MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 4 luglio 2011 | Architetto.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 4 luglio 2011

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 4 luglio 2011 - Invito alla presentazione di progetti di ricerca per l'attuazione del primo programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura. (11A09520) - (GU n. 166 del 19-7-2011 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 4 luglio 2011

Invito alla presentazione di progetti di ricerca per l’attuazione del
primo programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura.
(11A09520)

IL DIRETTORE GENERALE
della pesca marittima e dell’acquacoltura

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 modificato dal
decreto legge 18 maggio 2006, n. 181, con il quale e’ stato istituito
il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 recante «Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio 2009
n. 129 «Regolamento recante riorganizzazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, a norma dell’art. 74 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133»;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in
materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti;
Vista la legge n. 241 del 7 agosto 1990 e successive modificazioni
e integrazioni ed in particolare l’art. 12 secondo il quale la
concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari
e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone
ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed
alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle
forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle
modalita’ cui le amministrazioni stesse devono attenersi;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, concernente
«modernizzazione del settore pesca e acquacoltura, a norma dell’art.
1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38» che abroga la legge 17
febbraio 1982, n. 41, concernente il «Piano per la razionalizzazione
e lo sviluppo della pesca marittima»;
Visto decreto ministeriale 3 agosto 2007 con il quale e’ stato
adottato il «Primo programma nazionale triennale della pesca e
dell’acquacoltura 2007 – 2009 prorogato, da ultimo, sino al
31dicembre 2011 con l’art. 2, comma 5-novies della legge 26 febbraio
2011 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225;
Visto il regolamento (CE) n. 800/2008 della commissione del 6
agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con
il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del
trattato;
Vista la raccomandazione GFCM/35/2011/2 sullo sfruttamento del
corallo rosso del Mediterraneo, che, fra l’altro, richiede ai paesi
membri un incremento di conoscenze sulla stessa specie e sulla
gestione della raccolta, prevedendo anche un’attivita’ sperimentale
da svolgersi con lo strumento ROV;
Vista la comunicazione della commissione al Parlamento europeo e al
consiglio n. COM(2008) 40 definitivo relativa a un piano d’azione
comunitario per la conservazione e la gestione degli squali, che
riporta fra gli obiettivi quello di «approfondire le conoscenze
relative sia alla pesca degli squali che alle specie di squali e al
loro ruolo nell’ecosistema»;
Vista la nota n. 245424 del 4 marzo 2011 della Commissione europea,
avente per oggetto l’implementazione del regolamento Mediterraneo –
Regolamento (CE) n. 1967/2006 – nella quale viene evidenziata, fra
l’altro, la necessita’ di integrare le basi scientifiche per
approntare, se del caso, le modifiche alle misure gestionali proposte
riguardo ad alcune pesche speciali, attualmente non autorizzate in
alcune aree in quanto non accolta dalla stessa Commissione europea la
relativa richiesta di deroga;
Considerata la necessita’ di disporre di un quadro scientifico
aggiornato sulla diffusione delle parassitosi sui prodotti ittici,
con particolare riguardo alla diffusione delle specie di Anisakis,
potenzialmente patogeno per l’uomo, anche in linea con il regolamento
(CE) n. 178/2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali
della legislazione alimentare, istituisce l’Autorita’ europea per la
sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza
alimentare;
Considerata la necessita’ di implementare la banca dati
sull’acquacoltura attraverso l’integrazione dei dati piu’ recenti e
la riorganizzazione dei dati relativi alle annualita’ precedenti, in
linea con quanto dettato dal regolamento (CE) n. 762/2008 al fine di
realizzare ulteriori analisi in grado di evidenziare criticita’ e/o
opportunita’ di sviluppo del settore;
Ritenuto opportuno, anche in considerazione delle finalita’ del
programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura,
garantire una opportuna diffusione e dei risultati delle ricerche e
trasferimento delle conoscenze scientifiche alle diverse categorie di
operatori del settore;
Ritenuto opportuno avvalersi di un supporto tecnico scientifico
finalizzato allo sviluppo di metodi statistici idonei a stimare il
valore del margine operativo netto della flotta peschereccia
italiana, resasi indispensabile al fine di migliorare la qualita’
delle statistiche utilizzate per la valutazione del valore economico
della flotta nazionale e renderle coerenti con il sistema di
contabilita’ europea (ESA – European System of Accounts);
Ritenuto necessario determinare, oltre i criteri, le modalita’ e le
procedure per la concessione dei contributi, anche le tematiche da
affrontare, in attuazione del programma triennale della pesca
marittima e dell’acquacoltura e in considerazione degli adempimenti
comunitari sopra indicati;

Decreta:

Art. 1

1. E’ aperto l’invito a presentare progetti di ricerca finanziabili
a contributo per le attivita’ di ricerca a supporto del I Programma
nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura in acque marine e
salmastre 2007-2009, prorogato a tutto il 2011 come indicato nelle
premesse. La presentazione dei progetti e’ riservata ai soggetti
pubblici e privati regolarmente iscritti all’anagrafe nazionale delle
ricerche, istituita presso il Ministero dell’universita’ e della
ricerca scientifica.
2. I progetti presentati, dovranno risultare rispondenti agli
indirizzi strategici ed agli obiettivi enunciati nel primo programma
nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura citato nelle
premesse. In particolare, i progetti dovranno riguardare i seguenti
argomenti, afferenti alla tematica A – risorse biologiche ed alla
tematica; C – acquacoltura; D – Igiene e qualita’ dei prodotti della
pesca e dell’acquacoltura, E – economia della pesca e
dell’acquacoltura e G – attivita’ funzionale alla ricerca in pesca e
acquacoltura:
A1
Stato delle risorse dei piccoli pelagici nelle marinerie
interessate alla pesca del novellame di queste specie, ed interessate
alla definizione di piani di gestione a supporto della richiesta di
deroghe comunitarie al regolamento Mediterraneo. Introduzione di
metodi di valutazione innovativi nel rispetto della piena
applicazione dell’approccio ecosistemico, sviluppo di modelli di
valorizzazione dalla risorsa (quote) nel quadro di dinamiche
bioecomiche formalizzate.
A2
Uso del ROV (Remotely Operated Vehicle) nella definizione
applicativa di piani di gestione per il corallo rosso. Strategie
gestionali per la conservazione della specie, attivita’ di
monitoraggio e controllo, sicurezza sul lavoro.
A3
Valutazione preliminare degli elasmobranchi dei mari italiani.
C1
Implementazione di una banca dati sull’acquacoltura,
riorganizzazione dei dati disponibili per il settore
dell’acquacoltura nazionale relativi all’ultimo decennio in un unico
database; integrazione del database con i dati produttivi per due
annualita’, in linea con le esigenze previste dal cogente regolamento
UE 762/2008 e da Eurostat, al fine di realizzare analisi per settore,
tecnologia e specie allevata in grado di evidenziare eventuali
criticita’ presenti e/o future opportunita’ di sviluppo delle
principali realta’ produttive.
D1
Valutazione delle parassitosi di Anisakis, valutazione dei rischi
ed effetti sulla filiera ittica.
E1
Sviluppo di una metodologia statistica per la revisione delle serie
storiche del margine operativo netto (EBIT) nel settore della pesca
italiana, al fine di migliorare la qualita’ delle statistiche
utilizzate per la valutazione del valore economico della flotta
nazionale e renderle consistenti con il sistema di Contabilita’
europea (ESA – European System of Accounts). Il metodo dovra’
risultare applicabile sia alla stima di indicatori afferenti alla
contabilita’ nazionale che a valutazioni di carattere microeconomico.
G1
Realizzazione di una review sullo stato degli ecosistemi marini
italiani soggetti a pesca a traino nelle GSA dei mari italiani.
G2
Iniziative tese a favorire la divulgazione e al trasferimento dei
risultati delle ricerche anche con l’utilizzo della rete internet e
l’organizzazione di seminari o meeting tematici.
I progetti di cui al precedente comma possono includere anche
prestazioni collaborative da parte di soggetti pubblici o privati non
in possesso dei requisiti ivi indicati, purche’ le stesse risultino
funzionalmente necessarie alla realizzazione del progetto, non
prefigurino forme di subappalto da parte del proponente del progetto
e siano da questo assunte a proprio carico sui fondi richiesti a
contributo.

Art. 2

1. Le proposte di progetto, a pena di inammissibilita’, devono
riguardare l’esecuzione di attivita’ indicate al precedente art. 1.
2. I progetti devono essere redatti e presentati secondo le
istruzioni indicate all’art.7, commi 1, 2 e 3 del presente bando e
fornire informazioni chiare, esaurienti e documentate circa:
a) gli obiettivi del progetto in relazione allo stato dell’arte
delle problematiche affrontate e delle ricadute applicative dei
risultati attesi;
b) le metodologie tecnico-scientifiche previste per lo sviluppo
del progetto e la focalizzazione delle attivita’ in funzione degli
obiettivi;
c) le istituzioni scientifiche ed eventuali altre strutture
coinvolte nel progetto;
d) la qualificazione tecnico-scientifica individuale e collettiva
degli operatori impegnati nel progetto;
e) l’articolazione gestionale del progetto sotto il profilo delle
funzioni delle unita’ operative coinvolte e del coordinamento delle
relative attivita’;
f) le eventuali iniziative previste per la divulgazione, la
pubblicazione, il trasferimento dei risultati;
g) la formazione dei costi in relazione alle esigenze di
realizzazione del progetto;
h) la tempistica delle fasi di attuazione intermedie e di
conclusione del progetto.
3. Ciascun progetto, a pena di inammissibilita’, deve riguardare
l’esecuzione di attivita’ che non costituiscano duplicato di
programmi gia’ effettuati o in corso di realizzazione e gia’
finanziati a totale copertura da altri enti.
4. I costi ammissibili per la realizzazione di ciascun progetto
sono quelli indicati all’art. 31 paragrafo 5 del regolamento (CE) n.
800/2008 della commissione del 6 agosto 2008.

Art. 3

L’ammontare delle risorse destinante al finanziamento dei progetti
presentati nell’ambito del presente invito e’ stabilito nei seguenti
massimali per ciascuno degli argomenti cosi’ come dettagliati al
precedente art. 1:

Tem. A – risorse biologiche: A1 – € 350.000;
A2 – € 200.000;
A3 – € 200.000;

Tem. C – acquacoltura: C1 – € 450.000;
Tem. D – igiene e qualita’: D1 – € 150.000;
Tem. E – economia: E1 – € 100.000;
Tem. G – attivita’ funzionale: G1 – € 150.000;
G2 – € 300.000.

2. Gli importi sopra indicati sono da considerarsi come
massimali, essendo soggetto a possibili riduzioni derivanti da
superiori esigenze di bilancio dello Stato, in seguito a disposizioni
del Ministero dell’economia e delle finanze.

Art. 4

1. I progetti presentati saranno sottoposti ad un procedimento
istruttorio finalizzato alla selezione delle proposte ammissibili a
contributo.
2. L’espletamento dell’istruttoria sara’ svolto da una commissione
di valutazione appositamente costituita presso l’Amministrazione, il
cui compenso sara’ determinato ai sensi dell’art. 31, comma 1,
lettera a) del decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre
1994, n. 645, sui massimali indicati all’art. 4 del presente decreto.
Le spese di funzionamento della commissione sono a carico degli
aggiudicatari.
3. La valutazione dei progetti sara’ effettuata sotto il profilo
della conformita’ della proposta ai requisiti formali richiesti per
la presentazione dei progetti e della relativa aderenza alle
attivita’ di cui all’art. 1.
4. Fatta salva l’accertata ammissibilita’ delle proposte sotto il
profilo formale e della loro aderenza alle richieste del presente
invito come indicate all’art. 1, commi 1 e 2 del presente decreto, i
singoli progetti verranno classificati secondo graduatorie, sulla
base dell’assegnazione di punteggi di merito riferibili ai seguenti
aspetti:
A) Rilevanza strategica del progetto:
rilevanza degli obiettivi, livello innovativo delle conoscenze
acquisibili e suscettibilita’ di ricaduta applicativa dei risultati
attesi, in termini di sostenibilita’ delle attivita’ produttive,
miglioramento della competitivita’ e del benessere socio-economico
del mondo produttivo, sostegno all’azione amministrativa,
potenziamento del sistema scientifico del settore. In questo ambito
di valutazione saranno privilegiate, anche a fini comparativi, le
proposte caratterizzate da uno o piu’ dei seguenti elementi di
merito:
costituzione o consolidamento di gruppi di ricerca coordinati in
rete, anche improntati a strategie multidisciplinari tese ad
affrontare, in termini sistemici ed integrati, problematiche
complesse riconducibili a piu’ aree d’intervento;
capacita’ di favorire il reclutamento, la formazione e la
valorizzazione di giovani ricercatori, all’interno di programmi di
ricerca fortemente qualificati sotto il profilo tecnico-scientifico.
B) Qualita’ tecnico-scientifica della proposta progettuale:
coerenza e validita’ scientifica e tecnica dell’impostazione
metodologica e sperimentale delle attivita’ di ricerca in rapporto
agli obiettivi del progetto (l’eventuale inserimento di linee e
metodiche di ricerca fondamentale all’interno del progetto dovra’
risultare chiaramente propedeutico e di supporto per il perseguimento
di risultati applicativi a sostegno della sostenibilita’ delle
attivita’ produttive);
competenza tecnico-scientifica dei soggetti proponenti, a livello
collettivo (organismi scientifici, unita’ operative) e individuale
(responsabili di progetto e di linee di ricerca), in rapporto alla
natura delle ricerche oggetto del progetto;
validita’ del sistema interno di coordinamento e monitoraggio
esecutivo del progetto;
formazione dei costi finanziari previsti in rapporto alle
attivita’ in programma.
In questo ambito di valutazione saranno privilegiati, anche a fini
comparativi, i progetti presentati da soggetti che sulle tematiche
affrontate abbiano gia’ prodotto studi settoriali e innovazioni di
provata ed efficace ricaduta sul settore.

Art. 5

1. I progetti da includere nel programma di intervento e
l’ammontare del contributo da concedere a ciascuno di essi saranno
stabiliti tenuto conto delle graduatorie di merito che deriveranno
dalla valutazione di cui all’art. 5, comma 2.

Art. 6

1. L’espletamento del procedimento istruttorio sull’ammissibilita’
a contributo e sulla selezione dei progetti da finanziare decorrera’
dal giorno successivo alla data fissata come termine per la
presentazione delle proposte e si concludera’ entro sessanta giorni.

Art. 7

1. Ciascun progetto di ricerca dovra’ pervenire all’amministrazione
centrale in un unico plico sigillato. Ciascun plico, che dovra’
risultare anonimo, riportera’ in evidenza solo la dicitura: «Invito
alla presentazione di progetti per l’attivita’ di ricerca in per
l’attuazione del primo programma nazionale triennale della pesca e
dell’acquacoltura» l’indicazione del codice dell’argomento, fra
quelli specificati nell’art. 1 comma 2, e il titolo del progetto.
2. La stesura della proposta di progetto dovra’ essere conforme
allo schema di cui all’allegato A, che costituisce parte integrante
del presente decreto e dovra’ essere indirizzata a:
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
direzione generale della pesca marittima e dell’Acquacoltura –
«Ufficio PEMAC I» – Viale dell’Arte n.16 – 00144 Roma.
3. La suddetta documentazione deve essere trasmessa a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento o mediante consegna diretta
presso l’ufficio di segreteria della direzione generale (dal lunedi’
al venerdi’, dalle ore 9 alle ore 13), entro e non oltre trenta
giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Questa amministrazione prendera’ in considerazione, esclusivamente
per la tematica G2, le domande pervenute oltre il termine sopra
descritto, nel caso in cui, terminata l’istruttoria dei progetti
inviati entro il termine, sia accertata l’ulteriore disponibilita’
dei fondi di cui all’art. 3 comma 1 e sia completabile l’iter
procedimentale per l’adozione del provvedimento concessorio. Con
successivo provvedimento sara’ comunicato, con le stesse modalita’
del presente invito, l’esaurimento dei fondi disponibili per i
progetti della tematica G2.
4. I proponenti sono tenuti a fornire in qualsiasi momento tutti i
chiarimenti, le notizie e la documentazione ritenuti necessari e
richiesti dal Ministero. Tutto il materiale documentale fornito dai
proponenti sara’ gestito dal Ministero con la massima riservatezza
nel rispetto della normativa vigente e verra’ utilizzato
esclusivamente per l’espletamento degli adempimenti tecnici ed
amministrativi di propria competenza.

Roma, 4 luglio 2011

Il direttore generale: Abate

Allegato A

PRESENTAZIONE DI PROPOSTE DI PROGETTO

1. E’ di seguito descritto lo schema di riferimento per la
redazione dei progetti da presentare di cui all’art. 1 del presente
decreto, al fine di uniformare e facilitarne la presentazione e di
favorire la trasparenza, l’imparzialita’ e l’efficacia
dell’istruttoria e della gestione del decorso dei progetti.
2. L’illustrazione del progetto va articolata nelle seguenti
quattro parti, di cui le prime tre redatte in forma cartacea, la
quarta in formato elettronico:
Parte 1. «Anagrafe del proponente e sintesi del progetto»;
Parte 2. «Rilevanza strategica e articolazione dell’attivita’
tecnico- scientifica della ricerca» (anonima in ordine alla identita’
degli enti e dei ricercatori partecipanti);
Parte 3. «Competenza collettiva ed individuale degli operatori
e gestione del progetto»;
Parte 4. «Copia informatica complessiva del progetto».
3. Le informazioni relative alle diverse Parti devono essere
fornite secondo i seguenti schemi e sezioni relativi al frontespizio
e al successivo sviluppo descrittivo della specifica parte.
Parte 1. «Anagrafe del proponente e sintesi del progetto».
Vanno forniti i seguenti dati.
In frontespizio:
numero e titolo della parte;
denominazione dell’ente proponente;
programma nazionale di riferimento;
titolo del progetto;
nome, cognome e firma dei responsabili scientifico e
amministrativo;
e a seguire:
1.1 titolo di ammissibilita’ all’invito ( ai sensi dell’art.1
dell’invito);
1.2 indirizzario (telefono, telefax, e-mail della sede
amministrativa e operativa dell’ente);
1.3 piano finanziario di spesa (articolato per singole voci e
costo complessivo, riguardanti investimenti, funzionamento,
collaboratori, viaggi e missioni, borse di studio e di soggiorno –
vedi anche circolare n. 7/0640 dell’11 febbraio 2003);
1.4 elenco del personale partecipante (cognome e nome, codice
fiscale, titolo di studio qualifica professionale, ente di
appartenenza, funzione del progetto, tempo di impegno mesi/uomo,
eventuale retribuzione);
1.5 sommario del progetto (illustrare per punti sintetici:
inquadramento innovativo nel contesto dello stato dell’arte della
problematica affrontata, obiettivi strategici e specifici, risultati
attesi sotto il profilo metodologico o/e applicativo e relativa
rilevanza, diretta o indiretta, ai fini degli obiettivi di
sostenibilita’ nel breve, medio e lungo periodo, natura degli
eventuali benefici prevedibili per gli utilizzatori finali dei
risultati);
1.6 durata del progetto (mesi);
1.7 autocertificazione (vedi dell’art. 2, comma 3,
dell’invito);
1.8 anagrafe fiscale e bancaria;
indicare:
codice fiscale e partita IVA;
numero di conto contabilita’ speciale presso la Tesoreria
centrale e provinciale dello Stato ai sensi della
legge 29 ottobre 1984, n. 720 (obbligatorio per gli enti
pubblici e le universita’);
numero di conto corrente postale ovvero numero di conto
corrente bancario completo di coordinate ABI e CAB (per i
Dipartimenti universitari, ai sensi della circolare n. 44 dell’8
ottobre 1999 del Ministero del tesoro);
numero di conto corrente bancario completo di coordinate ABI e
CAB (per i soggetti privati).
Parte 2. «Rilevanza strategica e articolazione dell’attivita’
tecnico-scientifica».
(Anonima: il contenuto di questa parte non deve fornire elementi
atti ad identificare l’identita’ dei soggetti partecipanti al
progetto).
Va fornita una descrizione chiara e dettagliata della ricerca,
segnatamente in relazione agli aspetti richiamati all’art. 2 e
all’art. 4, comma 4 del bando di invito, con indicazione dei seguenti
elementi.
In frontespizio:
numero e titolo della parte;
titolo del progetto;
piano triennale di riferimento;
e a seguire:
2.1 obiettivi generali e specifici;
2.2 rilevanza strategica (ai fini degli obiettivi del programma
nazionale di riferimento);
2.3 stato delle conoscenze ed elementi progettuali innovativi
(in relazione alle tematiche affrontate);
2.4 piano del lavoro tecnico-scientifico (descrizione generale
del programma, della struttura del piano operativo e
dell’articolazione delle fasi esecutive delle diverse linee di
ricerca in termini di obiettivi specifici, connesse metodologie,
tecnologie e attivita’, e relativi prodotti finali funzionali al
perseguimento degli obiettivi della ricerca);
2.5 eventuali modalita’ di divulgazione, trasferimento, o
pubblicazione dei risultati;
2.6 diagramma temporale delle attivita’ (con riferimento allo
sviluppo delle diverse fasi e linee esecutive);
2.7 benefici diretti o indiretti attesi (nel breve, medio o
lungo termine per i potenziali fruitori dei risultati);
2.8 bibliografia specifica di riferimento.
Parte 3. «Competenza tecnico-scientifica degli operatori e gestione
del progetto».
Vanno forniti i seguenti dati.
In frontespizio:
numero e titolo della parte;
titolo del progetto;
e a seguire:
3.1 competenze dell’istituzione proponente e degli altri
organismi che operano nel progetto (denominazione, afferenza
istituzionale, compiti statuali, principali campi di attivita’, ruolo
nell’ambito del progetto, da illustrare in una pagina per ciascun
soggetto);
3.2 competenza dei responsabili scientifici (curriculum
professionale del responsabile scientifico del progetto e dei
responsabili delle relative linee di ricerca, comprensivo di
informazioni circa i principali incarichi svolti, campi di ricerca
affrontati e lavori scientifici pubblicati, a livello nazionale e
internazionale, segnatamente in ordine ad argomenti attinenti al
progetto da illustrare in una pagina per ciascun soggetto).
3.3 Articolazione della gestione del progetto (sotto il profilo
di eventuali collegamenti coordinati con altri progetti, delle
funzioni delle unita’ operative interne e delle modalita’ sia di
coordinamento delle relative attivita’ che di monitoraggio degli
stati di avanzamento delle ricerche).
Parte 4. «copia informatica del progetto».
E’ costituita da una copia delle Parti 1, 2 e 3 su supporto
elettronico (CD-Rom).
4. Si raccomanda vivamente di illustrare il contenuto delle parti
utilizzando il numero ed il titolo della parte e delle sue sezioni
(escluse le indicazioni in parentesi) e di contenerne l’ampiezza
entro il seguente numero massimo di pagine:
Parte 1: sette pagine;
Parte 2: dieci pagine;
Parte 3: tre pagine (con esclusione di quelle relative alla
sezioni 3.1 e 3.2).
5. Tre copie per ciascuna delle Parti 1,2 e 3 ed una copia della
Parte 4 andranno chiuse in quattro distinte buste sigillate anonime,
ciascuna delle quali recante all’esterno solamente il numero della
Parte contenutavi ed il titolo del progetto.
Tutto il materiale cosi’ raccolto verra’ imbustato in un unico
plico, da trasmettere al Ministero secondo le modalita’ indicate
all’art. 7 del bando d’invito.
Le facciate esterne del plico e delle buste interne non dovranno
evidenziare l’identita’ del soggetto proponente del progetto.
6. Ulteriori informazioni in materia, la modulistica, le
successive modalita’ di presentazione dei risultati e di rendiconto
amministrativo potranno essere acquisite presso il sito web:
http://www.politicheagricole.it/ sezione pesca e acquacoltura –
ricerca scientifica.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 4 luglio 2011

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