MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33 - Regolamento di attuazione del Codice della proprieta' industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044) (GU n. 56 del 9-3-2010 | Architetto.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33 – Regolamento di attuazione del Codice della proprieta’ industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044) (GU n. 56 del 9-3-2010

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33 - Regolamento di attuazione del Codice della proprieta' industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044) (GU n. 56 del 9-3-2010 - Suppl. Ordinario n.48) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/03/2010

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 13 gennaio 2010 , n. 33

Regolamento di attuazione del Codice della proprieta’ industriale,
adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044)

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Parte di provvedimento in formato grafico

Roma, 13 gennaio 2010

Il Ministro: Scajola

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Registrato alla Corte dei conti il 23 febbraio 2010
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 100

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri):
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».
– Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
recante «Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59», e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203,
S.O.
– Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito,
con modificazioni, nella legge 17 luglio 2006, n. 233,
recante «Disposizioni urgenti in materia di riordino delle
attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e
dei Ministeri» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4
marzo 2005, n. 52, S.O.
– Si riportano gli articoli, 147, 149, 151, 184, 195,
197, 212 e 214 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.
30:
«Art. 147 (Deposito delle domande e delle istanze). –
1. Tutte le domande, le istanze, gli atti, i documenti e i
ricorsi notificati menzionati nel presente codice sono
depositati, presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi,
presso le Camere di commercio, industria e artigianato e
presso gli uffici o enti pubblici determinati con decreto
del Ministro delle attivita’ produttive. Con decreto dello
stesso Ministro sono determinate le modalita’ di deposito,
quivi comprese quelle da attuare mediante ricorso ad altri
mezzi di comunicazione. Gli uffici o enti anzidetti,
all’atto del ricevimento rilasciano l’attestazione
dell’avvenuto deposito ed entro i successivi dieci giorni
trasmettono all’Ufficio italiano brevetti e marchi, delle
forme indicate nel decreto, gli atti depositati e la
relativa attestazione.
2. Gli uffici o enti abilitati a ricevere i depositi
sono tenuti ad adottare le misure necessarie per assicurare
l’osservanza del segreto d’ufficio.
3. Non possono, ne’ direttamente, ne’ per interposta
persona, chiedere brevetti per invenzioni industriali o
divenire cessionari gli impiegati addetti all’Ufficio
italiano brevetti e marchi, se non dopo due anni da quando
abbiano cessato di appartenere al loro ufficio.».
«Art. 149 (Deposito delle domande di brevetto europeo).
– 1. Le domande di brevetto europeo possono essere
depositate presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi
secondo le modalita’ previste dal regolamento di
attuazione.
2. Si applicano le disposizioni dell’art. 198, commi 1
e 2. Ai fini dell’applicazione di tali disposizioni, la
domanda deve essere corredata da una copia delle
descrizioni e delle rivendicazioni redatte in lingua
italiana, nonche’ degli eventuali disegni.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi informa
immediatamente l’Ufficio europeo dei brevetti dell’avvenuto
deposito della domanda.».
«Art. 151 (Deposito della domanda internazionale). – 1.
Le persone fisiche e giuridiche italiane e quelle che
abbiano il domicilio o la sede in Italia possono depositare
le domande internazionali per la protezione delle
invenzioni presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, il
quale agisce in qualita’ di ufficio ricevente ai sensi
dell’art. 10 del Trattato di cooperazione in materia di
brevetti del 19 giugno 1970, ratificato con legge 26 maggio
1978, n. 260.
2. La domanda puo’ essere presentata presso l’Ufficio
italiano brevetti e marchi secondo quanto previsto dal
regolamento di attuazione; la data di deposito della
domanda viene determinata a norma dell’art. 11 del Trattato
di cooperazione in materia di brevetti.
3. La domanda internazionale puo’ essere depositata
anche presso l’Ufficio europeo dei brevetti, nella sua
qualita’ di ufficio ricevente, ai sensi dell’art. 151 della
Convenzione sul brevetto europeo del 5 ottobre 1973,
ratificata con legge 26 maggio 1978, n. 260, e presso
l’Organizzazione mondiale della proprieta’ intellettuale di
Ginevra quale ufficio ricevente, osservate le disposizioni
dell’art. 198, commi 1 e 2.».
«Art. 184 (Entrata in vigore della procedura di
opposizione). – 1. Le norme sul procedimento di opposizione
entrano in vigore con il successivo decreto del Ministro
delle attivita’ produttive che ne stabilisce le modalita’
di applicazione.».
«Art. 195 (Domande di trascrizione). – 1. Le domande di
trascrizione devono essere redatte in duplice esemplare, di
cui uno viene restituito al richiedente con la
dichiarazione dell’avvenuta trascrizione, secondo le
prescrizioni di cui al decreto del Ministro delle attivita’
produttive.
2. La domanda deve contenere:
a) il cognome, nome e domicilio del beneficiario
della trascrizione richiesta e del mandatario, se vi sia;
b) il cognome e nome del titolare del diritto di
proprieta’ industriale;
c) la natura dell’atto o il motivo che giustifica la
trascrizione richiesta;
d) l’elencazione dei diritti di proprieta’
industriale oggetto della trascrizione richiesta;
e) nel caso di cambiamento di titolarita’, il nome
dello Stato di cui il nuovo richiedente o il nuovo titolare
ha la cittadinanza, il nome dello Stato di cui il nuovo
richiedente o il nuovo titolare ha il domicilio, ovvero il
nome dello Stato nel quale il nuovo richiedente o il nuovo
titolare ha uno stabilimento industriale o commerciale
effettivo e serio.».
«Art. 197 (Annotazioni). – 1. Il richiedente o il suo
mandatario, se vi sia, deve in ciascuna domanda indicare o
eleggere il suo domicilio nello Stato per tutte le
comunicazioni e notificazioni da farsi a norma del presente
codice.
2. I mutamenti del nome o del domicilio del titolare
del diritto di proprieta’ industriale o del suo mandatario,
se vi sia, devono essere portati a conoscenza dell’Ufficio
per l’annotazione sul registro di cui all’art. 185.
3. La domanda di annotazione di cambiamento di nome o
indirizzo deve essere redatta in unico esemplare secondo le
prescrizioni di cui al regolamento di attuazione.
4. E’ sufficiente una sola richiesta quando la modifica
riguarda piu’ diritti di proprieta’ industriale sia allo
stato di domanda che concessi.
5. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si
applicano al cambiamento di nome o di indirizzo del
mandatario di cui all’art. 201.
6. Le sentenze che pronunciano la nullita’ o la
decadenza dei titoli di proprieta’ industriale pervenuti
all’Ufficio italiano brevetti e marchi devono essere
annotate sul registro e di esse deve essere data notizia
nel Bollettino ufficiale.».
«Art. 212 (Assemblea degli iscritti all’Albo). – 1.
L’assemblea e’ convocata dal presidente, su delibera del
Consiglio dell’ordine. Essa e’ regolarmente costituita in
prima convocazione con la presenza di almeno la meta’ degli
iscritti ed in seconda convocazione, che non puo’ aver
luogo lo stesso giorno fissato per la prima, con la
presenza di almeno un sesto degli iscritti se gli iscritti
presenti e rappresentati raggiungono la presenza di almeno
un quinto degli iscritti. Essa delibera a maggioranza
assoluta dei voti.
2. Ogni consulente abilitato iscritto all’albo puo’
farsi rappresentare da un altro consulente abilitato
iscritto all’albo con delega scritta. Un medesimo
partecipante non puo’ rappresentare piu’ di cinque
iscritti.
3. Le modalita’ di convocazione e di svolgimento
dell’assemblea sono determinate con decreto del Ministro
delle attivita’ produttive.».
«Art. 214 (Assemblea per l’elezione del Consiglio
dell’ordine). – 1. I componenti del Consiglio dell’ordine
di cui all’art. 215 sono eletti a maggioranza semplice dei
voti segreti validamente espressi per mezzo di schede
contenenti un numero di nomi non superiore alla meta’ piu’
uno dei componenti da eleggere. Vengono eletti i dieci
candidati che hanno riportato il maggior numero di voti. In
caso di parita’ e’ preferito il candidato piu’ anziano per
iscrizione e, tra coloro che abbiano uguale anzianita’ di
iscrizione, il piu’ anziano di eta’.
2. Ciascuna categoria dei consulenti che esercitano la
professione in forma autonoma, sia individualmente che
nell’ambito di societa’, uffici o servizi autonomi, da una
parte, e dei consulenti che esercitano in uffici e servizi
specializzati nell’ambito di enti o imprese di cui all’art.
205, comma 3, dall’altra, non puo’ essere rappresentata in
seno al Consiglio dell’ordine con piu’ di otto componenti.
Parimenti ciascuna sezione dell’albo non puo’ essere
rappresentata in seno al Consiglio dell’ordine con piu’ di
sette componenti, ad essa iscritti in via esclusiva.
3. Non sono ammesse le partecipazioni e votazioni per
delega. E’ ammessa la votazione mediante lettera.
4. Le modalita’ di svolgimento delle votazioni, delle
operazioni di scrutinio e di proclamazione degli eletti
sono stabilite con decreto del Ministro delle attivita’
produttive.».
– Il decreto del Presidente della Repubblica 28
novembre 2008, n. 197, recante «Regolamento di
riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico» e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 dicembre 2008, n.
294, S.O.
– Si riporta il testo del comma 3 dell’art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri):
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di
autorita’ sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».
Note all’art. 1:
– Per il testo dell’art. 147 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note alle premesse.
– Si riportano gli articoli 54, 56 e 148 del citato
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 54 (Effetti della domanda di brevetto europeo). –
1. La protezione conferita dalla domanda di brevetto
europeo ai sensi dell’art. 67, paragrafo 1, della
Convenzione sul brevetto europeo del 5 ottobre 1973,
ratificata con legge 26 maggio 1978, n. 260, decorre dalla
data in cui il titolare medesimo abbia resa accessibile al
pubblico, tramite l’Ufficio italiano brevetti e marchi, una
traduzione in lingua italiana delle rivendicazioni ovvero
l’abbia notificata direttamente al presunto contraffattore.
Gli effetti della domanda di brevetto europeo sono
considerati nulli dall’origine quando la domanda stessa sia
stata ritirata o respinta ovvero quando la designazione
dell’Italia sia stata ritirata.».
«Art. 56 (Diritti conferiti dal brevetto europeo). – 1.
Il brevetto europeo rilasciato per l’Italia conferisce gli
stessi diritti ed e’ sottoposto allo stesso regime dei
brevetti italiani a decorrere dalla data in cui e’
pubblicata nel Bollettino europeo dei brevetti la menzione
della concessione del brevetto. Qualora a seguito della
procedura di opposizione esso sia mantenuto in forma
modificata, i limiti della protezione stabiliti con la
concessione e mantenuti sono confermati a decorrere dalla
data in cui e’ pubblicata la menzione della decisione
concernente l’opposizione.
2. Le contraffazioni sono valutate in conformita’ alla
legislazione italiana in materia.
3. Il titolare deve fornire all’Ufficio italiano
brevetti e marchi una traduzione in lingua italiana del
testo del brevetto concesso dall’Ufficio europeo nonche’
del testo del brevetto mantenuto in forma modificata a
seguito della procedura di opposizione.
4. La traduzione, dichiarata perfettamente conforme al
testo originale dal titolare del brevetto ovvero dal suo
mandatario, deve essere depositata entro tre mesi dalla
data di ciascuna delle pubblicazioni di cui al comma 1.
5. In caso di inosservanza alle disposizioni di cui ai
commi 3 e 4, il brevetto europeo e’ considerato, fin
dall’origine, senza effetto in Italia.».
«Art. 148 (Ricevibilita’ ed integrazione delle
domande). – 1. Le domande di brevetto e di registrazione di
cui all’art. 147, comma 1, non sono ricevibili se il
richiedente non e’ identificabile o non e’ raggiungibile e,
nel caso dei marchi, anche quando la domanda non contiene
la riproduzione del marchio o l’elenco dei prodotti ovvero
dei servizi. L’irricevibilita’, salvo quanto stabilito nel
comma 3, e’ dichiarata dall’Ufficio italiano brevetti e
marchi.
2. L’Ufficio italiano brevetti e marchi invita il
richiedente a fare le necessarie integrazioni, soggette ad
un diritto di mora in caso di pagamento tardivo, entro il
termine di due mesi dalla data della comunicazione se
constata che:
a) alla domanda di invenzioni industriali e modelli
di utilita’ non e’ allegato un documento che possa essere
assimilato ad una descrizione ovvero manchi parte della
descrizione o un disegno in essa richiamato ovvero la
domanda contiene, in sostituzione della descrizione, il
riferimento ad una domanda anteriore di cui non sono
forniti il numero, la data di deposito, lo stato in cui e’
avvenuto il deposito ed i dati identificativi del
richiedente;
b) alla domanda di varieta’ vegetale non e’ allegato
almeno un esemplare della descrizione con almeno un
esemplare delle fotografie in essa richiamate;
c) alla domanda di modelli e disegni non e’ allegata
la riproduzione grafica o fotografica;
d) alla domanda di topografie non e’ allegato un
documento che ne consenta l’identificazione;
e) non sono consegnati i documenti comprovanti il
pagamento dei diritti prescritti entro il termine di cui
all’art. 226.
3. Se il richiedente ottempera all’invito dell’ufficio
entro il termine di cui al comma 2 o provvede
spontaneamente alla relativa integrazione, l’Ufficio
riconosce quale data del deposito, da valere a tutti gli
effetti, quella di ricevimento della integrazione richiesta
e ne da’ comunicazione al richiedente. Se il richiedente
non ottempera all’invito dell’ufficio entro il termine di
cui al comma 2, salvo il caso in cui, entro tale termine,
abbia fatto espressa rinuncia alla parte della descrizione
o disegno mancanti di cui al comma 2, lettera a), l’Ufficio
dichiara l’irricevibilita’ della domanda ai sensi del comma
1.
4. Se il richiedente provvede spontaneamente
all’integrazione di cui al comma 2, l’Ufficio riconosce
quale data del deposito, da valere a tutti gli effetti,
quella di ricevimento dell’integrazione e ne da’
comunicazione al richiedente.
5. Tutte le domande, le istanze ed i ricorsi di cui
all’art. 147, con gli atti allegati, devono essere redatti
in lingua italiana. Degli atti in lingua diversa
dall’italiana, deve essere fornita la traduzione in lingua
italiana. Se la descrizione e’ presentata in lingua diversa
da quella italiana, la traduzione in lingua italiana deve
essere depositata entro il termine fissato dall’Ufficio.».
Note all’art. 2:
– Per il testo dell’art. 147 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note alle premesse.
– Il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112,
S.O.
Note all’art. 3:
– Per gli articoli 147, 54 e 56 del decreto legislativo
n. 30 del 2005 si veda nelle note all’art. 1.
Note all’art. 4:
– Per il testo dell’art. 148 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 1.
– Si riporta il testo dell’art. 173 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 173 (Rilievi). – 1. I rilievi ai quali dia luogo
l’esame delle domande e delle istanze devono essere
comunicati all’interessato con l’assegnazione di un termine
per la risposta non inferiore a due mesi dalla data di
ricezione della comunicazione.
2. Le osservazioni dei terzi ed i rilievi ai quali dia
luogo l’esame della domanda di privativa per nuova varieta’
vegetale sono comunicati all’interessato con l’assegnazione
di un termine, non superiore a sei mesi, per la risposta.
Nel caso in cui il rilievo riguardi la denominazione, la
nuova proposta e’ corredata da una dichiarazione
integrativa includente anche la dichiarazione di cui alla
lettera e), del comma 1, dell’art. 165. L’ufficio ed il
Ministero delle politiche agricole e forestali si
comunicano reciprocamente le osservazioni ed i rilievi
trasmessi al richiedente e le risposte ricevute.
3. Quando, a causa di irregolarita’ nel conferimento
del mandato, di cui all’art. 201, il mancato adempimento ai
rilievi comporta il rigetto delle domande e delle istanze
connesse, il rilievo deve essere comunicato al richiedente.
4. Quando il termine sia decorso senza che sia
pervenuta risposta ai rilievi, la domanda o l’istanza e’
respinta con provvedimento, da notificare al titolare della
domanda stessa o dell’istanza con raccomandata con avviso
di ricevimento. Tuttavia, se il rilievo concerne la
rivendicazione di un diritto di priorita’, la mancata
risposta comporta esclusivamente la perdita di tale
diritto.
5. La domanda di privativa per nuova varieta’ vegetale
e’ rifiutata:
a) in caso di mancata risposta ai rilievi
dell’ufficio e del Ministero delle politiche agricole e
forestali nei termini stabiliti;
b) in caso di mancata consegna dei materiali per le
prove varietali ai sensi dell’art. 165, comma 1, lettera
c), salvo che la mancata consegna sia dipesa da causa di
forza maggiore;
c) in caso di assenza di uno dei requisiti previsti
dall’art. 170, comma 1, lettera d).
6. Se la domanda di privativa per nuova varieta’
vegetale non e’ accolta o se essa e’ ritirata, il compenso
dovuto per i controlli tecnici e’ rimborsato solo quando
non siano gia’ stati avviati i controlli tecnici suddetti.
7. Prima di respingere in tutto o in parte una domanda
o una istanza ad essa connessa, per motivi che non siano
stati oggetto di rilievi ai sensi del comma 1, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi assegna al richiedente il
termine di due mesi per formulare osservazioni. Scaduto
detto termine, se non sono state presentate osservazioni o
l’Ufficio ritiene di non potere accogliere quelle
presentate, la domanda o l’istanza e’ respinta in tutto o
in parte.
8. Per le domande di brevetto internazionale l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, compiuto l’accertamento di cui
all’art. 14 del Trattato di cooperazione in materia di
brevetti del 19 giugno 1970, ratificato con legge 26 maggio
1978, n. 260, invita il richiedente ad effettuare le
eventuali correzioni e a depositare i disegni non acclusi,
fissando all’uopo un termine non superiore a mesi tre,
ferma restando l’osservanza del termine per la trasmissione
dell’esemplare originale della domanda internazionale,
previsto dalla regola 22 del regolamento di esecuzione del
Trattato di cooperazione in materia di brevetti. L’Ufficio
italiano brevetti e marchi dichiara che la domanda
s’intende ritirata nelle ipotesi previste dall’art. 14 del
Trattato di cooperazione in materia di brevetti.
9. Qualora la domanda sia accolta, l’Ufficio italiano
brevetti e marchi provvede alla concessione del titolo.
10. I fascicoli degli atti e dei documenti relativi
alle domande di brevettazione o di registrazione sono
conservati dall’Ufficio italiano brevetti e marchi fino a
dieci anni dopo l’estinzione dei diritti corrispondenti.
Dopo la scadenza di tale termine l’Ufficio puo’ distruggere
i fascicoli anche senza il parere dell’Archivio centrale di
Stato, previa acquisizione informatica su dispositivi non
alterabili degli originali, delle domande, delle
descrizioni e dei singoli disegni ad esse allegati.».
Note all’art. 5:
– Per il testo dell’art. 148 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 1.
– Si riporta il testo dell’art. 135 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 135 (Commissione dei ricorsi). – 1. Contro i
provvedimenti dell’Ufficio italiano brevetti e marchi che
respingono totalmente o parzialmente una domanda o istanza
che rifiutano la trascrizione oppure che impediscono il
riconoscimento di un diritto e negli altri casi previsti
dal presente codice, e’ ammesso ricorso entro il termine
perentorio di sessanta giorni dalla data di ricevimento
della comunicazione del provvedimento alla Commissione dei
ricorsi.
2. La Commissione dei ricorsi, istituita con regio
decreto 29 giugno 1939, n. 1127, e’ composta di un
presidente, un presidente aggiunto e di otto membri scelti
fra i magistrati di grado non inferiore a quello di
consigliere d’appello, sentito il Consiglio superiore della
magistratura, o tra i professori di materie giuridiche
delle universita’ o degli istituti superiori dello Stato.
3. La Commissione si articola in due sezioni,
presiedute dal presidente e dal presidente aggiunto. Il
presidente, il presidente aggiunto ed i membri della
Commissione sono nominati con decreto del Ministro delle
attivita’ produttive, durano in carica due anni. L’incarico
e’ rinnovabile.
4. Alla Commissione di cui al comma 2 possono essere
aggregati tecnici scelti dal presidente tra i professori
delle universita’ e degli istituti superiori e tra i
consulenti in proprieta’ industriale, iscritti all’Ordine
aventi una comprovata esperienza come consulenti tecnici
d’ufficio, per riferire su singole questioni ad essa
sottoposte. I tecnici aggregati non hanno voto
deliberativo.
5. La scelta dei componenti la Commissione anzidetta,
nonche’ dei tecnici, puo’ cadere sia su funzionari in
attivita’ di servizio, sia su funzionari a riposo, ferme le
categorie di funzionari entro le quali la scelta deve
essere effettuata.
6. La Commissione dei ricorsi e’ assistita da una
segreteria i cui componenti sono nominati con lo stesso
decreto di costituzione della Commissione, o con decreto a
parte. I componenti della segreteria debbono essere scelti
fra i funzionari dell’Ufficio italiano brevetti e marchi ed
il trattamento economico e’ quello stabilito dalla vigente
normativa legislativa, regolamentare o contrattuale.
7. La Commissione dei ricorsi ha funzione consultiva
del Ministero delle attivita’ produttive nella materia
della proprieta’ industriale. Tale funzione viene
esercitata su richiesta del Ministero delle attivita’
produttive. Le sedute della Commissione in sede consultiva
non sono valide se non sia presente la maggioranza assoluta
dei suoi membri aventi voto deliberativo.
8. I compensi per i componenti la Commissione, i
componenti la segreteria della Commissione ed i tecnici
aggregati alla Commissione, sono determinati con decreto
del Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze.».
Note all’art. 6:
– Per l’art. 148 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 1.
Note all’art. 7:
– Per l’art. 149 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’art. 198 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 198 (Procedure di segretazione militare). – 1.
Coloro che risiedono nel territorio dello Stato non
possono, senza autorizzazione del Ministero delle attivita’
produttive, depositare esclusivamente presso uffici di
Stati esteri o l’Ufficio brevetti europeo o l’Ufficio
internazionale dell’organizzazione mondiale della
proprieta’ intellettuale in qualita’ di ufficio ricevente,
le loro domande di concessione di brevetto per invenzione,
modello di utilita’ o di topografia, ne’ depositarle presso
tali uffici prima che siano trascorsi novanta giorni dalla
data del deposito in Italia, o da quella di presentazione
dell’istanza di autorizzazione. Il Ministero predetto
provvede sulle istanze di autorizzazione, previo nulla osta
del Ministero della difesa. Trascorso il termine di novanta
giorni senza che sia intervenuto un provvedimento di
rifiuto, l’autorizzazione deve intendersi concessa.
2. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, la
violazione delle disposizioni del comma 1 e’ punita con
l’ammenda non inferiore a 77,47 euro o con l’arresto. Se la
violazione e’ commessa quando l’autorizzazione sia stata
negata, si applica l’arresto in misura non inferiore ad un
anno.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi mette con
immediatezza a disposizione del servizio militare brevetti
del Ministero della difesa le domande di brevetto per
invenzioni industriali, per modelli di utilita’ e per
topografie di prodotti a semiconduttori ad esso pervenute.
4. Qualora la sezione predetta ritenga che le domande
riguardino invenzioni o modelli utili alla difesa del
Paese, anche ufficiali o funzionari estranei alla sezione
stessa espressamente delegati dal Ministro della difesa
possono prendere visione, nella sede dell’Ufficio, delle
descrizioni e dei disegni allegati alle domande.
5. Tutti coloro che hanno preso visione di domande e di
documenti relativi a brevetti o che ne hanno avuto notizia
per ragioni di ufficio sono tenuti all’obbligo del segreto.
6. Entro novanta giorni successivi alla data del
deposito delle domande, il Ministero della difesa puo’
chiedere all’Ufficio italiano brevetti e marchi il
differimento della concessione del titolo di proprieta’
industriale e di ogni pubblicazione relativa. L’Ufficio da’
comunicazione della richiesta all’interessato, diffidandolo
ad osservare l’obbligo del segreto.
7. Se, entro otto mesi dalla data del deposito della
domanda, il Ministero competente non ha inviato all’Ufficio
e al richiedente, in quanto questi abbia indicato il
proprio domicilio nello Stato, la notizia di voler
procedere all’espropriazione, si da’ seguito alla procedura
ordinaria per la concessione del titolo di proprieta’
industriale. Nel termine predetto, il Ministero della
difesa puo’ chiedere che sia ulteriormente differito, per
un tempo non superiore a tre anni dalla data di deposito
della domanda, la concessione del titolo di proprieta’
industriale ed ogni pubblicazione relativa. In tal caso
l’inventore o il suo avente causa ha diritto ad
un’indennita’ per la determinazione della quale si
applicano le disposizioni in materia di espropriazione.
8. Per i modelli di utilita’ l’ulteriore differimento
previsto nel comma 7 puo’ essere chiesto per un tempo non
superiore a un anno dalla data di deposito della domanda.
9. A richiesta di Stati esteri che accordino il
trattamento di reciprocita’, il Ministero della difesa puo’
richiedere, per un tempo anche superiore a tre anni, il
differimento della concessione del brevetto e di ogni
pubblicazione relativa all’invenzione per domande di
brevetto gia’ depositate all’estero e ivi assoggettate a
vincolo di segreto.
10. Le indennita’ eventuali sono a carico dello Stato
estero richiedente.
11. L’invenzione deve essere tenuta segreta dopo la
comunicazione della richiesta di differimento e per tutta
la durata del differimento stesso, nonche’ durante lo
svolgimento della espropriazione e dopo il relativo decreto
se questo porti l’obbligo del segreto.
12. L’invenzione deve essere, altresi’, tenuta segreta
nel caso previsto dal comma 6, dopo che sia stata
comunicata all’interessato la determinazione di promuovere
l’espropriazione con imposizione del segreto.
13. L’obbligo del segreto cessa qualora il Ministero
della difesa lo consenta.
14. La violazione del segreto e’ punita ai termini
dell’art. 262 del codice penale.
15. Il Ministero della difesa puo’ chiedere che le
domande di brevetto per le invenzioni industriali di
organismi dipendenti o vigilati siano mantenute segrete.
16. Qualora, per invenzione interessante la difesa
militare del Paese, il Ministero della difesa richieda o,
nell’ipotesi di differimento di cui al comma 6, consenta la
concessione del brevetto, la procedura relativa si svolge,
su domanda dello stesso Ministero, in forma segreta. In
tale caso non si effettua alcuna pubblicazione e non si
consentono le visioni nel presente codice.
17. In caso di esposizioni da tenersi nel territorio
dello Stato, il Ministero della difesa ha facolta’,
mediante propri funzionari od ufficiali, di procedere a
particolareggiato esame degli oggetti e dei trovati
consegnati per l’esposizione che possano ritenersi utili
alla difesa militare del Paese ed ha facolta’ altresi’ di
assumere notizie e chiedere chiarimenti sugli oggetti e
trovati stessi.
18. Gli enti organizzatori di esposizioni devono
consegnare ai suddetti funzionari o ufficiali gli elenchi
completi degli oggetti da esporre riferentisi ad invenzioni
industriali non protette ai sensi del presente codice.
19. I funzionari e gli ufficiali di cui al comma 17
possono imporre all’ente stesso il divieto di esposizione
degli oggetti utili alla difesa militare del Paese.
20. Il Ministero della difesa, a mezzo raccomandata con
avviso di ricevimento, deve dare notizia alla presidenza
dell’esposizione e agli interessati del divieto di
esposizione, diffidandoli circa l’obbligo del segreto. La
presidenza dell’esposizione deve conservare gli oggetti
sottoposti al divieto di esposizione con il vincolo di
segreto sulla loro natura.
21. Nel caso che il divieto di esposizione venga
imposto dopo che gli oggetti siano stati esposti, gli
oggetti stessi devono essere subito ritirati senza,
peraltro, imposizione del vincolo del segreto.
22. E’ fatta salva, in ogni caso, la facolta’ del
Ministero della difesa, per gli oggetti che si riferiscono
ad invenzioni riconosciute utili alla difesa militare del
Paese, di procedere all’espropriazione dei diritti
derivanti dall’invenzione ai sensi delle norme relative
all’espropriazione contenute nel presente codice.
23. Qualora non sia rispettato il divieto di
esposizione, i responsabili dell’abusiva esposizione sono
puniti con la sanzione amministrativa da 25,00 euro a
13.000,00 euro.».
Note all’art. 8:
– Per il testo dell’art. 151 del decreto legislativo n.
30 del 2005 si veda nelle note alle premesse.
– Per il testo dell’art. 198 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 7.
Note all’art. 9:
– Si riporta il testo dell’art. 58 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 58 (Trasformazione della domanda di brevetto
europeo). – 1. La domanda di brevetto europeo, nella quale
sia stata designata l’Italia, puo’ essere trasformata in
domanda di brevetto italiano per invenzione industriale:
a) nei casi previsti dall’art. 135, paragrafo 1,
lettera a), della Convenzione sul brevetto europeo del 5
ottobre 1973, ratificata con legge 26 maggio 1978, n. 260;
b) in caso di inosservanza del termine di cui
all’art. 14, paragrafo 2, della Convenzione sul brevetto
europeo, quando la domanda sia stata originariamente
depositata in lingua italiana.
2. E’ consentita la trasformazione in domanda nazionale
per modello di utilita’ di una domanda di brevetto europeo
respinta, ritirata o considerata ritirata o del brevetto
europeo revocato il cui oggetto abbia i requisiti di
brevettabilita’, previsti dalla legislazione italiana per i
modelli di utilita’.
3. A coloro che richiedano la trasformazione di cui al
comma 1 e’ consentito chiedere contemporaneamente
l’eventuale trasformazione in domanda di modello di
utilita’ ai sensi dell’art. 84.
4. Se una regolare richiesta di trasformazione ai sensi
dei commi 1, 2 e 3 e’ stata trasmessa all’Ufficio italiano
brevetti e marchi, la domanda di brevetto e’ considerata
come depositata in Italia alla stessa data di deposito
della domanda di brevetto europeo; gli atti annessi a detta
domanda che sono stati presentati all’Ufficio europeo dei
brevetti sono considerati come depositati in Italia alla
stessa data.».
Note all’art. 10:
– Si riporta l’art. 139 e 138 del decreto legislativo
n. 30 del 2005:
«Art. 139 (Effetti della trascrizione). – 1. Gli atti e
le sentenze, tranne i testamenti e gli altri atti e
sentenze indicati alle lettere d), i) ed l) dell’art. 138,
finche’ non siano trascritti, non hanno effetto di fronte
ai terzi che a qualunque titolo hanno acquistato e
legalmente conservato diritti sul titolo di proprieta’
industriale.
2. Nel conflitto di piu’ acquirenti dello stesso
diritto di proprieta’ industriale dal medesimo titolare, e’
preferito chi ha trascritto per primo il suo titolo di
acquisto.
3. La trascrizione del verbale di pignoramento, finche’
dura la sua efficacia, sospende gli effetti delle
trascrizioni ulteriori degli atti e delle sentenze
anzidetti. Gli effetti di tali trascrizioni vengono meno
dopo la trascrizione del verbale di aggiudicazione, purche’
avvenga entro tre mesi dalla data della aggiudicazione
stessa.
4. I testamenti e gli atti che provano l’avvenuta
legittima successione e le sentenze relative sono
trascritti solo per stabilire la continuita’ dei
trasferimenti.
5. Sono opponibili ai terzi gli atti che trasferiscono,
in tutto o in parte, ovvero modificano i diritti inerenti
ad una domanda o ad un brevetto europeo, a condizione che
siano stati trascritti nel Registro italiano dei brevetti
europei.».
«Art. 138 (Trascrizione). – 1. Debbono essere resi
pubblici mediante trascrizione presso l’Ufficio italiano
brevetti e marchi:
a) gli atti fra vivi, a titolo oneroso o gratuito,
che trasferiscono in tutto o in parte, i diritti su titoli
di proprieta’ industriale;
b) gli atti fra vivi, a titolo oneroso o gratuito,
che costituiscono, modificano o trasferiscono diritti
personali o reali di godimento privilegi speciali o diritti
di garanzia, costituiti ai sensi dell’art. 140 concernenti
i titoli anzidetti;
c) gli atti di divisione, di societa’, di
transazione, di rinuncia, relativi ai diritti enunciati
nelle lettere a) e b);
d) il verbale di pignoramento;
e) il verbale di aggiudicazione in seguito a vendita
forzata;
f) il verbale di sospensione della vendita di parte
dei diritti di proprieta’ industriale pignorati per essere
restituiti al debitore, a norma del codice di procedura
civile;
g) i decreti di espropriazione per causa di pubblica
utilita’;
h) le sentenze che dichiarano l’esistenza degli atti
indicati nelle lettere a), b) e c), quando tali atti non
siano stati precedentemente trascritti. Le sentenze che
pronunciano la nullita’, l’annullamento, la risoluzione, la
rescissione, la revocazione di un atto trascritto devono
essere annotate in margine alla trascrizione dell’atto al
quale si riferiscono. Possono inoltre essere trascritte le
domande giudiziali dirette ad ottenere le sentenze di cui
al presente articolo. In tale caso gli effetti della
trascrizione della sentenza risalgono alla data della
trascrizione della domanda giudiziale;
i) i testamenti e gli atti che provano l’avvenuta
successione legittima e le sentenze relative;
l) le sentenze di rivendicazione di diritti di
proprieta’ industriale e le relative domande giudiziali;
m) le sentenze che dispongono la conversione di
titoli di proprieta’ industriale nulli e le relative
domande giudiziali;
n) le domande giudiziali dirette ad ottenere le
sentenze di cui al presente articolo. In tal caso gli
effetti della trascrizione della sentenza risalgono alla
data della trascrizione della domanda giudiziale.
2. La trascrizione e’ soggetta al pagamento del diritto
prescritto.
3. Per ottenere la trascrizione, il richiedente deve
presentare apposita nota di trascrizione, sotto forma di
domanda, allegando copia autentica dell’atto pubblico
ovvero l’originale o la copia autentica della scrittura
privata autenticata ovvero qualsiasi altra documentazione
prevista dall’art. 195.
4. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, esaminata la
regolarita’ formale degli atti, procede, senza ritardo,
alla trascrizione con la data di presentazione della
domanda.
5. L’ordine delle trascrizioni e’ determinato
dall’ordine di presentazione delle domande.
6. Le omissioni o le inesattezze che non inducano
incertezza assoluta sull’atto che si intende trascrivere o
sul titolo di proprieta’ industriale a cui l’atto si
riferisce non comportano l’invalidita’ della
trascrizione.».
– Per il testo dell’art. 56 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 1.
Note all’art. 11:
– Per l’art. 148 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 1.
– Per l’art. 197 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’art. 11, del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 11 (Marchio collettivo). – 1. I soggetti che
svolgono la funzione di garantire l’origine, la natura o la
qualita’ di determinati prodotti o servizi, possono
ottenere la registrazione per appositi marchi come marchi
collettivi ed hanno la facolta’ di concedere l’uso dei
marchi stessi a produttori o commercianti.
2. I regolamenti concernenti l’uso dei marchi
collettivi, i controlli e le relative sanzioni devono
essere allegati alla domanda di registrazione; le
modificazioni regolamentari devono essere comunicate a cura
dei titolari all’Ufficio italiano brevetti e marchi per
essere incluse tra i documenti allegati alla domanda.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 sono applicabili
anche ai marchi collettivi stranieri registrati nel Paese
di origine.
4. In deroga all’art. 13, comma 1, un marchio
collettivo puo’ consistere in segni o indicazioni che nel
commercio possono servire per designare la provenienza
geografica dei prodotti o servizi. In tal caso, peraltro,
l’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’ rifiutare, con
provvedimento motivato, la registrazione quando i marchi
richiesti possano creare situazioni di ingiustificato
privilegio o comunque recare pregiudizio allo sviluppo di
altre analoghe iniziative nella regione. L’Ufficio italiano
brevetti e marchi ha facolta’ di chiedere al riguardo
l’avviso delle amministrazioni pubbliche, categorie e
organi interessati o competenti. L’avvenuta registrazione
del marchio collettivo costituito da nome geografico non
autorizza il titolare a vietare a terzi l’uso nel commercio
del nome stesso, purche’ quest’uso sia conforme ai principi
della correttezza professionale e quindi limitato alla
funzione di indicazione di provenienza.
5. I marchi collettivi sono soggetti a tutte le altre
disposizioni del presente codice in quanto non contrastino
con la natura di essi.».
Note all’art. 12:
– Si riporta il testo degli articoli 8 e 10 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 8 (Ritratti di persone, nomi e segni notori). –
1. I ritratti di persone non possono essere registrati come
marchi senza il consenso delle medesime e, dopo la loro
morte, senza il consenso del coniuge e dei figli; in loro
mancanza o dopo la loro morte, dei genitori e degli altri
ascendenti, e, in mancanza o dopo la morte anche di questi
ultimi, dei parenti fino al quarto grado incluso.
2. I nomi di persona diversi da quelli di chi chiede la
registrazione possono essere registrati come marchi,
purche’ il loro uso non sia tale da ledere la fama, il
credito o il decoro di chi ha diritto di portare tali nomi.
L’Ufficio italiano brevetti e marchi ha tuttavia la
facolta’ di subordinare la registrazione al consenso
stabilito al comma 1. In ogni caso, la registrazione non
impedira’ a chi abbia diritto al nome di farne uso nella
ditta da lui prescelta.
3. Se notori, possono essere registrati come marchio
solo dall’avente diritto, o con il consenso di questi, o
dei soggetti di cui al comma 1: i nomi di persona, i segni
usati in campo artistico, letterario, scientifico, politico
o sportivo, le denominazioni e sigle di manifestazioni e
quelli di enti ed associazioni non aventi finalita’
economiche, nonche’ gli emblemi caratteristici di questi.».
«Art. 10 (Stemmi). – 1. Gli stemmi e gli altri segni
considerati nelle convenzioni internazionali vigenti in
materia, nei casi e alle condizioni menzionati nelle
convenzioni stesse, nonche’ i segni contenenti simboli,
emblemi e stemmi che rivestano un interesse pubblico non
possono costituire oggetto di registrazione come marchio
d’impresa, a meno che l’autorita’ competente non ne abbia
autorizzato la registrazione.
2. Trattandosi di marchio contenente parole, figure o
segni con significazione politica o di alto valore
simbolico, o contenente elementi araldici, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, prima della registrazione,
invia l’esemplare del marchio e quantaltro possa occorrere
alle amministrazioni pubbliche interessate, o competenti,
per sentirne l’avviso, in conformita’ a quanto e’ disposto
nel comma 4.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi ha la facolta’
di provvedere ai termini del comma 2 in ogni caso in cui
sussista dubbio che il marchio possa essere contrario
all’ordine pubblico o al buon costume.
4. Se l’amministrazione interessata, o competente, di
cui ai commi 2 e 3, esprime avviso contrario alla
registrazione del marchio, l’Ufficio italiano brevetti e
marchi respinge la domanda.».
Note all’art. 13:
– Si riporta il testo dell’art. 13 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 13 (Capacita’ distintiva). – 1. Non possono
costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa
i segni privi di carattere distintivo e in particolare
quelli costituiti esclusivamente dalle denominazioni
generiche di prodotti o servizi o da indicazioni
descrittive che ad essi si riferiscono, come i segni che in
commercio possono servire a designare la specie, la
qualita’, la quantita’, la destinazione, il valore, la
provenienza geografica ovvero l’epoca di fabbricazione del
prodotto o della prestazione del servizio o altre
caratteristiche del prodotto o servizio.
2. In deroga al comma 1 e all’art. 12, comma 1, lettera
a), possono costituire oggetto di registrazione come
marchio d’impresa i segni che prima della domanda di
registrazione, a seguito dell’uso che ne sia stato fatto,
abbiano acquistato carattere distintivo.
3. Il marchio non puo’ essere dichiarato o considerato
nullo se prima della proposizione della domanda o
dell’eccezione di nullita’, il segno che ne forma oggetto,
a seguito dell’uso che ne e’ stato fatto, ha acquistato
carattere distintivo.
4. Il marchio decade se, per il fatto dell’attivita’ o
dell’inattivita’ del suo titolare, sia divenuto nel
commercio denominazione generica del prodotto o comunque
servizio o abbia perduto la sua capacita’ distintiva.».
Note all’art. 14:
– Si riporta il testo dell’art. 158 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 158 (Divisione della domanda di registrazione di
marchio). – 1. Ogni domanda deve aver per oggetto un solo
marchio.
2. Se la domanda riguarda piu’ marchi, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi invitera’ l’interessato,
assegnandogli un termine, a limitare la domanda ad un solo
marchio, con facolta’ di presentare, per i rimanenti
marchi, altrettante domande, che avranno effetto dalla data
della domanda primitiva.
3. Ogni domanda di registrazione, avente per oggetto
piu’ prodotti o servizi, puo’ essere divisa dal richiedente
in piu’ domande parziali, nelle quali sono ripartiti i
prodotti o i servizi della domanda iniziale, nei seguenti
casi:
a) prima della decisione dell’ufficio relativo alla
registrazione del marchio;
b) durante ogni procedura di opposizione alla
decisione dell’ufficio di registrazione del marchio;
c) durante ogni procedura di ricorso contro la
decisione di registrare il marchio.
4. Le domande parziali conservano la data di deposito
della domanda iniziale e, se del caso, il beneficio del
diritto di priorita’.
5. Il ricorso alla Commissione dei ricorsi sospende il
termine assegnato dall’ufficio.».
– Per il testo dell’art. 173 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 4.
Note all’art. 15:
– Per il testo dell’art. 158 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 14.
Note all’art. 16:
– Si riporta il testo degli articoli 171, 170 e 201 del
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 171 (Esame dei marchi internazionali). – 1.
L’Ufficio italiano brevetti e marchi effettua l’esame dei
marchi internazionali designanti l’Italia conformemente
alle norme relative ai marchi nazionali, ai sensi dell’art.
170, comma 1, lettera a).
2. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, se ritiene che
il marchio non possa essere registrato in tutto o in parte,
ovvero se e’ stata presentata opposizione da parte di terzi
ai sensi dell’art. 176, provvede, ai sensi dell’art. 5
dell’Accordo di Madrid per la registrazione internazionale
dei marchi, testo di Stoccolma del 14 luglio 1967,
ratificato con legge 28 aprile 1976, n. 424 o del relativo
protocollo del 27 giugno 1989, ratificato con legge 12
marzo 1996, n. 169, all’emissione di un rifiuto provvisorio
della registrazione internazionale e ne da’ comunicazione
all’Organizzazione mondiale della proprieta’ intellettuale.
3. Il rifiuto provvisorio ai sensi del comma 2 e’
emesso entro un anno per le registrazioni internazionali
basate sull’Accordo di Madrid per la registrazione
internazionale dei marchi e diciotto mesi per quelle basate
sul relativo Protocollo. I termini decorrono dalle date
rispettivamente indicate nelle citate Convenzioni
internazionali.
4. In caso di rifiuto provvisorio, la protezione del
marchio e’ la medesima di quella di una domanda di marchio
depositata presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi.
5. Entro il termine perentorio all’uopo fissato
dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, il titolare di una
registrazione internazionale, per la quale sia stato
comunicato all’Organizzazione mondiale della proprieta’
intellettuale un rifiuto provvisorio, tramite un mandatario
nominato ai sensi dell’art. 201, puo’ presentare le proprie
deduzioni, ovvero richiedere copia dell’atto di opposizione
sulla base del quale e’ stato emesso il rifiuto
provvisorio. In tale ultimo caso, se il titolare della
registrazione internazionale richiede la copia nel termine
prescritto, l’Ufficio comunica alle parti l’avviso di cui
all’art. 178, comma 1, e applica le altre norme sulla
procedura di opposizione di cui agli articoli 178 e
seguenti.
6. Qualora entro il termine di cui al comma 5, il
titolare della registrazione internazionale non presenti le
proprie deduzioni, ovvero non richieda copia dell’atto di
opposizione secondo le modalita’ prescritte, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi emette il rifiuto definitivo.
7. L’Ufficio italiano brevetti e marchi comunica
all’Organizzazione mondiale della proprieta’ intellettuale
le decisioni definitive relative ai marchi internazionali
designanti l’Italia.
8. Nel caso che il marchio designante l’Italia in base
al protocollo di Madrid sia successivamente radiato in
tutto o in parte su richiesta dell’ufficio di proprieta’
industriale d’origine, il suo titolare puo’ depositare una
domanda di registrazione per lo stesso segno presso
l’Ufficio italiano brevetti e marchi. Tale domanda ha
effetto dalla data di registrazione internazionale, con
l’eventuale priorita’ riconosciuta, o da quella
dell’iscrizione dell’estensione territoriale concernente
l’Italia.
9. La domanda e’ depositata nel termine perentorio di
tre mesi a decorrere dalla data di radiazione della
registrazione internazionale e puo’ riguardare solo i
prodotti e servizi in essa compresi relativamente
all’Italia.
10. Alla domanda si applicano le disposizioni vigenti
per le domande nazionali.».
«Art. 170 (Esame delle domande). – 1. L’esame delle
domande, delle quali sia stata riconosciuta la regolarita’
formale, e’ rivolto ad accertare:
a) per i marchi: se puo’ trovare applicazione l’art.
11 quando si tratta di marchi collettivi; se la parola,
figura o segno possono essere registrati come marchio a
norma degli articoli 7, 8, 9, 10, 12, comma 1, lettera a),
13, comma 1, e 14, comma 1, lettere a) e b); se concorrono
le condizioni di cui all’art. 3;».
«Art. 201 (Rappresentanza). – 1. Nessuno e’ tenuto a
farsi rappresentare da un mandatario abilitato nelle
procedure di fronte all’Ufficio italiano brevetti e marchi;
le persone fisiche e giuridiche possono agire per mezzo di
un loro dipendente anche se non abilitato o per mezzo di un
dipendente di altra societa’ collegata ai sensi dell’art.
205, comma 3.
2. La nomina di uno o piu’ mandatari, qualora non sia
fatta nella domanda, oppure con separato atto, autentico o
autenticato, puo’ farsi con apposita lettera d’incarico,
soggetta al pagamento della tassa prescritta.
3. L’atto di nomina o la lettera d’incarico puo’
riguardare una o piu’ domande o in generale la
rappresentanza professionale per ogni procedura di fronte
all’Ufficio italiano brevetti e marchi ed alla commissione
dei ricorsi con esclusione delle procedure aventi carattere
giurisdizionale. In tale caso, in ogni successiva domanda,
istanza e ricorso, il mandatario dovra’ fare riferimento
alla procura o lettera d’incarico.
4. Il mandato puo’ essere conferito soltanto a
mandatari iscritti in un albo all’uopo istituito presso il
Consiglio dell’ordine dei consulenti in proprieta’
industriale.
5.
6. Il mandato puo’ essere anche conferito ad un
avvocato iscritto nel suo albo professionale.».
– Per l’art. 197 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note alle premesse.
Note all’art. 17:
– Per il testo dell’art. 11 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 11.
– Per il testo dell’art. 197 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note alle premesse.
– Per il testo dell’art. 201 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 16.
Note all’art. 18:
– Si riporta il testo dell’art. 159 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 159 (Domanda di rinnovazione di marchio). – 1. La
domanda di rinnovazione di marchio di impresa deve essere
fatta dal titolare o dal suo avente causa.
2. La domanda, accompagnata dal versamento delle tasse
dovute, deve essere depositata entro gli ultimi dodici mesi
precedenti alla data di scadenza del decennio in corso.
Trascorso tale periodo, la domanda di rinnovazione puo’
essere presentata nei sei mesi successivi al mese di
scadenza con l’applicazione di una soprattassa.
3. Quando vi sia mandatario, alla domanda deve essere
unito l’atto di nomina ai sensi dell’art. 201.
4. Per i marchi registrati sulla base di una domanda di
trasformazione di una domanda di marchio comunitario o di
un marchio comunitario, presentata ai sensi del regolamento
(CE) n. 40/94 del Consiglio, del 20 dicembre 1993, sul
marchio comunitario e successive modificazioni, ovvero
sulla base di una domanda di trasformazione di una
registrazione internazionale, presentata ai sensi dell’art.
9-quinquies del Protocollo relativo all’Accordo di Madrid
sulla registrazione internazionale dei marchi del 27 giugno
1989, ratificato con legge 12 marzo 1996, n. 169, gli
effetti della prima registrazione, ai fini della
rinnovazione, decorrono rispettivamente dalla data di
deposito della domanda di marchio comunitario o dalla data
di registrazione internazionale.
5. Se il marchio precedente appartiene a piu’ persone,
la domanda di rinnovazione puo’ essere fatta da una
soltanto, nell’interesse di tutte.
6. Se la domanda di rinnovazione o le tasse pagate si
riferiscono soltanto ad una parte dei prodotti o dei
servizi per i quali il marchio e’ stato registrato, la
registrazione viene rinnovata soltanto per i prodotti o i
servizi di cui trattasi.».
Note all’art. 20:
– Si riporta il testo degli articoli 174 e 175 del
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 174 (Osservazioni e opposizioni alla
registrazione del marchio). – 1. Le domande di marchio
ritenute registrabili ai sensi dell’art. 170, comma 1,
lettera a), le registrazioni di marchio effettuate secondo
la procedura di cui all’art. 179, comma 2, ed i marchi
internazionali, designanti l’Italia, possono essere oggetto
di osservazioni e di opposizioni in conformita’ alle norme
di cui ai successivi articoli.».
«Art. 175 (Deposito delle osservazioni dei terzi). – 1.
Qualsiasi interessato puo’, senza con cio’ assumere la
qualita’ di parte nella procedura di registrazione,
indirizzare all’Ufficio italiano brevetti e marchi
osservazioni scritte, specificando i motivi per i quali un
marchio deve essere escluso d’ufficio dalla registrazione
entro il termine perentorio di due mesi:
a) dalla data di pubblicazione di una domanda di
registrazione, ritenuta registrabile ai sensi dell’art.
170, comma 1, lettera a), ovvero ritenuta registrabile in
base a sentenza di accoglimento passata in giudicato;
b) dalla data di pubblicazione della registrazione di
un marchio, la cui domanda non e’ stata pubblicata ai sensi
dell’art. 179, comma 2;
c) dal primo giorno del mese successivo a quello in
cui e’ avvenuta la pubblicazione del marchio internazionale
nella Gazette de l’Organisation Mondiale de la Propriete’
Intellectuelle des Marques Internationales.
2. Le osservazioni, se ritenute pertinenti e rilevanti,
sono dall’Ufficio italiano brevetti e marchi comunicate al
richiedente che puo’ presentare le proprie deduzioni entro
il termine di trenta giorni dalla data della comunicazione.
3. Nel caso di marchio internazionale, le osservazioni
sono considerate dall’Ufficio italiano brevetti e marchi
solo al fine dell’esame di cui all’art. 170, comma 1,
lettera a).».
– Per il testo dell’art. 148 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 1.
Note all’art. 21:
– Per l’art. 148 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 1.
– Si riporta il testo dell’art. 160 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 160 (Domanda di brevetto per invenzione e per
modello di utilita’). – 1. La domanda deve contenere:
a) l’identificazione del richiedente e del
mandatario, se vi sia;
b) l’indicazione dell’invenzione o del modello, in
forma di titolo, che ne esprima brevemente, ma con
precisione, i caratteri e lo scopo.
2. Una medesima domanda non puo’ contenere la richiesta
di piu’ brevetti, ne’ di un solo brevetto per piu’
invenzioni o modelli.
3. Alla domanda devono essere uniti:
a) la descrizione dell’invenzione effettuata ai sensi
dell’art. 51;
b) i disegni dell’invenzione, ove sia possibile;
c) la designazione dell’inventore;
d) quando vi sia mandatario, anche l’atto di nomina
ai sensi dell’art. 201;
e) in caso di rivendicazione di priorita’ i documenti
relativi.
4. La descrizione dell’invenzione o del modello deve
iniziare con un riassunto che ha solo fini di informazione
tecnica e deve concludersi con una o piu’ rivendicazioni in
cui sia indicato, specificamente, cio’ che si intende debba
formare oggetto del brevetto.».
– Per l’art. 197 del decreto legislativo n. 30 del 2005
si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’art. 5 del decreto-legge 10
gennaio 2006, n. 3, convertito, con modificazioni dalla
legge 22 febbraio 2006, n. 78 (Attuazione della direttiva
98/44/CE in materia di protezione giuridica delle
invenzioni biotecnologiche), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 11 gennaio 2006, n. 8:
«Art. 5 (Procedimento). – 1. L’Ufficio italiano
brevetti e marchi, in sede di valutazione della
brevettabilita’ di invenzioni biotecnologiche, al fine di
garantire quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lettera c),
puo’ richiedere il parere del Comitato nazionale per la
biosicurezza e le biotecnologie.
2. La provenienza del materiale biologico di origine
animale o vegetale, che sta alla base dell’invenzione, e’
dichiarata all’atto della richiesta di brevetto sia in
riferimento al Paese di origine, consentendo di accertare
il rispetto della legislazione in materia di importazione e
di esportazione, sia in relazione all’organismo biologico
dal quale e’ stato isolato.
3. La domanda di brevetto relativa ad una invenzione
che ha per oggetto o utilizza materiale biologico di
origine umana deve essere corredata dell’espresso consenso,
libero e informato a tale prelievo e utilizzazione, della
persona da cui e’ stato prelevato tale materiale, in base
alla normativa vigente.».
Note all’art. 22:
– Per il testo dell’art. 5 del decreto-legge 10 gennaio
2006, n. 3, convertito, con modificazioni dalla legge 22
febbraio 2006, n. 78, si veda nelle note all’art. 21.
Note all’art. 23:
– Si riporta il testo dell’art. 161 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 161 (Unicita’ dell’invenzione e divisione della
domanda). – 1. Ogni domanda deve avere per oggetto una sola
invenzione.
2. Se la domanda comprende piu’ invenzioni, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi invitera’ l’interessato,
assegnandogli un termine, a limitare tale domanda ad una
sola invenzione, con facolta’ di presentare, per le
rimanenti invenzioni, altrettante domande, che avranno
effetto dalla data della domanda primitiva.
3. Il ricorso alla Commissione dei ricorsi sospende il
termine assegnato dall’Ufficio.».
– Per l’art. 173 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 4.
Note all’art. 25:
– Per l’art. 148 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 1.
– Si riporta il testo dell’art. 167 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 167 (Domanda di registrazione di disegni e
modelli). – 1. La domanda deve contenere:
a) l’identificazione del richiedente ed anche del
mandatario, se vi sia;
b) l’indicazione del disegno o modello, in forma di
titolo ed eventualmente l’indicazione delle caratteristiche
dei prodotti che si intendono rivendicare.
2. Alla domanda devono essere uniti:
a) la riproduzione grafica del disegno o modello, o
la riproduzione grafica dei prodotti industriali la cui
fabbricazione deve formare oggetto del diritto esclusivo, o
un campione dei prodotti stessi quando trattasi di prodotti
industriali aventi fondamentalmente due sole dimensioni;
b) la descrizione del disegno o modello, se
necessaria per l’intelligenza del disegno o modello
medesimo;
c) quando vi sia mandatario, l’atto di nomina ai
sensi dell’art. 201;
d) in caso di rivendicazione di priorita’ i documenti
relativi.».
– Per l’art. 197 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle le note alle premesse.
Note all’art. 27:
– Si riporta il testo dell’art. 168 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 168 (Domanda di registrazione delle topografie).
– 1. Ogni domanda deve avere per oggetto una sola
topografia di un prodotto a semiconduttori e, qualora
indichi una data di primo sfruttamento commerciale,
corrispondere alla topografia esistente in detta data.
2. Alla domanda di registrazione debbono essere
allegati:
a) una documentazione che consenta l’identificazione
della topografia, in conformita’ alle prescrizioni del
regolamento;
b) una dichiarazione attestante la data del primo
atto di sfruttamento commerciale della topografia qualora
questa data sia anteriore a quella della domanda di
registrazione. Se il richiedente e’ persona diversa da chi
ha effettuato il primo atto di sfruttamento commerciale,
deve dichiarare il rapporto giuridico intercorso con
quest’ultimo;
c) quando vi sia un mandatario l’atto di nomina ai
sensi dell’art. 201;
d) l’eventuale designazione dell’autore o degli
autori della topografia.
3. E’ consentita l’utilizzazione di termini tecnici
stranieri divenuti di uso corrente nel settore specifico.».
Note all’art. 28:
– Si riporta il testo dell’art. 169 decreto legislativo
n. 30 del 2005:
«Art. 169 (Rivendicazione di priorita’). – 1. Quando si
rivendichi la priorita’ di un deposito ai sensi dell’art. 4
si deve unire copia della domanda prioritaria da cui si
rilevino il nome del richiedente, l’entita’ e l’estensione
del diritto di proprieta’ industriale e la data in cui il
deposito e’ avvenuto.
2. Se il deposito e’ stato eseguito da altri, il
richiedente deve anche dare la prova di essere successore o
avente causa del primo depositante.
3. Quando all’estero siano state depositate separate
domande, in date diverse, per le varie parti di uno stesso
marchio e di tali parti si voglia rivendicare il diritto di
priorita’, per ognuna di esse, ancorche’ costituiscano un
tutto unico, deve depositarsi separata domanda. Ove con una
sola domanda siano rivendicate piu’ registrazioni o piu’
depositi delle dette diverse parti di uno stesso marchio,
alle nuove domande separate si applica l’art. 158, commi 1
e 2.
4. Quando siano state depositate separate domande, in
date diverse, per le varie parti di una stessa invenzione,
il diritto di priorita’ puo’ essere rivendicato con una
unica domanda se vi sia unita’ di invenzione. Nel caso che
con una sola domanda siano rivendicati piu’ depositi e non
si riscontri l’unita’ inventiva, alle nuove domande
separate e’ applicabile l’art. 161.
5. Quando sia intervenuto il decreto ministeriale per
la protezione temporanea dei nuovi marchi apposti su
prodotti o su materiali inerenti alla prestazione del
servizio, che hanno figurato in una esposizione e si
rivendichino i diritti di priorita’ per tale protezione
temporanea, il richiedente deve allegare alla domanda di
registrazione un certificato del comitato esecutivo o
direttivo o della presidenza dell’esposizione, avente il
contenuto prescritto nel relativo regolamento.
6. La brevettazione o la registrazione vengono
effettuate senza menzione della priorita’, qualora entro
sei mesi dalla data di deposito della domanda non vengano
prodotti, nelle forme dovute, i documenti di cui al comma
1. Per le invenzioni e i modelli di utilita’ il termine per
deposito di tali documenti e’ di sedici mesi dalla data
della domanda anteriore, di cui si rivendica la priorita’,
se tale termine e’ piu’ favorevole al richiedente.
7. Qualora la priorita’ di un deposito compiuta agli
effetti delle convenzioni internazionali vigenti venga
comunque rifiutata, nel titolo di proprieta’ industriale
deve farsi analoga annotazione del rifiuto.
8. La rivendicazione di priorita’ nella domanda di
privativa per nuova varieta’ vegetale e’ rifiutata se e’
effettuata dopo il termine di dodici mesi dalla data di
deposito della prima domanda e se il richiedente non ne ha
diritto. Qualora priorita’ sia rifiutata non se ne fa
menzione nella privativa.».
Note all’art. 29:
– Si riporta il testo degli articoli 172 e 229 del
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 172 (Ritiro, rettifiche, integrazioni della
domanda). – 1. Il richiedente puo’ sempre ritirare la
domanda durante la procedura di esame e nel caso dei
marchi, anche durante la procedura di opposizione, prima
che l’Ufficio italiano brevetti e marchi abbia provveduto
alla concessione del titolo.
2. Il richiedente, prima che l’Ufficio italiano
brevetti e marchi abbia provveduto alla concessione del
titolo o deciso in merito ad una istanza o ad una
opposizione, o comunque prima che la Commissione dei
ricorsi, nei casi in cui sia stato interposto ricorso abbia
provveduto, ha facolta’ di correggere, negli aspetti non
sostanziali, la domanda originariamente depositata o ogni
altra istanza ad essa relativa, nonche’, nel caso di
domanda di brevetto per invenzione o modello di utilita’,
di integrare anche con nuovi esempi o limitare la
descrizione, le rivendicazioni o i disegni originariamente
depositati e, nel caso di domanda di marchio, di limitare o
precisare i prodotti e i servizi originariamente
elencati.».
«Art. 229 (Diritti rimborsabili). – 1. In caso di
rigetto della domanda o di rinuncia alla medesima, prima
che la registrazione sia stata effettuata o il brevetto sia
stato concesso, sono rimborsati i diritti versati, ad
eccezione del diritto di domanda. Il diritto previsto per
il deposito di opposizione e’ rimborsato in caso di
estinzione dell’opposizione ai sensi dell’art. 181, comma
1, lettera b).
2. I rimborsi dei diritti sono autorizzati dal
Ministero delle attivita’ produttive. L’autorizzazione
viene disposta d’ufficio quando i diritti da rimborsare si
riferiscono ad una domanda di registrazione o di brevetto
definitivamente respinta o ad un ricorso accolto. In ogni
altro caso, il rimborso viene effettuato su richiesta
dell’avente diritto, con istanza diretta al Ministero delle
attivita’ produttive.
3. I rimborsi devono essere annotati nel registro dei
brevetti e, ove si riferiscano a domande ritirate o
respinte, vengono annotati nel registro delle domande.».
Note all’art. 30:
– Per il testo dell’art. 173 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 4.
– Si riporta il testo dell’art. 191 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 191 (Scadenza dei termini). – 1. I termini
previsti nel presente codice sono prorogabili su istanza
presentata prima della loro scadenza all’Ufficio italiano
brevetti e marchi, salvo che il termine sia indicato come
improrogabile.
2. Su richiesta motivata la proroga puo’ essere
concessa fino ad un massimo di sei mesi dalla data di
scadenza o di comunicazione con cui l’Ufficio italiano
brevetti e marchi ha fissato il termine.».
Note all’art. 31:
– Per l’art. 173 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 4.
Note all’art. 32:
– Si riporta il testo dell’art. 185 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 185 (Raccolta dei titoli di proprieta’
industriale). – 1. I titoli originali di proprieta’
industriale devono essere firmati dal dirigente
dell’ufficio competente o da un funzionario da lui
delegato.
2. I titoli di proprieta’ industriale, contrassegnati
da un numero progressivo, secondo la data di concessione,
contengono:
a) la data e il numero della domanda;
b) il cognome, il nome, il domicilio del titolare e,
nel caso delle varieta’ vegetali, del costitutore, la
ragione ovvero la denominazione sociale e la sede, se
trattasi di persona giuridica;
c) il cognome, il nome, il domicilio del mandatario,
se vi sia;
d) il cognome ed il nome dell’autore;
e) gli estremi della priorita’ rivendicata;
f) nel caso delle varieta’ vegetali, il genere o la
specie di appartenenza della nuova varieta’ vegetale e la
relativa denominazione.
3. Gli originali dei titoli di proprieta’ industriale
sono raccolti in registri.
4. Una copia certificata conforme del titolo di
proprieta’ industriale e’ trasmessa al titolare. Nel caso
delle privative per varieta’ vegetali l’ufficio informa il
MIPAF della concessione.».
– Per l’art. 197 del decreto legislativo n. 30 del 2005
si veda nelle note alle premesse.
Note all’art. 33:
– Si riporta il testo dell’art. 186 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 186 (Visioni e pubblicazioni). – 1. La raccolta
dei titoli di proprieta’ industriale e la raccolta delle
domande possono essere consultate dal pubblico, dietro
autorizzazione dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, in
seguito a domanda.
2. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, a partire dai
termini stabiliti per l’accessibilita’ al pubblico delle
domande, tiene a disposizione gratuita del pubblico,
perche’ possano essere consultate, le domande di
brevettazione o di registrazione. Il pubblico puo’ pure
consultare, nello stesso modo, le descrizioni ed i disegni
relativi ai titoli di proprieta’ industriale e gli allegati
alle domande nelle quali si sia rivendicata la priorita’ di
precedenti depositi.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’ consentire
che si estragga copia delle domande, delle descrizioni e
dei disegni, nonche’ degli altri documenti di cui e’
consentita la visione al pubblico, a chi ne faccia domanda
subordinatamente a quelle cautele che siano ritenute
necessarie per evitare ogni guasto o deterioramento dei
documenti a disposizione del pubblico.
4. Le copie per le quali si chiede l’autenticazione di
conformita’ all’esemplare messo a disposizione del pubblico
devono essere in regola con l’imposta di bollo. Il
Ministero delle attivita’ produttive puo’ tuttavia
stabilire che alla copiatura o comunque alla riproduzione,
anche fotografica, degli atti e dei documenti anzidetti
provveda esclusivamente l’Ufficio, previo pagamento dei
diritti di segreteria.
5. Le copie di estratti dei titoli di proprieta’
industriale e di certificati relativi a notizie da estrarsi
dalla relativa documentazione, nonche’ i duplicati degli
originali, sono fatti esclusivamente dall’Ufficio italiano
brevetti e marchi in seguito ad istanza nella quale sia
indicato il numero d’ordine del titolo del quale si chiede
la copia o l’estratto.
6. La certificazione di autenticita’ delle copie e’
soggetta all’imposta di bollo e al pagamento dei diritti di
segreteria da corrispondersi all’Ufficio italiano brevetti
e marchi per ogni foglio e per ogni tavola di disegno.
7. La misura dei diritti previsti dal presente codice
e’ stabilita con decreto del Ministro delle attivita’
produttive, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze. Sono determinate, nello stesso modo, le
tariffe per i lavori di copiatura e quelli di riproduzione
fotografica, ai quali provvede l’Ufficio italiano brevetti
e marchi.
8. I titoli di proprieta’ industriale, distinti per
classi, e le trascrizioni avvenute, sono pubblicati, almeno
mensilmente, nel Bollettino ufficiale previsto per ciascun
tipo di titoli dagli articoli 187, 188, 189 e 190. La
pubblicazione conterra’ le indicazioni fondamentali
comprese in ciascun titolo e, rispettivamente, nelle
domande di trascrizione. Il Bollettino potra’ contenere,
inoltre, sia gli indici analitici dei diritti di proprieta’
industriale, sia gli indici alfabetici dei titolari ed in
esso potranno pure pubblicarsi i riassunti delle
descrizioni.
9. Il Bollettino puo’ essere distribuito gratuitamente
alle Camere di commercio, nonche’ agli enti indicati in un
elenco da compilarsi a cura del Ministro delle attivita’
produttive.».
Note all’art. 34:
– Per l’art. 201 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 16.
Note all’art. 38:
– Si riporta il testo degli articoli 109, comma 1, 37,
227 e 192 del decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 109 (Durata della protezione). – 1. Il diritto di
costitutore, concesso a norma di questo codice, dura venti
anni a decorrere dalla data della sua concessione. Per gli
alberi e le viti tale diritto dura trent’anni dalla data
della sua concessione.
«Art. 37 (Durata della protezione). – 1. La
registrazione del disegno o modello dura cinque anni a
decorrere dalla data di presentazione della domanda. Il
titolare puo’ ottenere la proroga della durata per uno o
piu’ periodi di cinque anni fino ad un massimo di
venticinque anni dalla data di presentazione della domanda
di registrazione.».
«Art. 227 (Diritti per il mantenimento in vita dei
titoli di proprieta’ industriale). – 1. Tutti i diritti
previsti per il mantenimento in vita dei titoli di
proprieta’ industriale devono essere pagati
anticipatamente, entro il mese corrispondente a quello in
cui e’ stata depositata la domanda, trascorso il periodo
coperto dal precedente pagamento.
2. Trascorso questo termine di scadenza, il pagamento
e’ ammesso nei sei mesi successivi con l’applicazione di un
diritto di mora, il cui ammontare e’ determinato per
ciascun diritto di proprieta’ industriale dal Ministero
delle attivita’ produttive, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze.
3. Possono pagarsi anticipatamente piu’ diritti
annuali.
4. Nel caso di cui all’art. 6, comma 1, tutti i
soggetti sono tenuti solidalmente al pagamento dei diritti
di mantenimento.».
«Art. 192 (Continuazione della procedura). – 1. Quando
il richiedente o il titolare di un diritto di proprieta’
industriale non abbia osservato un termine fissato
dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, relativamente ad
una procedura di fronte allo stesso Ufficio, che comporti
il rigetto della domanda o istanza o la decadenza di un
diritto, la procedura e’ ripresa su richiesta del
richiedente o titolare accompagnata dalla prova
dell’avvenuta osservanza di quanto era richiesto entro il
termine precedentemente scaduto.
2. La richiesta deve essere presentata entro due mesi
dal termine non osservato.
3. La disposizione di cui al presente articolo non e’
applicabile ai termini riguardanti la procedura di
opposizione.».
Note all’art. 40:
– Per il testo dell’art. 138 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 10.
– Per l’art. 173 del decreto legislativo n. 30 del 2005
si veda nelle note all’art. 4.
Note all’art. 41:
– Per l’art. 197 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note alle premesse.
Note all’art. 42:
– Per l’art. 147 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note alle premesse.
– Per l’art. 173 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 4.
Note all’art. 43:
– Per il testo dell’art. 186 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda nelle note all’art. 33.
– Si riporta il testo degli articoli 187, 188, 189 e
190 del decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 187 (Bollettino ufficiale dei marchi d’impresa).
– 1. Il Bollettino ufficiale dei marchi d’impresa, da
pubblicarsi con cadenza almeno mensile da parte
dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, contiene almeno le
seguenti notizie relative a:
a) domande ritenute registrabili ai sensi dell’art.
170, comma 1, lettera a), con l’indicazione dell’eventuale
priorita’;
b) domande conseguenti alla richiesta di
trasformazione di marchio comunitario con l’indicazione
della data di deposito della relativa domanda;
c) registrazioni;
d) registrazioni accompagnate dall’avviso di cui
all’art. 179, comma 2;
e) rinnovazioni;
f) domande di trascrizione degli atti indicati da
questo codice e trascrizioni avvenute.
2. I dati identificativi delle domande e delle
registrazioni, oltre quelli specifici indicati al comma 1,
lettere a), b) e d), ed ai relativi numeri e date, sono
quelli di cui all’art. 156.
3. Il Bollettino ufficiale e’ corredato da indici
analitici, almeno alfabetici per titolari, numerici e per
classi.».
«Art. 188 (Bollettino ufficiale delle nuove varieta’
vegetali). – 1. La comunicazione al pubblico prevista
dall’art. 30 della Convenzione internazionale per la
protezione delle novita’ vegetali (UPOV) – testo di Ginevra
del 19 marzo 1991, ratificata con legge 23 marzo 1998, n.
110, si effettua mediante pubblicazione di un “Bollettino
ufficiale delle nuove varieta’ vegetali” edito a cura
dell’Ufficio.
2. Il Bollettino ha frequenza almeno semestrale e
contiene:
a) l’elenco delle domande di privative, distinte per
specie, indicante, oltre il numero e la data di deposito
della domanda, il nome e l’indirizzo del richiedente ed il
nome dell’autore se persona diversa dal richiedente, la
denominazione proposta ed una descrizione succinta della
varieta’ vegetale della quale e’ richiesta la protezione;
b) l’elenco delle privative concesse, per genere e
specie, indicante il numero e la data di deposito della
corrispondente domanda, il nome e l’indirizzo del titolare
e la denominazione varietale definitivamente attribuita;
c) ogni altra informazione di pubblico interesse.
3. Il Bollettino e’ inviato gratuitamente, in scambio,
ai competenti uffici degli altri Stati membri dell’Union
pour la protection des obtentions vegetales (U.P.O.V.).».
«Art. 189 (Bollettino ufficiale di brevetti
d’invenzione e modelli d’utilita’, registrazioni di disegni
e modelli, topografie di prodotti a semiconduttori). – 1.
Il Bollettino ufficiale di brevetti d’invenzione e modelli
d’utilita’, registrazioni di disegni e modelli, topografie
di prodotti a semiconduttori, da pubblicarsi con cadenza
almeno mensile da parte dell’Ufficio italiano brevetti e
marchi, contiene almeno le seguenti notizie relative a:
a) domande di brevetto o di registrazione con
l’indicazione dell’eventuale priorita’ o richiesta di
differimento dell’accessibilita’ al pubblico;
b) brevetti e registrazioni concessi;
c) brevetti e registrazioni decaduti per mancato
pagamento delle tasse previste per il mantenimento annuale;
d) brevetti e registrazioni offerti in licenza al
pubblico;
e) brevetti e registrazioni oggetto di decreto di
espropriazione o di licenza obbligatoria;
f) brevetti e registrazioni oggetto di conversione;
g) domande di trascrizione degli atti di cui all’art.
138 e trascrizioni avvenute.
2. I dati identificativi di domande, brevetti e
registrazioni, oltre quelli specifici indicati al comma 1,
lettere a), d) ed e), ed ai relativi numeri e date, sono
quelli di cui agli articoli 160, comma 1, 167, comma 1,
168, commi 1 e 2, lettere b) e d).
3. Il Bollettino ufficiale e’ corredato da indici
analitici, almeno alfabetici per titolari, numerici e per
classi.».
«Art. 190 (Bollettino ufficiale dei certificati
complementari per i medicinali e per i prodotti
fitosanitari). – 1. Il Bollettino ufficiale delle domande e
dei certificati complementari per i medicinali e per i
prodotti fitosanitari, da pubblicarsi con cadenza almeno
mensile da parte dell’Ufficio italiano brevetti e marchi,
contiene almeno le notizie previste dall’art. 11 dei
regolamenti CEE n. 1768/92 del Consiglio, del 18 giugno
1992 e (CE) n. 1610/96 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 luglio 1996.».
– Per l’art. 172 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 29.
Note all’art. 44:
– Per l’art. 187 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 43.
– Si riporta il testo degli articoli 120, 156 e 157 del
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 120 (Giurisdizione e competenza). – 1. Le azioni
in materia di proprieta’ industriale i cui titoli sono
concessi o in corso di concessione si propongono avanti
l’autorita’ giudiziaria dello Stato, qualunque sia la
cittadinanza, il domicilio o la residenza delle parti. Se
l’azione di nullita’ o quella di contraffazione sono
proposte quando il titolo non e’ stato ancora concesso, la
sentenza puo’ essere pronunciata solo dopo che l’Ufficio
italiano brevetti e marchi ha provveduto sulla domanda di
concessione, esaminandola con precedenza rispetto a domande
presentate in data anteriore. Il giudice, tenuto conto
delle circostanze, dispone la sospensione del processo, per
una o piu’ volte, fissando con il medesimo provvedimento
l’udienza in cui il processo deve proseguire.
2. Le azioni previste al comma 1 si propongono davanti
all’autorita’ giudiziaria del luogo in cui il convenuto ha
la residenza o il domicilio e, se questi sono sconosciuti,
del luogo in cui il convenuto ha la dimora, salvo quanto
previsto nel comma 3. Quando il convenuto non ha residenza,
ne’ domicilio ne’ dimora nel territorio dello Stato, le
azioni sono proposte davanti all’autorita’ giudiziaria del
luogo in cui l’attore ha la residenza o il domicilio.
Qualora ne’ l’attore, ne’ il convenuto abbiano nel
territorio dello Stato residenza, domicilio o dimora e’
competente l’autorita’ giudiziaria di Roma.
3. L’indicazione di domicilio effettuata con la domanda
di registrazione o di brevettazione e annotata nel registro
vale come elezione di domicilio esclusivo, ai fini della
determinazione della competenza e di ogni notificazione di
atti di procedimenti davanti ad autorita’ giurisdizionali
ordinarie o amministrative. Il domicilio cosi’ eletto puo’
essere modificato soltanto con apposita istanza di
sostituzione da annotarsi sul registro a cura dell’Ufficio
italiano brevetti e marchi.
4. La competenza in materia di diritti di proprieta’
industriale appartiene ai tribunali espressamente indicati
a tale scopo dal decreto legislativo 27 giugno 2003, n.
168.
5. Per tribunali dei marchi e dei disegni e modelli
comunitari ai sensi dell’art. 91 del regolamento (CE) n.
40/94 e dell’art. 80 del regolamento (CE) n. 2002/6 si
intendono quelli di cui al comma 4.
6. Le azioni fondate su fatti che si assumono lesivi
del diritto dell’attore possono essere proposte anche
dinanzi all’autorita’ giudiziaria dotata di sezione
specializzata nella cui circoscrizione i fatti sono stati
commessi.».
«Art. 156 (Domanda di registrazione di marchio). – 1.
La domanda di registrazione di marchio deve contenere:
a) l’identificazione del richiedente ed anche del
mandatario, se vi sia;
b) la eventuale rivendicazione della priorita’ ovvero
della data da cui decorrono gli effetti della domanda in
seguito ad accoglimento di conversione di precedente
domanda comunitaria o di registrazione internazionale ai
sensi del protocollo relativo all’Accordo di Madrid per la
registrazione internazionale dei marchi del 27 giugno 1989,
ratificato con legge 12 marzo 1996, n. 169;
c) la riproduzione del marchio;
d) l’elenco dei prodotti o dei servizi che il marchio
e’ destinato a contraddistinguere, raggruppati secondo le
classi della classificazione di cui all’Accordo di Nizza
sulla classificazione internazionale dei prodotti e dei
servizi ai fini della registrazione dei marchi, testo di
Ginevra del 13 maggio 1997, ratificato con legge 27 aprile
1982, n. 243.
2. Quando vi sia mandatario, alla domanda deve essere
unito l’atto di nomina ai sensi dell’art. 201.».
«Art. 157 (Domanda di registrazione di marchio
collettivo). – 1. Alla domanda di registrazione per marchio
collettivo deve unirsi oltre ai documenti di cui all’art.
156, comma 1, anche copia dei regolamenti di cui all’art.
11.».
– Per il testo degli articoli 158 e 159 del decreto
legislativo n. 30 del 2005, si vedano rispettivamente le
note agli articoli 14 e 18.
– Si riporta il testo dell’art. 179 del decreto
legislativo n. 30 del 2005.
«Art. 179 (Estensione della protezione). – 1. Se il
richiedente intende estendere la protezione del marchio
all’estero ai sensi dell’Accordo di Madrid per la
registrazione internazionale dei marchi, testo di Stoccolma
del 14 luglio 1967, ratificato con legge 28 aprile 1976, n.
424, l’Ufficio italiano brevetti e marchi, anche se e’ gia’
stata proposta un’opposizione, procede alla registrazione
ed effettua le relative annotazioni.
2. Se la domanda di marchio, di cui al comma 1, non e’
gia’ stata pubblicata, la pubblicazione della registrazione
e’ accompagnata, in tale caso, dall’avviso che tale
pubblicazione e’ termine iniziale per l’opposizione.
L’accoglimento dell’opposizione determina la radiazione
totale o parziale del marchio.».
Note all’art. 45:
– Per l’art. 198 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 7.
– Si riporta il testo dell’art. 76 della Convenzione
sul brevetto europeo:
«Art. 76 (Domande divisionali europee). – 1. Una
domanda divisionale di brevetto europeo deve essere
depositata direttamente presso l’Ufficio europeo dei
brevetti conformemente al regolamento di esecuzione. Puo’
essere depositata soltanto per elementi che non si
estendono oltre il contenuto della domanda iniziale nel
testo depositato in principio; nella misura in cui tale
esigenza e’ soddisfatta, la domanda divisionale e’
considerata depositata alla data di deposito della domanda
iniziale e beneficia del suo diritto di priorita’.
2. Sono considerati designati nella domanda divisionale
di brevetto europeo tutti gli Stati contraenti designati
nella domanda iniziale al momento del deposito di una
domanda divisionale.».
– Per l’art. 161 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 23.
– Si riporta il testo degli articoli 150, 154, 149 e
152 del decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 150 (Trasmissione della domanda di brevetto
europeo). – 1. Le domande di brevetto europeo il cui
oggetto, ad avviso del servizio militare brevetti del
Ministero della difesa, e’ manifestamente non suscettibile
di essere vincolato al segreto per motivi di difesa
militare, sono trasmesse, a cura dell’Ufficio italiano
brevetti e marchi, all’Ufficio europeo dei brevetti nel
piu’ breve termine possibile e, comunque, entro sei
settimane dalla data del loro deposito.
2. Nel caso in cui le domande di brevetto europeo si
considerano ritirate a norma dell’art. 77, paragrafo 5,
della Convenzione sul brevetto europeo, il richiedente,
entro tre mesi dalla data di ricezione della comunicazione,
ha facolta’ di chiedere la trasformazione della domanda in
domanda di brevetto italiano per invenzione industriale.
3. Fatte salve le disposizioni a tutela del segreto
sulle invenzioni interessanti la difesa militare del Paese,
l’Ufficio italiano brevetti e marchi qualora non siano
ancora trascorsi venti mesi dalla data di deposito o di
priorita’, trasmette copia della richiesta di
trasformazione di cui al comma 2 ai servizi centrali degli
altri Stati indicati nella richiesta medesima, allegando
una copia della domanda di brevetto europeo prodotta
dall’istante.».
«Art. 154 (Trasmissione della domanda internazionale).
– 1. L’Ufficio italiano brevetti e marchi trasmette
all’Ufficio internazionale e all’amministrazione che viene
incaricata della ricerca la domanda internazionale entro i
termini previsti dalle regole 22 e 23 del regolamento di
esecuzione del Trattato di cooperazione in materia di
brevetti.
2. Se quindici giorni prima della data di scadenza del
termine per la trasmissione dell’esemplare originale della
domanda internazionale, fissato dalla regola 22 del
regolamento di esecuzione del Trattato di cooperazione in
materia di brevetti, e’ pervenuta dal Ministero della
difesa l’imposizione del vincolo del segreto, l’Ufficio ne
da’ comunicazione al richiedente, diffidandolo ad osservare
l’obbligo del segreto.
3. Entro novanta giorni dalla data di comunicazione di
cui al comma 2, puo’ essere chiesta la trasformazione della
domanda internazionale in una domanda nazionale che assume
la stessa data di quella internazionale; se la
trasformazione non viene richiesta, la domanda si intende
ritirata.».
«Art. 149 (Deposito delle domande di brevetto europeo).
– 1. Le domande di brevetto europeo possono essere
depositate presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi
secondo le modalita’ previste dal regolamento di
attuazione.
2. Si applicano le disposizioni dell’art. 198, commi 1
e 2. Ai fini dell’applicazione di tali disposizioni, la
domanda deve essere corredata da una copia delle
descrizioni e delle rivendicazioni redatte in lingua
italiana, nonche’ degli eventuali disegni.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi informa
immediatamente l’Ufficio europeo dei brevetti dell’avvenuto
deposito della domanda.».
«Art. 152 (Requisiti della domanda internazionale). –
1. La domanda internazionale deve essere conforme alle
disposizioni del Trattato di cooperazione in materia di
brevetti del 19 giugno 1970, ratificato con legge 26 maggio
1978, n. 260, e del suo regolamento di esecuzione.
2. Ai soli fini dell’applicazione dell’art. 198, commi
1 e 2, la domanda deve essere corredata da una copia della
descrizione e delle rivendicazioni in lingua italiana,
nonche’ degli eventuali disegni.
3. La domanda internazionale e ciascuno dei documenti
allegati, ad eccezione di quelli comprovanti il pagamento
delle tasse, devono essere depositati in un originale e due
copie. Le copie mancanti sono approntate dall’Ufficio
italiano brevetti e marchi a spese del richiedente.».
– Si riporta il testo dell’art. 198, commi 12-23, del
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«12. L’invenzione deve essere, altresi’, tenuta segreta
nel caso previsto dal comma 6, dopo che sia stata
comunicata all’interessato la determinazione di promuovere
l’espropriazione con imposizione del segreto.
13. L’obbligo del segreto cessa qualora il Ministero
della difesa lo consenta.
14. La violazione del segreto e’ punita ai termini
dell’art. 262 del codice penale.
15. Il Ministero della difesa puo’ chiedere che le
domande di brevetto per le invenzioni industriali di
organismi dipendenti o vigilati siano mantenute segrete.
16. Qualora, per invenzione interessante la difesa
militare del Paese, il Ministero della difesa richieda o,
nell’ipotesi di differimento di cui al comma 6, consenta la
concessione del brevetto, la procedura relativa si svolge,
su domanda dello stesso Ministero, in forma segreta. In
tale caso non si effettua alcuna pubblicazione e non si
consentono le visioni nel presente codice.
17. In caso di esposizioni da tenersi nel territorio
dello Stato, il Ministero della difesa ha facolta’,
mediante propri funzionari od ufficiali, di procedere a
particolareggiato esame degli oggetti e dei trovati
consegnati per l’esposizione che possano ritenersi utili
alla difesa militare del Paese ed ha facolta’ altresi’ di
assumere notizie e chiedere chiarimenti sugli oggetti e
trovati stessi.
18. Gli enti organizzatori di esposizioni devono
consegnare ai suddetti funzionari o ufficiali gli elenchi
completi degli oggetti da esporre riferentisi ad invenzioni
industriali non protette ai sensi del presente codice.
19. I funzionari e gli ufficiali di cui al comma 17
possono imporre all’ente stesso il divieto di esposizione
degli oggetti utili alla difesa militare del Paese.
20. Il Ministero della difesa, a mezzo raccomandata con
avviso di ricevimento, deve dare notizia alla presidenza
dell’esposizione e agli interessati del divieto di
esposizione, diffidandoli circa l’obbligo del segreto. La
presidenza dell’esposizione deve conservare gli oggetti
sottoposti al divieto di esposizione con il vincolo di
segreto sulla loro natura.
21. Nel caso che il divieto di esposizione venga
imposto dopo che gli oggetti siano stati esposti, gli
oggetti stessi devono essere subito ritirati senza,
peraltro, imposizione del vincolo del segreto.
22. E’ fatta salva, in ogni caso, la facolta’ del
Ministero della difesa, per gli oggetti che si riferiscono
ad invenzioni riconosciute utili alla difesa militare del
Paese, di procedere all’espropriazione dei diritti
derivanti dall’invenzione ai sensi delle norme relative
all’espropriazione contenute nel presente codice.
23. Qualora non sia rispettato il divieto di
esposizione, i responsabili dell’abusiva esposizione sono
puniti con la sanzione amministrativa da 25,00 euro a
13.000,00 euro.».
Note all’art. 46:
– Si riporta il testo degli articoli 176 e 177 del
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 176 (Deposito dell’opposizione). – 1. I soggetti
legittimati ai sensi dell’art. 177 possono presentare
all’Ufficio italiano brevetti e marchi opposizione la
quale, a pena di inammissibilita’, deve essere scritta,
motivata e documentata, entro il termine perentorio di tre
mesi dalle date indicate nell’art. 175, comma 1, lettere
a), b) e c), avverso gli atti ivi indicati.
2. L’opposizione, che puo’ riguardare una sola domanda
o registrazione di marchio, deve contenere a pena di
inammissibilita’:
a) in relazione al marchio oggetto dell’opposizione,
l’identificazione del richiedente, il numero e la data
della domanda della registrazione e i prodotti ed i servizi
contro cui e’ proposta l’opposizione;
b) in relazione al marchio o diritto dell’opponente,
l’identificazione del marchio o dei marchi anteriori di cui
all’art. 12, comma 1, lettere d) ed e), nonche’ dei
prodotti e servizi sui quali e’ basata l’opposizione oppure
del diritto di cui all’art. 8;
c) i motivi su cui si fonda l’opposizione.
3. L’opposizione si considera ritirata se non e’
comprovato il pagamento dei diritti di opposizione entro i
termini e con le modalita’ stabiliti dal decreto di cui
all’art. 226.
4. Chi presenta l’opposizione deve depositare entro il
termine perentorio di due mesi dalla data di scadenza del
termine per il raggiungimento di un accordo di
conciliazione di cui all’art. 178, comma 1:
a) copia della domanda o del certificato di
registrazione del marchio su cui e’ basata l’opposizione,
ove non si tratti di domande o di certificati nazionali e,
se del caso, la documentazione relativa al diritto di
priorita’ o di preesistenza di cui esso beneficia, nonche’
la loro traduzione in lingua italiana; nel caso della
preesistenza, questa deve essere gia’ stata rivendicata in
relazione a domanda od a registrazione di marchio
comunitario;
b) ogni altra documentazione a prova dei fatti
addotti;
c) la documentazione necessaria a dimostrare la
legittimazione a presentare opposizione, qualora il marchio
anteriore non risulti a suo nome dal Registro tenuto
dall’Ufficio italiano brevetti e marchi;
d) l’atto di nomina ai sensi dell’art. 201, se e’
stato nominato un mandatario.
5. Con l’opposizione possono farsi valere gli
impedimenti alla registrazione del marchio previsti
dall’art. 12, comma 1, lettere d) ed e), per tutti o per
una parte dei prodotti o servizi per i quali e’ stata
chiesta la registrazione, e la mancanza del consenso alla
registrazione da parte degli aventi diritto di cui all’art.
8.».
«Art. 177 (Legittimazione all’opposizione). – 1. Sono
legittimati all’opposizione:
a) il titolare di un marchio gia’ registrato nello
Stato o con efficacia nello Stato da data anteriore;
b) il soggetto che ha depositato nello Stato domanda
di registrazione di un marchio in data anteriore o avente
effetto nello Stato da data anteriore in forza di un
diritto di priorita’ o di una valida rivendicazione di
preesistenza;
c) il licenziatario dell’uso esclusivo del marchio;
d) le persone, gli enti e le associazioni di cui
all’art. 8.».
– Per l’art. 8 del decreto legislativo n. 30 del 2005,
si veda nelle note all’art. 12.
Note all’art. 47:
– Si riporta il testo dell’art. 225 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 225 (Diritti di concessione e di mantenimento). –
1. Per le domande presentate al Ministero delle attivita’
produttive al fine dell’ottenimento di titoli di proprieta’
industriale, per le concessioni, le opposizioni, le
trascrizioni, il rinnovo e’ dovuto il pagamento
dell’imposta di bollo, nonche’ delle tasse di concessione
governativa e dei diritti la cui determinazione, in
relazione a ciascun titolo o domanda ed all’intervallo di
tempo al quale si riferiscono, viene effettuata con
apposito decreto dal Ministro delle attivita’ produttive,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
2. La tassa individuale di designazione dell’Italia
nella domanda di registrazione internazionale di marchio,
nella designazione posteriore o nell’istanza di rinnovo
applicabile ai marchi internazionali esteri che chiedono la
protezione sul territorio italiano tramite l’Organizzazione
mondiale della proprieta’ intellettuale di Ginevra, ai
sensi del Protocollo relativo all’Accordo di Madrid per la
registrazione internazionale dei marchi del 27 giugno 1989,
ratificato con legge 12 marzo 1996, n. 169, e’ fissata
nella misura del novanta per cento dei diritti previsti per
il deposito della concessione di un marchio nazionale
ovvero della rinnovazione.».
Note all’art. 48:
– Per l’art. 176 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 46.
– Si riporta il testo dell’art. 178, comma 1, del
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 178 (Esame dell’opposizione e decisioni). – 1.
Scaduto il termine di cui all’art. 176, comma 1, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, verificate la ricevibilita’ e
l’ammissibilita’ dell’opposizione ai sensi degli articoli
148, comma 1, e 176, comma 2, entro due mesi dalla data di
scadenza del termine per il pagamento dei diritti di cui
all’art. 225, comunica l’opposizione al richiedente la
registrazione con l’avviso, anche all’opponente, della
facolta’ di raggiungere un accordo di conciliazione entro
due mesi dalla data della comunicazione, prorogabile su
istanza comune delle parti.».
– Per l’art. 175 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 20.
– Si riporta il testo dell’art. 12, comma 1, lettere d)
e e), del decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 12 (Novita’). – 1. Non sono nuovi, ai sensi
dell’art. 7, i segni che alla data del deposito della
domanda:
(Omissis);
d) siano identici ad un marchio gia’ da altri
registrato nello Stato o con efficacia nello Stato in
seguito a domanda depositata in data anteriore o avente
effetto da data anteriore in forza di un diritto di
priorita’ o di una valida rivendicazione di preesistenza
per prodotti o servizi identici;
e) siano identici o simili ad un marchio gia’ da
altri registrato nello Stato o con efficacia nello Stato,
in seguito a domanda depositata in data anteriore o avente
effetto da data anteriore in forza di un diritto di
priorita’ o di una valida rivendicazione di preesistenza
per prodotti o servizi identici o affini, se a causa
dell’identita’ o somiglianza fra i segni o dell’identita’ o
affinita’ fra i prodotti o i servizi possa determinarsi un
rischio di confusione per il pubblico, che puo’ consistere
anche in un rischio di associazione fra i due segni;».
– Per gli articoli 8 e 176 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda, rispettivamente, nelle note all’art.
12 e 46.
Note all’art. 49:
– Si riporta il testo dell’art. 8, comma 1 della legge
n. 241 del 7 agosto 1990:
«Art. 8 (Modalita’ e contenuti della comunicazione di
avvio del procedimento). – 1. L’amministrazione provvede a
dare notizia dell’avvio del procedimento mediante
comunicazione personale.
2. Nella comunicazione debbono essere indicati:
a) l’amministrazione competente;
b) l’oggetto del procedimento promosso;
c) l’ufficio e la persona responsabile del
procedimento;
c-bis) la data entro la quale, secondo i termini
previsti dall’art. 2, commi 2 o 3, deve concludersi il
procedimento e i rimedi esperibili in caso di inerzia
dell’amministrazione;
c-ter) nei procedimenti ad iniziativa di parte, la
data di presentazione della relativa istanza;
d) l’ufficio in cui si puo’ prendere visione degli
atti.
3. Qualora per il numero dei destinatari la
comunicazione personale non sia possibile o risulti
particolarmente gravosa, l’amministrazione provvede a
rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante forme
di pubblicita’ idonee di volta in volta stabilite
dall’amministrazione medesima.
4. L’omissione di taluna delle comunicazioni prescritte
puo’ essere fatta valere solo dal soggetto nel cui
interesse la comunicazione e’ prevista.».
– Si riporta il testo dell’art. 181 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 181 (Estinzione della procedura di opposizione).
– 1. La procedura di opposizione si estingue se:
a) il marchio sul quale si fonda l’opposizione e’
stato dichiarato nullo o decaduto con sentenza passata in
giudicato;
b) le parti hanno raggiunto l’accordo di cui all’art.
178, comma 1;
c) l’opposizione e’ ritirata;
d) la domanda, oggetto di opposizione, e’ ritirata o
rigettata con decisione definitiva;
e) chi ha presentato opposizione cessa di essere
legittimato a norma dell’art. 177.».
– Per il testo degli articoli 178, comma 1, 176 e 172
del decreto legislativo n. 30 del 2005, si veda,
rispettivamente, nelle note agli articoli 48, 46 e 29.
Note all’art. 50:
– Per gli articoli 171, 201 e 181 del decreto
legislativo n. 30 del 2005, si veda, rispettivamente nelle
note agli articoli 16 e 49.
Note all’art. 51.
– Si riporta il testo dell’art. 178 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 178 (Esame dell’opposizione e decisioni). – 1.
Scaduto il termine di cui all’art. 176, comma 1, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, verificate la ricevibilita’ e
l’ammissibilita’ dell’opposizione ai sensi degli articoli
148, comma 1, e 176, comma 2, entro due mesi dalla data di
scadenza del termine per il pagamento dei diritti di cui
all’art. 225, comunica l’opposizione al richiedente la
registrazione con l’avviso, anche all’opponente, della
facolta’ di raggiungere un accordo di conciliazione entro
due mesi dalla data della comunicazione, prorogabile su
istanza comune delle parti.
2. In assenza di accordo ai sensi del comma 1, il
richiedente che abbia ricevuto la documentazione di cui
all’art. 176, comma 2, lettere a), b) e c), puo’ presentare
per iscritto le proprie deduzioni entro il termine all’uopo
fissato dall’Ufficio.
3. Nel corso del procedimento di opposizione, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi puo’, in ogni momento, invitare
le parti a presentare nel termine da esso fissato ulteriori
documenti, deduzioni od osservazioni in funzione delle
allegazioni, deduzioni ed osservazioni delle altre parti.
4. Su istanza del richiedente, l’opponente che sia
titolare di marchio anteriore registrato da almeno cinque
anni fornisce i documenti idonei a provare che tale marchio
e’ stato oggetto di uso effettivo, da parte sua o con il
suo consenso, per i prodotti e servizi per i quali e’ stato
registrato e sui quali si fonda l’opposizione, o che vi
siano i motivi legittimi per la mancata utilizzazione. In
mancanza di tale prova, da fornire entro trenta giorni
dalla data di comunicazione dell’istanza da parte
dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, l’opposizione e’
respinta. Se l’uso effettivo e’ provato solo per una parte
dei prodotti o servizi per i quali il marchio anteriore e’
stato registrato, esso, ai soli fini dell’esame
dell’opposizione, si considera registrato solo per quella
parte di prodotti o servizi.
5. L’istanza del richiedente per ottenere la prova
dell’uso effettivo del marchio deve essere presentata non
oltre la data di presentazione delle prime deduzioni ai
sensi del comma 2.
6. In caso di opposizioni relative allo stesso marchio,
le opposizioni successive alla prima sono riunite a questa.
7. Al termine del procedimento di opposizione,
l’Ufficio italiano brevetti e marchi accoglie l’opposizione
stessa respingendo la domanda di registrazione in tutto o
in parte se risulta che il marchio non puo’ essere
registrato per la totalita’ o per una parte soltanto dei
prodotti e servizi indicati nella domanda; in caso
contrario respinge l’opposizione. Nel caso di registrazione
internazionale, l’Ufficio italiano brevetti e marchi emette
rifiuto definitivo parziale o totale ovvero respinge
l’opposizione, dandone comunicazione all’Organizzazione
mondiale della proprieta’ intellettuale (OMPI).».
Note all’art. 52:
– Per gli articoli 178 e 172 del decreto legislativo n.
30 del 2005, si veda, rispettivamente, nelle note agli
articoli 51 e 29.
Note all’art. 53:
– Per l’art. 178 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 51.
Note all’art. 54:
– Si riporta il testo dell’art. 180 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 180 (Sospensione della procedura di opposizione).
– 1. Il procedimento di opposizione e’ sospeso:
a) durante il periodo concesso alle parti, al fine di
pervenire ad un accordo di conciliazione, ai sensi
dell’art. 178, comma 1;
b) se l’opposizione e’ basata su una domanda di
marchio, fino alla registrazione di tale marchio;
c) se l’opposizione e’ basata su un marchio
internazionale, fino a quando non siano scaduti i termini
per il rifiuto o la presentazione di un’opposizione avverso
la registrazione di tale marchio, ovvero si siano conclusi
i relativi procedimenti di esame o di opposizione;
d) se l’opposizione e’ proposta avverso un marchio
nazionale oggetto di riesame in seguito ad osservazioni di
cui all’art. 175, comma 2, fino a quando si sia concluso il
relativo procedimento di riesame;
e) se e’ pendente un giudizio di nullita’ o di
decadenza del marchio sul quale si fonda l’opposizione o
relativo alla spettanza del diritto alla registrazione a
norma dell’art. 118, fino al passaggio in giudicato della
sentenza, laddove il richiedente la registrazione depositi
apposita istanza.
2. Su istanza del richiedente la registrazione, la
sospensione di cui al comma 1, lettera e), puo’ essere
successivamente revocata.
3. Se l’opposizione e’ sospesa ai sensi del comma 1,
lettere c) e d), l’Ufficio italiano brevetti e marchi
esamina con precedenza la domanda di marchio o la
registrazione del marchio internazionale.».
Note all’art. 56:
– Per il testo degli articoli 178 e 229 del decreto
legislativo n. 30 del 2005, si veda, rispettivamente, nelle
note agli articoli 51 e 29.
– Si riporta il testo degli articoli 180, 181 e 182 del
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 180 (Sospensione della procedura di opposizione).
– 1. Il procedimento di opposizione e’ sospeso:
a) durante il periodo concesso alle parti, al fine di
pervenire ad un accordo di conciliazione, ai sensi
dell’art. 178, comma 1;
b) se l’opposizione e’ basata su una domanda di
marchio, fino alla registrazione di tale marchio;
c) se l’opposizione e’ basata su un marchio
internazionale, fino a quando non siano scaduti i termini
per il rifiuto o la presentazione di un’opposizione avverso
la registrazione di tale marchio, ovvero si siano conclusi
i relativi procedimenti di esame o di opposizione;
d) se l’opposizione e’ proposta avverso un marchio
nazionale oggetto di riesame in seguito ad osservazioni di
cui all’art. 175, comma 2, fino a quando si sia concluso il
relativo procedimento di riesame;
e) se e’ pendente un giudizio di nullita’ o di
decadenza del marchio sul quale si fonda l’opposizione o
relativo alla spettanza del diritto alla registrazione a
norma dell’art. 118, fino al passaggio in giudicato della
sentenza, laddove il richiedente la registrazione depositi
apposita istanza.
2. Su istanza del richiedente la registrazione, la
sospensione di cui al comma 1, lettera e), puo’ essere
successivamente revocata.
3. Se l’opposizione e’ sospesa ai sensi del comma 1,
lettere c) e d), l’Ufficio italiano brevetti e marchi
esamina con precedenza la domanda di marchio o la
registrazione del marchio internazionale.».
«Art. 181 (Estinzione della procedura di opposizione).
– 1. La procedura di opposizione si estingue se:
a) il marchio sul quale si fonda l’opposizione e’
stato dichiarato nullo o decaduto con sentenza passata in
giudicato;
b) le parti hanno raggiunto l’accordo di cui all’art.
178, comma 1;
c) l’opposizione e’ ritirata;
d) la domanda, oggetto di opposizione, e’ ritirata o
rigettata con decisione definitiva;
e) chi ha presentato opposizione cessa di essere
legittimato a norma dell’art. 177.».
«Art. 182 (Ricorso). – 1. Il provvedimento col quale
l’Ufficio italiano brevetti e marchi dichiara inammissibile
o respinge l’opposizione e’ comunicato alle parti, le
quali, entro trenta giorni dalla data della comunicazione,
hanno facolta’ di presentare ricorso alla Commissione dei
ricorsi, di cui all’art. 135.».
Note all’art. 57:
– Per il testo degli articoli 181 e 171 del decreto
legislativo n. 30 del 2005, si veda rispettivamente, nelle
note agli articoli 56 e 16.
Note all’art. 58:
– Per il testo degli articoli 182 e 135 del decreto
legislativo n. 30 del 2005, si veda, rispettivamente, nelle
note agli articoli 56 e 5.
Note all’art. 59:
– Si riporta l’art. 193, comma 4, del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«4. Le disposizioni di questo articolo non sono
applicabili ai termini di cui al comma 2, al termine
assegnato per la divisione delle domande di brevettazione e
di registrazione, nonche’ per la presentazione della
domanda divisionale e per la presentazione degli atti di
opposizione alla registrazione dei marchi.».
Note all’art. 60:
– Per l’art. 178 del decreto legislativo n. 30 del
2005, si veda nelle note all’art. 51.
Note all’art. 62:
– Si riporta il testo dell’art. 183 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 183 (Nomina degli esaminatori). – 1. Le
opposizioni sono decise da funzionari nominati per un
periodo di due anni con decreto del direttore generale tra
gli appartenenti alla carriera direttiva o dirigenziale
dell’Ufficio italiano brevetti e marchi e muniti di laurea
in giurisprudenza.
2. La nomina all’incarico di esaminatore giudicante, di
cui al comma 1, rinnovabile e retribuita con compenso da
stabilirsi con decreto del Ministro delle attivita’
produttive, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, e’ riservata a coloro che, in possesso dei
requisiti di cui al comma 1, hanno frequentato con esito
favorevole apposito corso di formazione da organizzarsi da
parte dell’Ufficio italiano brevetti e marchi.
3. Se il numero dei funzionari nominati ai sensi dei
commi 1 e 2 e’ inadeguato in relazione alle opposizioni
depositate, possono essere nominati anche funzionari scelti
fra il personale del Ministero delle attivita’ produttive,
a parita’ di requisiti e formazione, oppure esperti con
notoria conoscenza della materia.
4. Il numero complessivo dei funzionari designati per
l’esame delle opposizioni non puo’ superare le trenta
unita’.».
– Si riporta il testo dell’art. 205, comma 1, del
decreto legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 205 (Incompatibilita’). – 1. L’iscrizione
all’albo dei consulenti in proprieta’ industriale abilitati
e l’esercizio della professione di consulente in proprieta’
industriale sono incompatibili con qualsiasi impiego od
ufficio pubblico o privato ad eccezione del rapporto di
impiego o di cariche rivestite presso societa’, uffici o
servizi specializzati in materia, sia autonomi che
organizzati nell’ambito di enti o imprese, e dell’attivita’
di insegnamento in qualsiasi forma esercitata; con
l’esercizio del commercio, con la professione di notaio, di
giornalista professionista, di mediatore, di agente di
cambio o di esattore dei tributi.».
Note all’art. 66:
– Si riporta il testo dell’art. 213 del decreto
legislativo n. 30 del 2005:
«Art. 213 (Compiti dell’assemblea). – 1. L’assemblea si
riunisce almeno una volta all’anno entro il mese di marzo,
per l’approvazione del conto preventivo e di quello
consuntivo, per la determinazione dell’ammontare del
contributo annuo che deve essere uguale per tutti gli
iscritti e, occorrendo, per l’elezione del Consiglio
dell’ordine, nel qual caso la convocazione deve avvenire
almeno un mese prima della data della sua scadenza.
2. L’assemblea si riunisce inoltre ogni volta il
Consiglio dell’ordine lo reputi necessario, nonche’ quando
ne sia fatta domanda per iscritto con indicazione degli
argomenti da trattare da almeno un decimo degli iscritti
all’albo.».
Note all’art. 67:
– Si riporta il testo del comma 4 dell’art. 223 della
legge 10 febbraio 2005, n. 30:
«4. L’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’ stipulare
convenzioni con regioni, camere di commercio, industria,
artigianato ed agricoltura, enti pubblici e privati
finalizzati allo svolgimento dei propri compiti.».

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33 – Regolamento di attuazione del Codice della proprieta’ industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044) (GU n. 56 del 9-3-2010

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