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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 29 ottobre 2001: Disciplina dei criteri per la concessione degli aiuti sui programmi realizzati dalle unioni nazionali tra le associazioni dei produttori agricoli. (GU n. 277 del 28-11-2001)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 29 ottobre 2001

Disciplina dei criteri per la concessione degli aiuti sui programmi
realizzati dalle unioni nazionali tra le associazioni dei produttori
agricoli.

IL DIRETTORE GENERALE REGGENTE
del Dipartimento della qualita’ dei prodotti
agroalimentari e dei servizi – Direzione generale
per la qualita’ dei prodotti agroalimentari
e la tutela del consumatore
Vista la legge 23 dicembre 1999, n. 499, concernente la
razionalizzazione degli interventi nei settori agricolo,
agroalimentare, agroindustriale e forestale, ed in particolare l’art.
4 che autorizza, per ciascun anno del periodo 1999-2002, la spesa di
lire 250 miliardi per le attivita’ di competenza del Ministero delle
politiche agricole e forestali, tra cui il sostegno alle associazioni
ed unioni nazionali di produttori agricoli;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente nuove norme in
materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai
documenti amministrativi, ed in particolare l’art. 12 che prevede la
determinazione dei criteri e della modalita’ per la concessione di
sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari;
Visti i decreti ministeriali n. 50359 del 29 febbraio 2000 e n.
50931 del 12 luglio 2000 relativi alla ripartizione dei fondi di
competenza del Ministero delle politiche agricole e forestali, di cui
alla precitata legge n. 466/1999, per gli anni 1999 e 2000;
Visti gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel
settore agricolo, stabiliti nel documento CE (2000/C 28/02),
applicabili a decorrere dal 1 gennaio dell’anno 2000;
Visti i regolamenti CE n. 1257/1999 del 17 maggio 1999 e n.
1750/1999 del 23 luglio 1999, relativi al sostegno allo sviluppo
rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di
garanzia (FEAOG);
Considerata la necessita’ di determinare i criteri e le modalita’
per la concessione di aiuti alle unioni nazionali tra le associazioni
dei produttori agricoli riconosciute, per la realizzazione di
specifici programmi di attivita’;
Vista la decisione C(2001) 2937 del 26 settembre 2001 con la quale
la Commissione dell’Unione europea ha approvato il progetto di
regolamento che fissa i criteri e le modalita’ per la concessione di
aiuti di cui trattasi;
Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione
1. Il presente decreto disciplina la concessione degli aiuti
pubblici alle unioni nazionali riconosciute tra associazioni di
produttori agricoli, per la realizzazione di programmi di attivita’ a
beneficio dei produttori associati, volti alla realizzazione di:
a) investimenti nel settore della trasformazione e della
commercializzazione dei prodotti agricoli, relativi alla costruzione,
all’acquisizione o miglioramento di beni immobili, nonche’
all’acquisto di macchine ed attrezzature compresi i programmi
informatici;
b) servizi alle associazioni per l’attuazione di accordi
interprofessionali o di filiera e di programmi di
commercializzazione;
c) programmi di assistenza tecnica;
d) sistemi di qualita’, di certificazione e di tracciabilita’.
2. I progetti dovranno essere coerenti con gli indirizzi
programmatici comunitari e nazionali del settore di riferimento, con
la tassativa esclusione di:
a) attivita’ gia’ effettuate;
b) spese di ordinaria gestione dell’unione;
c) spese non consentite dalle OCM di settore;
d) studi di fattibilita’ diversi da quelli intesi a promuovere la
produzione e la commercializzazione di prodotti agricoli di qualita’;
e) iniziative finalizzate all’aumento della produzione e della
competitivita’ di produzioni dichiarate eccedentarie a livello
comunitario;
f) fabbricazione e commercializzazione di prodotti di imitazione
e di sostituzione del latte allo stato fresco o dei prodotti
lattiero-caseari;
g) analisi e controlli di routine effettuati in relazione alla
qualita’ del processo ed ai prodotti.

Art. 2.
Requisiti dei beneficiari
1. Possono presentare la domanda per ottenere gli aiuti di cui
all’art. 1 le unioni aventi i seguenti requisiti:
a) possesso dei parametri minimi richiesti per la concessione del
riconoscimento;
b) approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio
sociale utile;
c) disponibilita’ dei fondi per garantire la copertura dei costi
amministrativi e di esercizio necessari al prosieguo dell’ordinaria
attivita’ istituzionale dell’unione.

Art. 3.
Modalita’ di presentazione delle domande
1. Le domande devono essere presentate a firma del legale
rappresentante dell’unione, al Ministero delle politiche agricole e
forestali – Dipartimento della qualita’ dei prodotti – Direzione
generale per la qualita’ dei prodotti agroalimentari e la tutela del
consumatore – Ufficio associazionismo, corredate dalla seguente
documentazione in duplice copia:
a) progetto esecutivo, corredato da una relazione che evidenzia
il rispetto dei criteri fissati dagli orientamenti comunitari sugli
aiuti di Stato, per tutte le misure componenti il progetto medesimo.
In particolare, per gli investimenti dovranno risultare soddisfatti i
criteri di redditivita’, ambiente, igiene e benessere degli animali,
sbocchi di mercato, ecc. L’esistenza di reali sbocchi di mercato deve
essere valutata secondo le indicazioni contenute nel regolamento CE
1750/99 della Commissione del 23 luglio 1999. Sempre in merito agli
investimenti, la relazione dovra’ evidenziare che non sono stati
presi in esame i costi che le OCM di settore non consentono di
finanziare, ovvero che e’ stato tenuto conto, delle eventuali
limitazioni imposte dalle medesime OCM;
b) relazione dettagliata che evidenzia l’attivita’ dell’unione,
il contesto generale in cui il progetto si inserisce, le finalita’
che esso persegue;
c) piano finanziario del progetto con l’indicazione delle fonti
per la copertura della quota a carico dell’unione;
d) statuto sociale approvato dal Ministero;
e) ultimo bilancio approvato dall’assemblea dei soci, completo
della nota integrativa e delle relazioni del consiglio di
amministrazione e del collegio sindacale;
f) delibera del consiglio di amministrazione che approva il piano
finanziario, autorizza il legale rappresentante a presentare
l’istanza, impegna l’unione a non chiedere altri finanziamenti
pubblici sul medesimo progetto, nonche’, in modo irrevocabile ed
incondizionato, a non alienare o non distogliere dalle finalita’
previste, i beni acquistati con il finanziamento nazionale per un
periodo minimo stabilito da questo Ministero in sede di approvazione
del progetto;
g) autocertificazione del presidente dell’unione, con la quale si
dichiara che l’aiuto richiesto non supera, per ciascun beneficiario,
l’importo di 100.000 euro in tre anni;
h) elenco delle associazioni aderenti in possesso del
riconoscimento giuridico;
i) delibera del consiglio di amministrazione di ciascuna
associazione aderente coinvolta nel programma, con la quale viene
assunto l’impegno a sostenere la realizzazione del programma,
assicurarne la copertura finanziaria per la parte di propria
competenza, consentire anche ai produttori non aderenti di usufruire
dei servizi conseguenti la realizzazione del programma dietro il
pagamento dei soli costi di gestione;
j) numero tre preventivi di altrettante ditte o fornitori
diversi, per gli acquisti di attrezzature, materiale informatico ed
attivita’ demandate a terzi. In casi giustificati dalle particolari
caratteristiche del prodotto, quale e’ il caso dei prodotti
innovativi, i preventivi possono essere in numero inferiore a tre;
k) elenco degli investimenti destinati alle strutture aderenti
situate nelle regioni dell’obiettivo 1;
l) certificazione antimafia o la relativa documentazione
necessaria a richiederla, nel caso che il progetto supera l’importo
di spesa minimo previsto dalla normativa in materia;
m) dichiarazione del legale rappresentante dell’unione con la
quale si attesta che le associazioni coinvolte nel progetto sono in
regola con l’osservanza degli obblighi statutari ed in particolare
con il pagamento dei contributi associativi.
2. Per i progetti nei quali si potrebbe ravvisare un impatto
ambientale, dovra’ essere dimostrato che la loro realizzazione non
determinera’ una violazione della normativa comunitaria e nazionale
in materia di tutela ambientale.
3. Per le attivita’ non svolte direttamente dall’unione, i progetti
dovranno prevederne l’affidamento a terzi nel rispetto della
direttiva CE 92/50, ove applicabile, ovvero nel rispetto dei principi
di trasparenza e non discriminazione, tramite una adeguata
pubblicita’ finalizzata all’apertura del mercato di servizi alla
concorrenza.

Art. 4.
Tasso di finanziamento e spese ammissibili
1. Il tasso di finanziamento e’ variabile sia in funzione della
disponibilita’ dei fondi che della natura dei programmi o delle
singole azioni in esse inserite. In ogni caso esso dovra’ essere
coerente con le indicazioni contenute nel documento CE (2000/C 28/02)
relativo alla concessione degli aiuti di Stato nel settore agricolo.
2. L’intervento pubblico non potra’ superare:
a) il 50% del valore degli investimenti relativi a strutture,
attrezzature e programm…

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