MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 27 marzo 2008 | Architetto.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 27 marzo 2008

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 27 marzo 2008 - Riforma dei centri autorizzati di assistenza agricola. (GU n. 106 del 7-5-2008 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 27 marzo 2008

Riforma dei centri autorizzati di assistenza agricola.

Capo IDisposizioni generali

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il regolamento (CE) n. 885/2006 che stabilisce modalita’
d’applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005, per quanto riguarda
la procedura di liquidazione dei conti Feaog, sezione «garanzia» ed
in particolare il punto 4 dell’allegato contenente linee direttrici
per i criteri per il riconoscimento degli organismi pagatori;
Visto il decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, recante
l’istituzione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a
norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, cosi’ come
modificato dal decreto legislativo 15 giugno 2000, n. 188;
Visto in particolare l’art. 3-bis del citato decreto legislativo
n. 165/1999;
Visto il decreto ministeriale 27 marzo 2001 che definisce i
requisiti minimi di garanzia e di funzionamento per le attivita’ dei
centri autorizzati di assistenza agricola;
Visti gli artt. 13 e 14 del decreto legislativo 29 marzo 2004,
n. 99 e successive modifiche ed integrazioni;
Considerato opportuno modificare la normativa sul funzionamento dei
centri autorizzati di assistenza agricola al fine di migliorare la
trasparenza, l’efficacia e l’efficienza delle attivita’ degli stessi
svolta a favore delle imprese agricole;
Vista la nota dell’Autorita’ garante della concorrenza e del
mercato n. 43555 del 21 novembre 2007, con la quale l’Autorita’ ha
esaminato i rapporti tra i CAA e la prestazione di servizi di
consulenza a soggetti beneficiari di aiuti comunitari;
Vista l’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nella
seduta del 26 marzo 2008;

Decreta:

Art. 1.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende:
a) per «decreto n. 165/1999» il decreto legislativo 27 maggio
1999, n. 165, modificato dal decreto legislativo 15 giugno 2000,
n. 188;
b) per «societa’ richiedenti» le societa’ di capitali costituite
dai soggetti abilitati all’istituzione dei centri autorizzati di
assistenza agricola, di cui all’art. 3-bis, comma 2, del decreto
n. 165/1999, che hanno presentato richiesta di autorizzazione allo
svolgimento delle attivita’ di cui al medesimo art. 3-bis;
c) per «Caa» ovvero «Centro autorizzato di assistenza agricola»
la societa’ richiedente, che abbia ottenuto, previa verifica dei
requisiti minimi di garanzia e di funzionamento, ai sensi
dell’art. 3-bis, del decreto legislativo n. 165/1999,
l’autorizzazione da parte della regione competente per territorio. Il
Caa puo’ operare, ai sensi e per gli effetti del comma 1
dell’art. 3-bis del decreto legislativo n. 165/1999, previa stipula
delle convenzioni di cui all’art. 2, lettere a) e b) del presente
decreto;
d) per «organizzazioni agricole maggiormente rappresentative» ai
sensi del decreto n. 165/1999, art. 4, comma 2, si intendono quelle
rappresentate in seno al CNEL e presenti in almeno cinque regioni con
strutture organizzate che garantiscano idonea capacita’ operativa ai
sensi del successivo art. 7;
e) per «associazioni dei produttori e lavoratori» di cui
all’art. 3-bis, comma 2, del decreto n. 165/1999, si intendono le
associazioni con finalita’ statutarie proprie degli organismi
sindacali o di categoria operanti nel settore, rappresentate in seno
al CNEL;
f) per «associazioni di liberi professionisti» si intendono le
associazioni costituite mediante atto registrato, tra soggetti
abilitati all’esercizio di un’attivita’ professionale di cui
all’art. 2229, del codice civile, che comprenda ordinariamente lo
svolgimento di funzioni riferibili a quelle proprie del Caa.

Capo IDisposizioni generali

Art. 2.
Attivita’ del Caa

1. Il Caa, puo’ svolgere:
a) le attivita’ di servizio di cui all’art. 3-bis, comma 1,
lettere a), b), c), del decreto n. 165/1999, sulla base di specifiche
convenzioni sia con l’organismo di coordinamento sia con gli
organismi pagatori, a meno che dette attivita’ di servizio non siano
assegnate in via esclusiva dalla normativa comunitaria o nazionale ad
altri soggetti;
b) ulteriori servizi e attivita’, sulla base di specifiche
convenzioni con le regioni, le province autonome e altri soggetti
pubblici secondo quanto previsto dall’art. 3-bis, comma 4, del
decreto n. 165/1999;
c) nella fase istruttoria delle istanze relative all’esercizio
dell’attivita’ agricola presentate ai sensi dell’art. 14, comma 6,
del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 e successive modifiche
ed integrazioni, l’attivita’ di verifica della completezza
documentale, con particolare riguardo a:
gli adempimenti delle imprese agricole previsti dalla normativa
comunitaria e nazionale in materia di sicurezza alimentare e di
igiene degli alimenti, nei limiti di applicabilita’ al settore
agricolo di tale normativa;
le istanze di concessione alle imprese agricole dei contributi
sui premi assicurativi e degli interventi compensativi, nonche’ la
sottoscrizione di polizze assicurative collettive, di cui al decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 102.
l’adempimento degli obblighi in materia di tutela del
territorio e di salvaguardia dell’ambiente.
2. Per le attivita’ previste dal comma 1, lettere a) e b), il Caa
ha, in particolare, la responsabilita’ della identificazione del
produttore e dell’accertamento dell’esistenza del titolo di
conduzione dell’azienda, della corretta immissione dei dati, del
rispetto per quanto di competenza delle disposizioni comunitarie,
nonche’ la facolta’ di accedere alle banche dati del SIAN
esclusivamente per il tramite di procedure di interscambio dati.
3. Le convenzioni devono necessariamente recare una clausola
risolutiva espressa che, ai sensi dell’art. 1456 del codice civile,
disponga la risoluzione delle medesime qualora, a seguito
dell’attivita’ di vigilanza di cui al successivo art. 11, venga
accertata in capo al CAA ed alle societa’ di cui esso si avvale la
carenza dei requisiti di cui agli art. 7 e 8 del presente decreto.
Della risoluzione della convenzione viene data comunicazione alla
regione o provincia autonoma che ha concesso l’autorizzazione.

Capo IIRequisiti minimi di garanzia e di funzionamento

Art. 3.
Oggetto sociale

1. Lo statuto delle societa’ richiedenti deve prevedere, nelle
disposizioni riguardanti l’oggetto sociale, lo svolgimento delle
attivita’ di cui all’art. 2, lettera a). Le altre attivita’ previste
nell’oggetto sociale e quelle effettivamente svolte devono comunque
essere, per contenuto e per funzione, compatibili con lo svolgimento
delle funzioni del Caa.

Capo IIRequisiti minimi di garanzia e di funzionamento

Art. 4.
Societa’ richiedenti

1. Il capitale sociale delle societa’ richiedenti non puo’ essere
inferiore a 51.646 euro a meno che il codice civile o altra legge
speciale prevedano, in funzione di diversi presupposti legislativi
riferibili alle societa’ predette, un capitale minimo di maggiore
importo. In ogni caso il capitale deve risultare interamente versato.
2. Le quote o le azioni del Caa e delle societa’ di cui esso si
avvale possono essere trasferite, applicando la vigente disciplina
del codice civile, solo tra soggetti abilitati alla costituzione dei
Caa. Le operazioni di fusione e di scissione societaria relative al
Caa possono essere attuate solo tra societa’ in possesso della
qualifica di Caa.

Capo IIRequisiti minimi di garanzia e di funzionamento

Art. 5.
Garanzia

1. Al fine di garantire il riconoscimento dei danni diretti ed
indiretti, eventualmente provocati nello svolgimento delle attivita’,
sia agli organismi pagatori che agli utenti le societa’ richiedenti
devono stipulare con imprese di assicurazioni una polizza di
assicurazione per la responsabilita’ civile, con massimale di rischio
coperto pari a Euro 2.065.827,60. Gli organismi pagatori o la
regione, in relazione al numero, alla consistenza degli utenti
assistiti e al volume degli aiuti connesso alle domande presentate,
possono richiedere un aumento della garanzia prestata.
2. Il Caa e l’impresa di assicurazione di cui al comma precedente
sono tenuti a dare immediata comunicazione alle regioni ed alle
province autonome responsabili della vigilanza, nonche’ all’AGEA e
agli OP interessati, di ogni circostanza che comporti il
ridimensionamento ovvero la cessazione o il venir meno della garanzia
assicurativa. In ogni caso il ridimensionamento non puo’ comportare
la definizione di un massimale di rischio coperto inferiore a
2.065.827,60 euro.
3. L’AGEA definisce lo schema tipo della polizza di assicurazione
di cui al precedente com…

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