DOCG, di due anni per i vini a DOC, di tre anni
per i vini DOC liquorosi. Trascorsi i predetti periodi di validita’,
in assenza di imbottigliamento, per le relative partite sono
applicabili le seguenti condizioni:
a) entro il termine di un anno a decorrere dalla data di
certificazione, i vini DOCG devono essere sottoposti ad un nuova
certificazione organolettica; trascorso detto termine e’ da ripetere
sia la certificazione analitica che quella organolettica;
b) i vini a DOC devono essere sottoposti ad un nuova
certificazione analitica e organolettica.
4. Per le partite di vini IGT, conformemente alle disposizioni di
cui agli articoli 25 e 26 del regolamento CE n. 607/2009, la verifica
annuale e’ limitata all’esame chimico-fisico ed e’ effettuata dalla
struttura di controllo nel rispetto delle procedure e dei criteri
stabiliti nello specifico piano dei controlli.
5. Fatto salvo che per le finalita’ di cui ai comma 2, 3 e 4 la
struttura di controllo agisce in conformita’ alla norma europea UNI
CEI EN 45011, nel presente decreto sono stabilite le disposizioni
applicative del decreto legislativo per quanto concerne:
a) le procedure e le modalita’ per:
le operazioni di prelievo dalle relative partite dei campioni
di vino da destinare agli esami analitici e organolettici o agli
esami analitici, ai fini della verifica annuale dei requisiti
previsti dal disciplinare di produzione delle specifiche DOCG, DOC e
IGT;
l’espletamento degli esami analitici e organolettici mediante
controlli sistematici per i vini DOCG e DOC;
l’espletamento degli esami analitici mediante controlli a
campione per i vini IGT;
la determinazione dell’analisi complementare dell’anidride
carbonica nei vini frizzanti e spumanti;
b) i criteri per il riconoscimento delle commissioni di
degustazione e la nomina dei loro membri, nonche’ per la nomina ed il
funzionamento delle commissioni di degustazione di appello di cui
all’articolo 15, comma 4, del decreto legislativo;
c) la determinazione dei costi per il funzionamento delle
Commissioni di degustazione e la determinazione delle tariffe, a
carico dei soggetti che ne chiedono l’operato, per la copertura dei
costi di funzionamento delle Commissioni di appello, nonche’ le
modalita’ di pagamento.

Art. 2

Definizione, collocazione e identificazione della partita di vino
da destinare alla certificazione analitica e organolettica

1. Per partita di vino si intende una massa omogenea di prodotto,
da destinare alla verifica annuale dei requisiti previsti dal
disciplinare di produzione delle specifiche DOCG, DOC e IGT,
proveniente da un unico processo di omogeneizzazione della massa
stessa e contenuta:
in un unico o piu’ recipienti;
in piccoli recipienti (botti con capacita’ massima di 10
ettolitri, damigiane o altri) e in bottiglie, collocati nello stesso
stabilimento. Gli stessi recipienti devono essere identificati in
conformita’ alle disposizioni di cui al Capo III del Reg. CE n.
436/2009 e di cui all’articolo 5 del D.M. 3 luglio 2003, tuttora in
vigore ai sensi dell’articolo 16, comma 2, del DM 23 dicembre 2009.
2. Fatte salve le limitazioni connesse all’obbligo dell’indicazione
in etichetta dell’annata di produzione delle uve cui all’articolo 6,
comma 10, del decreto legislativo e fatte salve le misure piu’
restrittive stabilite dagli specifici disciplinari di produzione, in
caso di assemblaggio di partite gia’ certificate per la medesima
tipologia DOCG o DOC, appartenenti o meno alla stessa annata, per la
partita coacervata, da ritenere una nuova partita cosi’ come definita
al comma 1, deve essere prodotta, a cura del detentore entro 3 giorni
lavorativi dalla data di effettuazione dell’assemblaggio, alla
struttura di controllo apposita autocertificazione, sottoscritta
dall’enologo di cui alla legge n. 129/1991 – o di altro tecnico
abilitato all’esercizio della professione, il cui ordinamento
professionale consente l’effettuazione delle determinazioni
analitiche appresso indicate – responsabile del processo di
assemblaggio, che attesti la conformita’ della partita assemblata ai
parametri chimico – fisici stabiliti dall’articolo 26 del regolamento
CE n. 607/2009 e di quelli previsti dallo specifico disciplinare di
produzione.

Art. 3

Presentazione richiesta prelievo campione
Prelievo campione dalla relativa partita

1. Il detentore di una partita di vino che intende ottenere la
certificazione a DOCG o a DOC della stessa partita, presenta apposita
richiesta, su modulo conforme all’allegato 1, alla struttura di
controllo. La richiesta e’ presentata, per via informatica, o a mezzo
fax, non prima che la partita abbia raggiunto le caratteristiche
minime al consumo previste dal disciplinare di produzione per la
relativa tipologia regolamentata. Tuttavia, fatte salve le misure
piu’ restrittive previste dagli specifici disciplinari di produzione,
la predetta richiesta di prelievo puo’ essere effettuata con un
anticipo di 30 giorni rispetto alla scadenza del periodo di
invecchiamento o affinamento obbligatorio previsto dagli specifici
disciplinari ai fini dell’immissione al consumo della relativa
tipologia di vino.
2. Ai fini degli esami analitici per i vini IGT, mediante controlli
a campione, il prelievo e’ disposto direttamente dalla struttura di
controllo, conformemente alle condizioni ed alle modalita’ operative
stabilite nel relativo piano dei controlli.
3. Nel caso dei vini “novelli” e di altre tipologie di vini DOCG o
DOC che, nel rispetto della normativa vigente e per ragioni
commerciali, sono immessi al consumo entro un breve lasso di tempo a
partire dalla vendemmia la richiesta di prelievo e’ presentata
antecedentemente alla denuncia di produzione delle uve, dichiarando
mediante autocertificazione che sono stati rispettati gli adempimenti
tecnico-amministrativi previsti dalla normativa vigente in materia.
La struttura di controllo, una volta in possesso della necessaria
documentazione, provvede ad effettuare gli opportuni controlli.
4. Il prelievo dei campioni e’ programmato ed effettuato a cura
della struttura di controllo.
5. Il campionamento di ciascuna partita e’ effettuato dal personale
incaricato dalla struttura di controllo, di seguito denominato
“prelevatore”, nel rispetto delle condizioni di cui ai successivi
commi.
6. Il prelevamento del campione dalla partita cosi’ come
identificata all’articolo 2, comma 1, per la quale e’ stata
dichiarata dal detentore l’uniformita’ qualitativa, il campionamento
stesso e’ effettuato a sondaggio sull’intera partita.
7. Nel caso dei vini spumanti elaborati in bottiglia, il prelievo
puo’ essere effettuato precedentemente all’operazione di sboccatura
della relativa partita, mediante il prelievo degli esemplari di
campione all’uopo sboccati.
8. Qualora trattasi di campione di vino spumante o di vino
frizzante prodotto in recipiente chiuso (autoclave), il prelievo puo’
essere effettuato, anche nella fase di elaborazione, prima
dell’imbottigliamento direttamente dall’autoclave, adottando
apparecchiature atte a far si’ che l’operazione avvenga senza perdita
di pressione.
9. Per l’espletamento delle operazioni di prelievo, il prelevatore
ha diritto di accedere nei locali dove e’ conservata la partita di
vino e preliminarmente al prelievo provvede ad identificare la
partita, cosi’ come individuata all’articolo 2, comma 1. A tal fine
prende visione della documentazione ufficiale atta ad accertare la
provenienza del prodotto, la tipologia, la sua rispondenza
quantitativa, nonche’ l’ubicazione delle partite del vino oggetto di
prelievo.
10. Qualora il prelevatore, nell’espletamento dei propri compiti,
rilevi una situazione di difformita’ tra la consistenza e gli
elementi identificativi della partita rispetto a quelli risultanti
dagli atti documentali sospende le operazioni di prelevamento e
procede secondo quanto previsto dal piano dei controlli autorizzato.
11. Effettuati gli accertamenti di cui al comma 9, il prelevatore,
in caso di vini DOCG e DOC, provvede al prelevamento del campione in
sei esemplari. Tali esemplari sono cosi’ utilizzati:
a) uno e’ affidato al detentore della partita;
b) uno e’ destinato all’esame chimico-fisico;
c) uno e’ destinato all’esame organolettico;
d) uno e’ conservato per l’eventuale esame da parte della
commissione di appello;
e) due sono tenuti di riserva per almeno sei mesi da parte della
struttura di controllo, per eventuali ulteriori esami chimico-fisici
e organolettici.
12. Per il prelievo del campione ai fini dell’esame analitico per
vini IGT ed per l’eventuale ripetizione dell’esame organolettico per
i vini DOCG il campione e’ prelevato in quattro esemplari, non
dovendosi effettuare rispettivamente l’esame organolettico e
l’eventuale esame organolettico d’appello per i vini IGT e l’esame
chimico-fisico e l’eventuale ulteriore esame chimico-fisico in caso
di ripetizione dell’esame organolettico per i vini DOCG.
13. La capacita’ dei recipienti per i singoli esemplari del
campione, in deroga alle misure previste dall’art. 6 del D.P.R. 26
marzo 1980, n. 327, e’ compresa tra 0,375 e 1 litro; gli stessi
recipienti sono chiusi ermeticamente. Per i recipienti gia’
confezionati dal produttore-imbottigliatore si procede al
prelevamento delle confezioni esistenti per numero di pezzi e volume
corrispondenti.
14. Sulla chiusura di ogni recipiente e’ apposto un sigillo
cartaceo recante la dizione: “vino DOC o DOCG o IGT – campione di
controllo esente da documento di accompagnamento ai sensi della
vigente normativa”, completato da un’ala staccabile nella quale
figurano il numero e la data del verbale di prelievo, il quantitativo
della partita e le firme del prelevatore e dell’incaricato
dell’azienda che assiste al prelievo.
15. Al momento del prelievo e’ redatto, in duplice copia, un
verbale secondo il modello di cui all’allegato 2, dal quale devono
risultare i seguenti elementi:
a) numero del verbale;
b) data e ora del prelevamento;
c) nominativo del prelevatore;
d) denominazione dell’azienda e relativo indirizzo;
e) nominativo del titolare dell’azienda o di un suo fiduciario,
specificatamente delegato, incaricato di presenziare al prelevamento;
f) modalita’ di prelevamento, specificando che le stesse hanno
garantito l’uniformita’ qualitativa di cui al comma 6;
g) descrizione delle partite di vino: quantitativo, provenienza
del relativo prodotto, tipologia, recipienti;
h) dichiarazione attestante che tutti i campioni asportati e
quello lasciato in custodia sono stati sigillati con l’apposizione
sulle apposite ali staccabili delle firme del prelevatore e del
responsabile dell’azienda;
i) indicazione relativa al numero d’ordine del prelievo della
stessa partita, indicando “primo prelievo” o “prelievo per la
ripetizione dell’esame organolettico di partita D.O.C.G.” o “prelievo
per partita gia’ giudicata non idonea all’esame chimico- fisico” o
“prelievo per partita gia’ giudicata rivedibile all’esame
organolettico”.
16. I verbali sono sottoscritti dal prelevatore e dall’incaricato
dell’azienda.
17. Delle due copie del verbale, una copia e’ consegnata
all’azienda e la seconda copia rimane alla struttura di controllo,
unitamente agli esemplari di campione.
18. I campioni sono presi in carico, entro il primo giorno
lavorativo successivo al prelievo, e conservati a cura della
struttura di controllo.
19. Fatte salve le disposizioni piu’ restrittive previste negli
specifici disciplinari di produzione, le partite di vino, dalle quali
sono stati prelevati i campioni, non possono essere rimosse dal luogo
e dai recipienti ove si trovano al momento del prelievo, nel periodo
compreso tra il prelievo stesso e la ultimazione dell’esame analitico
e organolettico o analitico, fatta eccezione per eventuali cause,
relative alle operazioni di cantina o commerciali che non consentono
il rispetto dei tempi per il rilascio della certificazione stabiliti
nel presente decreto. In tali casi i relativi travasi o spostamenti,
in ogni caso nell’ambito della zona di vinificazione delimitata dallo
specifico disciplinare di produzione, sono preventivamente comunicati
alla struttura di controllo ed annotati nei registri di cantina.

Art. 4

Esami analitici per i vini DOP e IGP e relativo procedimento –
Determinazione dell’analisi complementare dell’anidride carbonica
nei vini frizzanti e spumanti

1. L’esame analitico dei campioni prelevati e’ effettuato presso il
laboratorio scelto dalla struttura di controllo, tra quelli
autorizzati dal Ministero ai sensi del Reg. CE n. 1234/2007, art. 185
quinquies, previo accertamento della conformita’ ai criteri generali
stabiliti dalla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Detta scelta, tra i
vari laboratori autorizzati, tiene in particolare conto dei criteri
di efficienza, efficacia ed, economicita’.
2. L’esame analitico deve riguardare almeno i valori degli elementi
stabiliti dall’articolo 26 del regolamento CE n. 607/2009 e quelli
caratteristici della DO e IGT in questione indicati nel rispettivo
disciplinare di produzione.
3. Fatto salvo che all’atto dell’immissione al consumo i vini
spumanti e frizzanti DOP e IGP devono possedere un tenore di anidride
carbonica (espresso in sovrappressione in bar a 20 °C) entro i limiti
previsti dagli specifici disciplinari, conformemente alla normativa
comunitaria di riferimento, al fine di tener conto delle eventuali
fisiologiche perdite di sovrappressione che si possono verificare in
fase di confezionamento, per quanto concerne l’esito della
determinazione analitica complementare di cui all’articolo 26, lett.
a) ii), del regolamento CE n. 607/2009, le relative partite di
prodotto sono da ritenere idonee anche nel caso in cui il tenore di
anidride carbonica, determinato sull’apposito campione, differisce
entro un limite del 10 % rispetto ai predetti limiti. Nel caso di
prodotto elaborato in autoclave il tenore di CO2 puo’ essere rilevato
direttamente sul vaso vinario mediante manometro tarato, corretto a
20 C°; il dato rilevato tiene conto della predetta tolleranza.
4. L’esito negativo dell’analisi comporta che la partita sia
dichiarata non idonea e preclude il successivo esame organolettico
per i vini DOCG e DOC. In tal caso la struttura di controllo, entro
tre giorni dalla data di ricevimento dell’analisi, ne informa
l’azienda interessata, anche a mezzo fax, telex o telegramma.
5. Entro sette giorni dalla ricezione della comunicazione
dell’esito negativo di cui al precedente comma 4, l’azienda
interessata puo’ richiedere alla struttura di controllo per la
relativa partita un eventuale nuovo prelievo, ai fini della
ripetizione dell’esame chimico-fisico, soltanto a condizione che la
partita possa essere ancora oggetto di pratiche e trattamenti
enologici ammessi dalla normativa nazionale e comunitaria vigente in
materia di vini DOP e IGP.
6. Fatto salvo quanto disposto al precedente comma 5, eventuali
ricorsi contro l’esito dell’esame analitico devono essere presentati
entro sette giorni dal ricevimento della comunicazione. Trascorso
tale termine in assenza di ricorso, la struttura di controllo
comunica la non idoneita’ del prodotto alla azienda interessata che,
se del caso, puo’ provvedere alla riclassificazione in conformita’
alla vigente normativa nazionale e comunitaria.
7. In caso di presentazione del ricorso, l’ulteriore analisi e’
effettuata su un esemplare di campione di cui all’art. 3, comma 11,
lett. e) presso un laboratorio autorizzato, diverso da quello che ha
effettuato la prima analisi. In caso di conferma dell’esito negativo,
entro i termini e con le modalita’ di cui al comma 4, la struttura di
controllo ne da’ comunicazione all’azienda interessata.

Art. 5

Esame organolettico per i vini DOP
Commissioni di degustazione: criteri di nomina, composizione

1. Sono ammessi all’esame organolettico i campioni idonei dal punto
di vista analitico.
2. L’esame organolettico riguarda il colore, la limpidezza, l’odore
e il sapore indicati dal disciplinare di produzione della relativa
DOCG o DOC.
3. L’esame organolettico e’ effettuato da apposite commissioni di
degustazione indicate dalla competente struttura di controllo per le
relative DOCG e DOC. Tali commissioni sono nominate dalla competente
Regione, ivi comprese quelle istituite presso le Camere di commercio.
Tali commissioni sono costituite da tecnici ed esperti degustatori
scelti negli elenchi di cui all’articolo 6, con i criteri di cui ai
seguenti commi.
4. Ciascuna commissione di degustazione e’ composta dal Presidente,
dal relativo supplente, da quattro membri, dal Segretario e dal
relativo supplente. Il Presidente e almeno due membri devono essere
tecnici degustatori. Soltanto con deroga della competente Regione e’
consentita una diversa rappresentanza tra tecnici ed esperti
degustatori, qualora esistano effettive carenze di iscrizione agli
elenchi dei tecnici degustatori.
5. Il Presidente e il relativo supplente sono nominati dalla
competente Regione per un triennio.
6. Il Segretario e il relativo supplente sono nominati dalla
competente Regione su indicazione della struttura di controllo per un
triennio.
7. Per ciascuna seduta di degustazione il Presidente d’intesa con
il Segretario costituisce la Commissione scegliendo i componenti tra
gli iscritti negli elenchi di cui all’articolo 6, tenendo conto del
criterio della comprovata esperienza professionale per la/le
relativa/e denominazione/i.
8. Per le denominazioni di ambito interregionale le relative
Regioni, su proposta della competente struttura di controllo,
stabiliscono d’intesa il numero delle commissioni di cui al comma 3
ed i criteri per la relativa nomina.
9. Qualora i campioni da esaminare di una o piu’ DOCG o DOC siano
in numero esiguo, puo’ essere nominata un’unica commissione di
degustazione per due o piu’ vini DOCG o DOC, su proposta delle
competenti strutture di controllo.
10. Qualora il livello delle produzioni dei vini DOCG o DOC
esistenti sia esiguo e si verifichi una carenza degli iscritti agli
elenchi dei tecnici e degli esperti degustatori di cui al successivo
art. 6, tali da non consentire l’istituzione della relativa
commissione di degustazione, in deroga al disposto di cui al comma 3,
l’espletamento degli organolettici puo’ essere affidato ad altra
commissione di degustazione in ambito regionale o interregionale.

Art. 6

Criteri per la formazione degli elenchi dei tecnici degustatori e
degli esperti

1. Presso le Regioni interessate alla produzione di vini DOCG e DOC
sono istituiti l'”Elenco dei tecnici degustatori” e l'”Elenco degli
esperti degustatori”. Gli iscritti a tali elenchi possono esercitare
la propria attivita’ per tutti i vini DOCG e DOC ricadenti sul
territorio della relativa Regione o, in caso di DO interregionali,
delle relative Regioni.
2. Le Regioni possono delegare la funzione di cui al comma 1 alle
competenti Camere di commercio.
3. Fatto salvo quanto previsto al comma 2, i soggetti che alla data
di entrata in vigore del presente decreto sono iscritti agli Elenchi
dei “tecnici degustatori” e degli “esperti degustatori” tenuti dalle
competenti Camere di Commercio, ai sensi del DM 25 luglio 2003, sono
trasferiti d’ufficio negli elenchi di cui al comma 1.
4. A decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto, per
l’iscrizione nell’elenco dei tecnici degustatori sono richiesti i
seguenti requisiti:
a) possesso di uno dei titoli di studio appresso indicati:
diploma di perito agrario specializzato in viticoltura ed
enologia od enotecnico;
diploma di enologo;
diploma di laurea in scienze agrarie con specializzazione nel
settore enologico;
diploma di laurea in scienze delle preparazioni alimentari con
specializzazione nel
settore enologico;
titoli equipollenti conseguiti all’estero;
b) esercizio documentato, nei due anni precedenti la data di
presentazione della domanda di iscrizione, dell’attivita’ di
degustatore, in forma continuativa, per i vini DOCG o DOC, con
l’indicazione della/e denominazione/i per le quali e’ stata maturata
la comprovata esperienza professionale.
5. Nella domanda i richiedenti dichiarano:
a) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, la
residenza;
b) i titoli di studio di cui alla lettera a) del comma 4 del
presente articolo, con l’esatta indicazione della data e
dell’istituto o della universita’ presso cui gli stessi sono stati
conseguiti.
6. La rispondenza al requisito di cui al comma 4, lettera b), e’
dimostrata allegando alla domanda idonea documentazione dalla quale
risulti l’effettivo svolgimento dell’attivita’ per il periodo minimo
prescritto.
7. Per l’iscrizione nell’elenco degli esperti degustatori sono
richiesti i seguenti requisiti:
a) partecipazione a corsi organizzati da associazioni nazionali
ufficialmente riconosciute operanti nel settore della degustazione
dei vini e superamento di esami sostenuti a conclusione dei corsi
stessi;
b) esercizio della attivita’ di degustazione per almeno un
biennio antecedentemente alla data di presentazione della domanda per
la/e denominazione/i interessata/e.
8. Per l’iscrizione nell’elenco degli esperti degustatori, si
osservano per analogia le disposizioni procedurali di cui ai commi 5
e 6, fatto salvo che la documentazione da allegare alla domanda deve
essere riferita ai requisiti di cui al comma 7.

Art. 7

Attivita’ commissioni degustazione – Criteri e procedure

1. Il presidente della commissione assicura il rispetto delle
procedure tecniche di degustazione, predisponendo, con l’ausilio del
segretario, il piano di attivita’ della commissione e cura lo
svolgimento di ciascuna seduta di degustazione.
2. Il segretario della commissione di degustazione esplica le
seguenti funzioni:
a) cura, nell’ambito della competente struttura di controllo o
della competente camera di commercio, la presa in carico dei campioni
mediante la loro registrazione cronologica su apposito registro di
carico, nonche’ la conservazione dei campioni stessi;
b) convoca la commissione e, in apertura di seduta, verifica il
numero legale;
c) predispone la preparazione dei campioni ai fini della
degustazione, attivando tutte le misure necessarie a garantire
l’anonimato degli stessi;
d) assiste alle riunioni della commissione di degustazione, ne
redige i relativi verbali su apposito registro, comunica le
risultanze alla struttura di controllo.
3. La degustazione ha luogo su campioni resi anonimi dal segretario
della commissione.
4. Le commissioni sono validamente costituite con la presenza del
presidente e di quattro componenti. In caso di impedimento del
presidente, questi e’ sostituito dal relativo supplente. In caso di
impedimento di uno o piu’ componenti, gli stessi sono sostituiti da
altri componenti scelti con i criteri di cui all’art. 5, comma 7. Il
giudizio e’ espresso a maggioranza. Nel caso in cui sia impossibile
sostituire un componente assente, la Commissione puo’ funzionare con
quattro componenti compreso il Presidente. In tale fattispecie, in
caso di parita’ di voti, prevale il voto del Presidente.
5. Nel corso di una riunione non possono essere assoggettati ad
esame piu’ di 20 campioni. La stessa commissione puo’ effettuare,
nell’arco di una giornata, non piu’ di due riunioni, previo congruo
intervallo tra le stesse.
6. Per ogni campione degustato e’ compilata apposita scheda
individuale di valutazione, secondo il modello di cui all’allegato 3
al presente decreto. Dalla scheda risulta:
a) la data della riunione della commissione;
b) il giudizio espresso, che puo’ essere di “idoneita’”, di
“rivedibilita’”, o di “non idoneita’”;
c) la sintetica motivazione del giudizio in caso di
“rivedibilita’” o di “non idoneita’”;
d) la firma del presidente, del componente e del segretario della
commissione.
E’ infine compilata una scheda riepilogativa degli elementi
rilevati nelle singole schede, da firmare da parte del presidente e
del segretario della commissione.
7. Nel caso di giudizio di “idoneita’” la struttura di controllo
rilascia la certificazione positiva per la relativa partita.
8. Nei casi di giudizio di “rivedibilita’” e di “non idoneita’”, la
comunicazione all’interessato e’ effettuata dalla struttura di
controllo, a mezzo di fax o posta elettronica certificata, entro
cinque giorni dall’emanazione del giudizio e contiene le motivazioni
tecniche del giudizio.
9. Qualora il campione risulti “rivedibile”, l’interessato puo’
richiedere, previa effettuazione delle pratiche enologiche ammesse,
una nuova campionatura per il definitivo giudizio entro il termine
massimo di 60 giorni dalla comunicazione. In tal caso deve essere
ripetuta anche l’analisi chimico-fisica. Per il prelievo dei nuovi
campioni, per l’espletamento dell’analisi chimico-fisica e dell’esame
organolettico valgono gli stessi termini e condizioni previsti per la
prima campionatura. In caso di nuovo giudizio di “rivedibilita’”, il
medesimo e’ da considerare di “non idoneita’”.
10. Trascorso il termine stabilito dal comma 9, il prodotto per il
quale non sia stata richiesta nuova campionatura e’ da considerare
“non idoneo” e la struttura di controllo effettua entro 5 giorni la
relativa comunicazione alla Ditta interessata.
11. Qualora il campione sia giudicato “non idoneo”, l’interessato
puo’ presentare ricorso alla competente commissione di appello di cui
al successivo art. 13, entro 30 giorni dal ricevimento della
comunicazione.
12. Nel caso di mancato ricorso o di conferma del giudizio di “non
idoneita’” da parte della commissione di appello, l’interessato puo’
provvedere, se del caso, alla riclassificazione della relativa
partita di vino in conformita’ alla vigente normativa nazionale e
comunitaria.

Art. 8

Termini del procedimento dell’esame analitico e dell’esame
organolettico

1. Il procedimento relativo all’esame analitico del campione si
conclude, con il rilascio dell’idoneita’ chimico-fisica, entro 5
giorni lavorativi a decorrere dalla data di presa in carico del
campione stesso da parte del laboratorio autorizzato.
2. L’intero procedimento dell’esame analitico ed organolettico del
campione si conclude, con la certificazione della relativa partita da
parte della struttura di controllo, dalla data di ricevimento della
richiesta di prelievo:
a) entro 12 giorni lavorativi per i vini novelli;
b) entro 20 giorni lavorativi per tutti gli altri vini.

Art. 9

Procedimento di appello – disposizioni generali

1. Il ricorso avverso il giudizio di “non idoneita’” pronunciato
dalle commissioni di degustazione e’ proposto dall’interessato alle
competenti commissioni di appello per i vini D.O.C.G. e D.O.C.
dell’Italia settentrionale, centrale e meridionale, istituite presso
la segreteria del Comitato nazionale vini DOP e IGP – Ministero delle
Politiche agricole alimentari e forestali – Dipartimento delle
politiche competitive del mondo rurale e della qualita’ – Direzione
generale dello sviluppo agroalimentare e della qualita’ – Ufficio SAQ
IX.
2. Il ricorso e’ depositato presso la struttura di controllo che,
entro sette giorni, lo trasmette, a spese dell’interessato, alla
commissione di appello unitamente ad un campione del vino giudicato
“non idoneo”, all’uopo accantonato e custodito presso la predetta
struttura di controllo, trasmettendo altresi’ la relativa
documentazione di “non idoneita’” e il certificato di analisi
chimico-fisica, nonche’ il recapito di fax o di posta elettronica
certificata dell’istante ai fini della comunicazione di cui
all’articolo 14, comma 4.

Art. 10

Composizione e durata delle Commissioni di appello

1. Ciascuna commissione e’ composta da un presidente, da un
segretario, dai rispettivi supplenti, e da quattro membri nominati
dal Ministero, secondo i criteri di cui al comma 2, e dura in carica
due anni.
2. Il presidente e il relativo supplente sono scelti dal Ministero
tra esperti di chiara fama nel settore vitivinicolo; il segretario e
due supplenti sono designati tra i funzionari del Ministero; i
quattro membri sono scelti dal segretario, per ciascuna seduta di
degustazione, a rotazione nell’ambito di un elenco di 10 tecnici
degustatori in possesso dei requisiti di cui all’articolo 6, comma 4,
depositato presso il Comitato di cui all’articolo 16 del decreto
legislativo. Detti tecnici ed esperti degustatori sono designati come
segue dai rispettivi Enti ed Organismi:
n. 4 componenti dalle Regioni;
n. 2 componenti dal Comitato di cui all’articolo 16 del decreto
legislativo;
n. 2 componenti dall’Associazione Enologi Enotecnici italiani;
n. 2 membri dalla Federazione nazionale dei Consorzi di tutela
dei vini DOP e IGP.
3. I membri designati di cui al comma 2 non possono
contemporaneamente essere membri delle commissioni di degustazione di
primo grado competenti per il territorio della relativa commissione
di appello.

Art. 11

Compiti e funzionamento delle Commissioni di appello

1. La commissione di appello esplica la propria attivita’ con la
presenza di cinque componenti compreso il presidente. Nel caso in cui
sia impossibile sostituire un componente assente, la Commissione puo’
funzionare con quattro componenti compreso il Presidente.
2. Per ogni campione degustato, il presidente e i componenti della
commissione di appello redigono una scheda individuale, secondo il
modello approvato dal Ministero e riportato nell’allegato 3,
sottoscritta dal presidente e dal segretario. Dalla scheda di
degustazione individuale deve risultare, in particolare, per ogni
campione degustato, il giudizio di “idoneita’” o di “non idoneita’”;
in tale ultimo caso risulta la sintetica motivazione del giudizio. E’
infine compilata una scheda riepilogativa degli elementi rilevati
nelle singole schede, da sottoscrivere da parte del presidente e del
segretario della commissione. Il giudizio definitivo della
commissione di appello e’ espresso a maggioranza. In caso di parita’
prevale il voto del presidente.
3. L’esito del giudizio definitivo della commissione di appello e’
comunicato, entro 3 giorni a mezzo di lettera raccomandata, alla
Ditta interessata e alla struttura di controllo.
4. Nel caso di conferma del giudizio di “non idoneita’”,
l’interessato puo’ provvedere, se del caso, alla riclassificazione
della relativa partita di vino in conformita’ alla vigente normativa
nazionale e comunitaria.

Art. 12

Funzioni del presidente e del segretario delle Commissioni di appello

1. Salvo quanto stabilito nel presente articolo, il presidente ed
il segretario delle commissioni di appello esercitano le funzioni
rispettivamente previste per il presidente e per il segretario delle
commissioni di degustazione all’articolo 7.
2. Il segretario della commissione di appello e’ incaricato del
disbrigo degli affari di natura tecnico-amministrativa inerenti al
funzionamento delle commissioni stesse e all’attuazione degli esami
organolettici di appello.
3. In particolare, il segretario provvede a:
a) prendere in carico, separatamente per le commissioni di
appello dell’Italia settentrionale, centrale e meridionale, i ricorsi
ed i relativi campioni, previo controllo della loro integrita’, ed a
curarne il buono stato di conservazione fino alla effettuazione degli
esami organolettici;
b) assicurare la disponibilita’ e la funzionalita’ della sala di
degustazione e delle attrezzature occorrenti per la degustazione;
c) assicurare gli adempimenti tecnici necessari per la
effettuazione degli esami organolettici, con particolare riguardo
alla anonimizzazione dei campioni ed alla presentazione del prodotto
nelle condizioni ottimali;
d) redigere e conservare i verbali delle riunioni delle
commissioni di appello.

Art. 13

Registri e verbali delle Commissioni di appello

1. Il registro di presa in carico dei ricorsi e dei campioni sono
vidimati dal capo del competente Ufficio del Ministero ove operano le
stesse commissioni e le relative pagine sono progressivamente
numerate.
2. Il verbale della seduta di degustazione, oltre a contenere la
data della riunione e l’individuazione dei partecipanti, riporta il
giudizio conclusivo espresso per ciascun campione degustato e, in
caso di “non idoneita’”, il relativo motivo, nonche’ il numero
attribuito a tale campione in fase di anonimizzazione. Il verbale e’
sottoscritto dal Segretario e dal Presidente.
3. L’abbinamento del campione degustato con il detentore del vino
al quale il campione stesso si riferisce e’ effettuato dal segretario
della commissione al termine della seduta di degustazione,
trascrivendo nel registro di presa in carico i risultati della
degustazione medesima. Tale trascrizione e’ sottoscritta dal
segretario stesso e dal presidente.

Art. 14

Costi per gli esami analitici e per il funzionamento delle
Commissioni di degustazione e delle Commissioni di appello

1. I costi per il prelievo dei campioni, per l’espletamento
dell’esame analitico e per il funzionamento delle Commissioni di
degustazione sono posti a carico dei soggetti che richiedono la
certificazione delle relative partite. L’ammontare di tali costi e le
modalita’ di pagamento alla competente struttura di controllo sono
stabilite per ciascuna DOCG o DOC nel prospetto tariffario
predisposto dalla medesima struttura di controllo ed approvato dal
Ministero contestualmente al piano dei controlli, in conformita’ alle
previsioni di cui all’articolo 13 del decreto legislativo.
2. Ai sensi dell’articolo 118 septdecies, par. 1, del Reg. (CE)
n.1234/2007 e dell’articolo 15, comma 7, del decreto legislativo, i
costi per il funzionamento delle Commissioni di appello sono posti a
carico dei soggetti che ne richiedono l’operato e fissati, per
singola riunione delle Commissioni, in 1.300,00 euro.
3. Ciascuna Commissione si riunisce, in presenza di almeno 5
richiedenti, con cadenza bimestrale. In base alle domande pervenute,
il Segretario della Commissione stabilisce la data della riunione,
che viene pubblicata venti giorni prima sul sito internet del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
http://www.politicheagricole.gov.it/.
4. Le domande di appello devono pervenire al MIPAF, corredate delle
ricevute di versamento della tariffa pro-quota stabilita, per ciascun
ricorrente, fino a cinque, in euro 260,00. Detto versamento e’ da
effettuare sul capitolo 3584, capo 17°, dell’entrata del Bilancio
dello Stato. Le richieste eventualmente eccedenti, fino ad un massimo
di cinque, sono esaminate nella giornata successiva, ovvero sono
rinviate alla riunione del successivo bimestre. In caso di urgenza,
il richiedente effettua apposita comunicazione per fax o posta
elettronica certificata al Segretario della Commissione il quale,
riscontrata la possibilita’ di riunire la Commissione, chiede
all’interessato di presentare la relativa domanda, corredata della
ricevuta di versamento dell’intera tariffa, pari ad euro 1.300,00.
5. La tariffa e’ aggiornata almeno ogni due anni, con decreto del
Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base del costo
effettivo del servizio.
6. La partecipazione dei commissari alle riunioni delle Commissioni
di appello non da’ luogo a compensi ed i rimborsi per i fuori sede
sono relativi esclusivamente alle spese di viaggio, vitto e alloggio.

Art. 15

Misure atte ad assicurare la rispondenza tra la certificazione e le
relative partite – Adempimenti struttura di controllo

1. Al fine di assicurare la rispondenza tra i certificati di
idoneita’ alla D.O.C.G. o alla D.O.C. e le relative partite di vino,
nonche’ l’espletamento dei controlli prescritti, i detentori, per
ciascuna partita certificata o porzione della stessa partita:
a) conservano agli atti i certificati di idoneita’ per 5 anni;
b) annotano nel registro di carico e scarico e nel registro di
imbottigliamento gli estremi del certificato di idoneita’;
c) nel registro di imbottigliamento, o nel registro di partita
per i vini spumanti, negli appositi conto di carico dei contrassegni
di cui all’articolo 19 del decreto legislativo ritirati e conto di
scarico dei contrassegni utilizzati, indicano i riferimenti al numero
ed alla serie dei contrassegni stessi, o del numero di lotto, in caso
di vini DOC che hanno optato per tale sistema di tracciabilita’ delle
partite certificate.
2. Le strutture di controllo competenti per le specifiche DO o IGT
sono tenute, ai sensi dell’art. 13, comma 16, del decreto
legislativo, ad inserire nel SIAN, i dati riferiti all’attivita’ di
controllo e di certificazione prevista nel presente decreto per le
relative partite.

Art. 16

Termini di applicazione e disposizioni transitorie

1. Le disposizioni di cui all’articolo 6, all’articolo 9, comma 2,
all’articolo 14, comma 2 e 3, e di cui ai comma 2 e 3 del presente
articolo entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione
del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana; le altre disposizioni sono applicabili a decorrere dal 1°
gennaio 2012 e fino a tale termine sono applicabili le corrispondenti
disposizioni del DM 25 luglio 2003 richiamato in premessa.
2. Il disposto di cui all’articolo 1, comma 3, relativo al periodo
di validita’ delle certificazioni per i vini DOCG e DOC, e’
applicabile a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo n. 61/2010. E’ fatta salva la validita’ delle
certificazioni rilasciate per le relative partite antecedentemente al
predetto termine di entrata in vigore.
3. Conformemente alle disposizioni di cui al comma 4, lettera b) ed
al comma 7, lettera b) dell’articolo 6, i soggetti gia’ iscritti
all'”elenco dei tecnici degustatori” e all'”elenco degli esperti
degustatori” ai sensi dell’articolo 6, comma 3, qualora non lo
avessero gia’ effettuato, devono dichiarare alla competente Regione,
entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
la/e denominazione/i interessate, per le quali e’ stata maturata la
comprovata esperienza professionale, producendo la relativa
documentazione di cui all’articolo 6, commi 6 e 8.
Il presente decreto e’ trasmesso all’Organo di controllo ed e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 11 novembre 2011

Il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali:
Romano

Il Ministro dell’economia
e delle finanze:
Tremonti

Registrato alla Corte dei conti il 16 dicembre 2011
Ufficio di controllo atti MISE – MIPAAF registro n. 10, foglio n. 154

Allegato 1

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 2

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 3

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 11 novembre 2011

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