MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 4 agosto 2011 | Architetto.info

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 4 agosto 2011

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 4 agosto 2011 - Criteri per l'individuazione degli standard qualitativi, riconosciuti a livello internazionale, per la valutazione, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 24, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, dei ricercatori titolari dei contratti. (11A11292) - (GU n. 198 del 26-8-2011 )

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DECRETO 4 agosto 2011

Criteri per l’individuazione degli standard qualitativi, riconosciuti
a livello internazionale, per la valutazione, ai sensi e per gli
effetti dell’articolo 24, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n.
240, dei ricercatori titolari dei contratti. (11A11292)

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121;
Vista la legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante «Norme in materia
di organizzazione delle universita’, di personale accademico e
reclutamento, nonche’ delega al Governo per incentivare la qualita’ e
l’efficienza del sistema universitario»;
Visto in particolare, l’art. 24, comma 5, periodi primo e secondo,
della legge 30 dicembre 2010, n. 240, ai sensi del quale, nell’ambito
delle risorse disponibili per la programmazione, nel terzo anno di
contratto di cui al comma 3, lettera b), dello stesso articolo,
l’universita’ valuta il ricercatore titolare del contratto, che abbia
conseguito l’abilitazione scientifica, ai fini della chiamata nel
ruolo di professore associato, ai sensi dell’art. 18, comma 1,
lettera e), della legge n. 240 del 2010, e, in caso di esito positivo
della valutazione, il ricercatore, alla scadenza del contratto, e’
inquadrato nel ruolo dei professori associati;
Visto altresi’, il terzo periodo del citato art. 24, comma 5, ai
sensi del quale la predetta valutazione si svolge in conformita’ agli
standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale
individuati con apposito regolamento di ateneo nell’ambito dei
criteri fissati con decreto del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca;
Vista la legge 9 maggio 1989, n. 168, e successive modificazioni;
Vistol’art. 5, comma 9, della legge 24 dicembre 1993, n. 537;
Considerato che la valutazione in questione riguarda ricercatori a
tempo determinato che hanno gia’ conseguito l’abilitazione
scientifica nazionale al ruolo di professore associato;
Ritenuto pertanto che gli atenei possano utilizzare, per la
valutazione dell’attivita’ di ricerca, criteri anche piu’ selettivi
di quelli previsti per il conseguimento della corrispondente
abilitazione scientifica nazionale;

Decreta:

Art. 1

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce i criteri nell’ambito dei quali
le universita’, con appositi regolamenti, individuano gli standard
qualitativi, riconosciuti a livello internazionale, per la
valutazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 24, comma 5, della
legge 30 dicembre 2010, n. 240, dei ricercatori titolari dei
contratti di cui all’art. 24, comma 3, lettera b), della stessa
legge.

Art. 2

Oggetto della valutazione

1. La valutazione di cui all’art. 1 riguarda l’attivita’ di
didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti
nonche’ le attivita’ di ricerca svolte dal ricercatore nell’ambito
del contratto di cui all’art. 24, comma 3, lettera b), della legge n.
240 del 2010. E’ altresi’ oggetto di valutazione l’attivita’ che il
ricercatore ha svolto nel corso dei rapporti in base ai quali, ai
sensi della predetta disposizione o dell’art. 29, comma 5, della
legge n. 240 del 2010, il ricercatore ha avuto accesso al contratto.
2. Nell’ipotesi in cui il ricercatore e’ stato inquadrato, ai sensi
dell’art. 29, comma 7, della legge n. 240 del 2010, in quanto
vincitore di un programma di ricerca di alta qualificazione
finanziato dall’Unione europea, con procedimento avviato in data
anteriore alla prima valutazione prevista per lo stesso programma, di
tale valutazione si tiene conto ai fini della valutazione di cui
all’art. 24, comma 5, della suindicata legge.

Art. 3

Valutazione dell’attivita’ didattica, di didattica integrativa
e di servizio agli studenti

1. Ai fini della valutazione dell’attivita’ didattica, di didattica
integrativa e di servizio agli studenti, le universita’, con i
regolamenti di cui all’art. 1, disciplinano la valutazione avendo
riguardo ai seguenti aspetti:
a) numero dei moduli/corsi tenuti e continuita’ della tenuta
degli stessi;
b) esiti della valutazione da parte degli studenti, con gli
strumenti predisposti dall’ateneo, dei moduli/corsi tenuti;
c) partecipazione alle commissioni istituite per gli esami di
profitto;
d) quantita’ e qualita’ dell’attivita’ di tipo seminariale, di
quella mirata alle esercitazioni e al tutoraggio degli studenti, ivi
inclusa quella relativa alla predisposizione delle tesi di laurea, di
laurea magistrale e delle tesi di dottorato.

Art. 4

Valutazione dell’attivita’ di ricerca scientifica

1. Ai fini della valutazione dell’attivita’ di ricerca scientifica,
le universita’, con i regolamenti di cui all’art. 1, disciplinano la
valutazione avendo riguardo ai seguenti aspetti:
a) organizzazione, direzione e coordinamento di gruppi di ricerca
nazionali e internazionali, ovvero partecipazione agli stessi;
b) conseguimento della titolarita’ di brevetti;
c) partecipazione in qualita’ di relatore a congressi e convegni
nazionali e internazionali;
d) conseguimento di premi e riconoscimenti nazionali e
internazionali per attivita’ di ricerca.
2. Ai fini di cui al comma 1, le universita’ prevedono la
valutazione delle pubblicazioni o dei testi accettati per la
pubblicazione secondo le norme vigenti nonche’ di saggi inseriti in
opere collettanee e di articoli editi su riviste in formato cartaceo
o digitale con l’esclusione di note interne o rapporti
dipartimentali. Le universita’ valutano la consistenza complessiva
della produzione scientifica del ricercatore, l’intensita’ e la
continuita’ temporale della stessa, fatti salvi i periodi,
adeguatamente documentati, di allontanamento non volontario
dall’attivita’ di ricerca, con particolare riferimento alle funzioni
genitoriali.
3. La valutazione delle pubblicazioni scientifiche di cui al comma
2 e’ svolta sulla base degli ulteriori seguenti criteri:
a) originalita’, innovativita’, rigore metodologico e rilevanza
di ciascuna pubblicazione;
b) congruenza di ciascuna pubblicazione con il profilo di
professore universitario di seconda fascia da ricoprire oppure con
tematiche interdisciplinari ad esso strettamente correlate;
c) rilevanza scientifica della collocazione editoriale di
ciascuna pubblicazione e sua diffusione all’interno della comunita’
scientifica;
d) determinazione analitica, anche sulla base di criteri
riconosciuti nella comunita’ scientifica internazionale di
riferimento, dell’apporto individuale del ricercatore nel caso di
partecipazione del medesimo a lavori in collaborazione;
e) nell’ambito dei settori in cui ne e’ consolidato l’uso a
livello internazionale le universita’ si avvalgono anche dei seguenti
indicatori, riferiti alla data di inizio della valutazione:
1) numero totale delle citazioni;
2) numero medio di citazioni per pubblicazione;
3) «impact factor» totale;
4) «impact factor» medio per pubblicazione;
5) combinazioni dei precedenti parametri atte a valorizzare
l’impatto della produzione scientifica del candidato (indice di
Hirsch o simili).
4. Ai fini di cui al comma 1, le universita’ possono prevedere che
sia oggetto di specifica valutazione la congruita’ del profilo
scientifico del ricercatore con le esigenze di ricerca dell’ateneo
nonche’ la produzione scientifica elaborata dal ricercatore
successivamente alla data di scadenza del bando in base al quale ha
conseguito l’abilitazione scientifica nazionale, in modo da
verificare la continuita’ della produzione scientifica. Nella
valutazione di cui al primo periodo, gli atenei si avvalgono di
criteri e parametri coerenti con quelli previsti dal decreto di cui
all’art. 16, comma 3, lettera a), della legge 30 dicembre 2010, n.
240, potendo altresi’ prevederne un utilizzo piu’ selettivo.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 4 agosto 2011

Il Ministro: Gelmini

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 4 agosto 2011

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