MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 19 gennaio 2011 | Architetto.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 19 gennaio 2011

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 19 gennaio 2011 -Determinazione degli ambiti territoriali nel settore della distribuzione del gas naturale. (11A04461) - (GU n. 74 del 31-3-2011 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 19 gennaio 2011

Determinazione degli ambiti territoriali nel settore della
distribuzione del gas naturale. (11A04461)

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO PER I RAPPORTI CON LE REGIONI
E LA COESIONE TERRITORIALE

Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, recante norme
comuni per il mercato interno del gas, ed in particolare gli articoli
14 e 15 sull’attivita’ di distribuzione e il regime di transizione;
Vista la legge 23 agosto 2004, n.239, recante riordino del settore
energetico la quale, ai sensi dell’articolo 117, terzo comma, della
Costituzione, stabilisce disposizioni per il settore energetico atte
a garantire la tutela della concorrenza e dei livelli essenziali
delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, ed in
particolare l’articolo 1, comma 2, lettera c) secondo cui le
attivita’ di distribuzione di gas sono attribuite in concessione
secondo le disposizioni di legge;
Vista la legge 23 febbraio 2006, n. 51, di conversione in legge del
decreto legge 30 dicembre 2005, n. 273, recante definizione e proroga
dei termini, nonche’ conseguenti disposizioni urgenti, ed in
particolare l’articolo 23 relativo ai nuovi termini del regime di
transizione nell’attivita’ di distribuzione;
Vista la legge 29 novembre 2007, n. 222, concernente la conversione
in legge, con modificazioni, del decreto legge 1° ottobre 2007, n.
159, recante interventi urgenti in materia economico – finanziaria,
per lo sviluppo e l’equita’ sociale, ed in particolare l’articolo 46
– bis, comma 2, che nell’ambito delle disposizioni in materia di
concorrenza e qualita’ dei servizi essenziali nel settore della
distribuzione del gas, stabilisce che con decreto dei Ministri dello
sviluppo economico e per i rapporti con le regioni e per la coesione
territoriale, su proposta dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il
gas e sentita la Conferenza unificata, sono determinati gli ambiti
territoriali minimi per lo svolgimento delle gare per l’affidamento
del servizio di distribuzione del gas;
Vista la legge 6 agosto 2008, n. 133, concernente la conversione in
legge, con modificazioni, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112,
recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la
semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza
pubblica e la perequazione tributaria, ed in particolare l’articolo
23 – bis, concernente servizi pubblici locali di rilevanza economica,
che, al comma 1, prevede l’applicazione delle disposizioni in esso
contenute a tutti i servizi pubblici locali e la prevalenza sulle
relative discipline di settore con esse incompatibili;
Vista la legge 23 luglio 2009, n. 99, recante disposizioni per lo
sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in materia
di energia;
Visto in particolare l’articolo 30, comma 26, della suddetta legge
che fa salve le disposizioni del decreto legislativo 23 maggio 2000,
n.164, e dell’articolo 46 – bis del decreto legge 1° ottobre 2007, n.
159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.
222, in materia di distribuzione di gas naturale, stabilendo inoltre
in capo al Ministro dello sviluppo economico di concerto con il
Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione
territoriale, sentite la Conferenza unificata e l’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas, la determinazione degli ambiti
territoriali minimi di cui al citato articolo 46 – bis, comma 2,
tenendo anche conto delle interconnessioni degli impianti di
distribuzione e con riferimento alle specificita’ territoriali e al
numero dei clienti finali e che in ogni caso l’ambito non puo’ essere
inferiore al territorio comunale;
Vista la legge 20 novembre 2009, n. 166, di conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135,
recante disposizioni urgenti per l’attuazione degli obblighi
comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia
delle Comunita’ europee, ed in particolare l’articolo 15, comma 1,
lettera a-bis);
Visto il documento dell’Autorita’ per l’energia e il gas
“Considerazioni finali relative alle proposte in materia di
individuazione di bacini ottimali di utenza” trasmesso al Ministero
dello sviluppo economico in data 30 gennaio 2009;
Considerato che il presente provvedimento, ampliando l’area di
gestione del servizio di distribuzione di gas naturale rispetto alle
attuali concessioni, e’ finalizzato a favorire lo sviluppo efficiente
del medesimo servizio, a ridurne i relativi costi a favore dei
clienti finali, nonche’ a rimuovere le barriere che ostacolano lo
sviluppo della concorrenza nel settore della vendita di gas;
Considerato che gli ambiti territoriali minimi devono essere
identificati in base a criteri di efficienza e di riduzione dei costi
per l’intero sistema costituito dalla distribuzione e dalla vendita
di gas naturale, tenuto conto delle specificita’ territoriali;
Considerato che fra gli studi che analizzano le economie di scala
nella distribuzione di gas basati su parametri nazionali, lo studio
eseguito dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, i cui
risultati sono riportati nel suddetto documento, sia il piu’
attendibile in quanto basato su dati disaggregati di bilancio forniti
dalle imprese italiane nei rendiconti annuali per la separazione
contabile, non disponibili a terzi;
Considerato che dalle analisi di produttivita’ del documento
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas emerge la presenza di
economie di scala nello svolgimento del servizio significative per le
imprese medio-piccole e deboli per le imprese di dimensione maggiore;
Considerato che il suddetto studio prevede che l’effetto di
economie di scala per il segmento della distribuzione di gas naturale
e’ significativo almeno fino a un numero di clienti serviti pari a
circa 300.000 qualora si considerino sia i costi della gestione
tecnica delle reti, sia i costi delle funzioni centrali e dei servizi
comuni, e fino a 100.000 clienti, qualora si considerino invece i
soli costi di gestione tecnica delle reti;
Considerato che l’Autorita’ riconosce ai distributori con un numero
di clienti inferiore alla soglia di 300.000 un maggiore ricavo
tariffario a compensazione dei maggiori costi operativi per servire
il singolo cliente, pari al 13 per cento in piu’ per gli operatori
con meno di 300.000 clienti e 22 per cento in piu’ per quelli con
meno di 50.000 clienti per il periodo regolatorio 2009-2012, e che
pertanto l’aumento di dimensione degli ambiti consente di ridurre
significativamente le tariffe di distribuzione a vantaggio dei
consumatori;
Considerato che una maggiore dimensione degli ambiti determina
anche una riduzione dei costi relativi allo svolgimento delle gare e
la produzione di un maggiore numero di titoli di efficienza
energetica, dato che ora i soggetti obbligati sono i distributori di
gas naturale con almeno 50.000 clienti, e che sotto il profilo di
tutela della concorrenza per il settore della vendita di gas, un
numero minore di ambiti riduce i costi di transazione per le
operazioni di acquisizione e di gestione della clientela;
Considerato che in questa fase e’ necessario disciplinare il
passaggio del regime di transizione nell’attivita’ di distribuzione
di gas naturale anche per agevolare le societa’ che attualmente
effettuano l’attivita’ di vendita di gas;
Considerato che le citta’ con un numero di clienti finali superiore
a 300.000 debbano costituire un ambito minimo territoriale, in quanto
il medesimo non puo’ essere inferiore all’ambito comunale;
Considerato che al fine di una migliore gestione tecnica della rete
i Comuni alimentati dallo stesso impianto di distribuzione
interprovinciale debbano essere assegnati all’ambito prevalente
dell’impianto anche se appartenenti a province o a regioni
differenti;
Considerato che il presente provvedimento definisce gli ambiti
territoriali minimi per lo svolgimento delle gare per l’affidamento
del servizio di distribuzione di gas, ciascuno dei quali rappresenta
un insieme minimo di Comuni i cui relativi impianti di distribuzione,
a regime, dovranno essere gestiti da un unico gestore;
Considerato che, a seguito della determinazione degli ambiti
territoriali minimi, rientra nella facolta’ degli Enti locali
l’accorpamento di piu’ ambiti territoriali limitrofi per lo
svolgimento della gara con la quale sara’ affidato il servizio dei
relativi impianti di distribuzione;
Considerato che sulla base della metodologia adottata per la
definizione degli ambiti territoriali minimi su tutto il territorio
nazionale, per le Regioni Molise e Calabria risultano tre ambiti a
livello provinciale con un numero di clienti effettivi inferiore a
30.000 clienti e con un numero di clienti potenziali inferiore a
50.000 clienti;
Ritenuto che i Comuni che alla data del presente provvedimento non
sono serviti dal gas naturale debbano essere comunque inseriti
nell’ambito territoriale minimo d’appartenenza in previsione di una
futura metanizzazione, con eccezione dei Comuni della Sardegna che,
in vista del completamento del progetto GALSI, saranno oggetto di un
futuro provvedimento;
Ritenuto che dalla data di entrata in vigore del presente
provvedimento la gara per l’affidamento della gestione dei vari
impianti di distribuzione di uno stesso ambito territoriale debba
essere unica, anche se l’affidamento avverra’ in tempi successivi, a
causa della scadenza differenziata delle diverse concessioni;
Ritenuto che per le aree ancora oggetto di metanizzazione l’ambito
debba essere dimensionato considerando i clienti potenziali, come
definiti nel sopracitato documento dell’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas;
Ritenuto che in questa fase un ambito di dimensioni comparabili a
quello medio provinciale o, qualora il numero dei clienti finali sia
superiore a 300.000, piu’ ambiti nello stesso territorio provinciale
al di sotto di tale soglia, tenendo conto anche delle realta’
montane, siano in grado di recepire al meglio le specificita’
territoriali garantendo al settore della distribuzione di gas
maggiore efficienza e riduzione dei costi e nello stesso tempo
permettano un passaggio graduale alla situazione ottimale attenuando
i riflessi sulle imprese;
Ritenuto che, al fine di semplificare e accelerare nella prima fase
delle gare le operazioni di aggregazione degli enti locali, sia
opportuno introdurre un limite di 50 sul numero massimo dei Comuni
presenti in un ambito purche’ gli ambiti abbiano almeno 50.000
clienti e gliimpianti interconnessi risultino sempre in uno stesso
ambito;
Sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, ai sensi
dell’articolo 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99;
Sentita la Conferenza Unificata nella seduta del 16 dicembre 2010;
Ritenuto di dover procedere alla definizione degli ambiti
territoriali minimi di cui all’articolo 46 – bis, comma 2, del
decreto legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, secondo le modifiche apportate
dall’articolo 30, comma 26, della citata legge 23 luglio 2009, n. 99;

Decreta:

Art. 1

Ambiti territoriali minimi

1. Gli ambiti territoriali minimi per lo svolgimento delle gare e
l’affidamento del servizio di distribuzione del gas sono determinati
in numero di 177, ciascuno inserito nell’allegato 1 facente parte
integrante del presente provvedimento.
2. Con successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro per i rapporti con le Regioni e la Coesione
territoriale, da comunicare alla Conferenza Unificata, sono indicati
i Comuni appartenenti a ciascun ambito territoriale.

Art. 2

Gare d’ambito

1. Gli Enti locali di ciascun ambito territoriale minimo affidano
il servizio di distribuzione gas previsto dall’articolo 14, comma 1,
del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, tramite gara unica.
2. Gli Enti locali il cui territorio sara’ metanizzato
successivamente all’aggiudicazione della gara d’ambito, sia nel caso
di attuazione del piano di sviluppo degli impianti previsto in sede
di gara e allegato al contratto di servizio, sia nel caso di
attuazione di un piano di metanizzazione, anche attraverso
finanziamento pubblico, definito successivamente alla gara medesima,
affidano il servizio di distribuzione sul proprio territorio al
gestore risultato vincitore nell’ambito territoriale minimo a cui
appartengono.
3. L’affidamento di tutti gli impianti dello stesso ambito
territoriale minimo, inclusi i nuovi impianti di distribuzione di cui
al comma 2, scade al dodicesimo anno decorrente dalla data
dell’affidamento al gestore vincitore della gara del primo impianto
appartenente all’ambito.
4. La gara unica di cui al comma 1 puo’ essere estesa a due o piu’
ambiti confinanti previo accordo degli enti locali degli ambiti
interessati.

Art. 3

Affidamento e durata della concessione nel primo periodo

1. Nel periodo di prima applicazione del nuovo sistema, il gestore
risultato vincitore della gara d’ambito subentra progressivamente
nell’affidamento del servizio dei vari impianti di distribuzione gas
dell’ambito territoriale minimo alla scadenza delle singole
concessioni presenti nell’ambito, a meno di una loro anticipata
risoluzione concordata fra il gestore uscente e l’Ente locale.
2. Con delibera dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
sono stabilite misure volte a incentivare l’anticipata risoluzione di
cui al comma 1, nonche’ misure volte a incentivare l’aggregazione
degli ambiti territoriali minimi di cui all’articolo 1, che
presentano un numero di clienti inferiore a 100.000.
3. Ai sensi dell’articolo 46 – bis, comma 2, del decreto legge 1°
ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 2007, n. 222, e per ultimo modificato dall’articolo 30,
comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, a decorrere dall’entrata
in vigore del presente provvedimento le gare per l’affidamento del
servizio di distribuzione gas previsto dall’articolo 14, comma 1, del
decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, per le quali non e’ stato
pubblicato il bando o non e’ decorso il termine per la presentazione
delle offerte di gara sono aggiudicate unicamente relativamente agli
ambiti determinati nell’allegato 1 facente parte integrante del
presente provvedimento. Il gestore uscente, ai sensi dell’articolo
14, comma 7, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.164, resta
comunque obbligato a proseguire la gestione del servizio fino alla
data di decorrenza del nuovo affidamento.

Art. 4

Prerogative delle Regioni a statuto speciale e delle Province
autonome di Trento e Bolzano

1. Sono fatte salve le prerogative statutarie delle Regioni a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Art. 5

Pubblicazione

1. Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta ufficiale
della Repubblica Italiana e nei siti internet dei Ministeri dello
sviluppo economico e per i rapporti con le Regioni e la coesione
territoriale, ed entra in vigore dal giorno successivo alla data
della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
Italiana.
Roma, 19 gennaio 2011

Il Ministro dello sviluppo economico: Romani
Il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione
territoriale: Fitto

Registrato alla Corte dei conti il 14 marzo 2011
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 313

Allegato 1

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 19 gennaio 2011

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