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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 4 aprile 2002: Misure provvisorie di lotta contro l'introduzione e la propagazione nella comunita' del virus del mosaico del pepino per quanto concerne le piante di pomodori destinate alla piantagione. (GU n. 147 del 25-6-2002)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 4 aprile 2002

Misure provvisorie di lotta contro l’introduzione e la propagazione
nella comunita’ del virus del mosaico del pepino per quanto concerne
le piante di pomodori destinate alla piantagione.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Vista la legge 18 giugno 1931, n. 987, recante disposizioni per la
difesa delle piante coltivate e dei prodotti agrari dalle cause
nemiche e sui relativi servizi e successive modificazioni;
Visto il regolamento per l’applicazione della predetta legge,
approvato con regio decreto 12 ottobre 1933, n. 1700, modificato con
regio decreto 2 dicembre 1937, n. 2504;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 536, relativo
all’attuazione della direttiva del Consiglio n. 91/683/CEE del
19 dicembre 1991 concernente le misure di protezione contro
l’introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali ed
ai prodotti vegetali;
Visto il decreto ministeriale 31 gennaio 1996 concernente le misure
di protezione contro l’introduzione e la diffusione nel territorio
della Repubblica italiana degli organismi nocivi ai vegetali o ai
prodotti vegetali e successive modifiche:
Vista la direttiva del Consiglio n. 2000/29/CE, dell’8 maggio 2000,
concernente le misure di protezione contro l’introduzione negli Stati
membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e
contro la loro diffusione nella comunita’;
Vista la decisione della Commissione n. 2001/536/CE dcl 6 luglio
2001, relativa a misure provvisorie di lotta contro l’introduzione e
la propagazione nella comunita’ del virus del mosaico del pepino per
quanto concerne le piante di pomodori destinate alla piantagione;
Considerato che tra la fine del 1999 e l’inizio del 2000 il Regno
Unito, i Paesi Bassi, la Germania e la Francia hanno informato gli
altri Stati membri e la commissione della presenza di focolai di
virus del mosaico del pepino sulle piantagioni di pomodori dei
rispettivi paesi e delle misure di lotta adottate;
Considerato che un’analisi preliminare del rischio fitosanitario
effettuata da alcuni Stati membri sulla scorta dei dati scientifici
disponibili ha provato che il virus del mosaico del pepino e i suoi
effetti nocivi potrebbero rivelarsi particolarmente preoccupanti per
la salute delle piante nella comunita’, in particolare per quanto
concerne la produzione protetta di pomodori;
Considerato che il virus del mosaico del pepino risulta presente in
numerosi Paesi terzi;
Considerato che e’ probabile che i semi di pomodori possano essere
causa dell’infezione;
Considerata la necessita’ di recepire la decisione della
Commissione n. 2001/536/CE del 6 luglio 2001, relativa a misure
provvisorie di lotta contro l’introduzione e la propagazione nella
comunita’ del virus del mosaico del pepino per quanto concerne le
piante di pomodori destinate alla piantagione;
Acquisito il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, espresso nella seduta del 31 gennaio 2002 ai sensi
dell’art. 2, comma 4, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
A norma dell’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428;
Decreta:
Art. 1.
1. Sono vietati l’introduzione e il trasporto nella comunita’ di
piante di pomodori, Lycopersicon lycopersicum (L.) Karsten ex Farw.,
destinate alla piantagione contaminate dal virus del mosaico del
pepino.

Art. 2.
1. Le piante di pomodori destinate alla piantagione, originarie dei
paesi terzi, soddisfano le condizioni stabilite al punto 1 o 2
dell’allegato al presente decreto e sono ispezionate presso il primo
punto di entrata per individuare la presenza del virus del mosaico
del pepino, conformemente al decreto ministeriale 31 gennaio 1996.

Art. 3.
1. Le piante di pomodori destinate alla piantagione originarie
della Comunita’ possono essere spostate dal luogo di produzione
unicamente qualora soddisfino le condizioni stabilite al punto 3 o 4
dell’allegato al presente decreto.
2. Il paragrafo 1 non si applica al trasporto delle piante
destinate alla vendita ai consumatori finali, che non si occupano
della produzione di piante a titolo professionale, purche’
l’imballaggio delle stesse o altro dispositivo indichi chiaramente
tale destinazione.

Art. 4.
1. I servizi fitosanitari regionali effettuano studi ufficiali per
individuare la presenza del virus del mosaico del pepino almeno negli
impianti destinati alla produzione di piante di pomodori e di
pomodori.
2. I risultati degli studi di cui al paragrafo 1 sono inviati al
Ministero per le politiche agricole e forestali, per la notifica alla
commissione e agli altri Stati membri, entro il 10 settembre 2002.

Art. 5.
Le disposizioni del presente decreto si applicano sino al
31 dicembre 2002.
Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 4 aprile 2002
Il Ministro: Alemanno
Registrato alla Corte dei conti il 22 maggio 2002
Ufficio di controllo sui Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1 Politiche agricole e forestali, foglio n. 101

Allegato
1. Fatte salve le disposizioni di cui all’allegato III, punto 13,
della direttiva 2000/29/CE, le piante di pomodori destinate alla
piantagione, diverse dalle sementi, originarie dei paesi terzi sono
accompagnate dal certificato indicato all’art. 7 o 8 della direttiva
2000/29/CE attestante che:
a) le piante provengono da zone indenni dal virus del mosaico
del pepino; oppure
b) se ottenute in impianti adibiti alla produzione di piante di
pomodori e di pomodori, la produzione e l’imballaggio dei pomodori
sono nettamente separati dalla produzione e dall’imballaggio delle
piante per evitare la contaminazione;
ba) nel luogo di produzione non e’ stato riscontrato alcun
sintomo del virus del mosaico del pepino in occasione delle ispezioni
effettuate almeno una volta durante il periodo in cui le piante si
trovavano nel luogo di produzione; oppure il virus del mosaico del
pepino e’ stato riscontrato nel luogo di produzione; ma si e’
constatato, una volta eseguite le procedure appropriate di
eradicazione del virus, che il luogo di produzione era indenne dal
virus del mosaico del pepino in occasione delle ispezioni ufficiali
e, se del caso, delle prove e della sorveglianza effettuati durante
un periodo appropriato; oppure
bb) il virus del mosaico del pepino non e’ stato riscontrato,
tramite prove effettuate su campioni fogliari prelevati su piante
ottenute, coltivate o detenute nel luogo di produzione almeno una
volta durante un periodo di quattro settimane; oppure il virus del
mosaico del pepino e’ stato individuato nel luogo di produzione, ma
prove supplementari effettuate su ciascuna partita hanno
successivamente dimostrato che le partite erano indenni dal suddetto
virus.
2. I semi di pomodoro originari dei paesi terzi sono accompagnati
dal certificato di cui all’art. 7 o 8 della direttiva 2000/29/CE
attestante che i semi sono stati ottenuti con un idoneo metodo di
estrazione mediante acido e che:
a) detti semi provengono da zone indenni dal virus del mosaico
del pepino; o
b) nessun sintomo del virus del mosaico del pepino e’ stato
osservato sulle piante nel luogo di produzione durante un ciclo
vegetativo completo; o
c) i semi sono stati sottoposti ad un controllo ufficiale per
individuare la presenza del virus del mosaico del pepino, mediante
trattamento di un campione rappresentativo con metodi adeguati, e
sono risultati indenni dal virus suddetto.
3. Le piante di pomodori destinate alla piantagione, diverse
dalle sementi, originarie della comunita’ possono essere trasportate
dal luogo di produzione unicamente se rispettano le seguenti
condizioni:
a) provengono da zone indenni dal virus del mosaico del pepino;
o
b) se ottenute in impianti adibiti alla produzione di piante di
pomodori e di pomodori, la produzione e l’imballaggio dei pomodori
sono nettamente separati dalla produzione e dall’imballaggio delle
piante per evitare la contaminazione; e
ba) nel luogo di produzione non e’ stato riscontrato alcun
sintomo del virus del mosaico del pepino in occasione delle ispezioni
effettuate almeno una volta durante il periodo in cui le piante si
trovavano nel luogo di produzione; oppure il virus del mosaico del
pepino e’ stato riscontrato nel luogo di produzione, ma si e’
constatato, una volta eseguite le procedure appropriate di
eradicazione del virus, che il luogo di produzione era indenne dal
virus del mosaico del pepino in occasione delle ispezioni ufficiali
e, se del caso, delle prove e della sorveglianza effettuati durante
un periodo appropriato; oppure
bb) il virus del mosaico del pepino non e’ stato riscontrato,
tramite prove effettuate su campioni fogliari prelevati su piante
ottenute, coltivate o detenute nel luogo di produzione almeno una
volta durante un periodo di quattro settimane; oppure il virus del
mosaico del pepino e’ stato individuato nel luogo di produzione, ma
prove supplementari effettuate su ciascuna partita hanno
successivamente dimostrato che le partite erano i…

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