MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 10 marzo 2009 | Architetto.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 10 marzo 2009

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 10 marzo 2009 - Partecipazione delle piccole e medie imprese al «Fondo nazionale per l'innovazione». (09A05225) (GU n. 107 del 11-5-2009 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 10 marzo 2009

Partecipazione delle piccole e medie imprese al «Fondo nazionale
per l’innovazione». (09A05225)

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto l’art. 1, comma 851, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
che stabilisce che le somme derivanti dal pagamento dei diritti di
cui al medesimo comma sono versate all’entrata del bilancio dello
Stato per essere riassegnate allo stato di previsione del Ministero
dello sviluppo economico, anche al fine di porre in essere azioni
tese a permettere alle piccole e medie imprese la piena
partecipazione al sistema di proprieta’ industriale;
Vista la direttiva del Ministero dello sviluppo economico del 17
marzo 2008, registrata il 27 giugno 2008 al n. 198, con la quale e’
stata stabilita l’articolazione delle spese afferenti allo
stanziamento sul capitolo 7476 – Interventi in materia di
brevettualita’ e per le attivita’ connesse alla ricerca di
anteriorita’, per l’anno 2008;
Visti gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato destinati a
promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle piccole e
medie imprese, pubblicati in G.U.C.E. del 18 agosto 2006, n. C 194/2;
Vista la decisione della Commissione europea C (2008) 3361 del 10
luglio 2008 – Aiuto di Stato n. 304/2007, con la quale e’ stato
autorizzato il regime di aiuto a favore del capitale di rischio,
predisposto e notificato dal Ministero dello sviluppo economico;
Vista la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a
favore di ricerca, sviluppo e innovazione 2006/C323/01, pubblicata in
G.U.C.E. C 323 del 30 dicembre 2006;
Vista la decisione della Commissione europea C (2007) 6461 del 12
dicembre 2007 – Aiuto di Stato n. 302/2007, con la quale e’ stato
autorizzato il regime di aiuto per la concessione di agevolazioni in
favore di programmi di ricerca, sviluppo e innovazione, predisposto e
notificato dal Ministero dello sviluppo economico;
Vista la comunicazione della Commissione europea sull’applicazione
degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di Stato concessi
sotto forma di garanzie, pubblicata in G.U.C.E. C 155 del 20 giugno
2008;
Visti gli ulteriori regimi di aiuto gia’ istituiti o da istituire,
ai sensi dell’art. 1, comma 845, della gia’ citata legge n. 296 del
2006, dal Ministero dello sviluppo economico;
Visto il regolamento (CE) generale di esenzione per categoria n.
800/2008 del 6 agosto 2008, pubblicato in G.U.C.E. del 9 agosto 2008,
n. L 214;
Visto il regolamento (CE) del 15 dicembre 2006, n. 1998/2006, della
Commissione, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato CE agli aiuti d’importanza minore («de minimis»);
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e regioni
e le province autonome di Trento e Bolzano;

A d o t t a
il seguente decreto:

Art. 1.

Definizioni

1. Nel presente decreto si adottano i seguenti termini ed
espressioni:
a) «Fondo», indica il Fondo nazionale per l’innovazione;
b) «Ministero», indica il Ministero dello sviluppo economico;
c) «Ministro», indica il Ministro dello sviluppo economico;
d) «PMI», indica le piccole e medie imprese ai sensi della
raccomandazione 2003/361/CE del 6 maggio 2003, con esclusione delle
imprese che hanno ottenuto e successivamente non rimborsato aiuti di
Stato dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
e) «soggetto intermediario», indica, nel rispetto delle norme
nazionali e comunitarie applicabili, le banche italiane di cui al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, gli intermediari
finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del
medesimo decreto legislativo n. 385/1993, le societa’ di gestione del
risparmio e le societa’ di investimento a capitale variabile (SICAV)
di cui all’art. 1, comma l del decreto legislativo 24 febbraio 1998,
n. 58, i corrispondenti organismi aventi sede legale e direzione
generale in un medesimo stato comunitario diverso dall’ Italia;
f) «Operazione finanziaria»; indica un insieme organico di
interventi finanziari da offrire alle PMI a supporto dei loro
investimenti, per il quale siano preventivamente delineate le
modalita’ di raccolta, gestione e remunerazione delle risorse
finanziarie necessarie ed i criteri di distribuzione del rischio tra
i soggetti coinvolti;
g) «intervento finanziario»; indica la modalita’ tecnica o il
contratto di finanziamento utilizzati nell’ambito delle operazioni
finanziarie per la concessione, sia con capitale di debito che con
capitale di rischio, dei finanziamenti alle PMI;
h) «Titoli della proprieta’ industriale»; indica i brevetti per
invenzione che abbiano almeno ottenuto l’emanazione da parte dell’EPO
del Rapporto di ricerca con esito non negativo e i disegni e modelli.

Art. 2.

Sostegno finanziario a progetti innovativi basati sull’utilizzo
economico dei titoli della proprieta’ industriale

l. Il presente decreto e’ diretto a consentire, come previsto
dall’art. l, comma 851 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la piena
partecipazione delle PMI al sistema di proprieta’ industriale ed il
rafforzamento del brevetto italiano, nonche’ a favorire la
trasferibilita’ dei titoli della proprieta’ industriale e la loro
capacita’ di attrarre finanziamenti, anche dall’estero.
2. Le finalita’ di cui al comma 1 sono perseguite attraverso
l’attuazione di interventi tesi ad agevolare l’accesso da parte delle
PMI al capitale di rischio e di debito per il sostegno finanziario a
progetti innovativi basati sull’utilizzo economico dei titoli della
proprieta’ industriale.
3. Al conseguimento delle finalita’ di cui al presente decreto si
provvede mediante utilizzo delle risorse derivanti dai diritti di cui
all’art. 1, comma 851 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Art. 3.

Modalita’ di intervento

l. Gli interventi del Fondo sono attuati attraverso la
partecipazione di risorse pubbliche in operazioni finanziarie
proposte e gestite da soggetti intermediari e dedicate al sostegno di
progetti imprenditoriali di cui all’art. 2, comma 2.
2. In relazione alle caratteristiche delle operazioni finanziarie
di cui al comma 1, il Fondo interviene nel rispetto della vigente
normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato e, fermo restando
quanto previsto al comma 3, dei regimi di aiuto allo scopo istituiti
dal Ministero.
3. Nel caso in cui, a seguito dell’espletamento della fase di
valutazione e della eventuale procedura negoziata di cui all’art. 6,
venga positivamente valutata una operazione finanziaria che non
rispetti una o piu’ delle condizioni previste dai regimi di aiuto di
cui al comma 2, l’ammissione della operazione finanziaria
all’intervento del Fondo e’ subordinata, ai sensi dell’art. 88,
paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunita’ europea,
all’autorizzazione della Commissione europea, salvi i casi di
esenzione dalla notifica previsti dalla normativa comunitaria.
4. Il Fondo interviene su tutto il territorio nazionale e nel
rispetto delle norme vigenti in materia di intermediazione
finanziaria.

Art. 4.

Priorita’ di intervento

1. Le risorse del Fondo sono assegnate, in via prioritaria, in
favore delle operazioni finanziarie:
a) che prevedono l’utilizzo di interventi finanziari adeguati alle
esigenze specifiche di finanziamento di un progetto aziendale
innovativo basato sull’utilizzo economico dei titoli della proprieta’
industriale, ovvero che, tramite una piu’ flessibile ed efficiente
gestione della correlazione con i flussi di cassa relativi al
progetto imprenditoriale, realizzano una ottimizzazione del rapporto
rischio/rendimento, al fine di massimizzare la creazione di valore
per i capitali investiti;
b) che assicurano il coinvolgimento degli attori della filiera
dell’innovazione, in particolar modo universita’ e centri di ricerca;
c) in cui il soggetto intermediario proponente assicura il ricorso
ad un approccio proattivo nella realizzazione del progetto aziendale
finanziato, apportando competenze finanziarie e gestionali.

Art. 5.

Avvisi pubblici

1. Il Ministero, con il supporto del comitato tecnico di cui
all’art. 7 e sentite le associazioni di categoria rappresentative, a
livello nazionale, dei soggetti intermediari e delle imprese, emana
appositi avvisi attraverso i quali invita i soggetti intermediari a
presentare proposte di operazioni finanziarie, indicando, al
contempo:
a) la data di apertura e di chiusura dei termini, nonche’ le
modalita’ per la presentazione delle proposte;
b) i requisiti di ammissibilita’ dei soggetti intermediari in
relazione agli obiettivi dell’avviso pubblico;
c) le risorse del Fondo rese disponibili;
d) la specifica normativa, comunitaria e nazionale, che regola
l’intervento del Fondo;
e) le specifiche modalita’, condizioni e limiti dell’intervento
del Fondo;
f) le indicazioni in merito all’applicazione della «Griglia di
valutazione dei brevetti» di cui all’art. 8;
g) le eventuali ulteriori priorita’ di intervento del Fondo
rispetto a quelle fissate nel presente decreto;
h) le modalita’ e i criteri di valutazione delle proposte, tenuto
conto di quanto disposto all’art. 6;
i) le modalita’ di erogazione delle risorse del Fondo assegnate
alle operazioni finanziarie selezionate;
j) le modalita’ con le quali e’ svolta l’attivita’ di controllo e
monitoraggio di cui all’art. 10;
k) i dati e le informazioni, e le relative modalita’ di
trasmissione, che i soggetti intermediari devono fornire per il
controllo ed il monitoraggio degli interventi di cui all’art. l0;
l) le cause e le procedure di revoca degli interventi del Fondo,
che riguarderanno il mancato rispetto delle condizioni che hanno
consentito l’accoglimento delle proposte;
m) eventuali ulteriori requisiti di ammissibilita’ delle
operazioni finanziarie proposte dai soggetti intermediari, delle PMI,
dei progetti imprenditoriali finanziabili e degli interventi
finanziari.
2. Gli avvisi pubblici di cui al comma 1 sono pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 6.

Valutazione delle proposte

1. Le proposte presentate sono valutate, seguendo l’ordine
cronologico di presentazione al Ministero delle stesse, al fine di
verificarne, in via preliminare, la conformita’ alla normativa di
riferimento del Fondo. Le proposte ritenute non ammissibili sono
respinte e le relative motivazioni sono portate a conoscenza degli
interessati.
2. Le proposte ritenute ammissibili accedono alla fase di
valutazione finalizzata all’accertamento, sulla base dei criteri
valutativi fissati dall’avviso nonche’ delle priorita’ di intervento
di cui all’art. 4, dell’adeguatezza dell’operazione finanziaria sotto
il profilo tecnico, economico e finanziario.
3. I criteri di cui al comma 2 sono fissati dal Ministero
articolando e ponderando i seguenti principi cui la valutazione deve
necessariamente conformarsi:
a) la correlazione delle caratteristiche degli interventi
finanziari previsti nell’ambito dell’operazione finanziaria proposta
con il profilo di rischio/rendimento dei programmi di investimento
delle PMI collegati all’utilizzo economico dei titoli della
proprieta’ industriale;
b) la ripartizione del rapporto rischio/rendimento tra i soggetti
che partecipano all’operazione finanziaria proposta, con particolare
riferimento alle risorse pubbliche ad essa destinate;
c) il rapporto tra le risorse del Fondo che si prevede di
impiegare nell’operazione finanziaria proposta e l’apporto di risorse
private garantito dal soggetto intermediario;
d) la numerosita’ delle PMI potenzialmente coinvolte nelle
operazioni;
e) il grado di separatezza patrimoniale, amministrativa e
contabile delle risorse finanziarie, pubbliche e private, impiegate
nell’operazione finanziaria proposta;
f) la trasparenza delle informazioni sugli interventi finanziari
attivati nell’ambito delle operazioni finanziarie proposte e sulle
caratteristiche dei soggetti finanziati;
g) la validita’ e l’affidabilita’ del sistema dei controlli
proposto dal soggetto intermediario per la corretta gestione
dell’operazione finanziaria, con particolare riferimento
all’applicazione della «Griglia di valutazione dei brevetti» di cui
all’art. 8;
h) l’impegno da parte del soggetto intermediario a non richiedere
alle PMI garanzie, o altri strumenti di mitigazione del rischio di
credito, aggiuntive a quelle previste nell’ambito dell’operazione
finanziaria proposta.
4. Le proposte ritenute non adeguate a seguito dell’espletamento
della fase di valutazione sono respinte e le relative motivazioni
sono portate a conoscenza degli interessati. Per le proposte ritenute
adeguate, fatta salva la possibilita’ di avviare, sulla base di
quanto eventualmente previsto nell’avviso pubblico, una procedura
negoziata finalizzata alla modificazione di uno o piu’ elementi
dell’operazione finanziaria proposta, il Ministero stipula una
specifica convenzione con il soggetto intermediario, volta a regolare
i rapporti tra le parti, anche con riferimento agli elementi
operativi, alle modalita’ di svolgimento del controllo e
monitoraggio, nonche’ agli aspetti specifici connessi alla erogazione
delle risorse pubbliche.

Art. 7.

Comitato tecnico

1. Le valutazioni di cui all’art. 6 in merito all’ammissione delle
operazioni finanziarie proposte dai soggetti intermediari
all’intervento del Fondo, sono effettuate da un distinto organo, nel
seguito denominato comitato tecnico.
2. Il comitato tecnico e’ composto da sette componenti, nominati
con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di cui tre in
rappresentanza del Ministero, due del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, due della Conferenza permanente per
i rapporti tra Stato e regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano. Ai fini della nomina, i componenti devono essere in possesso
dei requisiti di professionalita’ e onorabilita’ richiesti ai
presidenti dei consigli di amministrazione degli intermediari
finanziari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia. La
presidenza del comitato e’ assunta dal componente designato in
rappresentanza del Ministero. Ai fini della validita’ delle sedute
del comitato e’ richiesta la maggioranza assoluta dei componenti. Le
deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti e, in caso di
parita’, prevale il voto del presidente. Di ciascuna seduta e’
redatto apposito verbale.
3. Ai componenti del comitato tecnico non spetta alcun compenso ne’
rimborso spese comunque denominati.
4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 8.

Modalita’ di accesso delle PMI ai finanziamenti

1. Il soggetto intermediario, nel rispetto di quanto previsto nel
presente decreto, negli avvisi di cui all’art. 5 e nella convenzione
di cui all’art. 6, comma 4, svolge l’attivita’ di selezione delle PMI
e dei progetti aziendali aventi i requisiti per poter accedere agli
interventi finanziari previsti nell’ambito dell’operazione
finanziaria cofinanziata dal Fondo.
2. Al fine di assicurare l’utilizzo di una metodologia condivisa
per la determinazione del valore economico di un titolo della
proprieta’ industriale, i soggetti intermediari sono tenuti ad
applicare la «Griglia di valutazione dei brevetti», di cui al
Protocollo d’intesa sulla valutazione economico finanziaria dei
brevetti sottoscritto a Roma il 21 ottobre 2008 e successive
modifiche e/o integrazioni, e ad indirizzare la selezione delle PMI e
dei progetti finanziabili in base ai risultati ottenuti
dall’applicazione della Griglia.
3. In sede di emanazione degli avvisi di cui all’art. 5, il
Ministero puo’ provvedere ad ulteriormente dettagliare i contenuti
della griglia, anche al fine di definire criteri di scoring del
valore economico potenziale dei titoli della proprieta’ industriale.
4. Il Ministero puo’ prevedere, nell’ambito degli avvisi pubblici
di cui all’art. 5, la destinazione di parte delle risorse del Fondo
alla concessione di agevolazioni in favore delle PMI ammesse dai
soggetti intermediari ai finanziamenti previsti nell’ambito delle
operazioni di cui all’art. 3, volte a coprire parte dei costi
sostenuti dall’impresa per i servizi connessi alla realizzazione del
progetto, con particolare riferimento a quelli inerenti la gestione
della reportistica economico-finanziaria a supporto
dell’investimento. Le predette agevolazioni sono concesse alle PMI
nei limiti di quanto previsto dal «Regolamento (CE) del 15 dicembre
2006, n. 1998/2006, della Commissione, relativo all’applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore
(de minimis)», e successive modifiche e integrazioni.

Art. 9.

Gestione delle risorse del Fondo

l. Il Ministero puo’ avvalersi di un proprio soggetto strumentale
per lo svolgimento di tutte le attivita’ funzionati alla gestione
delle risorse del Fondo relative, in particolare:
a) per il supporto tecnico al comitato di cui all’art. 7
nell’attivita’ di istruttoria e valutazione delle operazioni
finanziarie proposte presentate dai soggetti intermediari;
b) per il supporto alla predisposizione degli atti previsti nel
presente decreto;
c) per il supporto alle attivita’ finalizzate all’erogazione delle
risorse ai soggetti intermediari, secondo le condizioni stabilite
nell’avviso pubblico e nella convenzione di cui all’art. 6, comma 4;
d) per il supporto al controllo sulle operazioni realizzate e per
il monitoraggio degli interventi di cui all’art. 10.
2. Il rapporti tra il Ministero e il soggetto strumentale sono
regolati da convenzione. Nella convenzione sono previste anche le
modalita’ di rendicontazione delle spese sostenute dal soggetto
strumentale a fronte delle attivita’ svolte sulla base di programmi
annuali preventivamente autorizzati dal Ministero. I relativi oneri,
che non potranno eccedere per ciascun anno di durata della predetta
convenzione la misura del 1% dello stanziamento iniziale previsto per
il Fondo nella citata direttiva del Ministero dello sviluppo
economico del 17 marzo 2008, registrata il 27 giugno 2008 al n. 198,
sono a carico delle disponibilita’ del Fondo medesimo.

Art. 10.

Controllo e monitoraggio

l. Il Ministero provvede al controllo ed al monitoraggio
finanziario e procedurale degli interventi del Fondo al fine di
verificarne lo stato di attuazione sulla base dei dati e delle
informazioni fornite dai soggetti intermediari ammessi agli
interventi. Il controllo e’ relativo alla verifica, formale e
sostanziale, delle operazioni finanziarie realizzate, in termini di
conformita’ delle caratteristiche degli investimenti, delle PMI e dei
progetti finanziati rispetto ai contenuti del presente decreto, degli
avvisi di cui all’art. 5 e della convenzione di cui all’art. 6, comma
4. Il monitoraggio e’ rivolto alla valutazione della gestione
finanziaria del Fondo e dell’impatto degli interventi, anche in
termini di aree territoriali, tipologie di imprese, attivita’
economiche, benefici complessivi sul sistema economico. Al fine di
consentire le attivita’ di controllo e di monitoraggio, i soggetti
intermediari si impegnano, al momento della presentazione delle
proposte, a fornire al Ministero tutte le informazioni
sull’attuazione delle operazioni finanziarie e sulle caratteristiche
dei soggetti finanziati, nonche’ ad acconsentire al trattamento dei
dati.

Roma, 10 marzo 2009

Il Ministro : Scajola

Registrato alla Corte dei conti il 23 aprile 2009
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 264

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 10 marzo 2009

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