MINISTERO DELL'INTERNO - CIRCOLARE 1 dicembre 2009, n. 114 - Norme di sicurezza per le attivita' di spettacolo viaggiante. Chiarimenti e indirizzi applicativi. (09A14615) (GU n. 282 del 3-12-2009 | Architetto.info

MINISTERO DELL’INTERNO – CIRCOLARE 1 dicembre 2009, n. 114 – Norme di sicurezza per le attivita’ di spettacolo viaggiante. Chiarimenti e indirizzi applicativi. (09A14615) (GU n. 282 del 3-12-2009

MINISTERO DELL'INTERNO - CIRCOLARE 1 dicembre 2009, n. 114 - Norme di sicurezza per le attivita' di spettacolo viaggiante. Chiarimenti e indirizzi applicativi. (09A14615) (GU n. 282 del 3-12-2009 )

MINISTERO DELL’INTERNO

CIRCOLARE 1 dicembre 2009 , n. 114

Norme di sicurezza per le attivita’ di spettacolo viaggiante.
Chiarimenti e indirizzi applicativi. (09A14615)

Ai sigg.ri prefetti della
Repubblica
Ai sigg.ri commissari del Governo
per le province di Trento e Bolzano
e, per conoscenza
Al sig. presidente della giunta
regionale della Valle d’Aosta

Il 12 dicembre del corrente anno entreranno in vigore le
disposizioni del decreto del Ministro dell’interno 18 maggio 2007,
recante le norme di sicurezza per le attivita’ di spettacolo
viaggiante.
La complessita’ della disciplina in argomento, che investe tanto le
nuove attivita’ quanto quelle gia’ esistenti, e il coinvolgimento sia
degli enti locali, chiamati al rilascio dei provvedimenti
autorizzativi, sia delle SS.LL., quali responsabili delle Commissioni
provinciali di pubblico spettacolo, hanno reso necessario
l’emanazione della presente circolare esplicativa. La medesima e’
stata strutturata anche tenendo conto delle richieste avanzate dagli
operatori del settore e dall’ANCI.
Al fine di rendere le disposizioni della circolare pienamente
intellegibili, anche per gli aspetti squisitamente tecnici ed
amministrativi nonche’ per facilita’ di lettura, si e’ ritenuto
opportuno articolarne il testo in modo tale che i chiarimenti forniti
siano preceduti, in appositi riquadri, dai corrispondenti articoli
del decreto ministeriale in esame.
Prima di analizzare gli articoli di interesse, si evidenziano, di
seguito, le particolari esigenze in base alle quali e’ stato adottato
il decreto ministeriale 18 maggio 2007:
superare la condizione determinata dal decreto del Ministro
dell’interno 8 novembre 1997 recante la sospensione dell’attuazione
delle disposizioni di cui all’allegato VII, punto 7.7, della regola
tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e
l’esercizio dei locali di pubblico spettacolo e intrattenimenti,
approvata con decreto ministeriale 19 agosto 1996, sino
all’emanazione di specifica normativa sulla sicurezza dei circhi
equestri e per lo spettacolo viaggiante;
supportare le Commissioni di vigilanza sui locali di pubblico
spettacolo e intrattenimento nei nuovi compiti loro affidati
dall’art. 4, comma 2, del decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3
recante riordino degli organi collegiali operanti presso la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento dello
spettacolo, a norma dell’art. 11, comma 1, lettera a), della legge 15
marzo 1997, n. 59, in merito all’accertamento degli aspetti tecnici
di sicurezza e di igiene al fine della iscrizione delle nuove
tipologie di attrazione nell’elenco di cui all’art. 4, della legge 18
marzo 1968, n. 337;
aggiornare il quadro normativo cogente in un settore che, negli
ultimi anni, ha visto, fra l’altro, l’emanazione di importanti norme
tecniche di riferimento tra le quali:
UNI EN 13814:2005 – Fairground and amusement park machinery and
structures – Safety (che ha sostituito la UNI 10894:2000);
UNI EN 13782:2006 – Strutture temporanee – Tende –
Sicurezza(che ha sostituito la UNI 10949:2001);
UNI EN 1069:2002 – Acquascivoli di altezza uguale o maggiore di
2 m – Requisiti di sicurezza e metodi di prova;
UNI EN 14960:2007 – Attrezzature da gioco gonfiabili –
Requisiti di sicurezza e metodi di prova (Inflatable play equipment –
Safety requirements and test metodo);
Serie UNI EN 1176 – Attrezzature per aree da gioco (Play ground
equipment).
Art. 1

Scopo e campo di applicazione

L’art. 1 individua l’ambito di applicazione.
Il comma 1, dell’art. 1, dispone testualmente:
«1. Il presente decreto ha lo scopo di fissare i requisiti da
osservare, ai fini della sicurezza, per le attivita’ dello spettacolo
viaggiante come individuate dalla legge 18 marzo 1968, n. 337».

Al riguardo, si precisa che:

l’art. 4 della legge 18 marzo 1968, n. 337 ha istituito «presso
il Ministero del turismo e dello spettacolo un elenco delle attivita’
spettacolari, dei trattenimenti e delle attrazioni, con l’indicazione
delle particolarita’ tecnico-costruttive, delle caratteristiche
funzionali e della denominazione».
Il primo elenco «tipologico» delle attivita’ spettacolari, dei
trattenimenti e delle attrazioni, ai sensi del citato art. 4, e’
quello riportato nel decreto interministeriale 23 aprile 1969.
Ad esso si sono succeduti nel tempo, come previsto dall’art. 4
della legge 18 marzo 1968, n. 337, gli aggiornamenti, a seguito degli
inserimenti nell’iniziale elenco di nuove attrazioni, mediante
decreti emanati dal Ministero per i beni e le attivita’ culturali di
concerto con il Ministero dell’interno.
A tutt’oggi, dopo quello iniziale del 23 aprile 1969, i successivi
decreti interministeriali emessi, sono nell’ordine, i seguenti:
decreto ministeriale 22 luglio 1981, decreto ministeriale 10 gennaio
1985, decreto ministeriale 1° giugno 1989, decreto ministeriale 10
novembre 1990, decreto ministeriale 10 aprile 1991, decreto
ministeriale 9 aprile 1993, decreto ministeriale 23 luglio 1997,
decreto ministeriale 8 maggio 2001, decreto ministeriale 7 gennaio
2002, decreto ministeriale 20 marzo 2003, decreto ministeriale 29
ottobre 2003, decreto ministeriale 28 febbraio 2005, decreto
ministeriale 10 marzo 2006 e decreto ministeriale 7 novembre 2007;
in base al decreto interministeriale 23 aprile 1969 e alle
successive integrazioni, le attivita’ dello spettacolo viaggiante
sono classificate in 6 sezioni, cosi’ definite:
Sezione I – Piccole, medie e grandi attrazioni;
Sezione II – Balli a palchetto o balere;
Sezione III – Teatri viaggianti;
Sezione IV – Circhi equestri;
Sezione V – Esibizioni moto-auto acrobatiche;
Sezione VI – Spettacolo di strada (nuova sezione introdotta
dal decreto ministeriale 28 febbraio 2005);
la sicurezza delle attivita’ dello spettacolo viaggiante, oltre
al requisito antincendio, ed in particolare alla pubblica incolumita’
in conformita’ alle disposizioni di cui al decreto
legislativo 139/2006, riguarda anche gli altri requisiti di
solidita’, sicurezza e igiene, anche ai fini della prevenzione degli
infortuni, in relazione a quanto previsto dagli articoli 141 e
seguenti del Regolamento di esecuzione del Testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza (in seguito indicato con l’acronimo T.U.L.P.S.),
cosi’ come modificati dall’art. 4, comma 1, lett. b), del decreto del
Presidente della Repubblica 28 maggio 2001, n. 311, relativamente
alle verifiche e ai controlli affidati alle previste Commissioni di
vigilanza;
il decreto ministeriale 18 maggio 2007 ha, come campo di
applicazione, le attivita’ dello spettacolo viaggiante inserite o da
inserire nell’apposito elenco di cui al decreto interministeriale 23
aprile 1969 e successivi aggiornamenti. Sono, pertanto, da ritenersi
esclusi dal campo di applicazione del decreto 18 maggio 2007 gli
altri giochi, attrezzature e strutture, sia fissi che mobili,
presenti nei parchi di divertimento ma che, al momento, non risultano
compresi nel suddetto elenco tipologico; tra questi, a titolo
esemplificativo e non esaustivo, si ricordano gli apparecchi
automatici e semi-automatici da trattenimento per il gioco lecito o
elettromeccanici (richiamati nell’art. 4, comma secondo, della legge
18 marzo 1968, n. 337), le aree gioco per bambini, le pareti da
arrampicata, le passerelle, le tribune, ecc. Al riguardo e’ dunque
utile ricordare che, in presenza di attrezzature da trattenimento,
attrazioni o giochi meccanici, elettromeccanici o elettronici, la
Commissione di vigilanza, ai fini delle previste verifiche, deve
comunque acquisire, ai sensi dell’art. 141-bis, comma 5, del
Regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S., una relazione tecnica di un
tecnico esperto, dalla quale risulti la rispondenza dell’impianto
alle regole tecniche di sicurezza e, limitatamente agli apparecchi di
cui all’art. 110, comma 7, del T.U.L.P.S., alle prescrizioni tecniche
ed amministrative vigenti.

Il comma 2, dell’art. 1, dispone:
«2. Resta fermo, ai soli fini della prevenzione incendi, quanto
previsto dal decreto ministeriale 19 agosto 1996 e successive
modifiche ed integrazioni per le attivita’ dello spettacolo
viaggiante comprese fra i locali di intrattenimento e di pubblico
spettacolo di cui all’art. 1 del medesimo decreto ministeriale.»;
alcune attivita’ dello spettacolo viaggiante (per esempio, i
teatri viaggianti, i circhi equestri) rientrano fra i locali di
pubblico spettacolo di cui all’art. 1 del decreto ministeriale 19
agosto 1996; alle stesse pertanto, oltre alle norme di cui al decreto
ministeriale 18 maggio 2007, si applicano anche le norme di cui al
suddetto decreto ministeriale 19 agosto 1996.

Art. 2

Definizioni

L’art. 2, comma 1, elenca le definizioni e, in particolare, dalla
lettera a) alla lettera d) dispone quanto segue:
«1. Ai fini del presente decreto, valgono le seguenti
definizioni:
a) attivita’ di spettacolo viaggiante: attivita’ spettacolari,
trattenimenti e attrazioni, allestite mediante attrezzature mobili, o
installate stabilmente, all’aperto o al chiuso, ovvero in parchi di
divertimento. Tali attivita’ sono quelle classificate per tipologia
con decreto del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, ai
sensi dell’art. 4 della legge 18 marzo 1968, n. 337;
b) attrazione: singola attivita’ dello spettacolo viaggiante
compresa nella sezione I dell’apposito elenco ministeriale
(autoscontro, giostra per bambini, ecc.);
c) attivita’ esistente: attivita’ di spettacolo viaggiante compresa
per tipologia nell’elenco di cui all’art. 4 della legge 18 marzo
1968, n. 337 e posta in esercizio sul territorio nazionale prima
della entrata in vigore del presente decreto;
d) parco di divertimento: complesso di attrazioni, trattenimenti ed
attrezzature dello spettacolo viaggiante rispondente alle tipologie
previste nell’elenco di cui all’art. 4 della legge 18 marzo 1968, n.
337, destinato allo svago, alle attivita’ ricreative e ludiche,
insistente su una medesima area e per il quale e’ prevista una
organizzazione, comunque costituita, di servizi comuni»;
Al riguardo, si precisa che:
il decreto ministeriale 18 maggio 2007, come detto in precedenza,
si applica a tutte le «attivita’» riportate nell’elenco del decreto
interministeriale 23 aprile 1969 e successivi aggiornamenti,
comprese, quindi, le «piccole attrazioni» della Sezione I. In merito
appare opportuno evidenziare che per tali tipologie di piccole
attrazioni (molte di esse sono prodotte in serie e comportano una
interazione con il pubblico quasi nulla, come nel caso ad esempio
delle rotonde o tiri al gettone, ovvero molto limitata, come ad
esempio le piccole attrazioni a dondolo, a gettone o a moneta,
denominate «kiddie ride»), sono in corso necessari approfondimenti al
fine di adottare procedimenti semplificati per la registrazione e il
rilascio del codice identificativo, i cui esiti si fa riserva di far
conoscere;
sulla definizione di attivita’ di spettacolo viaggiante «esistente»
si rinvia alla lettera circolare prot. n. P570/4109/sott. 29 del 2
maggio 2008 del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso
pubblico e della difesa civile – Direzione centrale per la
prevenzione e sicurezza tecnica, con cui e’ stato gia’ fornito un
opportuno chiarimento. Si conferma dunque che un’attivita’ di
spettacolo viaggiante si considera «esistente» se e’ stata posta in
esercizio sul territorio nazionale prima dell’entrata in vigore del
decreto 18 maggio 2007 (12 dicembre 2007). La condizione di esistenza
e’ verificabile attraverso il possesso da parte del gestore della
licenza ex art. 69 T.U.L.P.S. (licenza della Autorita’ locale di
pubblica sicurezza) e la congruenza fra la documentazione agli atti
dello stesso gestore (relazione, disegni, fotografie, manuale d’uso e
manutenzione, collaudi annuali da parte di tecnici abilitati) e la
specifica attivita’ in questione;
l’ambito di competenza delle Commissioni di vigilanza riguarda sia
i parchi caratterizzati dalle attivita’ dello spettacolo viaggiante –
quali i parchi definiti dal comma 1 lettera d) Questa definizione e’
stata tratta dal decreto del Ministro per i beni e le attivita’
culturali 21 dicembre 2005 (recante criteri e modalita’ di erogazione
di contributi in favore delle attivita’ di spettacolo viaggiante in
materia di autorizzazione all’esercizio dei parchi di divertimento),
nel quale, fra l’altro, sono individuati i «parchi» soggetti
all’autorizzazione ministeriale disciplinata dall’art. 8 del D.P.R.
21 aprile 1994, n. 394. Con la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge
finanziaria per il 2007) e’ stato abrogato l’intero titolo III del
D.M. 21 dicembre 2005 e, di conseguenza, e’ stata soppressa
l’autorizzazione ministeriale e la correlata classificazione dei
parchi di divertimento., sia le altre tipologie di parchi con
finalita’ ricreative, ludico-sportive, educative, ecc. (come, ad
esempio, i parchi tematici, acquatici, avventura, faunistici),
costituiti da aree recintate, in genere con ingresso a pagamento,
allestite con impianti appositamente destinati a spettacoli o
intrattenimenti e/o con giochi e attrezzature fruibili dal pubblico
e/o con apposite strutture per lo stazionamento del pubblico;
ai fini dell’applicazione delle norme di prevenzione incendi resta
valida la definizione riportata al titolo I della regola tecnica
allegata al decreto ministeriale 19 agosto 1996 («spettacoli
viaggianti e parchi di divertimenti: luoghi destinati ad attivita’
spettacolari, trattenimenti o attrazioni, allestiti mediante
attrezzature mobili, all’aperto, ovvero in parchi permanenti»).
La lettera e), del comma 1, dell’art. 2, del decreto in commento,
contiene la definizione della figura del gestore. Essa recita
testualmente:
«e) gestore: soggetto che ha il controllo dell’attivita’ di
spettacolo viaggiante e a cui fa capo la titolarita’ della licenza di
cui all’art. 69 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
(TULPS). Nel caso dei parchi di divertimento, per le finalita’ del
presente decreto, e’ equiparato al gestore, il direttore tecnico o
responsabile della sicurezza che, per formale delega del gestore o
del legale rappresentante del parco medesimo, sia preposto alla
conduzione o al controllo di conduzione di una o piu’ attrazioni»;
i parchi di divertimento, in quanto luogo di pubblico spettacolo
e/o trattenimento, sono soggetti alla licenza di cui all’art. 68 del
T.U.L.P.S., previa verifica della Commissione di vigilanza ai sensi
dell’art. 80 del medesimo testo unico. Le singole attrazioni sono
invece soggette a licenze ex art. 69 T.U.L.P.S. e, per
l’equiparazione stabilita dal decreto ministeriale 18 maggio 2007,
possono essere rilasciate, alle condizioni indicate nel medesimo
decreto ministeriale, anche al direttore tecnico o al responsabile
della sicurezza del parco di divertimento.
La successiva lettera f), del comma 1, dell’art. 2, concerne la
figura del conduttore, di seguito definita:
«f) conduttore: persona delegata dal gestore come responsabile
del funzionamento dell’attivita’ quando questa e’ posta a
disposizione del pubblico»;
il conduttore, che la UNI EN 13814:2005 definisce come
«operator», e’ indicato come la persona «preposta», in senso lato,
dal gestore al funzionamento dell’attivita’ quando questa e’ posta a
disposizione del pubblico; non occorre quindi che, a tal fine, si
formalizzi fra i due soggetti una delega in senso stretto. Si ritiene
comunque necessaria una attestazione, a firma del gestore,
sottoscritta, per conferma, dal conduttore, sull’avvenuta formazione
dello stesso per il corretto e sicuro utilizzo della attivita’ da
condurre e sui comportamenti da tenere in caso di possibili
situazioni di pericolo per la pubblica incolumita’.

Art. 3

Requisiti tecnici delle nuove attivita’
di spettacolo viaggiante

L’art. 3 fissa i requisiti tecnici delle nuove attivita’ ai fini
della sicurezza. Tale norma dispone:
«1. Ogni nuova attivita’ di spettacolo viaggiante, fatti salvi
gli adempimenti previsti da specifiche regole tecniche di prevenzione
incendi, deve essere, ai fini della sicurezza, progettata, costruita,
collaudata ed utilizzata secondo quanto previsto dalle norme di buona
tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione nazionali o
europei o, in assenza, da standard di buona tecnica di riconosciuta
validita’».
In merito si chiarisce quanto segue:
sul concetto di «nuova attivita’» si rinvia alla sopra citata
lettera-circolare prot. n. P570/4109/sott. 29 del 2 maggio 2008 del
Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della
Difesa civile – Direzione centrale per la prevenzione e sicurezza
tecnica, con cui sono stati forniti opportuni chiarimenti. Si
conferma dunque che un’attivita’ e’ da considerarsi «nuova», e quindi
soggetta agli obblighi di cui all’art. 4, del decreto 18 maggio 2007
(registrazione e codice identificativo), anche quando, pur essendo
gia’ compresa, per tipologia, nell’elenco ministeriale di cui
all’art. 4, della legge n. 337/1968, e prodotta prima dell’entrata in
vigore del decreto, sia stata posta in esercizio dopo la stessa data.

Art. 4

Registrazione e codice identificativo
delle nuove attivita’

L’art. 4 definisce, per le nuove attivita’, il procedimento di
registrazione e conseguente rilascio del codice da parte dei Comuni,
previa acquisizione del parere della competente Commissione di
vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.
Il comma 1, del citato art. 4, cosi’ recita:
«1. Ogni nuova attivita’ di spettacolo viaggiante, prima di
essere posta in esercizio, deve essere registrata presso il Comune
nel cui ambito territoriale e’ avvenuta la costruzione o e’ previsto
il primo impiego dell’attivita’ medesima o e’ presente la sede
sociale del gestore ed essere munita di un codice identificativo
rilasciato dal medesimo Comune».
In merito si chiarisce quanto segue:
al fine di consentire alla Commissione di vigilanza sui locali di
pubblico spettacolo l’esame di competenza, che prevede anche il
«controllo di regolare funzionamento nelle ordinarie condizioni di
esercizio», l’attivita’ dello spettacolo viaggiante deve essere
posta, da parte del richiedente, a disposizione della Commissione,
allestita e funzionante, nel territorio del Comune che deve
provvedere alla registrazione dell’attivita’ stessa.
Il comma 2, lettere a) e b), recita:
«2. L’istanza di registrazione e’ presentata al Comune di cui al
comma 1, corredata da idonea documentazione tecnica illustrativa e
certificativa, atta a dimostrare la sussistenza dei requisiti tecnici
di cui all’art. 3, e dalla seguente altra:
dell’attivita’, redatto dal costruttore con le istruzioni
complete, incluse quelle relative al montaggio e smontaggio, al
funzionamento e alla manutenzione;
»;
l’istanza di registrazione dell’attivita’ di spettacolo
viaggiante puo’ essere presentata prima che l’attivita’ stessa sia
stata posta in esercizio, da qualsiasi soggetto che ne sia in
possesso, quale ad esempio: il proprietario, il concessionario, il
costruttore ecc.;
il richiedente, ai fini della registrazione e della contestuale
assegnazione del codice, da parte del Comune, deve presentare
un’idonea documentazione tecnica illustrativa e certificativa, atta a
dimostrare la sussistenza dei requisiti tecnici di cui all’art. 3 del
decreto ministeriale 18 maggio 2007, corredata dal manuale di uso e
manutenzione e dal libretto dell’attivita’ dello spettacolo
viaggiante;
si precisa che la suddetta documentazione tecnica illustrativa e
certificativa, sottoscritta da tecnico abilitato direttamente o
tramite apposita certificazione da parte di organismo di
certificazione accreditato, non deve essere confusa con il «fascicolo
della costruzione» o «fascicolo tecnico» (indicato nella norma UNI EN
13814:2005 come «Official technical dossier»). Quest’ultimo, infatti,
rappresenta il documento che reca tutti gli atti progettuali
dell’attivita’ dello spettacolo viaggiante e delle sue varie
componenti strutturali, meccaniche, idrauliche, elettriche,
elettroniche, ecc. e deve essere conservato a cura del costruttore e,
solo a richiesta, posto a disposizione dell’autorita’ preposta ad
eventuali controlli.
Il successivo comma 3 recita:
«3. Il manuale di uso e manutenzione e il libretto dell’attivita’
devono essere redatti in lingua italiana e, ove cio’ risulti
impossibile, essere accompagnati da una traduzione ufficiale in
italiano. Una copia della predetta documentazione tecnica, unitamente
all’atto di registrazione della attivita’ deve essere inviato, a cura
del Comune, al Ministero per i beni e le attivita’ culturali –
Dipartimento per lo spettacolo e lo sport»;
per «traduzioni ufficiali in italiano» si intendono le traduzioni
effettuate, o da traduttori che abbiano una preesistente
abilitazione, o da persone comunque competenti dell’attivita’ di
spettacolo viaggiante quali il costruttore o il tecnico abilitato. In
entrambi i casi e’ necessario che la traduzione sia asseverata presso
i competenti uffici giudiziari secondo la normativa vigente in
materia.
I commi 4 e 5 dispongono testualmente:
«4. Il procedimento comprende l’acquisizione di un parere da
parte della commissione comunale o provinciale di vigilanza sui
locali di pubblico spettacolo, individuata secondo i criteri di
ripartizione della competenza previsti dagli articoli 141-bis e 142
del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635. A tal fine la commissione,
anche avvalendosi di esperti esterni:
a) verifica l’idoneita’ della documentazione allegata all’istanza
di registrazione, sottoscritta da professionista abilitato,
direttamente o tramite apposita certificazione da parte di organismo
di certificazione accreditato;
b) sottopone l’attivita’ ad un controllo di regolare funzionamento
nelle ordinarie condizioni di esercizio e all’accertamento di
esistenza di un verbale di collaudo redatto da professionista
abilitato o di apposita certificazione da parte di organismo di
certificazione accreditato.
5. E’ fatta salva la facolta’ della commissione comunale o
provinciale di vigilanza di disporre o eseguire, in sede di
espressione del parere, ulteriori approfondimenti».
La Commissione di vigilanza deve:
verificare la corrispondenza, per quanto possibile e visibile,
fra l’attivita’ di spettacolo viaggiante posta in essere e quella
riportata nella documentazione tecnica illustrativa e certificativa
di cui all’art. 4, comma 2;
verificare l’idoneita’ formale della suddetta documentazione
tecnica illustrativa e certificativa, a firma di professionista
abilitato, nell’ambito delle proprie competenze professionali, o
della apposita certificazione da parte di organismo di certificazione
accreditato per lo specifico settore. La Commissione di vigilanza, in
questa fase, deve porre attenzione sulla circostanza che il
professionista abilitato, chiamato a sottoscrivere la documentazione,
non risulti «incardinato» (in altri termini non legato da un rapporto
fisso di impiego) nell’azienda del costruttore e/o del gestore
dell’attivita’ dello spettacolo viaggiante;
controllare il regolare funzionamento nelle ordinarie condizioni di
esercizio dell’attivita’ di spettacolo viaggiante;
senza entrare nel merito «tecnico» della documentazione
tecnica-illustrativa e certificativa prodotta dal richiedente, fatta
salva comunque la facolta’ di disporre o eseguire, in sede di
espressione del parere, ulteriori approfondimenti, non ha compiti di
controllo, o di approvazione o ancora di certificazione sulla
progettazione, sulla costruzione e sul collaudo delle attivita’ di
spettacolo viaggiante. Le stesse infatti sono «prodotti» e, in quanto
tali, regolamentate autonomamente, ai fini della sicurezza, in
termini di responsabilita’, riferimenti tecnici e modalita’ di
controllo e certificazione;
nei casi in cui siano presenti attrezzature da divertimento
meccaniche o elettromeccaniche che comportino sollecitazioni fisiche
degli spettatori o del pubblico partecipante e’ necessario che nella
documentazione consegnata alla Commissione di vigilanza sia contenuta
anche un’autonoma dichiarazione a firma di professionista abilitato o
certificazione di un organismo di certificazione accreditato, che
attesti che le massime sollecitazioni fisiche indotte dalla attivita’
di spettacolo viaggiante sui passeggeri non siano superiori ai limiti
indicati nelle vigenti norme tecniche di riferimento (ad esempio: le
norme UNI EN 13814:2005, Appendix G – Acceleration effects on
passengers) o, in mancanza, negli standard di buona tecnica
riconosciuti (ad esempio ASTM Committee F24).
I commi 6 e 7 dispongono letteralmente:
«6. Acquisito il parere della commissione comunale o provinciale
di vigilanza, il Comune, qualora l’esito del procedimento evidenzi la
sussistenza dei requisiti tecnici di cui all’art. 3, effettua la
registrazione dell’attivita’ e le assegna un codice identificativo
costituito, in sequenza, da un numero progressivo identificativo
dell’attivita’ e dall’anno di rilascio.
7. Il codice deve essere collocato sull’attivita’ tramite apposita
targa metallica, predisposta e stabilmente fissata in posizione
visibile a cura del gestore, con i seguenti dati:
Comune di…;
Denominazione dell’attivita’…;
Codice……………./…………….;
Estremi del presente decreto…, art. 4»;
per assicurare che, su tutto il territorio nazionale, il codice
identificativo dell’attivita’ di spettacolo viaggiante assegnato dal
Comune sia unico, e’ necessario che lo stesso sia formato: dal numero
che identifica il codice ISTAT del Comune stesso, dal numero
progressivo assegnato dal Comune e infine dal numero indicante l’anno
di rilascio del codice medesimo, come di seguito riportato:

Parte di provvedimento in formato grafico

il codice identificativo dell’attivita’ di spettacolo viaggiante
dovra’ essere riportato su una targa metallica da fissare stabilmente
e in posizione visibile sull’attivita’ stessa. A tal proposito, si
ritiene utile indicare, con un esempio, il fac-simile di una targa
metallica:

Esempio (immagine non in scala):

Parte di provvedimento in formato grafico

affinche’ la targa metallica sia visibile e stabilmente fissata
sull’attivita’ di spettacolo viaggiante, la targa deve avere i
seguenti requisiti:
dimensioni: altezza minima: 50 mm; lunghezza minima: 200 mm;
spigoli arrotondati con raggio minimo R= 2,5 mm;
fissaggio: in zona visibile e facilmente accessibile per i
controlli previsti;
sistemi di fissaggio: saldatura, rivetti, ribattini, viti,
incollaggio, o altri sistemi di equivalente efficacia;
Il fissaggio, inoltre, al fine di evitare rimozioni illecite, deve
essere realizzato in maniera tale che la rimozione della targa, senza
l’ausilio di appositi utensili, comporti la distruzione o il
deterioramento della medesima;
Caratteri per la compilazione della targa metallica: utilizzo
di lettere maiuscole in lingua italiana e numeri arabi; le lettere e
i numeri, per facilita’ di lettura, devono avere un’altezza minima di
4 mm.
Il comma 8 recita:
«8. Nel caso in cui l’attivita’ appartenga ad una tipologia non
ancora iscritta nell’apposito elenco ministeriale di cui all’art. 4
della legge 18 marzo 1968, n. 337, il parere della commissione
comunale o provinciale di vigilanza integra, relativamente agli
aspetti tecnici di sicurezza e di igiene, l’attivita’ istruttoria
prevista dall’art. 141, primo comma, lettera d), del regio decreto 6
maggio 1940, n. 635»;
ai sensi dell’art. 141 e seguenti, del Regolamento di esecuzione
del T.U.L.P.S., cosi’ come modificati dal decreto del Presidente
della Repubblica 311/2001, la competenza ad accertare gli aspetti
tecnici di sicurezza ed igiene di una specifica attivita’ di
spettacolo viaggiante, la cui «tipologia» non sia stata ancora
compresa nell’apposito elenco ministeriale di cui all’art. 4 della
legge n. 337/1968, e’ della Commissione comunale di vigilanza, fatte
salve le situazioni in cui la stessa non sia stata istituita.
Il comma 9 recita:
«9. In caso di cessione, vendita o dismissione dell’attivita’, il
gestore deve darne comunicazione al Comune che ha effettuato la
registrazione e rilasciato il codice identificativo. Nel solo caso di
dismissione, il gestore dovra’ consegnare anche la targa ovvero
certificarne l’avvenuta distruzione»;
al fine di semplificazione l’adempimento di questo obbligo puo’
essere assolto anche dal nuovo gestore dell’attivita’ di spettacolo
viaggiante, per la quale sia stato rilasciato il codice
identificativo. L’obbligo, viceversa, non sussiste nei confronti del
costruttore dell’attivita’ di spettacolo viaggiante o di altri
soggetti diversi dal gestore, in quanto non titolari della licenza di
esercizio;
la comunicazione di cessione o vendita dell’attivita’ al Comune
che ha effettuato la registrazione e rilasciato il codice
identificativo ha lo scopo di tenere sempre aggiornati i relativi
atti e permettere, quindi, in qualsiasi momento, di risalire al
gestore responsabile dell’attivita’ stessa, nonche’ di poter attivare
quelle iniziative di prevenzione o di vigilanza su particolari serie
di attrazioni soggette a difetti, malfunzionamenti, ecc., che possono
ridurre il loro livello di sicurezza;
le finalita’ per le quali il gestore, in caso di dismissione
dell’attivita’ di spettacolo viaggiante, deve consegnare la targa
identificativa ovvero comunicare l’avvenuta distruzione, sono quelle
di evitare possibili illeciti e consentire un tempestivo
aggiornamento del «registro» nazionale delle attivita’ stesse. Ne
consegue, quindi, che i codici identificativi delle attivita’ dello
spettacolo viaggiante dismesse, non possono essere riassegnati.
Il comma 10, infine, dispone quanto segue:
, lo stesso deve ottenere dal Comune la voltura degli atti di
registrazione e di assegnazione del codice identificativo»;
il soggetto che acquisti un’attivita’ di spettacolo viaggiante
esistente, assumendone quindi il controllo, al fine di poterla
esercire, e’ tenuto, ove ne sia privo, ad ottenere la licenza di
esercizio. Ove fosse gia’ munito della predetta licenza, al fine di
assumere la qualita’ di nuovo gestore, deve, attraverso apposita
istanza, far inserire l’attivita’ esistente acquisita nel documento
costitutivo della licenza stessa;
il nuovo gestore deve segnalare al Comune, che aveva registrato
l’attivita’ di spettacolo viaggiante e rilasciato il codice
identificativo, il cambio di gestione dell’attivita’ stessa, in
simmetria a quanto previsto dal comma 9, dell’art. 4;
nei casi in cui l’attivita’ di spettacolo viaggiante sia ceduta o
venduta a terzi dal costruttore (o da un altro soggetto come ad
esempio: il commerciante o l’intermediario, ecc.) nella veste di «non
gestore» della medesima attivita’, gli obblighi della comunicazione,
previsti dai commi 9 e 10, dell’art. 4, permangono a carico del
gestore che acquisira’ l’attivita’ stessa;
qualora l’attivita’ di spettacolo viaggiante sia ceduta o venduta
ad un soggetto che la esercira’ definitivamente fuori dal territorio
nazionale, il gestore cedente deve adempiere a quanto previsto dal
comma 9, dell’art. 4;
nel «libretto dell’attivita’» di spettacolo viaggiante devono
essere sempre registrati i cambi di proprieta’ della stessa;
nei casi in cui l’attivita’ di spettacolo viaggiante fosse data
dal gestore in prestito, in noleggio, in uso gratuito, ecc., a terzi,
si ritiene, per analogia, che debbano essere applicati i commi 9 e 10
dell’art. 4. Tali forme di «trasferimento» del bene, pero’, sono
consentite nei soli casi in cui i «soggetti terzi» che acquisiscono a
vario titolo l’attivita’, siano gia’ in possesso, per quella
specifica attivita’, della licenza prevista dall’art. 69 del
T.U.L.P.S.

(1) Il manuale di uso e manutenzione e’ il «documento che contiene
tutte le istruzioni, le documentazioni, disegni e le informazioni
necessarie per un sicuro utilizzo dell’attivita’, incluse quelle
relative al montaggio/smontaggio, al funzionamento in condizioni
ordinarie e di emergenza e alla manutenzione ordinaria e
straordinaria» (vedi art. 2, comma 1, lett. g).

(2) Il libretto dell’attivita’ e’ il «registro che contiene tutte le
informazioni relative alla storia tecnica e amministrativa della
attivita’ a partire dalle fasi di progetto, esecuzione e collaudo
ovvero i dati tecnici e le eventuali limitazioni di esercizio,
l’elenco della documentazione tecnica e autorizzativa
disponibile, l’esito delle prove di accettazione iniziali e delle
successive verifiche annuali nonche’ delle manutenzioni ordinarie
e straordinarie e l’annotazione dei guasti-incidenti
verificatisi» (vedi art. 2, comma 1, lett. h).

(3) Le licenze di polizia, ai sensi dell’art. 8 del regio decreto 18
giugno 1931, n. 773 «Testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza» e relativo regolamento di esecuzione di cui al regio
decreto 6 maggio 1940, n. 635, sono personali e non possono in
alcun modo essere trasmesse ne’ dar luogo a rapporti di
rappresentanza, salvi i casi espressamente previsti dalla legge.

Art. 5

Registrazione e codice identificativo
delle attivita’ esistenti

L’art. 5, commi 1 e 2, testualmente dispone:
«1. Ai fini della prosecuzione dell’esercizio, le attivita’
esistenti sul territorio nazionale devono ottenere la registrazione e
il connesso codice identificativo di cui all’art. 4 entro due anni
dall’entrata in vigore del presente decreto. La relativa istanza e’
presentata dal gestore al Comune nel cui ambito territoriale e’
presente la sede sociale del gestore medesimo, o e’ in corso
l’impiego dell’attivita’, corredata da un fascicolo tecnico in lingua
italiana costituito da:
a) disegni e/o schemi, corredati di foto, delle strutture
principali e dei particolari costruttivi;
b) verbali delle prove e dei controlli effettuati da tecnico
abilitato non oltre i sei mesi prima della presentazione del
fascicolo afferenti almeno alla idoneita’ delle strutture portanti,
degli apparati meccanici, degli apparati idraulici e degli impianti
elettrici/elettronici;
c) verbali delle successive verifiche periodiche di cui
all’art. 7;
d) istruzioni di uso e manutenzione dell’attivita’.
2. Prima di essere poste in esercizio sul territorio nazionale,
le attivita’ esistenti in altri Stati membri dell’Unione europea, in
Turchia o in un Paese EFTA firmatario dell’accordo SEE devono
ottenere la registrazione e il connesso codice identificativo di cui
all’art. 4. La relativa istanza puo’ essere presentata dal gestore,
oltre che al Comune nel cui ambito territoriale e’ presente la sede
sociale del gestore medesimo, a quello in cui e’ previsto il primo
impiego dell’attivita’ sul territorio nazionale. Essa e’ corredata
dal fascicolo tecnico di cui al comma 1 e dalla seguente ulteriore
documentazione:
a) certificato di origine dell’attivita’ o altro atto
equivalente, redatto dal richiedente in forma di autocertificazione,
con gli estremi della ditta costruttrice, la data di costruzione e di
primo collaudo, il periodo di pregresso impiego, l’assenza di
incidenti significativi;
b) copia della documentazione contabile di acquisto della
attivita’ da parte del richiedente;
c) attestazione dell’ente governativo del Paese di origine o di
ultimo utilizzo, o altro atto equivalente, idoneo a comprovare che
l’attivita’ ha gia’ legalmente operato in tale Paese;
d) nuovo collaudo da parte di professionista abilitato o
apposita certificazione da parte di organismo di certificazione
accreditato».
L’art. 5 definisce i procedimenti di registrazione e rilascio del
codice identificativo per le attivita’ esistenti, sia in Italia che
all’estero. In merito si chiarisce quanto segue:
per la operativita’ delle disposizioni concernenti le attivita’
di spettacolo viaggiante «esistenti» si rinvia alla successiva
disposizione transitoria;
il libretto dell’attivita’ di spettacolo viaggiante, ai fini
della registrazione e dell’ottenimento del codice, in quanto
fondamentale strumento di gestione, e’ necessario anche per le
attivita’ esistenti;
le attivita’ di spettacolo viaggiante esistenti in altri Stati
membri dell’Unione europea, in Turchia o in un Paese EFTA firmatario
dell’accordo SEE, devono, a differenza di quelle gia’ esistenti sul
territorio nazionale, ottenere la registrazione e il connesso codice
identificativo di cui all’art. 4 prima di essere poste in esercizio
sul territorio nazionale;
salvo possibili accordi bilaterali a livello governativo, le
attivita’ di spettacolo viaggiante esistenti in altri Stati diversi
da quelli sopra citati, sono da considerarsi «nuove» a tutti gli
effetti e dovranno essere state costruite secondo le attuali norme di
buona tecnica (p.e. UNI EN 13814:2005).

Art. 6

Dichiarazione di corretto montaggio

L’art. 6 fissa le modalita’ di corretto montaggio di ciascuna
attivita’ e quelle di attestazione dello stesso montaggio. In merito
si chiarisce quanto segue:
Il comma 2 testualmente dispone:
«2. Il corretto montaggio di ciascuna attivita’ deve essere
attestata con una specifica dichiarazione sottoscritta dal gestore,
purche’ in possesso dei requisiti di cui al comma 3, oppure da
professionista abilitato. Essa riguarda tutti gli aspetti di
sicurezza, compreso quello relativo ai collegamenti elettrici in
tutti i casi di installazioni effettuate in aree o parchi attrezzati
ove sia gia’ presente un impianto di terra e l’erogazione
dell’energia elettrica avvenga, per ciascuna attivita’, da apposito
quadro dotato di tutte le protezioni, compreso l’interruttore
differenziale. Negli altri casi, compreso quello in cui e’ presente
il solo contatore della societa’ erogatrice, la dichiarazione di
corretto montaggio deve essere accompagnata da una dichiarazione di
conformita’ dell’impianto elettrico di alimentazione dell’attivita’,
a firma di tecnico abilitato».

qualora gli impianti elettrici di alimentazione delle attivita’
di spettacolo viaggiante, ossia i collegamenti elettrici tra il punto
di consegna dell’energia elettrica da parte dell’ente fornitore e il
quadro elettrico generale delle stesse attivita’ (per esempio, il
quadro di bordo macchina) rientrino nel campo di applicazione del
decreto del Ministero dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n.
37, la dichiarazione di conformita’ deve essere redatta secondo
quanto stabilito dall’art. 7, del decreto medesimo; negli altri casi
si suggerisce l’utilizzo della modulistica prevista dalla lettera
circolare del Ministero dell’interno – Dipartimento dei Vigili del
fuoco, del soccorso pubblico e della Difesa civile – Direzione
centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica prot. n. P515/4101
sott.72/E.6 del 24 aprile 2008, disponibile anche sul sito internet:
www.vigilfuoco.it
Il comma 3, infine, recita come segue:
«3. Ai fini della legittimazione a firmare la dichiarazione di
corretto montaggio di cui al comma 2, il gestore dell’attivita’ deve
frequentare, con esito positivo, un apposito corso di formazione
teorico-pratica, le cui modalita’ di svolgimento sono stabilite con
decreto del Ministero dell’interno, che puo’ prevedere
differenziazioni di contenuto e durata del corso medesimo a seconda
del grado di esperienza maturato dal gestore nelle attivita’ di
spettacolo viaggiante»;
relativamente al comma 3, dell’art. 6, si segnala la
pubblicazione del decreto del Ministro dell’interno 16 giugno 2008
recante «Approvazione del programma e delle modalita’ di svolgimento
dei corsi di formazione teorico-pratica, rivolti ai gestori delle
attivita’ di spettacolo viaggiante, ai sensi dell’art. 6, comma 3,
del decreto del Ministro dell’interno 18 maggio 2007» (Gazzetta
Ufficiale n. 152 del 1° luglio 2008).
Sfilate di carri allegorici
Con la presente circolare si coglie l’occasione per fornire alcuni
chiarimenti, ritenuti necessari a seguito delle numerose richieste
pervenute sia dagli enti locali sia dalle prefetture interessate
riguardo le sfilate dei carri allegorici, in occasione soprattutto
del periodo carnevalesco;
i carri allegorici, installati sui veicoli, tramite
apparecchiature meccaniche, oleodinamiche, elettriche, ecc., i
pupazzi, le maschere e le varie rappresentazioni, devono essere
conformi alle vigenti normative in materia di sicurezza, in
particolare sotto il profilo della sicurezza statica, elettrica ed
antinfortunistica o, in assenza, a standard di buona tecnica di
riconosciuta validita’. In analogia a quanto previsto dall’art.
141-bis del Regolamento del T.U.L.P.S. dovra’ essere presentata una
relazione tecnica a firma di un tecnico esperto, attestante la
rispondenza dell’impianto alle regole tecniche di sicurezza;
le attrezzature sopraelevate, di tipo meccanico o
elettromeccanico, di supporto alle allegorie carnevalesche, ove
capaci di movimento autonomo rispetto al moto del carro, devono
essere progettate, realizzate e collaudate seguendo, per quanto
applicabile, l’attuale norma europea sulle attrazioni (UNI EN
13814:2005);
non si ritiene invece che i carri allegorici siano classificabili
fra le «attrazioni» dello spettacolo viaggiante ovvero riconducibili,
per tipologia, nell’apposito elenco ministeriale di cui all’art. 4,
legge 18 marzo 1968, n. 337 e assoggettati quindi alle norme di cui
al decreto ministeriale 18 maggio 2007;
si ricorda che, ove le sfilate di carri assumano il carattere di
manifestazioni temporanee soggette al controllo della Commissione di
vigilanza per i locali di pubblico spettacolo, «i luoghi all’aperto,
ovvero i luoghi ubicati in delimitati spazi all’aperto attrezzati con
impianti appositamente destinati a spettacoli o intrattenimenti e con
strutture apposite per lo stazionamento del pubblico», cosi’ come
definiti all’art. 1, comma 1, lettera l), del decreto ministeriale 19
agosto1996, devono osservare le disposizioni di cui al titolo IX
dell’allegato al decreto stesso. Per stabilire la capienza di tali
aree pubbliche in occasione delle suddette manifestazioni temporanee
(sfilate) si possono prendere a riferimento i criteri stabiliti nel
decreto del Ministro dell’interno del 6 marzo 2001, recante modifiche
al decreto ministeriale 19 agosto 1996, relativamente agli spettacoli
e trattenimenti a carattere occasionale svolti all’interno di
impianti sportivi. Al riguardo, si ricorda che nel caso in cui la
capienza sia superiore a 5.000 spettatori la Commissione competente
in materia e’ quella provinciale (si veda il decreto del Presidente
della Repubblica 28 maggio 2001, n. 311). Qualora poi sia possibile
un afflusso di oltre 10.000 persone, deve essere previsto, ai sensi
del decreto ministeriale 22 febbraio 1996, n. 261, il servizio di
vigilanza antincendio da parte dei Vigili del fuoco.

Disposizione transitoria
Con decreto del Ministro dell’interno, in data 20 novembre 2009, e’
stata emanata una disposizione transitoria per assicurare la piena ed
efficace operativita’ delle disposizioni di cui al decreto
ministeriale 18 maggio 2007, cosi’ come chiarite nella presente
circolare, sia per gli operatori del settore che per gli enti locali.
Tale disposizione prevede che, ferma restando, per le nuove attivita’
di spettacolo viaggiante, l’applicazione delle disposizioni di cui al
decreto ministeriale 18 maggio 2007, sin dal 12 dicembre 2007 (art.
8), le attivita’ di spettacolo viaggiante esistenti sul territorio
nazionale alla data di entrata in vigore del decreto, che abbiano
gia’ presentato o che presentino l’istanza di cui al comma 1,
dell’art. 5, entro il 12 dicembre 2009, devono ottenere, ai fini
della prosecuzione dell’esercizio, la registrazione e il connesso
codice identificativo (art. 4) entro il 31 dicembre 2010.
I sigg. prefetti vorranno adottare le iniziative ritenute piu’
opportune per una corretta applicazione ed ampia diffusione dei
contenuti della presente circolare, che verra’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, assicurando, in
particolare, ai sindaci ogni proficua collaborazione.
Le SS.LL. vorranno, altresi’, attivare, anche attraverso il
coinvolgimento delle associazioni di categoria, un sistema di
monitoraggio delle istanze, presentate entro il termine del 12
dicembre 2009, dai gestori delle attivita’ gia’ esistenti, nonche’
degli ulteriori aspetti di problematicita’ che dovessero emergere,
dei cui esiti vorranno dare comunicazione al Dipartimento dei Vigili
del fuoco, del soccorso pubblico e della Difesa civile e al
Dipartimento della pubblica sicurezza, per gli aspetti di rispettiva
pertinenza.
Roma, 1° dicembre 2009

D’ordine del Ministro
Il capo di Gabinetto
Procaccini

MINISTERO DELL’INTERNO – CIRCOLARE 1 dicembre 2009, n. 114 – Norme di sicurezza per le attivita’ di spettacolo viaggiante. Chiarimenti e indirizzi applicativi. (09A14615) (GU n. 282 del 3-12-2009

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