MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - CIRCOLARE 16 giugno 2011, n. 21364 - Concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei Contratti di sviluppo di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con il Ministro per la semplificazione normativa e con il Ministro del turismo del 24 settembre 2010, pubblicato nel S.O. alla G.U.R.I. del 24 dicembre 2010, n. 300. (11A10310) - (GU n. 174 del 28-7-2011 | Architetto.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – CIRCOLARE 16 giugno 2011, n. 21364 – Concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei Contratti di sviluppo di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con il Ministro per la semplificazione normativa e con il Ministro del turismo del 24 settembre 2010, pubblicato nel S.O. alla G.U.R.I. del 24 dicembre 2010, n. 300. (11A10310) – (GU n. 174 del 28-7-2011

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - CIRCOLARE 16 giugno 2011, n. 21364 - Concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei Contratti di sviluppo di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con il Ministro per la semplificazione normativa e con il Ministro del turismo del 24 settembre 2010, pubblicato nel S.O. alla G.U.R.I. del 24 dicembre 2010, n. 300. (11A10310) - (GU n. 174 del 28-7-2011 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

CIRCOLARE 16 giugno 2011 , n. 21364

Concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei Contratti
di sviluppo di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con il
Ministro per la semplificazione normativa e con il Ministro del
turismo del 24 settembre 2010, pubblicato nel S.O. alla G.U.R.I. del
24 dicembre 2010, n. 300. (11A10310)

Alle Imprese interessate
All’Agenzia nazionale per
l’attrazione degli investimenti e lo
sviluppo d’impresa S.P.A. – Invitalia

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali, con il Ministro per la
semplificazione normativa e con il Ministro del turismo del 24
settembre 2010, emanato in attuazione dell’art. 43 del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, e’ stata introdotta la disciplina dei criteri e
delle modalita’ di concessione di agevolazioni finanziarie attraverso
la sottoscrizione di contratti di sviluppo.
In ottemperanza a quanto disposto dall’art. 3, comma 5 del predetto
decreto, con decreto del Ministro dello sviluppo economico dell’11
maggio 2011 sono stati definiti gli indirizzi operativi per la
gestione dell’intervento.
Con la presente circolare si forniscono le ulteriori indicazioni
operative di seguito riportate.

1. Affitto di azienda.
1.1. Con riferimento ai programmi di sviluppo turistico di cui
all’art. 3, comma 1, lettera b) del decreto del 24 settembre 2010,
l’impresa che intenda richiedere le agevolazioni di cui al predetto
decreto, o che le abbia gia’ ottenute sottoscrivendo il relativo
contratto di sviluppo, per sostenere un programma di investimenti
nell’ambito della propria unita’ locale e che abbia ceduto o intenda
cedere, mediante contratto di affitto, la gestione dell’azienda o del
ramo d’azienda nell’ambito del quale si sviluppa il detto programma,
puo’, fornendo le necessarie garanzie, avanzare la domanda di
agevolazione ovvero specifica istanza tesa al mantenimento della
validita’ del contratto di sviluppo sottoscritto. A tal fine:
a) l’impresa beneficiaria, insieme alla domanda di agevolazioni
ovvero all’istanza per il mantenimento della validita’ del contratto
di sviluppo, fornisce gli elementi che evidenzino compiutamente il
piano imprenditoriale nell’ambito del quale si colloca
strategicamente la decisione di procedere all’affitto del complesso
aziendale, le notizie e le informazioni sul soggetto subentrante
nella conduzione, sul piano imprenditoriale di quest’ultimo e su ogni
altro elemento utile alla valutazione, da parte dell’Agenzia
nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa
S.p.a. – Invitalia, nel seguito «Agenzia», circa le necessarie
garanzie che venga salvaguardato, a seguito dell’operazione di
affitto, l’interesse pubblico sottostante alla concessione delle
agevolazioni;
b) l’Agenzia effettua le proprie valutazioni istruttorie in
merito a quanto rappresentato dall’impresa con particolare
riferimento alle motivazioni dell’operazione, all’affidabilita’ del
soggetto subentrante nella conduzione, alla capacita’ dello stesso di
condurre l’attivita’ in modo da garantire il pieno soddisfacimento
dell’interesse pubblico per la concessione delle agevolazioni e, in
particolare, degli impegni dalla stessa derivanti.
1.2. In sede di concessione delle agevolazioni, ovvero in sede di
autorizzazione da parte dell’Agenzia al mantenimento della validita’
del contratto di sviluppo, il proprietario e il conduttore
sottoscrivono specifici atti con i quali si obbligano al pieno
rispetto degli impegni che la concessione comporta fermo restando che
il proprietario, unico titolare delle agevolazioni, mantiene la piena
ed esclusiva responsabilita’ in ordine al mancato rispetto degli
impegni da esse derivanti e della conseguente eventuale revoca delle
agevolazioni anche se dipendente da comportamenti tenuti dal
conduttore. A tale riguardo, i livelli occupazionali precedenti e
finali del programma agevolato dovranno essere rilevati con
riferimento a tutti i soggetti coinvolti nella unita’ locale
interessata dal programma medesimo.
1.3. Con riferimento ai programmi di sviluppo industriale e di
sviluppo commerciale, di cui all’art. 3, comma 1, lettere a) e c) del
decreto del 24 settembre 2010, puo’ essere ceduta, mediante contratto
di affitto, e secondo le modalita’ di cui ai precedenti punti 1.1 e
1.2, la gestione dell’azienda o del ramo d’azienda nell’ambito del
quale si sviluppa il programma, limitatamente ad attivita’ accessorie
rispetto all’attivita’ principale del complesso aziendale, che deve
rimanere nella titolarita’ del beneficiario, e purche’ il costo dei
beni interessati risulti marginale rispetto a quello degli altri
investimenti agevolabili.

2. Spese ammissibili.
2.1. Le spese dei programmi di investimento di cui al Titolo II ed
al Titolo III del decreto del 24 settembre 2010 devono riferirsi
all’acquisto e/o alla costruzione di immobilizzazioni, come definite
dagli articoli 2423 e ss. c.c., nella misura necessaria alle
finalita’ del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni e
possono riguardare:
a) Suolo aziendale e sue sistemazioni.
Le spese relative all’acquisto del suolo aziendale sono ammesse nel
limite del 10% dell’investimento complessivo ammissibile del
progetto.
b) Opere murarie e assimilate.
Per quanto riguarda i programmi di sviluppo industriale le spese
relative ad opere murarie sono ammissibili nella misura massima del
40% dell’importo complessivo degli investimenti ammissibili per
ciascun progetto d’investimento.
Per quanto riguarda i programmi di sviluppo turistico ed i
programmi di sviluppo commerciale le opere murarie sono ammissibili
nella misura massima del 70% dell’importo complessivo degli
investimenti ammissibili per ciascun progetto d’investimento.
Ai fini dell’ammissibilita’ della spesa per uffici, vengono
considerate congrue le superfici massime di 25 mq per addetto.
c) Infrastrutture specifiche aziendali.
d) Macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica.
In tale categoria rientrano anche i beni necessari all’attivita’
amministrativa dell’impresa nonche’ i mezzi mobili strettamente
necessari al ciclo di produzione o per il trasporto in conservazione
condizionata dei prodotti, purche’ dimensionati alla effettiva
produzione, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo
dell’unita’ produttiva oggetto delle agevolazioni.
In relazione alle predette spese si precisa che per beni nuovi di
fabbrica si intendono quelli mai utilizzati e fatturati direttamente
dal costruttore (o dal suo rappresentante o rivenditore); qualora vi
siano ulteriori giustificate fatturazioni intermedie, fermo restando
che i beni non devono essere mai stati utilizzati, dette fatturazioni
non devono presentare incrementi del costo del bene rispetto a quello
fatturato dal produttore o suo rivenditore.
e) Programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e
gestionali dell’impresa, brevetti, licenze, know-how e conoscenze
tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e
processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per
l’attivita’ svolta nell’unita’ produttiva interessata dal progetto.
Per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili fino al 50%
dell’investimento complessivo ammissibile.
Si precisa, altresi’, che le spese relative al software di base,
indispensabile al funzionamento di una macchina o di un impianto, non
rientrano tra le spese di cui alla presente lettera, ma sono da
considerare in uno con la spesa relativa alla macchina governata dal
software medesimo.
Le spese di cui alle lettere b) e d) possono comprendere anche
quelle relative alla realizzazione, nell’ambito dell’unita’
produttiva, di asili nido a servizio del personale dell’unita’
produttiva interessata dal programma di investimento.
Per le sole PMI sono inoltre ammissibili, ai sensi e nei limiti
dell’art. 26 del Regolamento GBER e nella misura massima del 4%
dell’investimento complessivo ammissibile per ciascun progetto
d’investimento, le spese per consulenze connesse al progetto
d’investimento che si riferiscono alle seguenti voci: progettazioni
ingegneristiche riguardanti le strutture dei fabbricati e gli
impianti, sia generali che specifici, direzione dei lavori, collaudi
di legge, studi di fattibilita’ economico-finanziaria e di
valutazione di impatto ambientale, prestazioni di terzi per
l’ottenimento delle certificazioni di qualita’ e ambientali secondo
standard e metodologie internazionalmente riconosciuti. La relativa
intensita’ dell’aiuto e’ pari al 50% ESL.
Ai fini dell’ammissibilita’ delle spese di cui al presente punto, i
relativi pagamenti devono essere regolati esclusivamente a mezzo
bonifico bancario.
2.2. Le spese relative all’acquisto del suolo, di immobili o di
programmi informatici o di brevetti, di proprieta’ di uno o piu’ soci
dell’impresa richiedente le agevolazioni o, nel caso di soci persone
fisiche, dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci
stessi entro il terzo grado, sono ammissibili in proporzione alle
quote di partecipazione nell’impresa medesima degli altri soci; la
rilevazione della sussistenza delle predette condizioni, con
riferimento sia a quella di socio che a quella di proprietario, che
determinano la parzializzazione della spesa, va effettuata a partire
dai ventiquattro mesi precedenti la data di presentazione
dell’istanza di accesso di cui all’art. 7, comma 1 del decreto del 24
settembre 2010. Le predette spese relative alla compravendita tra due
imprese non sono ammissibili qualora, a partire dai ventiquattro mesi
precedenti la data di presentazione dell’istanza di accesso, le
imprese medesime si siano trovate nelle condizioni di cui all’art.
2359 c.c. o siano state entrambe partecipate, anche cumulativamente,
per almeno il 25%, da medesimi altri soggetti; tale ultima
partecipazione rileva, ovviamente, anche se determinata in via
indiretta. A tal fine va acquisita una specifica dichiarazione del
legale rappresentante del soggetto beneficiario o di un suo
procuratore speciale resa ai sensi e per gli effetti degli articoli
47 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre
2000, n. 445.
2.3. Le spese relative all’acquisto di beni in valuta diversa
dall’euro possono essere ammesse alle agevolazioni per un
controvalore in euro pari all’imponibile ai fini IVA riportato sulla
«bolletta doganale d’importazione».
2.4. Con riferimento ai programmi promossi dalle imprese operanti
nel settore della produzione e distribuzione di energia elettrica e
calore, le spese relative alle reti di distribuzione dell’energia
elettrica, del vapore e dell’acqua calda sono ammissibili,
limitatamente alla parte ricadente all’interno del territorio
comunale nel quale e’ ubicato l’impianto di produzione necessaria a
raggiungere l’utente della fornitura, a condizione che gli impianti
stessi siano di proprieta’ dell’impresa produttrice e siano
realizzati su terreni di cui l’impresa stessa abbia piena
disponibilita’.
2.5. Ai fini dell’ammissibilita’, le spese relative ai beni
acquisiti con il sistema della locazione finanziaria sono ammesse nei
limiti previsti dal Regolamento GBER e ove compatibili con la
legislazione europea in materia di ammissibilita’ delle spese alla
partecipazione dei fondi strutturali. Ai fini dell’ammissibilita’
dell’acquisto in leasing di macchinari, impianti e attrezzature, il
relativo contratto deve prevedere, alla sua scadenza, l’obbligo di
riscatto dei beni. Per quanto riguarda l’acquisizione in leasing di
terreni e fabbricati, il relativo contratto deve prevedere il
proseguimento della locazione per almeno cinque anni, ovvero tre anni
per le PMI, a decorrere dalla data prevista di ultimazione del
programma di investimento.
2.6. La realizzazione del programma di investimenti o di una parte
dello stesso puo’ essere commissionata con la modalita’ del
cosiddetto contratto «chiavi in mano», fermo restando che non sono
ammissibili prestazioni derivanti da attivita’ di intermediazione
commerciale e/o assistenza ad appalti. Le forniture che intervengono
attraverso contratti «chiavi in mano» devono consentire di
individuare i reali costi delle sole immobilizzazioni tipologicamente
ammissibili alle agevolazioni depurati dalle componenti di costo di
per se’ non ammissibili. Pertanto, ai fini del riconoscimento di
ammissibilita’ delle spese, tali contratti di fornitura potranno
essere utilmente considerati alle seguenti ulteriori condizioni:
a) realizzazione di impianti di particolare complessita’;
b) il contratto di fornitura «chiavi in mano» dovra’ contenere
l’esplicito riferimento alla domanda di agevolazioni; esso dovra’
quindi contenere una dichiarazione con la quale l’impresa
beneficiaria specifica di aver richiesto detta fornitura per la
realizzazione, in tutto o in parte, del programma di investimenti di
cui alla domanda di agevolazione;
c) al contratto di fornitura «chiavi in mano» dovra’ essere
allegato, formandone parte integrante, il prospetto dettagliato di
tutte le distinte acquisizioni, da individuare singolarmente e
raggruppare secondo categorie di spesa, con individuazione dei costi
per ciascuna singola voce di spesa;
d) il general contractor dovra’ impegnarsi a fornire, per il
tramite dell’impresa beneficiaria ed a semplice richiesta di
quest’ultima, o dell’Agenzia o del Ministero o di loro delegati, ogni
informazione riguardante le forniture dei beni e dei servizi che lo
stesso general contractor acquisisce in relazione alla commessa
affidatagli, ed in particolare il nominativo dei suoi fornitori ed i
titoli di spesa che questi emettono nei suoi confronti, utili a
comprovare la natura delle forniture ed il loro costo; tale impegno
dovra’ essere esplicitamente riportato nel contratto. La mancata
ottemperanza determina l’automatica decadenza dai benefici di tutte
le prestazioni, di qualsiasi natura, oggetto del contratto;
e) possono essere oggetto di agevolazione i soli contratti
«chiavi in mano» il cui general contractor abbia stabile
organizzazione (art. 5, modello di convenzione OCSE) in Italia, ove
dovra’ essere custodita e reperita la predetta documentazione di
spesa anche ai fini dei controlli previsti dal presente decreto;
f) per i contratti «chiavi in mano» l’impresa beneficiaria dovra’
produrre la documentazione relativa alle credenziali attestanti la
specifica esperienza progettuale e tecnica.
L’impresa che intenda fare ricorso a tale particolare modalita’ di
acquisizione dei beni da agevolare e’ tenuta a darne comunicazione
nella documentazione allegata all’istanza di accesso o, avendo
maturato la decisione in corso d’opera, a darne tempestiva
comunicazione all’Agenzia, illustrandone le ragioni. L’Agenzia, sulla
base di tali elementi e di eventuali ulteriori chiarimenti richiesti
all’impresa, formula il proprio motivato parere circa
l’ammissibilita’ di tale modalita’ e della conseguente agevolabilita’
dell’intero programma ovvero, a seconda dei casi, dei beni
interessati. L’Agenzia valuta altresi’ la comprovata complessita’ e
specifica esperienza progettuale e tecnica nel settore da parte del
soggetto cui l’impresa istante intende affidare la realizzazione del
contratto «chiavi in mano», con particolare riferimento all’avvenuta
progettazione e realizzazione di altri impianti similari da parte
dello stesso.
2.7. Le spese per le attrezzature, la cui installazione non sia
prevista presso l’unita’ produttiva interessata dal progetto bensi’
presso altre unita’, della stessa impresa o di altre dello stesso
gruppo o di terzi, possono essere ammesse alle agevolazioni purche’
tali unita’ produttive siano ubicate in territori ammissibili e alle
seguenti condizioni:
a) l’impresa richiedente illustri compiutamente le motivazioni
tecniche, industriali ed economiche per le quali si intende
effettuare la cessione in prestito d’uso delle attrezzature;
b) le spese siano relative ad attrezzature utilizzate per
lavorazioni effettivamente connesse al completamento del ciclo
produttivo da agevolare;
c) dette attrezzature siano accessorie all’iniziativa da
agevolare, nel senso che la relativa spesa ammissibile deve essere
contenuta nel limite del 20% di quella relativa al capitolo
«Macchinari, impianti ed attrezzature»;
d) vengano ubicate presso unita’ produttive localizzate, al
momento dell’acquisto (data del documento di trasporto), in aree
ammissibili agli interventi di cui al presente decreto;
e) siano singolarmente identificabili mediante immatricolazione
ed iscrizione nel libro dei beni prestati a terzi o, nel caso di
utilizzo presso altre unita’ produttive della stessa impresa, nel
libro dei beni ammortizzabili ovvero nel libro degli inventari ovvero
nel libro giornale; in ogni caso la loro ubicazione deve risultare
dai documenti di trasporto tenuti ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica del 6 ottobre 1978, n. 627 e del decreto
ministeriale 29 novembre 1978 e successive modificazioni e
integrazioni;
f) vengano fomiti, per ciascun bene, gli elementi utili di
conoscenza in riferimento ai relativi contratti posti in essere
(modalita’, durata, ecc.);
g) la cessione in uso avvenga a titolo gratuito;
h) i beni non vengano destinati a finalita’ produttive estranee a
quelle dell’impresa cedente; a tal fine quest’ultima deve acquisire e
trasmettere all’Agenzia una dichiarazione di impegno in tal senso del
legale rappresentante delle imprese cessionarie rilasciata ai sensi e
per gli effetti degli articoli 47 e 76 del decreto del Presidente
della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;
i) il legale rappresentante dell’impresa cedente sottoscriva una
dichiarazione di impegno al rispetto dei predetti vincoli e
condizioni, resa ai sensi e per gli effetti degli articoli 47 e 76
del D.P.R. del 28 dicembre 2000, n. 445.
Le relative agevolazioni sono calcolate applicando l’intensita’
d’aiuto prevista per i territori in cui ricadono le diverse unita’
produttive fermo restando che, qualora per queste ultime l’intensita’
di aiuto sia superiore a quella stabilita per l’area in cui e’
localizzata l’unita’ produttiva oggetto del programma, le
agevolazioni saranno calcolate applicando l’intensita’ di aiuto
relativa a quest’ultima.
2.8. Con riferimento alle attivita’ di ricerca industriale e
sviluppo sperimentale di cui al Titolo IV del decreto del 24
settembre 2010 sono agevolabili i costi, nella misura congrua e
pertinente, riguardanti:
a) il personale, limitatamente a ricercatori, tecnici ed altro
personale ausiliario, adibito alle attivita’ del progetto di ricerca
e sviluppo, con esclusione del personale con mansioni amministrative,
contabili e commerciali;
b) gli strumenti e le attrezzature di nuova acquisizione, nella
misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di
ricerca e sviluppo, nel limite delle quote di ammortamento fiscali
ordinarie;
c) i servizi di consulenza e altri servizi utilizzati per
l’attivita’ del progetto, inclusa l’acquisizione dei risultati di
ricerca, di brevetti e di know-how, di diritti di licenza,
nell’ambito di un’operazione effettuata alle normali condizioni di
mercato;
d) le spese generali imputabili al progetto di ricerca e
sviluppo, in misura non superiore al 30% dell’importo dei costi
agevolabili di cui alla lettera a) del presente punto;
e) i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto di
ricerca e sviluppo.
Non sono ammissibili i costi relativi a commesse interne, in quanto
qualsiasi attivita’ di personale ed acquisti o prelievi da magazzino
devono essere riferiti alle rispettive voci di costo.
I pagamenti di cui al presente punto, sono regolati esclusivamente
a mezzo di bonifico bancario ad eccezione di quelli di cui alle
lettere a) e d) per i quali sono ammessi altri strumenti di pagamento
idonei a consentire la piena tracciabilita’ delle operazioni. Le
spese relative all’acquisto di beni in valuta diversa dall’euro
possono essere ammesse alle agevolazioni per un controvalore in euro
pari all’imponibile ai fini IVA riportato sulla «bolletta doganale
d’importazione».
2.9. Nell’ambito di un medesimo contratto di sviluppo possono
essere agevolati anche progetti in comparti di attivita’ diversi da
quello che caratterizza il programma, fermi restando i requisiti di
coerenza e reciproca utilita’ prescritti dall’art. 4 del decreto
ministeriale dell’11 maggio 2011, nonche’ le limitazioni e le
esclusioni indicate nel decreto del 24 settembre 2010.
2.10. Non sono ammesse:
a) le spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature
usati;
b) le spese di funzionamento, notarili e quelle relative a
imposte, tasse, scorte, materiali di consumo;
c) le spese per beni relativi all’attivita’ di rappresentanza;
d) le spese relative all’acquisto di mezzi e attrezzature di
trasporto con esclusione dei mezzi indicati al punto 2.1 lettera d)
della presente circolare;
e) le spese relative all’acquisto di immobili che hanno gia’
beneficiato, nei dieci anni antecedenti la data di presentazione
dell’istanza di accesso di cui all’art. 7 del decreto del 24
settembre 2010, di altri aiuti, fatta eccezione per quelli di natura
fiscale, salvo i casi di revoca e recupero totale degli aiuti
medesimi da parte delle autorita’ competenti;
f) singoli beni di importo inferiore a 500,00 euro, al netto di
IVA;
g) i costi relativi a commesse interne;
h) le spese relative ai beni acquisiti con il sistema della
locazione finanziaria gia’ di proprieta’ dell’impresa beneficiaria
delle agevolazioni;
i) le spese effettuate con modalita’ diversa dal bonifico
bancario;
j) le spese sostenute mediante novazione di cui all’art. 1235
c.c.;
k) le spese che eccedano i limiti fissati nella presente
circolare;
l) ogni altra spesa che, sulla base del decreto del 24 settembre
2010, delle direttive emanate e della presente circolare, non risulti
tipologicamente dichiarata ammissibile.

3. Agevolazioni concedibili.
3.1. Con riferimento alle agevolazioni concedibili di cui all’art.
5 del decreto del 24 settembre 2010 si precisa che le relative
intensita’ massime per gli investimenti in immobilizzazioni materiali
e immateriali sono quelle previste, per dimensione di impresa
beneficiaria e per ciascuna area ammissibile, dalla Carta degli aiuti
a finalita’ regionale approvata dalla Commissione europea per il
periodo 2007-2013, cosi’ come modificata con l’Aiuto di Stato n.
117/2010 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del
10 agosto 2010, n. C 215/5.
3.2. In relazione a quanto previsto dall’art. 5, comma 2 del
decreto 24 settembre 2010 e dalle successive direttive emanate dal
Ministro dello sviluppo economico le forme di aiuto concedibili sono
le seguenti: contributo in conto impianti, contributo alla spesa,
finanziamento agevolato, contributo in conto interessi.
3.3. L’eventuale finanziamento agevolato e’ concesso nella misura
massima del 25% in termini di percentuale nominale rispetto alle
spese ammissibili e deve essere assistito da idonee garanzie
ipotecarie e/o bancarie. Il finanziamento agevolato ha una durata
massima di otto anni oltre ad un periodo di utilizzo e
preammortamento commisurato alla durata del programma e, comunque,
non superiore a quattro anni. Il tasso agevolato di finanziamento e’
pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione
delle agevolazioni, fissato sulla base di quanto stabilito dalla
Commissione Europea e pubblicato sul sito internet
http://ec.europa.eu/competition/state_aid/legislation/reference_rates
.html Il rimborso del finanziamento agevolato avviene secondo un
piano di ammortamento a rate semestrali posticipate scadenti il 30
giugno ed il 31 dicembre di ogni anno. Gli interessi di
preammortamento sono corrisposti alle medesime scadenze.
L’agevolazione derivante dal finanziamento agevolato e’ pari alla
differenza tra gli interessi calcolati al suddetto tasso di
attualizzazione e rivalutazione vigente alla data di concessione
delle agevolazioni e quelli da corrispondere al predetto tasso
agevolato.
3.4. L’eventuale contributo in conto interessi e’ concesso in
relazione ad un finanziamento bancario a tasso di mercato, destinato
alla copertura finanziaria del progetto richiesto alle agevolazioni
ed avente una durata massima di otto anni oltre un periodo di
preammortamento commisurato alla durata del programma e comunque non
superiore a quattro anni e deliberato da un soggetto autorizzato
all’esercizio dell’attivita’ creditizia ai sensi del testo unico
bancario di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e
successive modificazioni e integrazioni. La misura del contributo in
conto interesse e’ fissata in ottanta punti percentuali del tasso di
riferimento individuato ai sensi del precedente punto 3.3.
3.5. Nel caso di spese ammesse da realizzare con il sistema della
locazione finanziaria, la stessa deve essere effettuata da un
soggetto abilitato all’esercizio di tale attivita’. Il contratto di
leasing deve avere una durata non superiore a otto anni, ovvero
cinque se l’operazione di locazione finanziaria ha ad oggetto solo
macchinari, impianti ed attrezzature.
Il relativo contributo viene concesso ed erogato alla societa’
beneficiaria nell’arco di durata del contratto di leasing in ragione
delle rate di leasing pagate e quietanzate. La rendicontazione della
spesa agevolata avverra’ inizialmente nell’ambito dei SAL presentati
e, successivamente al completamento del programma ed alla consegna
dei beni alla societa’ beneficiaria, con cadenza annuale facendo
riferimento ai canoni pagati nell’arco dell’anno solare precedente.
3.6. L’erogazione di agevolazioni concesse con il ricorso a risorse
finanziarie di origine comunitaria e’ subordinata all’effettiva
disponibilita’ di dette risorse, anche in relazione ai tempi
prescritti per la loro fruizione.
3.7. I soggetti beneficiari delle agevolazioni di cui all’art. 16,
comma 4 del decreto del 24 settembre 2010 sono obbligati ad
apportare, proporzionalmente alla realizzazione dei programmi
agevolati, un contributo finanziario, attraverso risorse proprie
ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di
qualsiasi sostegno pubblico, pari almeno al 25% del totale delle
spese ammissibili. Nel caso di apporto di risorse proprie lo stesso
deve essere reale e concreto, con esclusione dei profitti attesi e/o
dei flussi di cassa previsionali.

4. Fase di accesso e negoziazione.
4.1. L’istanza di accesso alle agevolazioni, di cui all’art. 7 del
decreto del 24 settembre 2010, e’ composta dal modulo di domanda e
dalla proposta di massima, completa della descrizione del programma
di sviluppo, delle caratteristiche tecnico-economiche dei singoli
progetti d’investimento e degli eventuali progetti di prevalente
sviluppo sperimentale e del loro ammontare, con l’indicazione delle
imprese aderenti, degli organismi di ricerca ave presenti e degli
istituti finanziari coinvolti e, infine, di eventuali infrastrutture
pubbliche funzionali.
L’istanza, redatta a pena di esclusione secondo lo schema
disponibile sui siti internet del MiSE e dell’Agenzia e completa
degli allegati di cui al comma successivo, deve essere inviata
all’Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo
Sviluppo d’Impresa SpA -Segreteria B U Impresa Via Calabria, 46 –
00187 Roma in formato cartaceo ed in copia elettronica registrata su
adeguato supporto informatico (CD – DVD -Memoria Pendrive). Il solo
modulo di domanda scansionato, sottoscritto dai legali rappresentanti
delle imprese coinvolte, dovra’ preventivamente essere trasmesso all’
indirizzo di posta elettronica [email protected]
L’Agenzia registra le istanze pervenute in formato cartaceo
assegnando a ciascuna di esse un numero di protocollo progressivo
secondo l’ordine cronologico di ricezione e provvede tempestivamente
ad inviare copia delle predette istanze al MiSE e alla Regione o alle
Regioni dove sono previsti i programmi di investimento, al fine di
acquisire un eventuale parere preliminare.
4.2. Alla domanda devono essere allegati:
a) certificato antimafia ai sensi degli articoli 3 e 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252,
rilasciato in data non anteriore al mese precedente quello di
presentazione dell’istanza di accesso, ovvero copia dell’avvenuta
richiesta del medesimo;
b) dichiarazione dell’impresa beneficiaria concernente
l’eventuale esistenza di infrastrutture o la necessita’ di
realizzazione delle stesse e l’esistenza o meno di fonti energetiche
funzionali agli investimenti previsti;
c) bilanci, relativi ai tre esercizi precedenti la data di
presentazione della domanda di agevolazioni, corredati di allegati
esplicativi; qualora l’ultimo bilancio non fosse stato ancora
approvato, puo’ essere trasmessa la bozza sottoscritta dai legali
rappresentanti dell’impresa e corredata dagli allegati esplicativi
delle varie poste; per le imprese che alla data di presentazione
dell’istanza non dispongano ancora di un bilancio, situazione
patrimoniale alla data di presentazione della domanda sottoscritta
dai legali rappresentanti dell’impresa;
d) dichiarazione del legale rappresentante in merito alla
disponibilita’ degli immobili e alla cantierabilita’ del progetto di
investimento, anche con riferimento al rispetto dei vincoli edilizi
ed urbanistici;
e) certificato di iscrizione al Registro delle Imprese, completo
di vigenza e dicitura antimafia. Le imprese costituite all’estero
forniscono documentazione comprovante la regolare costituzione nel
Paese di origine, con allegata traduzione giurata e dichiarazione
della Ambasciata in Italia del paese di origine attestante che il
documento presentato costituisce certificazione di regolare
costituzione e vigenza nel paese di origine;
f) Documento Unico di Regolarita’ Contributiva (DURC) in corso di
validita’ per le imprese attive con dipendenti;
g) eventuali ulteriori allegati previsti dal modulo di domanda.
4.3. In caso di partecipazione di una o piu’ grandi imprese, ai
fini della verifica dell’effetto incentivante delle agevolazioni, ai
sensi dell’art. 8 del Regolamento GBER, alla domanda di accesso e’
altresi’ allegata la documentazione utile a dimostrare almeno uno dei
seguenti aspetti del progetto d’investimento:
a) incremento rilevante, per effetto dell’aiuto, delle dimensioni
del progetto;
b) estensione rilevante, per effetto dell’aiuto, della portata
del progetto;
c) incremento rilevante, per effetto dell’aiuto, dell’importo
totale speso dal beneficiario per il progetto;
d) riduzione significativa dei tempi di realizzazione del
progetto oggetto dell’aiuto;
e) per i progetti d’investimento di cui al Titolo II del decreto
del 24 settembre 2010 mancata realizzazione dell’investimento, in
assenza dell’aiuto, in un’area prevista dalla Carta degli aiuti a
finalita’ regionale approvata dalla Commissione europea per il
periodo 2007-2013.
4.4. Il soggetto proponente comunica tempestivamente all’Agenzia
tutte le variazioni, relative ai dati fomiti al momento della
presentazione dell’istanza di accesso e della documentazione
allegata, che dovessero intervenire successivamente alla
presentazione della domanda.
4.5. Con riferimento alla fase di negoziazione di cui all’art. 7,
comma 2 del decreto del 24 settembre 2010 si precisa che l’Agenzia,
ove necessario, richiede al proponente, alle aderenti e agli enti
pubblici coinvolti i chiarimenti e/o le integrazioni relativi alla
documentazione di cui al precedente punto 4.2. I soggetti interessati
trasmettono all’Agenzia i chiarimenti e/o le integrazioni entro il
termine perentorio di 7 giorni dal ricevimento della relativa
richiesta. Nel caso in cui la richiesta non possa essere soddisfatta
nel predetto termine di 7 giorni, il soggetto proponente comunica
tempestivamente all’Agenzia, e comunque non oltre 7 giorni dal
ricevimento della richiesta, i motivi ostativi alla presentazione
della documentazione integrativa richiesta. L’Agenzia, sulla base
delle motivazioni addotte, valuta la congruita’ della richiesta del
soggetto proponente e dispone il termine massimo di presentazione
della documentazione necessaria.

5. Proposta definitiva di Contratto di sviluppo.
5.1. La proposta definitiva di contratto di sviluppo di cui
all’art. 8 del decreto del 24 settembre 2010, sottoscritta dal legale
rappresentante del proponente e degli eventuali altri soggetti
beneficiari, deve pervenire all’Agenzia, in forma cartacea ed in
formato elettronico, entro 60 giorni dal ricevimento della
comunicazione circa il positivo esito della fase di negoziazione di
cui all’art. 7, comma 3 del decreto del 24 settembre 2010. L’Agenzia
tempestivamente trasferisce il formato elettronico della proposta
definitiva del progetto di sviluppo alla Regione/i interessata/e ed
al MiSE.
5.2. Alla proposta definitiva, redatta ai sensi dell’art. 8, comma
2 del decreto del 24 settembre 2010 e delle disposizioni della
presente circolare, devono, inoltre, essere allegati i seguenti
documenti:
a) scheda sintetica, contenente i principali dati e informazioni
relativi al soggetto proponente, agli eventuali soggetti aderenti e
al complesso dei progetti d’investimento proposti;
b) per le imprese estere, documento attestante la regolare
iscrizione al Registro delle Imprese italiano;
c) planimetria generale, in adeguata scala, dalla quale risultino
la dimensione e la configurazione del suolo aziendale, delle
superfici coperte, di quelle destinate a viabilita’ interna, a verde,
disponibili, ecc. Tale planimetria deve essere corredata di opportuna
legenda e sintetica tabella riepilogativa relativa alle singole
superfici. Nel caso di ampliamento, le nuove superfici devono essere
opportunamente evidenziate rispetto a quelle preesistenti sia sulla
planimetria che sulle tabelle riepilogative;
d) principali elaborati grafici relativi a ciascun fabbricato del
programma, in adeguata scala e debitamente quotati, firmati, a norma
di legge, dal progettista e controfirmati dal legale rappresentante
del soggetto beneficiario o suo procuratore speciale;
e) lay-out con evidenza dei macchinari preesistenti e quelli
oggetto delle agevolazioni;
f) documentazione attestante la disponibilita’ degli immobili
oggetto del progetto d’investimento. La predetta disponibilita’ non
puo’ essere attestata da contratti di comodato;
g) perizia giurata relativa alla conformita’ urbanistica ed
edilizia degli immobili, di cui alla precedente lettera f), e
all’inesistenza di motivi ostativi circa il rilascio delle necessarie
concessioni e/o autorizzazioni e alla necessita’ di eventuali pareri
e/o nulla osta da parte di amministrazioni o enti;
h) dettaglio degli investimenti previsti, con allegati i relativi
preventivi – corredati dalle specifiche tecniche e dalle relative
caratteristiche di funzionamento e suddivisione degli stessi per
capitolo di spesa e per articolazione temporale;
i) Documento Unico di Regolarita’ Contributiva (DURC) in corso di
validita’;
j) dichiarazione di cui all’art. 8 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 23 maggio 2007, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale delle Repubblica italiana del 12 luglio 2007, n. 106;
k) certificato antimafia ai sensi degli articoli 3 e 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, ovvero
copia dell’avvenuta richiesta del medesimo, qualora non piu’ valido
il certificato presentato in fase di accesso ai sensi dell’art. 7,
comma 1 del decreto del 24 settembre 2010;
l) apposita perizia giurata, rilasciata da professionisti
iscritti ali’albo degli ingegneri, o degli architetti, o dei
geometri, o dei dottori agronomi, o dei periti agrari, o dei periti
industriali edili, attestante il valore di mercato del suolo e/o dei
fabbricati richiesti alle agevolazioni;
m) ulteriore eventuale documentazione richiesta dall’Agenzia, da
predisporre secondo le specifiche indicate dall’Agenzia medesima sul
proprio sito internet.
5.3. Nel caso in cui la proposta di contratto riguardi piu’ imprese
e/o uno o piu’ progetti d’investimento della stessa impresa, i
documenti di cui al presente paragrafo, devono essere riferiti a
ciascuna impresa aderente e a ciascun progetto rientrante nel
programma di investimento.
5.4. I soggetti interessati trasmettono all’Agenzia i chiarimenti
e/o le integrazioni entro il termine perentorio di 7 giorni dal
ricevimento della relativa richiesta, pena l’improcedibilita’ della
domanda. Nel caso in cui la richiesta non possa essere soddisfatta
nel predetto termine di 7 giorni, il soggetto proponente comunica
tempestivamente all’Agenzia, e comunque non oltre 7 giorni dal
ricevimento della richiesta, i motivi ostativi alla presentazione
della documentazione integrativa richiesta.
L’Agenzia, sulla base delle motivazioni addotte, valuta la
congruita’ della richiesta del soggetto proponente e dispone il
termine massimo di presentazione della documentazione necessaria.
5.5. Con riferimento all’istruttoria della proposta definitiva di
contratto di sviluppo, di cui all’art. 9 del decreto del 24 settembre
2010, si precisa che per quanto attiene ai progetti di cui al Titolo
IV del decreto del 24 settembre 2010 l’Agenzia si avvale di esperti
esterni, indicati dal MiSE tra quelli iscritti all’Albo di cui al
decreto del Ministero delle attivita’ produttive del 7 aprile 2006.
Tali progetti sono valutati sulla base dei criteri di seguito
indicati:
a) la stretta connessione e funzionalita’ con i programmi di
investimento e gli altri eventuali progetti di ricerca industriale e
prevalente sviluppo sperimentale oggetto del contratto di sviluppo;
b) la validita’ degli obiettivi intermedi e finali del programma
sotto il profilo tecnologico, con particolare riferimento allo
sviluppo del settore in cui opera il soggetto richiedente;
c) la congruita’ e pertinenza dei costi richiesti alle
agevolazioni in riferimento agli obiettivi del progetto;
d) la capacita’ tecnico-scientifica di assicurare la corretta
esecuzione delle attivita’ del programma tenuto conto anche delle
pregresse attivita’ del richiedente;
e) l’apporto diretto del soggetto beneficiario nell’ideazione e
nello svolgimento del programma;
f) la validita’ economico-finanziaria del programma, con
specifico riferimento alla redditivita’, alle prospettive di mercato
ed al piano finanziario per la copertura dei fabbisogni derivanti
dalla realizzazione del programma;
g) la ricaduta degli effetti del programma sul mercato di
riferimento ovvero il rilevante miglioramento delle condizioni
ambientali;
h) l’interesse industriale all’esecuzione del programma in
relazione all’impatto economico dei risultati perseguiti;
i) per le grandi imprese, il carattere di addizionalita’ del
programma rispetto alla ordinaria attivita’ di ricerca e sviluppo
dell’impresa. Tale verifica dovra’ riguardare anche le piccole e le
medie imprese nel caso di un valore delle agevolazioni concedibili
superiore a 7,5 milioni di euro.

6. Erogazione delle agevolazioni.
6.1. L’erogazione delle agevolazioni da parte dell’Agenzia alle
imprese dovra’ avvenire sulla base di spese effettivamente sostenute
come dimostrate da fatture e/o altri titoli di spesa fiscalmente
regolari e quietanzati ovvero di anticipazioni di spesa su ordini
accettati, relativamente a lotti minimi di investimenti non inferiori
al 20% delle spese ammissibili complessive.
Il rapporto tra i contributi erogati ed il totale dei contributi
previsti per il progetto non dovra’ essere superiore al rapporto tra
la quota versata del contributo finanziario a carico dei soggetti
beneficiari a copertura degli investimenti ed il totale del
contributo finanziario stesso.
Sulle singole erogazioni l’Agenzia operera’ una ritenuta del 10%
che dovra’ essere versata alle imprese successivamente alle attivita’
di accertamento finale dell’avvenuta realizzazione dei progetti di
cui all’art. 10, comma 2 del decreto 24 settembre 2010.
Ai fini dell’erogazione delle agevolazioni a saldo, tutte le
forniture devono risultare pagate per intero pena l’inammissibilita’
dell’importo dell’intera fornitura.
6.2. Ai fini dell’erogazione delle agevolazioni relative ai
programmi di investimento di cui al Titolo II ed al Titolo III del
decreto del 24 settembre 2010, l’impresa beneficiaria presenta
all’Agenzia, in relazione a ciascuna quota, un’apposita richiesta
allegando alla stessa:
a) la documentazione della spesa consistente nella copia delle
fatture di acquisto;
b) gli originali delle dichiarazioni rilasciate dai fornitori che
i beni acquistati sono nuovi di fabbrica;
c) la copia dei contratti relativi alle fatture per pagamenti
anticipati in «conto fornitura»;
d) gli originali delle quietanze sottoscritte dai fornitori
relative ai pagamenti ricevuti, ovvero le copie della diversa prova
documentale dell’avvenuto pagamento, salva, in ogni caso, la facolta’
dell’Agenzia di ottenere l’esibizione dei documenti originali;
e) la dichiarazione resa ai sensi degli articoli 47 e 76 del
decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445,
dal legale rappresentante dell’impresa beneficiaria congiuntamente al
Presidente del Collegio Sindacale, ove costituito, mediante la quale
– con riferimento ad un allegato ed analitico elenco, nel quale siano
trascritti i dati delle fatture, via via pagate per la realizzazione
del programma degli investimenti, fatture da consegnare in copia come
previsto sub a) – sia attestato:
1. che le fatture ivi indicate si riferiscono a spese sostenute
per gli investimenti previsti dal progetto;
2. che i beni acquistati fanno parte del patrimonio
dell’impresa beneficiaria;
3. che le fatture, ivi indicate, sono state pagate a saldo,
ovvero costituiscono documento di pagamenti anticipati «in conto
fornitura»;
4. che per tali fatture non e’ mai stato riconosciuto ne sara’
riconosciuto alcuno sconto ed abbuono ad eccezione di quelli
eventualmente indicati in fattura;
5. che gli impianti, i macchinari e le attrezzature acquistate,
cui le fatture si riferiscono, sono nuovi di fabbrica;
6. che tutti i documenti allegati in copia alla richiesta di
erogazione sono conformi agli originali;
7. di non aver beneficiato, a fronte delle spese rendicontate,
di ulteriori contributi o finanziamenti, nazionali o comunitari;
8. che non esistono procedure giudiziarie interdittive,
esecutive o cautelari civili o penali nei confronti della societa’ e
che non sussistono a carico della stessa imputazioni ai sensi di
quanto disposto dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
9. di non rientrare fra coloro che hanno ricevuto, neanche
secondo la regola de minimis, aiuti dichiarati incompatibili con le
decisioni della Commissione Europea indicate nell’art. 4 del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2007;
f) l’originale del certificato di iscrizione nel Registro delle
Imprese e di vigenza della impresa beneficiaria che contenga la
«dicitura antimafia» e dal quale risulti che l’impresa beneficiaria
non sia in liquidazione, non sia fallita, non sia stata sottoposta a
procedura di concordato preventivo, a liquidazione coatta
amministrativa, ne’ ad amministrazione straordinaria;
g) l’originale del Documento Unico di Regolarita’ Contributiva
(DURC) dell’impresa beneficiaria;
h) il certificato antimafia rilasciato ai sensi degli articoli 3
e 10 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n.
252, ovvero, in caso di invarianza dei soggetti controllati di cui
all’art. 2 del predetto decreto del Presidente della Repubblica,
copia dell’avvenuta richiesta del medesimo, qualora non piu’ valido
il certificato eventualmente gia’ presentato nelle precedenti fasi
del procedimento. L’invarianza dei soggetti controllati dovra’ essere
attestata da specifica dichiarazione resa dal legale rappresentante
ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del Presidente della
Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;
i) la documentazione utile per l’attestazione del proporzionale
versamento del contributo finanziario a carico dell’impresa
beneficiaria, ove previsto;
j) la copia della documentazione di cui ai precedenti punti a),
b), c) d), e), f), g) ed i).
Copia della documentazione di cui ai precedenti punti a), b), c),
d), e) f), g) h) ed i) deve essere fornita anche per via elettronica.
Gli originali dei documenti sopra indicati devono comunque essere
tenuti a disposizione dall’impresa per gli accertamenti, i controlli
e le ispezioni dell’Agenzia e del MiSE per almeno i cinque anni,
ovvero tre anni per le PMI, successivi alla data di ultimazione del
progetto.
I beni relativi alla richiesta di stato d’avanzamento devono essere
fisicamente individuabili e presenti presso l’unita’ locale
interessata dal programma di investimenti alla data della richiesta,
ad eccezione di quelli per i quali il titolo di spesa presentato
costituisce acconto e di quelli installati presso terzi ai sensi del
precedente punto 2.7. In relazione alle spese cui si riferisce la
richiesta di erogazione per stato d’avanzamento, le stesse non
possono comprendere quelle ritenute non ammissibili. Contestualmente
a ciascuna richiesta di erogazione, l’impresa deve riportare sui
relativi titoli di spesa, in modo indelebile, la dicitura «Contratto
di Sviluppo – DM 24 settembre 2010 Spesa di euro … dichiarata per
la … (prima, seconda …) erogazione».
6.3. Per ciascun progetto, la data di ultimazione e’ rappresentata
dalla data dell’ultimo titolo di spesa dichiarato ammissibile (per i
beni in leasing, la data dell’ultima consegna dei beni, ovvero, per i
programmi misti, l’ultima di tali date). L’impresa beneficiaria
comunica la data di ultimazione entro 30 giorni dalla medesima e,
entro 90 giorni dalla stessa, e’ tenuta a trasmettere l’ultimo SAL.
6.4. Ai fini dell’erogazione delle agevolazioni relative ai
progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di cui al
Titolo IV del decreto del 24 settembre 2010, l’impresa beneficiaria
presenta all’Agenzia, in relazione a ciascuna quota, un’apposita
richiesta allegando alla stessa:
a) un analitico riepilogo delle spese rendicontate, articolato in
riferimento alla attivita’ di ricerca industriale e sviluppo
sperimentale ed alle categorie individuate al precedente punto 2.9
con allegate le copie dei relativi giustificativi di spesa;
b) gli originali delle dichiarazioni rilasciate dai fornitori
attestanti che gli strumenti e le attrezzature sono di nuova
acquisizione;
c) gli originali delle quietanze sottoscritte dai fornitori
relative ai pagamenti ricevuti, ovvero copia della prova documentale
dell’avvenuto pagamento, salva in ogni caso la facolta’ dell’Agenzia
di ottenere l’esibizione dei documenti originali;
d) la dichiarazione resa ai sensi degli articoli 47 e 76 del
decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445,
dal legale rappresentante dell’impresa beneficiaria congiuntamente al
Presidente del Collegio Sindacale, ove costituito, mediante la quale,
con riferimento ad un allegato ed analitico elenco delle spese
rendicontate, sia attestato:
1. che gli importi di spesa indicati nell’allegato elenco sono
conformi alle risultanze contabili aziendali e che sono stati
effettivamente sostenuti per l’esecuzione del progetto;
2. che il costo del personale non dipendente con contratto a
progetto riguarda attivita’ svolte presso le strutture della
societa’;
3. che i contributi di legge o contrattuali e gli oneri
differiti considerati nel calcolo orario corrispondono a quelli
previsti dalla normativa vigente e sono stati effettivamente pagati
o, limitatamente agli oneri differiti, accantonati per ciascun
dipendente e/o lavoratore con contratto a progetto;
4. che sono state rispettate tutte le prescrizioni di legge, in
particolare quelle in materia fiscale, ambientale e pari opportunita’
tra uomini e donne;
5. che le spese generali sono state rendicontate sulla base dei
costi effettivamente sostenuti;
6. ove siano stati rendicontati costi relativi a strumenti ed
attrezzature, che la misura del periodo di impiego delle
strumentazioni e delle attrezzature elencate corrispondono alla
relativa percentuale di quota di utilizzo indicata;
7. che le fatture rendicontate sono state pagate a saldo e che
per tali fatture non e’ mai stato riconosciuto ne sara’ riconosciuto
alcuno sconto ed abbuono ad eccezione di quelli eventualmente
indicati in fattura;
8. che non sono intervenute variazioni sostanziali al programma
approvato;
9. che non esistono procedure giudiziarie interdittive,
esecutive o cautelari civili o penali nei confronti della societa’ e
che non sussistono a carico della stessa imputazioni ai sensi di
quanto disposto dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
10. che tutte le strumentazioni e le attrezzature oggetto di
rendicontazione sono di nuova acquisizione;
11. che tutti i documenti allegati in copia alla richiesta di
erogazione sono conformi agli originali;
12. di non aver beneficiato, a fronte delle spese rendicontate,
di ulteriori contributi o finanziamenti, nazionali o comunitari;
13. di non rientrare fra coloro che hanno ricevuto, neanche
secondo la regola de minimis, aiuti dichiarati incompatibili con le
decisioni della Commissione Europea indicate nell’art. 4 del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2007;
e) l’originale del certificato di iscrizione nel Registro delle
Imprese e di vigenza della impresa beneficiaria che contenga la
«dicitura antimafia» e dal quale risulti che l’impresa beneficiaria
non sia in liquidazione, non sia fallita, non sia stata sottoposta a
procedura di concordato preventivo, a liquidazione coatta
amministrativa, ne’ ad amministrazione straordinaria;
f) l’originale della Dichiarazione Unica di Regolarita’
Contributiva (DURC) dell’impresa beneficiaria;
g) il certificato antimafia rilasciato ai sensi degli articoli 3
e 10 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n.
252, ovvero, in caso di invarianza dei soggetti controllati di cui
all’art. 2 del predetto decreto del Presidente della Repubblica,
copia dell’avvenuta richiesta del medesimo, qualora non piu’ valido
il certificato eventualmente gia’ presentato nelle precedenti fasi
del procedimento. L’invarianza dei soggetti controllati dovra’ essere
attestata da specifica dichiarazione resa dal legale rappresentante
ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del Presidente della
Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;
h) rapporto tecnico sullo stato d’avanzamento dei lavori, sulla
base dello schema opportunamente predisposto ed allegato al contratto
di sviluppo;
i) copia della documentazione di cui ai precedenti punti a), b),
c), d), e), f) ed h).
Copia della documentazione di cui ai precedenti a), b), c), d), e),
f), g) ed h) deve essere fornita anche per via elettronica.
Gli originali dei documenti sopra indicati devono comunque essere
tenuti a disposizione dall’impresa per gli accertamenti, i controlli
e le ispezioni dell’Agenzia e del MiSE per almeno i cinque anni,
ovvero tre anni per le PMI, successivi alla data di ultimazione del
progetto.
In relazione alle spese cui si riferisce la richiesta di erogazione
per stato d’avanzamento, le stesse non possono comprendere quelle
ritenute non ammissibili. Contestualmente a ciascuna richiesta di
erogazione, l’impresa deve riportare sui relativi titoli di spesa, in
modo indelebile, la dicitura «Contratto di Sviluppo – DM 24 settembre
2010 – Spesa di euro … dichiarata per la … (prima, seconda …)
erogazione».
6.5. Per i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale,
la data di avvio a realizzazione e’ rappresentata dalla data del
primo titolo di spesa, se il programma e’ stato avviato con attivita’
svolte all’esterno, ovvero quella dichiarata dall’impresa
beneficiaria se il programma e’ avviato con attivita’ svolte
direttamente. La data di ultimazione del programma e’ rappresentata
dalla data dell’ultimo titolo di spesa, se il programma e’ stato
ultimato con attivita’ svolte all’esterno, ovvero quella dichiarata
dall’impresa beneficiaria se il programma e’ ultimato con attivita’
svolte direttamente.
L’impresa beneficiaria comunica la data di ultimazione entro 30
giorni dalla medesima e, entro 90 giorni dalla stessa, e’ tenuta a
trasmettere l’ultimo SAL.

7. Variazioni successive alla sottoscrizione del contratto di
sviluppo.
7.1. Con riferimento alle variazioni successive alla sottoscrizione
del contratto di sviluppo di cui all’art. 12 del decreto del 24
settembre 2010 si precisa che, ai fini del subentro:
a) il soggetto subentrante sottoscrive, con le medesime
modalita’, le dichiarazioni, gli impegni, le autorizzazioni e gli
obblighi gia’ sottoscritti dall’impresa richiedente in sede di
domanda di agevolazione e aggiorna i dati e le informazioni contenute
nella domanda medesima, limitatamente alla parte variata a seguito
del subentro medesimo;
b) la dimensione del soggetto subentrante viene rilevata, con i
criteri di cui all’art. 2, comma 3 del decreto del 24 settembre 2010
e con riferimento alla data in cui lo stesso diviene legittimamente
titolare del programma e, quindi, a quella in cui ha effetto
l’operazione societaria di cui si tratta;
c) le agevolazioni vengono calcolate sulla base della misura
agevolativa massima relativa al soggetto subentrante; il nuovo valore
dell’agevolazione non puo’, comunque, superare l’importo gia’
concesso. Qualora l’operazione societaria di cui si tratta intervenga
nel corso del quinquennio, ovvero triennio per le PMI, successivo
alla data di ultimazione dell’intero investimento, nel calcolo delle
agevolazioni si tiene conto delle frazioni di detto periodo relative
al soggetto originario ed a quello subentrante.

8. Monitoraggio.
8.1. Ai fini del monitoraggio dei programmi agevolati, a partire
dalla data di stipula del contratto, le imprese beneficiarie
trasmettono all’Agenzia, con cadenza semestrale e fino al quinto
esercizio successivo a quello di ultimazione del programma agevolato,
ovvero al terzo nel caso di PMI, una dichiarazione resa dal legale
rappresentante o procuratore speciale delle imprese interessate. La
predetta dichiarazione, rilasciata ai sensi e per gli effetti degli
articoli 47 e 76, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445, fornisce, in particolare, indicazioni
sull’avanzamento del programma e su ulteriori eventuali elementi
specificatamente richiesti nel contratto di sviluppo sottoscritto.
Con riferimento ai programmi di cui al Titolo II ed al Titolo III del
decreto del 24 settembre 2010 dovranno essere inoltre fornite
indicazioni in merito al valore della produzione, ad eventuali beni
dismessi ed al livello occupazionale raggiunto.

9. Revoche.
9.1. Con riferimento ai programmi di cui al Titolo II ed al Titolo
III del decreto 24 settembre 2010 costituiscono condizioni di revoca
delle agevolazioni, ai sensi degli articoli 19 e 25 del predetto
decreto:
a) la cessazione definitiva dell’attivita’ per la quale siano
state concesse, o la messa in liquidazione o l’ammissione a procedure
concorsuali dell’impresa beneficiaria prima del completamento del
programma degli investimenti e/o del livello occupazionale previsto;
b) la mancata conclusione entro il termine stabilito del progetto
degli investimenti ammesso alle agevolazioni, salvo proroghe,
complessivamente di durata non superiore a dodici mesi, che potranno
essere preventivamente concesse dall’Agenzia sulla base di richiesta
motivata da parte dell’impresa;
c) una riduzione del progetto degli investimenti a seguito della
quale il residuale programma risulti non piu’ organico e funzionale;
d) il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati nei
limiti e con le tolleranze stabiliti dal contratto di sviluppo;
e) il trasferimento, l’alienazione o la destinazione ad usi
diversi da quelli previsti nel progetto degli investimenti, senza la
preventiva autorizzazione dell’Agenzia, di beni mobili e diritti
aziendali, ovvero beni immobili ammessi alle agevolazioni prima che
siano trascorsi cinque anni – ovvero tre anni per le PMI – dal
completamento degli investimenti;
f) l’alienazione dell’azienda o di parte di essa ovvero il
trasferimento dell’attivita’ produttiva in un ambito territoriale
diverso da quello originario prima che siano trascorsi cinque anni
dal completamento degli investimenti – ovvero tre anni per le PMI;
g) il caso in cui l’impresa beneficiaria non consenta i controlli
dell’Agenzia o del MiSE circa l’andamento dell’attivita’ aziendale e
la progressiva realizzazione del programma degli investimenti e del
programma occupazionale, la misurazione dei risultati ottenuti e la
verifica sull’assolvimento degli obblighi connessi alla concessione
delle agevolazioni;
h) siano state richieste e ottenute per i beni del medesimo
progetto di investimenti oggetto della concessione, agevolazioni di
qualsiasi natura, ivi comprese quelle a titolo di de minimis,
previste da altre norme statali, regionali o comunitarie o comunque
concesse da istituzioni pubbliche ad eccezione di quelle ottenute
esclusivamente nella forma di benefici fiscali o di garanzia e
comunque entro i limiti delle intensita’ massime previste dal
regolamento GBER;
i) il mancato rispetto della normativa in materia edilizia,
urbanistica ed ambientale;
j) la mancata osservanza, nei confronti dei lavoratori
dipendenti, dei contratti collettivi di lavoro e delle normative
sulla salvaguardia del lavoro;
k) la resa, da parte dell’impresa beneficiaria, in qualunque fase
del procedimento, di dichiarazioni mendaci o l’esibizione di atti
falsi o contenenti dati non rispondenti a verita’;
l) il mancato rimborso delle rate dell’eventuale finanziamento
agevolato per oltre due scadenze previste dal piano di rimborso;
m) ogni altra eventuale causa di revoca prevista dal Contratto di
sviluppo sottoscritto.
9.2. Con riferimento ai progetti di ricerca industriale e sviluppo
sperimentale di cui al Titolo IV del decreto del 24 settembre 2010
costituiscono condizioni di revoca delle agevolazioni, ai sensi
dell’art. 32 del predetto decreto:
a) la cessazione definitiva dell’attivita’ per la quale siano
state concesse, o la messa in liquidazione o l’ammissione a procedure
concorsuali dell’impresa beneficiaria prima del completamento del
progetto;
b) la mancata conclusione del progetto entro il termine
stabilito, salvo proroghe, complessivamente di durata non superiore a
dodici mesi, che potranno essere preventivamente concesse
dall’Agenzia sulla base di richiesta motivata da parte dell’impresa;
c) mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto,
fatti i salvi i casi di forza maggiore, caso fortuito, o altri fatti
ed eventi sopravvenuti e non prevedibili;
d) il caso in cui l’impresa beneficiaria non consenta i controlli
dell’Agenzia o del MiSE circa l’andamento dell’attivita’ e la
progressiva realizzazione degli obiettivi del progetto, la
misurazione dei risultati ottenuti e la verifica sull’assolvimento
degli obblighi connessi alla concessione delle agevolazioni;
e) siano state richieste e ottenute per i beni del medesimo
progetto oggetto della concessione, agevolazioni di qualsiasi natura,
ivi comprese quelle a titolo di de minimis, previste da altre norme
statali, regionali o comunitarie o comunque concesse da istituzioni
pubbliche ad eccezione di quelle ottenute esclusivamente nella forma
di benefici fiscali o di garanzia e comunque entro i limiti delle
intensita’ massime previste dal regolamento GBER;
f) il mancato rispetto della normativa in materia edilizia,
urbanistica ed ambientale;
g) la mancata osservanza, nei confronti dei lavoratori
dipendenti, dei contratti collettivi di lavoro e delle normative
sulla salvaguardia del lavoro;
h) la resa, da parte dell’impresa beneficiaria, in qualunque fase
del procedimento, di dichiarazioni mendaci o l’esibizione di atti
falsi o contenenti dati non rispondenti a verita’;
i) il mancato rimborso delle rate dell’eventuale finanziamento
agevolato per oltre due scadenze previste dal piano di rimborso;
j) ogni altra eventuale causa di revoca prevista dal Contratto di
sviluppo sottoscritto.
Roma, 16 giugno 2011

Il Ministro: Romani

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – CIRCOLARE 16 giugno 2011, n. 21364 – Concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei Contratti di sviluppo di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con il Ministro per la semplificazione normativa e con il Ministro del turismo del 24 settembre 2010, pubblicato nel S.O. alla G.U.R.I. del 24 dicembre 2010, n. 300. (11A10310) – (GU n. 174 del 28-7-2011

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