MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 18 marzo 2009 | Architetto.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 18 marzo 2009

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 18 marzo 2009 - Nuovi criteri, condizioni e modalita' per la concessione delle agevolazioni finanziarie attraverso la sottoscrizione dei contratti d'area. (09A07331) (GU n. 151 del 2-7-2009 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 18 marzo 2009

Nuovi criteri, condizioni e modalita’ per la concessione delle
agevolazioni finanziarie attraverso la sottoscrizione dei contratti
d’area. (09A07331)

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

e con

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto l’art. 2, comma 203, della legge del 23 dicembre 1996, n. 662
e successive modifiche e integrazioni, recante disposizioni in
materia di programmazione negoziata ed in particolare la lettera f)
del suddetto comma che definisce lo strumento del Contratto d’area;
Viste le deliberazioni CIPE n. 29 del 21 marzo 1997, n. 127 dell’11
novembre 1998, n. 31 del 17 marzo 2000, n. 69 del 22 giugno 2000 e n.
171 del 2 dicembre 2005 in materia di programmazione negoziata;
Visto il decreto ministeriale del 31 luglio 2000, n. 320
concernente la «Disciplina per l’erogazione delle agevolazioni
relative ai contratti d’area e ai patti territoriali» come modificato
ed integrato dal decreto ministeriale del 27 aprile 2006, n. 215;
Visto l’art. 8-bis del decreto-legge n. 81 del 2 luglio 2007,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 127 del 3 agosto 2007;
Visto il Regolamento CE n. 800/2008 del 6 agosto 2008 pubblicato
nella G.U.U.E. L 214 del 9 agosto 2008 concernente l’applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato che dichiara alcune categorie di
aiuti compatibili con il mercato comune (Regolamento generale di
esenzione per categoria), nel seguito indicato «Regolamento GBER»;
Visto il Regolamento CE n. 1998/2006 del 15 dicembre 2006 relativo
all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti
d’importanza minore (de minimis) pubblicato nella G.U.U.E. L 379 del
28 dicembre 2006;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese;
Vista la Carta degli aiuti di Stato a finalita’ regionale 2007-2013
approvata dalla Commissione europea il 28 novembre 2007 con decisione
C (2007) 5618 def. cor.;
Sentita la Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano;

Art. 1.
Ambito di applicazione

1. Il presente decreto si applica esclusivamente ai programmi
imprenditoriali da agevolare attraverso le rimodulazioni di risorse
finanziarie, assegnate dal CIPE ai Contratti d’area e ai loro
protocolli aggiuntivi in essere alla data del 31 dicembre 2007, le
cui richieste siano presentate entro il 31 dicembre 2008.
2. Il Ministero dello sviluppo economico, acquisito il parere
favorevole della/e Regione/i interessata/e, autorizza con proprio
decreto la rimodulazione delle risorse oggetto delle richieste di cui
al precedente comma 1, il cui ammontare e’ ridotto del 20% secondo
quanto stabilito dalla deliberazione CIPE n. 31 del 17 marzo 2000. Le
risorse autorizzate, da destinare alle iniziative imprenditoriali, al
netto degli oneri per le relative attivita’ istruttorie, sono
assegnate attraverso bandi emanati dai Responsabili unici ai sensi
del successivo art. 7.

Art. 2.
Soggetti beneficiari e attivita’ ammissibili

1. I soggetti ammissibili alle agevolazioni sono le imprese,
operanti nei settori di attivita’ di cui al comma 4, che promuovono
programmi di investimento nel territorio del Contratto d’area
espressamente indicato nel relativo bando di accesso alle
agevolazioni.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono ammessi alle agevolazioni a
condizione che, alla data della relativa domanda di cui al successivo
art. 8, siano gia’ costituiti ed iscritti nel registro delle imprese
e siano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non siano
aperte nei loro confronti procedure di fallimento o di liquidazione
coatta amministrativa. Le domande presentate dalle imprese
individuali non ancora operanti alla data della domanda possono
essere presentate anche in assenza della predetta iscrizione, purche’
le stesse imprese siano gia’ titolari di partita IVA, potendo
l’iscrizione essere comprovata dall’impresa all’atto della
trasmissione della documentazione di spesa relativa all’ultimo stato
di avanzamento. Ai fini dell’ammissibilita’ alle agevolazioni e’
inoltre necessario che le imprese, alla data di chiusura dei termini
di presentazione delle domande del bando di accesso alle
agevolazioni, abbiano la piena disponibilita’ dell’immobile
dell’unita’ locale ove viene realizzato il programma, rilevabile da
un idoneo titolo di proprieta’, diritto reale di godimento,
locazione, risultante da un atto o un contratto costitutivo di tali
diritti in data certa di fronte a terzi, ovvero da un contratto
preliminare di cui all’art. 1351 del codice civile. Gli atti di cui
sopra devono documentare che la disponibilita’ degli immobili
sussista per tutta la durata del programma di investimenti nonche’
per l’ulteriore periodo di cui al successivo art. 16, comma 1,
lettera b). Alla predetta data di chiusura dei termini di
presentazione delle domande, gli atti o i contratti relativi ai detti
titoli di disponibilita’ devono risultare gia’ registrati, anche nel
rispetto di quanto disposto dall’art. 18 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 131/1986 – Testo unico sull’imposta di registro,
potendo, tuttavia, la registrazione intervenire successivamente solo
qualora la stessa sia a carico del pubblico ufficiale rogante. In
tale ultimo caso, la registrazione e, ove previsto dalla legge, la
trascrizione, devono essere comunque comprovate dall’impresa entro e
non oltre 30 giorni lavorativi dalla chiusura dei termini di
presentazione delle domande di agevolazioni. La registrazione e/o la
trascrizione oltre il suddetto termine comporta l’invalidita’ della
domanda. Alla medesima data tale immobile deve essere gia’
rispondente, in relazione all’attivita’ da svolgere, ai vigenti
specifici vincoli edilizi, urbanistici e di destinazione d’uso. Le
imprese richiedenti le agevolazioni devono, inoltre, trovarsi in
regime di contabilita’ ordinaria.
3. Non sono ammessi a beneficiare delle agevolazioni:
a) le imprese in difficolta’ di cui alla definizione degli
Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la
ristrutturazione di imprese in difficolta’;
b) le imprese che, alla data di presentazione della domanda di cui
al successivo art. 8, hanno ricevuto e non rimborsato o depositato in
un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o
incompatibili dalla Commissione europea;
c) le imprese destinatarie, nei sei anni precedenti la predetta
data di presentazione della domanda, di provvedimenti di revoca
totale di agevolazioni, concesse dal Ministero dello sviluppo
economico, ad eccezione di quelli derivanti da rinunce da parte delle
imprese;
d) le imprese che, alla predetta data di presentazione della
domanda, non hanno restituito agevolazioni godute per le quali e’
stata disposta dal Ministero dello sviluppo economico la
restituzione.
4. Le agevolazioni possono essere concesse per le attivita’ di
seguito indicate:
a) «settore industria»: attivita’ di cui alle sezioni C e D della
classificazione delle attivita’ economiche ISTAT 2002. Inoltre, nei
limiti indicati nell’allegato 1 al presente decreto, le seguenti
attivita’:
i. le attivita’ di produzione e distribuzione di energia
elettrica e di calore di cui alla sezione E della medesima
classificazione;
ii. le attivita’ delle costruzioni di cui alla sezione F della
medesima classificazione;
iii. le attivita’ di servizi; per queste ultime, le imprese
richiedenti le agevolazioni devono essere costituite in forma di
societa’ regolare;
b) «settore turismo»: attivita’ di gestione di strutture
ricettive, cosi’ come individuate dalle normative regionali di
riferimento, quali alberghi, motels, villaggi-albergo, residenze
turistico-alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi
agro-turistici, esercizi di affittacamere, case e appartamenti per
vacanze, case per ferie, ostelli per la gioventu’, rifugi alpini;
attivita’ di tour operator e di agenzia di viaggio e turismo diretta,
congiuntamente o disgiuntamente, alla produzione, organizzazione e
intermediazione di viaggi e soggiorni, ivi compresi i compiti di
assistenza e di accoglienza ai turisti; centri per il benessere della
persona inseriti in strutture ricettive; gestione di stabilimenti
balneari, marittimi, fluviali e lacuali; gestione di strutture
congressuali; gestione di orti botanici, di parchi naturali e del
patrimonio naturale; gestione di porti turistici; gestione di
impianti di risalita (sciovie, slittovie, seggiovie, funivie);
5. Per le tipologie di attivita’ assoggettate a specifiche
discipline, limitazioni o divieti derivanti da disposizioni
comunitarie si applicano le disposizioni stabilite dalle normative
dell’Unione europea riportate nell’allegato 1 al presente decreto.
6. Ai fini del presente decreto, le imprese beneficiarie vengono
classificate di piccola, media o grande dimensione sulla base dei
criteri indicati nell’allegato I al «Regolamento GBER». Relativamente
ai progetti di investimento riguardanti le attivita’ di
trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, come
individuate nell’allegato 1 al presente decreto, possono accedere
alle agevolazioni anche le imprese di grande dimensione che abbiano
meno di 750 dipendenti e/o un fatturato inferiore a 200 milioni di
euro, calcolati a norma dei criteri indicati nel predetto allegato 1
al «Regolamento GBER».

Art. 3.
Programmi di investimento ammissibili

1. Le agevolazioni sono concesse in relazione ad un programma di
investimenti organico e funzionale, promosso nell’ambito della
singola unita’ locale, da solo sufficiente a conseguire gli obiettivi
produttivi, economici ed occupazionali prefissati. A tale riguardo,
per unita’ locale si intende la struttura, anche articolata su piu’
immobili fisicamente separati ma prossimi, finalizzata allo
svolgimento dell’attivita’ ammissibile alle agevolazioni, dotata di
autonomia produttiva, tecnica, organizzativa, gestionale e
funzionale.
2. I programmi di investimento ammissibili alle agevolazioni devono
riguardare esclusivamente la realizzazione di un nuovo impianto e,
limitatamente ai contratti d’area previsti per legge (Avellino e
Salerno), fatto salvo quanto previsto dalla delibera CIPE n. 31 del
17 marzo 2000, anche l’ampliamento di un impianto esistente. A tal
fine, in relazione a ciascuno dei predetti settori di attivita’, si
precisa che:
a) «ampliamento» per il settore «industria», si considera il
programma volto ad accrescere la capacita’ di produzione dei prodotti
esistenti o ad aggiungerne altra relativa a prodotti nuovi
(ampliamento orizzontale) e/o a creare nello stesso stabilimento una
nuova capacita’ produttiva a monte o a valle dei processi produttivi
esistenti (ampliamento verticale);
b) «ampliamento» per il settore «turismo», si considera il
programma volto ad accrescere la capacita’ produttiva attraverso un
potenziamento delle strutture esistenti.
3. La descrizione del programma di investimenti fornita
dall’impresa con la domanda di agevolazioni dovra’ altresi’
evidenziare l’obiettivo occupazionale previsto. Ai fini del calcolo
dell’obiettivo occupazionale, i criteri per la determinazione delle
unita’ lavorative previste sono descritti nell’allegato 2.
4. Ai fini dell’ammissibilita’, il programma non deve essere
avviato prima della presentazione della domanda di agevolazioni di
cui all’art. 8, comma 1 e deve essere ultimato entro 24 mesi dalla
data di sottoscrizione del contratto d’area di cui all’art. 10, comma
1, fatta salva la concessione di un’eventuale proroga da parte del
Responsabile unico secondo le modalita’ indicate dal decreto
ministeriale del 31 luglio 2000, n. 320 e s.m.i. Per avvio del
programma si intende la data del primo titolo di spesa ammissibile.
Il programma di investimenti deve, inoltre, rispettare le
limitazioni, gli obblighi o i divieti derivanti da disposizioni
comunitarie. Sono fatti salvi i minori termini eventualmente previsti
dal Ministero dello sviluppo economico per consentire
l’ammissibilita’ dei programmi medesimi al cofinanziamento
comunitario. Entro trenta giorni dall’ultimazione del programma,
ovvero dal ricevimento del decreto, di cui all’art. 10, comma 1,
qualora a tale data il programma medesimo risulti gia’ ultimato,
l’impresa beneficiaria invia alla banca convenzionata specifica
dichiarazione, resa, ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dal proprio
legale rappresentante o suo procuratore speciale, attestante la data
di ultimazione del programma e quella di entrata in funzione
dell’impianto. La data di entrata in funzione del programma coincide
convenzionalmente con la data di ultimazione; la dichiarazione
relativa alla entrata in funzione puo’ essere resa piu’ volte, per
blocchi funzionalmente autonomi, mano a mano che l’entrata in
funzione stessa si verifichi.
5. Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente
decreto i programmi costituiti da investimenti di mera sostituzione.
6. Fatto salvo quanto previsto all’art. 7, comma 1, lettera b) sono
ammessi alle agevolazioni i programmi di investimento comportanti
spese complessivamente ammissibili non inferiori a 200.000 euro.

Art. 4.
Spese ammissibili

1. Fermo restando quanto previsto dal precedente art. 3, comma 4,
in relazione all’avvio del programma di investimenti, sono
ammissibili le spese riguardanti l’acquisto di immobilizzazioni, come
definite dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile, nella
misura congrua, pertinente e necessaria alle finalita’ del programma
oggetto della domanda di agevolazioni. Dette spese riguardano:
a) suolo aziendale;
b) opere murarie e assimilate;
c) infrastrutture specifiche aziendali;
d) macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica,
ivi compresi quelli necessari all’attivita’ amministrativa
dell’impresa, ed esclusi quelli relativi all’attivita’ di
rappresentanza; mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di
produzione, purche’ dimensionati all’effettiva produzione,
identificabili singolarmente ed al servizio esclusivo dell’impianto
oggetto delle agevolazioni;
e) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e
gestionali dell’impresa, brevetti, licenze, know-how e conoscenze
tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e
processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per
l’attivita’ svolta nell’unita’ locale interessata dal programma. Per
le grandi imprese, tali spese sono ammissibili solo fino al 50%
dell’investimento complessivo ammissibile.
2. Le spese di cui al precedente comma 1 devono essere
capitalizzate. Nell’allegato 3 al presente decreto sono individuati i
limiti all’ammissibilita’ delle singole tipologie di spese, incluse
quelle relative ai servizi annessi, anche tenuto conto degli
orientamenti comunitari in materia e delle specificita’ delle singole
attivita’ ammissibili.
3. Sono inoltre ammissibili, per le sole PMI, le spese di
consulenza connesse al programma di investimenti. Tali spese sono
ammissibili, purche’ capitalizzate, solo fino al 3% dell’importo
complessivo ammissibile degli investimenti.
4. Non sono ammesse le spese per mezzi di trasporto targati, le
spese notarili, quelle relative a imposte e tasse, fatta eccezione
per gli oneri doganali relativi ai beni ammissibili in quanto costi
accessori dei beni stessi, le spese riguardanti scorte, macchinari,
impianti e attrezzature usati, le spese di funzionamento in generale,
ivi comprese quelle di pura sostituzione e le spese relative
all’acquisto di immobili a fronte dei quali siano state concesse, nei
dieci anni antecedenti la data di presentazione della domanda di cui
all’art. 8, comma 1, altre agevolazioni, salvo il caso in cui le
amministrazioni concedenti abbiano revocato e recuperato totalmente
le agevolazioni medesime. Non sono altresi’ ammessi i titoli di spesa
nei quali l’importo complessivo imponibile dei beni agevolati sia
inferiore a 500,00 euro. Non sono ammissibili gli investimenti
realizzati con il sistema della locazione finanziaria ne’ quelli con
commesse interne ne’ quelli realizzati con contratti «chiavi in
mano».
5. Per consentire, in sede di accertamento sull’avvenuta
realizzazione del programma di investimenti o di controlli e
ispezioni, un’agevole ed univoca individuazione fisica dei
macchinari, impianti di produzione ed attrezzature maggiormente
rilevanti oggetto di agevolazioni, l’impresa deve attestare la
corrispondenza delle fatture e degli altri titoli di spesa con il
macchinario, l’impianto o l’attrezzatura stessi. A tal fine il legale
rappresentante dell’impresa deve rendere, ai sensi degli articoli 47
e 76 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 28
dicembre 2000 e s.m.i., una specifica dichiarazione corredata di
apposito elenco, utilizzando lo schema di cui all’allegato 4 ed il
prospetto di cui all’allegato 5. La dichiarazione puo’ essere resa
anche da un procuratore speciale, nel qual caso deve essere prodotta
anche la relativa procura o copia autentica della stessa. I beni
fisici elencati devono essere riscontrabili attraverso l’apposizione,
sui beni stessi, di una specifica targhetta, in materiale plastico o
metallico, punzonata e riportante in modo chiaro e indelebile il
numero con il quale il bene medesimo e’ stato trascritto nell’elenco,
il numero di progetto recato dalla domanda nella quale e’ inserito il
bene e il contratto d’area o relativo protocollo aggiuntivo nel quale
il progetto e’ stato agevolato; a tal fine si puo’ fare riferimento
anche al numero di matricola assegnato dal fornitore. Qualora non si
faccia riferimento a quest’ultimo, ciascun bene deve essere
identificato attraverso un solo numero dell’elenco e non puo’ essere
attribuito lo stesso numero di riferimento a piu’ beni. Dal momento
che l’impresa puo’ essere soggetta a controlli ed ispezioni fin dalla
fase istruttoria, l’elenco dei beni di cui si tratta deve essere
predisposto all’avvio del programma ed aggiornato in relazione a
ciascun acquisto o all’eventuale dismissione dei beni trascritti,
riportando, in quest’ultimo caso, nell’apposita colonna, ai fini
della verifica del rispetto dell’obbligo di cui al successivo art.
16, comma 1, lettera b), gli elementi comprovanti la data della
dismissione medesima (fattura di vendita, documento di trasporto,
fattura o documento interno relativi allo smontaggio, ecc.). Se
l’elenco dei beni e’ composto da piu’ pagine, queste devono essere
numerate progressivamente, timbrate e firmate dal legale
rappresentante dell’impresa beneficiaria o suo procuratore speciale.
La dichiarazione e l’elenco di cui sopra devono essere esibiti
dall’impresa su richiesta del personale incaricato degli
accertamenti, dei controlli o delle ispezioni, nonche’ allegati alla
documentazione di spesa di cui al successivo art. 12, presentata ai
fini di ciascuna erogazione. All’atto della presentazione della
documentazione di spesa, l’elenco dovra’ essere integrato con
l’indicazione del costo di ciascun bene in esso indicato. I beni per
i quali le suddette scritture risultano incomplete o mancanti non
sono ammessi alle agevolazioni.

Art. 5.
Agevolazioni concedibili

1. Le agevolazioni di cui al presente decreto sono concesse nella
forma di contributi in conto impianti.
2. Per i programmi riguardanti investimenti produttivi nelle aree
di cui all’art. 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato UE,
come definite dalla Carta degli aiuti a finalita’ regionale approvata
dalla Commissione europea per il periodo 2007-2013, le agevolazioni,
di cui al comma 1, sono concesse entro i limiti delle intensita’
massime di aiuto ed alle condizioni previste dal «Regolamento GBER»
in relazione agli aiuti a finalita’ regionale.
3. Per i programmi riguardanti investimenti produttivi nelle aree
diverse da quelle di cui all’art. 87, paragrafo 3, lettere a) e c)
del Trattato UE, le agevolazioni, di cui al comma 1, sono concesse
entro i limiti delle intensita’ massime di aiuto ed alle condizioni
previste dal «Regolamento GBER» in relazione agli aiuti agli
investimenti a favore delle PMI.
4. In relazione alle spese di cui all’art. 4, comma 3, possono
essere concesse agevolazioni, in misura pari al 50% in equivalente
sovvenzione lordo e fino ad un valore massimo di 2 milioni di euro
per ciascun programma, alle condizioni previste dal «Regolamento
GBER» in relazione agli aiuti alle PMI per servizi di consulenza.
5. Qualora previsto nel bando di accesso alle agevolazioni, di cui
al successivo art. 7, comma 1, lettera e), le agevolazioni di cui al
comma 1, possono essere concesse alle condizioni previste dal
Regolamento CE n. 1998/2006 del 15 dicembre 2006 relativo
all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti
d’importanza minore (de minimis) pubblicato nella G.U.U.E. L 379 del
28 dicembre 2006.
6. La misura delle agevolazioni e’ definita in termini di
intensita’ massime rispetto alle spese ammissibili, calcolate in
equivalente sovvenzione lordo (ESL) che esprime il valore
attualizzato dell’aiuto espresso come percentuale del valore
attualizzato delle spese ammissibili. Le spese ammissibili e le
agevolazioni erogabili in diverse quote sono attualizzati al momento
della concessione. Il tasso di interesse da applicare ai fini
dell’attualizzazione e’ il tasso di riferimento applicabile al
momento della concessione. Tale tasso e’ determinato a partire dal
tasso base fissato dalla Commissione europea e pubblicato sul sito
Internet all’indirizzo seguente:
http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/legislation/reference
rates.html.
7. Le misure delle agevolazioni concedibili ai sensi del precedente
comma 1, distinte per dimensione d’impresa ed area geografica, sono
indicate nell’allegato n. 6 al presente decreto.
8. Per i programmi di investimento di seguito indicati la
concessione delle agevolazioni e’ subordinata alla notifica della
stessa alla Commissione dell’Unione europea ed all’approvazione da
parte di quest’ultima:
a) programmi riguardanti investimenti produttivi proposti da PMI
in aree diverse da quelle di cui all’art. 87, paragrafo 3, lettere a)
e c) del Trattato UE che prevedono un contributo superiore a 7,5
milioni di euro;
b) grandi progetti di investimento, cosi’ come individuati dal
predetto «Regolamento GBER», relativamente a programmi riguardanti
investimenti produttivi nelle aree di cui all’art. 87, paragrafo 3,
lettere a) e c) del Trattato UE definite dalla Carta degli aiuti a
finalita’ regionale approvata dalla Commissione europea per il
periodo 2007-2013.
9. L’ammontare minimo di mezzi apportati dall’impresa proponente
per la copertura finanziaria del programma di investimenti non deve
essere inferiore al 30% dell’investimento ammissibile, come previsto
dall’art. 10, comma 3, del decreto ministeriale del 31 luglio 2000,
n. 320 e s.m.i. A tal fine vengono considerati tutti i mezzi di
copertura finanziaria esenti da qualunque elemento di aiuto pubblico.

Art. 6.
Convenzioni tra Ministero dello sviluppo economico e banca
convenzionata

1. Gli adempimenti tecnici e amministrativi per l’istruttoria dei
programmi di investimento di cui al presente decreto sono svolti da
un soggetto, denominato «banca convenzionata» e scelto dal
Responsabile unico fra quelli selezionati dal Ministero dello
sviluppo economico ai sensi della vigente normativa, sulla base di
apposite convenzioni, i cui oneri sono posti a carico delle risorse
per le quali e’ stata autorizzata la rimodulazione ai sensi del
precedente art. 1.
2. Le convenzioni di cui al comma 1 stabiliscono, tra l’altro:
a) le modalita’ per la trasmissione al Responsabile unico ed al
Ministero dello sviluppo economico delle istruttorie da parte della
banca convenzionata, le modalita’ per l’esercizio delle funzioni di
controllo da parte del Ministero stesso e la previsione di sanzioni
alla banca in caso di inadempimento degli obblighi contrattuali;
b) il divieto per la banca convenzionata, al fine di evitare
duplicazioni dell’attivita’ istruttoria e di garantire la necessaria
riservatezza dei dati e delle informazioni inerenti le imprese e i
programmi da esaminare, nonche’ uniformita’ di valutazione, di
attribuire ad altri soggetti l’affidamento dell’istruttoria medesima,
fatti salvi i casi di particolari accertamenti per i quali siano
necessarie specifiche competenze e che dovranno essere autorizzati
dal Ministero dello sviluppo economico, sulla base di adeguata
motivazione.
3. Gli adempimenti di cui al precedente comma 1 sono svolti dalle
banche convenzionate le cui convenzioni sono in essere alla data di
entrata in vigore del presente decreto.
4. La convenzione deve altresi’ riservare al Ministero dello
sviluppo economico l’adozione di disposizioni in merito ai termini
del procedimento e all’individuazione del responsabile dello stesso
ed in genere di applicazione dei principi direttivi dei capi I, II,
III e IV della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e
integrazioni.

Art. 7.
Bandi di accesso alle agevolazioni

1. Il Responsabile unico procede, entro 30 giorni dalla data di
approvazione di cui al successivo comma 2, pena la decadenza
dell’autorizzazione di cui al precedente art. 1, all’emanazione di
uno specifico bando, da inviare in copia al Ministero dello sviluppo
economico ed alla/e Regione/i interessate/e, i cui criteri e
contenuti, fissati in funzione degli obiettivi del Contratto d’area,
devono essere diffusi anche a mezzo di organi di stampa nazionali e
locali. Il predetto bando, nel rispetto delle disposizioni contenute
nel presente decreto:
a) puo’ indicare, qualora ritenuto necessario, sulla base
dell’ammontare complessivo delle risorse disponibili, le eventuali
quote da riservare ai programmi del «settore industria» o del
«settore turismo», come individuati dal precedente art. 2, comma 4;
b) puo’ individuare un limite minimo degli investimenti
ammissibili in misura comunque non inferiore a quello indicato
all’art. 3, comma 6;
c) individua, nell’ambito territoriale del Contratto d’area, i
comuni nei quali vi siano aree disponibili per destinazione
urbanistica conforme alle attivita’ ammissibili indicate alla
precedente lettera a), attestandone la sussistenza, e la loro
immediata attuazione sotto il profilo urbanistico ed edilizio, e
limitando a tali aree l’ubicazione dei programmi agevolabili;
d) fissa il termine iniziale per la presentazione delle domande,
quello finale, da individuarsi entro 90 giorni dal termine iniziale,
quello per la formazione della graduatoria dei programmi da ammettere
all’istruttoria bancaria, nonche’ i criteri che saranno utilizzati
per la formazione della graduatoria stessa;
e) puo’ prevedere che le agevolazioni previste siano concesse, ove
possibile, secondo la regola «de minimis» di cui al regolamento (CE)
n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006;
f) definisce la modulistica e la documentazione per l’accesso alle
agevolazioni e per l’erogazione delle stesse, ivi compresa ai fini
dell’ammissibilita’ e limitatamente alle imprese di grande dimensione
la documentazione utile a dimostrare, come previsto dal «Regolamento
GBER», l’effetto incentivante dell’aiuto con riferimento ad uno
almeno dei seguenti aspetti del programma di investimento:
un incremento rilevante, per effetto dell’aiuto, delle dimensioni
del programma;
un’estensione rilevante, per effetto dell’aiuto, dell’ambito di
applicazione del programma;
un incremento rilevante, per effetto dell’aiuto, dell’importo
totale speso dal beneficiario per il programma;
una riduzione dei tempi di realizzazione del programma oggetto
dell’aiuto;
limitatamente ai programmi di investimento di cui al successivo
titolo II, la mancata realizzazione del programma proposto, in
assenza di aiuto, in un’area prevista dalla Carta degli aiuti a
finalita’ regionale approvata dalla Commissione europea per il
periodo 2007-2013.
2. Il Responsabile unico provvede a comunicare il bando di cui al
comma 1 al Ministero per la relativa approvazione ed alla/e regione/i
interessata/e per acquisire eventuali osservazioni, entro 90 giorni
dalla data del decreto di autorizzazione alla rimodulazione delle
risorse di cui al precedente art. 1, comma 2, ovvero, per le
rimodulazioni gia’ autorizzate alla data di pubblicazione nella
G.U.R.I. del presente decreto, entro 90 giorni dalla medesima data di
pubblicazione, pena la decadenza dell’autorizzazione di cui al
precedente art. 1. Qualora il Ministero non si esprima nel termine di
30 giorni dalla data di ricevimento della suddetta comunicazione il
bando si considera approvato.

Art. 8.
Presentazione delle domande di agevolazione

1. La domanda di agevolazione e’ presentata, entro i termini
stabiliti dal bando di accesso alle agevolazioni, al Responsabile
unico. La domanda e’ sottoscritta, ai sensi degli articoli 47 e 76
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
dal legale rappresentante dell’impresa che richiede le agevolazioni,
o da suo procuratore speciale, ed e’ redatta esclusivamente
utilizzando la modulistica indicata nel bando di accesso alle
agevolazioni di cui al precedente art. 7. La domanda deve essere
compilata in ogni sua parte ed accompagnata dalla documentazione
indicata nel bando di accesso, a pena di invalidita’.
2. Non e’ ammessa la presentazione di una domanda di agevolazioni
relativa a piu’ programmi o a piu’ unita’ produttive. Non e’ altresi’
ammessa la presentazione di piu’ domande sullo stesso bando ne’ su
bandi successivi, anche da parte di piu’ imprese facenti capo ai
medesimi soggetti, qualora le domande medesime, sebbene riferite a
distinti investimenti, siano relative a parte di un medesimo
programma organico e funzionale. Nell’ambito dello stesso bando, sono
considerati parte del medesimo programma organico e funzionale tutti
gli investimenti realizzati da un’impresa nella stessa unita’ locale.
Qualora per la medesima unita’ locale sia in corso un programma gia’
agevolato con gli strumenti di programmazione negoziata o con la
legge n. 488/1992, non e’ ammessa la presentazione di una domanda
relativa ad un nuovo programma fino a quando, per il predetto
programma agevolato, non sia stata presentata la documentazione di
spesa relativa all’ultimo stato di avanzamento. Non e’ altresi’
ammessa la presentazione di una domanda relativa ad un programma o a
singoli beni gia’ oggetto di agevolazioni di qualsiasi natura
previste da altre norme statali, regionali o comunitarie o comunque
concesse da enti o istituzioni pubbliche, a meno che l’impresa
beneficiaria non vi abbia gia’ formalmente rinunciato. Le domande
che, alla data di chiusura dei termini di presentazione delle stesse,
risultano inoltrate in difformita’ alle disposizioni del presente
comma non sono considerate ammissibili e le agevolazioni
eventualmente concesse sono revocate.
3. Il Responsabile unico registra in ordine cronologico le domande
presentate e ne verifica la completezza e la regolarita’. Fermo
restando quanto previsto dall’art. 6, comma 1, lettera b) della legge
7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni in merito
alle richieste di rettifica dei soli errori e irregolarita’ formali,
la domanda incompleta dei dati, della documentazione e delle
informazioni necessarie ai fini della valorizzazione dei criteri
indicati nel bando di accesso alle agevolazioni, quella presentata al
di fuori dei termini, ovvero redatta in difformita’ dalla modulistica
prevista dal Responsabile unico non e’ considerata valida. In tal
caso il Responsabile unico, nel rispetto dei principi dettati dalla
legge 7 agosto 1990, n. 241, provvede a respingere la domanda con
specifica nota, da inviare a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento, contenente le relative motivazioni, trasmettendone copia
anche al Ministero dello sviluppo economico al fine di consentire da
parte di quest’ultimo l’esercizio dei previsti poteri di controllo.

Art. 9.
Formazione della graduatoria e procedure per l’istruttoria

1. Il Responsabile unico, in riferimento alle domande ritenute
valide ai sensi del precedente art. 8, comma 3, definisce per ciascun
programma, ai fini della successiva formazione della graduatoria, il
valore dei punteggi riferiti ai criteri di cui al comma 1, lettera d)
del precedente art. 7, e sulla base del valore dei citati punteggi
forma la graduatoria dei programmi di investimento identificando, ai
fini della successiva attivita’ istruttoria, quelli che comportano un
fabbisogno finanziario complessivo eccedente del 20% le risorse CIPE
effettivamente disponibili. Il Responsabile unico provvede quindi, ai
sensi dell’art. 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modifiche e integrazioni, a dare comunicazione, a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento, a ciascuna impresa posta in
graduatoria circa il valore dei punteggi assegnati, la posizione
assunta nella graduatoria stessa e l’eventuale inserimento del
programma nell’elenco, di cui al successivo comma 2, da inviare alla
banca convenzionata per il relativo esame istruttorio
particolareggiato.
2. Il Responsabile unico, entro 60 giorni dal termine finale di
presentazione delle domande di cui all’art. 7, comma 1, lettera d),
trasmette alla banca convenzionata l’elenco dei programmi risultanti
in posizione utile ai sensi del precedente comma, unitamente alle
relative domande complete della documentazione prevista.
3. La banca convenzionata ricevuto il predetto elenco e le relative
domande, tenuto conto dell’ordine della graduatoria di cui al comma
1, sottopone ad istruttoria solo i programmi, per i quali, in
relazione alle agevolazioni concedibili, vi siano risorse disponibili
e fino al loro esaurimento. Qualora il fabbisogno finanziario
dell’ultimo programma agevolabile dovesse essere solo in parte
coperto dalle disponibilita’ residue, si procede alla concessione
della somma pari a dette disponibilita’ residue, agevolando,
comunque, l’intero programma e facendo salva la facolta’ per
l’impresa interessata di rinunciare formalmente a dette agevolazioni
ridotte. L’impresa non puo’ autonomamente modificare i dati o le
documentazioni rilevanti ai fini della valorizzazione dei criteri di
priorita’ successivamente alla chiusura dei termini di presentazione
delle domande ed e’ comunque tenuta a corrispondere alla richiesta di
precisazioni e chiarimenti della banca convenzionata in merito ai
dati ed alle documentazioni prodotti ritenuti necessari per il
completamento degli accertamenti istruttori, entro il termine di
quindici giorni dalla data del ricevimento della richiesta medesima;
qualora la risposta dovesse intervenire oltre tale termine, ovvero
dovesse risultare comunque insufficiente, la domanda si intende a
tutti gli effetti decaduta. La banca convenzionata effettua
l’attivita’ istruttoria sulla base delle disposizioni contenute nel
presente decreto e nel bando di accesso alle agevolazioni. In
particolare:
a) verifica la sussistenza delle condizioni per la concessione
delle agevolazioni, ivi compreso con riferimento alle imprese di
grande dimensione l’effetto incentivante dell’aiuto previsto dal
«Regolamento GBER»;
b) accerta la validita’ tecnico-economica e finanziaria del
programma, anche con riferimento all’obiettivo occupazionale
dichiarato dall’impresa;
c) valuta l’ammissibilita’, la pertinenza e la congruita’ delle
spese esposte nella domanda e determina l’importo delle
corrispondenti agevolazioni concedibili;
d) verifica gli elementi che hanno consentito la determinazione
dei punteggi utilizzati per la formazione della graduatoria da parte
del Responsabile unico ed eventualmente ne ridetermina il valore; i
programmi per i quali il valore rideterminato dei punteggi si
discosti in misura pari o superiore al 25% del valore assunto a base
per la formazione della graduatoria non saranno considerati
ammissibili alle agevolazioni.
4. La banca convenzionata, ove previsto nei bandi, valuta altresi’
la validita’ del programma sotto il profilo delle prestazioni
ambientali sulla base di specifiche dichiarazioni in materia che
l’impresa proponente allega alla domanda.
5. Completata l’attivita’ istruttoria, la banca convenzionata, per
le domande istruite con esito positivo invia a ciascuna impresa
interessata, per il tramite del Responsabile unico, ai sensi
dell’art. 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modifiche e integrazioni, una comunicazione, contenente gli elementi
utilizzati per la determinazione dei criteri di cui all’art. 7, comma
1, lettera d) e l’importo delle agevolazioni concedibili a fronte
delle spese ritenute ammissibili; per le domande istruite con esito
negativo, per quelle decadute e per quelle non sottoposte ad
attivita’ istruttoria per insufficienza di fondi, la banca, per il
tramite del Responsabile unico, comunica alle imprese interessate il
diniego delle agevolazioni.
6. La banca convenzionata trasmette al Responsabile unico e al
Ministero dello sviluppo economico, entro novanta giorni dalla data
di avvio dell’attivita’ istruttoria come comunicata dalla stessa
banca convenzionata al Ministero, ai sensi del precedente comma 3, e
secondo le modalita’ indicate dal Ministero stesso, le risultanze
istruttorie.
7. Le risultanze istruttorie sono acquisite dal Ministero dello
sviluppo economico come vere e rispondenti a ragionevoli valutazioni
tecniche, economiche e di mercato. La banca convenzionata ne assume
pertanto la responsabilita’ nella consapevolezza che, laddove il
Ministero dello sviluppo economico dovesse riscontrare nelle
istruttorie stesse elementi di non conformita’ alle norme di legge ed
alle relative disposizioni attuative ovvero incoerenze con noti e
ragionevoli dati economici e di mercato, potra’ incorrere nella
risoluzione della convenzione.
8. Per il computo dei termini di cui al comma 6 del presente
articolo, relativi agli accertamenti istruttori, non si considera il
mese di agosto.

Art. 10.
Approvazione e sottoscrizione del Contratto d’area

1. Entro il quarantacinquesimo giorno successivo al termine finale
di invio delle risultanze istruttorie, il Ministero dello sviluppo
economico, previa verifica, ai sensi della delibera CIPE n. 127
dell’11 novembre 1998, delle aree interessate, adotta un decreto con
il quale approva tali risultanze ed impegna le risorse finanziarie
relative alle agevolazioni concedibili alle singole imprese, nonche’
quelle relative agli oneri istruttori. Tale decreto viene trasmesso
dal Ministero alla/e regione/i interessata/e ed al Responsabile unico
per la successiva comunicazione ai soggetti beneficiari ed al
Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della
Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine della predisposizione
del contratto stesso. I soggetti beneficiari devono sottoscrivere il
Contratto d’area entro 60 giorni dalla data del decreto di
approvazione delle risultanze istruttorie, pena la decadenza dalle
agevolazioni. Qualora per uno o piu’ dei soggetti beneficiari, la
concessione delle agevolazioni e’ subordinata alla notifica della
stessa alla Commissione europea e all’approvazione da parte di
quest’ultima, l’efficacia del Contratto d’area per tali soggetti e’
condizionata agli esiti di detta notifica che saranno comunicati dal
Ministero dello sviluppo economico.
2. Entro dieci giorni dalla sottoscrizione, il Responsabile unico
trasmette alla Cassa depositi e prestiti S.p.a., l’elenco dei
programmi agevolati.

Art. 11.
Modalita’ di erogazione

1. L’importo dell’agevolazione concessa e’ reso disponibile in due
quote annuali di pari ammontare e alla stessa data di ogni anno, la
prima delle quali entro trenta giorni dalla data del decreto di cui
all’art. 10, comma 1. Qualora la concessione delle agevolazioni e’
subordinata alla notifica della stessa alla Commissione europea e
all’approvazione da parte di quest’ultima, la prima quota e’ resa
disponibile entro trenta giorni dalla data della comunicazione degli
esiti di detta notifica.
2. Le quote delle agevolazioni sono erogate, su specifica richiesta
dell’impresa beneficiaria, per stato di avanzamento, subordinatamente
all’effettiva realizzazione della corrispondente parte degli
investimenti ritenuti ammissibili; la prima quota puo’ essere
erogata, su richiesta, a titolo di anticipazione, previa
presentazione di fidejussione bancaria o polizza assicurativa
irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, di
importo pari alla somma da erogare e di durata adeguata, redatta in
conformita’ allo schema previsto dalla circolare del Ministero delle
attivita’ produttive n. 970776 del 27 maggio 2005.
3. Ai fini di ciascuna erogazione, le imprese beneficiarie
trasmettono al Responsabile unico la documentazione indicata all’art.
12, per il conseguente accertamento della corrispondenza degli
investimenti realizzati al programma approvato e alle erogazioni
richieste.
4. Il Responsabile unico, entro trenta giorni dalla data di
ricevimento dei riscontri delle banche convenzionate di cui al
successivo art. 12, comma 5, richiede alla Cassa depositi e prestiti
S.p.a. l’erogazione delle corrispondenti quote alle imprese
beneficiarie. Ai fini dell’erogazione dell’ultima quota, e qualora
non sia stato ancora effettuato il calcolo definitivo delle
agevolazioni di cui all’art. 13, comma 4, dalla stessa viene
trattenuto il dieci per cento dell’importo totale, da conguagliare
successivamente al calcolo definitivo medesimo.

Art. 12.
Documentazione di spesa

1. Ai fini dell’erogazione delle quote di agevolazione l’impresa
trasmette al Responsabile unico la documentazione di spesa necessaria
per i riscontri e le verifiche sugli investimenti realizzati.
2. La documentazione di spesa consiste in:
a) copia autentica delle fatture o delle altre documentazioni
fiscalmente regolari. In alternativa, la documentazione in argomento
puo’ consistere in elenchi o in elaborati di contabilita’ industriale
riepilogativi dei suddetti titoli; in questo caso i titoli devono
essere riepilogati per capitolo di spesa e per ciascuno deve essere
indicato il numero e la data, il fornitore, una chiara e completa
descrizione sufficiente all’univoca individuazione delle singole
immobilizzazioni acquisite ed il relativo importo al netto
dell’I.V.A.;
b) dichiarazione ed allegato elenco dei macchinari, impianti e
attrezzature di cui all’art. 4, comma 5;
c) copia della documentazione comprovante l’avvenuto pagamento
delle forniture;
d) documento unico di regolarita’ contributiva.
3. La documentazione di cui al comma 2 e’ suddivisa per capitoli
omogenei di spesa e ad essa sono allegate la certificazione prevista
dalla vigente normativa antimafia, specifiche dichiarazioni secondo
gli schemi previsti dal bando di cui all’art. 7, l’eventuale
documentazione indicata nell’allegato 3 nonche’ quella eventualmente
prevista dal bando medesimo. I titoli di spesa originali devono
riportare l’indicazione del programma agevolato cui si riferiscono.
Le dichiarazioni attestano in particolare:
a) che gli elenchi o gli elaborati di cui alla lettera a) del
comma 2 sono conformi ai documenti originali e che questi ultimi sono
fiscalmente regolari;
b) che la documentazione prodotta e’ regolare e si riferisce a
spese inerenti unicamente la realizzazione del programma oggetto
della specifica domanda di agevolazione;
c) che tutti i materiali, macchinari, impianti ed attrezzature
relativi alle spese documentate sono stati acquisiti ed installati
nello stabilimento di cui si tratta allo stato «nuovi di fabbrica»;
d) che le spese sono capitalizzate, ove previsto, non si
riferiscono a materiali di consumo, ricambi e manutenzioni, che non
riguardano la gestione e che sono al netto dell’I.V.A. e di altre
imposte e tasse;
e) che le forniture sono state pagate e che sulle stesse non sono
stati praticati sconti o abbuoni al di fuori di quelli eventualmente
gia’ evidenziati;
f) in relazione all’ultimo stato di avanzamento rendicontato, che
l’attivita’ agevolata e’ stata avviata con l’utilizzo dei beni
oggetto della documentazione di spesa e che l’impianto e’ in perfetto
stato di funzionamento.
4. Le dichiarazioni di cui al comma 3 sono rese dal legale
rappresentante dell’impresa o suo procuratore speciale ai sensi degli
articoli 47 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445.
5. Il Responsabile unico, ricevuta la documentazione di spesa ed
effettuate tutte le verifiche di propria competenza, la trasmette
alla banca convenzionata affinche’ ne verifichi la completezza e la
pertinenza al programma agevolato e provveda all’esame di
ammissibilita’ e congruita’ delle spese rendicontate. Qualora i bandi
di cui al precedente art. 7, comma 1 abbiano previsto la sussistenza
di requisiti che abbiano rappresentato elemento necessario per
l’ammissibilita’ ovvero elemento di priorita’ nella formazione delle
graduatorie, la banca convenzionata provvede a verificarne la
sussistenza anche in relazione al programma di investimenti ultimato.
La banca convenzionata effettua altresi’ il sopralluogo presso
l’unita’ locale oggetto del programma per le verifiche sugli
investimenti realizzati. Effettuati i predetti adempimenti, le banche
convenzionate, entro il termine di trenta giorni lavorativi dalla
data di ricevimento della documentazione di spesa, comunicano al
Responsabile unico l’esito positivo o negativo delle verifiche ai
fini di cui al precedente art. 11, comma 4.
6. In relazione a quanto disposto al successivo art. 13, comma 4,
entro novanta giorni dal ricevimento della documentazione finale di
spesa relativa all’ultimo stato di avanzamento e dell’eventuale
ulteriore documentazione ritenuta necessaria per le verifiche, la
banca convenzionata trasmette al Responsabile unico e al Ministero
dello sviluppo economico:
a) una relazione sullo stato finale del programma, riportante le
risultanze delle verifiche e degli ulteriori accertamenti svolti, che
contenga un giudizio di pertinenza e congruita’ delle spese ed
evidenzi le variazioni sostanziali intervenute in sede esecutiva
rispetto al progetto posto a base della istruttoria, indicando gli
investimenti finali ammissibili suddivisi per capitolo e per anno
solare, elencando i relativi beni nei confronti dei quali sussiste
l’obbligo di non distrazione di cui all’art. 16, comma 1, lettera b);
b) le dichiarazioni di cui ai commi 3 e 4;
c) per i programmi la cui spesa ammissibile risulti uguale o
superiore a 250.000 euro, la documentazione di spesa vistata dalle
banche medesime.

Art. 13.
Provvedimento di approvazione definitiva delle agevolazioni concesse

1. Successivamente al ricevimento della documentazione prevista
dall’art. 12, comma 6, il Ministero dello sviluppo economico,
esclusivamente per i programmi comportanti investimenti ammessi in
via provvisoria di importo uguale o superiore a 250.000 euro, dispone
accertamenti sull’avvenuta realizzazione del programma stesso
nominando con proprio decreto un’apposita commissione. La
partecipazione alla commissione non da’ luogo alla corresponsione di
compensi, emolumenti, indennita’ o rimborsi spese. All’attuazione del
presente comma si provvede nell’ambito delle risorse umane,
finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
2. La commissione di cui al comma 1, svolti i dovuti accertamenti
di merito, redige un apposito verbale che trasmette al Ministero
dello sviluppo economico, il quale, effettuati i dovuti controlli e
qualora non ravvisi cause di revoca delle agevolazioni, lo trasmette
al Responsabile unico.
3. Per i programmi comportanti investimenti ammessi in via
provvisoria di importo inferiore a 250.000 euro, il Ministero dello
sviluppo economico, nell’esercizio delle proprie funzioni, dispone i
controlli e le ispezioni, anche a campione, ai sensi del successivo
art. 14.
4. Sulla base della relazione finale e delle risultanze degli
eventuali accertamenti, controlli ed ispezioni di cui al presente
articolo, il Responsabile unico provvede al ricalcolo delle
agevolazioni spettanti all’impresa, anche al fine di verificare il
rispetto delle intensita’ massime di aiuto previste dalla disciplina
comunitaria, e adotta il provvedimento di approvazione definitiva,
confermando l’importo indicato dalla banca convenzionata o
rettificandolo in relazione alle risultanze degli eventuali
accertamenti ed ispezioni condotti sul programma di investimenti. Al
fine di garantire la partecipazione dell’impresa al procedimento di
ricalcolo delle agevolazioni spettanti, la relazione finale e gli
esiti degli eventuali accertamenti ed ispezioni sono portati a
conoscenza dell’impresa stessa.
5. A seguito dell’approvazione definitiva, il Responsabile unico
provvede a richiedere alla Cassa depositi e prestiti S.p.a., dopo
aver acquisito una specifica autorizzazione da parte del Ministero
dello sviluppo economico, l’erogazione di quanto eventualmente ancora
dovuto alle imprese beneficiarie ovvero a richiedere alle imprese
medesime le somme da queste dovute, maggiorate nella misura prevista.
6. Il provvedimento di approvazione definitiva deve essere emanato
entro nove mesi dal ricevimento della documentazione di cui all’art.
12, comma 6; trascorso detto termine si provvede alle residue
erogazioni secondo quanto disciplinato al precedente comma 5.

Art. 14.
Controlli e ispezioni

1. In ogni fase e stadio del procedimento il Ministero dello
sviluppo economico puo’ disporre controlli e ispezioni anche a
campione sui soggetti che hanno richiesto le agevolazioni, al fine di
verificare le condizioni per la fruizione e il mantenimento delle
agevolazioni medesime, sull’attivita’ del Responsabile unico, in
particolare in relazione agli obblighi e responsabilita’ di cui agli
articoli 6 e 7 del decreto ministeriale n. 320/2000, delle banche
convenzionate e sulla regolarita’ dei procedimenti.
2. Ai fini del monitoraggio dei programmi agevolati, il
Responsabile unico predispone una relazione semestrale sulle
erogazioni effettuate entro il 30 giugno ed il 31 dicembre di ciascun
anno con l’indicazione della situazione contabile relativa al
Contratto d’area e delle diverse iniziative imprenditoriali ed
interventi infrastrutturali. Tali relazioni sono trasmesse al
Ministero dello sviluppo economico rispettivamente entro il 31 luglio
e 31 gennaio di ogni anno.

Art. 15.
Cumulo

1. Le agevolazioni concesse in relazione ai programmi di
investimento di cui al presente decreto non sono cumulabili con altre
agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese, incluse quelle
concesse a titolo «de minimis» secondo quanto previsto dal
regolamento n. 1998/2006.

Art. 16.
Revoche

1. Fermo restando quanto previsto dall’art. 9 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 123, e dal bando di accesso alle
agevolazioni il Ministero dello sviluppo economico, anche su
segnalazione del Responsabile unico, provvede alla revoca delle
agevolazioni alle imprese beneficiarie, nei seguenti casi:
a) in caso di mancato rispetto dei divieti di cumulo di cui
all’art. 15;
b) qualora vengano distolte dall’uso previsto le immobilizzazioni
materiali o immateriali, la cui realizzazione o acquisizione e’ stata
oggetto dell’agevolazione, prima di cinque anni dalla data di entrata
in funzione dell’impianto, come definita al precedente art. 3, comma
4;
c) qualora, nel corso di realizzazione del programma di
investimenti agevolato sia intervenuta una modifica dell’indirizzo
produttivo dell’impianto con il conseguimento di produzioni finali
inquadrabili in una «divisione» della «Classificazione delle
attivita’ economiche ISTAT 2002» diversa da quella relativa alle
produzioni indicate nel programma originario, a meno che tale
variazione non sia stata approvata dal Ministero dello sviluppo
economico ai sensi dell’art. 12-bis del decreto ministeriale n.
320/2000 e s.m.i.;
d) qualora sia stata accertata una grave violazione delle norme
sul lavoro e dei contratti collettivi di lavoro;
e) qualora l’iniziativa non venga ultimata entro ventiquattro mesi
dalla data di sottoscrizione del contratto d’area di cui all’art. 10,
comma 1, salvo che il termine stesso sia prorogato;
f) qualora siano gravemente violate specifiche norme settoriali
anche appartenenti all’ordinamento comunitario;
g) qualora nell’esercizio a regime si registri, con i criteri
previsti dal decreto ministeriale n. 215/2006, uno scostamento
dell’obiettivo occupazionale, rispetto a quello riscontrato dalla
banca convenzionata in fase istruttoria, superiore ai 30 punti
percentuali in diminuzione;
h) qualora l’impresa non abbia maturato, entro 18 mesi dalla data
del decreto di cui all’art. 10, comma 1, le condizioni previste per
l’erogazione a stato di avanzamento della prima quota del contributo
in conto capitale;
i) qualora decorsi sei mesi dalla data di ultimazione del
programma di investimenti come risultante dalla dichiarazione di cui
al precedente art. 3 comma 4 l’impresa non abbia trasmesso al
Responsabile unico la documentazione di spesa relativa all’ultimo
stato di avanzamento del programma;
l) in caso di insussistenza degli eventuali ulteriori requisiti di
ammissibilita’ e/o elementi di priorita’ per la formazione delle
graduatorie, previsti dai bandi di cui all’art. 7, comma 1.
2. Nelle predette ipotesi sub c), f), h) ed i) la revoca delle
agevolazioni e’ totale.
3. Nell’ipotesi sub a) di cui al comma 1, la revoca delle
agevolazioni e’ parziale, in relazione alle spese ammesse alle
agevolazioni afferenti i beni oggetto di altre agevolazioni, qualora
le rilevazione del mancato rispetto del divieto in argomento derivi
dalla tempestiva segnalazione dell’impresa beneficiaria e qualora
quest’ultima intenda mantenere le altre agevolazioni; qualora il
mancato rispetto venga rilevato nel corso degli accertamenti o delle
ispezioni di cui agli articoli 13 e 14 senza che l’impresa abbia dato
precedente segnalazione, la revoca e’ totale.
4. Nell’ipotesi sub b) di cui al comma 1, la revoca delle
agevolazioni e’ totale se la distrazione dall’uso previsto delle
immobilizzazioni agevolate prima dei cinque anni, dalla data di
entrata in funzione dell’impianto costituisca una variazione
sostanziale del programma agevolato non autorizzata, determinando, di
conseguenza, il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati
dell’iniziativa; altrimenti la revoca e’ parziale ed e’ effettuata in
misura proporzionale alle spese ammesse alle agevolazioni afferenti,
direttamente o indirettamente l’immobilizzazione distratta ed al
periodo di mancato utilizzo dell’immobilizzazione medesima con
riferimento al prescritto quinquennio.
5. Nell’ipotesi sub d) di cui al comma 1, il Ministero dello
sviluppo economico provvede a fissare un termine non superiore a 60
giorni per consentire all’impresa di regolarizzare la propria
posizione. Trascorso inutilmente tale termine il Ministero medesimo
procede alla revoca totale delle agevolazioni. Nei casi piu’ gravi o
nel caso di recidiva puo’ essere disposta l’esclusione dell’impresa
per un tempo fino a cinque anni da qualsiasi ulteriore concessione di
agevolazioni.
6. Nell’ipotesi sub e) di cui al comma 1, si precisa che nel caso
in cui il programma non venga ultimato entro i termini prescritti e
non vi sia stata concessione di proroghe, la revoca e’ parziale e
interessa le agevolazioni afferenti i titoli di spesa datati
successivamente a detti termini; qualora siano state concesse
proroghe, i titoli di spesa datati non oltre sei mesi dalla scadenza
dei termini prorogati, sono considerati ammissibili fermo restando
che il valore delle agevolazioni ricalcolate a consuntivo sara’
decurtato in misura pari al 10% delle agevolazioni concesse. E’ fatta
salva ogni ulteriore determinazione conseguente alle verifiche
sull’effettivo completamento dell’investimento e sul raggiungimento
degli obiettivi prefissati.
7. Nell’ipotesi sub g) la revoca delle agevolazioni e’ totale se lo
scostamento dell’obiettivo occupazionale e’ superiore agli 80 punti
percentuali in diminuzione. Per scostamenti compresi fra gli 80 e i
30 punti percentuali si applica una percentuale di revoca parziale
pari alla differenza tra lo scostamento stesso e il limite di 30
punti percentuali. Per i programmi di investimento agevolati in aree
di crisi, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 15 aprile 1998, le percentuali sono elevate
rispettivamente a 100 e 50.
8. La revoca delle agevolazioni comporta l’obbligo di restituire
l’importo gia’ erogato.
9. Nei casi di revoca parziale delle agevolazioni, si procede alla
riliquidazione delle stesse ed alla rideterminazione delle quote
erogabili. Le maggiori agevolazioni eventualmente gia’ erogate
vengono detratte dalla prima erogazione utile o, se occorre, anche
dalla successiva, ovvero recuperate.
10. In caso di recupero delle somme erogate ovvero di detrazione di
parte delle stesse dalle erogazioni successive a seguito di
provvedimenti di revoca di cui al presente articolo o a seguito di
altre inadempienze dell’impresa di cui al presente decreto, le
medesime vengono maggiorate di un interesse pari al tasso ufficiale
di riferimento (TUR) vigente alla data dell’erogazione, fatti salvi i
casi in cui sono applicabili le maggiorazioni di tasso e le sanzioni
di cui all’art. 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.
11. Il Responsabile unico, anche su segnalazione della banca
convenzionata, invia al Ministero dello sviluppo economico il proprio
motivato parere circa la necessita’ di ricorrere alla revoca totale o
parziale delle agevolazioni, dandone contestuale comunicazione
motivata anche all’impresa interessata.
Il presente decreto sara’ trasmesso alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 18 marzo 2009
Il Ministro dello sviluppo economico
Scajola

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti

Il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali
Zaia

Registrato alla Corte dei conti il 29 maggio 2009
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 2, foglio n. 278

Allegato

—-> Vedere da pag. 35 a pag. 51 <----

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 18 marzo 2009

Architetto.info