MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 23 gennaio 2009 | Architetto.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 23 gennaio 2009

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 23 gennaio 2009 - Attuazione del regolamento (CE) n. 867/2008 della Commissione del 3 settembre 2008, recante modalita' di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, per quanto riguarda le organizzazioni di operatori del settore oleicolo. (GU n. 34 del 11-2-2009 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 23 gennaio 2009

Attuazione del regolamento (CE) n. 867/2008 della Commissione del 3
settembre 2008, recante modalita’ di applicazione del regolamento
(CE) n. 1234/2007 del Consiglio, per quanto riguarda le
organizzazioni di operatori del settore oleicolo.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI
Visto l’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428,
recante «Disposizioni per adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee (legge
comunitaria per il 1990)» e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, recante
«Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia
di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell’Amministrazione
centrale» e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, recante
«Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e
per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma
dell’art. 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449»;
Visto il decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, recante
«Soppressione dell’AIMA e istituzione dell’Agenzia per le erogazioni
in agricoltura (AGEA), a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo
1997, n. 59», e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante
«Riforma dell’organizzazione del Governo a norma dell’art. 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59», e successive modificazioni;
Visto il decreto-legge 22 ottobre 2001, n. 381, recante
«Disposizioni urgenti concernenti l’Agenzia per le erogazioni in
agricoltura, l’Anagrafe bovina e l’Ente irriguo umbro-toscano»,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 dicembre 2001, n. 441;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante
«Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri», convertito,
con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, ed in
particolare l’art. 1, comma 23;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante «Disposizioni
urgenti per l’adeguamento delle strutture di governo in applicazione
dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244»,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 gennaio 2008, n.
18, recante «regolamento di riorganizzazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, a norma dell’art. 1, comma
404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296»;
Visto il regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio del 29
settembre 2003, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di
sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e
istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori e che
modifica i regolamenti (CEE) n. 2019/93, (CE) n. 1452/2001, (CE) n.
1453/2001, (CE) n. 1454/2001, (CE) n. 1868/94, (CE) n. 1251/1999,
(CE) n. 1254/1999, (CE) n. 1673/2000, (CEE) n. 2358/71 e (CE) n.
2529/2001, e successive modificazioni;
Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre
2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento
unico OCM), e successive modificazioni, che, tra l’altro, a decorrere
dal 1° luglio 2008, abroga il regolamento CE 865/2004;
Visto il regolamento (CE) n. 2080/2005 della Commissione del 19
dicembre 2005, recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE)
n. 865/2004 del Consiglio per quanto riguarda le organizzazioni di
operatori del settore oleicolo, i loro programmi di attivita’ e il
relativo finanziamento;
Visto il regolamento (CE) n. 867/2008 della Commissione del 3
settembre 2008, recante modalita’ di applicazione del regolamento
(CE) n. 1234/2007 del Consiglio per quanto riguarda le organizzazioni
di operatori del settore oleicolo, i loro programmi di attivita’ e il
relativo finanziamento, e che, tra l’altro, a decorrere dal 1° aprile
2009, abroga, il regolamento CE n. 2080/2005;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, recante
«Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma
dell’art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57» e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, recante
«Regolazioni dei mercati agroalimentari, a norma dell’art. 1, comma
2, lettera e), della legge 7 marzo 2003, n. 38»;
Visto il decreto 3 agosto 2005, recante disposizioni per
l’attuazione della riforma della politica agricola comune nel settore
dell’olio di oliva;
Visto il decreto-legge n. 182 del 9 settembre 2005, recante
«Interventi urgenti in agricoltura e per gli organismi pubblici del
settore, nonche’ per contrastare andamenti anomali dei prezzi nelle
filiere agroalimentari», convertito, con modificazioni, dalla legge
11 novembre 2005, n. 231;
Visto il decreto n. 31 del 30 gennaio 2006 di attuazione del
regolamento (CE) n. 2080/2005 della Commissione del 19 dicembre 2005,
recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n. 865/2004
del Consiglio, concernente le organizzazioni di operatori del settore
oleicolo, i loro programmi di attivita’ e il relativo finanziamento;
Ritenuta la necessita’ e l’opportunita’ di emanare disposizioni di
indirizzo per l’attuazione del predetto regolamento n. 867/2008 della
Commissione del 3 settembre 2008;
Considerata l’esigenza di assicurare l’applicazione dello stesso
regolamento comunitario, con particolare riguardo alle procedure per
il riconoscimento delle organizzazioni degli operatori del settore
oleicolo, per la presentazione e la realizzazione dei programmi di
attivita’, per l’erogazione del finanziamento comunitario, nonche’
per l’esecuzione dei controlli;
Acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano,
nella seduta del 22 gennaio 2009;

Decreta:

Art. 1.

Campo di applicazione e definizioni

1. Il presente provvedimento, di seguito denominato «Decreto»,
disciplina, ai sensi dell’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre
1990, n. 428, le modalita’ tecniche e applicative delle disposizioni
recate dal regolamento (CE) n. 867/2008, di seguito denominato
«Regolamento». Il Decreto fissa, in particolare, le procedure per il
riconoscimento delle organizzazioni di operatori del settore
oleicolo, la ripartizione delle risorse finanziarie e l’attribuzione
delle competenze per lo svolgimento dei controlli.
Ai sensi del Decreto, si intende per:
a) «organizzazione di operatori del settore oleico» una delle
organizzazioni di cui all’art. 2, comma 1, lettere a), b), c) e d);
b) «organizzazione nazionale», una organizzazione di operatori del
settore oleicolo i cui componenti operano in almeno otto zone
regionali;
c) «organizzazione interregionale», una organizzazione di
operatori del settore oleicolo i cui componenti operano in piu’ di
una Regione e interessano un numero di zone regionali inferiore ad
otto;
d) «organizzazione regionale o provinciale», una organizzazione di
operatori del settore oleicolo i cui componenti operano in un’unica
Regione o Provincia autonoma;
e) «zona regionale» una delle zone come di seguito individuate:
1) province di Foggia e Bari;
2) province di Taranto, Brindisi e Lecce;
3) province di Cosenza, Crotone e Catanzaro;
4) province di Vibo Valentia e Reggio Calabria;
5) regione Sicilia;
6) regione Campania;
7) regione Lazio;
8) regione Abruzzo;
9) regione Toscana;
10) regione Molise;
11) regione Sardegna;
12) regione Basilicata;
13) regioni Umbria, Marche e Emilia-Romagna;
14) regioni Lombardia, Trentino-Alto-Adige, Veneto e
Friuli-Venezia Giulia;
15) regioni Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta.
Per quanto non espressamente disciplinato, si rimanda alle norme
specifiche previste dal Regolamento ed alla normativa comunitaria e
nazionale vigente in materia.

Art. 2.

Condizioni per il riconoscimento delle organizzazioni
di operatori del settore oleicolo

1. Le condizioni per il riconoscimento delle organizzazioni di
operatori del settore oleicolo, distinte per le tipologie
associative, oltre quelle previste all’art. 2 del Regolamento sono:
a) organizzazioni dei produttori del settore oleicolo:
1) associare almeno n. 2.500 produttori, ovvero il 2% dei
produttori di olive o della produzione media di olio di oliva o di
olive da tavola della zona regionale interessata, riferita alle
ultime cinque campagne;
b) associazioni di organizzazioni di produttori del settore
oleicolo:
1) essere costituite da almeno n. 10 organizzazioni di base di
produttori olivicoli, riconosciute ai sensi della lettera a),
stabilite in almeno otto zone regionali, ovvero rappresentare il 15%
della produzione media di olive da tavola o di olio di oliva prodotti
in Italia, riferita alle ultime cinque campagne;
c) altre organizzazioni di operatori:
1) associare operatori del settore oleicolo, che nell’anno
precedente la campagna di commercializzazione 2007/2008 hanno
realizzato almeno il 50% del loro fatturato con la trasformazione di
olive o con la vendita di olio di oliva o di olive da tavola, ovvero
che hanno commercializzato piu’ di 5.000 tonnellate di olio di oliva
o piu’ di 1.000 tonnellate di olive da tavola;
2) associare almeno 30 operatori che commercializzano o
trasformano complessivamente una quantita’ superiore a 20.000
tonnellate di olio di oliva o a 5.000 tonnellate di olive da tavola,
o contare almeno il 15% della produzione media nazionale, riferita
alle ultime 5 campagne, di olio d’oliva o di olive da tavola;
d) per le organizzazioni interprofessionali:
1) associare operatori stabiliti in almeno otto zone regionali e
che svolgano attivita’ economiche connesse alla produzione,
trasformazione e commercializzazione dell’olio d’oliva e/o delle
olive da tavola con riferimento alle produzioni effettive.
2. Ai fini della determinazione dei requisiti di cui al comma 1, si
fa riferimento alle produzioni rilevate dall’Istituto nazionale di
statistica (Istat), secondo la ripartizione di cui alle zone
regionali.

Art. 3.

Procedura di riconoscimento delle organizzazioni
di operatori del settore oleicolo

1. La richiesta di riconoscimento, prodotta a mezzo dell’apposito
modulo (allegato n. 3 del Decreto), firmata dal legale rappresentante
dell’organizzazione di operatori del settore oleicolo, deve pervenire
entro il 15 febbraio dell’anno di presentazione del programma di cui
all’art. 5, rispettivamente:
a) per le organizzazioni nazionali, al Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali – Dipartimento delle politiche di
sviluppo economico e rurale, Direzione generale per lo sviluppo
agroalimentare, la qualita’ e la tutela del consumatore, Ufficio SACO
IV, Via XX Settembre, 20 – 00187 Roma;
b) per le organizzazioni regionali, alla Regione o alla Provincia
autonoma competente per territorio;
c) per le organizzazioni interregionali, alla Regione o Provincia
autonoma nel cui territorio e’ realizzata la prevalenza
dell’attivita’ produttiva, previa acquisizione di parere conforme da
parte della Regione o Provincia autonoma cointeressata, comprovante
l’effettuazione degli accertamenti di loro competenza;
2. La domanda di cui al comma 1 e’ corredata della seguente
documentazione:
a) certificato rilasciato dalla Camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, d’iscrizione al registro delle imprese, o
equipollente autocertificazione;
b) copia dell’atto costitutivo e del relativo statuto;
c) delibera con la quale il consiglio di amministrazione ha dato
mandato al legale rappresentante di procedere alla formalizzazione
degli atti necessari ad ottenere il riconoscimento ai sensi del
Decreto;
d) dichiarazione, rilasciata dal legale rappresentante, di impegno
a sottoporsi a tutti i controlli previsti dalle norme vigenti, a
consentire l’accesso agli incaricati del controllo, ed in particolare
a sottostare ai controlli previsti all’art. 14 del Regolamento,
nonche’ l’impegno ad integrare, in via complementare, con propri
mezzi, la quota di finanziamento pubblico per la esecuzione del
programma di attivita’ ai sensi del paragrafo 2, dell’art. 103, del
regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio;
e) dichiarazione attestante la consistenza organizzativa ed
operativa;
f) relazione illustrativa comprovante l’idoneita’ ad espletare le
attivita’ previste dallo specifico Regolamento comunitario e dalla
normativa nazionale in materia, evidenziando, in particolare gli
aspetti di cui al paragrafo 3 dell’art. 2 del Regolamento;
g) autocertificazione, rilasciata dal legale rappresentante,
attestante il rispetto delle condizioni di cui all’art. 2, paragrafo
2 del Regolamento;
h) attestazione di adeguate garanzie sul piano finanziario ai fini
del rispetto degli obblighi derivanti dalla normativa comunitaria e
nazionale;
i) per le organizzazioni di produttori olivicoli di cui all’art.
2, comma 1, lettera a) del Decreto, l’elenco degli associati in
estratto autentico dal libro sociale, anche su supporto magnetico;
l) per le altre organizzazioni di operatori, di cui all’art. 2,
comma 1, lettera c) del Decreto, l’elenco, anche su supporto
magnetico, degli operatori associati, aventi i requisiti, di cui alla
medesima lettera c) e risultanti dal libro dei soci e, per ciascuno
associato, copia delle fatture di vendita, comprovanti il possesso
dei predetti requisiti o autocertificazione attestante le quantita’
di prodotto effettivamente commercializzato nella precedente
campagna;
m) per le associazioni di organizzazioni di produttori, di cui
all’art. 2, comma 1, lettera b) del Decreto, i decreti di
riconoscimento delle organizzazioni di produttori, e documentazione
relativa alla rappresentativita’ del 15% della produzione media
rispetto alla produzione nazionale, riferita alle ultime cinque
campagne, di olive da tavola o di olio di oliva prodotti in Italia;
n) per le organizzazioni interprofessionali, di cui all’art. 2,
par. 2, lett. d), del Regolamento, la documentazione comprovante il
possesso dei requisiti di rappresentativita’ di ciascun organismo
costituente l’organizzazione interprofessionale. In particolare i
dati relativi alle quote di mercato rappresentate dalle diverse
componenti della filiera nei rispettivi settori di attivita’
economica.
3. Le organizzazioni di operatori del settore oleicolo che sono
state riconosciute dallo Stato membro ai sensi del regolamento (CE)
n. 1334/02 e/o che hanno beneficiato del finanziamento dei programmi
di attivita’ durante le campagne di commercializzazione dal 2002/2003
al 2004/2005 e quelle riconosciute ai sensi del regolamento (CE) n.
2080/05, sono considerate riconosciute ai sensi del regolamento (CE)
867/2008, mediante autocertificazione, se rispettano i requisiti
previsti dall’art. 2, paragrafo 2 del citato Regolamento. Sono
altresi’ considerate riconosciute, ai sensi del regolamento (CE)
867/2008, le organizzazioni di operatori del settore oleicolo
riconosciute ai sensi del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102,
previa autocertificazione circa il rispetto dei requisiti previsti
dall’art. 2, paragrafo 2 del citato Regolamento.
4. Le organizzazioni di operatori, di cui al comma 3, devono
presentare la richiesta di riconoscimento nei termini indicati ai
comma 1 e 2, allegando una copia del provvedimento di riconoscimento.
5. Le Regioni, le Province autonome ed il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, nei rispettivi ambiti di competenza,
verificano la sussistenza dei requisiti previsti dal Regolamento e
dal Decreto sulla base della documentazione presentata ed
eventualmente anche con accertamenti in loco e, entro il 1° aprile di
ogni anno di esecuzione del programma approvato, procedono al
riconoscimento.
6. Alle organizzazioni di operatori riconosciute e’ attribuito un
numero di riconoscimento, ai sensi dell’art. 3 paragrafo 2 del
Regolamento. Copia del provvedimento di riconoscimento, con il numero
attribuito, e’ trasmesso all’Organismo pagatore AGEA.

Art. 4.

Attivita’ ammissibili al finanziamento

1. I programmi di attivita’ oggetto di finanziamento sono
costituiti dalle attivita’ ammissibili, specificate all’art. 5 del
Regolamento, nei seguenti settori:
a) monitoraggio e gestione amministrativa del mercato nel settore
dell’olio di oliva e delle olive da tavola;
b) miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura;
c) miglioramento della qualita’ della produzione di olio di oliva
e di olive da tavola;
d) sistema di tracciabilita’, certificazione e tutela della
qualita’ dell’olio di oliva e delle olive da tavola, in particolare
il controllo della qualita’ degli oli di oliva venduti ai consumatori
finali, sotto la vigilanza dell’Ispettorato centrale per il controllo
della qualita’ dei prodotti agroalimentari (ICQ);
e) diffusione di informazioni sulle attivita’ svolte dalle
organizzazioni di operatori ai fini del miglioramento della qualita’
della produzione di olio di oliva e di olive da tavola.
2. Le attivita’ ammissibili al finanziamento comunitario, contenute
nei relativi programmi, sono attuate in conformita’ a quanto indicato
nell’Allegato 1 del Decreto.
3. Non sono ammesse a beneficiare del finanziamento comunitario le
attivita’ riportate all’art. 7 del Regolamento.
4. Per garantire l’ottemperanza al disposto dell’art. 7, paragrafo
1, lettera a) del Regolamento, le organizzazioni di operatori si
impegnano per iscritto, in nome proprio e dei loro soci, a rinunciare
per le attivita’ effettivamente finanziate a norma dell’art. 103 del
regolamento (CE) n. 1234/2007, a qualsiasi finanziamento derivante da
altro regime di sostegno comunitario o nazionale e a dichiarare di
non aver percepito, per le stesse attivita’, alcun tipo di
finanziamento comunitario o nazionale.

Art. 5.

Presentazione e approvazione dei programmi di attivita’

1. Ciascuna delle organizzazioni di operatori riconosciuta presenta
un unico programma di attivita’ (annuale, biennale o triennale)
secondo le modalita’ fissate all’art. 8 del Regolamento.
2. Le organizzazioni di operatori riconosciute devono fare
pervenire entro il 15 febbraio dell’anno nel quale si intende
presentare il programma (il 15 febbraio 2009 per il primo periodo di
attivita’), il programma di attivita’ e la relativa domanda di
finanziamento comunitario, con l’impegno di cui all’art. 4, comma 4,
all’Organismo Pagatore AGEA – Settore Promozione Miglioramento e
Aiuti Sociali – Via Palestro n. 81 – 00185 Roma.
3. Entro lo stesso termine del 15 febbraio (a partire dal 15
febbraio 2009), le predette organizzazioni devono far pervenire copia
del programma di attivita’ e della relativa domanda di finanziamento
alla Regione o Provincia autonoma, competente per territorio, se
trattasi di settori di pertinenza regionale, e al Ministero delle
politiche agricole alimentare e forestali – Dipartimento delle
politiche europee e internazionali- Direzione generale per
l’attuazione delle politiche comunitarie e internazionali di mercato,
se trattasi di settori di pertinenza nazionale.
4. Le Regioni e le Province autonome, entro 15 giorni dal
ricevimento della domanda di cui al comma 3, esprimono un parere di
ammissibilita’ al finanziamento di ciascun programma, anche sulla
base degli indirizzi stabiliti dalle Regioni stesse e dei criteri di
cui all’allegato 4 del Decreto, e lo fanno pervenire all’Organismo
pagatore AGEA che, in ogni caso, decorso tale termine, puo’ inoltrare
la documentazione al Comitato di valutazione di cui all’art. 6 del
Decreto. Il suddetto parere di ammissibilita’ assume carattere
vincolante per le successive determinazioni del Comitato, per i
programmi di attivita’ che riguardino i settori b) e c) di cui
all’art. 4, comma 1 del Decreto.
5. Il Dipartimento delle politiche europee e internazionali –
Direzione generale per l’attuazione delle politiche comunitarie e
internazionali di mercato, entro 15 giorni dal ricevimento della
domanda di cui al comma 3, trasmette una dichiarazione di conformita’
delle azioni relative ai settori di pertinenza all’Organismo pagatore
AGEA che, in ogni caso, decorso tale termine, puo’ inoltrare la
documentazione al Comitato di valutazione di cui all’art. 6.
6. L’Organismo pagatore AGEA, acquisito l’esito delle valutazioni
del Comitato di cui all’art. 6, comunica l’approvazione dei programmi
di attivita’ entro il 15 marzo di ogni anno (a partire dal 15 marzo
2009), fatta salva la procedura di cui all’art. 9, paragrafo 3 del
Regolamento, alle organizzazioni di operatori interessati ed alle
Regioni o Province autonome competenti per territorio.
7. L’Organismo pagatore AGEA emana un’apposita circolare sulle
modalita’ e procedure operative, per la presentazione dei programmi
di attivita’ e la relativa realizzazione.
8. Le organizzazioni di operatori trasmettono all’Organismo
pagatore AGEA e, contestualmente, alle Regioni o Province autonome,
per quanto di competenza, la relazione sull’attivita’ svolta con i
programmi approvati secondo le modalita’ e la cronologia previste
all’art. 13 del Regolamento.
9. Le organizzazioni di operatori possono presentare, con le
modalita’ di cui ai commi 2 e 3, le richieste di modifica al
programma di attivita’ approvato, purche’ le stesse non comportino
aumenti di spesa e siano debitamente motivate e documentate.
10. Le richieste di cui al comma 9, sono presentate non meno di tre
mesi prima della data di inizio della realizzazione dell’attivita’
per la quale si chiede la modifica, e sono istruite con le modalita’
di cui ai commi 4 e 5.
11. In esito alle determinazioni del Comitato di cui all’art. 6,
l’Organismo pagatore AGEA comunica, all’organizzazione interessata e
alle Regioni o Province autonome competenti per territorio,
l’avvenuta approvazione o diniego, totale o parziale, della richiesta
di modificare il programma.
12. Sono considerate accolte le domande di modifica per le quali
non sia stata presa una decisione entro due mesi dal ricevimento
della domanda di modifica.

Art. 6.

Comitato di valutazione

1. E’ istituito, presso il Ministero, un apposito Comitato tecnico
di valutazione, di seguito indicato «Comitato», con il compito di
procedere all’esame ed alla selezione dei programmi di attivita’, nel
rispetto dei limiti massimi di finanziamento, della ripartizione
delle risorse disponibili fra tutte le tipologie di attivita’
riportate nell’Allegato 1 del Decreto e delle percentuali minime
fissate dall’art. 6 del Regolamento. E’ altresi’ compito del Comitato
tecnico di valutazione ricondurre gli importi finanziari richiesti
per i programmi di attivita’ nei settori di cui all’art. 4, comma 1,
lettere a) d) ed e) del Decreto, nei limiti della disponibilita’ di
spesa, nonche’ acquisire l’adeguamento degli importi finanziari di
cui all’art. 7, comma 5, del Decreto.
2. Il Comitato e’ presieduto dal dirigente della Direzione generale
per l’attuazione delle politiche comunitarie e internazionali di
mercato – Unita’ ATPO V ed e’ composto da:
a) due rappresentanti della Direzione generale per l’attuazione
delle politiche comunitarie e internazionali di mercato;
b) due rappresentanti del Dipartimento delle politiche di sviluppo
economico e rurale;
c) un rappresentante dell’Ispettorato centrale per il controllo
della qualita’ dei prodotti agroalimentari (ICQ);
d) tre rappresentanti designati dalla Conferenza permanente per i
rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome;
e) un rappresentante dell’Organismo pagatore AGEA;
f) un rappresentante dell’Istituto nazionale di economia agraria
(INEA);
g) un rappresentante del Centro di Ricerca per l’Olivicoltura e
l’Industria Olearia, CRAOLI.
3. Il Comitato e’ supportato da una segreteria
tecnico-amministrativa composta da quattro unita’.
4. I componenti del Comitato e della segreteria
tecnico-amministrativa sono nominati con decreto del Direttore
generale per l’attuazione delle politiche europee e internazionali di
mercato.
5. Il funzionamento del Comitato di valutazione e della segreteria
tecnico-amministrativa non comporta oneri a carico del bilancio dello
Stato.
6. Le riunioni del Comitato sono valide in presenza dei 2/3 dei
componenti. Le decisioni sono assunte a maggioranza dei presenti.
7. Partecipa ai lavori del Comitato un rappresentante della Regione
o Provincia autonoma cui si riferiscono i programmi esaminati.
8. L’Organismo pagatore AGEA, ad avvenuta verifica di conformita’
della documentazione tecnico-amministrativa e finanziaria, indicata
nella circolare, di cui all’art. 5, comma 7 del Decreto, trasmette i
programmi al Comitato, corredati dal parere vincolante della Regione
o Provincia autonoma, competente per territorio per i settori di cui
alle lettere b) e c), comma 1 dell’art. 4, del Decreto, e della
dichiarazione di conformita’ della Direzione generale per
l’attuazione delle politiche europee e internazionali di mercato per
i restanti settori di competenza.
9. Al fine di assicurare un’adeguata efficacia dei programmi
presentati e la ottimizzazione delle risorse disponibili, da
perseguire attraverso un livello appropriato della dimensione
finanziaria delle azioni previste, e’ fissata in € 230.000 per
annualita’ la dimensione minima dei programmi presentati per
l’approvazione. Per le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia,
Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Veneto e Province Autonome di Trento
e Bolzano la suddetta dimensione finanziaria minima e’ fissata in €
100.000 per annualita’.
10. In applicazione dell’art. 9 del Regolamento, il Comitato
tecnico di valutazione in conformita’ di quanto disposto all’art. 5
comma 4 del Decreto, procede alla selezione dei programmi pervenuti
sulla base della griglia di valutazione di cui all’allegato 4 del
Decreto. All’esito di tale selezione, il Comitato elabora una
graduatoria dei programmi pervenuti, articolata per regione,
assegnando conseguentemente il finanziamento fino ad esaurimento del
plafond disponibile, tenendo conto del riparto di cui all’allegato 2
del Decreto.
11. Il Comitato ha facolta’ di chiedere integrazioni o modifiche al
programma di attivita’, nel corso della relativa valutazione, nonche’
ogni utile elemento per la verifica della corrispondenza alle norme
comunitarie e nazionali.
12. Il Comitato trasmette all’Organismo pagatore AGEA l’esito della
valutazione dei programmi di attivita’ per l’adozione dei
provvedimenti di competenza.

Art. 7.

Disposizioni finanziarie

1. Il finanziamento comunitario dei programmi di attivita’ di cui
all’art. 103 paragrafo 1 del Reg. (CE) n. 1234/07 e’ assicurato dagli
importi trattenuti e determinati nella misura massima del 5% ai sensi
del DM 3 agosto 2005.
2. L’ammontare annuo derivante dagli importi trattenuti ai sensi
del sopraccitato decreto ministeriale 3 agosto 2005, pari a 35,991
MEURO, e’ ripartito, per ciascuna campagna, ai sensi dell’art. 6 del
Regolamento, come segue:
a) almeno il 25% destinato al miglioramento dell’impatto
ambientale dell’oleicoltura;
b) almeno il 12% destinato alla tracciabilita’, alla
certificazione ed alla tutela della qualita’ dell’olio di oliva e
delle olive da tavola.
3. Ad integrazione del finanziamento comunitario e del
cofinanziamento nazionale, le organizzazioni di operatori del settore
oleicolo partecipano, ai sensi dell’art. 103 paragrafo 2 del Reg.
(CE) n. 1234/07, con fondi propri alla realizzazione dei programmi di
attivita’, nella misura non inferiore al:
a) 12,50% per investimenti in attivita’ diverse da quelle fisse,
nel settore di cui all’art. 4, comma 1, lettera c), del Decreto;
b) 12,50% per programmi di attivita’ realizzati in tre Paesi terzi
o Stati membri non produttori da organizzazioni di operatori
riconosciute di almeno due Stati membri produttori, nei settori di
cui all’art. 4, comma 1, lettere d) ed e), del Decreto;
c) 25% per le altre attivita’ dei programmi realizzati in 3 Paesi
terzi o Stati membri non produttori negli altri settori di cui
all’art. 4, comma 1, del Decreto.
4. Per consentire alle Regioni e alle Province autonome la migliore
programmazione degli interventi nei settori di competenza, e’
riportata nella tabella di cui all’allegato n. 2 del Decreto la
ripartizione delle risorse finanziarie.
5. L’adeguamento degli importi finanziari richiesti per le
attivita’ di cui all’art. 4, comma 1, lettere b) e c) del Decreto,
alla disponibilita’ di spesa di cui all’allegato 2, e’ effettuato
dalle rispettive Regioni o Province autonome, ed e’ comunicato al
Comitato di cui all’art. 6 del Decreto.
6. Al fine di assicurare il completo utilizzo delle risorse
disponibili, nel caso in cui gli importi di cui all’allegato 2 del
Decreto, assegnati alle attivita’ ammissibili da realizzare nei
settori di cui all’art. 4, comma 1, lettere a), d) ed e), del
Decreto, risultino eccedenti rispetto al fabbisogno dei programmi
presentati, il Comitato procede alla ripartizione di tali risorse fra
le Regioni e le Province autonome, secondo i parametri percentuali di
cui alla colonna 2 della tabella dell’Allegato 2. Allo stesso modo,
il Comitato procede per ripartire le risorse eccedenti rispetto al
fabbisogno delle attivita’ da realizzare nei settori di cui all’art.
4, comma 1, lettere b) e c), attribuite ad una o piu’ Regioni o
Province autonome, sempre nel rispetto delle percentuali riportate
nella colonna 2 della tabella del richiamato allegato 2.

Art. 8.

Diffusione delle informazioni

1. In applicazione dell’art. 18, paragrafo 5, e dell’art. 13,
paragrafo 4, del Regolamento, la diffusione dei dati raccolti e degli
studi elaborati nell’ambito delle attivita’ realizzate e’ effettuata
come indicato all’allegato 1 del Decreto.

Art. 9.

Controlli

1. Il Ministero, negli ambiti di competenza, esercita il controllo
sulle organizzazioni di operatori di cui all’art. 3 del Decreto, ad
intervalli regolari ed almeno una volta ogni due anni, per verificare
la permanenza delle condizioni richieste per il riconoscimento.
2. Il Ministero procede, previa diffida, alla revoca del
riconoscimento, nei casi previsti all’art. 3, paragrafi 3 e 5, del
Regolamento, nonche’ nei seguenti casi:
a) perdita di uno o piu’ requisiti previsti per il riconoscimento;
b) gravi infrazioni delle norme vigenti e statutarie;
c) irregolarita’ gravi in ordine alla gestione dell’associazione
di organizzazioni di produttori o dell’organizzazione
interprofessionale o di altre organizzazioni di operatori a carattere
nazionale, tali da impedire la corretta realizzazione dei programmi
di attivita’ di cui all’art. 4 del Decreto.
3. Le procedure e le decisioni di cui ai commi 1 e 2 sono
analogamente applicate dalle Regioni e dalle Province autonome nei
confronti delle organizzazioni di operatori riconosciute, ai sensi
dell’art. 3, comma 1, lettere b) e c) del Decreto.
4. Alle irregolarita’ accertate nell’attuazione dei programmi di
attivita’, si applicano le misure previste dall’art. 16 del
Regolamento.
5. Gli altri controlli, previsti dal Regolamento, sono svolti
dall’Organismo pagatore AGEA.

Art. 10.

Abrogazioni

1. Il secondo capoverso del comma 3, dell’art. 3 del decreto
ministeriale del 30 gennaio 2006, prot. 31, e’ soppresso.
Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione.
Il presente decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione.
Roma, 23 gennaio 2009
Il Ministro: Zaia
Registrato alla Corte dei conti il 2 febbraio 2009 Ufficio di
controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive, registro n.
1, foglio n. 55

Allegato 1
Attivita’ ammissibili
Le attivita’ ammissibili, di seguito specificate, devono
rispettare anche i criteri di demarcazione previsti nei singoli
Programmi Regionali di Sviluppo Rurale.
1. Monitoraggio e gestione amministrativa del mercato nel settore
dell’olio d’oliva e delle olive da tavola.
1.a) Raccolta ed elaborazione delle seguenti tipologie di
informazioni relative al settore, e al mercato, effettuate in maniera
organizzata ed integrata:
1.a.1 Monitoraggio del settore e dell’offerta disponibile
dell’olio di oliva.
1.a.2 Monitoraggio del settore e dell’offerta disponibile delle
olive da tavola.
Le suddette attivita’ devono essere conformi alle seguenti
specifiche di dati rilevati, di metodo, di rappresentativita’
geografica e di precisione.
Le attivita’ di cui al punto 1.a.1 devono consentire almeno la
raccolta delle seguenti informazioni:
A. per le aziende agricole: la quantita’ complessiva e la
qualita’ della produzione disponibile all’inizio della campagna,
specificando la quantita’ destinata all’autoconsumo; la variazione
della disponibilita’ del prodotto per quantita’ e qualita’; la
rilevazione delle quantita’ e dei prezzi di vendita nei diversi
mercati di sbocco; la raccolta di informazioni statistiche relativa
anche ai prezzi e alle quantita’ degli oli e la destinazione in base
ai canali di commercializzazione utilizzati (consumatori,
ristorazione, intermediari commerciali, confezionatori, industria);
dati strutturali socio-economici e congiunturali finalizzati a
migliorare la conoscenza delle dinamiche e delle tendenze del
comparto nel breve, medio e lungo periodo. Tutte le informazioni
devono essere distinte per categorie convenzionali e produzioni
destinate a certificazioni (Dop, Igp, Bio, produzione integrata);
B. per i frantoi: la quantita’ e la qualita’ delle rimanenze
finali della precedente campagna. Su base mensile, la quantita’ di
olive lavorate e di olio prodotto, specificando la percentuale di
lavorazione per conto terzi, la quantita’ di olio restituita ai
terzi, la variazione della disponibilita’ del prodotto per quantita’
e qualita’; la raccolta di informazioni statistiche relative alla
destinazione degli oli in base alle vendite dirette ai clienti finali
(consumatori e ristorazione) e intermedi (intermediari commerciali,
confezionatori, industria); quantita’ di sansa prodotta e
destinazione suddivisa tra vendita a sansifici e utilizzo diretto,
destinazione dell’acqua di vegetazione prodotta. Tutte le
informazioni devono essere distinte per categorie convenzionali e
produzioni destinate a certificazioni (Dop, Igp, Bio, produzione
integrata);
C. per i sansifici: su base mensile, la quantita’ di sansa
lavorata e la quantita’ di olio di sansa greggia ottenuta; la
quantita’ di sanse esauste ottenute e loro destinazione; la
variazione su base mensile della disponibilita’ del prodotto e dei
residui di lavorazione; la raccolta di informazioni statistiche
relative alla tipologia di operatori destinatari del prodotto
(raffinerie esterne ed interne, intermediari commerciali operanti sul
mercato interno e sul mercato internazionale);
D. per le raffinerie: su base mensile, la quantita’ di olio
lavorato per categoria specificando la percentuale di materia prima
importata; la variazione della disponibilita’ del prodotto per
categoria; la raccolta di informazioni statistiche relative alla
tipologia di operatori destinatari del prodotto (confezionatori
interni ed esterni, intermediari commerciali operanti sul mercato
interno e sul mercato internazionale);
E. per i confezionatori: la quantita’ e la qualita’ delle
rimanenze finali della precedente campagna. Su base mensile,
quantita’ di olio lavorato per categoria specificando la percentuale
di materia prima importata (per categoria); l’andamento su base
mensile della disponibilita’ del prodotto per categoria; la raccolta
di informazioni statistiche relative alla tipologia di operatori
destinatari del prodotto (distribuzione moderna, dettaglio
tradizionale intermediari commerciali operanti sul mercato interno e
sul mercato internazionale). Tutte le informazioni devono essere
distinte per categorie convenzionali e produzioni certificate (Dop,
Igp, Bio, produzione integrata).
Per le attivita’ di cui al punto 1.a.1, i criteri per la
composizione e selezione del campione sono:
A. per le aziende agricole la numerosita’ del campione deve
essere compresa tra l’1 % ed il 2% dell’universo della propria base
associativa, per ciascuna Regione. Il campione, rappresentativo delle
diverse classi dimensionali (tabella 1) deve essere costituito da
aziende con una superficie olivetata superiore o uguale ad 1 ettaro;
B. per i frantoi la numerosita’ del campione deve essere pari ad
almeno il 20% dell’universo della base associativa, costituito da
operatori attivi in ciascuna campagna del programma. Dal campione
dovranno essere esclusi i frantoi che operano esclusivamente conto
terzi e che non dispongono di stoccaggio. I frantoi selezionati
devono disporre di una capacita’ di lavorazione media giornaliera di
q.li 100 di olive, riferita agli ultimi due anni, o con una
produzione media annua superiore a q.li 1000 di olio. Il campione
selezionato deve essere rappresentativo dell’universo di riferimento
per collocazione geografica, per classe dimensionale (intesa come
capacita’ olive lavorate in 8 ore) e per caratteristiche tecnologiche
(pressione, ciclo continuo e percolante);
C. per i sansifici la numerosita’ del campione deve essere pari
almeno al 30% degli impianti attivi a livello nazionale;
D. per le raffinerie la numerosita’ del campione deve essere pari
almeno al 30% degli impianti attivi a livello nazionale;
E. per i confezionatori la numerosita’ del campione deve essere
pari almeno al 40% degli associati ad una Organizzazione di operatori
nazionale; la totalita’ degli operatori del campione deve aver
confezionato e venduto almeno 150.000 tonnellate di olio di oliva
nella campagna precedente.
Le attivita’ di cui al punto 1.a.2 devono consentire almeno la
raccolta delle seguenti informazioni:
A. per le aziende agricole: la quantita’ e la qualita’ di olive
prodotte e vendute, e relativi prezzi di vendita; la raccolta di
informazioni statistiche relative alla destinazione delle olive
(fresche o trasformate) in base ai canali di commercializzazione
utilizzati (consumatore, ristorazione, intermediari commerciali,
confezionatori, industria); dati strutturali, socio-economici e
congiunturali finalizzati a migliorare la conoscenza delle dinamiche
e delle tendenze del comparto nel breve, medio e lungo periodo. Tutte
le informazioni devono essere distinte per categorie convenzionali e
produzioni certificate (Dop, Bio, produzione integrata);
B. per gli impianti di prima lavorazione: su base mensile, la
quantita’ di prodotto lavorato, distinto per categoria e tecnologia
di lavorazione, la destinazione dei reflui, la variazione della
disponibilita’ della produzione per quantita’ e categoria. La
raccolta di informazioni statistiche relative alla destinazione delle
olive in base ai canali di commercializzazione utilizzati
(consumatore, ristorazione, intermediari commerciali, confezionatori,
industria). Tutte le informazioni devono essere distinte per
categorie convenzionali e produzioni certificate (Dop, Bio,
produzione integrata);
C. per i confezionatori: rimanenze della campagna precedente e su
base mensile le quantita’ di olive confezionate per categoria
specificando la percentuale di materia prima importata; la variazione
mensile della disponibilita’ del prodotto per categoria; la raccolta
di informazioni statistiche relative alla tipologia di operatori
destinatari del prodotto (distribuzione moderna, dettaglio
tradizionale intermediari commerciali operanti sul mercato interno e
sul mercato internazionale). Tutte le informazioni devono essere
distinte per categorie convenzionali e produzioni certificate (Dop,
Bio e produzione integrata).
Per le attivita’ di cui al punto 1.a.2 i criteri per la
composizione e selezione del campione sono:
A. per le aziende agricole la numerosita’ del campione deve
essere compresa tra il 1% ed il 2% dell’universo dei produttori di
olive da mensa della propria base associativa, per ciascuna Regione.
Il campione, rappresentativo delle diverse classi dimensionali
(tabella 1) deve essere costituito da aziende con una superficie
olivetata superiore o uguale ad 1 ettaro;
B. per gli impianti di prima lavorazione il campione deve essere
selezionato tra le imprese che dispongono di una capacita’ di
lavorazione e stoccaggio di almeno 200 q.li di olive;
C. per i confezionatori la numerosita’ del campione deve essere
pari ad almeno il 30% dell’universo degli operatori attivi in Italia
con una produzione superiore ai 200 quintali.
1.b) L’elaborazione di studi – esclusivamente nel caso in cui il
programma preveda gia’ la raccolta di dati di cui alle specifiche dei
punti precedenti – riguardanti aspetti correlati alle altre attivita’
previste dal programma dell’organizzazione di operatori del settore
oleicolo di cui trattasi.
Il Ministero, o un ente da esso delegato, provvede al
coordinamento delle metodologie di rilevazione, elaborazione e
trasmissione delle informazioni
Tutte le attivita’ di monitoraggio devono prevedere un flusso
continuativo di dati che devono confluire nel sistema informativo –
SIAN – secondo le modalita’ definite dal Ministero o da ente
delegato.
I risultati delle attivita’ di monitoraggio e gli studi elaborati
sono resi accessibili a tutti gli operatori della filiera mediante la
pubblicazione sui siti internet istituzionali.
Inoltre i dati raccolti e gli studi elaborati, come previsto dal
comma 4 dell’art. 13 del Regolamento, devono essere pubblicati sul
sito internet dell’Organizzazione degli Operatori.
2. Miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura.
2.a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto
valore ambientale ovvero a rischio di abbandono con connessa
assistenza tecnica.
Detta azione deve essere attuata in conformita’ alle seguenti
condizioni e criteri oggettivi:
realizzazione di programmi locali di manutenzione degli oliveti
ad elevato valore ambientale ovvero a rischio di abbandono. Gli
operatori agricoli si devono impegnare ad effettuare le attivita’
necessarie per il recupero, il mantenimento e la salvaguardia degli
oliveti coinvolti. In particolare si prevedono opere di straordinaria
manutenzione degli oliveti degradati: terrazzamenti, ciglionamenti,
muretti a secco, potatura di riforma e di recupero;
le zone potenzialmente ammissibili caratterizzate da una
situazione orografica difficile (per elevate pendenze ed altitudine
dei terreni) e per almeno due dei seguenti elementi: eta’ degli
oliveti superiore ai 50 anni, esemplari di particolare interesse
(eta’ plurisecolare, grande dimensione), presenza di particolari
sistemazioni idraulico-agrarie del terreno, varieta’ a rischio di
estinzione ovvero di abbandono;
il progetto complessivo dovra’ essere applicato annualmente su
almeno 10 ettari di superficie e coinvolgere almeno 5 produttori.
2.b) Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura,
basate su criteri ambientali adattati alle condizioni locali, nonche’
la loro diffusione presso gli olivicoltori e il monitoraggio della
loro applicazione pratica.
Per tale azione i progetti devono prevedere l’adesione dei
produttori olivicoli ad un programma che assicuri il supporto e
l’applicazione pratica di disciplinari di produzione collettivi
basati su criteri ambientali, ivi comprese eventuali certificazioni
ambientali riconosciute e di sistemi di coltivazione a basso impatto
ambientale.
2.c) Dimostrazione pratica di tecniche alternative all’impiego di
prodotti chimici per la lotta alla mosca dell’olivo.
Per tale azione i progetti devono prevedere attivita’ dimostrative
finalizzate a diffondere l’introduzione, tra i produttori, di
tecniche di lotta alternative di tipo biologico, biotecnico e con
biocidi naturali.
2.d) Dimostrazione pratica di tecniche olivicole finalizzate alla
protezione dell’ambiente e al mantenimento del paesaggio.
Su tale azione sono ammissibili i progetti che prevedono attivita’
dimostrative dirette:
1. alla diffusione di tecniche di coltivazione, di raccolta e di
trasformazione a basso impatto ambientale.
2. al restauro di olivi ad alto valore ambientale e
paesaggistico.
3. al recupero ovvero al riutilizzo dei sottoprodotti
dell’industria olearia.
2.e) Inserimento di dati ambientali nel Sistema d’informazione
geografica degli oliveti di cui all’articolo 20 del regolamento (CE)
n. 1782/03.
I progetti hanno lo scopo principale di completare le informazioni
gia’ contenute nel s.i.g. (sistema integrato geografico di
riferimento) e devono prevedere la raccolta, la trasmissione e
l’inserimento nel sistema degli elementi di profilo ambientale che
caratterizzano una specifica area territoriale gia’ identificata
geograficamente (nel s.i.g.), riguardanti uliveti che presentano
almeno due delle seguenti caratteristiche:
alto valore storico-culturale e/o paesaggistico;
presenza di muretti a secco o bordure;
presenza di varieta’ pregiate a rischio di estinzione;
presenza di ulivi secolari (eta’);
situati in terreni ad alto rischio di erosione;
situati in aree ad alto tassi di inquinamento dell’aria e/o acqua
e/o suolo.
3. Miglioramento della qualita’ della produzione di olio d’oliva e
delle olive da tavola.
3.a) Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in
particolare con la lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di
consegna e di magazzinaggio delle olive prima della trasformazione e
connessa assistenza tecnica. Programmi specifici possono riguardare
il settore delle olive da tavola.
I programmi devono prevedere almeno uno dei seguenti interventi:
miglioramento delle condizioni di coltivazione di tutte le fasi
del ciclo dell’olivo, con particolare riferimento al monitoraggio ed
al controllo della mosca con mezzi di lotta integrata anche con
riferimento a sistemi alternativi a quelli chimici.
raccolta dalla pianta nei periodi ottimali, per varieta’ ed
areali di coltivazione attraverso l’introduzione di indici di
maturazione e di qualita’ oggettivi (forza di distacco, cascola,
contenuto in olio, analisi sensoriale e fenoli dell’olio). Le azioni
devono prevedere attivita’ di dimostrazione, di aggiornamento e di
applicazione a livello aziendale;
diffusione dell’impiego di attrezzature e mezzi di raccolta
tecnologicamente avanzati mediante attivita’ dimostrative o
applicazione collettiva, prevedendo anche l’ adattamento degli
uliveti con adeguate tecniche di potatura;
magazzinaggio e consegna delle olive all’impianto di
trasformazione entro 48 ore dalla raccolta, utilizzando con l’uso di
contenitori a pareti rigide e fessurate.
3.b) Il miglioramento varietale degli oliveti in singole aziende,
a condizione che gli tali interventi contribuiscano al conseguimento
degli obiettivi del programma di attivita’.
Gli interventi devono essere diretti al miglioramento della
qualita’ dell’olio d’oliva o delle olive da tavola. Nuovi impianti, a
scopo dimostrativo e non finalizzati all’aumento diretto della
produzione, possono essere realizzati su una superficie non superiore
a 5 ettari nel comprensorio di riferimento.
3.c) Miglioramento delle condizioni di magazzinaggio e di
valorizzazione dei residui della produzione dell’olio d’oliva e delle
olive da tavola.
I programmi devono essere incentrati sull’utilizzo dei residui
colturali, delle acque di vegetazione per fertirrigazione, delle
sanse come ammendante, come compost, come energia, come combustibile
nonche’ come substrato per l’estrazione di composti dotati di
attivita’ biologica. Si possono prevedere progetti dimostrativi
finalizzati al recupero e riutilizzo dei sottoprodotti dell’azienda
agricola e dell’industria di trasformazione olivicola-olearia anche
mediante la costituzione di filiere energetiche con le aziende
olivicole.
3.d) Assistenza tecnica all’industria di trasformazione oleicola
per quanto riguarda aspetti inerenti alla qualita’ dei prodotti.
I programmi devono prevedere almeno uno dei seguenti aspetti:
Assistenza tecnica per la risoluzione delle problematiche che
pregiudicano la qualita’ dell’olio;
Programmazione della raccolta in relazione alla capacita’ degli
impianti di trasformazione per permettere una immediata lavorazione
delle olive, da effettuarsi entro 24-48 ore dalla raccolta;
Impiego di macchine e attrezzature che assicurano il
miglioramento della qualita’ dell’olio.
3.e) Costituzione e miglioramento dei laboratori di analisi delle
caratteristiche organolettiche e fisico chimiche degli oli di oliva
vergini.
I programmi prevedono la costituzione ex novo di laboratori di
analisi a norma di legge e l’adeguamento ed ammodernamento di
laboratori gia’ esistenti.
3.f) Formazione di assaggiatori per l’analisi sensoriale dell’olio
di oliva vergine.
I programmi devono mirare alla formazione di assaggiatori
qualificati per il controllo organolettico dell’olio di oliva
vergine. I corsi devono essere preventivamente autorizzati dalla
Regione di competenza.
Si possono prevedere anche sessioni formative, con finalita’
preliminare di reclutamento di assaggiatori, anche attraverso
attivita’ divulgativa e prove dimostrative di assaggio, del metodo
sensoriale per il controllo delle caratteristiche organolettiche
degli oli di oliva.
4. Tracciabilita’, certificazione e tutela della qualita’
dell’olio d’oliva e delle olive da tavola.
4.a) Progettazione e realizzazione di sistemi di rintracciabilita’
di filiera certificati ai sensi della norma UNI EN ISO 22005:08 e
conformi al Reg. (CE) 178/2002.
I sistemi devono consentire di rintracciare la provenienza delle
olive e dell’olio nei diversi stadi della filiera a partire dalle
particelle olivetate fino alla consegna al cliente.
I programmi devono prevedere la creazione di sistemi di
rintracciabilita’, con adeguata assistenza tecnica, e possono
comprendere le analisi e la fornitura di attrezzature per la corretta
gestione del sistema.
4.b) Realizzazione ed applicazione pratica di sistemi di
certificazione volontaria della qualita’ basati su un sistema di
analisi del rischio e di punti critici di controllo.
Per gli impianti di trasformazione e di confezionamento si possono
applicare i seguenti standards: GSFS / IFS / ISO 22000. Per le
aziende agricole si puo’ introdurre lo standard Global Gap.
4.c) Realizzazione di sistemi di etichettatura innovativi che
consentano di riportare al consumatore le informazioni tracciate nei
sistemi di cui al punto 4a).
4.d) Progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di
controllo del rispetto delle norme di autenticita’, qualita’ e
commercializzazione dell’olio di oliva e delle olive da mensa immessi
sul mercato.
5. Diffusione di informazioni sulle attivita’ svolte dalle
organizzazioni di operatori nei campi di cui ai punti 1, 2, 3, 4.
5.a) diffusione di informazioni sulle attivita’ svolte dalle
organizzazioni di operatori nei campi di cui ai punti 1, 2, 3 e 4.
5.b) creazione di un sito Internet e sua gestione sulle attivita’
svolte dalle organizzazioni di operatori nei campi di cui ai punti 1,
2, 3 e 4, limitatamente alle Organizzazioni che non hanno gia’
beneficiato di finanziamenti nei programmi precedenti aventi la
stessa finalita’.

TABELLA 1
=====================================================================
Classi dimensionali – olio di | Classi dimensionali – oliva da
oliva | tavola
=====================================================================
1- da 1 a 2 ettari | 1- da 1 a 2 ettari
———————————————————————
2- da 2 a 3 ettari | 2- da 2 a 3 ettari
———————————————————————
3- da 3 a 5 ettari | 3- da 3 a 5 ettari
———————————————————————
4- da 5 a 10 ettari | 4- oltre 5 ettari
———————————————————————
5- da 10 a 20 ettari |
———————————————————————
6- da 20 a 30 ettari |
———————————————————————
7- da 30 a 50 ettari |
———————————————————————
8- da 50 a 100 ettari |
———————————————————————
9- oltre 100 ettari |

Allegati

—-> Vedere da pag. 44 a pag. 49 <----

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 23 gennaio 2009

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