MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 11 novembre 2011 | Architetto.info

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 11 novembre 2011

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 11 novembre 2011 - Definizione delle modalita' di svolgimento e delle caratteristiche delle prove di accesso ai percorsi di tirocinio formativo attivo di cui all'articolo 15, comma 1, del decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249. (11A15777) - (GU n. 288 del 12-12-2011 )

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DECRETO 11 novembre 2011

Definizione delle modalita’ di svolgimento e delle caratteristiche
delle prove di accesso ai percorsi di tirocinio formativo attivo di
cui all’articolo 15, comma 1, del decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 10 settembre 2010,
n. 249. (11A15777)

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, concernente il regolamento
sulla «Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalita’
della formazione iniziale degli insegnanti della scuola
dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di
primo e secondo grado, ai sensi dell’art. 2 comma 416 della legge 24
dicembre 2007, n. 244» e, in particolare, l’art. 15, comma 1, che
prevede per i soggetti di cui alle lettere a), b) e c) la
possibilita’ di conseguire l’abilitazione per l’insegnamento nella
scuola secondaria di primo e secondo grado mediante il compimento del
solo tirocinio formativo attivo di cui all’art. 10,
Vista la legge 19 novembre 1990, n. 341 «Riforma degli ordinamenti
didattici universitari»;
Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, «Legge-quadro per
l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone
handicappate» e successive modificazioni;
Vista la legge 2 agosto 1999, n. 264 concernente «Norme in materia
di accessi ai corsi universitari»;
Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62 sulla parita’ scolastica;
Vista la legge 8 ottobre 2010, n. 170 «Nuove norme in materia di
disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico» e, in
particolare l’art. 5;
Visto il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 recante la
definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e
al primo ciclo dell’istruzione, a norma dell’art. 1 della legge 28
marzo 2003, n. 53;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n.
89 concernente «Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e
didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo
dell’istruzione, ai sensi dell’art. 64, comma 4 del decreto legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6
agosto 2008, n. 133» e, in particolare l’art. 1, comma 3;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010 n.
87 «Regolamento recante norme per il riordino degli istituti
professionali, a norma dell’art. 64, comma 4, del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010 n.
88 «Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici,
a norma dell’art. 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
89 «Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico
dei licei, a norma dell’articolo 64, comma 4 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133»;
Visto il decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio
1998, n. 39 «Testo coordinato delle disposizioni impartite in materia
di ordinamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di
insegnamento tecnico-pratico e di arte applicata nelle scuole ed
istituti di istruzione secondaria e artistica»;
Visto il decreto del Ministro della pubblica istruzione 11 agosto
1998, n. 357 «Programmi e prove di esame per le classi di concorso a
cattedre e a posti di insegnante tecnico-pratico e di arte applicata
nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria ed artistica»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270 «Modifiche al regolamento
recante norme concernenti l’autonomia didattica degli Atenei,
approvato con decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 7 ottobre 2010, n. 211 concernente lo schema di
regolamento recante «Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi
specifici di apprendimento concernenti le attivita’ e gli
insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi
liceali di cui all’art. 10, comma 3, del decreto del Presidente della
Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, in relazione all’art. 2, commi 1 e
3, del medesimo regolamento»;
Vista la direttiva del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 15 luglio 2010, n. 57, «Linee Guida per il passaggio al
nuovo ordinamento degli istituti tecnici a norma dell’art. 8, comma
3, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88»;
Vista la direttiva del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 28 luglio 2010, n. 65 «Linee Guida per il passaggio al
nuovo ordinamento degli istituti professionali a norma dell’art. 8,
comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,
n. 87»;
Ritenuta la necessita’ di definire le modalita’ ed i contenuti
delle prove di ammissione al tirocinio formativo attivo riservato ai
soggetti di cui all’art. 15, comma 1, lettere a), b) e c) del decreto
del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 10
settembre 2010, n. 249;

Decreta:

Art. 1

Accesso ai corsi di tirocinio formativo attivo per l’abilitazione
all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado

1. L’ammissione degli studenti ai corsi di tirocinio formativo
attivo di cui all’art. 15, comma 1, del decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 10 settembre 2010,
n.249, di seguito denominato «Decreto», avviene nei limiti della
programmazione, secondo le modalita’ indicate al citato art. 15,
integrate con le disposizioni di cui al presente provvedimento.
2. Le universita’ e le istituzioni dell’alta formazione artistica,
musicale e coreutica che istituiscono corsi di tirocinio formativo
attivo curano lo svolgimento delle prove d’accesso.
3. Possono partecipare alle prove di accesso coloro i quali, privi
di abilitazione per la relativa classe di concorso, entro la data di
presentazione della domanda di partecipazione al test preliminare
previsto a livello nazionale, fissata dal decreto direttoriale di cui
al comma 7:
a) sono in possesso dei titoli di ammissione alle classi di
concorso di cui al decreto 30 gennaio 1998, n. 39, ovvero dei titoli
di accesso alle classi di concorso di cui al decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 9 febbraio 2005, n.
22 o in possesso di laurea magistrale che, secondo l’allegato 2 al
decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca del 26 luglio
2007 e successive modifiche ed integrazioni, e’ corrispondente ad una
delle lauree specialistiche cui fa riferimento il decreto del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 9 febbraio
2005, n. 22;
b) abbiano conseguito il titolo di cui alla lettera a) a
condizione che alla data di entrata in vigore del Decreto, ovvero
nell’anno accademico 2010-2011, fossero iscritti al relativo corso di
laurea magistrale o specialistica;
c) per le classi di concorso A029 e A030, risultano in possesso
del diploma rilasciato dagli istituti superiori di educazione fisica
(ISEF) gia’ valido per l’accesso all’insegnamento di educazione
fisica.
4. I soggetti di cui al comma 3, lettere a) e b) devono altresi’
essere in possesso alla data di scadenza delle iscrizioni fissata dal
decreto di cui al successivo comma 7, degli esami o dei crediti
formativi universitari che danno titolo all’insegnamento nelle
rispettive classi di concorso.
5. Le prove di accesso hanno per oggetto i programmi di cui al
decreto del Ministro della pubblica istruzione 11 agosto 1998, n.
357, integrati dai contenuti disciplinari, oggetto di insegnamento
delle relative classi di concorso, previsti:
a) dalle indicazioni nazionali, di cui al decreto legislativo 19
febbraio 2004, n. 59 come aggiornate dal decreto del Ministro della
pubblica istruzione 31 luglio 2007, «Indicazioni per il curricolo»;
b) dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 7 ottobre 2010, n. 211 concernente lo schema di
regolamento recante «Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi
specifici di apprendimento concernenti le attivita’ e gli
insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi
liceali di cui all’art. 10, comma 3, del decreto del Presidente della
Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, in relazione all’art. 2, commi 1 e
3, del medesimo regolamento»;
c) dalla direttiva del Ministro dell’istruzione, dell’universita’
e della ricerca 15 luglio 2010, n. 57, «Linee guida per il passaggio
al nuovo ordinamento degli istituti tecnici a norma dell’art. 8,
comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,
n. 88»;
d) dalla direttiva del Ministro dell’istruzione, dell’universita’
e della ricerca 28 luglio 2010, n. 65 «Linee guida per il passaggio
al nuovo ordinamento degli istituti professionali a norma dell’art.
8, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo
2010, n. 87».
6. Ai sensi dell’art. 15, comma 5, del decreto la prova di accesso
consta di:
a) un test preliminare predisposto dal Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca;
b) una prova scritta predisposta da ciascuna universita’;
c) una prova orale.
7. Il calendario del test preliminare di cui al comma 6, lettera
a), e’ definito con successivo decreto direttoriale della competente
direzione generale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca.
8. Il test preliminare mira a verificare le conoscenze disciplinari
relative alle materie oggetto di insegnamento di ciascuna classe di
concorso e le competenze linguistiche di lingua italiana.
9. Il test preliminare e’ costituito da 60 quesiti, ciascuno
formulato con quattro opzioni di risposta, fra le quali il candidato
ne deve individuare l’unica esatta. Un numero pari a 10 quesiti sono
volti a verificare le competenze in lingua italiana, anche attraverso
quesiti inerenti la comprensione di uno o piu’ testi scritti. Gli
altri quesiti sono inerenti alle discipline oggetto di insegnamento
della classe di concorso.
10. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la risposta
non data o errata vale 0 punti. Il test ha la durata di tre ore.
11. Per essere ammesso alla prova scritta il candidato deve
conseguire una votazione nel test preliminare non inferiore a 21/30.
12. L’articolazione della prova scritta di cui al comma 6, lettera
b), valutata in trentesimi, e’ stabilita dalle universita’ o dalle
istituzione di alta formazione artistica, musicale, coreutica,
secondo i seguenti criteri:
a) l’oggetto e’ costituito da una o piu’ discipline ricomprese
nella classe di concorso cui il percorso di tirocinio formativo
attivo si riferisce;
b) la prova verifica le conoscenze disciplinari, le capacita’ di
analisi, interpretazione e argomentazione, il corretto uso della
lingua italiana e non puo’ pertanto prevedere domande a risposta
chiusa;
c) nel caso di classi di concorso relative alla lingua straniera,
la prova e’ svolta nella lingua straniera per cui si richiede
l’accesso al percorso di tirocinio formativo attivo;
d) nel caso di classi di concorso che contemplano l’insegnamento
della lingua italiana, e’ prevista comunque una prova di analisi del
testo;
e) nel caso di classi di concorso che contemplano l’insegnamento
delle lingue classiche e’ prevista comunque una prova di traduzione;
f) nel caso di classi di concorso relative a discipline
scientifiche o tecniche, la prova scritta puo’ essere integrata da
una prova pratica in laboratorio.
13. Per essere ammesso alla prova orale di cui al comma 6 lettera
c), il candidato deve conseguire una votazione nella prova scritta
non inferiore a 21/30. Nel caso di cui al comma 12 lettera f), il
voto e’ unico ed e’ ottenuto dalla media aritmetica dei voti
attribuiti nella prova scritta e nella prova di laboratorio, ciascuno
dei quali deve essere comunque non inferiore a 21/30.
14. La prova orale, valutata in ventesimi, e’ superata se il
candidato riporta un voto non inferiore a 15/20. La prova e’ svolta
tenendo conto delle specificita’ delle diverse classi di concorso.
Nel caso di classi di concorso relative alla lingua straniera, la
prova e’ svolta nella lingua straniera per cui si richiede l’accesso
al percorso di tirocinio formativo attivo, nel caso di classi di
abilitazione affidate al settore dell’alta formazione artistica,
musicale e coreutica la prova orale puo’ essere sostituita da una
prova pratica.
15. I soli titoli valutabili e i relativi punteggi sono stabiliti
nell’allegato A, parte integrante del presente decreto.
16. La graduatoria degli ammessi al tirocinio formativo attivo e’
formata sommando, ai punteggi conseguiti dai candidati che hanno
superato il test preliminare, la prova scritta e la prova orale con
votazioni non inferiore a 21/30 per il test, non inferiore a 21/30
per la prova scritta e non inferiore a 15/20 per la prova orale, il
punteggio attribuito all’esito della valutazione dei titoli. In caso
di parita’ di punteggio, prevale il candidato che abbia una maggiore
anzianita’ di servizio nelle istituzioni scolastiche; nel caso di
ulteriore parita’ o nel caso si tratti di candidati che non abbiano
svolto servizio, prevale il candidato piu’ giovane.
17. E’ ammesso al tirocinio formativo attivo, secondo l’ordine
della graduatoria di cui al comma 16, un numero di candidati non
superiore al numero dei posti disponibili per l’accesso, indicato nel
bando.
18. La graduatoria degli ammessi al corso non puo’ essere in nessun
caso integrata con altri candidati. Nel caso in cui la graduatoria
dei candidati ammessi risulti composta da un numero di candidati
inferiore al numero dei posti disponibili indicati nel bando non si
procede ad alcuna integrazione e il corso e’ attivato per un numero
di studenti pari al numero degli ammessi.
19. Sono ammessi in soprannumero ai percorsi di tirocinio formativo
attivo, senza dover sostenere alcuna prova, i soggetti di cui
all’art. 15, comma 17 del decreto, ivi compresi coloro i quali
fossero risultati idonei e in posizione utile in graduatoria ai fini
di una seconda abilitazione da conseguirsi attraverso la frequenza di
un secondo biennio di specializzazione o di uno o piu’ semestri
aggiuntivi.

Art. 2

Bando per la procedura di accesso

1. Per l’accesso ai corsi di tirocinio formativo attivo di cui
all’art. 1, comma 1, ciascuna universita’ emana, una volta completate
le procedure per l’attivazione dei corsi, in base alla programmazione
definita con decreto del Ministro ai sensi dell’art. 5 del Decreto,
il relativo bando che prevede:
a) il numero dei posti disponibili;
b) disposizioni atte a garantire la trasparenza di tutte le fasi
del procedimento e i criteri e le procedure per la nomina delle
commissioni giudicatrici e dei responsabili del procedimento ai sensi
della legge 7 agosto 1990, n.241 e successive modificazioni;
c) le modalita’ relative agli adempimenti per il riconoscimento
dell’identita’ dei candidati, gli obblighi degli stessi nel corso
dello svolgimento della prova ed infine le modalita’ in ordine
all’esercizio della vigilanza sui candidati, tenuto conto di quanto
previsto dagli articoli 5, 6 e 8 del decreto del Presidente della
Repubblica 3 maggio 1957, n.686, ove non diversamente disposto dagli
atenei;
d) le modalita’ di svolgimento della procedura sulla base di
quanto previsto dal presente decreto.

Art. 3

Studenti con disabilita’ o con disturbi specifici di apprendimento

1. Le prove di cui al presente decreto sono organizzate dagli
Atenei tenendo conto delle specifiche esigenze degli studenti con
disabilita’, a norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive
modificazioni, e degli studenti con disturbi specifici di
apprendimento, a norma della legge 8 ottobre 2010, n. 170.

Art. 4

Norma finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Il presente decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 11 novembre 2011

Il Ministro: Gelmini

Allegato A

Art. 1, comma 15
Titoli valutabili
1. Titolo di accesso
1. Valutazione del percorso di studi e della media degli esami di
profitto della laurea magistrale, specialistica o di vecchio
ordinamento, ovvero del diploma accademico di II livello, per un
massimo di 4 punti:
a) 28/30 punti 2;
b) 29/30 punti 3;
c) 30/30 punti 4;
Si procede, se necessario, all’arrotondamento all’unita’
superiore per frazione pari o superiore a 0,5.
Sono computati nella media eventuali esami o crediti formativi
universitari conseguiti successivamente alla laurea, limitatamente a
quelli finalizzati al conseguimento dei titoli di accesso
all’insegnamento.
2. Votazione della tesi di laurea magistrale, specialistica o di
vecchio ordinamento, ovvero del diploma accademico di II livello o
del diploma rilasciato dagli istituti superiori di educazione fisica
(ISEF), ai sensi della legge 18 giugno 2002, n. 136, per un massimo
di 4 punti;
a) da 101 a 105/110 punti 2;
b) da 106/110 punti 3;
c) 110 e lode/110 punti 4;
2.Titoli di servizio
1. Servizio prestato nelle istituzioni del sistema nazionale
dell’istruzione nella specifica classe di concorso o in altra classe
di concorso che comprenda gli insegnamenti previsti nella classe di
concorso per cui si concorre entro la data in cui e’ bandita la
selezione:
a) 360 giorni: 4 punti;
b) da 361 a 540 giorni: 6 punti;
c) da 541 a 720 giorni: 8 punti;
d) da 721 giorni, 2 punti ogni ulteriori 180 giorni;
3. Titoli culturali e professionali
1. Titolo di dottore di ricerca in ambito inerente agli specifici
contenuti disciplinari della relativa classe di abilitazione: 6 punti
2. Attivita’ di ricerca scientifica sulla base di rapporti a
tempo determinato costituiti ai sensi dell’art. 51, comma 6, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449 ovvero dell’art. 1, comma 14, della
legge 4 novembre 2005, n. 230 svolta per almeno due anni, anche non
consecutivi, in ambito inerente agli specifici contenuti disciplinari
della relativa classe di abilitazione: 4 punti;
3. Pubblicazioni o altri titoli di studio strettamente inerenti
ai contenuti disciplinari della classe di abilitazione, questi ultimi
di durata non inferiore a 60 crediti formativi universitari: 1 punto
per ciascun titolo presentato, per un massimo di 4 punti complessivi.

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 11 novembre 2011

Architetto.info