MINISTERO DELL'INTERNO | Architetto.info

MINISTERO DELL’INTERNO

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 24 maggio 2002: Norme di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione. (GU n. 131 del 6-6-2002)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 24 maggio 2002

Norme di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed
esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale
per autotrazione.

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570;
Visto l’art. 1 della legge 13 maggio 1961, n. 469;
Visto l’art. 2 della legge 26 luglio 1965, n. 966;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998,
n. 37;
Visto il proprio decreto 8 giugno 1993 recante: “Norme di sicurezza
antincendio per gli impianti di distribuzione di gas naturale per
autotrazione”;
Visto il progetto di regola tecnica elaborato dal Comitato centrale
tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Visto l’art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 577;
Rilevata la necessita’ di modificare ed aggiornare la vigente
normativa di sicurezza per gli impianti di distribuzione stradale di
gas naturale per autotrazione;
Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva
98/34/CE che codifica la procedura di notifica n. 83/189;
Decreta:
Art. 1.
Scopo e campo di applicazione
1. Il presente decreto ha per scopo l’emanazione di disposizioni di
prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio
degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per
autotrazione, che possono essere di due tipi:
a) impianti alimentati da condotta;
b) impianti alimentati da carro bombolaio.
2. Le disposizioni del presente decreto si applicano agli impianti
di nuova realizzazione.
3. Gli impianti esistenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto sono adeguati, entro due anni da tale data, alle
disposizioni di cui al Titolo V dell’allegato. Le norme di esercizio
sono osservate a partire dalla data di entrata in vigore del presente
decreto. Qualora vengano effettuate modifiche che comportino
alterazioni delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio,
gli adeguamenti di cui sopra saranno eseguiti contestualmente ai
lavori di modifica. Gli impianti esistenti, per i quali si intendono
applicare le distanze di sicurezza previste al Titolo III
dell’allegato, saranno adeguati integralmente alle disposizioni del
presente decreto.

Art. 2.
Obiettivi
1. Ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di
raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla
salvaguardia delle persone e alla tutela dei beni, gli impianti di
distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione sono
realizzati e gestiti in modo da garantire i seguenti obiettivi:
a) minimizzare le cause di rilascio accidentale di gas, di
incendio e di esplosione;
b) limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;
c) limitare, in caso di evento incidentale, danni ad edifici e/o
locali contigui all’impianto;
d) permettere ai soccorritori di operare in condizioni di
sicurezza.

Art. 3.
Disposizioni tecniche
1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2, e’
approvata la regola tecnica allegata al presente decreto.

Art. 4.
Ubicazione
1. Gli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per
autotrazione non possono sorgere:
a) nella zona territoriale omogenea totalmente edificata,
individuata come zona A nel piano regolatore generale o nel programma
di fabbricazione, ai sensi dell’art. 2 del decreto ministeriale
2 aprile 1968, n. 1444 e, nei comuni sprovvisti dei predetti
strumenti urbanistici, all’interno del perimetro del centro abitato,
delimitato a norma dell’art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765,
quando, nell’uno e nell’altro caso, la densita’ media
dell’edificazione esistente nel raggio di 200 m dal perimetro degli
elementi pericolosi dell’impianto, come definiti al punto 1.2.3
dell’allegato al presente decreto, risulti superiore a tre metri cubi
per metro quadrato;
b) nelle zone di completamento e di espansione dell’aggregato
urbano indicato nel piano regolatore generale o nel programma di
fabbricazione, nelle quali sia previsto un indice di edificabilita’
superiore a 3 m3 per m2;
c) nelle aree, ovunque ubicate, destinate a verde pubblico.
2. Il divieto di cui al precedente comma 1, lettera b), non si
applica agli impianti di distribuzione alimentati da condotta che
siano dotati di capacita’ di smorzamento/accumulo non superiore a 500
Nm3 di gas; in tali impianti non e’ consentito l’uso dei carri
bombolai e veicoli cisterna neanche per l’alimentazione di emergenza,
ne’ il rifornimento del tipo self-service.
3. Il divieto di cui al precedente comma 1, lettera c), non si
applica agli impianti di distribuzione alimentati da condotta che
siano dotati di capacita’ di smorzamento/accumulo non superiore a 500
Nm3 di gas nel caso in cui gli strumenti urbanistici comunali
ammettano la presenza di distributori di carburanti nelle aree
destinate a verde pubblico; in tali impianti non e’ consentito l’uso
dei carri bombolai e veicoli cisterna neanche per l’alimentazione di
emergenza, ne’ il rifornimento del tipo self-service.
4. L’attestazione che l’area prescelta per l’installazione
dell’impianto non ricada in alcuna delle zone o aree precedentemente
indicate e’ rilasciata dal competente ufficio dell’amministrazione
comunale.

Art. 5.
Commercializzazione CE
1. I prodotti provenienti da uno dei Paesi dell’Unione europea, o
da uno dei Paesi contraenti l’accordo SEE, legalmente riconosciuti
sulla base di norme armonizzate ovvero di norme o regole tecniche
applicate in tali Stati che permettono di garantire un livello di
protezione, ai fini della sicurezza antincendio, equivalente a quello
perseguito dalla presente regolamentazione, possono essere
commercializzati per essere impiegati nel campo di applicazione
disciplinato dal presente decreto. Nelle more della emanazione di
apposite norme armonizzate, agli estintori si applica la normativa
italiana vigente, che prevede specifiche clausole di mutuo
riconoscimento, concordate con i servizi della Commissione CE,
stabilite nei seguenti decreti del Ministro dell’interno:
decreto 12 novembre 1990 per gli estintori portatili;
decreto 6 marzo 1992 per gli estintori carrellati.

Art. 6.
Disposizioni complementari e finali
Sono abrogate tutte le disposizioni di prevenzione incendi
impartite in materia.
Il presente decreto entra in vigore il novantesimo giorno
successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
Roma, 24 maggio 2002
Il Ministro: Scajola

Allegato
REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI
PER LA PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE
ED ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE
STRADALE DI GAS NATURALE PER AUTOTRAZIONE.
TITOLO I
Disposizioni generali
1.1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.
Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si
rimanda a quanto stabilito con decreto ministeriale 30 novembre 1983
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983).
Inoltre, ai fini della presente regola tecnica, si definisce:
Linea di alta pressione.
Parte dell’impianto gas compresa tra la mandata del compressore,
o l’attacco di prelievo dal mezzo mobile, e la pistola di erogazione
gas al veicolo.
Linea di bassa pressione.
Parte dell’impianto gas compresa tra il dispositivo di
intercettazione generale di alimentazione dell’impianto di
distribuzione e l’aspirazione del primo stadio del compressore.
Locali.
Strutture di alloggiamento delle apparecchiature costituenti la
stazione di rifornimento.
Piazzali.
Aree dove accedono e sostano gli autoveicoli per il rifornimento.
Pistola di erogazione gas al veicolo.
Dispositivo montato all’estremita’ di una tubazione flessibile
che si innesta al dispositivo di carico posto sul veicolo e atto a
realizzare la connessione in modo sicuro ed ermetico, a pressione di
220 bar.
Valvola di intercettazione comandata a distanza.
Valvola normalmente chiusa il cui azionamento puo’ avvenire anche
da un punto predeterminato distante dal punto di installazione della
valvola.
1.2. Elementi costitutivi.
I vari elementi che costituiscono l’impianto di distribuzione
devono avere le caratteristiche, i dispositivi di sicurezza e le
apparecchiature di cui al successivo Titolo II.
1.2.1 Impianti alimentati da condotta.
Gli impianti possono essere costituiti da:
a) cabina di riduzione della pressione e di misura del gas;
b) locale compressori;
c) locale contenente recipienti di accumulo;
d) uno o piu’ apparecchi di distribuzione automatici per il
rifornimento degli autoveicoli;
e) box per i carri bombolai;
f) cabina per la trasformazione dell’energia elettrica;
g) locali destinati a ser…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DELL’INTERNO

Architetto.info