MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 13 luglio 2011, n. 23 - Previsioni di bilancio per l'anno 2012 | Architetto.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 13 luglio 2011, n. 23 – Previsioni di bilancio per l’anno 2012

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 13 luglio 2011, n. 23 - Previsioni di bilancio per l'anno 2012 e per il triennio 2012-2014 e budget per il triennio 2012-2014 - Indicazioni per l'attuazione delle riduzioni di spesa di cui all'art. 10, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98. (11A09957) - (GU n. 171 del 25-7-2011 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 13 luglio 2011 , n. 23

Previsioni di bilancio per l’anno 2012 e per il triennio 2012-2014 e
budget per il triennio 2012-2014 – Indicazioni per l’attuazione delle
riduzioni di spesa di cui all’art. 10, comma 2, del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98. (11A09957)

A tutti i Ministeri
A tutte le Amministrazioni autonome
A tutti gli Uffici centrali del
Bilancio e presso i Ministeri
Al Dipartimento del Tesoro –
Direzione V – Ufficio IV
All’Ufficio di Ragioneria presso i
Monopoli di Stato
E p.c.
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Alla Corte dei conti
All’Istituto nazionale di statistica
Alle Rragionerie territoriali dello
Stato

1. – Il quadro di riferimento e gli obiettivi della politica di
bilancio.

Lo scenario internazionale, dopo la crisi economico e finanziaria
che ha colpito le economie di tutti i principali paesi
industrializzati, mostra segnali di ripresa. Nel corso del 2010
l’economia mondiale ha registrato tassi di crescita pari al 4,8 per
cento; un ulteriore incremento del 4 per cento e’ previsto per l’anno
in corso. Resistono tuttavia elementi di rischio che necessitano di
essere monitorati. ancora incerto il grado di diffusione e di
strutturalita’ della ripresa nel settore privato e rimane da valutare
in quale misura il graduale rientro dalle politiche espansive
condotte per contrastare la fase recessiva possa portare ad un
indebolimento della congiuntura.
In questa cornice, l’economia italiana ha mostrato segnali di
ripresa nel corso del 2010. Il tasso di crescita del Pil e’ stato
pari all’1,3 per cento, in linea con i risultati di Francia e Regno
Unito. La previsione di crescita per il 2011 si attesta all’1,1 per
cento, mentre un graduale miglioramento e’ previsto per gli esercizi
successivi. La variazione dovrebbe aumentare fino a raggiungere nel
2014 1’1,6 per cento in termini reali.
Dal lato della finanza pubblica, e’ proseguito il processo di
consolidamento dei conti pubblici. L’indebitamento netto delle
amministrazioni pubbliche ha registrato nel 2010 una riduzione di
otto decimi rispetto al risultato del 2009, con un miglioramento di
0,4 punti rispetto alle ultime previsioni. Per il 2011 e’ prevista, a
legislazione vigente, una ulteriore riduzione al 3,9 per cento.
Il percorso di risanamento strutturale dovra’ quindi proseguire
anche nei prossimi esercizi.
In linea con queste esigenze e con gli accordi assunti con le
Autorita’ europee il Documento di economia e finanza 2012-2014 ha
fissato l’obiettivo del pareggio di bilancio per il 2014, con una
correzione netta annua pari a 1,2 punti percentuali del Pila nel 2013
e ulteriori 1,1 punti percentuali nel 2014.
Per raggiungere questo obiettivo e’ stato recentemente adottato dal
Governo il decreto legge n. 98 del 2011 (Disposizioni urgenti per la
stabilizzazione finanziaria) ed e’ di prossima presentazione al
Parlamento una legge delega riguardante una complessiva riforma del
sistema fiscale e assistenziale.
Il disegno di legge di bilancio a legislazione vigente, quale
componente essenziale della manovra di finanza pubblica per il
triennio 2012-2014, dovra’ pertanto essere improntato al rigore
finanziario e predisposto in coerenza con gli interventi previsti nel
citato decreto legge.

2. – La formazione delle previsioni a legislazione vigente.

2.1 La legge n. 196 del 2009 ha stabilito i principi e le regole
che disciplinano gli strumenti di governo della finanza pubblica, il
loro contenuto e la relativa tempistica di presentazione al
Parlamento, delineando in tal modo il ciclo della programmazione
finanziaria e di bilancio del nostro Paese. La legge n. 39 del 2011
ha modificato detto quadro di riferimento allo scopo di consentirne
l’adeguamento al cosiddetto «Semestre europeo» con riferimento ai
documenti programmatici (Documento di economia e finanza e relativa
nota di aggiornamento) e ai tempi della loro presentazione alle
Camere (rispettivamente 10 aprile e 20 settembre di ciascun anno).
Le modifiche non hanno inciso ne’ sul processo ne’ sulla struttura
del bilancio che rimane articolata in Missioni e Programmi ai sensi
degli articoli 21 e 25 della citata legge n. 196, sulle cui finalita’
si e’ gia’ detto nella precedente circolare sulle previsioni di
bilancio n. 28 del 2 luglio 2010, cui si rinvia.
Il disegno di legge del bilancio annuale di previsione continua
quindi ad essere formato sulla base del criterio della legislazione
vigente con riferimento al contenuto di ciascun Programma, tenendo in
evidenza le spese non rimodulabili e le spese rimodulabili. Per tali
classificazioni si rinvia ai concetti ed alle specificazioni
riportati nell’art. 21 della legge di contabilita’ e finanza
pubblica. In proposito l’art. 10, comma 15, del citato decreto-legge
n. 98 del 2011 (1) ha introdotto una norma di interpretazione
dell’art. 21, comma 6, sulla base della quale si procedera’ ad una
revisione della classificazione dei capitoli di spesa rimodulabili e
non rimodulabili (si veda, in tal senso, la nota tecnica n. 1).

————-

(1) «Il secondo e terzo periodo dell’art. 21, collida 6, della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, si interpretano nel senso che
nell’ambito degli oneri inderogabili rientrano esclusivamente le
spese cosiddette obbligatorie, ossia le spese relative al pagamento
di stipendi, assegni, pensioni e altre spese Disse, le spese per
interessi passivi, le spese derivanti da obblighi comunitari e
internazionali, le spese per ammortamento di mutui, nonche’ quelle
vincolate a particolari meccanismi o parametri, determinati da leggi
che regolano la loro evoluzione.»

2.2 Il disegno di legge di bilancio viene presentato al Parlamento
entro il 15 ottobre di ogni anno. Esso rappresenta lo strumento con
cui finalizzare l’allocazione delle risorse e assume un carattere non
meramente formale. Con la legge di bilancio, infatti, possono essere
proposte rimodulazioni di spese previste da leggi vigenti (fattori
legislativi), nonche’ quantificata la quota parte degli stanziamenti
di bilancio aventi natura obbligatoria (spese per il personale)
destinati al funzionamento degli Enti pubblici (in precedenza
determinati dalla tabella C della legge finanziaria).
In coerenza con la funzione programmatoria di medio periodo del
bilancio, le Amministrazioni dovranno fornire le proposte per
ciascuno dei tre esercizi considerati nel bilancio di previsione,
affiancando alle previsioni di competenza anche quelle di cassa.
La presente circolare, con i suoi allegati, fornisce, ai sensi
dell’art. 23, comma 1, della legge n. 196, indirizzi e chiarimenti
per la predisposizione del bilancio a legislazione vigente per l’armo
2012 e per il triennio 2012-2014.
2.3 La legge n. 196 del 2009 ha previsto (art. 40) una delega al
Governo per il completamento della revisione della struttura del
bilancio secondo alcuni criteri direttivi che prevedono, tra l’altro,
la revisione delle missioni, del numero e della struttura dei
programmi, l’individuazione delle azioni come articolazione dei
programmi e unita’ elementari del bilancio stesso. Compiti di
analisi, approfondimento in tal senso saranno svolti anche con il
supporto dei Nuclei di analisi e valutazione della spesa, nel cui
ambito avviene la collaborazione tra le amministrazioni centrali
dello Stato e il Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento Ragioneria generale dello Stato. I Nuclei hanno iniziato
la loro attivita’ dotandosi di un programma di lavoro triennale che
prevede l’approfondimento di alcune tematiche comuni a tutti i gruppi
(debiti fuori bilancio, consumi intermedi, individuazione di
indicatori da associare ai programmi di spesa, fabbisogni delle
strutture periferiche) accompagnate da tematiche specifiche
individuate secondo le necessita’ dell’amministrazione di spesa.
In attesa dei risultati dell’attivita’ dei Nuclei di analisi e
valutazione della spesa, per le previsioni 2012-2014 le
Amministrazioni centrali dello Stato faranno riferimento ai Programmi
attualmente esistenti. Potranno essere proposte eventuali modifiche
alle denominazioni dei programmi e alle relative attivita’, che
andranno sottoposte all’Ispettorato generale del bilancio al fine di
una loro puntuale valutazione.
2.4 Tenuto conto della situazione della finanza pubblica e delle
risorse disponibili, nel formulare gli schemi degli stati di
previsione, ciascun Ministero dovra’ stabilire le priorita’ degli
obiettivi da raggiungere, quantificando, anche sulla base delle
proposte dei responsabili della gestione dei Programmi, le risorse
necessarie per il loro raggiungimento. A tal fine potranno essere
avanzate, rispetto alla legislazione vigente, proposte di
rimodulazione delle stesse risorse, ai sensi dell’art. 23 della legge
196.
Al riguardo, l’art. 2, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78, dispone, con riferimento al triennio 2011-2013, l’ampliamento
dei margini di flessibilita’ previsti dal citato art. 23,
consentendo, nel rispetto dell’invarianza degli effetti sui saldi di
finanza pubblica, di riallocare con il disegno di legge di bilancio,
per motivate esigenze, le dotazioni finanziarie delle spese
rimodulabili, tra le Missioni di ciascuno stato di previsione,
restando precluso comunque l’utilizzo degli stanziamenti di conto
capitale per finanziare spese correnti.
E’ da ritenere che i suddetti piu’ ampi margini di flessibilita’
possano essere considerati, con il medesimo disegno di legge di
bilancio, anche con riferimento all’anno 2014, atteso che il
provvedimento di stabilizzazione finanziaria (decreto-legge n. 98 del
2011) all’art. 10, comma 14, in via sperimentale, per gli anni 2012,
2013 e 2014, prevede la possibilita’ di adottare, con provvedimento
amministrativo e, quindi, in corso di gestione, variazioni
compensative tra le dotazioni finanziarie relative alle spese di cui
all’art. 21, comma 5, lettera b), (rimodulabili di fabbisogno e di
fattore legislativo) della legge n. 196, nell’ambito di ciascun
Ministero, anche tra programmi diversi e nel limite del 20 per cento
delle risorse finanziarie complessivamente stanziate. Ne consegue che
analoghe variazioni compensative possano essere proposte con il
disegno di legge di bilancio.
Per le risorse «non rimodulabili» le Amministrazioni potranno
formulare le proposte di previsione indicando gli importi
rideterminati per effetto dei meccanismi o parametri che regolano la
loro evoluzione.
Resta ferma la revisione delle proposte da parte del Ministero
dell’economia e delle finanze, per la verifica della loro
compatibilita’ con gli obiettivi di finanza pubblica.
Si conferma la necessita’ che le Amministrazioni formulino le
proposte articolandole puntualmente per ciascuno degli anni del
bilancio triennale 2012-2014, in coerenza con il disposto normativo
relativo al bilancio pluriennale previsto dall’art. 22 della legge n.
196.
Per i puntuali ragguagli sulle procedure da seguire per la
formulazione delle proposte di previsione, si rimanda alle specifiche
indicazioni fornite nell’allegata Nota Tecnica n. 1.
2.5 Il bilancio pluriennale a legislazione vigente, deve essere
redatto per Missioni e Programmi, in termini di competenza e «di
cassa» (art. 22 legge n. 196 del 2009).
Le previsioni in termini di cassa dovranno rispecchiare le reali
necessita’ di pagamento delle Amministrazioni nel corso degli
esercizi di riferimento, tenendo conto della concreta capacita’ di
spesa delle stesse, e della necessita’ di operare il graduale
smaltimento dei residui. Cio’ anche in relazione al ruolo
programmatorio del bilancio di cassa introdotto dal novellato art.
42, della legge n. 196, che sara’ oggetto della nuova
sperimentazione, prevista dal medesimo art. 42, a decorrere dal 1 °
gennaio 2012.
Anche per la formulazione delle proposte delle autorizzazioni di
cassa, si rinvia alle indicazioni di cui alla Nota Tecnica n. 1.
2.6 Per quanto riguarda le spese per il personale si rinvia allo
specifico punto riportato nella Nota Tecnica n. 1.
2.7 Come tutti gli anni nell’ambito degli adempimenti richiesti per
la definizione del progetto di bilancio per l’anno 2012 e per il
triennio 2012-2014, meritano particolare attenzione le note
integrative, disciplinate dall’art. 21, comma 11, lettera a) della
legge 196.
Nelle note integrative, le Amministrazioni individuano gli
obiettivi concretamente perseguibili sottostanti ai Programmi di
spesa e i relativi indicatori di risultato, in coerenza con le
risorse a disposizione sui Programmi di pertinenza. Esse
costituiscono lo strumento di collegamento fra la programmazione di
bilancio e quella strategica.
Per la compilazione delle note integrative si rinvia alle
specifiche indicazioni contenute nelle linee guida di cui
all’allegato A alla presente circolare.
Le note integrative, redatte su base triennale, sono elaborate e
trasmesse al Ministero dell’economia e delle finanze per via
informatica ed aggiornate a cura di ciascuna Amministrazione alle
scadenze e con le modalita’ indicate nel richiamato allegato A.

3. – Indicazioni per l’attuazione delle riduzioni di spesa di cui
all’art. 10, comma 2, del decreto-legge n. 98 del 2011.

3.1 Riguardo alla considerazione della legislazione vigente
rilevano le disposizioni del decreto-legge n. 98 del 2011. L’art. 10
(commi da 1 a 5) di tale provvedimento dispone che, ai fini del
concorso al raggiungimento degli obiettivi programmati di finanza
pubblica, le amministrazioni centrali dello Stato assicurano, a
decorrere dall’anno 2012, una riduzione della spesa in termini di
saldo netto da finanziare ed indebitamento netto per gli importi
indicati nell’apposito allegato al provvedimento stesso.
Dalle suddette riduzioni sono preselettivamente esclusi il fondo
per il finanziamento ordinario delle universita’, le risorse
destinate alla ricerca, all’istruzione scolastica e al finanziamento
del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche,
il fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n.
163, le risorse destinate alla manutenzione ed alla conservazione dei
beni culturali e, limitatamente all’anno 2012, il fondo per le aree
sottoutilizzate.
I Ministri competenti devono proporre, in sede di predisposizione
del disegno di legge di stabilita’ per il triennio 2012-2014, gli
interventi correttivi necessari per la realizzazione degli obiettivi
sopra richiamati, i quali potranno essere raggiunti attraverso la
riduzione sia delle spese rimodulabili che di quelle non
rimodulabili. In quest’ultimo caso ovviamente le Amministrazioni
dovranno proporre disposizioni normative che, incidendo sugli
elementi essenziali che determinano la spesa, consentano di
conseguirei risparmi stabiliti.
Tutte le proposte di interventi correttivi dovranno essere
formalmente e debitamente illustrate in un apposito ed unico
documento da far pervenire al Ministero dell’economia e delle finanze
entro il 12 settembre, per il tramite dell’Ufficio centrale del
bilancio.
Il Ministro dell’economia e delle finanze verifichera’ gli effetti
finanziari sui saldi di finanza pubblica derivanti dai suddetti
interventi, ai fini del rispetto dei citati obiettivi.
Nelle more della definizione dei menzionati interventi correttivi,
verra’ accantonato e reso indisponibile, nell’ambito delle spese
rimodulabili delle missioni di spesa di ciascun Ministero
interessato, un ammontare di spesa pari a quanto indicato nel
richiamato allegato.
Qualora, a seguito della verifica, le proposte correttive sopra
indicate non risultino adeguate a conseguire gli obiettivi in termini
di indebitamento netto, il Ministro dell’economia e delle finanze
riferisce al Consiglio dei Ministri ed, eventualmente, con la
medesima legge di stabilita’ verra’ disposta la corrispondente
riduzione delle dotazioni finanziarie di ciascun Ministero
interessato, a valere sulle risorse accantonate.
Le schede delle proposte per il triennio 2012-2014 che saranno
messe a disposizione delle amministrazioni indicheranno gli
stanziamenti di competenza a legislazione vigente senza tener conto
delle riduzioni stabilite in base all’allegato C previsto dal citato
art. 10 del decreto legge n. 98 del 2011. Le amministrazioni dovranno
individuare selettivamente le spese da ridurre, salvaguardando le
risorse che riterranno necessarie in relazione ai loro obiettivi
prioritari da raggiungere.
3.2 Nell’ambito delle proposte, va anche considerata
l’interpretazione autentica del secondo e terzo periodo dell’art. 21,
comma 6, della legge n. 196, fornita dal comma 15 del richiamato art.
10, secondo cui, tra gli oneri inderogabili rientrano esclusivamente
le spese cosiddette obbligatorie, ossia le spese relative al
pagamento di stipendi, assegni, pensioni e altre spese fisse, le
spese per interessi passivi, le spese derivanti da obblighi
comunitari e internazionali, le spese per ammortamento di mutui,
nonche’ quelle vincolate a particolari meccanismi o parametri,
determinati da leggi che regolano la loro evoluzione. Lo scopo
principale della disposizione e’ quello di chiarire meglio il
concetto di onere inderogabile (e quindi di spesa non rimodulabile)
riconducendolo nell’ambito delle fattispecie che effettivamente
presentano le caratteristiche individuate dalla legge. In linea
generale, cio’ dovrebbe comportare un aumento della quota
rimodulabile della spesa e quindi della flessibilita’ di bilancio.
Le Amministrazioni potranno quindi procedere ad una piu’ puntuale
valutazione della natura delle autorizzazioni di spesa di propria
competenza, segnalando, allo scrivente, in fase di proposte, l’esito
delle nuove valutazioni.
Dalle suddette valutazioni, potra’ conseguire una modifica
dell’importo complessivo delle spese rimodulabili e di quelle non
rimodulabili, con evidenti conseguenze sulle misure da adottare in
adempimento di quanto richiesto dall’art. 10 del ripetuto
decreto-legge n. 98.
Qualora le motivazioni addotte saranno considerate valide, potra’
procedersi all’eventuale rettifica della caratteristica del capitolo
da tener presente anche ai fini delle previste riduzioni della spesa.

4. – Budget economico.

L’art. 21, comma 11, lettera f) della legge n. 196 stabilisce che
le informazione rese dal bilancio siano integrate con la
rappresentazione, per ciascuno stato di previsione, del budget dei
costi della relativa amministrazione e con il prospetto di
riconciliazione delle previsioni economiche con quelle finanziarie.
Come per gli anni passati, le previsioni economiche saranno
predisposte secondo le tre ottiche della contabilita’ economica
analitica: per natura, in ordine alle caratteristiche
fisico-economiche dei costi rilevabili con riferimento al Piano unico
dei conti; per struttura organizzativa in relazione ai centri di
costo; per finalita’ o destinazione in base alla classificazione per
Missioni e Programmi.
Per procedere alla formulazione delle suddette previsioni
economiche, i referenti delle Amministrazioni centrali dello Stato
terranno conto delle indicazioni riportate nella Nota tecnica n. 2,
allegata alla presente circolare, che riporta le novita’ rispetto
alle precedenti fasi di rilevazione ed il calendario degli
adempimenti.
Le Amministrazioni dovranno far pervenire le loro proposte di
bilancio secondo il calendario degli adempimenti riportato nello
specifico punto delle Note tecniche n. 1 e n. 2.
Come di consueto, le Amministrazioni medesime potranno contare
sulla fattiva collaborazione degli Uffici centrali del bilancio – e,
opportunamente, della Conferenza Permanente di cui all’art. 9, comma
3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 38 del 1998, per
una puntuale applicazione delle presenti direttive e di quelle di cui
alle allegate note tecniche.
Roma, 13 luglio 2011

Il Ragioniere generale dello Stato: Canzio

BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ANNO 2012
E PER IL TRIENNIO 2012 – 2014

NOTA TECNICA N°1

N.B. : si confida nella consueta e fattiva collaborazione degli
Uffici Centrali del Bilancio per una puntuale applicazione delle
presenti linee guida.

1. – Criteri generali per l’impostazione delle previsioni di bilancio

– Il nuovo ciclo della programmazione (Legge 39 del 2011) prevede la
razionalizzazione dei documenti di finanza pubblica, dei loro
contenuti e dei relativi termini di presentazione, il coinvolgimento
di tutti i livelli di governo nella individuazione delle politiche di
bilancio e un piu’ articolato raccordo tra queste e gli obiettivi
assunti in sede comunitaria.
Tali innovazioni sono finalizzate a conseguire la piena
integrazione tra il ciclo di programmazione nazionale e il nuovo
“Semestre europeo”(2 ).
——–
(2 ) Con la legge n. 39 del 2011, l’avvio del ciclo di
programmazione viene anticipato alla prima parte dell’anno, mentre
resta invariato il calendario previsto per la successiva fase
decisionale, che si realizza con la manovra di finanza pubblica nel
mese di ottobre (legge di stabilita’ e legge di bilancio). Il ciclo
della programmazione inizia con la presentazione entro il 10 aprile
di ogni anno del Documento di economia e finanza (DEF). Il Documento
di economia e finanza si compone di tre sezioni: la prima contiene
il Programma di Stabilita’; la seconda ricalca i contenuti della REF
e, in parte, della Decisione di finanza pubblica; la terza include
il Programma nazionale di riforma.
Il Documento e’ inviato dal Governo alle Camere e alla Conferenza
permanente per il coordinamento della finanza pubblica. Dopo l’esame
parlamentare il Programma di Stabilita’ e il Programma Nazionale di
Riforma sono quindi inviati alle Istituzioni comunitarie entro il 30
aprile.
Entro il successivo 20 settembre, il Governo invia alle Camere la
Nota di aggiornamento del DEF con cui aggiorna le previsioni
macroeconomiche e di finanza pubblica e gli obiettivi programmatici,
per recepire le eventuali osservazioni del Consiglio dell’Unione
europea. Con la medesima Nota di aggiornamento puo’, inoltre, essere
ridefinita l’articolazione degli obiettivi programmatici tra i
sottosettori delle amministrazioni pubbliche. In questi casi, entro
il 10 settembre. il Governo trasmette alle Camere e alla Conferenza
permanente le linee guida per la ripartizione degli obiettivi
programmatici.

In questo ambito si colloca il Bilancio dello Stato con un ruolo
rafforzato rispetto al passato.

1.2 – La “legge di contabilita’ e finanza pubblica”, stabilisce che
il bilancio annuale e pluriennale dello Stato e’ redatto, sulla base
della legislazione vigente, secondo una struttura funzionale
articolata in Missioni e Programmi.
L’articolo 40, della legge 196, prevede che entro il 31 dicembre 2012
sia adottato il relativo decreto legislativo di completamento della
riforma della struttura del bilancio dello Stato, con particolare
riguardo alla riorganizzazione dei Programmi di spesa e delle
Missioni.
La revisione e razionalizzazione dei Programmi(3 ) risponde alla
necessita’ di rendere i Programmi stessi piu’ omogenei rispetto ai
risultati da perseguire, nonche’ di stabilire, per quanto
possibile, una corrispondenza univoca tra ciascun Programma di
spesa e ciascun centro di responsabilita’ amministrativa. Cio’,
oltre che facilitare la gestione del Programma, consente anche di
individuare il responsabile della gestione del Programma medesimo.
——–
(3 ) Avviata con la predisposizione e l’applicazione della circolare
n. 14 del 2010 della Ragioneria generale dello Stato.

Per le previsioni 2012-2014, relativamente alle proposte di modifica
dei Programmi si rinvia a quanto precisato al punto 2.3 della
circolare.
Per la formulazione delle proposte di previsione, si ribadisce, come
anche precisato nella circolare al punto 2.4, che le Amministrazioni,
al fine di pervenire ad un consolidamento delle risorse stanziate
sulle Missioni di ciascuno stato di previsione, nel rispetto
dell’invarianza dei saldi di finanza pubblica e per motivate
esigenze, limitatamente al triennio 2012-2014, possono proporre
rimodulazioni delle dotazioni finanziarie anche tra Missioni diverse
con riferimento alle spese di cui all’articolo 21, comma 7, della
ripetuta legge n. 196 del 2009, restando precluso l’utilizzo di
stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti.
Per quanto riguarda le risorse “non rimodulabili” (articolo 21, comma
6, della legge n. 196 del 2009) le Amministrazioni possono formulare
le proposte di previsione indicando gli importi rideterminati per
effetto dei meccanismi o parametri che regolano la loro evoluzione.
Le proposte di revisione devono essere formulate dalle
Amministrazioni specificamente per ciascuno degli anni del triennio
20122014, in armonia con la triennalita’ del bilancio medesimo.

2. – Flessibilita’ di bilancio

Come gia’ anticipato nella circolare (punto 2.4), l’articolo 2, comma
1, del menzionato decreto-legge n. 78 del 2010, ed il comma 14
dell’articolo 10 del decreto-legge del 2011, consentiranno alle
Amministrazioni, in sede di formazione delle previsioni, una maggiore
flessibilita’ rispetto a quella prevista dalla nuova normativa
contabile, al fine di rendere possibile una piu’ idonea collocazione
all’interno del proprio bilancio delle spese rimodulabili. Cio’,
comunque, deve avvenire nel rispetto dell’invarianza degli effetti
sui saldi di finanza pubblica. In questo ambito resta ferma
l’attivita’ di revisione della classificazione operata ai sensi del
comma 15 dell’articolo 10 del decreto-legge n. 98 del 2011.
Per individuare le variazioni compensative all’interno di ciascun
programma o tra programmi di missioni diverse, ciascuna
amministrazione dovra’ utilizzare, come gia’ avvenuto per le proposte
di assestamento 2011, i file Excel, che saranno messi a disposizione
per il tramite degli Uffici centrali del bilancio.
I citati file sono predisposti per “Missione” e “Programma” e
specificano, per ciascun capitolo/piano gestionale, l’autorizzazione
legislativa di spesa per la quale potra’ essere proposta la
rimodulazione a favore di altra autorizzazione legislativa ovvero di
fabbisogno. Dette proposte dovranno essere trasmesse all’Ufficio
centrale del bilancio attraverso l’Ufficio dell’Amministrazione
preposto al coordinamento delle proposte medesime che le formulera’,
riassumendole per “Missione” e “Programma”, al fine di assicurare
l’effettiva compensazione finanziaria delle stesse nel loro
complesso.
L’Ufficio centrale del bilancio provvedera’ a trasmettere, in via
informatica, le suddette proposte all’indirizzo di posta elettronica
dedicato “[email protected]”.

3. – Processo di formazione del bilancio

3.1 – Per la spesa, le unita’ di voto parlamentare sono costituite
dai “Programmi” quali aggregati diretti al perseguimento degli
obiettivi definiti nell’ambito delle Missioni. Le proposte di
bilancio per gli anni 2012-2014 dovranno quindi essere considerate
dalle Amministrazioni proponenti in funzione delle predette
aggregazioni.
Il titolare del centro di responsabilita’ amministrativa potra’
realizzare l’attivita’ propositiva atti averso la “Scheda proposte
formazione 2012-2014” dedicata a ciascun programma, formata, come per
il passato, da piu’ schede costituenti un unico insieme.
Per quanto concerne i dati contabili, le schede in questione
riportano, sia in termini di competenza che di cassa, le previsioni
iniziali del bilancio 2011 approvato dal Parlamento ed il relativo
bilancio assestato. Le stesse forniscono, altresi’, informazioni in
merito agli attributi e alla natura di ciascun capitolo/piano
gestionale (rimodulabile/non rimodulabile, classificazione economica,
etc.).
Ciascun centro di responsabilita’ amministrativa potra’ formulare le
proposte in maniera analitica per ciascun capitolo/piano gestionale,
utilizzando le funzioni gia’ in uso sul Sistema di Contabilita’
Gestionale (SICOGE). Gli Uffici centrali del bilancio potranno
visualizzare sul sistema NSBF le relative schede proposte a livello
analitico ed aggregato per ciascuna missione e programma.
L’attivita’ propositiva dovra’ riguardare distintamente la previsione
di competenza e quella di cassa.
Le schede saranno disponibili a partire dal 12 luglio attraverso il
flusso assicurato dal SICOGE. Le Amministrazioni dovranno porre a
disposizione degli Uffici Centrali del bilancio le richiamate schede
entro il 5 settembre. Gli stessi Uffici Centrali del bilancio avranno
cura di validare entro il 12 settembre le proposte formulate dalle
Amministrazioni mediante le procedure del SICOGE, dandone
comunicazione all’Ufficio di coordinamento dell’Ispettorato generale
del bilancio (Ufficio I), al quale dovranno essere inviate, entro la
stessa data, le relazioni che motivano le proposte predisposte dalle
Amministrazioni.
La validazione presuppone un’attenta valutazione delle proposte delle
Amministrazioni. Pertanto, qualora gli Uffici Centrali del Bilancio
non ritenessero accoglibili le richieste avanzate dalle coesistenti
Amministrazioni, ovvero ravvisassero l’opportunita’ di una loro
condivisione solo parziale, potranno procedere alla validazione degli
importi nei termini da loro ritenuti congrui. Ultimate le valutazioni
di competenza e comunque, improrogabilmente, entro la data gia’
indicata del 12 settembre, gli Uffici centrali del bilancio dovranno
trasmettere all’Ispettorato Generale del Bilancio le schede cartacee
e gli eventuali documenti giustificativi delle proposte.
Le amministrazioni dovranno restituire entro la data del 5 settembre
anche le proposte di variazioni su autorizzazioni di fattore
legislativo formulate utilizzando i file Excel di cui al precedente
punto 2, essendo preclusa su SICOGE la possibilita’ di formulare tali
proposte.

3.2 – Attuazione di talune disposizioni specifiche

A. Conduttore unico ex articolo 2, comma 222, della Legge 23 dicembre
2009, n.191 (LF 2010).

In merito all’applicazione della noimativa recata dall’articolo 2,
comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 riguardante
l’istituzione del cosiddetto “conduttore unico” per la stipulazione
dei contratti di locazione passiva, si rammenta la necessita’ che le
Amministrazioni comunichino tempestivamente il fabbisogno occorrente
per la stipulazione, da parte dell’Agenzia del demanio, dei contratti
in scadenza nell’anno 2012, comprensivo degli eventuali oneri fiscali
a carico, al fine di permettere l’esatta determinazione dello
stanziamento da assegnare al fondo unico destinato alle spese per
canoni di locazione di immobili assegnati alle medesime
Amministrazioni; tali risorse, peraltro, dovranno essere previste in
riduzione sui pertinenti capitoli/pg riguardanti il pagamento dei
fitti passivi per contratti vigenti, iscritti negli stati di
previsione delle amministrazioni stesse.
Nel fabbisogno da comunicare all’Agenzia non dovranno essere comprese
le esigenze connesse ai rapporti contrattuali in scadenza, qualora
sia possibile esercitare un’opzione di rinnovo che sia stata
esplicitamente prevista e disciplinata nell’ambito del contratto a
suo tempo sottoscritto; in tali casi, infatti, non vi e’ passaggio di
competenze in capo all’Agenzia del demanio, ma la stessa resta in
capo all’amministrazione che dovra’ adeguatamente motivare il
relativo decreto di rinnovo del contratto di locazione, esponendo
nella premessa le ragioni di convenienza, anche economica, che hanno
indotto l’Amministrazione ad optare per il rinnovo, anziche’
procedere alla sua rinnovazione, nonche’ la chiara indicazione della
nuova scadenza del rapporto locativo.
Parimenti, nell’indicazione del fabbisogno occorrente, non dovranno
essere considerate esigenze derivanti da eventuali casi, senz’altro
circoscritti e particolari, in cui un’Amministrazione si trovi ad
utilizzare un immobile in assenza di un contratto di locazione, dando
origine ad un’occupazione sine titulo, ovvero ottenga, per lo piu’ da
un’altra Amministrazione pubblica anche locale, la disponibilita’ di
locali o di un immobile a titolo gratuito e per un tempo determinato.
In siffatte evenienze, ferma restando la necessita’ di procedere
quanto prima alla regolarizzazione dell’occupazione, sino
all’avvenuta stipula del nuovo contratto da parte dell’Agenzia del
demanio, la situazione di fatto non puo’ che essere ricondotta alla
sfera gestionale dell’Amministrazione, anche per quanto attiene i
profili di eventuali responsabilita’. Infatti, l’Amministrazione, nel
momento in cui ha valutato l’insorgenza di ragioni di urgenza che
impongano il ricorso a dotarsi in tempi strettissimi di nuovi spazi
allocativi, necessariamente deve assumere in proprio la conduzione
delle relative attivita’, tanto in relazione al rapporto giuridico
con i terzi proprietari degli immobili occupati, quanto al diretto
sostenimento dei relativi oneri (indennita’ di occupazione, eventuali
profili risarcitori, ecc.).

B. Manutentore unico ex articolo 12 del decreto legge n. 98 del 2011.

In ordine a quanto stabilito dall’articolo 12 del decreto-legge n. 98
del 2011, sulla manutenzione degli immobili, si sottolineano alcuni
adempimenti da svolgere da parte di codeste Amministrazioni a
decorrere dal prossimo esercizio finanziario, che potranno trovare
migliore specificazione in successive circolari.
Il comma 2 del suddetto articolo 12, stabilisce che, a decorrere dal
1° gennaio 2012, sono attribuite all’Agenzia del demanio: a) le
decisioni di spesa relative agli interventi manutentivi, a carattere
ordinario e straordinario, effettuati sugli immobili di proprieta’
dello Stato, in uso per finalita’ istituzionali alle Amministrazioni
dello Stato di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni,
incluse la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Agenzie, anche
fiscali, fatte salve le specifiche previsioni di legge riguardanti il
Ministero della difesa, il Ministero degli affari esteri e il
Ministero per i beni e le attivita’ culturali nonche’ il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti con riferimento a quanto
previsto dagli articoli 41 e 42 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, e successive modificazioni, e dagli articoli 127 e 128
del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive
modificazioni; b) le decisioni di spesa per gli interventi
manutentivi a carico del conduttore sui beni immobili di proprieta’
di terzi utilizzati a qualsiasi titolo dalle suddette
Amministrazioni.
In base al comma 3, le medesime Amministrazioni devono altresi’
comunicare, entro il 31 gennaio di ogni anno, a decorrere dal 2012,
la previsione triennale dei lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria che prevedono di effettuare sugli immobili di
proprieta’ dello Stato alle stesse in uso, e dei lavori di
manutenzione ordinaria che prevedono di effettuare sugli immobili
condotti in locazione passiva ovvero utilizzati a qualsiasi titolo.
Inoltre, ai sensi del comma 6 dello stesso articolo, gli stanziamenti
per gli interventi manutentivi a disposizione delle suddette
Amministrazioni, confluiscono dal 1° gennaio 2013 in due appositi
fondi. Le risorse necessarie alla costituzione dei predetti fondi
derivano da corrispondenti riduzioni degli stanziamenti di ciascuna
Amministrazione, sulla base delle comunicazioni di cui all’articolo
2, comma 222, decimo periodo della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
Detta disposizione prevede che le Amministrazioni medesime debbano
comunicare semestralmente all’Agenzia del demanio gli interventi
manutentivi effettuati sia sugli immobili di proprieta’ dello Stato,
alle medesime in uso governativo, sia su quelli di proprieta’ di
terzi utilizzati a qualsiasi titolo, nonche’ l’ammontare dei relativi
oneri.
Allo scopo di pervenire, dal 1° gennaio 2013, alla costituzione dei
predetti due fondi, le Amministrazioni interessate, gia’ in sede di
predisposizione del bilancio triennale 2012 – 2014, anche al fine di
ottemperare a quanto previsto dall’articolo 2, comma 619 della legge
24 dicembre 2007, n. 244, dovranno proporre l’istituzione dei
previsti capitoli, appositamente denominati con riferimento alle
spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, rispettivamente di
parte corrente e di conto capitale, su cui far confluire tutti gli
stanziamenti destinati alle predette finalita’ che dovranno,
pertanto, essere individuati nelle proposte medesime in coerenza
anche con la previsione triennale dei lavori di manutenzione
ordinaria e straordinaria oggetto della comunicazione da effettuare
annualmente, da parte delle suddette Amministrazioni, a decorrere dal
31 gennaio 2012 ai sensi del menzionato comma 3.

C. Organismi indipendenti di Valutazione (OIV)

In ordine alla dotazione finanziaria degli Organismi indipendenti di
valutazione delle performance (OIV), di cui all’articolo 14 del
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, codeste amministrazioni
dovranno completare gli adempimenti richiesti con la circolare n. 18
del 16 aprile 2010 in ordine all’istituzione in ogni stato di
previsione di appositi appostamenti di spesa sui quali far confluire
le risorse destinate alla spesa del personale ed a quella finalizzata
alle spese di funzionamento.
La separata evidenziazione in bilancio, richiesta con la succitata
circolare n. 18, aveva lo scopo precipuo di dare atto dell’avvenuto
rispetto della clausola di invarianza di spesa recata dai commi 1 e 9
del citato articolo 14 del decreto legislativo n. 150. Tali commi
hanno disposto che l’istituzione dei nuovi Organismi indipendenti di
valutazione dovesse avvenire senza nuovi o maggiori oneri a carico
del bilancio dello Stato. Pertanto agli oneri derivanti dalla loro
costituzione e finanziamento doveva provvedersi nei limiti delle
risorse in precedenza destinate agli uffici del controllo interno.
La realizzazione dei suddetti intendimenti si e’ resa possibile solo
parzialmente ed in misura non omogenea tra i vari Ministeri in
conseguenza delle incomplete informazioni fornite dalle
amministrazioni interessate. In sede di predisposizione del disegno
di legge di bilancio per il triennio 20122014 occorrera’ ottemperare
ai richiamati adempimenti.
Pertanto codeste amministrazioni dovranno fornire apposite
indicazioni riguardo ai capitoli relativi alle spese di personale
degli OIV che dovranno essere istituiti nell’ambito del centro di
responsabilita’ “Gabinetto” di ciascuno stato di previsione. Le
stesse amministrazioni dovranno altresi’ indicare le risorse
finanziarie da iscrivere nei detti capitoli, nonche’ la loro
temporanea allocazione, al fine di consentire le occorrenti
variazioni compensative di bilancio.
Va da se’ che l’individuazione e la quantificazione delle risorse in
parola dovra’ essere coerente con la composizione dei suddetti
organismi stabilita dai relativi provvedimenti che ne individuano la
composizione gia’ disposti o in via di predisposizione.
In ordine alle spese di funzionamento le stesse potranno essere
allocate su di un apposito piano gestionale del capitolo “acquisto di
beni e servizi’ del centro di responsabilita’ “Gabinetto”.

D. Rideterminazione degli stanziamenti dei capitoli di trasferimenti
ad enti quantificati dalla tabella C a legislazione vigente.

In sede di prima applicazione dell’articolo 52 della legge n. 196 del
2009, con la legge di stabilita’ 2011, il contenuto della tabella C
e’ stato rideterminato per effetto della suddivisione degli
stanziamenti relativi ai trasferimenti agli enti tra spese di natura
obbligatoria (personale) e spese di funzionamento, utilizzando, in
assenza di comunicazioni da parte delle amministrazioni interessate,
un criterio di quantificazione delle spese obbligatorie rapportato ad
una percentuale (mediamente determinata) del totale dello
stanziamento.
Tale criterio verra’ modificato, in sede di formazione delle
previsioni per l’anno 2012, utilizzando tutti gli elementi necessari
a quantificare le spese relative al personale. Le Amministrazioni
sono tenute ad indicare in appositi allegati l’ammontare della spesa
relativa al personale di ciascun ente vigilato.
In detti allegati, andranno indicate esclusivamente le unita’ di
personale a tempo indeterminato, distinte per contratto e categoria
di appartenenza, la loro prevista consistenza al 31 dicembre 2011 le
relative voci stipendiali; andranno inoltre distinti, relativamente
alle spese fisse e continuative, il dettaglio della ripartizione
delle voci stipendiali lorde, nonche’ i contributi sociali a carico
del datore di lavoro e l’IRAP.
In assenza di tale comunicazione, per la quantificazione di dette
tipologie di spesa si procedera’ utilizzando i dati degli enti
interessati risultanti dagli ultimi conti consuntivi approvati tenuto
conto degli interventi correttivi in materia di pubblico impiego
richiamati nel paragrafo 5.2.
Dato l’ammontare complessivo delle risorse da trasferire a ciascun
ente a legislazione vigente, verranno conseguentemente
rideterminati gli stanziamenti della tabella C per gli anni
2012-2014(4 ).
——–
(4 ) Per completezza di informazione, si rammenta che, con
riferimento al corrente esercizio, e’ prevista dall’art. 17, comma
17, della legge di bilancio n. 221 del 210, la possibilita’ da parte
del Ministro dell’economia e delle finanze di apportare con propri
decreti su proposta dei Ministri competenti, le occorrenti
variazioni di bilancio compensative tra gli stanziamenti dei
capitoli rispettivamente concernenti le spese di personale e quelle
di funzionamento, al fine di consentire l’eventuale compensazione
tra le diverse tipologie di spesa.

3.3 – Criteri di definizione delle proposte di entrate

I criteri per la formulazione delle proposte di entrata su base
triennale da parte delle Amministrazioni competenti rimangono
immutati rispetto a quelli adottati per gli esercizi precedenti e si
riferiscono ai capitoli/articoli, quali unita’ elementari del
bilancio.
Per quanto concerne gli adempimenti relativi alla comunicazione delle
predette proposte di entrata gestite dalle singole Amministrazioni,
si segnala che le relative schede “proposte previsioni 2012-2014”
saranno messe a disposizione, tramite il sistema NSBF; i competenti
Uffici centrali di bilancio provvederanno all’inoltro delle predette
schede alle Amministrazioni interessate che, una volta compilate, le
restituiranno agli stessi Uffici centrali di bilancio per
l’inserimento delle informazioni in esse contenute al sistema
informativo. Le schede relative ai capitoli di competenza del
Dipartimento del tesoro, saranno inviate tramite e-mail alla
competente Direzione V – ufficio IV che, non disponendo del
collegamento con il sistema NSBF, provvedera’, una volta acquisite le
informazioni dai singoli uffici, a restituirle debitamente compilate
all’Ispettorato generale del bilancio.
Gli Uffici centrali del bilancio, poi, potranno segnalare mediante
posta elettronica le eventuali proposte di modifica dei riferimenti
nonnativi, ai fini dell’aggiornamento del “Nomenclatore degli atti”.
Le previsioni delle entrate tributarie dovranno essere formulate
sulla base delle piu’ aggiornate indicazioni sull’evoluzione del
gettito e delle variabili macroeconomiche cui tale gettito e’
collegato, nonche’ delle eventuali modifiche normative intervenute in
materia.
Le ipotesi adottate circa l’evoluzione delle diverse basi imponibili
ed i parametri o coefficienti di elasticita’ utilizzati per valutare
l’effetto sul gettito dovranno in ogni caso essere dettagliatamente
specificati in apposita nota illustrativa redatta dai competenti
Uffici del Dipartimento delle finanze da inviare contestualmente alle
proposte.
Al fine di consentire l’esatta determinazione degli oneri relativi
alle regolazioni contabili dei tributi riscossi direttamente dalle
Regioni, e’ necessario che detta nota illustrativa contenga anche
l’indicazione della quota complessivamente riferibile a introiti da
versare direttamente presso le tesorerie delle Regioni a statuto
speciale Sicilia e Sardegna, nonche’ della quota riferibile ad
introiti della Regione Friuli-Venezia Giulia ancorche’ siano da
versare presso la tesoreria statale, da regolare successivamente in
bilancio mediante mandati commutabili in quietanze di entrata.
Inoltre, il predetto Dipartimento provvedera’ ad inviare
all’Ispettorato Generale del Bilancio un documento contenente le
indicazione degli effetti connessi alle disposizioni normative,
vigenti al momento della presentazione del disegno di legge di
bilancio, recanti esenzioni o riduzioni del prelievo obbligatorio,
dando separata evidenza a quelle di recente introduzione (si veda
anche il punto 6 dell’Allegato A “Nota integrativa allo stato di
previsione dell’entrata”).
Per le entrate non tributarie la valutazione dovra’ fare riferimento
alle caratteristiche proprie di ciascun cespite. Anche in questo
caso, le ipotesi ed i parametri utilizzati per la previsione dovranno
essere dettagliatamente specificati in apposta nota illustrativa.
Particolare attenzione dovra’ essere prestata ai capitoli di entrata
collegati con la spesa per i quali le previsioni dovranno essere in
linea con quelle formulate nei corrispondenti capitoli di spesa,
secondo i principi dettati dalle specifiche disposizioni normative.
Tra queste fattispecie, di particolare rilievo appaiono le rifusioni
delle somme anticipate per provvedere a momentanee deficienze di
cassa delle forze armate e dei diversi corpi di polizia (fondi
scorta). Diversamente le entrate che verranno riassegnate alla spesa
nel corso della gestione, non dovranno riportare alcuna previsione e
i relativi capitoli dovranno, quindi, essere identificati “per
memoria”.

4. – Bilancio di cassa

Appare doveroso, innanzitutto, richiamare l’attenzione sulla
rilevanza che in questi ultimi anni hanno assunto le previsioni in
termini di cassa, nella considerazione che l’autorizzazione di cassa
assegnata comporta riflessi anche sul livello del fabbisogno statale.
La nuova normativa contabile dispone, simmetricamente alla
competenza, la predisposizione delle previsioni di cassa su base
triennale (articolo 22 della legge n. 196 del 2009).
La previsione stessa deve essere indicata distintamente per
competenza e residui, cioe’ per l’intera massa acquisibile o
spendibile e per ciascuno degli anni del triennio 2012-2014.
Le Amministrazioni, per determinare la cassa triennale in relazione
alla massa spendibile risultante per ciascun anno, dovranno procedere
ad una corretta valutazione dei residui presunti sulla base dei
prevedibili pagamenti da disporre in coerenza con la programmazione
delle spese.
In particolare, dovranno essere considerate con attenzione le
autorizzazioni di cassa che danno luogo a pagamenti a favore di enti
e organismi tenuti al rispetto della disciplina della Tesoreria
unica, ovvero, titolari di conti correnti di tesoreria o di
contabilita’ speciali, sui quali vengono accreditati i pagamenti di
bilancio.
Per essi, ciascuna Amministrazione dovra’ effettuare una specifica
analisi diretta a ridurre le autorizzazioni di cassa in modo da
smaltire le disponibilita’ sui conti di tesoreria. In caso di
richiesta di integrazioni di cassa sui predetti capitoli le
amministrazioni dovranno contestualmente fornire i dati relativi alle
giacenze dei conti correnti o contabilita’ speciali su cui
confluiranno le risorse richieste aggiornati all’ultima data
disponibile.
In via generale, poi, le Amministrazioni, fatte salve le esigenze
aventi carattere di obbligatorieta’ e di indifferibilita’, dovranno
assicurare una piu’ puntuale corrispondenza tra autorizzazioni di
cassa ed effettivo fabbisogno di spesa.
Le proposte per le autorizzazioni di cassa verranno opportunamente
verificate dallo scrivente anche al fine di pervenire ad un saldo di
cassa del bilancio congruente con il valore del saldo di cassa del
settore statale.
Le Amministrazioni interessate alla sperimentazione, di cui
all’articolo 42 della legge n. 196 del 2009, dovranno procedere alla
formulazione delle proposte di cassa, per ogni appostazione di spesa,
coerentemente con le previsioni determinate dai piani finanziari dei
pagamenti, cosiddetti “trono programmi”, oggetto della
sperimentazione medesima. Detta sperimentazione, in via di
rideteiminazione con apposito decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze di prossima adozione, procedera’ con differenti
modalita’ e termini a seguito dell’entrata in vigore della legge 7
aprile 2011, n. 39, di modifica della citata legge n. 196, che ha
riscritto il suddetto articolo 42, prevedendo il potenziamento della
funzione del bilancio di cassa anziche’, come era prima, il passaggio
ad un bilancio redatto in termini di sola cassa. A decorrere
dall’anno 2012 potra’ essere prevista l’estensione della
sperimentazione a tutte le Amministrazioni centrali.

5 – Adempimenti particolari

5.1 – Ministero della difesa.
Ai sensi di quanto disposto dall’articolo 1, comma 2, della legge 4
ottobre 1988, n. 436, allo stato di previsione del Ministero della
difesa dovra’ essere unito apposito allegato, da sottoporre al
Parlamento, relativo ai piani di spesa gravanti sugli ordinari
stanziamenti di bilancio, destinati al completamento dei programmi
pluriennali finanziati nei precedenti esercizi con leggi speciali.
Inoltre, ai fini del controllo del Parlamento sulle procedure
previste per gli approvvigionamenti centrali, dovranno essere
predisposte – secondo l’analisi prevista dal comma 5 del medesimo
articolo 1 della citata legge n. 436 del 1988 – apposite relazioni
illustrative, da allegare al detto stato di previsione, sulla
complessiva spesa del personale in servizio permanente, su quello
volontario, nonche’ sullo stato di attuazione dei programmi
concernenti spese di ammodernamento, rinnovamento e ricerca
scientifica.

5.2 – Spese di personale

a. Criteri generali per la determinazione degli stanziamenti delle
spese di personale per l’esercizio 2012

Nel formulare le previsioni delle spese di personale per l’anno 2012
dovra’ tenersi conto sia delle disposizioni attualmente vigenti in
materia di assunzioni sia di quelle concernenti le riduzioni di
organico.
In materia di assunzioni e riduzioni di personale a tempo
indeterminato, si rammentano i seguenti articoli della legge 6 agosto
2008, n. 133:

• l’articolo 64 in materia di riduzione del personale scolastico;
• l’articolo 65 relativo al personale delle forze armate;
• l’articolo 66 in materia di turn-over.

In particolare, per quanto riguarda le Amministrazioni dello Stato
(ad eccezione dei Corpi di polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili
del Fuoco), le Agenzie, incluse le Agenzie fiscali, gli Enti Pubblici
non Economici e gli enti pubblici di cui all’art. 70 del d. lgs 165
del 2001, si rammenta che le assunzioni di personale a tempo
indeterminato, ai sensi dell’art. 66, comma 7, della legge 6 agosto
2008, n. 133, come modificato dal decreto legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n.
122, sono consentite, per il quadriennio 2010-2013, previo effettivo
svolgimento delle procedure di mobilita’, nel limite di un
contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa
pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato
nell’anno precedente. Inoltre, viene specificato che il numero delle
unita’ di personale da assumere non viene riferito al solo parametro
della spesa, ma viene rapportato anche alle unita’ cessate nell’anno
precedente.
Ai sensi del comma 10 del predetto articolo 66 della legge n.
133/2008, le assunzioni sono autorizzate secondo le modalita’ di cui
all’art. 35, comma 4, del d. lgs n. 165 del 2001 (DPCM su proposta
del Ministro per le riforme e le innovazioni nella p.a. di concerto
con il Ministro dell’Economia e delle finanze) previa richiesta da
parte delle amministrazioni interessate con analitica dimostrazione
delle unita’ cessate, delle relative economie, delle unita’ da
assumere e dei correlati oneri, asseverate dai relativi organi di
controllo delle amministrazioni. Come specificato nel successivo
comma 11 le limitazioni innanzi descritte si applicano anche alle
assunzioni del personale di cui all’articolo 3 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, mentre
le stesse non si applicano alle assunzioni relative alle categorie
protette nel solo limite della copertura della quota d’obbligo. Per
maggiori dettagli in materia di assunzioni a tempo indeterminato si
rinvia alla circolare n. 11786 del 22/02/2011 del Dipartimento della
funzione pubblica emanata d’intesa con il Ministero dell’economia e
delle finanze.
Ai fini della determinazione delle unita’ da assumere, occorre tener
conto anche delle disposizioni introdotte dal citato decreto legge n.
78 del 2010 con riferimento all’istituto del trattenimento in
servizio. In particolare, l’articolo 9, comma 31, del predetto
decreto stabilisce che “Al fine di agevolare il processo di riduzione
degli assetti organizzativi delle pubbliche amministrazioni” a
decorrere dal 31 maggio 2010, “fermo il rispetto delle condizioni e
delle procedure previste dai commi da 7 a 10 dell’art. 72 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i trattenimenti in servizio
previsti dalle predette disposizioni possono essere disposti
esclusivamente nell’ambito delle facolta’ assunzionali consentite
dalla legislazione vigente in base alle cessazioni del personale e
con il rispetto delle relative procedure autorizzatone; le risorse
destinabili a nuove assunzioni in base alle predette cessazioni sono
ridotte in misura pari all’importo del trattamento retributivo
derivante dai trattenimenti in servizio.”
Sulla base della predetta disposizione, quindi, l’accoglimento delle
domande di trattenimento in servizio determina una riduzione delle
risorse utilizzabili per nuove assunzioni in misura pari al costo
sostenuto dall’amministrazione in relazione ai dipendenti trattenuti.
Conseguentemente, anche i trattenimenti in servizio debbono essere
sottoposti ad autorizzazione ad assumere ai sensi dell’articolo 35,
comma 4, del decreto legislativo n. 165/2001. Si aggiunge che ai fini
del calcolo della spesa, il costo relativo ad un dipendente
trattenuto andra’ computato con gli stessi parametri utilizzati per
l’assunzione di un soggetto esterno all’amministrazione. Il
dipendente trattenuto potra’ essere considerato cessato dal servizio
solo una volta e precisamente all’atto dell’estinzione del rapporto
di lavoro.
Per la professionalizzazione delle Forze Armate si applica la
speciale disciplina di settore, che deve tener conto delle riduzioni
operate dall’articolo 65 della citata legge n. 133 del 2008.
Per quanto concerne la Scuola, si dovranno considerare le riduzioni
di personale docente ed ATA, previste anche per Panno scolastico
2011/2012, a seguito delle misure di razionalizzazione di cui
all’articolo 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (19.699 docenti
e 14.166 ATA quale terza ed ultima tranche della complessiva
riduzione disposta dalla predetta normativa per il triennio
2009-2011), ulteriormente rafforzate con gli specifici interventi in
materia di razionalizzazione scolastica stabilite dall’art. 19 del
decreto legge n. 98 del 2011. In materia poi di assunzioni, si dovra’
tener conto delle immissioni in ruolo del personale docente ed ATA da
effettuarsi, in applicazione dell’articolo 9, comma 17, del decreto
legge n. 70 del 2011, gia’ a decorrere dall’a.s. 2011-2012, secondo
le modalita’ ivi previste, nonche’ delle ulteriori assunzioni di
dirigenti scolastici e DSGA, da effettuarsi prevedibilmente a
decorrere dal 1 settembre 2012 (a.s. 20122013) conseguentemente alle
relative procedure concorsuali autorizzate con DPCM 21 aprile 2011.
Relativamente all’impiego di personale con contratti di lavoro
flessibile, si precisa che l’articolo 9, comma 28, del decreto legge
31 maggio 2010, n. 78, ha stabilito che a decorrere dall’armo 2011 le
amministrazioni ivi previste possono avvalersi di personale a tempo
determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione
coordinata e continuativa nel limite del 50% della spesa sostenuta
per le stesse finalita’ nell’anno 2009. Analogo limite viene
stabilito in relazione all’impiego di personale con contratti di
formazione-lavoro, ad altri rapporti formativi, somministrazione di
lavoro e lavoro accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, lett. d)
del decreto legislativo n. 276 del 2003.
Infine, in materia di revisione degli assetti organizzativi e
riduzione degli organici, per le amministrazioni dello Stato, per le
agenzie, comprese le agenzie fiscali, per gli enti pubblici non
economici, per gli enti di ricerca e per gli enti di cui all’art. 70
del d. lgs n. 165 del 2001, si rammentano gli adempimenti previsti
dall’articolo 74 della legge n. 133 del 2008, (gia’ richiamati nella
circolare 5 giugno 2009, n. 21) e gli ulteriori interventi recati
dall’art. 2, commi 8 bis e seguenti, della legge 26 febbraio 2010, n.
25. Tale ultima disposizione ha previsto, per le amministrazioni
sopra citate, l’obbligo di procedere ad un’ulteriore riduzione degli
uffici dirigenziali di livello non generale, e delle relative
dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10 per cento di
quelli risultanti a seguito dell’applicazione del predetto articolo
74 nonche’ alla rideterminazione delle dotazioni organiche del
personale non dirigenziale, ad esclusione di quelle degli enti di
ricerca, apportando un’ulteriore riduzione della spesa complessiva
relativa al numero dei posti di organico di tale personale risultante
a seguito dell’applicazione del ripetuto articolo 74. Si evidenzia
che l’art. 2, comma 7-bis, del decreto legge 30 dicembre 2009, n.
194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n.
25, ha escluso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dall’ambito
di applicazione di cui all’articolo 74, comma 1, del decreto legge 25
giugno 2008, n. 112; contestualmente, al fine di assicurare il
conseguimento delle economie, la medesima norma ha espressamente
previsto che la Presidenza procedesse ad una riduzione degli organici
dirigenziali in misura pari al 7 per cento per i dirigenti di prima
fascia e del 15 per cento per i dirigenti di seconda fascia.
Fino all’adozione dei provvedimenti in esame, la dotazione organica
delle amministrazioni interessate resta determinata, in via
provvisoria, in misura pari al numero dei presenti in servizio alla
data del 28 febbraio 2010, fatte salve le procedure concorsuali e di
mobilita’ nonche’ di conferimento di incarichi ai sensi dell’articolo
19, commi 5-bis e 6, del d. lgs. N. 165 del 2001. La mancata adozione
dei predetti provvedimenti di riordino entro il 30 giugno 2010,
comporta il divieto di procedere a nuove assunzioni di personale a
qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto.

b. Criteri per la compilazione degli “Allegati delle spese di
personale”

La quantificazione degli stanziamenti relativi alle competenze fisse
e ricorrenti delle spese di personale avviene, come di consueto,
tramite la predisposizione degli “Allegati delle Spese di Personale
al Bilancio di Previsione dello Stato” nel sistema SICO per singola
qualifica.
Anche per il prossimo anno, stante il disposto di cui all’art. 9,
comma 17, del di. n.78/2010 convertito nella L. n.122/2010, si
considera esclusivamente l’importo dell’indennita’ di vacanza
contrattuale nella misura gia’ prevista a decorrere dal 1° luglio
2010 per il triennio 2010-2012. Per il personale il cui trattamento
economico e’ disciplinato dalla legge (personale dirigenziale e con
trattamento superiore dei corpi di polizia e delle forze armate e
personale di magistratura) i parametri retributivi non vanno
modificati rispetto alla previsione per l’anno 2011.
Si richiamano, inoltre, le disposizioni previste dal comma 21 del
citato art. 9, in base alle quali anche nel 2012 sono bloccati gli
automatismi stipendiali (classi e scatti) e gli effetti economici
delle progressioni di carriera. Tale blocco della dinamica
retributiva non opera nei confronti del personale di magistratura ai
sensi del comma 22 del medesimo articolo che stabilisce, peraltro, la
riduzione della speciale indennita’ ex art. 3 della L. n. 27/1981
nella misura – per l’anno 2012 – del 25% rispetto all’importo
previsto per il 2010. Si richiama altresi’ l’applicazione del comma 2
dello stesso art. 9 secondo cui i trattamenti economici complessivi
dei dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, sono ridotti del 5%
per la parte eccedente 90.000,00 euro annui lordi fino a 150.000,00
euro e del 10% per la parte eccedente 150.000,00 euro annui lordi.
Maggiori informazioni di dettaglio e relative istruzioni operative
saranno fornite nella Nota operativa (Allegato Tecnico – Spese di
Personale 2012) pubblicata sull’apposito portale cui si rinvia anche
per la tempistica, per le specifiche tecniche relative alle modalita’
di acquisizione dei dati e per la descrizione dei modelli di
rilevazione.
Si fa presente sin d’ora che gli stanziamenti saranno calcolati
automaticamente dall’applicativo SICO moltiplicando i parametri
retributivi precaricati per gli anni persona acquisiti tramite il
processo integrato di rilevazione quantitativa del personale. In
particolare si precisa che le informazioni sugli anni persona per
l’anno 2012 saranno trasferite in SICO dal sistema CONTECO, come
specificato nella Nota tecnica 2 (par. 3.1.1).
Da quest’ anno, le informazioni sull’IRAP e sugli oneri sociali a
carico dell’Amministrazione saranno acquisite, a livello aggregato,
secondo la modalita’ di gestione del Bilancio introdotta ai fini
dell’applicazione del cedolino unico, come disposto dall’art. 2,
comma 197, della Legge n. 191 del 2009 (legge finanziaria 2010) e del
conseguente decreto ministeriale dell’1/12/2010. Qualora la stessa
non sia stata ancora recepita per il Bilancio 2012, si procedera’
secondo la modalita’ fino ad ora utilizzata.
Per quanto concerne gli adempimenti relativi agli aspetti gestionali,
si segnala che e’ necessario provvedere tempestivamente
all’associazione del personale in servizio al relativo capitolo di
spesa degli stipendi al fine di consentire la corretta imputazione
dei pagamenti gia’ a decorrere dalla mensilita’ di gennaio 2012.
A tal fine, nel periodo immediatamente successivo alla
predisposizione degli allegati alla spesa di personale, e comunque
non oltre il 2 dicembre 2011, le Amministrazioni che si avvalgono del
Service Personale Tesoro (SPT) per l’erogazione dei trattamenti
economici a carico del bilancio dello Stato provvederanno,
utilizzando le funzionalita’ che saranno comunicate e rese
disponibili da SPT, alla suddetta associazione nonche’
all’attribuzione del dipendente in servizio al pertinente centro di
costo.
Si rammenta infine che, per una corretta imputazione della spesa, il
trattamento economico spettante al personale comandato, fuori ruolo o
distaccato, le cui amministrazioni di provenienza e destinazione
siano gestite dal SPT, dovra’ essere a carico dell’Amministrazione di
destinazione.
Si conferma la competenza dell’Amministrazione di provenienza nella
gestione del trattamento economico fondamentale del personale in
questione nei casi in cui l’Amministrazione di destinazione non
rientri tra quelle aderenti al suddetto Service, e sia
nell’impossibilita’ di provvedere direttamente alla liquidazione dei
pagamenti.
Resta salva, ai sensi della normativa vigente, la richiesta di
rimborso delle somme corrisposte.

c. Criteri per la determinazione del Fondo unico d’amministrazione

Relativamente alla determinazione del fondo unico d’amministrazione
destinato al finanziamento della contrattazione integrative del
personale non dirigente ed ai Fondi per la retribuzione di posizione
e di risultato dei dirigenti di prima e seconda fascia, si fa
presente che anche per l’anno 2012 gli importi da quantificare
terranno conto delle limitazioni previste dalle vigenti disposizioni,
individuate con circolare di questo Dipartimento n. 21 del 5 giugno
2009. In particolare, i suindicati importi verranno definiti sulla
base delle risorse storiche individuate negli anni pregressi e per
l’anno 2012 in conformita’ alle vigenti norme contrattuali.
A tal fine, con separata nota, verra’ trasmessa alle amministrazioni
un’apposita scheda per la rilevazione delle suddette risorse al netto
dell’impiego o utilizzo delle stesse per l’attribuzione di
progressioni economiche orizzontali.
Resta fermo che ai sensi dell’art. 9, comma 2-bis del decreto legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge con modificazioni dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122, l’importo complessivo del fondo non
potra’, comunque, superare quello stabilito per l’anno 2010 al lordo
di eventuali impieghi od utilizzi. Si rammenta che le riduzioni dei
fondi in relazione alla diminuzione del personale in servizio,
previste dal citato comma 2-bis, dovranno essere apportate in sede di
predisposizione dell’assestamento di bilancio per l’anno 2012.

5.3 – Articoli del disegno di legge.

Insieme alle proposte di previsione, ciascuna Amministrazione dovra’
far pervenire anche lo schema degli articoli relativi al proprio
stato di previsione. Le norme dovranno tenere conto, eventualmente,
della riclassificazione del bilancio e comunque non potranno essere
prese in considerazione proposte di norme che non risultino coerenti
con la natura di detta legge.

5.4 – Elenco da allegare alla Tabella n. 2 (Economia e Finanze).

Gli Uffici centrali del bilancio sono invitati a segnalare, nel testo
conclusivo delle previsioni, i capitoli sottostanti ai vari programmi
di pertinenza delle Amministrazioni centrali da includere nell’elenco
allegato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze concernente le spese obbligatorie (Elenco n. 1).

6 – Calendario degli adempimenti

12 luglio: disponibilita’ dei dati contabili su SICOGE per l’avvio
della formulazione delle proposte da parte delle Amministrazioni;
5 settembre: termine ultimo per l’inserimento delle proposte da parte
delle Amministrazioni e per l’invio agli Uffici centrali del Bilancio
dei file excel relativi alle proposte di variazione su autorizzazioni
di fattore legislativo;
12 settembre: termine ultimo per la validazione delle proposte da
parte degli Uffici centrali del bilancio e per l’invio all’IGB dei
file excel relativi alle proposte di variazione su autorizzazioni di
fattore legislativo.
Per gli allegati relativi alle spese di personale, ogni
Amministrazione avra’ accesso a SICO solo nel momento in cui avra’
completato l’inserimento dei dati degli anni persona nel sistema di
contabilita’ economica; le attivita’ per la compilazione degli
allegati medesimi andranno effettuate dal 12 al 24 settembre c.a..
Si precisa, infine, che le Amministrazioni medesime dovranno
inoltrare al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato –
Ispettorato generale del bilancio le Note integrative secondo la
tempistica indicata nell’allegato A.

LINEE GUIDA alla compilazione delle NOTE INTEGRATIVE agli stati di
previsione
(art. 21, comma 11, lett. a), L. 196/2009)

Nota Tecnica 1

ALLEGATO A

1 NOTE INTEGRATIVE BILANCIO DI PREVISIONE – aspetti generali e
normativi

La Nota integrativa che accompagna ciascuno stato di previsione del
Bilancio dello Stato, disciplinata dall’art. 21, comma 11, lettera a)
della nuova legge di contabilita’ e di finanza pubblica (L. n. 196
del 31 dicembre 2009), e’ un documento di ausilio alla programmazione
dell’impiego delle risorse pubbliche per il triennio di riferimento
del bilancio dello Stato. Essa completa ed arricchisce le
informazioni del bilancio costituendo lo strumento attraverso il
quale ciascun Ministero illustra, in relazione ai programmi di spesa,
i criteri di formulazione delle previsioni, gli obiettivi da
raggiungere e gli indicatori per misurarli.
In materia occorre tenere presente il collegamento fra la legge n.
196 del 2009 e il decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009, di
attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15 in materia di
ottimizzazione della produttivita’ del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle amministrazioni e la esplicita
necessita’ che gli obiettivi e gli indicatori, definiti da ciascuna
amministrazione nella Nota integrativa al bilancio, siano coerenti
con quelli contenuti nel proprio “piano delle performance”.

Parte di provvedimento in formato grafico

d) la misurazione annuale degli stessi indicatori al fine di
monitorare i risultati conseguiti.
Secondo quanto stabilito dall’art. 21, comma 11, lettera a) della
legge 196/2009, la Nota integrativa al bilancio di previsione, per
quanto riguarda le spese, e’ articolata in due distinte sezioni, la
prima delle quali contiene il piano degli obiettivi e degli
indicatori e la seconda i criteri impiegati per la quantificazione
dei fabbisogni relativi ai singoli programmi di spesa.

2 NOTE INTEGRATIVE 2012-2014 – Utenti coinvolti nell’inserimento
tramite sistema informatico

La Nota integrativa al bilancio di previsione 2012 deve contenere le
informazioni relative alla programmazione del triennio 2012-2014.
La responsabilita’ dell’inserimento delle informazioni nelle Note
integrative e’ attribuita a ciascun Centro di Responsabilita’
amministrativa (CdR) delle Amministrazioni centrali dello Stato in
aderenza a quanto stabilito al comma 2 dell’art. 21 della legge di
riforma contabile.
Sono chiamati all’espletamento di tale attivita’ anche i referenti
delle Amministrazioni ad ordinamento autonomo – Monopoli di Stato,
Fondo edifici di culto, Istituto agronomico per l’oltremare, Archivi
notarili.
Gli Organismi indipendenti di valutazione delle performance (OIV),
costituiti presso ogni amministrazione, svolgeranno il ruolo di
coordinamento nello svolgimento dell’attivita’ di compilazione della
Nota, di inserimento dei dati informativi generali relativi
all’amministrazione nel suo complesso (quadro di riferimento) e di
validazione finale della Nota.
I rappresentanti delle Amministrazioni e degli OIV, forniti di
identificativo (username) e parola chiave (password), accedendo alla
apposita area riservata accessibile dal seguente link:
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/NOTE-PRELI/index.asp
. potranno inserire tutti i dati necessari per la compilazione delle
Note secondo la suddivisione dei compiti di seguito succintamente
riportata.

Parte di provvedimento in formato grafico

Oltre alle indicazioni fornite con la presente Nota Tecnica, sul
portale web delle Note preliminari sara’ a disposizione una nota
operativa con istruzioni piu’ dettagliate circa le modalita’ di
accesso e di inserimento dei dati nel sistema, nonche’ un documento
illustrativo delle modalita’ di accesso al sistema.

3 NOTE INTEGRATIVE 2012- 2014 – Contenuto ed articolazione della
SEZIONE I

3.1 LA GESTIONE DEGLI OBIETTIVI

L’insieme degli obiettivi definiti da ciascuna amministrazione per il
triennio 2012-2014 e associati ai singoli programmi di spesa
costituisce il “Piano degli obiettivi”.
La gestione del Piano degli Obiettivi, negli anni, e’ “a
scorrimento”: cio’ significa che l’elenco degli obiettivi definito
per il triennio precedente sara’ automaticamente riproposto dal
sistema informatico all’apertura della fase di predisposizione delle
Note integrative 2012-2014.
I CdR possono, eventualmente, aggiungere nuovi obiettivi per il
triennio in considerazione o rimuovere obiettivi riportati dal
triennio precedente.
Gli obiettivi sono identificati da:

• una Missione ed un Programma di riferimento;
• un codice numerico univoco all’interno dell’amministrazione,
assegnato automaticamente dal sistema informatico, al fine di
consentire la tracciabilita’ nel tempo dell’andamento degli
obiettivi e di consentire confronti temporali(5 );
——–
(5 ) Sia i centri di responsabilita’ amministrativa sia i Programmi
sono, per loro stessa natura, soggetti a cambiamenti nel tempo, a
volte anche da un anno all’altro (per accorpamenti, scorpori,
cancellazioni, nascita di nuovi programmi e nuove strutture), senza
che necessariamente gli obiettivi preesistenti cessino di essere
validi.

• una denominazione ed una descrizione, indicate dal CdR che
istituisce l’obiettivo;
• la natura di obiettivo strategico o strutturale; la Priorita’
Politica di riferimento (solo per gli obiettivi strategici);
• l’indicazione se si tratta di obiettivo composto di sole risorse
finanziarie da trasferire ad altri enti, a famiglie o imprese; in
questi casi la spesa costituisce l’oggetto stesso della prestazione
dell’amministrazione, il cui compito si limita alla applicazione dei
criteri, di solito stabiliti per legge, per la erogazione dei
finanziamenti e alla esecuzione materiale dei provvedimenti di spesa;
per questi obiettivi dovra’ essere indicata la tipologia di
beneficiario destinatario del trasferimento;
• l’indicazione se si tratta di obiettivo che, pur definito in sede
di programmazione nei contenuti e nei risultati attesi, non vede
ancora presenti nel bilancio di previsione le relative risorse
finanziarie che saranno assegnate all’amministrazione solo in corso
di gestione, in seguito all’approvazione di appositi provvedimenti
nonnativi o regolamentari. Nella Nota integrativa tale obiettivo
apparira’ senza alcuna risorsa finanziaria associata e il CdR dovra’
inserire apposita motivazione.

3.2 LE PRIORITA’ POLITICHE

La norma prevede che il Piano degli obiettivi faccia riferimento, tra
l’altro, alle Priorita’ Politiche dell’Amministrazione
(convenzionalmente PP) derivanti dall’Atto di indirizzo
dell’Amministrazione.
L’inserimento delle PP valide per il triennio 2012-2014 e per tutta
l’amministrazione e’ a carico degli Organismi Indipendenti per la
Valutazione delle Performance. Tale inserimento e’ propedeutico
all’immissione degli obiettivi strategici da parte degli inseritori
CDR. Conseguentemente, gli utenti CDR, in fase di acquisizione di un
nuovo obiettivo strategico, visualizzeranno l’elenco delle PP
inserite dagli OIV e indicheranno la PP alla quale l’obiettivo stesso
fa riferimento.
Qualora l’Atto di indirizzo al momento dell’inserimento della Nota
integrativa non fosse disponibile, gli utenti OIV provvederanno ad
inserire nell’apposita funzione le motivazioni del mancato
inserimento delle PP, rendendo in tal modo accessibile il sistema
agli utenti CDR per il prosieguo delle attivita’.

3.3 LA GESTIONE DEGLI INDICATORI

L’amministrazione deve assegnare uno o piu’ indicatori significativi
a ciascun obiettivo identificato, al fine di quantificare l’obiettivo
stesso tramite un valore target e di misurare, nel corso del tempo,
il grado di raggiungimento dei risultati.
E’ opportuno che ciascuna amministrazione definisca e sviluppi un
sistema completo di indicatori per misurare le risorse finanziare e
umane utilizzate (gli input), le attivita’ svolte (realizzazione
fisica), i risultati ottenuti (l’output), e l’impatto (l’outcome)
generato dal programma di spesa sulla collettivita’ e sull’ambiente.
E’ auspicabile, tuttavia, che agli obiettivi inseriti nelle Note
integrative sia associato almeno un indicatore di risultato o di
impatto; esempi di indicatori da utilizzare saranno riportati nella
citata nota operativa.
Le funzioni per l’inserimento degli indicatori saranno distinte da
quelle dell’inserimento dei dati contabili e da quelle
dell’inserimento dei dati anagrafici del piano degli obiettivi.
Gli indicatori sono identificati da:

• un codice numerico identificativo unico all’interno di ciascun
obiettivo, assegnato automaticamente dal sistema
• una descrizione, indicata dal CdR
• un tipo, da scegliere nella classificazione di cui alla tabella
precedente
• l’unita’ di misura (ad es. %, Km, €, etc)
• il metodo di calcolo dell’indicatore
• la fonte del dato (il sistema informativo, il processo o
l’istituzione dal quale si ricavano le informazioni necessarie al
calcolo dell’indicatore)
• il valore target che dovra’ assumere l’indicatore in ciascuno dei
tre anni di piano (l’indicazione puo’ essere omessa sugli anni di
piano per i quali non e’ stata attribuita alcuna risorsa finanziaria
all’obiettivo)
• il valore che si prevede assumera’ l’indicatore nell’anno corrente
che, se l’indicatore era esistente in fase di previsione 2011-2013,
si assume pari al valore target dell’anno 2011 inserito in quella
sede.

Per ogni obiettivo inserito sara’ presente almeno un indicatore,
mentre non si possono inserire piu’ di quattro indicatori per singolo
obiettivo.

3.4 QUADRO DI RIFERIMENTO

Il “Quadro di riferimento” (QdR) riporta la descrizione dello
scenario istituzionale, sociale ed economico, in particolare per gli
specifici settori di interesse dell’Amministrazione, relativo al
triennio di riferimento, la situazione organizzativa attuale e le
evoluzioni in atto o previste. Esistono due tipi di QdR:
a. per ciascun Centro di responsabilita’ amministrativa, con
inserimento a cura dei CdR;
b. per Amministrazione con inserimento a cura degli OIV .
Il QdR viene formulato dalle amministrazioni attraverso la
compilazione di un file .doc e l’invio dello stesso file (nello
stesso formato .doc o alternativamente in formato .pdf) tramite una
funzione di upload presente nel portale dell’applicazione.
Al fine di garantire l’uniformita’ nel contenuto e nella modalita’ di
rappresentazione del QdR da parte di tutte le amministrazioni, sara’
reso disponibile, con funzione di download dal portale
dell’applicazione, un file .doc contenente un “modello” predefinito
per la compilazione del QdR, che fornisce alcune brevi indicazioni
sul contenuto e sulla lunghezza massima di ciascun paragrafo.

3.5 INSERIMENTO DATI CONTABILI SUL PIANO DEGLI OBIETTIVI

Il Piano degli Obiettivi a base triennale dovra’ relazionarsi con il
bilancio pluriennale a legislazione vigente.
Gli utenti CdR dovranno indicare le spese previste per ciascun
obiettivo sui tre anni di piano con riferimento ai soli stanziamenti
in c/competenza, procedendo sequenzialmente per anno/obiettivo. Al
termine dell’inserimento dei dati di ciascun anno il CdR dovra’
effettuare una “fine attivita’”; al termine delle attivita’ di tutti
i CDR gli utenti con profilo ()IV potranno procedere alla validazione
della Nota.
Le spese previste per obiettivo per ciascuno dei tre anni di piano
saranno inserite per capitoli in una apposita maschera di lavoro,
previa selezione della categoria economica, e gli importi cosi’
valorizzati saranno successivamente visualizzati per categoria
economica sul Piano degli Obiettivi.
Saranno disponibili funzioni per interrogare on line il dettaglio
degli stanziamenti sul triennio anche a livello di Piano di Gestione.
Il sistema non permettera’ la Validazione della Nota se la somma
degli stanziamenti in c/competenza attribuiti agli Obiettivi per
ciascun Programma non risulta corrispondere con il relativo
stanziamento triennale in c/competenza del bilancio pluriennale di
previsione a legislazione vigente per lo stesso Programma.

4 NOTE INTEGRATIVE 2012-2014 – Contenuto ed articolazione della
SEZIONE II

Secondo la 1. 196/09 la seconda sezione della Nota integrativa e’
relativa ai Programmi e alle corrispondenti risorse finanziarie ed
indica:
il “contenuto di ciascun Programma di spesa”: il sistema delle Note
integrative visualizzera’ le attivita’ sottostanti i programmi
presenti sul sistema del Bilancio dello Stato
i “criteri di formulazione delle previsioni” che le amministrazioni
devono fornire distintamente per ogni Programma e per tipologia di
spesa (categoria economica), con riguardo ai corrispondenti
stanziamenti del bilancio triennale.
L’inserimento dei criteri in oggetto e’ a carico del profilo utente
“referente di programma” che agisce, nell’ambito di ciascuna
amministrazione, esclusivamente per la raccolta, la sintesi e
l’inserimento dei criteri di formulazione delle previsioni per
programma.
Tenuto conto che, in coerenza con le indicazioni della legge n. 196
del 2009, un programma fa di solito riferimento ad un unico Centro
di responsabilita’ amministrativa, il referente dei’ programmi
ricadenti all’interno dello stesso CdR puo’ coincidere con lo
stesso referente del CdR che inserisce le informazioni della
Sezione I della Nota(6 ).
——–
(6 ) La Ragioneria Generale dello Stato, a partire dalla circolare
n. 14/2010, ha avviato una azione diretta alla revisione dei
programmi di spesa al fine di renderli coerenti con le indicazioni
di cui al comma 2, art. 21 della legge 196/09 secondo il quale “la
realizzazione di ciascun programma e’ affidata ad un unico centro di
responsabilita’ amministrativa, corrispondente all’unita’
organizzativa di primo livello dei Ministeri, ai sensi dell’articolo
3 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300”. In sostanza, si
richiede che il coordinamento delle attivita’ per la realizzazione
di ciascun programma sia sempre affidato ad un unico responsabile.

Nel caso in cui un programma interessi piu’ Centri di responsabilita’
amministrativa, per l’inserimento delle informazioni della Sezione II
dovra’ essere necessariamente individuato un referente unico per tale
programma a livello amministrazione.
A supporto della formulazione dei richiamati criteri gli utenti
indicati avranno a disposizione sul sistema un prospetto
riepilogativo riportante la descrizione del programma e gli
stanziamenti triennali 20122014 distinti per categoria economica; la
Ragioneria generale provvedera’ all’aggiornamento di tale prospetto
con i dati definitivi delle previsioni, dandone tempestiva
comunicazione agli utenti attraverso il sistema.
Pertanto, l’utente con profilo “referente di programma”, accedendo
alla Sezione II della Nota integrativa dovra’:
– scegliere il programma su cui operare;
– visualizzare il prospetto riepilogativo relativo al programma
selezionato;
– inserire i criteri di previsione in una apposita maschera in
relazione al programma selezionato. Per “criteri di formulazione
delle previsioni’ si intendono i fattori di natura legislativa,
tecnica o contabile che giustificano le previsioni finanziarie
triennali, che devono essere fornite distintamente per categoria
economica.

Parte di provvedimento in formato grafico

6 La nota integrativa allo stato di previsione dell’entrata

L’art. 21, comma 11, lettera a) della legge 196/09, stabilisce che la
Nota integrativa, per cio’ che riguarda le entrate, oltre a contenere
“criteri per la previsione relativa alle principali imposte e tasse,
specifica, per ciascun titolo, la quota non avente carattere
ricorrente e quella avente carattere ricorrente, nonche’ gli effetti
connessi alle disposizioni normative vigenti, con separata
indicazione di quelle introdotte nell’esercizio, recanti esenzioni o
riduzioni del prelievo obbligatorio, con l’indicazione della natura
delle agevolazioni, dei soggetti e delle categorie dei beneficiari e
degli obiettivi perseguiti”.
Il documento, per le previsioni 2012-2014, sara’ predisposto dal
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, recependo anche
elementi informativi provenienti dal Dipartimento delle Finanze.
Le previsioni sono esposte ed illustrate con riferimento ai quattro
titoli in cui si suddivide l’entrata.
Tra questi, ha importanza preponderante il titolo I, concernente le
entrate tributarie, per il quale vengono illustrati i dati
previsionali riferiti alle categorie che lo compongono, con analisi
dettagliate focalizzate sui principali tributi.
E’ allegato alla nota un documento, predisposto dal competente
Dipartimento delle Finanze, che deve indicare gli effetti connessi
alle disposizioni normative, vigenti al momento della presentazione
del disegno di legge di bilancio, recanti esenzioni o riduzioni del
prelievo obbligatorio, dando separata indicazione di quelle di
recente introduzione.

********************

Assistenza

Le richieste di chiarimenti necessari per lo svolgimento delle
attivita’ indicate nella presente Nota tecnica e le richieste di
abilitazione/disabilitazione delle utenze per l’accesso all’area
riservata del portale di contabilita’ economica possono essere
rivolte, per posta elettronica, all’indirizzo:
[email protected]
indicando nell’oggetto il Ministero di’ appartenenza e specificando
nella richiesta: nome, cognome, codice fiscale, telefono e profilo
utente da abilitare o disabilitare
Per l’assistenza tecnica e’ disponibile il Call Desk di contabilita’
economica al numero 0647612146 (dal lunedi’ al venerdi’, dalle ore
9,00 alle 18,00).

FORMULAZIONE DEL BUDGET ECONOMICO TRIENNALE 2012-2014

NOTA TECNICA n. 2

1. LA FORMULAZIONE DEL BUDGET TRIENNALE 2012-2014

Principali innovazioni
Con la foimulazione del budget, i titolari dei Centri di
Responsabilita’ amministrativa che sono responsabili delle risorse
finanziarie assegnate ai programmi, coordinano le previsioni
economiche annuali – in termini di fabbisogni di risorse umane e
strumentali – effettuate dai centri di costo sottostanti e
costruiscono, in coerenza con queste, le previsioni economiche e
finanziarie del triennio di programmazione; a tale scopo, si
avvalgono anche delle informazioni relative ai costi sostenuti nei
periodi precedenti.
Il Budget dei costi costituisce uno degli allegati agli stati di
previsione della spesa. Cio’ ha comportato l’introduzione di alcune
innovazioni nel processo di formulazione del budget e dei relativi
strumenti informatici a supporto, che possono riassumersi nei
seguenti punti:

1. il Budget dei costi, in coerenza con il bilancio di previsione,
interessa un arco di tempo triennale;
2. la formulazione delle previsioni di costo, per il primo anno di
Budget (2012), e’ effettuata secondo le procedure ed il livello di
dettaglio finora in uso, ossia per centro di costo e per programma;
per il Budget del secondo e del terzo anno (2013 e 2014) e’ stata,
invece, prevista una rilevazione a livello di Centro di
responsabilita’ amministrativa/Programma;
3. le informazioni per la riconciliazione dei costi devono essere
fornite, distintamente per ciascun anno, dal CdR di pertinenza con
riferimento agli stanziamenti triennali del bilancio di previsione a
legislazione vigente, consolidando il ruolo di maggior rilevanza che,
gia’ dallo scorso anno, hanno assunto gli utenti referenti dei Centri
di Responsabilita’;
4. con la presente rilevazione previsionale e’ stato completato
l’adeguamento informatico, iniziato lo scorso anno: conseguentemente
tutti gli utenti del portale di contabilita’ economica dovranno
accedere alla nuova piattaforma informatica per l’inserimento dei
costi relativi al budget triennale 2012-2014;
5. le strutture organizzative interessate alla previsione dei costi
per il triennio 2012-2014 sono quelle attualmente esistenti nel
sistema informativo e recepiscono le indicazioni della nuova legge di
rifoiina contabile n.196/09, relative a piu’ consona individuazione
dei centri di costo, in particolare quelli periferici, conseguente
alle intese intercorse con le amministrazioni centrali a seguito di
incontri dedicati a tal fine.
Eventuali modifiche nell’organizzazione richiedono, come di consueto,
la tempestiva comunicazione all’Ufficio IV dell’Ispettorato Generale
del Bilancio – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato -al
fine di procedere all’aggiornamento della struttura nel sistema
informativo, e all’immediata attivazione delle utenze necessarie
all’inserimento dei dati.

2. IL PROCESSO E GLI ATTORI DEL BUDGET TRIENNALE

2.1.11 processo di formulazione del Budget triennale

2.1.1. Rilevazione integrata degli anni persona 2012
Negli ultimi anni la Ragioneria generale dello Stato ha avviato
alcune iniziative dirette a consentire una maggiore integrazione fra
i sistemi informatici e i processi relativi alla contabilita’
finanziaria ed economica che hanno condotto all’unificazione ed
integrazione del processo relativo all’inserimento e alla
trasmissione dei dati previsionali quantitativi del personale sul
Sistema Conoscitivo del Personale (SICO), per la predisposizione
degli allegati al disegno di legge di bilancio relativi alla spese di
personale, e sul sistema di Contabilita’ economica dello Stato per la
rilevazione degli anni persona necessari alla predisposizione del
Budget economico.
Per l’anno 2012 tale rilevazione interessera’ le Amministrazioni
centrali dello Stato con le stesse modalita’ applicative dell’anno
precedente; conseguentemente, le previsioni quantitative del
personale saranno inserite un’unica volta sul sistema di Contabilita’
economica per poi affluire automaticamente a SICO.
Nella Nota tecnica 1 della presente circolare sono forniti i criteri
generali per la determinazione delle previsioni del personale e le
istruzioni operative per il completamento delle informazioni
necessarie a SICO.
Ulteriori dettagli sulle modalita’ operative attraverso le quali le
amministrazioni dovranno fornire le infoimazioni relative al
personale saranno fornite nella Nota operativa pubblicata sul portale
dedicato.

2.1.2. Rilevazione dei dati per il Budget triennale

Le previsioni di costo, come anticipato, devono essere riferite al
triennio 2012-2014 e sono formulate dalle Amministrazioni avvalendosi
del portale web di contabilita’ economica, secondo le seguenti
indicazioni:

1. I Centri di costo rilevano i dati previsionali per l’anno 2012 per
natura di costo e per programma, a partire dai dati quantitativi del
personale (anni persona);
2. I referenti dei Centri di responsabilita’ completano le previsioni
per ciascuno degli anni del triennio con l’indicazione dei costi
previsti complessivamente per tutto il Centro di Responsabilita’ e
per Programma;
3. Gli stessi referenti provvedono, infine, all’inserimento, per
ciascun anno del triennio, delle infoimazioni necessarie alla
riconciliazione fra le previsioni economiche e finanziarie, entrambe
formulate per programma, a livello di Centro di responsabilita’
amministrativa.
Quest’ultima attivita’ merita particolare attenzione in quanto deve
garantire la coerenza tra le previsioni economiche e finanziarie ed
implica che le Amministrazioni tengano conto dell’ammontare delle
risorse finanziarie a disposizione relativamente ai costi previsti,
nonche’, delle indicazioni fornite dal Ministero dell’economia e
delle finanze in merito al contenimento della spesa e al rispetto dei
vincoli di finanza pubblica (cosi’ come meglio specificato nella
parte prima della presente circolare). Sara’ possibile, pertanto,
intervenire sui costi di natura discrezionale mantenendo, invece,
invariate le previsioni dei costi ritenuti incomprimibili in quanto
legati ad obblighi gia’ assunti dall’Amministrazione o allo
svolgimento di funzioni essenziali ed irrinunciabili.
La coerenza fra previsioni economiche e finanziarie, naturalmente,
deve tenere conto anche dei disallineamenti (di natura temporale,
strutturale e sistemica) che caratterizzano la contabilita’ economica
rispetto a quella finanziaria, relativi ai diversi criteri applicati
nella rappresentazione degli eventi secondo l’approccio economico e
quello finanziario. Tale operazione di riconciliazione e’ a carico
del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, come
richiamato dall’art. 21 comma 11 della legge di riforma, che si
avvale delle informazioni, fornite dalle Amministrazioni, relative
all’andamento della spesa rispetto alla manifestazione dei costi.
Successivamente all’approvazione della Legge di bilancio, i Centri di
costo ed i Centri di Responsabilita’ delle Amministrazioni
aggiornano, ciascuno per la parte di propria competenza, le
previsioni del Budget per il triennio 2012-2014, tenendo conto delle
eventuali variazioni conseguenti alla discussione parlamentare.

2.2. Gli attori coinvolti nella formulazione del Budget triennale
2012-2014

Ciascun utente e’ abilitato all’accesso al portale web di
Contabilita’ economica nell’ambito di un profilo predefinito, che
identifica il tipo di operazioni consentite.
Di seguito si elencano sinteticamente i profili previsti nel sistema
e le principali funzioni.

Ufficio del personale
Gli utenti con profilo Ufficio del personale (inseritore e
responsabile) hanno il compito di integrare i costi medi delle
competenze fisse, preimpostati a sistema con i dati elaborati da
IGOP, inserendo i valori medi delle competenze accessorie per
contratto/qualifica e per Centro di Responsabilita’.

Centro di costo
Gli utenti con profilo Centro di costo (inseritore e validatore)
hanno il compito di inserire e validare, distinti per il terzo
livello del piano dei conti e per programma, i costi previsti per
l’anno 2012, a partire dai dati quantitativi del personale (anni
persona).
In proposito, si segnala la possibilita’ di avvalersi della
trasmissione elettronica in formato XML delle previsioni economiche
formulate dai centri di costo, in alternativa all’inserimento tramite
maschere di acquisizione sul portale. A tale scopo e’ stato previsto
un apposito profilo utente (inseritore XML).

Centro di Responsabilita’
Gli utenti con profilo referente del Centro di Responsabilita’, con
l’applicazione della riforma hanno nuovi compiti e, come per il
trascorso anno, devono, in particolare, provvedere:
– all’inserimento delle informazioni relative alla previsione
integrata degli anni persona per il 2012, evidenziando le differenze
tra gli AAP che si prevede di utilizzare per Programma e quelli che
si prevede di pagare sui capitoli stipendiali del Centro di
Responsabilita’ e sui Programmi;
– al coordinamento del processo di inserimento delle previsioni
economiche per il primo anno (2012) da parte dei Centri di costo
sottostanti(7 );
——–
(7 ) La Ragioneria Generale dello Stato, a partire dalla circolare
n. 14/2010, ha avviato un’azione diretta alla revisione dei
programmi di spesa al fine di renderli coerenti con le indicazioni
di cui al comma 2, art. 21 della legge 196/09 secondo il quale “la
realizzazione di ciascun programma e’ affidata ad un unico centro di
responsabilita’ amministrativa, corrispondente all’unita’
organizzativa di primo livello dei Ministeri, ai sensi dell’articolo
3 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300”. In sostanza, si
richiede che il coordinamento delle attivita’ per la realizzazione
di ciascun programma sia sempre affidato ad un unico responsabile.

– ad inserire le previsioni di costo per i due anni successivi al
primo, aggregate per Centro di Responsabilita’ e per Programma e per
voce di terzo livello del piano dei conti;
– ad inserire le informazioni per la riconciliazione per tutto il
triennio.

Uffici Centrali di Bilancio
Gli Uffici centrali di bilancio sono pienamente coinvolti nel
processo di raccolta dei dati economici delle Amministrazioni
centrali dello Stato, assicurando il controllo dei dati trasmessi dai
Centri di costo e dai Centri di Responsabilita’.

* * *

Per maggiori approfondimenti relativi al processo, agli attori
coinvolti ed alle specifiche tecnico-operative per gli utenti, si
rimanda all’apposito documento pubblicato sul sito di Contabilita’
economica.

3. CALENDARIO DEGLI ADEMPIMENTI RELATIVI AL BUDGET TRIENNALE 2012 –
2014

La raccolta dei dati economici deve essere effettuata nel pieno
rispetto dei tempi di seguito indicati per consentire agli uffici
della RGS la successiva attivita’ di verifica ed analisi dei dati
economici e l’elaborazione delle tabelle del Budget 2012-2014 entro
il 15 ottobre 2011, data di presentazione del disegno di legge di
bilancio e dei correlati elementi informativi di cui all’art. 21,
comma 11 della citata legge di riforma.

Parte di provvedimento in formato grafico

Assistenza

Le richieste di chiarimenti necessari per Io svolgimento delle
attivita’ indicate nella presente Nota tecnica e le richieste di
abilitazione/disabilitazione delle utenze per l’accesso all’area
riservata del portale di contabilita’ economica possono essere
rivolte, per posta elettronica, all’indirizzo:
[email protected]
indicando nell’oggetto il Ministero di appartenenza e specificando
nella richiesta: nome, cognome, codice fiscale, telefono e profilo
utente da abilitare o disabilitare
Per l’assistenza tecnica e’ disponibile il Call Desk di contabilita’
economica al numero 0647612146 (dal lunedi’ al venerdi’, dalle ore
gDO alle 18,00),

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 13 luglio 2011, n. 23 – Previsioni di bilancio per l’anno 2012

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