MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 24 maggio 2012 | Architetto.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 24 maggio 2012

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 24 maggio 2012 - Modalita' di attuazione dei commi da 1 a 3 dell'articolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, in materia di imposta di bollo su conti correnti e prodotti finanziari. (12A06249) - (GU n. 127 del 1-6-2012 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 24 maggio 2012

Modalita’ di attuazione dei commi da 1 a 3 dell’articolo 19 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, in materia di imposta di bollo
su conti correnti e prodotti finanziari. (12A06249)

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
642, e successive modificazioni ed integrazioni recante la disciplina
dell’imposta di bollo;
Visto il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il
Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;
Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237, recante la
modifica della disciplina in materia di servizi autonomi di cassa
degli uffici finanziari ed in particolare l’articolo 6 del medesimo
decreto concernente la riscossione di particolari entrate, come
sostituito dall’articolo 1 del decreto legislativo 19 novembre 1998,
n. 422;
Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, recante il
Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione
finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio
1996, n. 52;
Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, concernente norme
di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di
dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto nonche’
di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni ed in
particolare il Capo III dello stesso concernente “Disposizioni in
materia di riscossione” laddove all’articolo 17, comma 2, lettera h –
ter), e’ disposto che il sistema del versamento unitario e la
compensazione delle imposte e dei contributi dovuti possono essere
estesi alle altre entrate individuate con decreto del Ministro delle
finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, e con i ministri competenti per settore;
Visto il decreto del Ministero delle finanze del 17 dicembre 1998 di
approvazione dei modelli di versamento in lire ed in euro delle
entrate gia’ di competenza dei servizi di cassa degli uffici
dipendenti dal Dipartimento delle entrate e dal Dipartimento del
territorio e modalita’ di riscossione;
Visto il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il
Codice delle assicurazioni private;
Visto il proprio Decreto dell’8 novembre 2011 concernente
l’estensione delle modalita’ di versamento tramite modello F 24
all’imposta sulle successioni e donazioni, all’imposta di registro,
all’imposta ipotecaria, all’imposta catastale, alle tasse ipotecarie,
all’imposta di bollo, all’imposta comunale sull’incremento di valore
degli immobili, all’imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e
lungo termine, ai tributi speciali nonche’ ai relativi accessori,
interessi e sanzioni, compresi gli oneri e le sanzioni dovuti per
l’inosservanza della normativa catastale, emanato ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, lettera h-ter) del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241;
Visto il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, laddove
all’articolo 19, comma 5, e’ disposto che con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalita’ di
attuazione dei commi da 1 a 3 dello stesso articolo concernenti le
modifiche apportate all’articolo 13 della Tariffa, parte prima,
allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972
n. 642 ed alle relative note 3-bis e3-ter;
Visto il decreto legge 2 marzo 2012 n. 16 ed in particolare
l’articolo 8, commi da 13 a 16, recante modifiche in materia di
imposta di bollo;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, recante la riforma dell’organizzazione del Governo a
norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, ed in
particolare l’articolo 23 concernente l’istituzione del Ministero
dell’economia e delle finanze e le sue attribuzioni;
Rilevata l’esigenza di provvedere a determinare le modalita’ di
attuazione dei commi da 1 a 3 dell’articolo 19 del decreto legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, come integrati e modificati dall’articolo 8,
commi da 13 a 16, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.

DECRETA

Articolo 1

Definizioni

1. Agli effetti del presente decreto si intendono per:
a) ente gestore: il soggetto che a qualsiasi titolo esercita sul
territorio della Repubblica l’attivita’ bancaria, finanziaria o
assicurativa rispettivamente secondo le disposizioni del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il Testo unico delle
leggi in materia bancaria, del decreto legislativo 24 febbraio 1998,
n. 58, recante il Testo unico delle disposizioni in materia di
intermediazione finanziaria, degli articoli 8 e 21 della legge 6
febbraio 1996, n. 52, ovvero del decreto legislativo 7 settembre
2005, n. 209, recante il Codice delle assicurazioni private, ivi
comprese le Poste italiane S.p.A., che si relazioni direttamente od
indirettamente con il cliente anche ai fini delle comunicazioni
periodiche relative al rapporto intrattenuto e del rendiconto
effettuato sotto qualsiasi forma;
b) cliente: il soggetto la cui definizione e’ contenuta nel
Provvedimento del Governatore della Banca d’Italia del 9 febbraio
2011, pubblicato nella G.U. del 16 febbraio 2011, n. 38. Non si
considerano rapporti aperti con il cliente quelli aperti per ordine
dell’autorita’ giudiziaria;
c) prodotti finanziari: i prodotti elencati nell’articolo 1 del
decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, ivi compresi i depositi
bancari e postali, anche se rappresentati da certificati.

Articolo 2

Imposta di bollo disciplinata dall’articolo 13, comma 2-bis, della
Tariffa, Allegato A, Parte Prima, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.

1. Il comma 2-bis dell’articolo 13 della Tariffa, Allegato A, Parte
Prima, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 642, individua le misure dell’imposta di bollo da corrispondere
annualmente a seguito della instaurazione e tenuta di rapporti di
conto corrente o di libretti di risparmio presso banche e Poste
italiane S.p.A..
2. L’imposta di cui al comma 1 deve essere calcolata in misura
differenziata in funzione del soggetto titolare del rapporto e del
periodo di rendicontazione dell’estratto conto ovvero del rendiconto.
Nel caso di estratti conto o rendiconti inviati alle societa’
fiduciarie, l’imposta deve essere calcolata nella misura annua di
euro 34,20, se il fiduciante e’ persona fisica, ovvero nella misura
di euro 100,00, se soggetto diverso. Per i libretti al portatore, si
considera il soggetto che ne ha richiesto l’emissione. In caso di
piu’ rapporti di conto corrente ovvero libretti identicamente
intestati, l’imposta di cui al comma 1 e’ dovuta con riferimento a
ciascun rapporto ovvero libretto.
3. Il periodo di riferimento per il calcolo dell’imposta dovuta e’
l’anno civile. Se gli estratti conto sono inviati periodicamente nel
corso dell’anno ovvero in caso di estinzione o di apertura dei
rapporti in corso d’anno, l’imposta e’ rapportata al periodo
rendicontato.
4. Se il cliente e’ persona fisica, l’imposta non e’ dovuta per gli
estratti conto e i rendiconti il cui valore medio di giacenza non
supera euro 5.000,00. A tal fine, sono unitariamente considerati
tutti i rapporti di conto corrente e i libretti di risparmio
identicamente intestati, intrattenuti con la medesima banca, con
Poste italiane S.p.A o emessi da Cassa Depositi e Prestiti.
5. L’imposta e’ applicata dall’ente gestore:
a) al 31 dicembre di ciascun anno, in caso di periodicita’ annuale o
in assenza di invio del documento;
b) alla fine del periodo rendicontato in caso di periodicita’
infrannuale stabilite contrattualmente;
c) alla data di cessazione del rapporto in caso di estinzione
infrannuale.
6. L’imposta di bollo non e’ dovuta con riferimento ai conti correnti
intestati a persone fisiche qualora il valore della giacenza media
risulti negativo. Tali conti correnti non concorrono a formare il
valore medio di giacenza ai fini dell’esenzione di euro 5.000,00.

Articolo 3

Imposta di bollo disciplinata dall’articolo 13, comma 2-ter, della
Tariffa, Allegato A, Parte Prima, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.

1. Il comma 2-ter dell’articolo 13 della Tariffa, Allegato A, Parte
Prima, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 642, individua, nella misura proporzionale dell’1 per mille per
l’anno 2012 e dell’1,5 per mille per gli anni successivi, l’imposta
di bollo su base annua applicata dagli enti gestori in funzione del
valore di mercato o, in mancanza, del valore nominale o di rimborso
dei prodotti finanziari, compresi i depositi bancari e postali, anche
rappresentati da certificati, calcolato al termine del periodo
rendicontato ovvero al 31 dicembre di ciascun anno in assenza di
rendicontazione. In mancanza dei predetti valori, si assume il costo
di acquisto come desumibile dalle evidenze dell’intermediario.
2. Il periodo di riferimento per il calcolo dell’imposta dovuta e’
l’anno civile. Se le comunicazioni sono inviate periodicamente nel
corso dell’anno ovvero in caso di estinzione o di apertura dei
rapporti in corso d’anno, l’imposta e’ rapportata al periodo
rendicontato.
3. Ai fini della determinazione dell’imposta da parte dell’ente
gestore, si tiene conto del valore dei prodotti finanziari rilevato
al termine del periodo rendicontato, come risultante dalle
comunicazioni periodiche relative al rapporto intrattenuto e dal
rendiconto effettuato sotto qualsiasi forma o, in assenza di
rendicontazione periodica e per i buoni postali fruttiferi, al 31
dicembre di ogni anno. Se, in costanza di rapporto, sia all’inizio
che al termine del periodo rendicontato non sono presenti prodotti
finanziari ne’ sono state registrate movimentazioni nel corso del
periodo stesso, l’imposta non e’ dovuta.
4. L’importo minimo dell’imposta da corrispondere su base annua e’ di
euro 34,20. Limitatamente all’anno 2012 l’importo massimo
dell’imposta da corrispondere su base annua non puo’ eccedere la
misura di euro 1.200,00. Nel caso di rendiconti periodici ovvero in
caso di estinzione o di apertura dei rapporti in corso d’anno, le
dette misure minime e massime sono ragguagliate al periodo
rendicontato e sono applicate in considerazione dell’ammontare
complessivo dei prodotti finanziari del cliente presso il medesimo
ente gestore.
5. Ai fini dell’esenzione da imposta per valori dei buoni postali
fruttiferi non superiori ad euro 5.000,00 sono unitariamente
considerati tutti i buoni fruttiferi di cui il cliente risulti
intestatario presso Poste italiane S.p.A., esclusi i buoni postali
fruttiferi emessi in forma cartacea prima del 1° gennaio 2009.
6. In presenza di piu’ enti gestori, le comunicazioni relative a
prodotti finanziari rilevanti, ai fini dell’applicazione
dell’imposta, sono quelle inviate, anche ai sensi della nota 3-ter,
secondo periodo, all’art. 13 della Tariffa, Allegato A, Parte Prima,
allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, dall’ente gestore che
intrattiene direttamente con il cliente un rapporto di custodia,
amministrazione, deposito, gestione o altro stabile rapporto. Con
riferimento alle polizze di assicurazione ed ai buoni fruttiferi
postali, l’imposta e’ comunque applicata a cura, rispettivamente,
dell’impresa di assicurazione e di Poste italiane S.p.A.. Per i
rapporti intrattenuti presso l’ente gestore per il tramite di
societa’ fiduciarie, l’imposta deve essere applicata dall’ente
gestore.
7. Per le comunicazioni relative a polizze di assicurazione e
operazioni di cui, rispettivamente, ai rami vita III e V di cui
all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 7 dicembre 2005, n.
209, a buoni postali fruttiferi nonche’ a prodotti finanziari diversi
da quelli dematerializzati, per i quali non sussista un rapporto di
custodia ed amministrazione, ovvero altro stabile rapporto, l’imposta
di bollo per ciascun anno e’ dovuta all’atto del rimborso o riscatto.
L’imposta puo’ essere applicata, con le medesime modalita’, anche per
le comunicazioni relative a polizze emesse da imprese di
assicurazioni estere operanti in Italia in regime di liberta’ di
prestazione di servizi e stipulate da soggetti residenti nello Stato,
ove dette imprese richiedano l’autorizzazione per il pagamento in
modo virtuale e sempreche’ esercitino o abbiano esercitato la
facolta’ prevista dall’articolo 26-ter, comma 3, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. In tal caso,
l’impresa estera adempie direttamente all’applicazione dell’imposta
di bollo ovvero tramite un rappresentante fiscale che risponde in
solido con essa per il versamento dell’imposta.

Articolo 4

Modalita’ di pagamento dell’imposta, ordinarie e transitorie

1. L’imposta di bollo di cui all’articolo 13, commi 2-bis e2-ter,
della Tariffa, Allegato A Parte prima, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 642, puo’ essere assolta in modo
virtuale, ai sensi dell’articolo 15 dello stesso decreto.
2. Qualora l’ente gestore, alla data di entrata in vigore del
presente decreto, non abbia ancora presentato la domanda di cui
all’articolo 15, terzo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972 n. 642 per il pagamento dell’imposta di
bollo in modo virtuale, ricomprende nella dichiarazione ivi prevista
anche gli atti e i documenti emessi dal 1° gennaio 2012 e fino alla
data del rilascio dell’autorizzazione, se non gia’ assoggettati
all’imposta di bollo.
3. Resta fermo l’obbligo di pagamento dell’acconto di imposta con
scadenza 16 aprile di ogni anno, secondo le disposizioni di cui
all’articolo 15-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642 come modificato dall’articolo 5, comma 2, del
decreto legge 2 marzo 2012, n. 16. A tale obbligo sono altresi’
tenute le imprese di assicurazione. L’acconto, per l’anno 2013, deve
essere versato entro il 16 aprile 2012 dagli enti gestori che alla
data di entrata in vigore del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16
risultavano in possesso dell’autorizzazione al pagamento dell’imposta
di bollo in modo virtuale. Per i soggetti che ottengono
l’autorizzazione al pagamento dell’imposta di bollo in modo virtuale
nel periodo compreso tra il 3 marzo 2012 ed il 16 aprile 2012,
nonche’ per le imprese di assicurazioni che risultano in possesso
dell’autorizzazione al pagamento dell’imposta di bollo in modo
virtuale alla data del 16 aprile 2012, l’acconto, per l’anno 2013, va
versato entro il termine di sessanta giorni dalla data di
pubblicazione del presente decreto. L’acconto e’ determinato in
misura pari al 95 per cento, ridotto al 50 per cento con riferimento
all’imposta dovuta ai sensi del comma 2-ter dell’articolo 13 della
Tariffa, Allegato A, Parte prima, al medesimo decreto. Con
riferimento all’acconto, relativo all’anno 2013, in applicazione
delle disposizioni di cui al successivo comma 6, non si procede
all’applicazione di sanzioni per eventuali errori nella
determinazione dell’imposta dovuta.
4. L’imposta e’ sostitutiva di quella dovuta per tutti gli atti e
documenti formati o emessi ovvero ricevuti dagli enti gestori,
indicati nell’articolo 2, nota 2-bis e negli articoli 9, comma 1,
lettera a), 13, commi 1 e 2, e 14 della Tariffa, Allegato A, Parte
prima, al decreto del Presidente della Repubblica ottobre 1972, n.
642, relativi a operazioni e rapporti regolati mediante conto
corrente o libretto di risparmio, ovvero relativi al deposito titoli
o agli altri rapporti concernenti prodotti finanziari, ivi compresi i
depositi bancari e postali, anche rappresentati da certificati;
l’effetto sostitutivo opera anche in caso di giacenza media pari o
inferiore a complessivi euro 5.000 per gli estratti dei conti
correnti e i rendiconti dei libretti di risparmio nonche’ per le
comunicazioni relative ai buoni postali fruttiferi di valore di
rimborso complessivamente non superiore a euro 5.000.
5. Dai versamenti dovuti ai sensi degli articoli 15 e 15-bis del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642,
possono essere scomputati eventuali crediti residui dell’imposta di
bollo, comprese le eccedenze dei versamenti dell’addizionale
istituita dall’articolo 11, comma 5, del decreto legge 19 dicembre
1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio
1995, n. 35.
6. Per i comportamenti adottati dagli enti gestori fino alla data di
entrata in vigore del presente decreto, difformi dalle previsioni ivi
contenute, non si dara’ luogo all’applicazione delle sanzioni.

Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle
Repubblica italiana.

Roma, 24 maggio 2012

Il Ministro: Monti

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 24 maggio 2012

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