MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 12 gennaio 2012 | Architetto.info

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 12 gennaio 2012

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 12 gennaio 2012 - Bando per la presentazione di progetti di ricerca fondamentale di durata almeno triennale, finalizzati a proseguire l'opera volta a favorire sia il ricambio generazionale sia il sostegno alle eccellenze scientifiche emergenti e gia' presenti presso gli atenei e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR nel campo del programma «Futuro in ricerca 2012 - FIRB». (Decreto n. 03/RIC) (12A01741) - (GU n. 41 del 18-2-2012 )

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DECRETO 12 gennaio 2012

Bando per la presentazione di progetti di ricerca fondamentale di
durata almeno triennale, finalizzati a proseguire l’opera volta a
favorire sia il ricambio generazionale sia il sostegno alle
eccellenze scientifiche emergenti e gia’ presenti presso gli atenei e
gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR nel campo del
programma «Futuro in ricerca 2012 – FIRB». (Decreto n. 03/RIC)
(12A01741)

IL DIRETTORE GENERALE
per il coordinamento
e lo sviluppo della ricerca

Visto il decreto-legge n. 85, del 16 maggio 2008, convertito con
modificazione dalla legge n.121 del 14 luglio 2008, istitutivo, tra
l’altro, del Ministero dell’istruzione, dell’Universita’ e della
ricerca (MIUR);
Visto il decreto direttoriale n. 1153/Ric. del 27 dicembre 2011,
con il quale e’ stato emanato il nuovo bando «Futuro in ricerca
2012»;
Ritenuto opportuno apportare alcune modifiche al bando in
argomento, al fine di favorire una maggiore partecipazione connessa
con specifici fattori meritocratici di successo, pur senza rinunciare
all’esigenza primaria di considerare l’intervento come elemento
fondamentale per il rafforzamento sistemico delle basi scientifiche
nazionali, anche in vista di una piu’ efficace partecipazione alle
iniziative europee relative ai programmi quadro dell’Unione europea;
Ritenuto pertanto di attenuare la severita’ di alcune impostazioni
del bando sulle modalita’ di preselezione;
Visto altresi’ che il citato decreto direttoriale n. 1153/2011
riportava, per mero errore materiale di trascrizione, un importo di
euro 8.834.677,00 in luogo del corretto importo di euro 8.384.677,00,
quale impegno assunto con decreto ministeriale 955/ric dell’11
novembre 2011, per iniziative in favore di giovani ricercatori;
Ritenuto pertanto necessario procedere anche alla correzione del
predetto importo, contestualmente riportando integralmente il nuovo
testo coordinato ed integrale del bando;
Visto il decreto legislativo n. 165 del 30 maggio 2001 e successive
modifiche e integrazioni;

Decreta:

Art. 1

Programma «Futuro in ricerca 2012»

1. Attraverso il programma «Futuro in ricerca 2012» questo
Ministero intende proseguire nell’opera volta a favorire sia il
ricambio generazionale sia il sostegno alle eccellenze scientifiche
emergenti e gia’ presenti presso gli atenei e gli enti pubblici di
ricerca afferenti al MIUR, al fine di rafforzare le basi scientifiche
nazionali, anche in vista di una piu’ efficace partecipazione alle
iniziative europee relative ai programmi quadro dell’Unione europea,
destinando a tale scopo adeguate risorse al finanziamento di progetti
di ricerca fondamentale proposti da giovani ricercatori.
2. Il programma si concretizza nella presentazione, da parte dei
soggetti di cui alle sotto indicate «Linee d’intervento», in qualita’
di coordinatori di progetto (Principal Investigator) e secondo le
modalita’ e nei termini successivamente indicati, di progetti di
ricerca fondamentale di durata almeno triennale.

Art. 2

Requisiti di ammissione

1. Il programma «Futuro in Ricerca 2012» e’ rivolto:
a) Linea d’intervento 1: a dottori di ricerca italiani o
comunitari, non assunti a tempo indeterminato presso gli atenei
italiani, statali o non statali, e gli enti pubblici di ricerca
afferenti al MIUR, che non abbiano gia’ compiuto il 33° anno di eta’
alla data di scadenza del presente bando, e che, alla stessa data,
abbiano conseguito il dottorato di ricerca da almeno 2 anni;
b) Linea d’intervento 2: a dottori di ricerca italiani o
comunitari, non assunti a tempo indeterminato presso gli atenei
italiani, statali o non statali, e gli enti pubblici di ricerca
afferenti al MIUR, che non abbiano gia’ compiuto il 36° anno di eta’
alla data di scadenza del presente bando, e che, alla stessa data,
abbiano conseguito il dottorato di ricerca da almeno 4 anni;
c) Linea d’intervento 3: a giovani docenti o ricercatori, gia’
assunti a tempo indeterminato presso gli atenei italiani, statali o
non statali, e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, che
non abbiano gia’ compiuto il 40° anno di eta’ alla data di scadenza
del presente bando.
2. I dottori di ricerca rientranti nella linea di intervento 1
debbono avere prodotto, alla data di scadenza del presente bando,
almeno cinque pubblicazioni dotate di ISBN (International Standard
Book Number) o ISSN (International Standard Serial Number);
3. I dottori di ricerca rientranti nella linea di intervento 2
debbono avere prodotto, alla data di scadenza del presente bando,
almeno dieci pubblicazioni dotate di ISBN o ISSN;
4. I docenti o ricercatori rientranti nella Linea di intervento 3
debbono avere prodotto, alla data di scadenza del presente bando,
almeno quindici pubblicazioni dotate di ISBN o ISSN.
5. Per i dottori di ricerca di linea 1 o di linea 2 gia’ in
possesso di specializzazione conseguita, precedentemente al
dottorato, presso una scuola di Specializzazione Universitaria, i
limiti di eta’ anagrafica di cui al comma 1 del presente articolo
sono incrementati di un numero di anni pari alla durata della scuola
di specializzazione.
6. Per i dottori di ricerca di linea 1 o di linea 2 i limiti di
eta’ anagrafica di cui al comma 1 del presente articolo sono
incrementati altresi’ di un anno sia nel caso in cui la somma delle
durate legali del corso di studi relativo alla laurea e al dottorato
sia superiore a 9 anni, sia nel caso di effettivo svolgimento del
periodo di leva obbligatoria, sia nel caso di maternita’/paternita’
precedente alla data di conseguimento del dottorato.
7. In ogni caso, pur essendo gli incrementi di cui ai commi 5 e 6
cumulabili tra di loro, il limite massimo di eta’ anagrafica, anche
per le linee di intervento 1 e 2, resta fissato al 40° anno di eta’
non ancora compiuto alla data di scadenza del presente bando.

Art. 3

Tipologie di ricerca

1. Il programma «Futuro in ricerca 2012» intende finanziare
progetti di ricerca fondamentale rientranti in uno qualsiasi dei
settori scientifici definiti dall’European Research Council.
2. Il programma si prefigge peraltro di finanziare progetti che per
complessita’ e natura richiedono di norma la collaborazione di piu’
studiosi e di piu’ organismi di ricerca, riconoscendo priorita’, in
termini di premialita’ valutativa, ai progetti che si riconducano
agli obiettivi di Horizon 2020.

Art. 4

Disponibilita’ finanziarie

1. Per le finalita’ indicate all’art. 1 del presente bando ed ai
sensi dell’art. 6 del decreto Ministeriale 26 marzo 2004 n. 378/Ric.,
il MIUR cofinanzia, nel limite massimo complessivo di 58.384.677,00
euro, al lordo della quota per le attivita’ di valutazione e
monitoraggio prevista dalle vigenti disposizioni, progetti di ricerca
fondamentale di durata almeno triennale.
2.. Alle diverse linee di intervento sono riservate le seguenti
risorse, sempre al lordo della quota prevista per le attivita’ di
valutazione e monitoraggio:
1. Tra € 12.000.000,00 ed € 16.000.000,00 per la linea di
intervento 1;
2. Tra € 16.000.000,00 ed € 20.000.000,00 per la linea di
intervento 2;
3. Tra € 24.000.000,00 ed € 28.000.000,00 per la linea di
intervento 3;
3. Qualora le risorse relative a una linea d’intervento non siano
totalmente assegnate per carenza di progetti ammessi a finanziamento,
le quote residuali possono essere portate in accrescimento al
finanziamento delle altre linee d’intervento, secondo le effettive
necessita’.

Art. 5

Caratteristiche dei progetti

1. Ogni progetto di ricerca (il cui costo deve risultare compreso
tra euro 500.000 ed euro 1.200.000, ed avere durata minimo triennale)
e’ proposto da un giovane dottore di ricerca o docente o ricercatore
in possesso dei requisiti indicati nell’art. 2 (coordinatore di
progetto) e, indipendentemente dall’appartenenza alla linea
d’intervento, puo’ prevedere da tre a cinque unita’ di ricerca; anche
le singole unita’ di ricerca (una delle quali deve far capo allo
stesso coordinatore di progetto) debbono ricadere sotto la
responsabilita’ scientifica di un giovane dottore di ricerca o
docente o ricercatore in possesso degli stessi requisiti indicati
nell’art. 2; sono peraltro possibili unita’ di ricerca (esclusa
quella del coordinatore di progetto) afferenti a consorzi
interuniversitari, purche’ il responsabile di unita’ presenti tutti
gli altri requisiti indicati all’art. 2; nell’ambito di uno stesso
progetto possono essere ricomprese unita’ di ricerca appartenenti a
diverse linee d’intervento, fermo restando che la riserva delle
risorse di cui al precedente art. 4, si intende riferita alla linea
d’intervento del coordinatore di progetto.
2. Il coordinatore di progetto e i responsabili di unita’ di
ricerca (complessivamente definiti in seguito come «responsabili di
progetto»), in sede di presentazione del progetto, attestano l’ottima
conoscenza della lingua inglese parlata e scritta e si impegnano a
completare le attivita’ presso le istituzioni indicate all’atto della
presentazione del progetto stesso.
3. Il coordinatore di progetto ha la responsabilita’ scientifica e
organizzativa del progetto, fatta salva la responsabilita’ di ogni
unita’ di ricerca nella gestione operativa dei contributi assegnati,
nel rispetto dei regolamenti interni di amministrazione, finanza e
contabilita’. L’eventuale trasferimento all’estero del coordinatore
di progetto comporta l’esclusione del progetto dal finanziamento, se
avvenuto prima della emanazione del decreto di cui al successivo art.
9, ovvero la conclusione anticipata del progetto stesso se avvenuto
dopo, con eventuale recupero o conguaglio rispetto ai finanziamenti
gia’ erogati.
4. I progetti sono redatti in inglese e italiano, e sono presentati
esclusivamente per via telematica entro il termine di cui al
successivo art. 6. Entro i cinque giorni successivi a tale termine,
copia cartacea del progetto deve essere trasmessa da ciascun
responsabile di progetto alla propria universita’ o al proprio ente
di ricerca o consorzio interuniversitario.
5. I progetti sono redatti utilizzando modelli/domanda (A e B)
appositamente predisposti dal Ministero, e disponibili in rete nello
specifico sito http//futuroinricerca.miur.it. I progetti devono
contenere, tra l’altro, l’indicazione dei seguenti dati:
a) titolo del progetto, settore ERC di afferenza, settore
scientifico disciplinare (SSD);
b) nome del coordinatore di progetto e dei responsabili delle
unita’ di ricerca partecipanti;
c) elenco dei partecipanti al progetto di ricerca suddivisi per
unita’ operative;
d) riassunto (abstract) del progetto di ricerca;
e) parole chiave proposte;
f) obiettivi finali che il progetto si propone di raggiungere;
g) stato dell’arte;
h) articolazione del progetto e tempi di realizzazione;
i) ruolo di ciascuna unita’ operativa in funzione degli obiettivi
previsti e relative modalita’ di integrazione e collaborazione;
l) costo complessivo del progetto, articolato per voci di spesa,
secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 378 del 24 marzo
2004;
m) risultati attesi dalla ricerca, il loro interesse per
l’avanzamento della conoscenza e le eventuali potenzialita’
applicative;
n) elementi e criteri proposti per la verifica dei risultati
raggiunti.
6. Non e’ ammessa la partecipazione, a qualsiasi titolo, a piu’ di
una proposta progettuale nell’ambito dell’intero programma «Futuro in
Ricerca 2012».
7. A tutti i docenti o ricercatori che risultano coinvolti (come
responsabili di progetto o come semplici partecipanti) nei progetti
in corso di svolgimento e finanziati dal Programma “Futuro in Ricerca
2010” e’ fatto divieto di partecipare a qualunque titolo al presente
bando.
8. Per ogni progetto ammesso al finanziamento, l’entita’ del
contributo FIRB e’ definita tenendo conto dei criteri stabiliti dal
decreto ministeriale 378 del 26 marzo 2004, nella misura del 70% dei
costi esposti, fatta eccezione per i contratti con giovani
ricercatori, interamente a carico del MIUR. I costi relativi al
personale dipendente gia’ operante presso le universita’ e gli enti
di ricerca alla data di scadenza del presente bando non possono
superare il 30% del costo del progetto al netto del costo relativo ai
predetti contratti per giovani ricercatori.

Art. 6

Presentazione dei progetti e procedura di selezione

1. La scadenza per la presentazione dei progetti e’ fissata al 22
febbraio 2012, alle ore 17.00, per i responsabili di unita’ (modello
B), e al 29 febbraio 2012, alle ore 17.00, per i coordinatori di
progetto (modello A); la modulistica per la presentazione delle
domande e’ disponibile, all’indirizzo indicato al successivo art. 9,
a partire da meta’ gennaio 2012.
2. La procedura di selezione dei progetti e’ curata sia dalle
singole universita’ e dai singoli enti di ricerca (fase di
preselezione), sia dal Ministero (fase di valutazione e fase delle
audizioni); in particolare, il Ministero opera mediante tre comitati
di selezione (CdS), uno per ogni settore ERC, nominati con decreto
direttoriale, previa designazione dei suoi componenti da parte del
comitato nazionale dei garanti della ricerca (CNGR), ai sensi di
quanto previsto all’art. 20 e all’art. 21, comma 2, della legge 30
dicembre 2010, n. 240 (fase di valutazione), e mediante panel di
esperti (uno o piu’ panel per ciascuno dei settori ERC), i cui
componenti sono designati dal CdS e nominati con decreto direttoriale
(fase delle audizioni).
3. Ogni CdS e’ formato da sei esperti nella ricerca e nella
valutazione di progetti di ricerca, di cui due operanti all’estero.
Ogni panel e’ composto da tre esperti nella ricerca e nella
valutazione di progetti di ricerca (tra i quali, ove disponibili, ed
in misura di almeno uno per panel, anche i coordinatori di progetti
vincitori di precedenti edizioni del programma «Futuro in Ricerca»).
Ogni esperto dei CdS o dei panel deve rilasciare, prima
dell’accettazione dell’incarico, una dichiarazione d’impegno relativa
al rispetto di principi deontologici, di riservatezza e di assenza di
incompatibilita’.
4. I componenti del CNGR, dei CdS e dei panel non possono in alcun
caso partecipare ai progetti di cui al presente bando, ne’ prendere
parte alla fase di preselezione dei progetti.
5. La partecipazione ai CdS e ai panel e’ onorifica. A ciascuno dei
componenti spetta esclusivamente il rimborso delle spese
eventualmente sostenute nei termini previsti dalle vigenti
disposizioni in materia.
6. L’Ufficio V della Direzione generale per il Coordinamento e lo
Sviluppo della ricerca assicura le funzioni di segreteria del CNGR,
dei CdS e dei panel.

Art. 7

Preselezione

1. I progetti chiusi entro la scadenza di cui al precedente art. 6,
comma 1, sono sottoposti a preselezione da parte delle universita’ e
degli enti di ricerca.
2. Ogni universita’ o ente di ricerca sottopone a preselezione, a
proprie spese, esclusivamente i progetti nei quali il Coordinatore di
progetto abbia indicato la stessa universita’ o lo stesso ente di
ricerca come istituzione sede della propria unita’ di ricerca.
3. Al termine della preselezione, svolta in totale autonomia, ma
nel rispetto dei criteri basilari di cui ai successivi comma 5, 6 e
7, ciascuna universita’ o ciascun ente di ricerca assume la piena
responsabilita’ di individuare, mediante apposita procedura
telematica predisposta dal CINECA ed entro il termine perentorio del
15 giugno 2012, i progetti meritevoli di ammissione alla fase di
valutazione del MIUR; ciascuna universita’ o ente di ricerca puo’
preselezionare, a livello di Coordinatore scientifico
(contestualmente impegnandosi ad assicurare, per le linee
d’intervento 1 e 2, il rispetto delle procedure di legge relative
alle «chiamate dirette» dei giovani ricercatori) un numero di
progetti: a) non superiore allo 0,5% del numero di docenti e
ricercatori presenti nei propri ruoli al momento della scadenza del
bando (con arrotondamento all’intero superiore); b) ovvero, se
maggiore, un numero non superiore alla media del numero di progetti
finanziati, a livello di coordinatore scientifico, nei bandi «Futuro
in Ricerca 2010» e «Futuro in ricerca 2008». I progetti non
preselezionati dall’universita’ o dall’ente di ricerca si intendono
esclusi dall’accesso alla fase di valutazione effettuata dal MIUR.
Analogamente, la mancata conclusione della preselezione entro il
termine perentorio del 15 giugno 2012 esclude dalla fase di
valutazione tutti i progetti presentati da coordinatori scientifici
afferenti all’universita’ o all’ente inadempiente.
4. Nella preselezione dei progetti ogni universita’ o ente di
ricerca e’ tenuta ad assicurare, ove possibile, adeguata
partecipazione ad ogni linea d’intervento.
5. Ogni universita’ o ente di ricerca deve avvalersi dell’opera di
revisori anonimi, anche stranieri, che possono essere selezionati tra
gli esperti appartenenti alla banca dati del Ministero (messa a
disposizione di ogni universita’ da parte del CINECA), secondo il
criterio della «peer review».
6. I revisori non debbono in alcun caso essere scelti tra i
partecipanti ai progetti di cui al presente bando e, per ogni
progetto, non debbono appartenere ai ruoli della stessa universita’ o
dello stesso ente di ricerca, nonche’ di altre universita’ o enti o
consorzi interuniversitari coinvolti nello stesso progetto.
7. I revisori debbono formulare giudizi analitici riassumendoli in
valutazioni sintetiche finali espresse su scale predefinite di valori
numerici, secondo i seguenti criteri:
a) innovativita’ e originalita’ della ricerca proposta e della
sua metodologia: fino a punti 30;
b) qualificazione scientifica, anche in relazione al progetto
presentato, del coordinatore scientifico e dei responsabili di
unita’, con riferimento alla valutazione della loro attivita’
scientifica negli ultimi cinque anni ed alla competenza nel settore
oggetto della proposta: fino a punti 25;
c) possibile impatto della ricerca proposta e potenzialita’ di
realizzazione di un significativo avanzamento delle conoscenze
rispetto allo stato dell’arte, con particolare riferimento, per le
aree interessate, alle tematiche oggetto del programma Horizon 2020:
fino a punti 25;
d) significative interazioni tra piu’ soggetti, in particolare
tra universita’ e/o tra universita’ ed enti pubblici di ricerca
vigilati dal MIUR, ma anche tra universita’ ed altri organismi di
ricerca pubblici o privati, nazionali e internazionali: fino a punti
15;
e) coerenza tra le richieste economiche e la ricerca proposta:
fino a punti 5.

Art. 8

Valutazione scientifica dei progetti e audizioni

1. La valutazione scientifica dei progetti di ricerca
preselezionati e’ curata, per ogni settore ERC, dal relativo CdS, che
opera mediante l’utilizzo di idonei strumenti telematici, formulando
un giudizio analitico comparativo sui progetti di propria competenza,
riassunto in una valutazione sintetica finale espressa su una scala
predefinita di valori numerici, secondo gli stessi criteri di cui al
comma 7 del precedente art. 7.
2. Solo i progetti con punteggio superiore a 80/100 possono essere
utilmente considerati ai fini dell’ammissione alla fase delle
audizioni. Per tali progetti, il CdS indica altresi’ il contributo
proposto per ciascuno di essi, sulla base della complessiva
congruita’ accertata (distinta per voci di spesa), ma comunque in
misura non inferiore all’80% dell’ammontare richiesto o giudicato
necessario.
3. Per ogni linea d’intervento e’ ammesso alla fase delle
audizioni, con apposito decreto direttoriale e secondo l’ordine
decrescente di punteggio ottenuto nella fase di valutazione da parte
dei CdS, un numero di progetti tale da raggiungere (secondo
indicazioni fornite dai CdS, e fermo restando quanto stabilito al
comma 3 dell’art. 4 del presente bando) un ammontare di risorse pari
almeno al doppio delle quote massime stabilite al comma 2 del
precedente art .4.
4. Le audizioni, riservate ai coordinatori di progetto, sono volte,
in particolare, all’accertamento della reale attitudine del
proponente alla gestione scientifica del progetto e al coordinamento
delle unita’ di ricerca, con particolare riferimento agli aspetti di
carattere temporale e finanziario; nel corso delle audizioni,
peraltro, i panel accertano anche la reale conoscenza, da parte del
proponente, della lingua inglese e delle tematiche di progetto (con
particolare riferimento alle modalita’ attuative).
5. Per ogni progetto ammesso alle audizioni, il competente panel
esprime un giudizio analitico, riassunto in una valutazione numerica
finale da 0 a 30 punti.
6. Solo i progetti con punteggio almeno pari a 20/30 possono essere
utilmente collocati nella graduatoria finale di cui al successivo
comma 7, ai fini dell’eventuale ammissione al finanziamento.
7. Per i soli progetti utilmente collocabili in graduatoria, il
MIUR, sommando i punteggi attribuiti dai CdS a quelli attribuiti dai
panel, forma, per ogni linea d’intervento, nel rispetto di quanto
stabilito al precedente art. 4, la graduatoria finale e definisce
l’elenco dei progetti ammessi al finanziamento. In caso di ex-aequo
e’ data priorita’ ai progetti che hanno ottenuto, dal CdS, il
punteggio piu’ elevato nel criterio di cui all’art. 7, comma 7,
lettera c, del presente bando.

Art. 9

Approvazione dei progetti

1. Con apposito decreto direttoriale viene reso pubblico l’elenco
dei progetti finanziati, distinto per linea d’intervento.
2. Il costo riconosciuto come congruo per ogni progetto e’
comunicato dal Ministero al coordinatore scientifico che provvede,
nel termine di 15 giorni dal momento della richiesta, a rideterminare
i costi delle singole unita’ operative, dandone comunicazione al
Ministero.
3. Dopo la rideterminazione, il Ministero, con apposito
provvedimento, definisce la quota di finanziamento spettante ad ogni
unita’ operativa, nonche’ le modalita’ di erogazione dei contributi e
di verifica in itinere ed ex-post.

Art. 10

Indicazioni operative

1. I progetti di cui al presente decreto debbono essere presentati,
entro il termine di cui al precedente art. 6, utilizzando, secondo le
modalita’ ivi indicate, il servizio Internet al seguente indirizzo:
http://futuroinricerca.miur.it
2. Tutto il materiale prodotto e’ considerato rigorosamente
riservato ed e’ utilizzato solo per l’espletamento degli adempimenti
connessi all’attuazione del presente decreto. Chiarimenti e
informazioni possono essere richiesti agli uffici ricerca di
universita’ ed enti, nonche’ alla Direzione generale per il
coordinamento e lo sviluppo della Ricerca, ufficio V, all’indirizzo
di posta elettronica [email protected], che assicura la
tempestiva e corretta assistenza sia in fase di predisposizione dei
progetti sia in fase di eventuale realizzazione degli stessi.
3. Responsabile del procedimento e’ l’ing. Mauro Massulli –
Dirigente dell’ufficio V della direzione generale per il
coordinamento e lo sviluppo della ricerca – Piazzale J.F. Kennedy, 20
– 00144 Roma.
Gli effetti del presente decreto sono soggetti alle positive
verifiche degli organi di controllo, previste dalle vigenti
disposizioni. Lo stesso decreto e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e nel sito MIUR.
Roma, 12 gennaio 2012

Il direttore generale: Agostini

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 12 gennaio 2012

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