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MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

MINISTERO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO - DECRETO 30 marzo 2001, n.400: Regolamento recante i criteri e le modalita' per il finanziamento delle societa' finanziarie per lo sviluppo delle imprese operanti nel commercio, nel turismo e nei servizi. (GU n. 260 del 8-11-2001)

MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

DECRETO 30 marzo 2001, n.400

Regolamento recante i criteri e le modalita’ per il finanziamento
delle societa’ finanziarie per lo sviluppo delle imprese operanti nel
commercio, nel turismo e nei servizi.

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA
DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO
E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante
disposizioni sulla riforma della disciplina relativa al settore del
commercio a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo
1997, n. 59;
Visto l’articolo 24 del predetto decreto legislativo che prevede
interventi per i consorzi e le cooperative di garanzia collettiva
fidi come modificato dall’articolo 54, comma 3, della legge
23 dicembre 1998, n. 448, recante “Misure di finanza pubblica per la
stabilizzazione e lo sviluppo”;
Visto in particolare il comma 4 dell’articolo 24 che prevede il
finanziamento delle societa’ finanziarie, costituite da consorzi e
cooperative di garanzia collettiva fidi, per l’esercizio di talune
attivita’;
Considerato che il comma 5 dell’articolo 24 attribuisce al Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica la
definizione dei criteri e delle modalita’ per la concessione dei
predetti finanziamenti;
Visto l’articolo 9, comma 9, del decreto-legge 1 ottobre 1982, n.
697, convertito dalla legge 29 novembre 1982, n. 887, come modificato
dall’articolo 4, comma 13, della legge 27 dicembre 1997, n. 449;
Visto l’articolo 106 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n.
385, che dispone l’iscrizione degli intermediari finanziari in un
apposito elenco tenuto dall’Ufficio italiano cambi;
Visto l’articolo 113 del citato decreto legislativo 1 settembre
1993, n. 385, che dispone che i soggetti che esercitano le attivita’
indicate nel citato articolo 106, in via prevalente, non nei
confronti del pubblico, siano iscritti ad una apposita sezione
dell’elenco previsto dall’articolo 106;
Visto l’articolo 155 del predetto decreto legislativo 1 settembre
1993, n. 385, che prevede che i consorzi di garanzia collettiva fidi,
di primo e di secondo grado, anche costituiti sotto forma di societa’
cooperativa o consortile, previsti dagli articoli 29 e 30 della legge
5 ottobre 1991, n. 317, sono iscritti in un’apposita sezione
dell’elenco previsto dall’articolo 106;
Visto l’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, recante
disposizioni in materia di razionalizzazione di fondi pubblici di
garanzia;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese, a norma del-l’articolo 4, comma 4, lettera c),
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 4 dicembre 2000;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a
norma dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
effettuata con nota n. 14951 del 30 maggio 2001;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Soggetti beneficiari
1. I soggetti beneficiari dell’intervento di cui all’articolo 24
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, sono le societa’
finanziarie per lo sviluppo delle imprese operanti nel commercio, nel
turismo e nei servizi, di cui al comma 1 dello stesso articolo, in
possesso al momento della presentazione della domanda dei seguenti
requisiti:
a) forma di societa’ di capitali ed iscrizione nell’elenco di cui
all’articolo 106 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385,
ivi compresi quelli speciali di cui agli articoli 113 e 155, comma 4;
b) richiamo espresso ed inderogabile nello statuto vigente ai
principi di mutualita’. Le forme di societa’ di capitali di cui alla
lettera a) del presente comma, coerenti con il principio di
mutualita’, comprendono anche quelle previste dagli articoli 29 e 30
della legge 5 ottobre 1991, n. 317, e cioe’ le societa’ cooperative e
le societa’ consortili;
c) presenza nella compagine sociale di almeno trenta consorzi e
cooperative di garanzia collettiva fidi, di seguito denominati
confidi, di cui all’articolo 9, comma 9, del decreto-legge 1 ottobre
1982, n. 697, convertito con legge 29 novembre 1982, n. 887, e
successive modifiche, distribuiti sull’intero territorio nazionale.
2. Ciascun consorzio o cooperativa non deve detenere piu’ del venti
per cento del capitale della societa’ finanziaria. Per quanto
concerne la distribuzione sul territorio nazionale di cui al comma 1,
lettera c), i trenta consorzi e cooperative debbono avere sede legale
almeno in una regione del Nord, in una regione del Centro ed in una
regione del Mezzogiorno.
3. Le partecipazioni al capitale della societa’ finanziaria di
soggetti diversi da quelli elencati al comma 1, lettera c), non
possono superare complessivamente il trenta per cento. E’ comunque
esclusa la partecipazione di consorzi o cooperative non costituiti ai
sensi dell’articolo 9, comma 9, del decreto-legge 1 ottobre 1982, n.
697, convertito con legge 29 novembre 1982, n. 887, e successive
modifiche.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, reca
disposizioni sulla riforma della disciplina relativa al
settore commercio a norma dell’art. 4, comma 4, della legge
15 marzo 1997, n. 59.
– Il testo dell’art. 4, comma 4, della legge n. 59 del
15 marzo 1997, e’ il seguente:
“Art. 4. Con i decreti legislativi di cui all’art. 1 il
Governo provvede anche a:
a) – b) (Omissis);
c) ridefinire, riordinare e razionalizzare, sulla
base dei principi e criteri di cui al comma 3 del presente
art. 1, al comma 1 dell’art. 12 e agli articoli 14, 17 e
20, comma 5, per quanto possibile individuando momenti
decisionali unitari, la disciplina relativa alle attivita’
economiche ed industriali, in particolare per quanto
riguarda il sostegno e lo sviluppo delle imprese operanti
nell’industria, nel commercio, nell’artigianato, nel
comparto agroindustriale e nei servizi alla produzione: per
quanto riguarda le politiche regionali, strutturali e di
coesione della Unione europea, ivi compresi gli interventi
nelle aree depresse del territorio nazionale, la ricerca
applicata, l’innovazione tecnologica, la promozione della
internazionalizzazione e della competitivita’ delle imprese
nel mercato globale e la promozione della razionalizzazione
della rete commerciale anche in relazione all’obiettivo del
contenimento dei prezzi e dell’efficienza della
distribuzione; per quanto riguarda la cooperazione nei
settori produttivi ed il sostegno dell’occupazione; per
quanto riguarda le attivita’ relative alla realizzazione,
all’ampliamento, alla ristrutturazione e riconversione
degli impianti industriali, all’avvio degli impianti
medesimi ed alla creazione, ristrutturazione e
valorizzazione di aree industriali ecologicamente
attrezzate, con particolare riguardo alle dotazioni ed
impianti di tutela dell’ambiente, della sicurezza e della
salute pubblica”.
– Il testo dell’art. 24 del decreto legislativo n. 114
del 1998, a seguito dell’integrazione apportata dall’art.
54, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e’ il
seguente:
“Art. 24 (Interventi per i consorzi e le cooperative di
garanzia collettiva fidi). – 1. I consorzi e le cooperative
di garanzia collettiva fidi di cui all’art. 9, comma 9, del
decreto-legge 1 ottobre 1982, n. 697, convertito dalla
legge 29 novembre 1982, n. 887, e successive modifiche,
possono costituire societa’ finanziarie aventi per
finalita’ lo sviluppo delle imprese operanti nel commercio,
nel turismo e nei servizi.
2. I requisiti delle societa’ finanziarie, richiesti
per l’esercizio delle attivita’ di cui al presente
articolo, sono i seguenti:
a) siano ispirate ai principi di mutualita’,
richiamati espressamente e inderogabilmente nei rispettivi
statuti;
b) siano costituite da…

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