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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 28 dicembre 2001: Costituzione del Comitato nazionale per la classificazione delle varieta' di viti. (GU n. 21 del 25-1-2002)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 28 dicembre 2001

Costituzione del Comitato nazionale per la classificazione delle
varieta’ di viti.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1969,
n. 1164, modificato dal decreto del Presidente della Repubblica
18 maggio 1982, n. 518, recante norme per la produzione e
commercializzazione del materiale di moltiplicazione vegetativa della
vite ed il decreto ministeriale 2 luglio 1991, n. 290, che
regolamenta l’indicazione supplementare in etichetta di tale
materiale;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1974, n.
543, recante norme complementari per l’applicazione del decreto del
Presidente della Repubblica 24 dicembre 1969, n. 1164, sopraindicato;
Visto il decreto ministeriale 2 giugno 1981 che recepisce la
direttiva CEE 72/169 del Consiglio relativa alla fissazione dei
caratteri e delle condizioni minime per l’esame delle varieta’ di
vite;
Visto il regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’Organizzazione
comune del mercato vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 1227/2000 della Commissione del
31 maggio 2000 che stabilisce le modalita’ di applicazione del
regolamento suddetto, in particolare in ordine al potenziale
produttivo;
Visto il decreto ministeriale 27 luglio 2000, concernente le norme
di attuazione del regolamento (CE) del Consiglio n. 1493/1999 e del
regolamento (CE) della Commissione n. 1227/2000;
Considerato la necessita’ di disporre di un organo che esprima
parere sui problemi viticoli che possano derivare dalla iscrizione e
classificazione delle varieta’ di vite, nonche’ dalla omologazione
dei cloni e dalla premoltiplicazione del materiale vegetativo della
vite categoria “base”;
Considerato che l’art. 19 del predetto regolamento n. 1493/1999
prevede che ciascuno degli Stati membri compili una classificazione
delle varieta’ di viti per la produzione di vino;
Considerato che l’art. 20 del regolamento n. 1227 del 31 luglio
2000 prevede la classificazione delle varieta’ di uva da vino con
l’indicazione del nome, dei sinonimi e del colore;
Considerato che l’art. 8 del decreto ministeriale 27 luglio 2000
prevede la classificazione delle varieta’ di uva da vino secondo le
disposizioni vigenti, fino a quando non saranno fissate ulteriori
disposizioni e linee guida generali;
Considerato che, per attuare le previsioni della normativa
comunitaria e nazionale suddetta, e’ necessario costituire un
Comitato nazionale per la classificazione delle varieta’ di viti con
la partecipazione di rappresentanti del Ministero delle politiche
agricole e forestali, nonche’ delle regioni e province autonome
designate dalla Conferenza Stato-regioni, di esperti scientifici e
rappresentanti delle categorie dei produttori, commercianti e
costitutori nel settore vivaistico e vitivinicolo;
Ritenuta l’opportunita’ che il segretariato del Comitato risulti
composto da quattro componenti dei quali due di questa
Amministrazione, uno designato dalla Conferenza Stato-regioni ed uno
del Servizio controllo vivai, demandato agli effetti dell’art. 12 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1969, n. 1164,
all’Istituto sperimentale per la viticoltura di Conegliano che lo
esercita secondo le direttive del Ministero delle risorse agricole,
alimentari e forestali;
Ritenuta l’opportunita’ di disciplinare l’organizzazione ed il
funzionamento del Comitato suddetto;
Decreta:
Art. 1.
1. E’ costituito presso il Ministero delle politiche agricole e
forestali – Direzione generale per la qualita’ dei prodotti
agroalimentari e la tutela del consumatore, il Comitato nazionale per
la classificazione delle varieta’ di viti, al fine degli adempimenti
di cui alle premesse ed in particolare per provvedere:
a) ad effettuare visite e controlli in loco al fine di verificare
la corretta applicazione delle procedure per l’ottenimento delle
selezioni clonali di varieta’ di vite;
b) esprimere pareri relativi alle iscrizioni di varieta’ di viti,
sull’omologazione delle selezioni clonali nel catalogo delle varieta’
di vite, sulle eventuali omonimie e sinonimie delle varieta’ di vite
e sulle variazioni della struttura e dell’organizzazione del catalogo
nazionale delle varieta’ di vite;
c) esprimere pareri in merito alle problematiche relative alla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione della vite che
il Ministero delle politiche agricole e forestali ritenga di
sottoporre al Comitato.

Art. 2.
1. Il presidente del Comitato e’ coadiuvato da un vicepresidente,
che lo sostituisce i caso di assenza od impedimento.

Art. 3.
1. I componenti del Comitato durano in carica cinque anni ed alla
fine del mandato possono essere riconfermati per non piu’ di una
volta. Qualora, per qualsiasi motivo, si verifichi in seno al
Comitato una vacanza nel corso del quinquennio, il Ministero richiede
la designazione di un altro componente della stessa categoria, il
quale resta in carica fino al compimento del quinquennio iniziato dal
componente sostituito.

Art. 4.
1. I componenti del Comitato cessano dalla carica alla scadenza del
termine di cui all’art. 3 ed in caso di dimissioni. La cessazione per
dimissioni ha effetto dalla data della loro accettazione.

Art. 5.
1. I componenti del Comitato decadono dalla carica qualora non
intervengano a tre sedute consecutive senza giustificato motivo
oppure quando vengono a mancare i requisiti richiesti per appartenere
al Comitato.
2. La decadenza e’ dichiarata con decreto del Ministro delle
politiche agricole e forestali, su proposta del Comitato, ed e’
comunicata all’interessato mediante lettera raccomandata.

Art. 6.
1. Le riunioni del Comitato sono valide quando e’ presente la
maggioranza dei suoi componenti.
2. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei
presenti. In caso di parita’ prevale il voto del presidente. Le
votazioni sono effettuate per alzata di mano; su richiesta di almeno
cinque componenti esse possono essere effettuate a scrutinio segreto.

Art. 7.
1. Il Comitato, qualora se ne presenti l’opportunita’, puo’
costituire gruppi di lavoro ai fini dell’espletamento dei compiti
istituzionali previsti, nonche’ nominare relatori su determinate
questioni per riferirne al Comitato stesso. I gruppi di lavoro, entro
il termine fissato per ciascun argomento, riferiscono al Comitato.

Art. 8.
1. Il presidente puo’ richiedere per particolari questioni il
parere di esperti che non fanno parte del Comitato; puo’ autorizzare
visite e sopralluoghi, nonche’ consentire l’audizione degli
interessati assistiti o meno da propri consulenti tecnici.

Art. 9.
1. Di ogni riunione del Comitato deve essere redatto, a cura della
segreteria, apposito verbale nel quale devono essere riportati
l’ordine del giorno, i nomi dei presenti, un riassunto della
discussione, nonche’ il parere e le deliberazioni non emessi
all’unanimita’. Nel verbale devono anche essere riportate le opinioni
dei dissenzienti.
2. Il verbale, di cui viene rimessa copia ai componenti del
Comitato, e’ letto ed approvato nella seduta immediatamente
successiva e viene sottoscritto dal presidente e dal segretario.

Art. 10.
1. Il Comitato di cui al precedente art. 1 e’ composto come segue:
a) dott. Giuseppe Ambrosio – direttore generale della Direzione
generale per la qualita’ dei prodotti agroalimentari e la tutela del
consumatore (presidente);
b) dott. Pasquale Mainolfi – dirigente del Ministero delle
politiche agricole e forestali (vice-presidente);
c) dott.ssa Giovanna Anastasia – dirigente del Comitato nazionale
tutela e valorizzazione denominazioni di origine e indicazioni
geografiche dei vini (componente);
d) dott. Nicola Paolella – funzionario del Ministero delle
politiche agricole e forestali (componente);
e) prof. Antonio Calo’ – Istituto sperimentale per la viticoltura
di Conegliano (componente);
f) dott. Maurizio Boselli – Dipartimento di ortofloricoltura,
cattedra di viticoltura, Universita’ degli studi di Firenze
(componente);
g) dott. Rocco di Stefano – direttore Istituto sperimentale per
l’enologia di Asti (componente);
h) prof. Cesare Intrieri – Dipartimento di coltivazioni arboree,
Universita’ degli studi di Bologna (componente);
i) prof. Innocenzo Sottile – Istituto di coltivazione arboree,
Universita’ degli studi di Palermo (componente);
l) prof. Antonio Quacquarelli – direttore Istituto sperimentale
di patologia vegetale di Roma (componente);
m) prof. Giovanni Martelli – Dipartimento di protezione delle
piante dalle malattie, Universita’ degli studi di Bari (componente);
n) prof. Attilio Scienza – Confederazione italiana agricoltori
(componente);
o) dott. Luigi Mainetti – Confederazione nazionale coltivatori
diretti (componente);
p) dott. Eugenio Sartori – Associazione regionale materiale di
moltiplicazione della vite del Friuli-Venezia Giulia (componente);
q) dott. Gianfranco Tempesta – Moltiplicatori viticoli italiani
associati (componente);
r) dott. Giuseppe Caldano – Unione italiana vini (componente);
s) enot. …

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