MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 6 marzo 2008 | Architetto.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 6 marzo 2008

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 6 marzo 2008 - Approvazione degli studi di settore relativi ad attivita' professionali. (GU n. 76 del 31-3-2008 - Suppl. Straordinario)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 6 marzo 2008
Approvazione degli studi di settore relativi ad attivita’
professionali.

IL VICE MINISTRO
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle
imposte sui redditi;
Visto il testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
come modificato dal decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344
Visto l’art. 62-bis del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, il
quale prevede che gli uffici del Dipartimento delle entrate del
Ministero delle finanze elaborino, in relazione ai vari settori
economici, appositi studi di settore;
Visto il medesimo art. 62-bis del citato decreto legge n. 331 del
1993, che prevede che gli studi di settore siano approvati con
decreto del Ministro delle finanze;
Visto l’art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, e successive
modificazioni che individua le modalita’ di utilizzazione degli studi
di settore in sede di accertamento nonche’ le cause di esclusione
dall’applicazione degli stessi;
Visto l’art. 10-bis della legge 8 maggio 1998, n. 146, introdotto
dal comma 13 dell’art. 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006,
concernente le modalita’ di revisione ed aggiornamento degli studi di
settore;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n.
195, recante disposizioni concernenti i tempi e le modalita’ di
applicazione degli studi di settore;
Considerato che, a seguito delle analisi e delle valutazioni
effettuate allo stato, sulla base dei dati in possesso
dell’amministrazione finanziaria, sono emerse cause di non
applicabilita’ degli studi di settore;
Visto il decreto del Ministro delle finanze 10 novembre 1998, che
ha istituito la commissione di esperti prevista dall’art. 10,
comma 7, della legge n. 146 del 1998, integrata e modificata con
successivi decreti del 5 febbraio 1999, del 24 ottobre 2000, del
2 agosto 2002 e del 14 luglio 2004;
Visto l’art. 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che
ha trasferito le funzioni dei Ministeri del bilancio, del tesoro e
della programmazione economica e delle finanze al Ministero
dell’economia e delle finanze;
Visto l’art. 57 del medesimo decreto legislativo n. 300 del 1999,
che ha istituito le Agenzie fiscali;
Visto il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate
5 maggio 2006, concernente l’approvazione dei modelli per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli
studi di settore nel settore delle attivita’ professionali;
Visti i decreti del Ministro dell’economia e delle finanze 5 aprile
2006 e 20 marzo 2007, concernenti l’approvazione di studi di settore
relativi alle attivita’ professionali;
Visto il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate
16 novembre 2007, concernente l’approvazione della tabella di
classificazione delle attivita’ economiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 giugno 2006, con
l’unita delega di funzioni, registrato alla Corte dei conti il
13 giugno 2006 Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei
Ministri, registro n. 7, foglio n. 397, concernente l’attribuzione
all’on. prof. Vincenzo Visco del titolo di Vice Ministro presso il
Ministero dell’economia e delle finanze;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze
11 febbraio 2008, concernente la semplificazione degli adempimenti
per l’applicazione degli studi di settore ai contribuenti che
esercitano due o piu’ attivita’ d’impresa ovvero una o piu’ attivita’
in diverse unita’ di produzione o di vendita;
Acquisito il parere della predetta commissione di esperti in data
31 gennaio 2008;
Decreta:

Art. 1.
Approvazione degli studi di settore
1. Sono approvate, in base all’art. 62-bis del decreto legge
30 agosto 1993, n. 331, convertito con modificazioni dalla legge
29 ottobre 1993, n. 427, le evoluzioni degli studi di settore
relativi alle seguenti attivita’ professionali:
a) Studio di settore TK26U (che sostituisce lo studio di settore
SK26U) – Attivita’ delle guide e degli accompagnatori turistici,
codice attivita’ 79.90.20; Attivita’ delle guide alpine, codice
attivita’ 93.19.92;
b) Studio di settore TK27U (che sostituisce lo studio di settore
SK27U) – Edizione di giochi per computer, codice attivita’ 58.21.00;
Edizione di altri software a pacchetto (esclusi giochi per computer),
codice attivita’ 58.29.00; Produzione di software non connesso
all’edizione, codice attivita’ 62.01.00; Consulenza nel settore delle
tecnologie dell’informatica, codice attivita’ 62.02.00; Gestione di
strutture e apparecchiature informatiche hardware – housing (esclusa
la riparazione), codice attivita’ 62.03.00; Altre attivita’ dei
servizi connessi alle tecnologie dell’informatica n. c.a., codice
attivita’ 62.09.09; Elaborazione elettronica di dati contabili
(esclusi i Centri di assistenza fiscale – Caf), codice attivita’
63.11.11; Altre elaborazioni elettroniche di dati, codice attivita’
63.11.19; Hosting e fornitura di servizi applicativi (ASP), codice
attivita’ 63.11.30; Attivita’ dei disegnatori grafici di pagine web,
codice attivita’ 74.10.21;
c) Studio di settore TK28U (che sostituisce lo studio di settore
SK28U) – Attivita’ nel campo della recitazione, codice attivita’
90.01.01; Attivita’ nel campo della regia, codice attivita’ 90.02.02;
d) Studio di settore UK02U (che sostituisce lo studio di settore
TK02U) – Attivita’ degli studi di ingegneria, codice attivita’
71.12.10;
e) Studio di settore UK06U (che sostituisce lo studio di settore
TK06U) – Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed
altri soggetti che svolgono attivita’ in materia di amministrazione,
contabilita’ e tributi, codice attivita’ 69.20.13;
f) Studio di settore UK17U (che sostituisce lo studio di settore
TK17U) – Attivita’ tecniche svolte da periti industriali, codice
attivita’ 74.90.91.
2. Gli elementi necessari alla definizione presuntiva dei compensi
e dei ricavi relativi agli studi di settore indicati nel comma 1 sono
determinati sulla base della nota tecnica e metodologica, delle
tabelle dei coefficienti nonche’ della lista delle variabili per
l’applicazione dello studio di cui agli allegati:
1, per lo studio di settore TK26U;
2, per lo studio di settore TK27U;
3, per lo studio di settore TK28U;
4, per lo studio di settore UK02U;
5, per lo studio di settore UK06U;
6, per lo studio di settore UK17U.
3. Il programma per l’applicazione degli studi di settore segnala
anche, ai sensi dell’art. 10-bis, comma 2, della legge n. 146
dell’8 maggio 1998, valori di coerenza risultanti da specifici
indicatori definiti da ciascuno studio, rispetto a comportamenti
considerati normali per il relativo settore economico.
4. Gli studi di settore si applicano ai contribuenti esercenti arti
e professioni ovvero esercenti attivita’ d’impresa, che svolgono in
maniera prevalente le attivita’ indicate nel comma 1, fermo restando
il disposto dell’art. 3. In caso di esercizio di piu’ attivita’
professionali, ovvero di piu’ attivita’ d’impresa, per attivita’
prevalente si intende quella da cui deriva, nel periodo d’imposta, la
maggiore entita’, rispettivamente, dei compensi o dei ricavi.
5. Gli studi di settore TK26U, TK27U e TK28U approvati con il
presente decreto si applicano, ai fini dell’accertamento, a decorrere
dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007.

Art. 2.
Applicazione monitorata degli studi di settore
1. Gli studi UK02U, UK06U e UK17U approvati con il presente decreto
sono oggetto di monitoraggio da parte dell’Agenzia delle entrate, che
si avvale anche della commissione degli esperti prevista dall’art.
10, comma 7, della legge 8 maggio 1998, n. 146, e sono utilizzabili
esclusivamente per la selezione delle posizioni soggettive da
sottoporre a controllo con le ordinarie metodologie.
2. I contribuenti che per il periodo d’imposta 2007 dichiarano
compensi di cui all’art. 54, comma 1, del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, di ammontare
non inferiore a quello risultante dall’applicazione dei predetti
studi di settore non sono assoggettabili ad accertamento ai sensi
dell’art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, sulla base dei
maggiori compensi determinati a seguito della applicazione degli
studi che, al termine della fase di monitoraggio, saranno oggetto di
definitiva approvazione entro il 31 marzo 2009.
3. Gli studi elencati nel comma 1 del presente art. verranno
approvati con carattere definitivo sulla base del monitoraggio
effettuato utilizzando i dati comunicati con i modelli per
l’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta
2007 e le informazioni derivanti dall’attivita’ di controllo
effettuata dall’amministrazione finanziaria, sentito il parere della
commissione degli esperti di cui al comma 1 del presente articolo.
Gli studi definitivi, fatto salvo quanto previsto al comma 2, avranno
valenza ai fini dell’accertamento con riferimento anche per i periodi
d’imp…

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