MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 12 novembre 2009 | Architetto.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 12 novembre 2009

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 12 novembre 2009 - Determinazione dei requisiti di professionalita' e della dotazione minima delle attrezzature occorrenti per l'esercizio dell'attivita' di produzione, commercio e importazione di vegetali e prodotti vegetali. (10A03387) (GU n. 68 del 23-3-2010 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 12 novembre 2009

Determinazione dei requisiti di professionalita’ e della dotazione
minima delle attrezzature occorrenti per l’esercizio dell’attivita’
di produzione, commercio e importazione di vegetali e prodotti
vegetali. (10A03387)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1969,
n. 1164 e successive modifiche ed integrazioni recante norme sulla
produzione e sul commercio dei materiali di moltiplicazione
vegetativa della vite;
Vista le leggi 25 novembre 1971, n. 1096 e 20 aprile 1976, n. 195,
e successive modifiche ed integrazioni recanti la disciplina
dell’attivita’ sementiera;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n.
1065 e successive modifiche ed integrazioni recante il regolamento di
esecuzione della legge 25 novembre 1971, n. 1096;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996,
n. 697, recante il regolamento di attuazione della direttiva
92/34/CEE relativa alla commercializzazione delle piantine da frutto
destinate alla produzione e dei relativi materiali di
moltiplicazione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996,
n. 698, recante il regolamento di attuazione della direttiva
92/33/CEE relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi
e dei relativi materiali di moltiplicazione ad eccezione delle
sementi;
Visto il decreto ministeriale 14 aprile 1997, recante il
recepimento delle direttive della Commissione n. 93/61/CEE del 2
luglio 1993 e n. 93/62/CEE del 5 luglio 1993, relative alle norme
tecniche sulla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei
materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi;
Visto il decreto ministeriale 14 aprile 1997, recante il
recepimento delle direttive della Commissione n. 93/64/CEE del 5
luglio 1993 e n. 93/79/CEE del 21 settembre 1993, relative alle norme
tecniche sulla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione
delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla
produzione di frutto;
Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127 recante «Misure urgenti per
lo snellimento dell’attivita’ amministrativa e dei procedimenti di
decisione e di controllo»;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 recante «Riforma
della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’art.
4, comma 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 151, recante
l’attuazione della direttiva 98/56/CE relativa alla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante
ornamentali;
Visto il decreto ministeriale 9 agosto 2000, recante il recepimento
delle direttive della Commissione n. 99/66/CE, n. 99/67/CE, n.
99/68/CE e n. 99/69/CE del 28 giugno 1999, relative alle norme
tecniche sulla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione
delle piante ornamentali, in applicazione del decreto legislativo 19
maggio 2000, n. 151;
Visto il decreto ministeriale 8 febbraio 2005, recante le norme di
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della
vite;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, e successive
modifiche ed integrazioni, recante l’attuazione della direttiva
2002/89/CE concernente le misure di protezione contro l’introduzione
e la diffusione nella Comunita’ di organismi nocivi ai vegetali o ai
prodotti vegetali;
Vista la legge 6 aprile 2007, n. 46, recante «Disposizioni volte a
dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali»;
Visto il decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 150, recante
«Attuazione della direttiva 2004/117/CE, recante modifica delle
direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE, 2002/54/CE, 2002/55/CE e 2002/57/CE
sugli esami eseguiti sotto sorveglianza ufficiale e l’equivalenza
delle sementi prodotte in Paesi terzi»;
Visto il decreto ministeriale 27 settembre 2007 recante
«Disposizioni per la certificazione del materiale di moltiplicazione
dei funghi coltivati»;
Visto il decreto ministeriale 18 aprile 2008, recante «Disposizioni
applicative per la commercializzazione di sementi di varieta’ da
conservazione»;
Considerata la necessita’ di definire i requisiti di
professionalita’ necessari al fine del rilascio dell’autorizzazione
all’esercizio delle attivita’ di produzione e commercializzazione dei
vegetali e dei prodotti vegetali prevista dall’art. 19 del decreto
legislativo n. 214/2005;
Considerato la necessita’ di stabilire le attrezzature costituenti
la dotazione minima per lo svolgimento delle attivita’ relative ad
ogni categoria di richiedente nonche’ i dati da riportare nella
richiesta di autorizzazione e la documentazione da allegare, ai sensi
dell’art. 49, comma 2, lettera d), del citato decreto legislativo;
Considerata la necessita’ di definire le modalita’ per l’iscrizione
al Registro Ufficiale dei produttori di cui all’art. 20 del decreto
legislativo n. 214/2005;
Considerata la necessita’ di semplificare le procedure
autorizzative previste dalle normative fitosanitarie e di qualita’,
prevedendo la possibilita’ di inoltrare un’unica domanda per tutte le
autorizzazioni previste;
Acquisito il parere del Comitato fitosanitario nazionale di cui
all’art. 52 del decreto legislativo n. 214/2005, ai sensi dell’art.
49, comma 2, lettera d), nella seduta del 25 febbraio 2009;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano nella
seduta del 29 aprile 2009 ai sensi dell’art. 2, comma 3 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Decreta:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce, ai sensi dell’art. 49, comma 2,
lettera d), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, nel
prosieguo indicato come «decreto legislativo», i criteri, i requisiti
di professionalita’ nonche’ la dotazione minima delle attrezzature
occorrenti in funzione del tipo di attivita’, necessari al fine del
rilascio dell’autorizzazione all’esercizio delle attivita’ di
produzione, commercializzazione ed importazione da Paesi terzi dei
vegetali e dei prodotti vegetali prevista dall’art. 19 del decreto
legislativo.
2. Il presente decreto stabilisce altresi’ gli elementi essenziali
per il rilascio:
a) dell’autorizzazione all’esercizio dell’attivita’ di produzione,
commercializzazione ed importazione da Paesi terzi dei vegetali e dei
prodotti vegetali prevista dall’art. 19 del decreto legislativo;
b) dell’iscrizione al RUP di cui all’art. 20 del decreto
legislativo;
c) dell’autorizzazione all’uso del passaporto delle piante di cui
all’art. 26 del decreto legislativo;
d) dell’accreditamento per la commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione delle piante da frutto e delle piantine di ortaggi di
cui ai DD. MM. 14 aprile 1997 e delle piante ornamentali di cui al
decreto ministeriale 9 agosto 2000;
e) dell’autorizzazione all’attivita’ sementiera di cui all’art. 2
della legge 25 novembre 1971, n. 1096, come modificato dal decreto
legislativo n. 150/2007;
f) dell’accreditamento dei produttori e dei commercianti di micelio
fungino di cui al decreto ministeriale 27 settembre 2007.

Art. 2

Definizioni

1. Ferme restando le definizioni di cui al decreto legislativo, ai
fini del presente decreto si intende per:
a) campo di produzione: luogo di produzione, anche temporaneo,
privo di strutture stabili, quali serre, magazzini, capannoni. I siti
produttivi che non rientrano in tale definizione sono considerati
«centro aziendale» ai sensi del comma 2, lettera t) dell’art. 2 del
decreto legislativo;
b) commerciante all’ingrosso: chiunque professionalmente acquista
vegetali e prodotti vegetali in nome e per conto proprio e li rivende
ad altri commercianti all’ingrosso o al dettaglio o ad altri
utilizzatori professionali, o ad altri utilizzatori in grande (art. 4
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114);
c) commerciante al dettaglio: chiunque professionalmente acquista
vegetali e prodotti vegetali in nome e per conto proprio e li
rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di
distribuzione, direttamente al consumatore finale (art. 4 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n.114);
d) ricoltivazione: l’insieme delle operazioni tecnico-agronomiche
che consentono lo sviluppo delle piante in un ambiente idoneo, atte
ad ottenere un incremento qualitativo o quantitativo, tali da
escludere che si tratti di una sosta temporanea al solo fine di
essere custodita e mantenuta in attesa dell’acquirente.

Art. 3

Rilascio delle autorizzazioni

1. La domanda, in bollo, presentata ai Servizi fitosanitari
regionali competenti per territorio prima dell’inizio dell’attivita’,
previo pagamento delle tariffe fitosanitarie di cui all’art. 55 del
decreto legislativo, deve contenere almeno i dati e le informazioni
di cui all’allegato I al presente decreto. Le autorizzazioni, in uno
o piu’ documenti in bollo, sono rilasciate entro novanta giorni,
salvo interruzione motivata dei termini.
2. La domanda di cui al comma precedente e’ inoltrata da parte di
coloro che intendono richiedere:
a) l’autorizzazione all’esercizio dell’attivita’ di produzione,
commercializzazione ed importazione da Paesi terzi dei vegetali e dei
prodotti vegetali prevista dall’art. 19 del decreto legislativo e da
decisioni della Commissione europea adottate ai sensi della direttiva
2000/29/CE;
b) l’iscrizione al RUP di cui all’art. 20 del decreto legislativo;
c) l’autorizzazione all’uso del passaporto delle piante di cui
all’art. 26 del decreto legislativo;
d) l’accreditamento per la commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione delle piante da frutto e delle piantine di ortaggi di
cui ai DD.MM. 14/04/1997 e delle piante ornamentali di cui al decreto
ministeriale 9 agosto 2000;
e) l’autorizzazione all’attivita’ sementiera di cui all’art. 2
della legge 25 novembre 1971, n. 1096, come modificato dal decreto
legislativo n. 150/2007;
f) l’accreditamento per la produzione e la commercializzazione di
micelio fungino ai sensi dell’art. 8 del decreto ministeriale 27
settembre 2007.
3. Nelle autorizzazioni rilasciate ai sensi degli art.li 19 e 20
del decreto legislativo devono essere indicate la tipologia
produttiva e di commercializzazione, le categorie dei vegetali o dei
prodotti vegetali a cui si riferisce l’autorizzazione, conformemente
all’allegato II al presente decreto.
4. Le eventuali autorizzazioni all’uso del passaporto delle piante
rilasciate ai sensi dell’art. 26 del decreto legislativo, devono
riportare i dati indicati nell’allegato II/B al presente decreto.
5. I Servizi fitosanitari regionali emanano nei confronti delle
ditte autorizzate specifiche prescrizioni, conformemente a quanto
indicato nell’allegato III al presente decreto, in funzione della
tipologia dell’autorizzazione.
6. Le ditte autorizzate ai sensi dell’art. 19 del decreto
legislativo sono iscritte in un Registro ufficiale regionale.
7. Il mantenimento delle autorizzazioni di cui al presente articolo
e’ subordinato all’effettivo esercizio dell’attivita’. Il Servizio
fitosanitario regionale dispone la revoca dell’autorizzazione qualora
accerti che la ditta non abbia avviato l’attivita’ entro un anno dal
rilascio, ovvero in caso di cessazione definitiva dell’attivita’ o la
stessa sia interrotta per un periodo continuativo superiore a due
anni.
8. Nel caso di cessata attivita’ o revoca dell’autorizzazione la
stessa deve essere restituita entro sessanta giorni al Servizio
fitosanitario regionale competente per territorio.

Art. 4

Requisiti necessari per l’esercizio dell’attivita’

1. Chiunque intenda richiedere le autorizzazioni di cui all’art. 3
del presente decreto, deve essere iscritto al Registro delle imprese
presso la competente Camera di Commercio, Industria, Artigianato e
Agricoltura (C.C.I.A.A.) con comunicazione antimafia ed in possesso
di partita I.V.A. Tali requisiti possono essere dichiarati
contestualmente alla domanda ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 445/2000.
2. I produttori di piante e dei relativi materiali di propagazione,
con esclusione delle sementi, devono dimostrare inoltre, direttamente
o tramite una figura tecnica professionale operante in modo
continuativo per l’azienda stessa, di possedere adeguate conoscenze
sulle normative fitosanitarie e di qualita’ riguardanti le categorie
dei vegetali per le quali viene richiesta l’autorizzazione a
produrre. Tali conoscenze si intendono acquisite se si riscontra che
il responsabile tecnico/fitosanitario soddisfa almeno una delle
seguenti condizioni:
e’ in possesso di laurea o diploma in ambito agrario o forestale;
ha frequentato con esito favorevole un corso di formazione sulle
normative fitosanitarie e di qualita’, il cui programma sia stato
approvato dal Servizio fitosanitario regionale;
ha superato con esito favorevole un colloquio presso il Servizio
fitosanitario regionale, volto a verificare le conoscenze sulle
normative fitosanitarie e di qualita’ relative alle categorie per le
quali ha presentato la domanda.
3. I produttori di sementi e di altri materiali di moltiplicazione
disciplinati dalla legge 25 novembre 1971, n. 1096, e successive
modifiche ed integrazioni, in particolare il decreto legislativo n.
150/2007, devono dimostrare inoltre, direttamente o tramite una
figura tecnica operante nell’azienda stessa, di possedere adeguate
conoscenze professionali sulle tecniche di produzione/selezione
meccanica, nonche’ sulle normative sementiere e fitosanitarie
riguardanti le categorie delle sementi per le quali viene richiesta
l’autorizzazione a produrre. Tali conoscenze professionali devono
essere descritte in un sintetico curriculum e si intendono acquisite
se si riscontra almeno una delle seguenti condizioni:
ha esercitato per almeno cinque anni attivita’ nel settore
sementiero come titolare di azienda sementiera o come coadiuvante
familiare o dipendente con responsabilita’ tecniche;
ha frequentato con esito favorevole un corso di formazione sulle
tecniche di produzione nonche’ sulle normative fitosanitarie e di
commercializzazione delle sementi, il cui programma sia stato
approvato dal Servizio fitosanitario regionale;
ha superato con esito favorevole un colloquio presso il Servizio
fitosanitario regionale, volto a verificare le conoscenze sulle
normative fitosanitarie e di commercializzazione delle sementi.
Coloro che producono le sementi iscritte nel registro delle
varieta’ da conservazione di cui al decreto ministeriale 18 aprile
2008 sono esentati dal possesso dei requisiti previsti dal presente
comma.
4. I fornitori di micelio fungino devono possedere inoltre,
direttamente o tramite una figura tecnica operante nell’azienda
stessa, adeguate conoscenze professionali sulle tecniche di
produzione e conservazione del micelio fungino e rendersi disponibili
a mantenere i contatti con il Servizio fitosanitario regionale
competente per territorio.
Tali conoscenze professionali si intendono acquisite dopo aver
superato con esito favorevole un colloquio presso il Servizio
fitosanitario regionale, volto a verificare la conoscenza delle
normative di qualita’ relative alla produzione del materiale da
riproduzione dei funghi coltivati.
5. Se il responsabile tecnico/fitosanitario non e’ il titolare
dell’azienda, deve essere in possesso di apposito incarico,
sottoscritto per accettazione, a rapportarsi con il Servizio
fitosanitario competente per territorio, in nome e per conto della
ditta stessa.
6. Se all’atto dei controlli stabiliti dal decreto legislativo si
riscontra l’assenza dei requisiti minimi previsti dal presente
decreto, i Servizi fitosanitari regionali competenti per territorio
provvedono a fissare i termini per l’adeguamento. Il mancato
adeguamento entro la scadenza dei termini, comporta la revoca
dell’autorizzazione, oltre all’applicazione della sanzione di cui
all’art. 54, comma 10, del decreto legislativo.

Art. 5

Strutture ed attrezzature necessarie
per l’esercizio dell’attivita’

1. I soggetti indicati nel comma 1 dell’art. 4 del presente decreto
devono essere in possesso di strutture e mezzi idonei allo
svolgimento dell’attivita’, conformemente a quanto riportato
nell’allegato IV al presente decreto.
2. Le ditte sementiere devono disporre di locali e attrezzature
tecniche idonee e sufficienti per svolgere razionalmente l’attivita’
della produzione di sementi descritta nella domanda di
autorizzazione.
Nel caso di ditte sementiere che esercitano anche altre attivita’,
quali il commercio di cereali, produzione di mangimi ecc., le
attrezzature e i locali destinati alla lavorazione delle sementi
devono essere fisicamente separati da quelli destinati alle altre
attivita’.
3. Le ditte sementiere devono disporre inoltre di locali o spazi
idonei a mantenere le sementi isolate nel caso di problemi
fitosanitari.
4. Coloro che producono le sementi iscritte nel registro delle
varieta’ da conservazione di cui al decreto ministeriale 18 aprile
2008 sono esentati dal possesso dei requisiti previsti dal presente
articolo.

Art. 6

Norme transitorie

1. Le autorizzazioni elencate nel comma 2 conservano validita’ a
condizione che le ditte interessate si adeguino ai requisiti previsti
dall’art. 4, comma 1, e dall’art. 5 entro due anni dall’entrata in
vigore del presente decreto, purche’ ne diano comunicazione scritta
al Servizio fitosanitario competente per territorio.
2. Le autorizzazioni di cui al comma 1 sono:
a) le autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’art. 1 della legge 18
giugno 1931, n. 987, per la produzione e la commercializzazione di
piante, parti di piante e semi;
b) le autorizzazioni rilasciate ai sensi del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 536;
c) le autorizzazioni rilasciate ai sensi dei decreti
ministeriali 14 aprile 1997 in materia di piante da frutto e di
piantine di ortaggi e ai sensi del decreto legislativo 19 maggio 2000
n. 151 e del decreto ministeriale 9 agosto 2000 in materia di piante
ornamentali;
d) i certificati di iscrizione ai registri ufficiali dei produttori
e dei fornitori emessi dai Servizi fitosanitari competenti per
territorio in applicazione del decreto ministeriale 31 gennaio 1996;
e) le licenze rilasciate ai sensi della legge 25 novembre 1971, n.
1096, per la produzione di sementi;
f) le licenze rilasciate ai sensi della legge 20 aprile 1976, n.
195 relativa all’attivita’ sementiera;
g) le autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’art. 19, 20 e 26 del
decreto legislativo prima dell’entrata in vigore del presente
decreto.

Art. 7

Sanzioni

1. Le inadempienze alle norme contenute nel presente decreto sono
punite con le sanzioni previste dall’art. 54 del decreto legislativo.

Art. 8

Disposizioni finali

1. Gli allegati IX, X e XII del decreto legislativo sono sostituiti
dagli allegati I e II del presente decreto ministeriale.
Il presente decreto ministeriale sara’ inviato alla Corte dei conti
per la registrazione e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 12 novembre 2009

Il Ministro: Zaia

Registrato alla Corte dei conti il 24 febbraio 2010
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 104

Allegato I

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato II/A

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato II/B

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato III

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato IV

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 12 novembre 2009

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