MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 30 luglio 2009 | Architetto.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 30 luglio 2009

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 30 luglio 2009 - Interruzione temporanea della pesca. (09A10148) (GU n. 191 del 19-8-2009 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 30 luglio 2009

Interruzione temporanea della pesca. (09A10148)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963 e successive modifiche
concernente la disciplina della pesca marittima ed, in particolare,
l’art. 32 che attribuisce al Ministro la possibilita’ di emanare
norme per la disciplina della pesca al fine di adeguarla alle
indicazioni provenienti dalla ricerca scientifica;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, recante «Norme
di attuazione della legge 7 marzo 2003, n. 38, in materia di pesca
marittima»;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, recante
«Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura, a norma
dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante «Regolamento di esecuzione alla legge n. 963/1965»;
Visto il regolamento (CE) n. 1198/06 del 27 luglio 2006, relativo
al Fondo europeo per la pesca e il regolamento (CE) n. 498/2007, che
definiscono modalita’ e condizioni delle azioni strutturali
comunitarie nel settore della pesca;
Visto il Programma operativo approvato dalla Commissione europea
con decisione n. C(2007) 6792 del 19 dicembre 2007 ed i Piani di
gestione redatti ai sensi degli articoli 21, 26, 37 e 41 del
regolamento (CE) 1198/2006 e degli articoli 18 e 19 del regolamento
(CEE) 2847/1993;
Considerato che i suddetti Piani di gestione prevedono che la
misura arresto temporaneo sia effettuata per un periodo ottimale di
quarantacinque giorni continuativi nei periodi specificamente
indicati per ciascuna area geografica di riferimento (GSA);
Visto il regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione europea,
relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli
aiuti de minimis nel settore della pesca e recante modifica del
regolamento (CE) 1860/2004;
Visto il regolamento (CE) n. 1967/06, del 21 dicembre 2006 relativo
alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse
della pesca nel mare Mediterraneo (di seguito Regolamento
Mediterraneo) e recante modifica del regolamento (CEE) n. 2847/1993 e
che abroga il regolamento (CE) n. 1626/1994;
Visti gli articoli 9 e 14 del sopra citato Regolamento Mediterraneo
che dispongono, a partire dal 31 maggio 2010, l’obbligatorieta’ di
utilizzare la maglia quadrata della dimensione minima di 40 mm per le
reti trainate;
Vista la legge 28 gennaio 2009, n. 2, recante «Conversione in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro,
occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il
quadro strategico nazionale» e il relativo decreto di attuazione;
Considerato che alla data del 31 maggio 2010 cesseranno, ai sensi
dell’art. 14 del Regolamento Mediterraneo, le deroghe transitorie
alla dimensione minima delle maglie e alla distanza dalla costa per
l’uso degli attrezzi da pesca;
Considerato che le predette disposizioni eviteranno ulteriori
aumenti dei tassi di mortalita’ del novellame e ridurranno l’entita’
dei rigetti in mare di organismi marini morti da parte dei
pescherecci;
Ritenuto necessario, per l’anno 2009, in conformita’ a quanto
previsto dal Programma operativo, attuare un fermo biologico
continuativo al fine di garantire un migliore equilibrio fra le
risorse biologiche e l’attivita’ di pesca, in attesa dell’entrata in
vigore delle sopra indicate disposizioni, che consentiranno
l’effettuazione di un fermo tecnico non continuativo per l’anno 2010;
Ritenuto necessario, in considerazione dei noti eventi sismici che
hanno colpito la regione Abruzzo, contemperare le esigenze di natura
biologica con quelle di carattere economico-sociale come richiesto
dai rappresentanti della regione Abruzzo;
Considerato che l’Amministrazione intende rafforzare la tutela
delle risorse biologiche attraverso l’attuazione di un piano di
adeguamento dello sforzo di pesca relativo alla piccola pesca a
strascico e, in concomitanza dell’entrata in vigore di tutte le
disposizioni del regolamento comunitario, ridurre le giornate di
pesca;
Visto il decreto 30 aprile 2009 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
25 maggio 2009, n. 119, recante delega al Sottosegretario di Stato
on. Antonio Buonfiglio in materia di pesca, acquacoltura e tutela
delle risorse marine viventi;
Sentita la Commissione consultiva centrale per la pesca marittima e
l’acquacoltura nella seduta del 17 e 21 luglio 2009;

Decreta:

Art. 1.

Interruzione temporanea della pesca

1. Le interruzioni temporanee della pesca di cui al presente
decreto riguardano le unita’ abilitate ai sistemi di pesca a
strascico e/o volante, ad esclusione delle unita’ abilitate alla
pesca oceanica che operano oltre gli stretti.

Art. 2.

Modalita’ dell’esecuzione dell’arresto temporaneo dell’attivita’ di
pesca per le unita’ abilitate alla pesca a strascico e volante

1. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, abilitate ai sistemi di
pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti marittimi
da Trieste a Bari e’ disposta l’interruzione temporanea obbligatoria
della pesca per trenta giorni consecutivi dal 3 agosto al 1 settembre
2009 ad esclusione delle unita’ iscritte nei Compartimenti marittimi
di Ortona e Pescara per le quali e’ disposta l’interruzione
obbligatoria dal 15 agosto al 13 settembre 2009.
2. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, abilitate ai sistemi di
pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti marittimi
da Brindisi a Imperia e’ disposta l’interruzione temporanea
obbligatoria della pesca per trenta giorni consecutivi dal 31 agosto
al 29 settembre 2009.
3. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, abilitate ai sistemi di
pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti marittimi
della Sicilia e della Sardegna deve essere disposta, con
provvedimento delle competenti regioni, una interruzione temporanea
obbligatoria della pesca per trenta giorni consecutivi.
4. Entro il giorno di inizio del fermo di cui ai precedenti comma,
devono essere depositati presso l’Autorita’ marittima nella cui
giurisdizione e’ effettuata l’interruzione, a cura dell’armatore, i
documenti di bordo dell’unita’ che effettua l’interruzione e, per
quelle unita’ per le quali sia stato rilasciato, anche il libretto di
controllo dell’imbarco e del consumo del combustibile.
5. Effettuata la consegna dei documenti di bordo l’unita’ puo’
essere trasferita in altro porto, per l’esecuzione di operazioni di
manutenzione ordinaria e straordinaria, nonche’ di operazioni
tecniche per il rinnovo dei certificati di sicurezza, previo sbarco
delle attrezzature da pesca e preventiva autorizzazione
dell’Autorita’ marittima presso la quale e’ effettuato il fermo di
emergenza temporaneo.
6. L’autorizzazione al trasferimento e’ rilasciata per il tempo
strettamente necessario per raggiungere il luogo ove saranno eseguite
le operazioni.

Art. 3.

Modalita’ di esecuzione

1. Durante il periodo di interruzione temporanea della pesca di cui
agli articoli 2 e 5 e’ fatto divieto di esercitare l’attivita’ di
pesca, nelle acque del compartimento in cui si attua la misura, anche
alle navi da pesca provenienti da altri compartimenti abilitate ai
sistemi di pesca interessati. La violazione del presente divieto e’
punita in base alla normativa vigente.
2. Le navi da pesca che operano in aree diverse dai compartimenti
di iscrizione possono effettuare l’interruzione temporanea nel
periodo previsto in tali aree, previa comunicazione scritta
all’ufficio di iscrizione della nave entro cinque giorni precedenti
l’interruzione ivi prevista e possono svolgere operazioni commerciali
e tecniche nei porti di iscrizione o di base logistica ottemperando
alle disposizioni impartite dell’Autorita’ marittima per il transito
nell’areale in fermo.
3. Le navi abilitate all’esercizio con altri sistemi di pesca,
oltre allo strascico e/o volante, nonche’ quelle autorizzate al
pesca-turismo possono optare per la continuazione dell’attivita’, nel
periodo di interruzione obbligatorio, con gli attrezzi da posta,
palangari, circuizione e draga idraulica previo sbarco delle
attrezzature per lo strascico e/o volante. A tal fine l’armatore deve
darne comunicazione scritta, entro e non oltre il giorno precedente
l’inizio dell’interruzione temporanea obbligatoria, al capo del
compartimento di iscrizione o all’autorita’ marittima del porto di
base logistica. Effettuata l’opzione, le navi in questione, ad
esclusione delle unita’ che hanno optato per il pescaturismo, possono
riprendere ad operare a strascico e/o volante solo a partire
dall’inizio della nona settimana dopo la conclusione del periodo di
fermo cui avrebbero dovuto partecipare.
4. Le navi da pesca che effettuano la pesca dei gamberi di
profondita’ nello Ionio, nel Ligure, nel Tirreno e nel Canale di
Sicilia, possono effettuare l’interruzione delle attivita’ di pesca
di cui all’art. 2 del presente decreto, in maniera cumulativa al
termine del periodo di pesca del gambero, dandone comunicazione
preventiva all’Autorita’ marittima del luogo di iscrizione
dell’unita’ stessa.

Art. 4.

Misure tecniche

1. Fermo restando quanto previsto dal contratto collettivo
nazionale di lavoro in materia di riposo settimanale, in tutti i
compartimenti marittimi, e’ vietata la pesca con il sistema a
strascico e/o volante nei giorni di sabato, domenica e festivi. Con
specifico provvedimento direttoriale e’ autorizzato lo svolgimento
dell’attivita’ di pesca in coincidenza con le festivita’ natalizie,
sentite le associazioni professionali e le organizzazioni sindacali
di settore.
2. Non e’ consentito nei giorni di sabato e domenica il recupero di
eventuali giornate di inattivita’ causate da condizioni meteomarine
avverse.
3. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle navi da pesca
esercitanti il pesca-turismo, previo sbarco degli attrezzi per lo
strascico e/o volante ovvero apposizione dei sigilli da parte della
Autorita’ marittima.
4. Dall’entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 ottobre
2009 e’ vietata, nelle acque dei compartimenti marittimi
dell’Adriatico, ad eccezione di quelli di Monfalcone e di Trieste, e
dello Ionio, la pesca a strascico e/o volante entro una distanza
dalla costa inferiore alle 4 miglia ovvero con una profondita’
d’acqua inferiore a sessanta metri.
5. Il divieto di cui al comma 4 non si applica alle unita’ iscritte
in IV categoria abilitate alla pesca costiera locale entro sei miglia
dalla costa.

Art. 5.

Misure tecniche successive all’interruzione temporanea

1. Nelle otto settimane successive all’interruzione temporanea, le
unita’ iscritte nei compartimenti marittimi da Trieste a Bari che
effettuano il fermo obbligatorio, autorizzate alla pesca a strascico
e/o volante, non esercitano l’attivita’ di pesca nel giorno di
venerdi’. Non e’ consentito il recupero di eventuali giornate di
inattivita’ causate da condizioni meteomarine avverse.
2. Nelle otto settimane successive all’interruzione temporanea, le
unita’ iscritte nei compartimenti marittimi da Trieste a Ortona che
effettuano il fermo obbligatorio, autorizzate allo strascico e/o
volante oltre a non esercitare l’attivita’ di pesca nel giorno di
venerdi’, qualora richiesto dagli armatori che rappresentino almeno
il 60% delle imbarcazioni iscritte nel medesimo compartimento
abilitate ai predetti sistemi, devono effettuare un ulteriore giorno
di fermo.
3. Il fermo aggiuntivo effettuato volontariamente dagli armatori,
per una durata pari ad almeno otto giorni anche non continuativi,
consente di conseguire un punteggio supplementare nella valutazione
delle istanze di partecipazione alle misure cofinanziate dal Fondo
europeo per la pesca e gestite dall’Amministrazione ai sensi
dell’art. 3, punto III dell’accordo multiregionale per l’attuazione
degli interventi cofinanziati dal FEP nell’ambito del Programma
operativo 2007-2013 del 18 settembre 2008, secondo modalita’ da
determinarsi con successivo provvedimento.
Il presente decreto e’ trasmesso all’organo di controllo per la
registrazione, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione.

Roma, 30 luglio 2009

p. Il Ministro
Il sottosegretario di Stato
Buonfiglio

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 30 luglio 2009

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