MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 11 novembre 2011 | Architetto.info

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 11 novembre 2011

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 11 novembre 2011 - Recepimento dell'Accordo tra il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, riguardante gli atti necessari per il passaggio a nuovo ordinamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, sancito in sede di Conferenza Stato Regioni il 27 luglio 2011. (11A16157) - (GU n. 296 del 21-12-2011 - Suppl. Ordinario n.269)

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DECRETO 11 novembre 2011

Recepimento dell’Accordo tra il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano, riguardante gli atti necessari per il passaggio a nuovo
ordinamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale di
cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, sancito in sede
di Conferenza Stato Regioni il 27 luglio 2011. (11A16157)

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

di concerto con

IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 recante
«Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all’istruzione e
alla formazione, a norma dell’art. 2, comma 1, lettera c), della
legge 28 marzo 2003, n. 53»;
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e
successive modificazioni, recante «Definizione delle norme generali e
dei livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del
sistema educativo di istruzione e formazione ai sensi della legge 28
marzo 2003, n. 53», con particolare riferimento al Capo III;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,
n. 87, Regolamento recante norme concernenti il riordino degli
istituti professionali ai sensi dell’art. 64, comma 4, del decreto
legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008,
n. 133;
Visto l’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni 29 aprile
2010, repertorio atti n. 36/CSR, riguardante il primo anno di
attuazione 2010-2011 dei percorsi di istruzione e formazione
professionale a norma dell’art. 27, comma 2 del decreto legislativo
17 ottobre 2005, n. 226;
Vista l’Intesa in sede di Conferenza unificata 16 dicembre 2010,
repertorio atti n. 129/CU, riguardante l’adozione di linee guida per
realizzare organici raccordi tra i percorsi degli istituti
professionali e i percorsi di istruzione e formazione professionale,
a norma dell’art. 13, comma 1-quinquies del decreto legge 31 gennaio
2007, n. 7 convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
Visto l’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni 27 luglio
2011, repertorio atti n. 137/CSR. riguardante gli atti necessari per
il passaggio a nuovo ordinamento dei percorsi di istruzione e
formazione professionale di cui al decreto legislativo 17 ottobre
2005, n. 226.

Decretano:

Articolo unico

Con il presente decreto e’ recepito l’Accordo in sede di
Conferenza Stato-Regioni del 27 luglio 2011, repertorio atti n. 137
/CSR, riguardante gli atti necessari per il passaggio a nuovo
ordinamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale di
cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, unitamente ai
relativi allegati che ne fanno parte integrante.

Roma, 11 novembre 2011

Il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca
Gelmini

Il Ministro del Lavoro
e delle politiche sociali
Sacconi

Allegato

Accordo tra il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le Regioni
e le Province Autonome di Trento e Bolzano, riguardante gli atti
necessari per il passaggio a nuovo ordinamento dei percorsi di
istruzione e formazione professionale di cui al decreto legislativo
17 ottobre 2005, n. 226.
Accordo ai sensi dell’articolo 18 comma 2 del decreto legislativo 17
ottobre 2005, n. 226.

Repertorio atti n.137/CSR del 27 luglio 2011

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Nell’odierna seduta del 27 luglio 2011:
VISTO l’articolo 4, comma 1 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281;
VISTO il decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276, recante
“Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del
lavoro di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30”;
VISTO il decreto legislativo 15 aprile 2005 n. 76, recante
“Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all’istruzione e
alla formazione, a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera c), della
legge 28 marzo 2003, n. 53”;
VISTO il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77 recante
“Definizione delle norme generali relative all’alternanza
scuola-lavoro, ai sensi dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.
53”;
VISTO il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 recante
“Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle
prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e
formazione, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53”;
VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296 recante disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, e in
particolare l’articolo 1, comma 622, come novellato dall’articolo 64,
comma 4 bis, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, che ha sancito
l’obbligatorieta’ dell’istruzione per almeno 10 anni e che tale
obbligo si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione
professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17 ottobre
2005, n. 226;
VISTO il decreto del Ministro della Pubblica Istruzione 22 agosto
2007, n. 139, concernente il regolamento recante norme in materia di
adempimento dell’obbligo di istruzione, pubblicato sulla G.U. n. 202
del 31 agosto 2007;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
87, Regolamento recante norme concernenti il riordino degli istituti
professionali ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
VISTA la legge 4 novembre 2010, n. 183, recante “Deleghe al Governo
in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di
congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di
servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di
apprendistato, di occupazione femminile, nonche’ misure contro il
lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di
controversie di lavoro” e in particolare l’articolo 48, comma 8 che
introduce la possibilita’, a partire dal quindicesimo ano di eta’,
dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione anche attraverso i
percorsi di apprendistato per l’espletamento del dritto-dovere di cui
all’art. 48 del decreto legislativo 276/2003;
VISTA la Decisione, relativa al “Quadro comunitario unico per la
trasparenza delle qualifiche e delle competenze (Europass)”, del 15
dicembre 2004;
VISTA la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio,
relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, del
18 dicembre 2006;
VISTA la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio,
sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per
l’apprendimento permanente – EQF, del 23 aprile 2008;
VISTA la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio
sull’istituzione di un sistema europeo di crediti per l’istruzione e
la formazione professionale (ECVET) del 18 giugno 2009;
VISTO l’Accordo quadro in sede di Conferenza Unificata 19 giugno 2003
per la realizzazione, dall’anno scolastico 2003/2004, di un’offerta
formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale;
VISTO l’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni 15 gennaio 2004
per la definizione degli standard formativi minimi relativi alle
competenze di base nell’ambito dei percorsi sperimentali di
Istruzione e formazione professionale;
VISTO l’Accordo in sede di Conferenza Unificata 28 ottobre 2004 sui
dispositivi di certificazione finale ed intermedia e di
riconoscimento dei crediti formativi ai fini dei passaggi tra i
sistemi;
VISTO l’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni 5 ottobre 2006
sugli standard formativi minimi delle competenze
tecnico-professionali relativi a 14 figure in uscita dai percorsi
sperimentali di Istruzione e Formazione Professionale;
VISTA l’Intesa, del 20 marzo 2008, tra Ministero del lavoro e della
previdenza sociale, Ministero della pubblica istruzione e Ministero
dell’universita’ e della ricerca, le Regioni, Province Autonome di
Trento e Bolzano, per la definizione degli standard minimi del nuovo
sistema di accreditamento delle strutture formative per la qualita’
dei servizi;
VISTO l’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni 5 febbraio 2009
per la definizione delle condizioni e delle fasi relative della messa
a regime del sistema del secondo ciclo di Istruzione e Formazione
Professionale;
VISTO l’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni 29 aprile 2010
riguardante il primo anno di attuazione 2010-2011 dei percorsi di
istruzione e formazione professionale a norma dell’articolo 27, comma
2 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con
riferimento al Piano di lavoro per la messa a regime della istruzione
e formazione professionale condiviso nell’ambito di un apposito
tavolo interistituzionale composto dal Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, dal Ministero del lavoro e delle
politiche sociali le Regioni, le Province Autonome di Trento e
Bolzano;
VISTA l’Intesa, del 16 dicembre 2010, tra Ministero del lavoro e
delle politiche sociali, Ministero dell’istruzione, dell’universita’
e della ricerca, le Regioni, le Province Autonome di Trento e
Bolzano, i Comuni, le Province e le Comunita’ montane riguardante
l’adozione di linee guida per realizzare organici raccordi tra i
percorsi degli istituti professionali e i percorsi di istruzione e
formazione professionale, a norma dell’articolo 13, comma 1-quinques
del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7 convertito dalla legge 2
aprile 2007, n. 40;
CONSIDERATO il quadro delineato dalla legislazione nazionale e dagli
indirizzi dell’Unione europea, sopra richiamati, anche in relazione
agli obiettivi per il 2020, indicati dal Consiglio europeo del 17
giugno 2010;
CONSIDERATA la necessita’ di definire i dispositivi necessari per il
passaggio a nuovo ordinamento dei percorsi di istruzione e formazione
professionale di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 e
nello specifico di definire i relativi standard minimi formativi
secondo le procedure previste in particolare all’articolo 18 del
medesimo decreto;
CONSIDERATA la necessita’ di adottare, nelle more della definizione
di tutti i dispositivi di certificazione necessari ad assicurare le
corrispondenze e le modalita’ di riconoscimento tra i crediti
acquisiti nei percorsi di istruzione secondaria superiore e i crediti
acquisiti nei percorsi di istruzione e formazione professionale ai
sensi dell’articolo 1 comma 10 del decreto legislativo 226/2005, i
modelli di certificazione intermedia e finale, in base a quanto
previsto dall’articolo 20 del decreto medesimo e in accordo al punto
3 dell’intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella seduta del 16
dicembre 2010 riguardante «l’adozione di linee guida per realizzare
organici raccordi tra i percorsi degli istituti professionali e i
percorsi di istruzione e formazione professionale, a norma dell’art.
13, comma 1-quinquies, della legge 2 aprile 2007, n. 40»;
VISTO lo schema di accordo tra il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, le Regioni e le Province Autonome di Trento e
Bolzano, riguardante gli atti necessari per il passaggio a nuovo
ordinamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale di
cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, inviato
dall’Ufficio legislativo del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca con nota pervenuta il 15 luglio 2011
e diramato in pari data, corredato del concerto del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e degli allegati 1, 2, 3, 4, 5, 6 e
7 che ne costituiscono parte integrante;
CONSIDERATO che, nella riunione tecnica del 21 luglio 2011 le Regioni
hanno consegnato un documento contenente emendamenti al testo sui
quali i rappresentanti delle Amministrazioni statali hanno espresso
il proprio assenso;
CONSIDERATO che, nella medesima sede, il rappresentante del Ministero
dell’economia e delle finanze ha chiesto che nell’allegato 1,
paragrafo D, lettera b), ultimo punto, dove era scritto “coerenza
delle proposte con il quadro complessivo dell’offerta tecnica e
professionale secondaria e superiore di istruzione e formazione
professionale e con i differenti livelli del Quadro Europeo delle
‘qualificazioni’ ” fosse aggiunto “anche tenendo conto di quanto
previsto dall’Intesa della Conferenza unificata del 16 dicembre
2010”;
CONSIDERATO che, a conclusione della sopra richiamata riunione, sono
state accolte dalle Amministrazioni statali interessate e dalle
Regioni, tutte le proposte emendative;
VISTA la nota pervenuta il 25 luglio 2011 con la quale il Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca ha trasmesso la
nuova formulazione del testo e degli allegati 1 e 4, cosi’ come
concordato nella suddetta riunione, diramata in pari data;
ACQUISITO, nel corso dell’odierna seduta di questa Conferenza,
l’assenso del Governo, delle Regioni e delle Province autonome di
Trento e Bolzano;

SANCISCE IL SEGUENTE ACCORDO:

Premesso che
a) con il presente Accordo, frutto del piano di lavoro
interistituzionale di cui all’Accordo in sede di Conferenza
Stato-Regioni del 29 aprile 2010, citato in premessa, si intende
definire gli atti necessari per il passaggio al nuovo ordinamento dei
percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;
b) fermi restando gli standard minimi formativi relativi alle
competenze tecnico-professionali comuni a tutti i percorsi, di cui
all’allegato 3 dell’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni del
29 aprile 2010, occorre completare con la descrizione dei processi e
delle attivita’ di lavoro, la definizione degli standard minimi
formativi delle competenze tecnico-professionali caratterizzanti le
figure nazionali di riferimento di cui al citato Accordo a norma
dell’art. 18, comma 2, del decreto legislativo 226/2005;
c) ferme restando le competenze legislative esclusive delle
Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano in materia, ai fini
dell’unitarieta’ nazionale del sistema di istruzione e formazione
professionale, occorre ricomprendere le figure nazionali di
riferimento per le qualifiche e i diplomi professionali in un
Repertorio nazionale dell’offerta di istruzione e formazione
professionale e definire il format di descrizione delle figure
nazionali di riferimento e i criteri metodologici di aggiornamento
del Repertorio nazionale;
d) con apposito Accordo in sede di Conferenza Unificata si
provvedera’ a sancire la correlazione delle figure nazionali di
riferimento alle aree professionali definite, sentite le parti
sociali, ai sensi dell’art. 18, comma 1, lettera d), del decreto
legislativo 226/2005;
e) occorre determinare, a norma dell’art. 18, comma 2 del decreto
legislativo 226/2005 in funzione al profilo educativo culturale e
professionale di cui all’articolo 1, comma 5 e del relativo allegato
A) del citato decreto, gli standard minimi formativi delle competenze
di base linguistiche, matematiche, scientifiche, tecnologiche,
storico-sociali ed economiche, tenendo conto delle competenze chiave
del cittadino e di quelle riferibili agli assi culturali che
caratterizzano l’obbligo di istruzione, di cui all’Allegato del
Decreto Ministeriale n. 139 del 2007, in coerenza con l’equivalenza
educativa di tutti i percorsi del secondo ciclo e nel rispetto
dell’identita’ degli approcci didattici e cognitivi che
caratterizzano l’offerta dei percorsi di istruzione e formazione
professionale;
f) nelle more della definizione di tutti i dispositivi di
certificazione necessari ad assicurare le corrispondenze e modalita’
di riconoscimento tra i crediti acquisiti nei percorsi di istruzione
secondaria superiore e i crediti acquisiti nei percorsi di istruzione
e formazione professionale ai sensi dell’articolo 1 comma 10 del
decreto legislativo 226/2005, occorre adottare i modelli di
attestazione intermedia delle competenze da rilasciare in caso di
interruzione del percorso;
g) in base a quanto previsto dall’articolo 20, comma 1, lett. c)
del decreto legislativo medesimo e in coerenza con quanto definito al
punto 3 dell’intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella seduta del 16
dicembre 2010 riguardante «l’adozione di linee guida per realizzare
organici raccordi tra i percorsi degli istituti professionali e i
percorsi di istruzione e formazione professionale, a norma dell’art.
13, comma 1-quinquies, della legge 2 aprile 2007, n. 40», occorre
adottare i modelli di Qualifica e Diploma di Istruzione e Formazione
Professionale;
Il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, il
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le Regioni e le
Province Autonome di Trento e Bolzano

CONCORDANO CHE:

1. la messa a regime del Capo III del decreto legislativo n.
226/2005, riguarda, a partire dall’anno scolastico e formativo
2011-2012, i percorsi di durata triennale e quadriennale finalizzati
al conseguimento dei titoli di qualifica e di diploma professionale
di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a) e b) del decreto
legislativo medesimo;
2. ai fini della spendibilita’ nazionale ed europea delle
qualifiche e dei diplomi professionali conseguiti all’esito dei
percorsi, e’ istituito il Repertorio nazionale dell’offerta di
Istruzione e Formazione Professionale che comprende figure di
differente livello articolabili in specifici profili regionali sulla
base dei fabbisogni del territorio descritte, secondo il format e i
criteri di descrizione e aggiornamento di cui all’allegato [1];
3. fermi restando gli standard minimi formativi delle competenze
tecnico-professionali comuni a tutti i percorsi di Istruzione e
Formazione Professionale di cui all’allegato 3 dell’Accordo in sede
di Conferenza Stato-Regioni del 29 aprile 2010, si assumono le figure
descritte negli allegati [2] e [3], che, nel loro insieme,
costituiscono il Repertorio nazionale dell’offerta di Istruzione e
Formazione Professionale;
4. fatto salvo il riferimento unitario al profilo educativo,
culturale e professionale di cui all’articolo 1, comma 5 e al
relativo allegato A) del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226,
nonche’ ai saperi ed alle competenze relativi agli assi culturali che
caratterizzano l’obbligo di istruzione di cui all’Allegato del
Decreto Ministeriale n. 139 del 2007, al fine di assicurare
l’equivalenza formativa di tutti i percorsi del secondo ciclo, gli
standard minimi formativi relativi alle competenze di base
linguistiche, matematiche, scientifiche, tecnologiche, storico
sociali ed economiche sono definiti in allegato [4];
5. in base a quanto previsto dall’articolo 20 del decreto
legislativo n. 226/2005 e in accordo al punto 3 dell’intesa in sede
di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, nella seduta del 16 dicembre 2010 riguardante
«l’adozione di linee guida per realizzare organici raccordi tra i
percorsi degli istituti professionali e i percorsi di istruzione e
formazione professionale, a norma dell’art. 13, comma 1-quinquies,
della legge 2 aprile 2007, n. 40», sono adottati:
a) i modelli e relative note di compilazione di attestato di
qualifica professionale [allegato 5] e di diploma professionale
[allegato 6], per il riconoscimento, tra i sistemi regionali e tra
questi e il sistema dell’istruzione, delle qualifiche e dei diplomi
professionali di istruzione e formazione professionale rilasciati
dalle Regioni e dalle Province Autonome;
b) il modello e relative note di compilazione per l’attestazione
intermedia delle competenze acquisite per gli studenti che
interrompono i percorsi di istruzione e formazione professionale
[allegato 7].
Le Regioni a Statuto speciale e le Province Autonome di Trento e
Bolzano provvedono alle finalita’ del presente Accordo nell’ambito
delle competenze ad esse spettanti ai sensi dello Statuto speciale,
delle relative norme di attuazione e secondo quanto disposto dai
rispettivi ordinamenti.
Il presente accordo viene recepito con Decreto adottato di concerto
dal Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e dal
Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Il Segretario Il Presidente
Cons. Ermenegilda Siniscalchi On. Dott. Raffaele Fitto

Allegato 1

Criteri metodologici di descrizione e aggiornamento periodico degli
standard minimi formativi delle qualifiche e dei diplomi relativi
alle figure ricomprese nel Repertorio Nazionale dell’offerta di
Istruzione e Formazione Professionale

A – Premessa
1. Il profilo educativo, culturale e professionale dei percorsi di
istruzione e formazione professionale si realizza attraverso
l’acquisizione unitaria:
– delle competenze di base1 di carattere linguistico, matematico,
scientifico, tecnologico, storico sociale ed economico;

1 Le competenze di base includono e sviluppano le competenze
previste per l’obbligo di istruzione.

– delle competenze tecnico-professionali comuni, riferite agli
ambiti della qualita’, della sicurezza, della tutela della salute e
dell’ambiente;
– delle competenze tecnico-professionali specifiche
caratterizzanti il contenuto professionale della figura nazionale di
riferimento.
2. Le competenze tecnico-professionali specifiche, le competenze
tecnico-professionali comuni e le competenze di base, e i relativi
standard minimi formativi, sono assunti come risultati di
apprendimento per il conseguimento di qualifiche e diplomi
professionali secondo le diverse modalita’ formative previste dalla
normativa vigente, compreso l’apprendistato.
3. Gli standard minimi formativi dei percorsi di istruzione e
formazione professionale hanno come oggetto di riferimento
fondamentale la competenza, intesa come “comprovata capacita’ di
utilizzare conoscenze, abilita’ e capacita’ personali, sociali e/o
metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo
professionale e personale2 e sono definiti in base alle indicazioni
descrittivo-costruttive di cui all’Allegato (A).

2 Definizione tratta dalla Raccomandazione sulla costituzione
del Quadro europeo delle “qualificazioni”.

B – Criteri di descrizione delle figure nazionali di riferimento
1. Per figura nazionale di riferimento si intende uno standard
minimo formativo, assunto a livello di sistema Paese, consistente in
un insieme organico di competenze tecnico-professionali specifiche,
declinate in rapporto ai processi di lavoro e alle connesse attivita’
che caratterizzano il contenuto professionale della figura stessa. La
figura e’ sempre descritta a “banda larga”, secondo una prospettiva
in grado di rappresentare standard formativi validi e spendibili in
molteplici e diversi contesti professionali e lavorativi,
corrispondenti ad un insieme compiuto e riconoscibile di competenze.
2. Le figure nazionali di riferimento possono declinarsi in
indirizzi che costituiscono specifici orientamenti formativi volti ad
una piu’ puntuale caratterizzazione della figura per
prodotto/servizio/ambito/lavorazione.
3. Figure e indirizzi possono ulteriormente declinarsi, a livello
regionale, in profili che rappresentano una declinazione dello
standard formativo nazionale rispetto a specificita’ territoriali del
mercato del lavoro. Tale declinazione puo’ riguardare anche le
competenze tecnico-professionali comuni e le competenze di base. Le
competenze tecnico-professionali e di base che, sulla base delle
specifiche esigenze territoriali, connotano il profilo regionale si
intendono in ogni caso aggiuntive rispetto a quelle assunte dal
sistema Paese come standard nazionale.
4. Figure e indirizzi sono definiti secondo il format di cui
all’Allegato (B).

C – Il Repertorio nazionale dell’offerta di Istruzione e Formazione
Professionale
1. Nel contesto dei livelli essenziali dei percorsi di Istruzione e
Formazione Professionale, il Repertorio nazionale dell’offerta di
Istruzione e Formazione Professionale (di seguito Repertorio
nazionale) e’ costituito dalle figure di differente livello – di
riferimento delle qualifiche e dei diplomi professionali – relative
ad aree professionali, articolabili in specifici profili regionali
sulla base dei fabbisogni del territorio.
2. Figure e indirizzi sono identificati tenendo conto della
corrispondenza dei titoli in uscita dai percorsi triennali e
quadriennali con differenti livelli del Quadro Europeo delle
“Qualificazioni” (EQF) e descritti secondo descrittori e definizioni
di cui alla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio
sulla costituzione del Quadro europeo delle “Qualificazioni” per
l’apprendimento permanente del 23 aprile 2008.
3. Figure e indirizzi sono aggregati per area professionale, che
identifica un insieme coerente di comparti settoriali e articola per
ambiti economico-professionali l’offerta di Istruzione e Formazione
Professionale.

D – Manutenzione del Repertorio nazionale
1. Il Repertorio nazionale, le figure nazionali di riferimento che
lo costituiscono ed i relativi standard minimi formativi delle
competenze tecnico-professionali specifiche sono aggiornati
periodicamente con cadenza triennale, con riferimento agli esiti del
monitoraggio e delle valutazioni di sistema, nonche’ agli sviluppi
della ricerca scientifica, alle innovazioni tecnologiche e alle
esigenze espresse dal mondo economico e produttivo. La manutenzione
del Repertorio nazionale prevede le seguenti operazioni:
– l’aggiornamento delle figure e/o dei relativi indirizzi e delle
relative competenze tecnico-professionali;
– l’individuazione e la descrizione di nuove figure nazionali di
riferimento delle qualifiche e dei diplomi di istruzione e formazione
professionale.
2. Per entrambe le operazioni di manutenzione del Repertorio
nazionale si prevedono le seguenti fasi procedurali:
a) proposta di aggiornamento di figura/indirizzo o di nuova
figura nazionale di riferimento a cura della IX Commissione della
Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, al
Tavolo Tecnico Interistituzionale, composto dal Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca, dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e dal Coordinamento Tecnico della IX
Commissione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle
Province Autonome, in base alle indicazioni descrittivo-costruttive
di cui all’Allegato (A) e secondo il format di cui all’Allegato (B),
a cadenza triennale, entro il mese di settembre, per l’anno
scolastico e formativo seguente.
b) istruttoria a cura del Tavolo Tecnico Interistituzionale sulla
base di:
– verifica della completezza e conformita’ dei supporti
documentali in base alle indicazioni descrittivo-costruttive di cui
all’Allegato (A), al format di cui all’Allegato (B); comprensivi
delle eventuali tabelle di corrispondenza tra le nuove denominazioni
delle figure/indirizzi e le previgenti denominazioni;
– verifica di coerenza con il riferimento unitario al profilo
educativo, culturale e professionale del secondo ciclo del sistema
educativo di istruzione e formazione;
– valutazione analitica e complessiva delle proposte di
manutenzione e sviluppo in riferimento a:
* aderenza delle proposte alle innovazione dei processi di
lavoro e/o alle esigenze del sistema socio-economico territoriale e/o
settoriale;
* comprovata sostenibilita’/occupabilita’ riferita al target
di utenza;
* ricorsivita’ e/o evidenza del carattere sovraregionale
delle proposte, in una logica di “banda larga” delle figure del
Repertorio nazionale;
* coerenza delle proposte con il quadro complessivo
dell’offerta tecnica e professionale secondaria e superiore di
istruzione e formazione professionale e con i differenti livelli del
Quadro Europeo delle “Qualificazioni” tenendo conto di quanto
previsto dall’Intesa del 16/12/2010.
c) convocazione, entro il mese di novembre, di una Conferenza dei
servizi a livello nazionale, alla quale partecipano, oltre le
amministrazioni componenti del Tavolo Tecnico Interistituzionale, le
altre amministrazioni interessate e le parti sociali per il parere
sulle proposte di aggiornamento.
d) approvazione dell’aggiornamento del Repertorio nazionale e dei
relativi standard minimi formativi mediante Accordo in sede di
Conferenza Stato-Regioni di cui al decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, recepito con Decreto adottato di concerto dal Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali.

E – Manutenzione delle competenze tecnico-professionali comuni e
delle competenze di base
1. Le competenze tecnico-professionali comuni e/o le competenze di
base ed i relativi standard minimi formativi possono essere
aggiornati periodicamente con cadenza triennale, con riferimento agli
esiti del monitoraggio e delle valutazioni di sistema di filiera e
del complessivo sistema educativo di istruzione e formazione
professionale, nonche’ agli sviluppi della ricerca scientifica, alle
innovazioni tecnologiche e alle esigenze espresse dal mondo economico
e produttivo.
2. L’aggiornamento prevede le seguenti operazioni:
a) proposta di aggiornamento al Tavolo Tecnico Interistituzionale
a cura di uno o piu’ dei suoi componenti, entro il mese di settembre
per l’anno scolastico e formativo seguente, descritti secondo
descrittori e definizioni di cui alla Raccomandazione del Parlamento
Europeo e del Consiglio sulla costituzione del Quadro europeo delle
“Qualificazioni” per l’apprendimento permanente del 23 aprile 2008
nonche’ secondo le indicazioni descrittivo-costruttive di cui
all’Allegato (A);
b) istruttoria a cura del Tavolo Tecnico Interistituzionale sulla
base di:
– verifica della completezza e conformita’ dei supporti
documentali a descrittori e definizioni di cui alla Raccomandazione
del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla costituzione de/ Quadro
europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente del 23 aprile
2008 nonche’ alle indicazioni descrittivo-costruttive di cui
all’Allegato (A);
– verifica di coerenza con il riferimento unitario al profilo
educativo, culturale e professionale del secondo ciclo del sistema
educativo di istruzione e formazione;
– valutazione analitica e complessiva delle proposte di
manutenzione e sviluppo in riferimento agli esiti del monitoraggio e
delle valutazioni di sistema di filiera e del complessivo sistema
educativo di istruzione e formazione professionale, nonche’ agli
sviluppi della ricerca scientifica, alle innovazioni tecnologiche e
alle esigenze espresse dal mondo economico e produttivo.
c) approvazione dell’aggiornamento delle competenze
tecnico-professionali comuni e/o delle competenze di base e dei
relativi standard minimi formativi mediante Accordo in sede di
Conferenza Stato-Regioni di cui al decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, recepito con Decreto adottato di concerto dal Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali.

Allegato (A)

Indicazioni descrittivo costruttive delle competenze, delle
abilita’ e delle conoscenze

Per identificare le competenze tecnico-professionali ci si
riferisce ai processi di lavoro ed alle attivita’ specifiche
fondamentali, che connotano e caratterizzano la Figura/Indirizzo in
modo necessario, sufficiente e essenziale. Per questo motivo e’
opportuno indicare solo le competenze effettivamente connotative o
caratterizzanti sia le Figure che gli eventuali Indirizzi.
La competenza, in coerenza al quadro EQF, e’ descritta in termini
di responsabilita’ e autonomia ed esprime la sintesi dei suoi
elementi costitutivi, quali: la tipologia della situazione/contesto
per la quale essa fornisce una certa padronanza; le risorse che essa
mobilizza (saperi di vario tipo, atteggiamenti, schemi e/o procedure
di azione e di decisione, ecc.); il prodotto atteso. Sul piano
descrittivo, ne consegue l’utilizzo di verbi all’infinito che
identificano chiaramente la tassonomia dei livelli di
responsabilita’/autonomia differenziati per le figure di operatore e
di tecnico (ad esempio, eseguire, effettuare, collaborare, scegliere,
predisporre, controllare, coordinare, programmare, gestire, ecc.), la
specificazione delle caratteristiche essenziali del contesto di
esercizio, il riferimento alle risorse mobilizzate, l’indicazione
della prestazione o della famiglia di prestazioni attesa a seconda
del grado di complessita’ della competenza. In via prioritaria nel
descrittivo della competenza utilizzare un solo verbo, due verbi solo
se necessario, ovvero quando indicano una successione organica e
coerente; non vanno utilizzati due verbi quando uno contiene l’altro
oppure se in alternativa (ad es. “gestire e sovrintendere”)
Nella costruzione della competenza occorre identificare i suoi
elementi costitutivi le abilita’ e le conoscenze – che in coerenza al
quadro EQF sono intese e descritte nel seguente modo:
– le abilita’ indicano le capacita’ di applicare conoscenze per
portare a termine compiti e risolvere problemi; sono descritte come
cognitive (comprendenti l’uso del pensiero logico, intuitivo e
creativo) e pratiche (comprendenti l’abilita’ manuale e l’uso di
metodi, materiali, strumenti); possono ricorrere in competenze
diverse ed esprimono il lato tecnico/applicativo/relazionale per
l’esercizio della competenza; ne consegue l’uso di verbi e di una
sintassi in grado di mettere in evidenza la dimensione applicativa
e/o di utilizzo di tecniche/procedure/metodiche. Non possono avere
spessore piu’ ampio della competenza e devono essere almeno due per
ogni competenza. Come avviene con le competenze e le abilita’ sono
espresse con verbi all’infinito; per descrivere un’abilita’ si usa
normalmente un solo verbo.
Sia per le competenze che per le abilita’ non vengono mai
utilizzate locuzioni del tipo: “correttamente”, “adeguatamente”, “con
un certo grado di autonomia”;
– le conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e
pratiche relative ad un ambito di lavoro. Sono individuate rispetto
alle singole competenze, secondo criteri di essenzialita’ e di
effettiva “formabilita’” in relazione al contesto di apprendimento.
Sono descritte come teoriche e/o pratiche e possono ricorrere in
competenze diverse. Il loro spessore va sempre legato al livello
della competenza, a sua volta legato al target di utenza; sono
espresse con sostantivi, indicanti prevalentemente tipologie e/o
oggetti di saperi (ad es. principi di …., elementi di…, tecniche
di …). Al fine di evitare di fornire una indicazione generica delle
conoscenze, unicamente legata alle discipline, la formulazione
“elementi di…”, “principi di…” va integrata con “correlate/i
ai…” con la specifica di settore, in modo da ancorare le conoscenze
ad un ambito concreto di applicazione professionale; nelle conoscenze
e’ opportuno inserire il riferimento a “terminologia tecnica,
specifica del settore, in una lingua comunitaria”, in presenza di
tutte le figure che prevedono conoscenze linguistiche specifiche/di
tipo tecnico, non riconducibili alle competenze di base;
Le abilita’ e le conoscenze sono da intendere, rispettivamente,
come minime ed essenziali perche’ necessarie e significative per far
fronte alla tipologia di situazioni caratterizzante l’esercizio della
competenza.
Le competenze necessarie al presidio delle attivita’ attinenti
l’organizzazione del proprio lavoro, prevista per la figura
dell’operatore, sono comuni a tutte le figure, vengono utilizzate in
tutti i descrittivi dello standard formativo con opportuni
adattamenti di settore (per le modalita’ di descrizione,
articolazione e adattamento di tali competenze cfr. descrittivi delle
figure di qualifica revisionate).
Le competenze relative alla sicurezza, alla tutela della salute e
alla salvaguardia ambientale, comuni a tutte le Figure/Indirizzi,
possono essere indicate come standard formativi caratterizzante una
singola Figura/Indirizzo qualora vi siano delle significative
specificazioni di settore che e’ necessario evidenziare; in questo
caso, si specifica e si descrive solo cio’ che e’ connotante, sulla
base di quanto gia’ previsto nella competenza comune.

Parte di provvedimento in formato grafico
Allegato 2

I parte

Parte di provvedimento in formato grafico

II parte

Parte di provvedimento in formato grafico
Allegato 3

I parte

Parte di provvedimento in formato grafico

II parte

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 4

Parte di provvedimento in formato grafico
Allegato 5

Parte di provvedimento in formato grafico
Allegato 6

Parte di provvedimento in formato grafico
Allegato 7

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 11 novembre 2011

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